Ottaviano, i candidati scaldano la campagna: giovani, famiglie e attacchi al passato

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La campagna elettorale per le amministrative di Ottaviano entra nel vivo e i quattro candidati sindaco intensificano iniziative pubbliche, incontri e messaggi rivolti agli elettori. Dai giovani alle famiglie, passando per le critiche alle precedenti amministrazioni fino ai progetti di rilancio turistico e culturale, il confronto politico si gioca soprattutto sui temi del futuro della città.

Tra gli appuntamenti più recenti c’è quello promosso da Giorgio Marigliano, che ha scelto un aperitivo con i giovani per rilanciare il tema della partecipazione delle nuove generazioni alla vita pubblica cittadina. “Il futuro della nostra città passa dalla loro energia, dalle loro idee e dalla voglia di costruire qualcosa di nuovo”, ha scritto Marigliano, sottolineando come ascoltare i giovani significhi “creare opportunità, spazi, aggregazione e futuro”. Nel messaggio rivolto agli elettori, il candidato ha invitato a scaricare il programma elettorale e a sostenerlo al voto del 24 e 25 maggio.

Toni decisamente più duri quelli utilizzati da Stefano Prisco, che ha impostato parte della sua comunicazione sulla critica agli avversari politici. “Negli ultimi 13 anni al governo di questa città ci sono stati tutti i miei concorrenti”, ha dichiarato, chiedendosi perché gli elettori dovrebbero affidarsi ancora a chi “ha già governato senza troppi successi”. Prisco punta su un programma “semplice, serio e realizzabile”, contrapponendo la propria proposta politica alle esperienze amministrative del passato.

Al centro del messaggio di Ferdinando Federico, invece, c’è il valore della famiglia. Commentando la manifestazione “Domenica in Famiglia”, Federico ha parlato di “un momento di condivisione autentica” tra bambini, genitori e nonni, ribadendo che la famiglia rappresenta “il primo luogo in cui impariamo cura, responsabilità e rispetto”. Un’impostazione che guarda ai temi sociali e alla comunità come elementi centrali della futura amministrazione.

Punta infine sulla valorizzazione del territorio Biagio Simonetti, che ha rilanciato una proposta per il complesso Ave Gratia Plena, struttura ferma da anni. L’idea è quella di affidarla all’Istituto De Medici per creare un albergo diffuso capace di generare ricadute economiche per tutta la cittadinanza. Una proposta che intreccia turismo, formazione e rilancio urbano.

A pochi giorni dal voto, la sfida per il Comune di Ottaviano entra quindi nella fase decisiva, con i candidati impegnati a convincere gli elettori tra programmi, visioni e attacchi politici.

Contattate su un sito e gettate dalle scale: i due omicidi a distanza di poche ore nel palazzo degli orrori

