Funiculì Funiculà a Buenos Aires, in metro [VIDEO]

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Sulla “linea B” della metro un ragazzo intona la melodia napoletana facendo cantare e ballare tutti

Siamo a Buenos Aires, Argentina. È un giorno come tanti. “Musico del Subte”, artista sotterraneo, intona le note dell’immortale Funiculì Funiculà. In pochi secondi la melodia cattura i presenti, si comincia a ballare e a cantare.

Il celebre capolavoro scritto a Castellammare di Stabia dal giornalista Peppino Turco e musicata da Luigi Denza, fu creata in occasione dell’inaugurazione della prima funicolare del Vesuvio “‘e cinche ‘a sera d ‘ ‘o 6 ‘e giùgno d’ ‘ o 1880”.

Sodano condannato dal tribunale: la solidarietà dei commercianti

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“Sul vicesindaco di Napoli solo una stampa a orologeria “, scrivono gli esercenti del Caip in una lettera aperta.

I negozianti di Pomigliano si schierano al fianco di Tommaso Sodano. Hanno scritto un messaggio di solidarietà al vicesindaco di Napoli, condannato in primo grado dal tribunale di Nola per minaccia a corpo politico e violenza su una vigilessa. Una condanna scaturita a seguito degli incidenti avvenuti durante il consiglio comunale di Pomigliano del 15 febbraio 2007, giornata di mobilitazione dei commercianti “ contro l’arrivo dei centri commerciali ”. “Intanto su Sodano pubblicano solo notizie a orologeria”, scrivono gli esercenti di Pomigliano aderenti al Caip, l’associazione autonoma dei commercianti di vicinato sorta in polemica con le grandi organizzazioni di categoria.

La condanna a un anno di reclusione a carico del vicesindaco è scaturita dai disordini scoppiati nel consiglio comunale del 15 febbraio 2007, l’assemblea cittadina organizzata dalla maggioranza di centrosinistra per decidere una modifica del piano regolatore in grado di consentire l’arrivo della grande distribuzione. Un provvedimento inviso ai piccoli negozianti della zona, aggrediti dalla crisi e per questo ancora più esasperati. Premesse impopolari che trasformano quella seduta, organizzata a porte chiuse, in una bolgia, con il parapiglia tra Sodano e la vigilessa Antonia Piccolo, da cui scaturisce l’apertura di una porta secondaria controllata dal poliziotto municipale, apertura che dà il via all’irruzione dei commercianti nell’emiciclo dell’assemblea.

Quindi i banchi del consiglio mandati all’aria e i consiglieri comunali delle opposizioni di destra, di centro e di sinistra tutti incatenati tra le poltrone prima occupate dal sindaco Ds, Antonio Della Ratta, e dai suoi assessori. Per quella vicenda sono stati condannati quattordici protagonisti delle contestazioni. Anzi tredici, visto che il fratello di Sodano, Raffaele, leader operaio della città delle fabbriche, è morto di tumore tre anni fa. Solo lui però, il vicesindaco di Napoli, che all’epoca ricopriva il doppio incarico di senatore e di consigliere comunale di Rifondazione comunista, ha dovuto rispondere di lesioni, alla vigilessa appunto, che ha denunciato di essere stata strattonata dall’esponente politico riportando ferite a una mano.

Ma i commercianti insistono. “ Ringraziammo Sodano allora e lo facciamo ora che una campagna mediatica ad orologeria si sta abbattendo sulla sua persona ”, aggiungono nella lettera i piccoli esercenti di Pomigliano radunati nel Caip-Aicast. “In pratica – specificano gli esercenti – si doveva decidere dell’apertura di diversi centri commerciali, uno in particolare in pieno centro, che ci avrebbe affossato. Ne nacque un movimento spontaneo ma l’amministrazione decise di convocare quel consiglio a porte chiuse, schierando un centinaio di poliziotti in assetto antisommossa. Senza questa lotta popolare la situazione oggi sarebbe ancora più tragica di quella attuale, che vede i commercianti nella stretta morsa della crisi che attanaglia l’intero Paese”.

