Si infiamma il confronto politico ad Acerra sulla vicenda della discarica di Curcio Sperduto. Dopo le pesanti accuse lanciate dall’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo, che ha chiesto le dimissioni del presidente della Commissione Ambiente del Comune, Nicola D’Onofrio, arriva la replica del consigliere comunale, che respinge ogni addebito definendo le contestazioni «prive di qualsiasi fondamento».
«Non si fa politica raccontando bugie e infangando professionisti e famiglie», esordisce D’Onofrio. «Da tempo c’è chi, nel tentativo di ottenere visibilità e consenso, preferisce costruire accuse e ricostruzioni fantasiose invece di confrontarsi con i fatti».
Il caso nasce dalle dichiarazioni diffuse sui social da Cannavacciuolo, che sostiene l’esistenza di un presunto conflitto di interessi legato alle attività sulla discarica di Curcio Sperduto. Secondo l’ambientalista, la cooperativa incaricata dal proprietario del sito per seguire l’iter di bonifica vedrebbe tra i soci la madre del consigliere comunale e, di fatto, sarebbe proprio D’Onofrio a gestirne l’attività. Da qui la richiesta di dimissioni immediate dalla presidenza della Commissione Ambiente.
Il consigliere respinge con decisione questa ricostruzione. «Sul presunto conflitto di interessi è bene essere chiari: le insinuazioni diffuse sono totalmente prive di qualsiasi fondamento. Se qualcuno ritiene di avere prove di un illecito, le presenti nelle sedi competenti. Diversamente, continuare a lanciare accuse esclusivamente sui social significa scegliere la strada della diffamazione anziché quella della verità».
D’Onofrio chiarisce anche la natura del proprio incarico professionale: «Da professionista ho svolto un incarico di consulenza per un privato. Mai svolto attività per conto dell’Ente. Pertanto, il mio ruolo di consigliere comunale non ha alcun collegamento con l’attività professionale svolta».
Sulle analisi ambientali, inoltre, il presidente della Commissione Ambiente sottolinea che «i campionamenti sono stati effettuati in contraddittorio con l’ARPAC e le analisi del laboratorio incaricato hanno evidenziato valori persino più severi di quelli successivamente riscontrati dall’ARPAC. Questo dimostra che non vi era alcun interesse a minimizzare e che tutto l’iter è stato sottoposto ai controlli dell’unico ente pubblico competente».
Cannavacciuolo, dal canto suo, continua a sostenere che il ruolo istituzionale ricoperto da D’Onofrio sarebbe incompatibile con l’attività professionale collegata alla discarica. L’ambientalista ricorda inoltre la commissione del 13 gennaio scorso dedicata proprio a Curcio Sperduto, durante la quale, secondo la sua ricostruzione, il presidente avrebbe affermato che non fosse più necessario proseguire gli interventi di bonifica, circostanza contestata dallo stesso Cannavacciuolo.
La replica di D’Onofrio si conclude con un nuovo affondo: «La tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini è una questione troppo importante per essere piegata a campagne mediatiche costruite su insinuazioni, bugie e slogan. Le bugie possono fare rumore per qualche giorno. I fatti, invece, restano. E i fatti, come sempre, sono documentati».