Un edificio lasciato incompleto, circondato da polvere, calcinacci e silenzio. È in questo scenario inquietante che sono stati trovati i corpi delle due donne uccise a Pollena Trocchia. Il cantiere si trova in viale Italia, nelle vicinanze della scuola Tognazzi: una struttura di sei piani mai terminata, con la tromba delle scale ancora aperta e trasformata, secondo gli investigatori, nel luogo del duplice omicidio. Le vittime sarebbero state spinte nel vuoto dopo essere salite ai livelli superiori dell’edificio insieme al presunto assassino. I loro corpi sono stati rinvenuti tra materiale edile, polvere di cemento e detriti accumulati da tempo in quello stabile abbandonato. Un luogo isolato, frequentato solo sporadicamente, che avrebbe permesso all’uomo di agire lontano da occhi indiscreti. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 48enne di Sant’Anastasia fermato per il duplice omicidio avrebbe contattato le due donne attraverso un sito di incontri. Dopo averle raggiunte, le avrebbe condotte all’interno del cantiere per consumare rapporti sessuali. Le aggressioni sarebbero poi avvenute sempre nello stesso punto del palazzo. La prima vittima sarebbe stata la 49enne ucraina Lyuba Hlyva nella serata del 16 maggio. Meno di ventiquattro ore dopo, nello stesso edificio, sarebbe stata uccisa anche Sara Tkacz, 29enne nata a Santa Maria Capua Vetere. Gli investigatori ritengono che il modus operandi sia praticamente identico in entrambi i casi. A rompere il silenzio del cantiere sarebbero state le urla sentite da una coppia che si trovava poco distante. I due avrebbero percepito prima un litigio, poi un forte tonfo proveniente dall’interno della struttura. Subito dopo avrebbero visto un uomo allontanarsi rapidamente dal palazzo portando con sé una borsa femminile. La chiamata al 112 ha dato il via all’intervento dei carabinieri e alle prime verifiche nell’area. Le telecamere di videosorveglianza installate nella zona avrebbero poi consentito agli investigatori di ricostruire parte dei movimenti del sospettato. Quando i militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, avrebbero trovato elementi ritenuti compatibili con la scena del crimine, tra cui vestiti sporchi di sangue. Il cantiere di viale Italia è ora sotto sequestro. Gli investigatori stanno effettuando ulteriori rilievi per chiarire ogni dettaglio della vicenda e capire se possano esserci altri episodi collegati. La Procura di Nola, infatti, considera particolarmente inquietante il fatto che i due omicidi siano stati commessi nello stesso luogo e a distanza di poche ore. Una circostanza che alimenta il timore di trovarsi davanti a un possibile serial killer.

Marigliano, istituita la “Giornata della Cittadinanza”: Costituzione ai neo diciottenni e confronto con i giovani del territorio

Riceviamo e pubblichiamo

Il Comune di Marigliano istituisce la “Giornata della Cittadinanza”, iniziativa dedicata ai neo diciottenni del territorio e pensata per promuovere partecipazione civica, senso delle istituzioni e conoscenza della Costituzione. L’evento si svolgerà il 29 maggio nel cortile della Casa Comunale e sarà celebrato annualmente in prossimità della Festa della Repubblica.

La decisione è stata approvata dalla giunta comunale su proposta degli assessori alla Cultura e alle Politiche giovanili. L’iniziativa prevede la consegna ufficiale di una copia della Costituzione italiana ai residenti che hanno compiuto o compiranno diciotto anni nel corso dell’anno.

La mattinata del 29 maggio inizierà alle 8.45 con l’accoglienza dei partecipanti. Alle 9 sono previsti i saluti del sindaco Gaetano Bocchino, seguiti dall’Inno nazionale. Interverrà poi la dottoressa Rita Aliperta, giovane magistrata del territorio vincitrice del concorso ordinario in magistratura, che terrà una riflessione sul tema “Riflessioni di una giovane giurista sulla Carta Costituzionale”. Previsto anche un dibattito con gli studenti prima della consegna delle copie della Costituzione.

«Abbiamo voluto istituire una giornata che rappresenti un momento simbolico ma anche concreto nel percorso di crescita dei nostri giovani cittadini – dichiara il sindaco Gaetano Bocchino –. La consegna della Costituzione rappresenta un invito alla partecipazione, alla consapevolezza e al rispetto dei valori democratici che sono alla base della nostra comunità. Quest’anno, inoltre, la manifestazione assume un significato ancora più importante perché ricorre l’ottantesimo anniversario del voto alle donne, una conquista fondamentale della storia repubblicana italiana».

Sottolinea il valore educativo dell’iniziativa anche l’assessore Annarita Maione: «La Giornata della Cittadinanza nasce per avvicinare i ragazzi alle istituzioni e per far comprendere loro che la cittadinanza è fatta di diritti ma anche di responsabilità. Abbiamo scelto di coinvolgere una giovane eccellenza del territorio come la magistrata Rita Aliperta proprio per offrire ai ragazzi una testimonianza concreta di impegno, studio e partecipazione civile. Vogliamo che questa giornata diventi un appuntamento stabile e riconoscibile per la città».

