Sold out per “Femminile Singolare” al Giardino dei Miti di Pomigliano d’Arco

Grande partecipazione per lo spettacolo “Femminile Singolare”, andato in scena al Giardino dei Miti di Pomigliano d’Arco, che ha registrato il tutto esaurito.

   

L’evento ha inaugurato la rassegna teatrale “I Nostri Miti”, ideata da Totò Caprioli e diretta artisticamente da Luciano Melchionna. Giunta alla sua ottava edizione, la manifestazione proseguirà ogni giovedì, dal 18 giugno al 23 luglio, proponendo un ricco calendario di appuntamenti dedicati al teatro e alla cultura a ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Ad aprire la serata è stato l’open act della violinista e cantante H.E.R., che con la sua performance su un terrazzo nelle vicinanze del giardino, ha contribuito a creare un’atmosfera elegante e coinvolgente.

Lo spettacolo, presentato in anteprima nazionale, ha visto protagoniste Nunzia Schiano e Maria Bolignano, due interpreti che rappresentano con talento e personalità la comicità femminile napoletana.

«La risata tende a essere sottovalutata, soprattutto quando è una donna a far ridere. Il nostro obiettivo è abbattere gli stereotipi ancora presenti nel mondo del teatro», ha dichiarato Nunzia Schiano.

Attraverso monologhi, racconti e momenti musicali, Schiano e Bolignano hanno dato vita a uno spettacolo capace di far ridere, riflettere e anche cantare il pubblico. Un ruolo fondamentale è stato affidato alle musiche di Viviani, riarrangiate da Manu Squillante, Claudio Turner e Luca Masi, che hanno accompagnato la narrazione con sensibilità e originalità.

Una serata di grande successo che conferma ancora una volta il valore culturale della rassegna e l’affetto del pubblico per un teatro capace di coniugare intrattenimento, qualità artistica e riflessione sociale.

Raccolgono scommesse per i Mondiali in una cartoleria, multa da 5mila euro

0

Proseguono senza sosta i controlli della Polizia Locale diretta dal dirigente comandante, colonnello Antonio Piricelli, nell’ambito delle attività finalizzate al contrasto delle irregolarità nel settore commerciale.

Nel corso delle verifiche effettuate sul territorio, gli agenti hanno ispezionato un’attività commerciale formalmente autorizzata attraverso una Scia per la vendita di articoli di cancelleria e cartoleria. Tuttavia, gli accertamenti svolti sul posto e il successivo controllo della documentazione hanno fatto emergere una situazione ben diversa rispetto a quella dichiarata.

Secondo quanto rilevato dagli operatori della Polizia Locale, all’interno dell’esercizio erano stati installati monitor dedicati alla proiezione dei risultati di eventi sportivi. Inoltre, era stata predisposta una specifica area operativa separata da protezioni in vetro, struttura generalmente utilizzata per le attività di raccolta delle giocate e per il contatto con la clientela.

Durante il sopralluogo è stato inoltre individuato un vero e proprio spazio destinato alla raccolta di scommesse sportive con vincita in denaro. Una configurazione che, secondo gli accertamenti eseguiti dagli agenti, risultava incompatibile con il titolo autorizzativo posseduto dall’attività commerciale.

Le verifiche hanno consentito di accertare la violazione della normativa regionale della Campania che disciplina l’apertura e la gestione delle attività legate al gioco con vincita in denaro. In particolare, sarebbero state disattese le limitazioni previste per le nuove aperture e le disposizioni riguardanti il rispetto delle distanze minime dai cosiddetti luoghi sensibili.

Al termine delle operazioni, il titolare dell’esercizio è stato sanzionato amministrativamente con una multa pari a 5mila euro.

L’intervento rientra nel più ampio piano di controlli predisposto dalla Polizia Locale per garantire il rispetto delle norme in materia commerciale e contrastare eventuali fenomeni di abusivismo o esercizio irregolare di attività soggette a specifiche autorizzazioni. Le verifiche sul territorio proseguiranno anche nelle prossime settimane.