In quegli stessi giorni di febbraio alcuni esponenti locali dei Ds e delle civiche collegate fittano un’intera pagina dell’Unità per criticare duramente l’ex parlamentare di Rifondazione. L’iniziativa viene stigmatizzata dal presidente del gruppo Ds al Senato, Anna Finocchiaro, che stila un messaggio di condanna sottoscritto da vari parlamentari del centrosinistra.
(fonte foto: rete internet)

Ipercoop, la Regione risarcirà il taglio degli stipendi

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Importante iniziativa dell’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi: tre anni di finanziamenti europei per coprire i tagli chiesti con il piano di salvataggio dei negozi campani. Piano che però non decolla.

Accompagnare i lavoratori in un percorso di sostegno al reddito. Lo ha comunicato l’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, alla cooperativa toscana Unicoop Tirreno, che vuole lasciare la Campania chiudendo l’ipermercato di Afragola e tagliando 250 posti di lavoro. L’idea di Nappi è semplice quanto concreta. Consiste nel coprire per tre anni con fondi regionali la drastica riduzione salariale proposta dal piano di salvataggio delle cooperative emiliane Estense e Adriatica. La differenza tra gli stipendi attuali dei 662 addetti di Ipercoop Campania e quelli “scremati” dall’attuazione del piano, che prevede pesanti ridimensionamenti salariali, sarà coperta fino al 2016 attraverso i finanziamenti europei destinati alle aziende campane in crisi.

L’assessore Nappi aveva comunicato la decisione della giunta di voler attuare questo provvedimento a Raffaele Giannelli, responsabile delle risorse umane di Unicoop, durante gli incontri avvenuti a palazzo Santa Lucia finalizzati a scongiurare il via alla chiusura di Afragola e al contestuale licenziamento di 250 addetti. “Ma Unicoop e le cooperative emiliane – il rammarico di Nappi – finora non hanno risposto alla nostra richiesta di riaprire il tavolo del confronto in Campania, perché è qui che dobbiamo discutere del futuro di un significativo pezzo della nostra economia ”. Per coprire almeno buona parte delle perdite salariali ottenute dall’eventuale attuazione del piano di salvataggio saranno necessari almeno 700mila euro.

“ Lo ripeto – assicura l’assessore al Lavoro – possiamo mettere a disposizione fondi nostri ”. Nappi resta preoccupato dal silenzio che sta caratterizzando questa fase molto delicata della vertenza. Il 29 luglio scorso la trattativa sul piano di salvataggio era stata interrotta dalle cooperative emiliane perché i sindacati avevano giudicato irricevibili soprattutto le condizionali salariali proposte da Estense e Adriatica. Nel frattempo, l’8 di ottobre, è scaduta la sospensione dell’invio degli avvisi di licenziamento, tagli previsti dalla procedura di mobilità avviata ad aprile da Unicoop Tirreno, proprietaria degli ipermercati di Afragola, Quarto e Avellino e dei due supermercati di Napoli-Arenaccia e di Santa Maria Capua Vetere.

Sono 250 le lettere di revoca del rapporto di lavoro predisposte da Unicoop. 225 riguardano altrettanti lavoratori dell’ipermercato di Afragola, dove solo il direttore, in base alla procedura, sarà “salvato” grazie a un trasferimento in altro negozio Ipercoop. Le restanti 25 estromissioni sono puntate invece sugli ipermercati di Quarto e di Avellino e sul supermercato di Napoli. La sensazione che domina gli ambienti sindacali è che però la chiusura di Afragola costituirà il preludio al definitivo abbandono della Campania da parte della cooperativa livornese. Intanto un centinaio di lavoratori di Afragola hanno scritto una lettera appello. “ Tagliateci i salari ma salvate i nostri posti ”, la loro richiesta, puntata peraltro a far riaprire la trattativa bruscamente interrotta a luglio.

Chiusura dello Stir di Tufino: il jaccuse dei Verdi

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Borrelli attacca il sindaco Mascolo: “Ha controllato un solo camion e poi è partito per un viaggio di piacere in Puglia”. L’esponente dei Verdi chiede al prefetto di sospendere il primo cittadino dall’ incarico riaprendo subito l’ impianto.