«Così ho trasformato la formazione in lavoro»: il percorso di Dalila con ITS ACADEMY TEC MOS

Prosegue il viaggio tra le storie di chi ha trasformato la formazione in un’opportunità concreta di lavoro grazie a ITS ACADEMY TEC MOS. Dopo il racconto di Gennaro Berlingieri, un altro percorso prende forma tra aule, stage e infrastrutture ferroviarie. Stavolta la protagonista è Dalila Saetta, oggi impegnata in EAV nel settore della manutenzione delle infrastrutture ferroviarie. Una storia fatta di scelte non convenzionali, pratica sul campo e voglia di costruire competenze reali. Quando ha deciso di iscriversi a ITS ACADEMY TEC MOS, Dalila cercava soprattutto concretezza. «Avevo bisogno di un percorso pratico, dinamico e vicino alle reali richieste delle aziende. Cercavo qualcosa che mi permettesse di entrare davvero nel mondo del lavoro senza dover aspettare anni», racconta. Una scelta maturata con convinzione, anche se accompagnata da qualche inevitabile dubbio iniziale. «Quando scegli un percorso diverso da quello tradizionale ti chiedi sempre se stai facendo la scelta giusta. Però sentivo che si trattava della strada più adatta a me». Nel suo racconto emerge con forza il valore della formazione sul campo, degli stage e del contatto diretto con il lavoro quotidiano. «È stata una delle esperienze più importanti del mio percorso perché mi ha permesso di trasformare ciò che studiavo in qualcosa di concreto. Gli stage mi hanno dato la possibilità di vedere da vicino come funziona davvero un’azienda, di confrontarmi con ritmi, responsabilità e obiettivi reali». Un passaggio che, spiega, cambia profondamente il modo di apprendere. «Dalla teoria alla pratica cresci tantissimo. Ogni attività diventa un’occasione per acquisire sicurezza e consapevolezza». E c’è un momento che custodisce più di altri: «Ricordo quando mi sono resa conto di riuscire a svolgere attività in autonomia. Lì ho capito che stavo costruendo competenze vere». Dopo il percorso formativo è arrivato anche il lavoro. «Sono riuscita a trovare occupazione grazie alle competenze che avevo acquisito, ma anche grazie al supporto ricevuto nell’orientamento professionale. A fare davvero la differenza è stata l’esperienza pratica maturata durante gli stage, che ci ha permesso di entrare subito nel vivo del lavoro fino a essere inseriti nell’azienda che ci aveva accolti». Oggi Dalila lavora in EAV occupandosi della manutenzione delle infrastrutture ferroviarie. «Seguo attività sia operative sia organizzative. È un lavoro che mi fa crescere ogni giorno e che mi stimola continuamente a dare il massimo». Nel confronto con i percorsi universitari tradizionali, Dalila non contrappone i modelli ma evidenzia la specificità dell’esperienza ITS. «ITS ACADEMY TEC MOS mi ha dato soprattutto concretezza. L’università offre una preparazione teorica molto solida, ma qui ho avuto fin da subito un contatto reale con il mondo del lavoro, confrontandomi con professionisti del settore e mettendo alla prova competenze pratiche in situazioni simili a quelle che si incontrano ogni giorno in azienda». E ai ragazzi che oggi stanno valutando il proprio futuro lancia un messaggio molto lucido: «Direi innanzitutto di chiedersi cosa desiderano davvero, senza farsi guidare solo dall’entusiasmo del momento. Se cercano un percorso serio, pratico e orientato al lavoro, capace di offrire esperienze dirette e opportunità concrete, allora ITS ACADEMY TEC MOS è una possibilità da considerare con attenzione. Richiede impegno e costanza, ma può davvero aprire molte porte». VEDI ANCHE
Studiare, formarsi, lavorare: il percorso che porta all’occupazione Speciale ITS ACADEMY TEC MOS
Dalla formazione al contratto in EAV: il viaggio di Gennaro con ITS ACADEMY TEC MOS

