Ottaviano, Chiesa di San Michele: il “San Giovannino” di Guido Reni e la “Santa Maria Egiziaca” di Carlo Cignani

Sono due opere di grande valore, ma tutto il patrimonio di opere d’arte delle chiese di Ottaviano e del Palazzo Medici merita di essere conosciuto e studiato. Lo dissero anche Raffaello Causa e Vittorio Sgarbi.  A settembre il Circolo “Armando Diaz” organizzerà visite guidate per i luoghi dell’arte e della storia della nostra città. Correda l’articolo l’immagine del “San Giovannino” di Guido Reni.        Chi non conosce la propria terra non conosce sé stesso (R. Causa)       Raffaello Causa (1923-1984) è stato un grande studioso della storia dell’arte e, come Soprintendente dei Beni Artistici della Campania e Direttore del Museo di Capodimonte, organizzò mostre di eccezionale importanza. Quando era ancora ragazzo, la famiglia si trasferì a Ottaviano, il padre fu docente presso l’Istituto Tecnico e Raffaello frequentò il Liceo Classico “A. Diaz”. Negli anni ’60 dispose che gli esperti della Soprintendenza mettessero ordine nel patrimonio artistico delle chiese ottavianesi e risolvessero il problema delle attribuzioni. Il “San Giovannino” venne giudicato, con qualche cautela, opera di un allievo di Annibale Carracci, ma dopo il restauro della tela, finanziato dalla sezione ottavianese della “Fidapa” e magistralmente eseguito da Umberto Maggio, Luciana Arbace assegnò il quadro al pennello di Guido Reni.   La indussero all’attribuzione la tessitura cromatica dell’incarnato, la varietà dei movimenti del pennello – e nel vello dell’agnello si notano i segni della punta lignea del pennello -, la finissima qualità psicologica dell’espressione di San Giovannino, sereno come si conviene a un Santo, ma di una serenità in cui si nota il segno della malinconia dettata dalla prefigurazione del martirio. Il quadro è, insomma, un prezioso documento dello stile di Guido Reni, della sua capacità di inserire nella concezione classica della pittura alcuni impulsi che già venivano dal Barocco: come, in questo quadro, l’impostazione della figura del Santo e il movimento asimmetrico delle braccia. E’ probabile che il “San Giovannino” sia “arrivato” al Museo di Capodimonte dalla quadreria dei Medici conservata a Ottajano e a Napoli, nel palazzo Miranda, e smembrata dopo la morte di Giuseppe V, l’ultimo principe: la Soprintendenza avrebbe deciso che le opere di Guido Reni e di Carlo Cignani venissero conservate a Ottajano nella chiesa del Rosario, e dopo l’eruzione del 1906, nella Chiesa di San Michele. In un documento del 1963 un funzionario della Soprintendenza scrive che il quadro di Guido Reni “è in deposito” nella Chiesa Patronale di Ottaviano. Del quadro di Carlo Cignani (1628- 1719) già ho scritto sei anni fa, ma è utile sottolineare ancora la bellezza dell’opera. Gli studiosi ritengono che Cignani realizzi una sintesi “estetica” e tecnica tra le tendenze dell’ultima stagione del Barocco e il ritorno ai moduli del classicismo, tra le lezioni di Correggio, di Annibale Carracci e di Guido Reni. Il “classicismo” di Carlo Cignani è documentato dalla sua attenzione per la simmetria, dal suo “amore” per la linea curva e per gli atteggiamenti “meditativi” dei suoi personaggi, mentre l’eco del Barocco si percepisce nella cura dei particolari, nel “realismo” di alcune soluzioni, nei contrasti spesso netti tra luce e ombra, e nell’interesse, talvolta “malizioso”, per il corpo femminile.   A questa lettura “maliziosa” si presta la figura di Santa Maria Egiziaca, la misteriosa eremita egiziana che, prima di convertirsi alla fede in Cristo, visse giorni di manifesta dissolutezza. Il restauro, eseguito qualche anno fa dal dott. Umberto Maggio, ha rivelato lo smalto dei colori e permette di cogliere la raffinatezza dell’“impaginazione”.  La forma stessa del “tondo” consente di vedere con chiarezza che la testa dell’angelo e il fluire dei suoi capelli servono a bilanciare la rilassatezza, verso il basso, del florido corpo dell’Egiziaca: una rilassatezza che conferisce all’estasi il carattere di una morbida sensualità. Le lunghe trecce di capelli conducono il nostro sguardo verso il volto trasognato della santa eremita, dopo aver sottolineato, incrociandosi sul petto con la linea dell’ombra, la pienezza del seno e gli ultimi impulsi della tensione.   Il verde, i grigi, l’azzurro della veste che copre la parte inferiore del “tondo” contribuiscono a rendere più netta la suggestione del silenzio mistico, in cui le pieghe dei panni, l’asimmetrico “movimento” dei lacci e delle chiome e i colori delle carne introducono note significative di realismo.  Memore della lezione del Correggio e di Guido Reni, Carlo Cignani affida alle mani, splendidamente disegnate e dipinte, il compito di “commentare” le “intenzioni” del personaggio: è chiaro che qui esse esprimono un “abbandono” assoluto, totale: Maria Egiziaca si affida tutta alla luce della fede che sta rischiarando il suo cuore e il suo corpo. In questo quadro le soluzioni tecniche realizzano con rigorosa coerenza l’“idea” dell’artista, che par di vedere, mentre con l’aiuto del figlio Felice, dipinge le figure con i piccoli pennelli e con quella “lentezza” che i contemporanei consideravano una caratteristica della sua tecnica di lavoro: una lentezza causata, soprattutto, dalla cura con cui egli stendeva il colore fresco – i chiari, in primo luogo – sugli strati di colore già perfettamente asciutti. E confermano che lo sguardo dell’osservatore deve entrare nei quadri di Cignani dal basso e poi salire gradualmente, lungo la figura, fino al volto. E’ una fortuna trovare questi e altri capolavori lungo la strada che porta al Vesuvio, lungo il sentiero n.1 del Parco Nazionale del Vesuvio: potrebbe essere….