Punta pistola contro polizia e scappa, choc ad Acerra

  Momenti di grande tensione ad Acerra, dove un automobilista ha minacciato gli agenti della Polizia di Stato con una pistola pur di sottrarsi a un controllo. L’episodio è avvenuto lungo via Molino Vecchio, una delle arterie più trafficate della città, durante un servizio di prevenzione e controllo del territorio. Secondo le prime ricostruzioni, gli agenti del commissariato di Acerra avevano intimato l’alt a una Peugeot 308 per un normale controllo. Il conducente, almeno inizialmente, sembrava intenzionato a fermarsi. L’auto ha rallentato e il finestrino lato guida è stato abbassato come se il conducente stesse per consegnare i documenti richiesti. In pochi istanti, però, la situazione è precipitata. L’uomo avrebbe estratto una pistola, compiendo il gesto di armarla davanti agli agenti. Successivamente avrebbe puntato l’arma verso i poliziotti, creando attimi di paura e costringendo gli operatori a valutare rapidamente come intervenire senza mettere a rischio l’incolumità delle persone presenti. Approfittando della sorpresa generata dalla sua azione, il conducente ha accelerato improvvisamente ed è riuscito a dileguarsi tra le strade cittadine. La fuga è avvenuta ad alta velocità, con il rischio di coinvolgere automobilisti e pedoni che si trovavano lungo il percorso. Immediatamente è scattato l’allarme. La centrale operativa ha coordinato una serie di controlli straordinari e posti di blocco nelle principali vie di accesso e uscita dalla città. Gli investigatori hanno avviato accertamenti partendo dalla vettura utilizzata dal fuggitivo e dal numero di targa rilevato dagli agenti. Gli elementi raccolti potrebbero consentire agli inquirenti di risalire rapidamente all’identità dell’uomo. Nel frattempo, la Polizia di Stato ha intensificato la presenza sul territorio con pattugliamenti mirati e verifiche in diverse zone della città. L’episodio ha suscitato forte preoccupazione tra i residenti, colpiti dalla gravità di un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche. Le indagini sono in corso e gli investigatori stanno lavorando per rintracciare il responsabile e chiarire ogni aspetto della vicenda.

Folle fuga in suv per le strade di Cercola: lanciata una pistola durante l’inseguimento, arrestato un 24enne

Momenti di forte tensione a Cercola dove un inseguimento tra un suv e i Carabinieri si è concluso con un arresto, una denuncia e il recupero di una pistola pronta a fare fuoco.

Tutto è iniziato lungo via Matilde Serao, quando una pattuglia della Tenenza di Cercola ha notato un suv procedere a velocità sostenuta. Giunto all’incrocio con via Argine, il conducente ha frenato bruscamente, lasciando evidenti segni degli pneumatici sull’asfalto. L’atteggiamento sospetto ha spinto i militari ad avvicinarsi per un controllo.

Alla vista delle divise, però, il conducente ha deciso di scappare. Il veicolo ha invertito improvvisamente la marcia percorrendo a ritroso via Matilde Serao, per poi imboccare contromano via Aldo Moro. È così iniziato un inseguimento attraverso diverse strade del comune vesuviano.

La fuga è proseguita fino a via Don Minzoni. Durante la corsa, uno degli occupanti del veicolo ha aperto il finestrino e si è disfatto di una pistola, lanciandola sulla carreggiata nel tentativo di evitare il ritrovamento da parte delle forze dell’ordine.

L’intervento di altre pattuglie dell’Arma ha consentito di chiudere ogni via di fuga. Dopo alcune centinaia di metri il suv è stato bloccato e gli occupanti identificati.

Alla guida c’era un ragazzo di 17 anni, già noto alle forze dell’ordine. Accanto a lui viaggiava un 24enne incensurato, mentre sul sedile posteriore si trovava un 19enne, anch’egli senza precedenti.

I Carabinieri hanno recuperato l’arma lanciata durante l’inseguimento: una pistola calibro 7,65 con un colpo già in canna e il cane armato, pronta all’uso.

Per il 24enne sono scattate le manette ed è stato trasferito in carcere. Il minorenne che era al volante è stato invece denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Sono in corso ulteriori accertamenti sulla provenienza dell’arma.