Mentre la chiusura del tritovagliatore di Tufino, motivata da irregolarità nella gestione, sta mettendo in ginocchio la raccolta a Napoli e provincia ( domani il prefetto Francesco Musolino incontrerà il sindaco Mascolo ) Francesco Emilio Borrelli, presidente degli Ecorottamatori Verdi, lancia strali contro il primo cittadino del paese alle pendici dei monti dell’Irpinia. "La chiusura dello Stir di Tufino – dichiara – è stata decisa dal primo cittadino a seguito del controllo di un solo camion sul quale è risultato del materiale non conforme. Un solo camion ha spinto il sindaco Mascolo senza aver svolto prima ulteriori controlli e approfondimenti, a emanare un’ordinanza eccessiva che sta mettendo in ginocchio l’ intero sistema di raccolta e smaltimento già estremamente fragile di per sé.

Tra l’altro il primo cittadino dopo aver firmato un atto di tale gravità ha pensato bene di lasciare il comune per passare qualche giorno di vacanza in Puglia. Per questo motivo invitiamo il prefetto di Napoli a sospendere dall’incarico il sindaco e la giunta e a riaprire urgentemente l’ impianto con i poteri sostitutivi, avviando al contempo i controlli necessari a verificare se lo stir ed i materiali che vi sono scaricati siano a norma ”. Borrelli è inviperito, un fiume in piena: “Questo sindaco a nostro avviso è un irresponsabile e per questo è stato denunciato alla procura della Repubblica. A causa sua si corre anche il rischio di un aumento dei roghi tossici".

"Intanto – continua Borrelli – si cominciano a vedere i primi effetti della decisione di Mascolo: aumenta a Napoli e Provincia la spazzatura per strada, soprattutto in alcune zone periferiche come Ponticelli, Soccavo e Fuorigrotta ”. Infine la stoccata a Regione e Provincia sulla questione del nuovo termovalorizzatore: “Appare incredibile che le stesse istituzioni che non riescono ad arginare il dramma della Terra dei fuochi, non forniscono i dati del Registro dei Tumori, non realizzano i siti di compostaggio, fanno flop con la raccolta differenziata e permettono la chiusura degli stir, in compenso siano solerti ed efficienti nel mandare avanti a tempo record la procedura per spendere gli oltre 300 milioni di euro per costruire il nuovo inceneritore di Giugliano, che vorrebbe prendere in gestione la A2a, la stessa società che sta facendo affari d’ oro con l’ impianto di Acerra".

Emergenza rifiuti: lo stir di Tufino resta chiuso

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Non molla il sindaco del piccolo paese in cui c’è uno degli impianti più strategici per lo smaltimento dei rifiuti nell’area metropolitana di Napoli.

Si sta facendo il possibile per convincere Antonio Mascolo, sindaco di Tufino, a dissequestrare l’impianto di tritovagliatura dei rifiuti solidi urbani provenienti da 62 comuni della provincia di Napoli, capoluogo compreso. Il prefetto Francesco Musolino ha convocato d’urgenza il primo cittadino del piccolo paese, quattromila abitanti appena, la cui comunità non ne può più della presenza dello stir. Intanto Mascolo si dichiara “ amareggiato” per l’avviso di garanzia notificatogli ieri dalla procura di Nola per interruzione di pubblico servizio ma “ convinto delle proprie ragioni e per nulla disposto a fare marcia indietro ”.

Secondo quanto riferito ai media il sindaco sostiene che nell’impianto siano giunti rifiuti non a norma e che la stessa struttura del tritovagliatore presenterebbe evidenti anomalie. Ma le strade di Napoli e della sua ultrapopolata area metropolitana si stanno riempiendo d’immondizia. Lo spettro di una brutale emergenza, fotocopia degli anni più bui della crisi rifiuti, è dietro l’angolo. ”Lunedì mattina presenteremo ricorso al Tar contro il provvedimento di chiusura ”, annuncia Enrico Angelone, amministratore unico della Sapna, la società della Provincia che si occupa della gestione degli stir e delle discariche pubbliche.
(fonte foto: rete internet)

I commercianti di Pomigliano al fianco di Sodano: ” IO C’ERO, IO SO “

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Lettera aperta degli esercenti della città delle fabbriche dopo la condanna a un anno di reclusione a carico di Tommaso Sodano, vicesindaco di Napoli e pomiglianese doc.

