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La Benevento segreta, Sapori di Corte e il liquore Strega Alberti: un punto d’incontro tra storia e gusto
Nel centro storico di Benevento, quasi nascosta nelle stradine antiche, vi è la più piccola osteria della città sannita: Sapori di Corte, che si distingue per una proposta culinaria che affonda le radici nella tradizione campana e sannita. A pochi metri dal conservatorio di musica Nicola Sala e dalla chiesa di Santa Sofia, patrimonio dell’umanità UNESCO. Ogni piatto nasce dall’equilibrio tra ricette tramandate nel tempo e una presentazione curata, senza mai perdere il legame con i sapori autentici del territorio. Lorenzo Tufo, utilizza nelle sue ricette di qualità prodotti stagionali e del territorio, un giovane chef che valorizza la tradizione sannita con la sua cucina che racconta una Benevento autentica. Questa attenzione permette di valorizzare le eccellenze locali e di proporre una cucina che segue il ritmo naturale delle stagioni. Ogni preparazione nasce dall’idea che semplicità e qualità possano convivere, lasciando parlare il sapore degli ingredienti senza eccessive elaborazioni. L’atmosfera dell’osteria invita gli ospiti a vivere un percorso fatto di giovialità, dove il cibo diventa occasione di condivisione e scoperta.
Lorenzo così presenta la sua perla del gusto: ≪L’osteria ha compiuto 10 anni e siamo felici di aver tagliato questo piccolo traguardo. Cerchiamo di sintetizzare la cucina sannita con i nostri prodotti del territorio e li completiamo con la proposta reinterpretata di baccalà che appartiene alla tradizione campana. Cerchiamo di valorizzare il meglio dei prodotti sanniti che consentono una grande scelta fra formaggi, salumi e ottime carni del territorio. E, come dico sempre, non è un’eresia saltare da un piatto di terra a uno di baccalà, una cucina che si sposa e si può godere in tutte le sue sfaccettature. Siamo la più piccola osteria di Benevento, con venti posti, se ci stringiamo riusciamo a mettere qualche posticino in più. Nasciamo proprio nel cuore del centro storico, a poca distanza dall’Arco di Traiano≫. Benevento è una città in evoluzione, tra due anni saranno terminati i lavori di riqualificazione urbana e verranno rinnovati gli spazi pubblici per migliorarne la vivibilità e l’estetica, si avrà una città trasformata, nel frattempo una passeggiata a Benevento va fatta. ≪ Noi vogliamo essere pronti per quando ci sarà la nuova Benevento – continua Lorenzo – la aspettiamo da sempre. Benevento è una città storicamente millenaria che vogliamo far visitare, non ci dimentichiamo che è caratterizzata dalla leggenda delle streghe, da cui trae il suo fascino. La città deve avere solo i giusti spazi, le giuste attrazioni per le persone e penso che è una città che può dare tanto dal punto di vista turistico≫.
Il ristorante è piccolo ma con clienti famosi come Clementino che è un amico di Benevento perché ha la mamma beneventana. ≪Abbiamo tanti ospiti speciali, che ci fa piacere quando ci vengono a trovare. Riconoscono il nostro locale come un locale intimo, dove poter trascorrere una giornata in serenità ≫ precisa Lorenzo Tufo. Da imprenditore ha deciso di rimanere e non andare via come tanti altri: ≪ Ho avuto le mie esperienze fuori, la semplicità che può offrire una città come Benevento, può essere fatta vivere anche in altre situazioni. Oggi la mia base è questa, abbiamo deciso di restare, di puntare sul territorio, anche in maniera testarda. Oggi si crede di trovare fortuna fuori da casa propria, ma in verità ritengo che l’impegno, la dedizione, la costanza, premiano sempre≫. Autenticità, dedizione e qualità possano ancora fare la differenza nel mondo della ristorazione che evolve continuamente, ma i valori che guidano Lorenzo Tufo rimangono gli stessi: rispetto della tradizione, ricerca della qualità e desiderio di migliorarsi ogni giorno. L’obiettivo è continuare a promuovere la cultura gastronomica beneventana, offrendo una cucina capace di emozionare sia chi visita il territorio per la prima volta sia chi vi ritorna alla ricerca dei sapori di casa.
Il viaggio continua, l’itinerario di Exempla costruisce un racconto che va oltre la valorizzazione delle eccellenze produttive. Ceramica, Liquore Strega, maioliche e paesaggi diventano elementi di una narrazione più ampia, dove patrimonio materiale e immateriale contribuiscono a definire il volto di una Campania ricca di storia, creatività e identità.
