San Giuseppe Vesuviano, nuova scossa politica: si dimette Sangiovanni. FI chiede commissione d’accesso

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L’addio del consigliere comunale riapre il confronto sugli equilibri in aula. Sullo sfondo resta il caso politico delle ultime settimane, mentre il centrodestra alza il livello dello scontro istituzionale.     SAN GIUSEPPE VESUVIANO – La crisi politica che attraversa il Comune di San Giuseppe Vesuviano si arricchisce di un nuovo capitolo. Alle tensioni che hanno caratterizzato le ultime settimane si aggiungono infatti le dimissioni del consigliere comunale Vincenzo Sangiovanni, già candidato sindaco alle recenti elezioni amministrative, e la richiesta avanzata da Forza Italia di istituire una commissione d’accesso presso il Comune. Due vicende distinte ma che, inevitabilmente, finiscono per intrecciarsi in un momento particolarmente delicato per la vita amministrativa della città.  L’addio di Sangiovanni rappresenta un nuovo elemento di instabilità all’interno del Consiglio comunale. Le sue dimissioni aprono infatti la strada all’ingresso della prima dei non eletti della lista Risveglio Popolare, Letizia Miranda, ma soprattutto alimentano le riflessioni sugli equilibri numerici dell’assemblea cittadina. Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, il sindaco Michele Sepe sarebbe impegnato in un confronto politico volto a ricostruire una maggioranza dopo le recenti fratture interne che hanno interessato la coalizione di governo.  La vicenda arriva dopo settimane segnate da forti tensioni politiche, iniziate con le dimissioni dell’allora vicesindaco Antonio Borriello e con le polemiche nate attorno alla partecipazione di amministratori comunali a una festa privata nella quale, secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, sarebbero stati presenti anche persone ritenute vicine ad ambienti della criminalità organizzata. Circostanze sulle quali sono state avanzate richieste di chiarimento da parte delle opposizioni e di esponenti politici regionali e nazionali.  In questo clima si inserisce la presa di posizione di Forza Italia, che attraverso i propri rappresentanti ha chiesto formalmente l’invio di una commissione d’accesso agli atti prevista dall’articolo 143 del Testo unico degli enti locali. Si tratta di uno strumento ispettivo che il Ministero dell’Interno può attivare, tramite la Prefettura, quando emergono elementi tali da rendere necessario verificare l’eventuale esistenza di condizionamenti della criminalità organizzata sull’attività amministrativa. La richiesta politica, allo stato attuale, non equivale all’istituzione della commissione, la cui eventuale nomina resta una prerogativa esclusiva delle autorità competenti.  L’iniziativa degli azzurri contribuisce però ad alzare ulteriormente il livello dello scontro politico. Per il centrodestra, le vicende che hanno interessato Palazzo di Città nelle ultime settimane rendono necessario un approfondimento istituzionale. Dall’altra parte, l’amministrazione comunale continua a respingere le accuse e a rivendicare la legittimità della propria azione amministrativa. Nel frattempo, il Consiglio comunale è chiamato a fare i conti con una nuova fase di incertezza. L’ingresso del consigliere subentrante e gli eventuali nuovi assetti della maggioranza potrebbero incidere sul prosieguo della consiliatura, già messa a dura prova da dimissioni, cambi di incarico e tensioni politiche. San Giuseppe Vesuviano si ritrova così al centro di una stagione amministrativa complessa, nella quale la tenuta della maggioranza e il confronto tra le forze politiche si intrecciano con un dibattito che ha ormai assunto anche una dimensione istituzionale. Saranno le prossime settimane a chiarire se la crisi potrà rientrare attraverso un nuovo equilibrio in Consiglio o se il quadro politico è destinato a subire ulteriori scosse.