Prostitute uccise a Pollena, il fermato è di Sant’Anastasia: la sua confessione e il suo profilo

SANT’ANASTASIA – Si chiama Mario Landolfi, ha 49 anni ed è residente a Sant’Anastasia l’uomo che ha confessato il duplice omicidio delle due prostitute trovate morte in un cantiere edile di Pollena Trocchia. L’uomo, interrogato dai carabinieri nella caserma di Torre del Greco, avrebbe ammesso le proprie responsabilità cercando però di giustificare i due delitti sostenendo di aver agito per legittima difesa. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, i due omicidi sarebbero avvenuti in momenti differenti dopo incontri a sfondo sessuale culminati, stando all’ipotesi investigativa, in violente liti legate al pagamento delle prestazioni. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare il racconto fornito dal 49enne. A delineare il profilo dell’uomo sarebbe stata anche la moglie, ascoltata dai militari dell’Arma. Dal suo racconto emergerebbe una situazione economica e personale complicata: Landolfi era disoccupato, percepiva il reddito di inclusione e avrebbe svolto saltuariamente lavori in nero. La donna avrebbe inoltre riferito ai carabinieri di presunti problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti. Un dettaglio inquietante è emerso durante il fermo. Quando i carabinieri hanno rintracciato il 49enne nella sua abitazione, indossava ancora una maglietta sporca di sangue, ritenuto compatibile con quello dell’ultima vittima. Un elemento che ha ulteriormente aggravato il quadro investigativo già raccolto dagli inquirenti. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e stabilire se vi siano eventuali ulteriori responsabilità o elementi ancora sconosciuti. Intanto la comunità dell’area vesuviana resta sconvolta dalla brutalità del duplice omicidio.

Abusi su baby allieve della scuola di danza, arrestato maestro di musica

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Una lunga attività investigativa, intercettazioni ambientali e un intervento scattato in tempo reale hanno portato all’arresto di un 66enne accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di alcune minorenni. I fatti sarebbero avvenuti a San Giorgio a Cremano all’interno di una scuola di danza dove l’uomo svolgeva lezioni private di musica.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli e condotta dagli agenti del locale Commissariato di Polizia, avrebbe fatto emergere una serie di comportamenti reiterati nei confronti delle giovani allieve. Tra le presunte vittime ci sarebbe anche una ragazza infraquindicenne, circostanza che ha aggravato il quadro accusatorio.

Gli investigatori, dopo aver raccolto gli elementi iniziali, hanno installato dispositivi audio e video all’interno dei locali utilizzati per le lezioni. Le immagini e le registrazioni acquisite avrebbero consentito agli agenti di assistere in diretta a uno degli episodi contestati, facendo così scattare il blitz e l’arresto in flagranza.

Il 66enne è stato portato nel carcere di Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, mentre il giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato il provvedimento disponendo la custodia cautelare in carcere.

Gli inquirenti hanno precisato che la scuola di danza non avrebbe alcun coinvolgimento nella vicenda e sarebbe totalmente estranea ai fatti contestati all’uomo. Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato resta presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva

Somma Vesuviana, rubato il gazebo del presidio Dema

A poco più di un mese dal ristabilimento del presidio Dema al di fuori dei cancelli dell’azienda, è stato rubato il gazebo dove si riunivano i lavoratori

La situazione nella quale si trovano i lavoratori della Dema, acquisita solo un anno fa dal gruppo Adler, è da tempo al centro di polemiche. Ritardi di pagamenti, alcuni stipendi non distribuiti per mancanza di fondi: diciamo un’emergenza a tutti gli effetti.

La mancanza di attenzione da parte dei vertici dell’azienda ha costretto 48 dipendenti ad abbandonare il posto di lavoro, che denunciano un progetto poco credibile e precario.