Il titolo della missiva è “ Io c’ero, io so ” e riguarda i fatti risalenti al 15 febbraio del 2007, quando un centinaio di commercianti inferociti, aderenti al Caip, l’associazione autonoma dei piccoli negozianti di Pomigliano, presero d’assalto il consiglio comunale. In quell’occasione la maggioranza Ds-Margherita-civiche era chiamata a decidere l’arrivo dei centri commerciali, cosa che era vista come la fine del commercio di vicinato. Ne nacque un parapiglia tra i consiglieri d’opposizione, di sinistra e di destra, e quelli di maggioranza.

Tommaso Sodano, che all’epoca rivestiva il doppio incarico di consigliere comunale e di senatore del Prc, entrò in contatto con una vigilessa, che lo denunciò per violenza e lesioni. Ora il vicesindaco di Napoli si ritrova con un condanna a un anno per minaccia a corpo politico e per violenze e lesioni a un pubblico funzionario. Ma i commercianti sono al suo fianco. Ecco, di seguito, il testo integrale della lettera.


“IO C’ERO, IO SO”

Era il 15 febbraio 2007 quando l’Amministrazione di centrosinistra che all’epoca governava la città di Pomigliano d’Arco provò a mettere in atto un provvedimento che avrebbe letteralmente affossato i piccoli commercianti del territorio già messi in ginocchio dalla crisi. Una modifica al piano regolatore – questo era l’intento per il quale fu poi convocata una seduta di consiglio comunale a porte chiuse – che avrebbe consentito l’arrivo, anche in centro città – della grande distribuzione. Noi commercianti non restammo a guardare, non lasciammo che si consumasse, ancora una volta sulla nostra pelle, l’ennesima ingiustizia. E accanto a noi c’erano i consiglieri di opposizione che – con una simbolica e pacifica, sia pur dura protesta – si incatenarono ai banchi del civico consesso e chiesero a gran voce che quel provvedimento fosse discusso dinanzi alla città, tutta.

Che si avesse il coraggio di compiere in pubblico l’assassinio della piccola distribuzione cittadina, così che potessimo guardare in faccia coloro che questo delitto stavano compiendo. Ringraziammo allora, e lo facciamo ora che una campagna mediatica ad orologeria si sta abbattendo sulla sua persona, l’attuale vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano che all’epoca era senatore della Repubblica e consigliere comunale di Pomigliano d’Arco. Fu lui a farci entrare, aprendo una porta di servizio, è a lui che oggi, per aver sostenuto una battaglia di giustizia e di civiltà, si tenta di far scontare un’azione politica che alla base ha soltanto la democrazia. Senza di lui, contro il quale in quegli stessi giorni tuonò, a pagamento, un’intera pagina del quotidiano L’Unità, senza quella sollevazione popolare contro un atto che non era «dovuto», come si tenta di far passare, oggi la situazione sarebbe ancora più tragica.

Quella seduta, conclusasi in un nulla di fatto, consente forse oggi a molti esercizi commerciali cittadini di tenere ancora aperte le porte e di non essere stritolati dalla crisi. Ringraziamo dunque Sodano al quale va la nostra solidarietà per gli ultimi attacchi di questi giorni, ma anche chi, come don Peppino Gambardella – parroco di San Felice in Pincis – sposò, con l’allora senatore ed altri consiglieri di opposizione, la nostra causa. Con un risultato che ancora oggi ci consente di tirare avanti senza assistere alla nascita di un centro commerciale (senza che nessuno di noi fosse almeno consultato da chi governava la città) – con tanto di colate di cemento – in un agglomerato urbano che non ne aveva e non ne ha bisogno.
I Commercianti di Pomigliano d’Arco

Ottaviano, il bilancio del sindaco Capasso: “Ecco i risultati ottenuti e le prospettive future”

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Il sindaco di Ottaviano Luca Capasso traccia un bilancio della prima fase della sua amministrazione comunale, a cominciare dagli interventi immediati effettuati subito dopo il suo insediamento.