Le grandi innovazioni del IX secolo: la genesi del canto franco-romano

Benvenuti al diciassettesimo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”. Oggi racconteremo la genesi del canto franco-romano.     Il periodo compreso tra l’VIII e il IX secolo segna una svolta fondamentale nella storia della musica occidentale grazie alle innovazioni introdotte in epoca carolingia, motivate principalmente da ragioni politiche piuttosto che musicali. Tutto ebbe inizio con l’alleanza tra i Franchi e il papato, culminata nella incoronazione di Carlo Magno come sovrano del Sacro Romano Impero nell’anno 800. Durante questi contatti emerse una netta discrepanza tra il canto liturgico dei Franchi, legato al rito gallicano, e quello romano, definito vetero-romano. La monarchia carolingia, mossa dal progetto di accentrare il potere e uniformare l’impero anche dal punto di vista religioso, agì per trapiantare il rito romano presso i Franchi. L’operazione fu complessa e generò tensioni tra le due fazioni, con i romani che accusavano i franchi di barbarie e questi ultimi che sospettavano i maestri romani di non voler insegnare correttamente per gelosia politica. Il risultato di questo forzato inserimento fu un prodotto ibrido nato dalla contaminazione tra i due repertori, che prese il nome di canto franco-romano. Per vincere le resistenze dei territori soggetti e imporre questo nuovo canto ufficiale, fu diffusa l’astuta leggenda che ne attribuiva l’origine a papa Gregorio I. Secondo il racconto, lo Spirito Santo sotto forma di colomba avrebbe dettato i canti direttamente all’orecchio del pontefice, rendendo il repertorio sacro e immutabile al pari della Bibbia. Questa presunta origine divina portò alla codificazione definitiva del repertorio, determinando il graduale tramonto della pratica improvvisativa e trasformando la didattica in un apprendimento passivo basato sulla memoria, con gli studenti che arrivavano a impiegare anche dieci anni per padroneggiare l’intero corpus liturgico. Per facilitare la memorizzazione, i teorici carolingi classificarono il repertorio in una rigida griglia di otto modi, basati su differenti scale musicali caratterizzate ciascuna da una nota finale e da una nota dominante o corda di recita. Poiché molti canti arcaici non si adattavano facilmente a questo sistema, alcuni vennero forzatamente modificati mentre altri furono definiti irregolari o peregrini. In questo contesto nacque la scrittura neumatica, inizialmente utilizzata da sacerdoti e diaconi come supporto mnemonico simile alla punteggiatura per indicare le inflessioni della voce durante la salmodia. I primi manoscritti con neumi apparvero alla fine del IX secolo, non per essere letti durante l’esecuzione, ma con funzione di archivio per garantire che la tradizione non venisse corrotta. Un’ulteriore forma di espansione del repertorio fu rappresentata dai tropi e dalle sequenze, nati per aiutare i cantori a ricordare i lunghi melismi senza testo. Notker Balbulus, monaco di San Gallo, fu tra i primi a documentare questa pratica che consisteva nel “farcire” i vocalizzi con parole in modo che a ogni nota corrispondesse una sillaba, facilitando così la memoria. Mentre i tropi rimasero legati al canto di partenza, le sequenze divennero col tempo composizioni poetiche e musicali autonome. Parallelamente a questa espansione orizzontale, l’epoca carolingia vide la nascita della polifonia scritta, definita amplificazione verticale. Sebbene la pratica di cantare a più voci fosse già radicata nella tradizione orale popolare, nel IX secolo venne canalizzata nella liturgia per accrescerne la solennità e fu fissata per la prima volta in fonti scritte attraverso trattati come il Trattato d’organum Vaticano. Ed eccoci arrivati alla fine cari musicofili e musicofile, se siete giunti fin qui vi attendo nel prossimo appuntamento per approfondire questo nostro fantastico discorso. P.S.: Vietato mancare ;^) . A presto!!!!! :^)