L’Alchimia del Sannio: viaggio nello stabilimento del Liquore Strega dove il tempo profuma di erbe e la formula segreta Alberti incontra il mito delle Janare
Le janare, sacerdotesse di Diana, come vengono chiamate le streghe di Benevento, celebravano i loro riti legati alla terra intorno al leggendario Noce di Benevento, raccogliendo erbe spontanee nelle notti di luna piena per farne unguenti e pozioni. L’alchimia degli Alberti, produttori del liquore Strega, riproduce in chiave scientifica quel legame viscerale con la flora e i segreti della natura. Il mito più celebre delle streghe beneventane è quello del filtro d’amore, un legame eterno per chiunque lo bevesse. Una tappa della visita di Benevento è dedicata alla scoperta del celebre Liquore Strega, uno dei prodotti simbolo della città e del nostro Paese. L’impegno costante verso l’innovazione e la qualità ha permesso a Strega Alberti di conquistare una posizione di prestigio sul mercato internazionale, diventando un simbolo dell’eccellenza italiana. Conosciuto ovunque è fra i liquori più imitati, il museo aziendale custodisce oltre 400 bottiglie contraffatte provenienti da tutto il mondo, raccolte per raccontare la storia e il fascino dell’inimitabile liquore alle erbe. Etichette dai nomi assonanti, bottiglie che cercano di copiare il design originale e liquidi colorati artificialmente testimoniano quanto il marchio campano sia diventato, nei decenni, un simbolo globale del Made in Italy.
Fondato nel 1860, lo stabilimento Alberti produce il liquore utilizzando una miscela segreta custodita in cassaforte ideata da Carmine Vincenzo Alberti, l’attuale Presidente e Amministratore Delegato di Strega Alberti Benevento S.p.A. è l’ingegnere Giuseppe D’Avino, che – da vero appassionato della storia della sua famiglia – alcune volte accompagna i gruppi a visitare lo stabilimento. Sono circa 75 le erbe e spezie della ricetta provenienti da tutto il mondo: la menta del Sannio, la cannella di Ceylon, l’iride fiorentino, il ginepro e, soprattutto, i preziosi stimmi di zafferano, ed è proprio quest’ultimo a donare al liquore quel caratteristico colore giallo oro che risplende nelle iconiche bottiglie. Questa spezia solare trasforma il liquido in un oro brillante e magnetico, catturando l’occhio del bevitore proprio come un antico sortilegio visivo. Le proporzioni esatte e la manipolazione delle spezie restano un segreto tramandato di generazione in generazione.
La magia delle Janare si basava su formule segrete, tramandate solo a poche iniziate. Allo stesso modo, la formula del liquore è un segreto industriale gelosamente custodito. La visita allo stabilimento comprende: la storia della famiglia Alberti; il processo di infusione delle erbe aromatiche; la produzione del Liquore Strega; il ruolo del marchio nella storia industriale beneventana. Si potranno vedere gli antichi alambicchi di rame e il moderno rituale di trasformazione. Il prezioso liquore viene messo a riposo nei tini di rovere dove si compie la classica trasmutazione alchemica da elemento grezzo a quintessenza liquida. Il percorso della visita include anche le specialità dolciarie, come il torrone allo Strega, nato nel Secondo Dopoguerra. Lo stabilimento di Benevento non è solo un luogo di produzione, ma un vero e proprio epicentro culturale. Camminando tra i corridoi e le sale storiche si respira l’eco del Premio Strega, il riconoscimento letterario più prestigioso d’Italia nato nel 1947 per volontà di Guido Alberti e degli intellettuali Maria e Goffredo Bellonci. Nelle sale sono esposti i manifesti storici d’autore, firmati da maestri come il futurista Fortunato Depero che interpreta visivamente questa unione tra magia e modernità e che ha trasformato il mito esoterico delle Janare in un’icona geometrica, moderna e meccanica.
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Premio Città delle Lucerne, Somma Vesuviana rende omaggio ai custodi della tradizione
Con una serata all’insegna della memoria, della riconoscenza e dell’identità cittadina si è aperto il cammino verso la Festa delle Lucerne 2026. Nel giardino della Casa del Popolo dell’Arci di Somma Vesuviana è stato infatti assegnato il “Premio Città delle Lucerne”, prologo dell’edizione della storica manifestazione che tornerà ad animare il Borgo Casamale il 3, 4 e 5 agosto 2026.