Eletto al primo turno alle ultime elezioni amministrative, il sindaco di Ottaviano Luca Capasso traccia un bilancio della prima fase della sua amministrazione comunale, a cominciare dagli interventi immediati effettuati subito dopo il suo insediamento. “Abbiamo rimesso a posto la pubblica illuminazione nell’80% del territorio ottavianese, contenendo anche i costi: in passato la manutenzione era praticamente assente e bastava un po’ di pioggia a generare un black out. Abbiamo fatto ripartire la raccolta differenziata, che era arrivata ai minimi termini semplicemente facendo applicare il capitolato d’appalto alla ditta che eroga il servizio.

Abbiamo sbloccato il finanziamento di viale Cesare Augusto e ci accingiamo a varare una variante al progetto che consentirà di avere più posti auto e rendere più bella la strada. Abbiamo creato la diretta streaming per le sedute di consiglio comunale. E, infine, abbiamo avviato una preziosa e fruttuosa ricerca di finanziamenti che ci ha consentito di avere fondi europei o dallo Stato per il progetto “Le strade del Veseri” (un percorso di luci che valorizzerà i tesori artistici di Ottaviano) e partecipare a bandi per l’edilizia scolastica e per l’immigrazione”.

Capasso lancia anche una precisa accusa alla gestione passata, ereditata dalla sua amministrazione: “Nel 2004 c’erano in bilancio 17 milioni per la riqualificazione delle strade. Quei soldi sono stati progressivamente utilizzati per altre finalità e oggi ci ritroviamo strade fatiscenti. Un degrado vergognoso, al quale metteremo fine. Stiamo già lavorando per ottenere un finanziamento dal ministero delle infrastrutture. Tacerò, poi, della pesante situazione economico-finanziaria del Comune, anch’essa ereditata dalle precedenti esperienze amministrative. Insomma, la difficoltà ereditate riguardavano e riguardano la gestione dell’ordinario, assolutamente fallimentare”.

Nonostante le difficoltà, il sindaco guarda al futuro con ottimismo: “Nel presente e nel futuro di questa amministrazione ci sarà sempre spazio per il sociale. Nel bilancio ci saranno sempre fondi per le fasce deboli. Inoltre abbiamo riproposti i voucher lavorativi e a novembre partiremo con il servizio del “nonno civico”. E poi noi abbiamo un obiettivo: far diventare Ottaviano un polo turistico-culturale, un punto di riferimento per tutta la zona vesuviana. Le potenzialità ci sono tutte ma dobbiamo lavorare per restituire alla piena fruizione della gente alcuni tesori come il Castello Mediceo. Inoltre dobbiamo completare via Cesare Ottaviano Augusto. Per riuscire in questi ed altri obiettivi dobbiamo lavorare tanto, ma io so di avere a disposizione una squadra compatta, solida e competente. Non solo: il Comune ha avviato una dialogo proficuo con Regione e Governo, una sorta di filiera istituzionale che non può che portare benefici”.

Infine, l’invito ai cittadini a proseguire nel dialogo e nella partecipazione alla vita amministrativa locale, quasi un marchio di fabbrica dell’esecutivo Capasso: “Io sono il sindaco della gente e questo gli ottavianesi lo sanno. Tutti sanno dove e come trovarmi e a tutti rispondo, davanti a un buon caffè e anche sui social network. Ma non è una caratteristica solo mia: l’intera coalizione dialoga in continuazione con i cittadini di Ottaviano. Prova ne sia la diretta streaming dei consigli comunali, le sedute tenute in frazione (dopo San Gennarello toccherà ad altre zone di Ottaviano), la nascita di una commissione per i problemi delle periferie”.