Pomigliano d’Arco, agevolazioni Tari: scatta l’indagine esplorativa

Sostegni sulla tassa rifiuti: previste esenzioni e riduzioni “Lavoriamo per una gestione delle risorse pubbliche attenta sia all’equilibrio finanziario sia alla tutela sociale.” Con queste parole l’Assessore al Bilancio Mattia De Cicco ha commentato l’indagine esplorativa rivolta alle famiglie in condizioni di difficoltà economica. Per i cittadini di Pomigliano d’Arco, a partire dal prossimo 3 giugno sarà possibile presentare domanda, tramite protocollo o PEC, per accedere all’agevolazione sulla TARI, la tassa sui rifiuti. L’iniziativa, proposta dal Settore Affari Finanziari e approvata nel corso della Giunta Comunale lo scorso 7 maggio, è finalizzata a sostenere le fasce più fragili della popolazione. L’avviso è rivolto ai residenti nel Comune da almeno un anno, in possesso dell’intestazione di un’utenza domestica TARI. È prevista l’esenzione totale della tassa per i nuclei familiari con ISEE fino a 6.000 euro, mentre per la fascia compresa tra 6.001 e 9.530 euro è stabilita una riduzione del 50%, nei limiti delle risorse disponibili e subordinatamente ai successivi atti dell’Amministrazione. Inoltre, a parità di ISEE, verranno agevolati i nuclei familiari in cui sia presente un componente con disabilità al 100% o con età superiore ai 70 anni. In caso di ulteriore parità, l’ordine di assegnazione seguirà la data di presentazione delle istanze all’Ente.

Arriva a Marigliano “L’Arte si fa madre”, evento all’insegna della cultura

Riceviamo e pubblichiamo

La città di Marigliano accoglie ufficialmente la rassegna culturale “L’Arte si fa Madre”, un progetto di rigenerazione artistica e umana ideato e prodotto dallo studio di management culturale e legale Jus et Ars della Ph.D. Fulvia Serpico, con il patrocinio morale del Comune di Marigliano.

   

Il titolo della manifestazione racchiude un concept profondo: l’atto creativo non è solo esercizio estetico, ma una forza generatrice di vita, emozioni e cultura. Come una figura materna, l’arte accoglie, nutre l’anima e si fa custode della tradizione, trasformando il tessuto urbano in un grembo fertile dove far nascere nuove visioni del mondo.

Ispirandosi alla celebre visione di Joseph Beuys — “Il vero e unico capitale dell’essere umano è la creatività” — l’evento punta a innescare un cambiamento reale, dando voce a linguaggi creativi capaci di farsi portatori di messaggi innovativi e di speranza.

Questa visione prende vita grazie a un nutrito collettivo di artisti provenienti dal territorio e dalle diverse province della Campania tra cui:

Jacopo Camera, Antonietta Fierro, Chiara Monda, Margherita D’Alessandro, Cristina Sodano, Simona Mostrato, Raffaele Del Giudice di Anima Campania, Sofia Maglione, Laura Polise, Marina Vitolo, Gilda Antoniello, Fabiana Sidote, Gisella Santucci, Luigi Saviano, Luciana Scippa, Angelo Corcione, Lavinio Sceral, Sonia Di Marzo e Ermelino di Paolo.

Il cuore dell’iniziativa è la mostra diffusa “Fuori l’Arte!”, che fino al 30 maggio vede le vetrine dei negozi del corso principale trasformate in spazi espositivi inediti. Una “passeggiata artistica” che invita i cittadini a riscoprire il valore del tempo e dell’osservazione, portando la bellezza fuori dai luoghi convenzionali per renderla un incontro quotidiano.