Incidente a Nola, camion si scontra con auto: code chilometriche per il primo esodo

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NOLA – Un incidente stradale lungo l’A30 Caserta-Salerno sta provocando pesanti disagi alla circolazione autostradale nel tratto che conduce verso l’area nolana e in direzione di Salerno. Nel sinistro, avvenuto al chilometro 18 tra gli svincoli di Maddaloni e Nola, sono rimasti coinvolti un’automobile e un camion. L’impatto ha avuto importanti conseguenze sul traffico. In base alle informazioni diffuse da Autostrade per l’Italia, nel tratto interessato si sono formati fino a cinque chilometri di coda in direzione Salerno. La situazione ha reso necessaria anche la chiusura del bivio che collega l’A1 Milano-Napoli con l’A30 Caserta-Salerno. Il provvedimento interessa il traffico proveniente dalle diverse direttrici e, secondo gli aggiornamenti disponibili, dovrebbe restare in vigore fino alle ore 18 di oggi, venerdì 17 luglio. Per gli automobilisti provenienti da Napoli e diretti verso Salerno, Autostrade per l’Italia indica percorsi alternativi. Il consiglio è quello di proseguire lungo l’A1 in direzione Napoli e raggiungere il collegamento con l’A3 Napoli-Pompei-Salerno. Per chi, invece, deve viaggiare in direzione Bari, l’indicazione è di continuare verso il nodo con l’A16 Napoli-Canosa. La chiusura dell’allacciamento e le code registrate sull’A30 stanno causando rallentamenti e possibili ripercussioni sulla viabilità dell’intero nodo autostradale tra il Casertano e l’area di Nola, particolarmente trafficato nelle ore pomeridiane. Sul luogo dell’incidente sono presenti le pattuglie della Polizia Stradale, il personale di Autostrade per l’Italia e i mezzi di soccorso. Sono in corso le operazioni necessarie per gestire il sinistro e consentire la riapertura del tratto interessato nel più breve tempo possibile. Agli automobilisti viene raccomandato di prestare attenzione e di valutare gli itinerari alternativi indicati.

Casoria, maggioranza rinforzata: 17 consiglieri e 6 assessori sottoscrivono documento pro-Bene. “Pensiamo alla città, non alle carriere”

«In politica esiste una differenza sostanziale: c’è chi ogni mattina si alza pensando a cosa fare per migliorare la città e c’è chi, invece, si alza pensando a come migliorare il proprio posizionamento politico.

La maggioranza che sostiene il sindaco Raffaele Bene appartiene con convinzione alla prima categoria.».

Lo affermano, attraverso una nota congiunta, i partiti e le forze politiche della maggioranza consiliare, che ribadiscono il proprio impegno amministrativo e la volontà di continuare a lavorare esclusivamente nell’interesse della comunità. Un documento sottoscritto dopo la decisione di tre consiglieri eletti in maggioranza di passare in opposizione.

«Lo diciamo senza polemiche personali ma con la chiarezza che la politica impone. Casoria sta vivendo una stagione amministrativa importante ed impegnativa. Opere pubbliche, riqualificazioni, investimenti, servizi sociali, iniziative multiculturali, spettacoli, progetti già avviati e altri pronti a partire. Tutto questo non nasce per caso ma è il frutto di un lavoro quotidiano, spesso silenzioso, costruito con responsabilità e spirito di squadra».

La maggioranza evidenzia come dispiaccia assistere ad un dibattito politico sempre più concentrato sui personalismi e sulla costruzione di percorsi individuali, mentre «il presente reclama presenza, reclama lavoro, reclama responsabilità, oggi più che mai».

«Significa esserci nelle commissioni, nei tavoli di confronto, nelle riunioni, nei quartieri; significa assumersi il peso delle decisioni, affrontare i problemi, scegliere e rischiare persino di sbagliare. Chi governa può anche commettere errori. Chi, invece, sceglie di non decidere, pur di preservare un’immagine pseudo immacolata, costruisce soltanto una perfezione apparente, utile forse alla propaganda ma inutile alla città».

Nel documento si sottolinea come vi sia già chi guarda alle candidature del domani, mentre la maggioranza continua a guardare ai problemi di oggi.

«Mentre qualcuno misura il consenso, noi continuiamo a misurare i risultati: quelli già raggiunti e quelli ancora da conquistare».

La nota affronta anche il tema del Campo Largo, definito «la nostra certezza ed il nostro orizzonte politico», precisando però che «mai sarà il contenitore delle ambizioni personali».

«Siamo convinti che il futuro passi attraverso un centrosinistra sempre più largo, inclusivo e plurale; un centrosinistra nel quale convivano esperienze differenti, culture politiche diverse, sensibilità civiche, ambientaliste, progressiste e riformiste. Non una semplice alleanza elettorale ma una comunità politica».

Per la maggioranza, una comunità politica è tale quando «il confronto è sempre legittimo, il dissenso rappresenta una ricchezza e nessuno può pensare di essere l’unico interprete dell’interesse collettivo o il depositario della verità».