Pollena Trocchia. Isola ecologica: interviene il consigliere Addato

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Il consigliere comunale della lista “Bene in Comune Cambiamo Pollena Trocchia” considera la rettifica dell’assessore all’Ambiente Filosa fatta al nostro giornale “intempestiva” e chiede “risposte più precise”.

Leggo oggi (11 ottobre 2013) sulla testata giornalistica online ilmediano.it che l’Assessore all’Ambiente del Comune di Pollena Trocchia ha effettuato la seguente rettifica ad un articolo che evidenziava il malfunzionamento dell’isola ecologica: “La ditta non è assolutamente inadempiente in quanto se così fosse avremmo già preso gli opportuni provvedimenti”. Ma se la ditta non è inadempiente, allora perché i contenitori giacciono nell’isola ecologica senza essere svuotati? Qual è la ditta incaricata?

Per chi non ha seguito la vicenda si fa presente che nell’articolo pubblicato da ilmediano.it il 20 settembre 2013 l’assessore all’Ambiente ha rilasciato una grave dichiarazione per la quale il mio gruppo “per il Bene in Comune Cambiamo Pollena Trocchia” ha chiesto spiegazioni attraverso un’interrogazione, che è possibile leggere QUI.

Dopo "appena" 21 giorni dall’articolo e dopo 15 giorni dall’interrogazione l’Assessore all’Ambiente si è preoccupato di effettuare una semplice smentita. Ovviamente per onore di cronaca l’autrice dell’articolo Rita Terracciano conferma tutto quanto riportato nella prima versione dell’articolo.

Questa rettifica mi sembra alquanto intempestiva, l’Assessore avrebbe dovuto effettuarla immediatamente e non riflettere tanti giorni perché, se ciò che dice è vero, non penso che fosse necessario aspettare tutto questo tempo. Peraltro ricordo che per questo tipo di interrogazioni il regolamento consiliare prevede la risposta scritta entro dieci giorni e, nel caso ciò non avvenga, l’interrogazione si trasforma in interpellanza e si dovrà rispondere nella prima seduta di Consiglio Comunale. Restiamo in attesa di risposte più precise alle nostre domande che nascono dalla preoccupazione dei cittadini e dall’indagine effettuata dal Movimento Cinque Stelle Pollena.

Una cosa è certa: se fosse capitato a me, io avrei effettuato la smentita immediatamente. Non me ne sarei ricordato dopo tanto tempo, anzi, mi sarei tutelato diversamente.
(Fonte foto: Rete Internet)

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Ad Ottaviano un deposito di rifiuti speciali: denunciato 36enne

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L’uomo è accusato di aver depositato nel suo garage 80 metri cubi di ritagli di stoffe, per smaltirli forse illecitamente.

 Ad Ottaviano i carabinieri della locale stazione hanno denunciato un operaio di 36 anni accusato di aver depositato nel suo garage 80 metri cubi di ritagli di stoffe, presumibilmente per smaltirli in seguito, illecitamente.

Si trattava di "rifiuti speciali non pericolosi". Il locale ed il contenuto sono stati sequestrati.
(Fonte foto: Rete Internet)

“Le mele di Aism in piazza” il 12 e 13 ottobre a Somma Vesuviana

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Polis democratica invita la cittadinanza all’iniziativa organizzata dall’AISM finalizzata alla raccolta fondi per la ricerca contro la Sclerosi Multipla.

In Piazza Vittorio Emanuele III di Somma Vesuviana, sabato 12 ottobre e domenica 13 – dalle ore 9:00 alle 17:00 – (salvo eventi atmosferici avversi) si svolgerà l’iniziativa organizzata dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) e finalizzata ad una raccolta fondi per la ricerca contro la Sclerosi Multipla.

Saranno pertanto proposti dei sacchetti già confezionati di Mele – sia rosse che verdi a secondo della scelta – ed ogni sacchetto avrà un peso di 1,8kg ed un costo di 8€; all’interno conterrà anche una tisana alle Mele (per ulteriori informazioni vai pure su www.aism.it). Ad invitare la cittadinanza ad essere presente in piazza è il movimento Polis democratica.