Il calendario prosegue il 31 maggio con la mostra d’arte ed estemporanea degli allievi de “La Fucina dell’Arte”, a cura di Antonietta Fierro, che si terrà presso la sede della scuola.

Seguirà, il 6 giugno, una mattinata artistica ed estemporanea accompagnata da suggestioni musicali nella piazza del Comune di Marigliano.

Il culmine della rassegna avrà luogo il 20 e 21 giugno con il finale presso il chiostro del Santuario della Madonna della Speranza (San Vito).

Gli storici spazi del complesso ospiteranno una due giorni di esposizione dedicata alle opere che hanno animato le vie della città, arricchita da ulteriori lavori degli artisti aderenti al progetto e dal prestigioso contributo critico del Prof. Gianpasquale Greco.

Come sottolineato dall’ideatrice Fulvia Serpico: “l’obiettivo è rendere visibili le idee e le proposte di lettura della nostra contemporaneità, offrendo a Marigliano un nuovo nutrimento per rigenerarsi attraverso un linguaggio semplice, diretto e potente, capace di rendere l’arte un elemento vivo e quotidiano nel grande teatro della vita”.

Amministrative nel vesuviano, Saiello(M5S): “Il campo largo funziona solo con progetti credibili e radicati nei territori”

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Comuni vesuviani e futuro del centrosinistra:  Gennaro Saiello, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, analizza le sfide del territorio. Una riflessione delle amministrative a Somma Vesuviana, Afragola e Sant’Anastasia, del ruolo del M5S dopo l’elezione di Roberto Fico e delle priorità del Movimento: ambiente, legalità, mobilità sostenibile e costruzione di una nuova classe dirigente
    Il cosiddetto campo largo” in Campania ha portato allelezione di Roberto Fico alla guida della Regione. Secondo voi è stato un modello politico esportabile anche nei comuni vesuviani oppure funziona solo nelle grandi competizioni regionali?Il campo largo ha funzionato alle regionali perché è stato sostenuto da un progetto politico riconoscibile e da una candidatura autorevole come quella di Roberto Fico. Ma nei comuni non esistono automatismi. Le amministrative si vincono con candidati credibili, programmi seri e radicamento nei territori. Per il Movimento 5 Stelle le alleanze sono utili solo se servono a migliorare la qualità della vita dei cittadini: ambiente, legalità, trasporti, servizi, lavoro e tutela delle fasce più fragili. Dove ci sono queste condizioni, il dialogo è naturale. Dove mancano, la nostra autonomia resta piena“.   Dopo lelezione di Roberto Fico alla Regione, il M5S campano è più autonomo o più dipendente dagli equilibri del centrosinistra?Essere parte di una maggioranza non significa rinunciare alla propria identità. Il M5S in Campania è una forza responsabile, leale, ma autonoma: sostiene il progetto di governo regionale e mantiene piena libertà di giudizio sui territori, sui programmi e sulle scelte amministrative“.     Somma Vesuviana vive problemi storici su viabilità e gestione urbanistica: quali garanzie concrete avete chiesto al candidato sostenuto dal M5S?Abbiamo chiesto trasparenza degli atti, tempi verificabili, confronto costante con i cittadini e piena responsabilità amministrativa. Sul piano urbanistico, la priorità è tutelare il territorio, fermare nuovo consumo di suolo e puntare su riqualificazione, manutenzione e recupero delle aree già urbanizzate. Il PUC deve diventare uno strumento moderno di sviluppo sostenibile, capace di coniugare legalità, attrattività e qualità della vita. Sulla viabilità abbiamo chiesto un piano serio e strutturato, non interventi spot“.     Sul tema ambiente e rischio Vesuvio, quali differenze porta il M5S rispetto alle amministrazioni precedenti?Per il M5S ambiente e rischio Vesuvio devono diventare priorità quotidiane: aggiornamento dei piani di emergenza, tutela del territorio e mobilità più sostenibile. Ma vogliamo anche valorizzare la grande risorsa di Somma Vesuviana: la montagna. Il Monte Somma e l’area vesuviana possono diventare un motore di sviluppo sostenibile, attraverso sentieristica, turismo ambientale, cultura, prodotti locali e tutela del paesaggio. La nostra idea è creare opportunità senza consumare nuovo suolo, trasformando ambiente e sicurezza in una leva concreta di crescita per la città“.   