Per questo motivo viene ribadita la volontà di continuare a dialogare con tutte le componenti dei partiti e con tutte le forze che condividono l’obiettivo di migliorare Casoria.

«Esiste però un confine che non intendiamo superare: il confronto non può trasformarsi in una competizione permanente alimentata dalle ambizioni personali; la politica non può diventare un esercizio di marketing, dove si lavora più alla costruzione della propria immagine che alla costruzione del bene comune».

La conclusione è affidata ad un messaggio rivolto direttamente ai cittadini.

«I cittadini ci giudicano ogni giorno ed è giusto che lo facciano. Ma ci giudicheranno soprattutto per ciò che avremo realizzato, non per il numero di dichiarazioni rilasciate, per la capacità di occupare la scena o per i like ottenuti sotto qualche post.

Chi oggi concentra tutte le proprie energie nella ricerca di un posto al sole rischia di dimenticare una verità semplice: il sole deve illuminare innanzitutto la città, non le carriere individuali.

Noi continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: lavorare. Con umiltà, con spirito di servizio e con il sorriso.

Per Casoria, insieme a Casoria.

Siamo una squadra, siamo Casoria».

Il documento è stato sottoscritto dai consiglieri comunali Maria Floriana Alaia, Stefano Balestrieri, Valerio Bandiera, Giuseppe Barra, Vincenza Capparone, Marco Colurcio, Gianluca Cortese, Assunta De Rosa, Mauro Ferrara, Gennaro Fico, Antonio Petrone, Lucio Rosario Pugliese, Marianna Riccardi, Angelo Russo, Edda Russo, Nicola Rullo Gennaro Trojano, e dagli assessori Andrea Capano, Maria Crispino, Giovanna Ferrara, Roberta Giova, Salvatore Iavarone, Gaetano Palumbo Antonio Ricciardi.

 

Somma, Luca Esposito vola alla finale del Global Dance Open 2026

Somma Vesuviana. Importante riconoscimento internazionale per il giovane ballerino Luca Esposito, protagonista alla finale del Global Dance Open 2026, competizione che richiama talenti della danza provenienti da numerosi Paesi.

Nel corso della manifestazione, svoltasi a San Sebastian in Spagna, il giovane danzatore ha ottenuto alcuni dei principali riconoscimenti dell’evento, aggiudicandosi i titoli di “Global Artist 2026” e di “Best Soloist”, confermando le qualità artistiche già emerse nel suo percorso di formazione.

Oltre ai premi conquistati in gara, Luca ha ricevuto numerose scholarship (borse di studio) offerte da prestigiose istituzioni internazionali del settore della danza. Tra queste figurano il Royal Ballet, la Rambert School, lo Swedish National Ballet, GoDarts, il Ballet du Québec, il Dutch National Ballet e il Canada’s National Ballet.

Per Luca Esposito, i risultati ottenuti rappresentano un ulteriore passo avanti in un percorso artistico già ricco di soddisfazioni. Infatti, il giovane ballerino dovrebbe proseguire la propria formazione a partire dal prossimo mese di settembre presso il Teatro alla Scala di Milano, una delle istituzioni storiche e più prestigiose nel panorama della danza italiana e internazionale. I risultati ottenuti in Spagna rappresentano non solo un importante traguardo personale per il ballerino, ma anche un motivo di orgoglio per l’intera comunità di Somma Vesuviana, che vede uno dei suoi giovani talenti affermarsi sulla scena internazionale.

Somma, Federica Allocca è campionessa italiana FIDESM 2026

Somma Vesuviana, Federica e Carmine Allocca protagonisti della danza sportiva: una stagione di successi tra Italia, Europa e Mondiali. La campionessa italiana FIDESM 2026 e il fratello convocati nella Nazionale per gli Europei WDSF. Con il Centro Studi Danza Azzurro conquistati titoli mondiali, europei e italiani.

Una stagione da incorniciare per Federica e Carmine Allocca, giovani atleti di Somma Vesuviana che continuano a distinguersi nel panorama della danza sportiva nazionale e internazionale.

Federica Allocca ha conquistato il titolo di Campionessa Italiana FIDESM 2026 nella disciplina Solo Latin Style, Classe A, confermandosi tra le migliori interpreti italiane della specialità. Al successo tricolore si aggiunge quello europeo, con la vittoria del Campionato Europeo IBDS Solo Latin, che si è tenuto in Moldavia.