Acerra, individuato grazie alle telecamere: in manette dopo aver dato fuoco ai rifiuti

0
  Acerra – Sarebbe stato immortalato dalle telecamere mentre appiccava il fuoco a un ammasso di rifiuti e si allontanava tranquillamente in bicicletta. Per questo un uomo di 68 anni è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Acerra nell’ambito delle attività di contrasto ai roghi illegali. I fatti si sono verificati nel pomeriggio in via Volturno, a ridosso dei Regi Lagni. A far scattare l’allarme è stata una vistosa nube di fumo nero visibile anche a distanza. I militari intervenuti sul posto hanno trovato un cumulo di rifiuti avvolto dalle fiamme, composto da pneumatici usati, materiale plastico, guaine e altri scarti. Determinante per le indagini si è rivelato il sistema di videosorveglianza installato dal Comune. Le immagini hanno consentito di seguire i movimenti dell’autore del gesto, ripreso mentre alimentava il rogo prima di lasciare la zona a bordo della sua bicicletta. Grazie agli elementi raccolti, i carabinieri hanno avviato immediate ricerche riuscendo a rintracciare il presunto responsabile poco dopo. L’uomo è stato identificato e arrestato con l’accusa di combustione illecita di rifiuti. Dopo le formalità di rito, il 68enne è stato posto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio. L’operazione rappresenta un nuovo risultato nell’azione di contrasto agli incendi di rifiuti che continuano a rappresentare una minaccia per l’ambiente e la salute pubblica nel territorio acerrano.

Calcio piange bomber di mare, addio Protti simbolo di Bari e Livorno e “10” del Napoli

0
  Il mondo del calcio si stringe attorno alla famiglia di Igor Protti, scomparso nelle scorse ore dopo una lunga malattia. L’ex attaccante aveva affrontato con grande coraggio la battaglia contro un tumore al colon, condividendo con i tifosi ogni fase del suo percorso. La notizia della morte è stata accompagnata dal commovente messaggio lasciato dallo stesso Protti: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio.” Parole che raccontano perfettamente l’uomo prima ancora del calciatore. Una carriera costruita senza scorciatoie, iniziata nelle categorie minori e culminata con imprese entrate nella storia del calcio italiano. Protti resta infatti uno dei pochissimi attaccanti capaci di laurearsi capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C. Tra le tappe più significative c’è anche quella napoletana. Nella stagione 1997-98 arrivò in prestito dalla Lazio per cercare di aiutare il Napoli a evitare una retrocessione che sembrava sempre più probabile. In un campionato difficilissimo riuscì comunque a lasciare il segno con 4 reti in Serie A e diverse prestazioni generose che gli valsero l’affetto della tifoseria. Quell’annata rappresentò una delle pagine più amare della storia azzurra, ma Protti fu tra i pochi a salvarsi sul piano personale. Indossò inoltre la maglia numero 10 del Napoli, una delle ultime prima che il club decidesse di ritirarla definitivamente per omaggiare Maradona. La sua storia calcistica, però, è legata soprattutto a Bari e Livorno, città che lo hanno adottato come un simbolo. Oggi quei tifosi, insieme a quelli napoletani, lo salutano con la consapevolezza di aver conosciuto un campione autentico, capace di lasciare un segno profondo dentro e fuori dal campo.