La cassa integrazione ormai viene utilizzata con criteri poco chiari e il fondo integrativo dei dipendenti viene pagato saltuariamente, con la paura di non avere un futuro che si insedia piano piano nei cuori dei lavoratori.

Come dichiarato dai sindacati e dagli stessi dipendenti, in dodici mesi sono mancati per ben 3 volte i fondi per saldare gli stipendi. Cosa inaccettabile.

Data questa enorme situazione di emergenza, nella prima metà del mese di aprile è stato ristabilito il presidio al di fuori dell’azienda e indetto lo stato d’agitazione con articolazione su diverse giornate.

Ma ora, a poco più di un mese dal ristabilimento, il gazebo del presidio Dema non c’è più. Si sospetta un furto da parte di quattro persone, ma l’unica cosa che per ora si sa con certezza è che tutti i dipendenti che lottano insieme per i propri diritti non si fermeranno davanti a questo atto vandalico.

La notizia della scomparsa del gazebo si è diffusa su facebook, grazie ad un post di cittadino dove spiega che nonostante questo episodio, il gazebo verrà ripristinato e che nulla potrà fermare la battaglia contro il declino.

Pollena sotto choc, fermato il presunto killer delle due prostitute: uccise dopo rapporti

Emergono nuovi dettagli sul duplice omicidio scoperto nella notte a Pollena Trocchia, dove due donne sono state trovate morte all’interno di un cantiere edile in viale Italia. Secondo le prime ricostruzioni investigative, le vittime sarebbero state uccise in momenti differenti ma dalla stessa persona. Le indagini condotte dai carabinieri, coordinati dalla Procura di Nola, avrebbero portato all’individuazione di un uomo ascoltato per diverse ore dagli investigatori. Il sospettato avrebbe iniziato a fare le prime ammissioni davanti agli inquirenti, ricostruendo quanto accaduto nei giorni precedenti al ritrovamento dei corpi. Secondo l’ipotesi investigativa, entrambe le donne sarebbero prostitute e avrebbero incontrato l’uomo separatamente. I rapporti sessuali consumati con il presunto responsabile sarebbero poi degenerati in violente discussioni legate al pagamento delle prestazioni. Da qui sarebbe scaturita l’aggressione mortale. Gli investigatori stanno cercando di chiarire con precisione tempi e modalità dei due delitti, verificando se le vittime siano state uccise a distanza di ore oppure di giorni. Fondamentali saranno gli esami medico-legali e i rilievi effettuati nel cantiere, ancora sotto sequestro. L’intera vicenda continua a scuotere la comunità locale mentre gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull’identità delle due donne e sul possibile quadro accusatorio nei confronti dell’uomo fermato. Il ritrovamento Mistero nella notte a Pollena Trocchia dove due donne sono state trovate senza vita all’interno di un cantiere edile situato in viale Italia. Il drammatico ritrovamento è avvenuto poco prima dell’una, quando sul posto sono intervenuti i carabinieri della sezione operativa di Torre del Greco insieme ai militari della stazione di Cercola. Secondo una prima ricostruzione investigativa, i corpi sarebbero stati individuati nel piano seminterrato di un edificio in costruzione. Le due donne, la cui identità non è stata ancora ufficialmente accertata, sarebbero precipitate da due differenti vani ascensore presenti nello stabile. Una circostanza che ha immediatamente fatto scattare approfondimenti da parte degli investigatori. L’area è stata isolata per consentire i rilievi tecnici da parte della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Torre Annunziata, arrivata sul posto nelle ore successive al ritrovamento. Gli specialisti stanno analizzando ogni dettaglio utile a chiarire cosa sia accaduto all’interno del cantiere nelle ore precedenti alla tragedia. Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull’inchiesta. Le verifiche riguardano sia la dinamica della caduta sia eventuali collegamenti tra le due vittime. Non viene esclusa alcuna pista, anche se tra le ipotesi considerate meno probabili vi sarebbe quella del gesto volontario. Gli investigatori stanno inoltre cercando di ricostruire i movimenti delle due donne attraverso testimonianze, immagini di videosorveglianza e controlli nella zona. Saranno probabilmente decisivi anche gli esami medico-legali che verranno eseguiti nelle prossime ore. La notizia ha rapidamente fatto il giro della comunità vesuviana, suscitando sgomento tra residenti e commercianti della zona, svegliati nella notte dal via vai di mezzi delle forze dell’ordine e soccorritori.