Il Movimento punta a costruire una classe dirigente locale stabile a Somma oppure resta unalleanza legata a questa tornata elettorale?Il Movimento 5 Stelle a Somma lavora per costruire una presenza stabile e una classe dirigente locale credibile. Serve una filiera istituzionale forte con Regione e livelli nazionali, capace di intercettare fondi e risorse. Il campo largo nasce per questo: garantire stabilità, superare personalismi e dare alla città una visione politica che duri oltre il voto“.   Afragola è spesso al centro del dibattito su sicurezza e opere incompiute. Qual è la priorità assoluta del M5S per la città?Sicurezza e opere incompiute non si affrontano con slogan, ma con un Comune che funzioni, con settori riorganizzati e procedure chiare. Significa restituire ai cittadini diritti certi, servizi efficienti e pari opportunità, costruire una città in cui il bene pubblico venga prima degli interessi di parte, in cui il merito sia una regola e l’aiuto a chi resta indietro sia un dovere”.   Sul nodo stazione AV e collegamenti, cosa propone concretamente il Movimento per evitare che Afragola resti solo un hub senza sviluppo urbano?Il Governo ha tagliato risorse decisive alla mobilità su ferro. Non bastano i cantieri annunciati: servono fondi, tempi certi e responsabilità politica. Afragola non deve essere solo un punto di passaggio dell’alta velocità, ma una porta di accesso allo sviluppo: trasporti, commercio, servizi, rigenerazione urbana e nuove opportunità per cittadini e imprese. Su questo il Movimento continuerà a fare pressione a ogni livello istituzionale“.   Il sostegno del M5S ad Afragola nasce da una convergenza politica vera o dalla necessità di compattare il centrosinistra?Ad Afragola abbiamo scelto di sostenere un percorso fondato su legalità, riorganizzazione della macchina comunale, competenza e sviluppo urbano. Per noi le alleanze non sono mai semplici somme di sigle: devono servire a cambiare concretamente il modo di amministrare“.   A SantAnastasia ci sono attivisti ma manca una presenza ufficiale forte del Movimento: cosa non ha funzionato?A Sant’Anastasia non è mancato l’impegno del Movimento, ma il tempo necessario per costruire un percorso autonomo e una lista ufficiale. Questo però non significa assenza politica: ci sono simpatizzanti e iscritti del M5S candidati nell’area di centrosinistra a sostegno di Mariano Caserta, e io stesso ho partecipato a diverse iniziative pubbliche su temi vicini alla nostra sensibilità. È stato fatto un lavoro serio di aggregazione nel centrosinistra e crediamo che questo progetto possa rappresentare una vera alternativa alla gestione uscente“.   Pensate che il territorio di SantAnastasia sia oggi più vicino alle liste civiche che ai partiti tradizionali?Non credo. Il punto è un altro: per costruire una presenza politica seria servono tempo, radicamento e un lavoro programmatico. Presentare il simbolo non può essere un atto formale o improvvisato: deve rappresentare il punto di arrivo di un percorso credibile, condiviso e riconoscibile nella comunità“.   Il M5S tornerà con un simbolo ufficiale alle prossime amministrative oppure continuerà a lavorare in forme diverse?Il nostro obiettivo è quello di essere presenti in modo pieno e strutturato. Da questa esperienza vogliamo partire per costruire un lavoro stabile sul territorio, coinvolgendo attivisti, iscritti e cittadini che si riconoscono nei valori del Movimento“.   Come si evita che lassenza di una struttura ufficiale lasci spazio a personalismi locali?Con una presenza costante, non solo elettorale. Il punto non è occupare uno spazio con una sigla, ma costruire fiducia. A Sant’Anastasia il Movimento deve lavorare per mettere insieme le energie migliori, dare continuità ai temi che ci caratterizzano e accompagnare la crescita di una proposta politica riconoscibile. Quando c’è un percorso chiaro, condiviso e aperto alla comunità, i personalismi si riducono naturalmente“.

Somma al voto, domenica in piazza l’incontro pubblico con Svanera, Fico e Manfredi

Riceviamo e pubblichiamo

Domenica 17 maggio, alle ore 18:00 in Piazza Vittorio Emanuele III, Somma Vesuviana ospiterà un importante momento di confronto politico e partecipazione con Silvia Svanera candidata sindaca, insieme al Presidente della regione Campania  Roberto Fico e al Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Un appuntamento che rafforza il valore di una filiera istituzionale seria e concreta, capace di mettere in connessione territori, istituzioni e comunità, per dare risposte reali ai cittadini.

