Il caso della festa di compleanno a San Giuseppe Vesuviano si allarga. Dopo Gasparri, altri tre esponenti del centrodestra entrano in campo: interrogazione al Viminale, verifiche dell’Antimafia e richiesta di dimissioni del sindaco.
Il caso della festa di compleanno tenutasi a fine aprile in un locale di Napoli, alla quale avrebbero partecipato amministratori di San Giuseppe Vesuviano e parenti di esponenti del clan Fabbrocino, continua a generare ripercussioni a livello nazionale.
Il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, Mauro D’Attis di Forza Italia, ha confermato che gli uffici della Commissione, su mandato della presidente Chiara Colosimo, procederanno alle “necessarie verifiche su quanto sta accadendo al Comune di San Giuseppe Vesuviano”. La dichiarazione di D’Attis giunge a seguito della lettera inviata alla presidente Colosimo dal senatore Maurizio Gasparri, che aveva sollecitato un approfondimento sulle notizie riportate dalla stampa campana relative alla festa organizzata per il compleanno di un parente del vicesindaco Antonio Borriello.
Sulla questione ritorna anche il segretario regionale di Forza Italia in Campania, Fulvio Martusciello, che ha alzato ulteriormente il tono dello scontro politico, chiedendo apertamente le dimissioni del sindaco Michele Sepe:
“Il sindaco di San Giuseppe Vesuviano non ha più nulla da dire alla città. Prima si dimette e meglio è. Forza Italia chiede con forza le dimissioni di un sindaco che ha dimostrato tutta la sua incapacità di amministrare la città. Il degrado è sotto gli occhi di tutti. Sembra di vivere a Dacca e non in una città che un tempo veniva definita la Svizzera della provincia di Napoli. Le verifiche annunciate dalla Commissione parlamentare Antimafia su quanto sta accadendo nel Comune rappresentano un fatto di estrema rilevanza istituzionale. Per questo riteniamo che il sindaco debba fare un passo indietro: prima si dimette e meglio sarà per i cittadini di San Giuseppe Vesuviano”.