L’ inquieto, enigmatico silenzio degli “Scolari” nel dipinto di Felice Casorati

L’ opera “Gli scolari” (cm. 169 x 151) venne dipinta da Casorati tra il 1927 e il 1928: esposta alla Biennale di Venezia del 1928, venne acquistata nel 1935 dal Museo di Arte Moderna di Palermo, dove ancora si trova. E’, il quadro, un prezioso documento dell’adesione del pittore al movimento pittorico del “Realismo Magico”, la cui importanza era stata “proclamata” dalla Biennale di Venezia del 1924 e confermata dalle opere di Arturo Martini, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico e Achille Funi.     Il confronto tra i giudizi degli studiosi che si sono interessati del “Realismo Magico” dimostra con chiarezza quanto sia difficile definire in modo completo i caratteri di un movimento il cui nome è un rumoroso ossimoro, perché non è facile far coesistere realtà e magia e conciliare la necessità dell’innovazione con la celebrazione, anche nell’arte, della parola che il regime fascista aveva trasformato in “verbo sacro”: ordine. Su un “sito” dedicato agli studenti leggo: “Il Realismo Magico è una stagione fondamentale dell’arte italiana, fiorita tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. Si tratta di un movimento pittorico caratterizzato da opere figurative dal gusto neoclassico e déco, ambientate in una realtà sospesa, immobile e permeata di mistero.   Non si parla di fantasia sfrenata né di astrazione: al contrario, tutto sembra reale, eppure qualcosa di inafferrabile si nasconde dietro ogni tela. In primo luogo, l’approccio mimetico al reale: i pittori non riproducono la realtà in modo meccanico o fotografico, ma la ricostruiscono come una scena artificiale, quasi teatrale, in cui ogni elemento è al suo posto ma qualcosa non torna. La vita appare congelata, cristallizzata in un istante che sembra eterno. In secondo luogo, l’uso anti-naturalistico della luce e del colore: le superfici sono levigate, smaltate, quasi plastiche. I toni risultano stranianti, lontani dalla luce naturale, contribuendo a quell’atmosfera di sospensione emotiva che è il marchio del movimento. Infine, il rapporto con la tradizione pittorica italiana: molti “realisti magici” guardano ai Maestri del Quattrocento e del Cinquecento, reinterpretandone forme e iconografie in chiave moderna e inquietante”.   In un altro “sito”, dedicato anche questo agli studenti, leggo:  “ A dispetto del titolo, il vero soggetto dell’opera “Scolari” è la geometria, non solo in virtù del fatto che coni, circonferenze e formule numeriche trovano posto sulle pagine bianche del libro e sulla superficie nera della lavagna, ma perché il pittore ha impostato tutta l’immagine con matematico rigore: la sfera del mappamondo; i volti ovali, simili a quelli di Piero della Francesca, degli studenti; il tavolo quadrato, ricoperto dal drappo verde, meticolosamente disegnato e in prospettiva, così come la vertiginosa fuga verso il fondo del pavimento a mattonelle. Nonostante l’impiego di tanta salda geometria e scienza prospettica, l’opera non si avvicina però alle solide certezze rinascimentali; al contrario essa produce un senso di sottile inquietudine, di sospesa immobilità, al quale è difficile sottrarsi.   L’osservatore non può, infatti, che sentirsi a disagio: è a lui che si rivolgono gli occhi sbarrati del bambino in primo piano e l’enigmatico giuramento della bambina che si porta la mano sul cuore. Contro il male di vivere dell’uomo contemporaneo, sembra dire il dipinto, nulla possono i postulati delle scienze esatte.”. Cosa si agiti nel cuore e nella mente di questi ragazzi è forse “svelato”, per via di simboli,  dal groviglio di linee da cui è costruito il ricamo del drappo steso sul tavolo, che “scende” davanti agli occhi dell’osservatore sollecitandolo a riflettere sul contrasto tra quel groviglio da una parte e, dall’altra, il rigore della scienza insegnata in classe e l’ordine delle forme che il pittore ha usato nel “disegno” degli alunni e della “maestra”. E dunque il silenzio degli “scolari” parla, e forse è più loquace e concreto dei chiassosi proclami di non pochi “scolari” del nostro tempo. E anche di qualche “maestro”? Ma forse i ragazzi stanno pensando agli esami imminenti e alla presenza di qualche esaminatore insopportabile. Non dimentichiamo che Casorati lavorò anche nelle scuole.    

Ottaviano, Federico proclamato sindaco: ora al lavoro su giunta e deleghe

0

Con la proclamazione ufficiale avvenuta nel pomeriggio del 18 giugno, Ferdinando Federico è diventato a tutti gli effetti il nuovo sindaco di Ottaviano. Si apre così una nuova fase amministrativa per la città vesuviana, con il neo primo cittadino chiamato immediatamente ad affrontare i primi delicati passaggi politici e istituzionali, a partire dalla composizione della giunta comunale e dall’assegnazione delle deleghe assessoriali.

Dopo il successo ottenuto al turno di ballottaggio delle elezioni amministrative, Federico ha ricevuto il via libera definitivo dalla commissione elettorale, completando così l’iter che gli consente di assumere formalmente la guida del Comune.