La presenza delle forze del campo largo rappresenta la volontà di costruire un progetto condiviso, progressista e inclusivo, fondato sull’ascolto, sulla competenza e sulla collaborazione tra tutte le energie che vogliono il bene di Somma Vesuviana.

Governatore Fico: “al lavoro per il pronto soccorso in Policlinico a Napoli”

Le sfide dettate dall’intelligenza artificiale, ma anche il tema delle aggressioni e l’esigenza di creare condizioni di lavoro che consentano ai giovani medici ed odontoiatri di restare a lavorare a Napoli, e più in generale in Campania. Sono alcuni dei temi emersi in occasione della cerimonia del Giuramento di Ippocrate ospitata a Napoli alla Città della Scienza. Dopo la lettura del testo affidata a due dei giovani che si sono distinti nel percorso universitario, sono stati 700 i medici e odontoiatri che hanno pronunciato “lo giuro” alla presenza del governatore Fico, del sindaco Gaetano Manfredi, del cardinale Mimmo Battaglia e dei rettori Matteo Lorito (Federico II), Marcellino Monda in vece di Gianfranco Nicoletti (Luigi Vanvitelli), la professoressa Paola Villani in vece di Lucio d’Alessandro (Suor Orsola Benincasa) e Antonio Garofalo (Parthenope). Il presidente della Regione Campania Roberto Fico, a margine della cerimonia di giuramento per i nuovi medici parla del lavoro in corso “per la realizzazione del pronto soccorso nel Policlinico. I tempi? Sapete che io i tempi non li do mai. Ci stiamo lavorando, poi li vedremo”. Napoli è l’unica città in cui i Policlinici Universitari non hanno un pronto-soccorso ad accesso diretto, nonostante ci siano da anni le convenzioni firmate con la Rete di emergenza urgenza. Per quanto riguarda l’ospedale Monaldi, dopo la vicenda del piccolo Domenico, “dobbiamo garantire la cardiochirurgia pediatrica ai tanti bambini e bambine che hanno bisogno che arrivano spesso da tutto il Sud perché siamo l’unico centro di riferimento”. L’obiettivo è “avere una cardiochirurgia pediatrica all’avanguardia, sicura e con tanti professionisti che lavorano per il bene dei bambini e dei ragazzi”.

Nuovi fondi per la sanità mirati alle assunzioni

“Il primo punto che abbiamo affrontato, e ci siamo riusciti, è l’uscita dal piano di rientro. Quindi noi adesso possiamo programmare normalmente e fare degli investimenti anche sulle assunzioni avendo aumentato il tetto di spesa per le aziende sanitarie”. Così presidente della Regione Campania, Roberto Fico, riferendo dei nuovi fondi per gli ospedali. “Le Asl – ha spiegato a margine della cerimonia per i nuovi medici – possono contare su un aumento di spesa di 62 milioni di euro finalizzati esclusivamente alle assunzioni e abbiamo anche liberato 98 milioni di euro per il rafforzamento della sanità territoriale sempre rispetto esclusivamente alle assunzioni. Stiamo anche certificando le case di comunità operative. Puntiamo sul rafforzamento vero della medicina territoriale di prossimità e stiamo lavorando moltissimo anche sull’implementazione della telemedicina, che significa telelettura delle analisi, telediagnosi. Questo è il nostro schema che stiamo portando avanti e l’attenzione forte rimane anche alle aree interne: ci sono tante richieste, stiamo cercando di sviluppare una rete importante, però ogni cosa ha il suo tempo e soprattutto stiamo scrivendo”. Fico ha ricordato che “il piano ospedaliero vecchio non ha dentro di sé le case di comunità, quindi oggi siamo già in una nuova fase”. CREDIT FOTO: WEB

Mercati del falso, blitz della Finanza: individuato hub clandestino nel Vesuviano

Un magazzino trasformato in centrale operativa della contraffazione è stato scoperto dalla Guardia di Finanza nel comune di San Giuseppe Vesuviano. Nel corso dell’operazione, i militari hanno sequestrato oltre 38mila articoli falsi tra scarpe, giubbini, maglie e accessori riportanti marchi di note case di moda e brand sportivi.

L’intervento rientra nelle attività messe in campo dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli per contrastare il fenomeno della vendita di prodotti contraffatti e difendere le aziende del Made in Italy. A entrare in azione sono stati i “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Napoli, che da tempo stavano monitorando i canali di approvvigionamento dei venditori abusivi presenti nei principali mercati cittadini.