Il successo insieme al fratello Carmine.

La ballerina sommese ha inoltre raggiunto la semifinale ai Campionati Italiani FIDESM nella disciplina di coppia insieme al fratello Carmine Allocca, consolidando un percorso agonistico caratterizzato da continuità e risultati di rilievo. Tra gli appuntamenti più significativi della stagione figura anche la convocazione nella Nazionale Italiana. Federica e Carmine hanno infatti rappresentato l’Italia ai Campionati Europei WDSF nella disciplina Latin Formation, entrando a far parte del Team Italia. La coreografia presentata in gara è stata firmata dalla maestra Angelika De Rosa.

I due atleti fanno parte del Centro Studi Danza Azzurro – Team Gold, realtà guidata dai maestri Antonio Azzurro e Angelika De Rosa, protagonista negli ultimi anni di una lunga serie di successi ai massimi livelli internazionali. Come dichiarato dai maestri Antonio Azzurro e Angelika De Rosa “I risultati ottenuti da Federica e Carmine sono il frutto di anni di lavoro, disciplina e sacrificio. Oltre ai titoli conquistati, ciò che ci rende più orgogliosi è vedere due giovani atleti crescere sportivamente e umanamente, affrontando ogni competizione con serietà e spirito di squadra. La convocazione nella Nazionale e i successi internazionali rappresentano un riconoscimento importante non solo per loro, ma anche per tutto il movimento della danza sportiva italiana”.

Kalashnikov, revolver e chili di droga: arrestato dopo blitz della Squadra Mobile

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Un’indagine della Squadra Mobile di Napoli ha portato all’esecuzione di una misura cautelare in carcere nei confronti di un uomo ritenuto gravemente indiziato, allo stato degli accertamenti, di detenzione illegale di armi, anche da guerra, e di sostanze stupefacenti che sarebbero state destinate alla cessione.

Gli agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione nella giornata odierna all’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura.

Il provvedimento rappresenta l’ultimo sviluppo di un’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile e collegata al maxi sequestro eseguito il 13 gennaio 2026. Le indagini avrebbero consentito di raccogliere elementi ritenuti significativi sulla disponibilità di armi e droga da parte dell’indagato.

L’uomo era già finito in arresto perché ritenuto gravemente indiziato del porto e della detenzione abusiva di una pistola semiautomatica Beretta calibro 6,35. Durante le perquisizioni, però, gli investigatori avevano fatto una scoperta ancora più rilevante.

All’interno di un condizionatore sistemato nel sottotetto dell’abitazione erano nascosti due fucili M70 AB2, conosciuti anche come AK-47 o Kalashnikov. In un box riconducibile alla disponibilità dell’indagato erano stati invece trovati tre revolver Smith & Wesson calibro Magnum e un fucile a pompa Winchester calibro 20 modello 12.

Il materiale sequestrato comprendeva anche due caricatori curvi compatibili con i fucili M70 AB2, munizioni di diverso tipo e due giubbotti antiproiettile dell’Esercito Italiano.

Nel box gli investigatori avevano inoltre recuperato quasi sei chili di sostanze stupefacenti: circa tre chili di hashish, 600 grammi di marijuana e quasi due chili di cocaina.

L’operazione si inserisce in una più ampia attività della Squadra Mobile di Napoli, concordata con l’autorità giudiziaria, per contrastare la disponibilità illegale di armi e il traffico di droga. Per l’indagato resta valida la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva.

Somma Vesuviana, reggenza al Secondo Circolo Didattico “Don Minzoni”

La Dirigente Scolastica Luisa Fornaro, attualmente alla guida dell’Istituto “Tenente Mario De Rosa” di Sant’Anastasia, assume temporaneamente l’incarico di reggenza presso il 2° Circolo Didattico “Don Minzoni” di Somma Vesuviana. La nomina si è resa necessaria in seguito all’aspettativa della dirigente titolare Silvia Svanera, che dal 26 giugno ha assunto la carica di Sindaco di Somma Vesuviana. Alla Dirigente Fornaro un augurio di buon lavoro per questo nuovo incarico, con l’auspicio di una proficua collaborazione con il personale scolastico, le famiglie e l’intera comunità educativa.