Un’occasione per rendere omaggio a coloro che, con impegno, passione e spirito di servizio, hanno contribuito a custodire e rilanciare una delle tradizioni più autentiche e rappresentative della città. A condurre la serata sono stati Barbara Miranda e Gerardo Iovino, dirigenti dell’Associazione Festa delle Lucerne, alla presenza della sindaca di Somma Vesuviana Silvia Svanera e di un pubblico numeroso e partecipe.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato il valore storico e culturale della Festa delle Lucerne, manifestazione simbolo di Somma Vesuviana le cui origini si perdono nel tempo. Dopo un periodo di inattività, la festa fu rilanciata nel 1978 grazie all’iniziativa di un gruppo di volontari dell’Arci che, con determinazione e tenacia, riuscì a restituire alla comunità un patrimonio di tradizioni destinato a diventare motivo di orgoglio per l’intera città. Da allora l’evento si svolge con cadenza quadriennale, raccogliendo consensi sempre più ampi e contribuendo a far conoscere Somma Vesuviana ben oltre i confini nazionali.
Il Premio Città delle Lucerne nasce proprio con l’obiettivo di ricordare quel manipolo di uomini che ebbe il coraggio di credere nel rilancio della manifestazione e di riconoscere il contributo di quanti, nel tempo, ne hanno custodito lo spirito e i valori.
I riconoscimenti sono stati consegnati dalla sindaca Silvia Svanera e da Barbara Miranda ad Arcangelo Rianna, ingegnere; Luigi Jovino, giornalista e scrittore; e Giuseppe Martone, appassionato cultore delle tradizioni popolari.
Momento particolarmente intenso è stato quello dedicato ai premi alla memoria, conferiti alla moglie e ai figli di Felice D’Avino, ai figli e ai nipoti di Vincenzo Maiello e alla moglie ai figli e ai nipoti di Ciccio Salierno, indimenticabili protagonisti della storia della Festa delle Lucerne e delle tradizioni popolari di Somma Vesuviana. È stato bello e commovente vedere soprattutto i nipoti accogliere con grande affetto e orgoglio il riconoscimento tributato ai loro nonni, segno di un legame che attraversa le generazioni e che testimonia come la memoria e le radici continuino a vivere nelle famiglie e nella comunità.
Un riconoscimento speciale è stato inoltre assegnato alla Congrega di Santa Maria della Neve, al cui culto è storicamente dedicata la Festa delle Lucerne. Il premio è stato ritirato dal parroco della Collegiata, don Nicola De Sena, e da Fiore Di Palma.
La serata si è conclusa con il saluto del presidente dell’Associazione Festa delle Lucerne, Salvatore Della Pietra, che ha espresso parole di profonda gratitudine e sincera stima nei confronti di quanti, nel 1978, ebbero il coraggio e la determinazione di far rinascere la manifestazione, ponendo le basi del successo che ancora oggi la contraddistingue. Un ringraziamento esteso anche a tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno continuato a custodirne lo spirito e i valori.
Torre Annunziata, ragazzini salvati dai bagnini al largo
Una tragedia sfiorata a Torre Annunziata, dove due ragazzi hanno rischiato di non tornare a riva dopo che il vento li aveva spinti al largo
Con l’arrivo dell’estate e i sempre più frequenti bagni al mare è dietro l’angolo la possibilità di annegare se non si sta attenti a non allontanarsi troppo dalla riva.
In questo caso a Torre Annunziata, al Lido Azzurro, due adolescenti di 14 e 15 anni sono stati trascinati dal vento forte al largo dopo aver perso il salvagente, rischiando il peggio.
Stando ad una prima ricostruzione degli eventi, i due ragazzi si trovavano in acqua a fare il bagno quando una forte folata di vento ha spinto il loro salvagente sempre più lontano dalla riva.
I due ragazzini hanno nuotato per diversi metri, fino a stancarsi, nel vano tentativo di recuperarlo. Purtroppo il vento era troppo forte e ha continuato ad allontanare il galleggiante, lasciando in un forte stato di difficoltà e agitazione i minorenni.
I bagnini, una volta notata la situazione, si sono subito precipitati in acqua con una zattera di salvataggio a remi per portarli in salvo. Intanto i due ragazzi si erano allontanati l’uno dall’altro e infatti sono stati recuperati in due momenti differenti.
I ragazzi erano ormai a un centinaio di metri dalla riva e non erano in grado di rientrare autonomamente ma per fortuna la situazione si è risolta per il meglio, con il ritorno a riva dei ragazzini.