Le indagini si sono concentrate inizialmente nelle aree commerciali di Porta Nolana e della Maddalena, considerate punti strategici per la distribuzione della merce illegale. Attraverso controlli mirati, appostamenti e attività investigative, i finanzieri sono riusciti a risalire fino a un deposito utilizzato come base di smistamento.

Nel capannone, di circa 250 metri quadrati, erano conservati migliaia di articoli già pronti per essere distribuiti. In particolare, sono state trovate scarpe con loghi riconducibili a marchi famosi come Nike, Adidas, New Balance, Prada e Louis Vuitton, oltre a numerosi capi di abbigliamento.

Gli investigatori hanno denunciato un uomo ritenuto responsabile della gestione dell’attività illecita. Le accuse contestate sono quelle di ricettazione e detenzione di merce contraffatta destinata alla commercializzazione.

L’intera struttura è stata sottoposta a sequestro insieme alla merce contenuta al suo interno. L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine verso il mercato del falso, un settore che alimenta l’economia sommersa e sottrae risorse alle attività commerciali regolari.

Gli accertamenti proseguono per verificare eventuali ulteriori collegamenti con altre reti di distribuzione presenti sul territorio campano.

Somma al voto, equità fiscale e revisione del Puc: la parola ai tre candidati sindaco

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Con l’approvazione del nuovo PUC e della delibera sui valori delle aree edificabili ai fini IMU, molti cittadini proprietari di terreni periferici privi di servizi, urbanizzazione e reali possibilità edificatorie hanno subito aumenti molto elevati dell’imposta.  Ai candidati alla carica di sindaco  Antonio Granato, Peppe Nocerino e Silvia Svanera abbiamo chiesto:
Ritenete equo che terreni periferici senza servizi vengano valutati come aree ad alto valore edificatorio con conseguente aumento esorbitante dell’IMU? Se sarete eletti sindaci, intendete rivedere il PUC e i criteri di valutazione approvati dall’ultima amministrazione? In che modo?”
Ecco le risposte
Antonio Granato: ” La gestione del territorio non può essere ridotta a un mero esercizio contabile volto a fare cassa sulle spalle dei cittadini. Per questo, il nostro impegno parte da una riforma profonda dello strumento urbanistico principale: il PUC va integrato, corretto e migliorato. Non intendiamo procedere con interventi a compartimenti stagni, ma attraverso una pianificazione che individui in modo omogeneo le zone che meglio rispondono alle reali esigenze del nostro tessuto imprenditoriale. La nostra strategia prevede un coraggioso decentramento della zona industriale, liberando il centro urbano da pesi non più sostenibili e spostando il baricentro produttivo verso aree idonee e modernamente attrezzate.
Questa riorganizzazione è il presupposto necessario per affrontare il tema della giustizia fiscale. Riteniamo profondamente iniquo che terreni periferici, privi di servizi essenziali e infrastrutture, vengano valutati con parametri ad alto valore edificatorio. È un paradosso amministrativo che si traduce in un aumento esorbitante dell’IMU, una tassa che oggi grava come un macigno su proprietà che, nei fatti, non hanno alcuna potenzialità immediata.
Se saremo eletti, interverremo con decisione sui criteri di valutazione approvati dall’ultima amministrazione per rivalutare i parametri fiscali e renderli finalmente aderenti alla realtà dello stato dei luoghi. Intendiamo tutelare concretamente i proprietari agricoli delle zone periferiche, che non possono e non devono essere tassati con indici industriali laddove mancano ancora i servizi primari. Siamo pienamente consapevoli dei problemi della città e delle distorsioni ereditate: la nostra amministrazione risponderà alla richiesta di equità dei cittadini con una politica urbanistica che non sia solo un disegno sulla carta, ma un atto di rispetto verso chi vive e lavora nel nostro territorio“.
Peppe Nocerino: “ Innanzitutto è necessario fare chiarezza: esistono terreni agricoli e aree che il PUC ha rivalutato in maniera discutibile, con criteri che a nostro avviso non risultano coerenti né con la reale capacità edificatoria né con gli estimi catastali.
Negli ultimi anni si è assistito a un incremento indiscriminato della tassazione, frutto di una gestione poco trasparente dell’area finanze e tributi. Basta ricordare che, ben prima della dichiarazione di dissesto, l’amministrazione parlava di pre -dissesto e annunciava un piano di riequilibrio fondato soprattutto sull’aumento delle imposte locali. L’idea era quella di coprire il disavanzo portando le aliquote IMU al massimo consentito e prevedendo di recuperare milioni di euro nell’arco di dieci anni caricando il peso sui cittadini.
Noi abbiamo una visione diversa. Un Comune non può pensare di risanare i conti esclusivamente aumentando le tasse. Prima si tagliano sprechi, privilegi e spese inutili, poi si chiede eventualmente un sacrificio ai cittadini. In questi anni, invece, abbiamo visto crescere le spese senza che migliorassero i servizi.
Noi procederemo a una revisione seria del PUC e dei criteri di valutazione dei terreni, coinvolgendo tecnici, professionisti e cittadini. L’obiettivo sarà distinguere in modo corretto le aree realmente edificabili da quelle che non hanno caratteristiche, servizi o mercato tali da giustificare valori così elevati. Serve equilibrio, buon senso e soprattutto giustizia fiscale”.
Silvia Svanera:”Il PUC di Somma Vesuviana nasce su una normativa urbanistica ormai superata e oggi va adeguato alla nuova visione introdotta dalla Regione Campania, che mette al centro tutela del territorio, rigenerazione urbana, servizi, sostenibilità e qualità della vita. La nuova legge regionale punta infatti a limitare il consumo di suolo, rafforzare le infrastrutture, migliorare i servizi e rendere più equilibrato lo sviluppo urbano. È esattamente la direzione che intendiamo seguire per Somma Vesuviana.
Per questo riteniamo necessario rivedere il PUC e correggere distorsioni che negli anni hanno penalizzato cittadini e proprietari delle aree periferiche, spesso tassati come zone ad alta edificabilità pur in assenza di servizi e infrastrutture adeguate.
La nostra idea di urbanistica è chiara: meno speculazione, più vivibilità; meno pressione fiscale ingiusta, più equità; meno consumo di territorio, più programmazione e ascolto dei cittadini. Se i cittadini ci accorderanno fiducia, lavoreremo a un piano urbanistico moderno, sostenibile e coerente con la nuova normativa regionale, mettendo al centro le reali esigenze della città e delle imprese”.