Litiga prima coi vicini e poi con la polizia, 57enne fermato ad Acerra

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Una discussione nata tra confinanti si è trasformata in un episodio di violenza che ha coinvolto anche gli agenti di polizia intervenuti per ristabilire l’ordine. È accaduto ad Acerra, dove un 57enne è stato arrestato e successivamente scarcerato dopo la convalida dell’arresto davanti al Tribunale di Nola.

La vicenda ha avuto origine nel pomeriggio di mercoledì all’interno di un contesto di vicinato già segnato da rapporti difficili. La nuova discussione avrebbe raggiunto in breve tempo toni particolarmente accesi, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

Una volante del Commissariato locale si è recata sul posto nel tentativo di calmare gli animi e riportare la situazione sotto controllo. Tuttavia, secondo la ricostruzione degli investigatori, il 57enne avrebbe reagito con violenza anche nei confronti degli operatori di polizia.

Nel corso dell’intervento sarebbero stati coinvolti due agenti, che avrebbero riportato lesioni durante le concitate fasi dell’azione. Solo dopo essere stato immobilizzato, l’uomo è stato accompagnato negli uffici del Commissariato per gli adempimenti di rito.

Nei suoi confronti è stato quindi eseguito l’arresto con le accuse di resistenza, lesioni e minacce a pubblico ufficiale.

La mattina seguente il fermato è comparso davanti al giudice del Tribunale di Nola per l’udienza di convalida con rito direttissimo. Al termine del procedimento è stato disposto il ritorno in libertà.

Le indagini sull’accaduto proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e accertare ogni responsabilità. Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: l’indagato dovrà essere considerato non colpevole fino all’eventuale pronunciamento definitivo dell’autorità giudiziaria.

Somma, L’ Assessore Ciampa incontra il territorio: parte il percorso di confronto e ascolto

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Riceviamo e pubblichiamo L’Assessorato al Commercio, alle Attività Produttive e al Terzo Settore avvia un ciclo di incontri dedicati all’ascolto e al confronto con le realtà economiche, associative e professionali di Somma Vesuviana. L’obiettivo è instaurare un dialogo costante con chi vive e opera quotidianamente sul territorio, raccogliendo esigenze, proposte e criticità per costruire, insieme, un’azione amministrativa sempre più efficace e condivisa. Sabato 18 luglio, ore 9:00 – Visita all’Area Mercato e confronto con operatori e commercianti. Lunedì 20 luglio, ore 19:30 – Incontro con associazioni riconosciute e non riconosciute, gruppi di cittadini e volontari presso la Sala Santa Caterina. Giovedì 23 luglio, ore 17:00 – Incontro con i titolari dei locali serali presso Elever. Giovedì 23 luglio, ore 19:00 – Incontro con architetti e ingegneri liberi professionisti presso L’Angolo del Dolce. Questi rappresentano i primi appuntamenti di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane, coinvolgendo progressivamente le diverse categorie produttive, professionali e associative della città. L’ascolto, il dialogo e la partecipazione sono elementi fondamentali per costruire politiche condivise e valorizzare il contributo di chi ogni giorno partecipa alla crescita della nostra comunità. Vi aspettiamo.    

