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Chiusura dello Stir di Tufino: il jaccuse dei Verdi

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Borrelli attacca il sindaco Mascolo: “Ha controllato un solo camion e poi è partito per un viaggio di piacere in Puglia”. L’esponente dei Verdi chiede al prefetto di sospendere il primo cittadino dall’ incarico riaprendo subito l’ impianto.

Mentre la chiusura del tritovagliatore di Tufino, motivata da irregolarità nella gestione, sta mettendo in ginocchio la raccolta a Napoli e provincia ( domani il prefetto Francesco Musolino incontrerà il sindaco Mascolo ) Francesco Emilio Borrelli, presidente degli Ecorottamatori Verdi, lancia strali contro il primo cittadino del paese alle pendici dei monti dell’Irpinia. "La chiusura dello Stir di Tufino – dichiara – è stata decisa dal primo cittadino a seguito del controllo di un solo camion sul quale è risultato del materiale non conforme. Un solo camion ha spinto il sindaco Mascolo senza aver svolto prima ulteriori controlli e approfondimenti, a emanare un’ordinanza eccessiva che sta mettendo in ginocchio l’ intero sistema di raccolta e smaltimento già estremamente fragile di per sé.

Tra l’altro il primo cittadino dopo aver firmato un atto di tale gravità ha pensato bene di lasciare il comune per passare qualche giorno di vacanza in Puglia. Per questo motivo invitiamo il prefetto di Napoli a sospendere dall’incarico il sindaco e la giunta e a riaprire urgentemente l’ impianto con i poteri sostitutivi, avviando al contempo i controlli necessari a verificare se lo stir ed i materiali che vi sono scaricati siano a norma ”. Borrelli è inviperito, un fiume in piena: “Questo sindaco a nostro avviso è un irresponsabile e per questo è stato denunciato alla procura della Repubblica. A causa sua si corre anche il rischio di un aumento dei roghi tossici".

"Intanto – continua Borrelli – si cominciano a vedere i primi effetti della decisione di Mascolo: aumenta a Napoli e Provincia la spazzatura per strada, soprattutto in alcune zone periferiche come Ponticelli, Soccavo e Fuorigrotta ”. Infine la stoccata a Regione e Provincia sulla questione del nuovo termovalorizzatore: “Appare incredibile che le stesse istituzioni che non riescono ad arginare il dramma della Terra dei fuochi, non forniscono i dati del Registro dei Tumori, non realizzano i siti di compostaggio, fanno flop con la raccolta differenziata e permettono la chiusura degli stir, in compenso siano solerti ed efficienti nel mandare avanti a tempo record la procedura per spendere gli oltre 300 milioni di euro per costruire il nuovo inceneritore di Giugliano, che vorrebbe prendere in gestione la A2a, la stessa società che sta facendo affari d’ oro con l’ impianto di Acerra".

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