La proclamazione rappresenta anche la conclusione del periodo commissariale che ha caratterizzato gli ultimi mesi della vita amministrativa cittadina. Con il ritorno di una guida politica eletta dai cittadini, l’attenzione si sposta ora sulle scelte che definiranno l’assetto del nuovo governo locale.

L’insediamento del sindaco è stato accompagnato dalla presenza dei familiari, dei sostenitori e di numerosi esponenti della coalizione che ne ha sostenuto la candidatura durante la campagna elettorale. Un momento particolarmente significativo è stato quello in cui il padre gli ha simbolicamente consegnato la fascia tricolore, gesto che ha sancito l’avvio della sua esperienza alla guida dell’ente.

Nelle prossime settimane Federico dovrà individuare la squadra che lo affiancherà nell’amministrazione della città, scegliendo assessori e figure di riferimento per i principali settori dell’attività comunale. Parallelamente prenderà forma anche il lavoro del nuovo Consiglio comunale, chiamato a confrontarsi con le priorità amministrative del territorio.

Per Ottaviano inizia dunque una nuova stagione politica. Il nuovo sindaco eredita il compito di trasformare il programma presentato agli elettori in interventi concreti, con l’obiettivo di rilanciare la città e accompagnarla nelle sfide dei prossimi anni.

Marigliano accoglie la reliquia di San Pio: preghiera per Claudio Esposito, volontario dei Cobra2 in coma dopo un malore

MARIGLIANO – La comunità di Casaferro si stringe in preghiera attorno a Claudio Esposito, volontario dell’associazione Cobra2, ricoverato in coma dopo essere stato colpito da un improvviso malore. Il suo nome risuonerà con particolare intensità durante le celebrazioni dedicate alla reliquia di San Pio da Pietrelcina nella Parrocchia Santo Stefano, dove fedeli e volontari hanno affidato alla protezione del santo cappuccino la sua guarigione.     L’iniziativa religiosa, in programma dal 15 al 21 giugno, sta richiamando numerosi fedeli tra Marigliano e San Vitaliano. Guidata dal parroco don Carmine Sbarra, la settimana di spiritualità è caratterizzata da Messe, momenti di adorazione e preghiere dedicate a diverse categorie della comunità. La reliquia di San Pio è giunta in chiesa il 15 giugno alle ore 17.45, accolta dalla recita del Santo Rosario e dalla celebrazione eucaristica. Il giorno successivo, nel ricordo dell’anniversario della canonizzazione del santo di Pietrelcina, la Santa Messa delle 18.30 è stata dedicata ai giovani. E’ programmato per il giorno 20 giugno alle ore 18 la speciale intenzione di preghiera per Claudio Esposito. La comunità parrocchiale, insieme ai familiari, agli amici e ai volontari dei Cobra2, rappresentata da Vincenzo Secondulfo,  e al  coordinamento Vesuvius, rappresentato da Piccolo Giuseppe e Ciano Giuseppe, eleverà una supplica affinché possa superare questo delicato momento e tornare presto alla sua vita quotidiana.

Nei pressi della  chiesa, nella strada circostante chiusa al traffico, ci saranno diverse auto della Protezione Civile, con trenta colleghi di Claudio in divisa che pregheranno per una sua veloce ripresa.

 A conclusione della messa verranno accese le sirene e saranno distribuiti gli attestati di partecipazione ai presenti; una pergamena sarà intestata a Claudio  e verrà donata alla famiglia. Inoltre, in occasione della Preghiera per la Pace, si innalzerà in cielo un fumo color arcobaleno.

Alla messa di sabato sarà presente anche il sindaco di Marigliano Gaetano Bocchino e a quella di domenica mattina delle ore 10:00 ci sarà Claudio De Vivo, atleta paralimpico e primatista italiano dei 1500 mt su pista.

L’organizzazione della messa e di questo momento speciale è stata effettuata da Sara Oliva, segretaria di Padre Carmine e Paolino Melillo, coordinatore Cobra 2.