San Gennaro Vesuviano: il clima politico si accende in città tra programmi, liste e iniziative sul territorio

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Mancano ormai pochi giorni alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio e a San Gennaro Vesuviano la campagna elettorale è entrata nella sua fase più intensa. Il confronto politico anima quotidianamente il paese tra incontri pubblici, comizi, iniziative nei quartieri e una presenza sempre più forte dei candidati anche sui social network.

Saranno tre gli aspiranti sindaco chiamati a contendersi la guida del Comune: Angela Giugliano con la lista “Ricrea San Gennaro”, Viola Marrazzo sostenuta da “Alba Nuova” e Agostino Torino con “Siamo San Gennaro”. Una sfida che si sta giocando soprattutto sul rapporto diretto con i cittadini e sulla capacità di intercettare le esigenze del territorio. In queste settimane il dibattito politico si è concentrato principalmente sui temi della viabilità, della manutenzione urbana, della sicurezza, delle politiche sociali e del rilancio del commercio locale. Questioni concrete che i cittadini considerano prioritarie e che stanno caratterizzando il confronto tra i diversi schieramenti.

Il clima in città è quello tipico delle grandi campagne elettorali locali: confronto acceso ma anche forte partecipazione. Le piazze, i bar e i luoghi di aggregazione sono diventati spazi di discussione quotidiana, mentre i candidati continuano a incontrare associazioni, commercianti, giovani e famiglie per presentare idee e programmi. Particolarmente significativa appare anche la composizione delle liste, dove accanto a volti storici della politica locale figurano nuove candidature e rappresentanti della società civile. Un elemento che contribuisce a rendere il confronto ancora più interessante in vista del voto.

A differenza di altre competizioni amministrative, a San Gennaro Vesuviano la dimensione civica continua ad avere un peso centrale. Più che i simboli dei partiti nazionali, infatti, a incidere saranno probabilmente la credibilità personale dei candidati, il radicamento sul territorio e la capacità di costruire consenso attorno ai programmi proposti.

Con il passare dei giorni la campagna elettorale è destinata ad intensificarsi ulteriormente. Gli ultimi appuntamenti pubblici, i confronti tra candidati e le iniziative organizzate dalle liste saranno decisivi per convincere gli indecisi e orientare un elettorato che appare molto attento e partecipe.

San Gennaro Vesuviano si avvicina a un voto importante per il futuro amministrativo della città, in una sfida che resta aperta e tutta da giocare fino all’ultimo giorno di campagna elettorale.