Catalanesca, dagli esordi del vino del Monte Somma agli sviluppi futuri

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Vent’anni fa iniziava una fase decisiva della grande avventura del vino Catalanesca. Nel 2006 si concluse favorevolmente l’iter per il riconoscimento del vitigno come uva da vino. L’ammissione formale al Registro nazionale delle varietà di vite avvenne poi con decreto del 9 gennaio 2007.     Secondo la tradizione storica locale, la Catalanesca sarebbe stata introdotta dalla Catalogna nel territorio del Monte Somma nel XV secolo, durante il periodo aragonese. Nei secoli successivi fu apprezzata soprattutto come uva da tavola, anche se molti agricoltori continuarono a vinificarne una parte per il consumo familiare. L’ingegnere Antonio Raia, conoscitore delle tradizioni popolari, ricorda: «Mio padre mi raccontava che l’uva Catalanesca, molto apprezzata dai napoletani, veniva sistemata in confezioni particolarmente curate e portata nei mercati o direttamente nelle case dei cittadini. Gli acini che restavano nelle ceste venivano poi vinificati». L’uva Catalanesca fu un vero prodotto di culto per i buongustai napoletani. I suoi acini giallo-dorati, dalla buccia spessa, erano dolci e particolarmente adatti alla conservazione e al trasporto. Questo frutto della nostra terra vulcanica ha fatto per secoli bella mostra di sé sulle tavole natalizie e, secondo la memoria popolare, poteva mantenersi integro anche per buona parte dell’inverno. La maturazione tardiva e la possibilità di conservarlo a lungo costituivano, infatti, alcune delle sue caratteristiche più apprezzate. Con la progressiva affermazione di nuove varietà di uva da tavola, più produttive e commercialmente convenienti, la Catalanesca perse gradualmente competitività e valore sui mercati. Fu allora che molti contadini e alcuni lungimiranti operatori culturali cominciarono a pensare che il vino ottenuto da quest’uva, fino ad allora prodotto prevalentemente per il consumo domestico, potesse essere migliorato, imbottigliato e immesso sul mercato. Era però necessario ottenere il riconoscimento della Catalanesca anche come varietà idonea alla vinificazione e avviare tutte le procedure amministrative e tecniche richieste. Ricordo che circa trent’anni fa, insieme all’Arci di Somma Vesuviana, organizzammo un convegno nella sala Santa Caterina, al quale invitammo Sandro Caracci, all’epoca presidente del Parco dei Castelli Romani, e il compianto Paolo Benvenuti, fondatore e storico direttore generale dell’Associazione nazionale Città del Vino. Quell’iniziativa ci aiutò a comprendere quale percorso fosse necessario intraprendere. Negli anni successivi, per almeno un lustro, furono promosse iniziative e prove di microvinificazione a Napoli, nelle cantine del Beneventano e a Frascati. In questo lavoro si impegnarono, tra gli altri, Gerardo Iovino, Mimmo Cardamone e il compianto Vincenzo Maiello. Importante fu anche il contributo tecnico e scientifico di esperti come Antonella Monaco e Luigi Moio. Dopo il riconoscimento del vitigno come uva da vino, occorreva coinvolgere produttori, tecnici ed enti pubblici nella preparazione e nell’approvazione di un disciplinare. L’impresa, che vedeva impegnati numerosi soggetti, operatori e istituzioni, non fu facile. Finalmente, con decreto del 13 luglio 2011, arrivò il riconoscimento dell’Indicazione geografica tipica “Catalanesca del Monte Somma”, oggi corrispondente alla categoria europea delle Indicazioni geografiche protette. Il disciplinare autorizzò le tipologie bianco e passito, prodotte con almeno l’85 per cento di uve Catalanesca e provenienti da un territorio delimitato comprendente nove comuni dell’area vesuviana. Per il raggiungimento di questo importante risultato fu determinante anche l’apporto di Franco Mosca, presidente della Pro Loco e produttore, di Antonio Perna e del dottor Antonio Baldinelli. Sicuramente altri produttori, tecnici, amministratori ed esperti contribuirono a un progetto che ha permesso al vino Catalanesca di uscire dalla dimensione familiare e di ottenere un riconoscimento ufficiale. Oggi occorre individuare le successive tappe di sviluppo, per riposizionare e valorizzare il prodotto sul mercato. Un passaggio significativo è stato compiuto nel 2026, quando il Ministero dell’Agricoltura ha affidato al Consorzio Tutela Vini Vesuvio le funzioni di promozione, valorizzazione, tutela, vigilanza e informazione dei consumatori anche per l’IGP Catalanesca del Monte Somma. Tra le prospettive future potrà essere valutato anche un eventuale percorso verso la DOC, la Denominazione di origine controllata. Un simile riconoscimento richiederebbe tuttavia una strategia condivisa e un disciplinare più stringente. Non deve quindi essere considerato un semplice traguardo formale, ma una possibile componente di un progetto complessivo di crescita e qualificazione. In giro, purtroppo, permane ancora molta confusione e la parola d’ordine sembra essere diventata semplicemente “prodotti tipici”. Ma una definizione, da sola, non vale un progetto. Servono ricerca, organizzazione, promozione, tutela del paesaggio, qualità costante e capacità di raccontare il legame tra il vino, il Monte Somma e le comunità che lo producono. Il passato insegna e non si cancella. Rimettiamoci dunque in cammino, ricordando l’esempio di quelle persone umili e semplici, ma determinate, che con la forza del carattere e con ingegno riuscirono a vincere una scommessa nella quale rischiavano di perdere tutto.