Il programma prosegue con appuntamenti quotidiani alle ore 18.30. Dopo la preghiera per i bambini del 17 giugno e quella per i sacerdoti del 18 giugno, preceduta dall’Adorazione Eucaristica delle ore 17.00, il 19 giugno sarà dedicato agli ammalati con il rito dell’Unzione degli Infermi. Il 20 giugno, invece, si pregherà per la pace nel mondo. La conclusione è prevista per sabato 21 giugno con tre celebrazioni eucaristiche alle ore 8.00, 10.00 e 11.30. Al termine delle Messe i fedeli saluteranno la reliquia prima della sua partenza. Per l’occasione sono esposti anche alcuni cimeli particolarmente significativi legati alla vita di Padre Pio: un abito appartenuto al santo, risalente al 1972, e un guanto utilizzato per impartire le benedizioni. L’evento si inserisce nel percorso spirituale promosso dalla Parrocchia Santo Stefano. Negli ultimi mesi la comunità ha accolto la Madonna Pellegrina di Fatima e la Madonna dell’Arco, mentre a settembre sono attese le reliquie di San Giuseppe Moscati. «Fratelli e sorelle carissimi, oggi la nostra comunità vive un momento di straordinaria grazia», ha scritto don Carmine Sbarra nel messaggio rivolto ai fedeli. «Padre Pio ha consumato la sua vita offrendo preghiere e sofferenze per la salvezza delle anime. Accogliamolo con il cuore aperto, chiedendo che il suo profumo di santità rinnovi la nostra fede». Una fede che in questi giorni si traduce anche in un forte gesto di vicinanza verso Claudio Esposito e la sua famiglia, sostenuti dall’affetto di un’intera comunità che continua a sperare e pregare.    

Somma, il coraggio di affrontare le sfide della vita: ecco il tema dell’estate ragazzi 2026 a Rione Trieste

E’ tutto pronto per l’avvio dell’estate ragazzi 2026 promosso ed organizzato da Don Francesco Feola, parroco della chiesa  di Santa Maria di Costantinopoli  a Rione Trieste. Da Lunedì strada chiusa  e divieto di parcheggio negli spazi esterni dalla parrocchia, dove  circa 200 ragazzi vivranno una bella estate. Una estate di laboratori, di musica, balli, recitazione, giochi, momenti di preghiere e uscite didattiche. A spiegarci i dettagli, don Francesco Feola
 “Lapis, il coraggio all’opera: questo è il tema di fondo che accompagna l’avventura estiva della nostra estate ragazzi 2026.  Il tema educativo scelto per l’estate 2026 ha lo scopo di sostenere lo sviluppo di un atteggiamento personale e comunitario oggi essenziale per le giovani generazioni: il CORAGGIO della testimonianza. In un tempo segnato da fragilità emotive, insicurezze relazionali e paura del giudizio, educare bambini e ragazzi al coraggio diventa un’urgenza educativa e spirituale, capace di incidere profondamente sulla loro crescita e sulla qualità dei legami che costruiscono.
Ambientato nella Firenze del 500, la storia guida e le attività proposte aiuteranno i bambini a cogliere l’importanza di vivere con coraggio la fede e soprattutto avere coraggio di lavorare per realizzare i propri sogni.
La figura biblica di riferimento per Lapis è Ester.
Ester- continua don Francesco- non è una guerriera né un’eroina potente: è una giovane donna che si trova improvvisamente in una posizione importante, diventando regina in una terra straniera, lontana dalla sua gente. La sua vita potrebbe scorrere tranquilla, protetta all’interno della corte del re. E invece arriva un momento in cui non può più restare spettatrice. Tutto cambia quando scopre che il suo popolo è in pericolo.
In quel momento Ester capisce che la posizione in cui si trova non è casuale e quindi, dopo aver chiesto forza a Dio con coraggio si adopera per la liberazione e la serenità del suo popolo.
Tanti i bambini iscritti provenienti dalla nostra Città e da qualche paese limitrofo, la nostra esperienza estiva è aperta anche ai fratelli extracomunitari. Saranno accompagnati dai volontari che si sono preparati a questo grest durante tutto l’anno.
Ci saranno poi laboratori di calcio, ballo, cucina, teatro, decoupage e tammorra. Vivremo, poi l’uscita al parco del Grassano, un momento di adorazione e preghiera con i genitori e lo spettacolo finale che quest’anno- assicura Don Francesco – sarà ancora più avvincente”.