Tragedia a Casoria, ragazzo di 16 anni stroncato da malore dopo aver mangiato un gelato

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Una serata come tante trasformata improvvisamente in tragedia. Un ragazzo di 16 anni ha perso la vita a Casoria dopo essere stato colto da un malore mentre stava tornando verso casa. La vicenda, che ha sconvolto l’intera comunità cittadina, è avvenuta nella tarda serata di ieri in una zona centrale della città. Stando a quanto ricostruito e riportato da Il Mattino, il giovane poco prima si era fermato in una gelateria della zona per acquistare un gelato. Dopo averlo consumato avrebbe ripreso il cammino, fino a quando, pochi minuti più tardi, si sarebbe improvvisamente accasciato al suolo in via Bologna, traversa di via Principe di Piemonte. Immediata la richiesta di aiuto da parte di alcune persone presenti in strada. Sul posto sono giunti i sanitari del 118 che hanno tentato a lungo di rianimare il sedicenne. I soccorritori hanno eseguito tutte le procedure necessarie nel tentativo di salvargli la vita, ma ogni intervento si è rivelato inutile. Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Casoria che hanno avviato gli accertamenti per chiarire cosa abbia provocato il decesso. La Procura di Napoli Nord ha disposto il sequestro della salma e l’esame autoptico che dovrà stabilire con esattezza le cause della morte. Nel corso delle verifiche, come evidenziato ancora da Il Mattino, sarebbero state sequestrate anche alcune vaschette dei gusti di gelato consumati dal ragazzo. Un provvedimento definito dagli investigatori come un normale passaggio investigativo per escludere ogni possibile causa. Tra le ipotesi considerate dagli inquirenti ci sarebbe anche quella di un malore improvviso e fulminante non necessariamente collegato agli alimenti ingeriti. La città intanto si stringe nel dolore attorno alla famiglia del giovane.

Parchi, finanziamenti e bambini: sale il tono dello scontro tra i leader a Sant’Anastasia

La campagna elettorale per le amministrative di Sant’Anastasia entra nella fase più intensa e i candidati sindaco alzano il livello del confronto puntando su temi molto diversi tra loro: qualità della vita, opere pubbliche, gestione dei fondi PNRR e visione politica della città. Negli ultimi giorni, i tre protagonisti della corsa elettorale hanno scelto i social per lanciare messaggi chiari agli elettori, trasformando il dibattito in un confronto sempre più diretto. Mariano Caserta insiste soprattutto sul tema degli spazi pubblici e delle nuove generazioni. Il candidato parla della futura tendostruttura come di un luogo “non solo dedicato agli sport che non trovano casa a Sant’Anastasia”, ma anche pensato come punto di aggregazione per la comunità. Al centro della sua proposta c’è l’idea di una città “più inclusiva”, con investimenti sulla qualità della vita e attenzione verso i più giovani. Caserta attacca indirettamente le ultime amministrazioni parlando di “fallimento degli ultimi sei anni”, soprattutto per quanto riguarda i servizi dedicati ai bambini. Secondo il candidato, molte famiglie si sono trovate costrette a sostenere costi elevati per attività scolastiche e sportive, mentre diversi spazi pubblici sarebbero stati chiusi anziché valorizzati. “I bambini devono essere ascoltati”, sostiene Caserta, annunciando nuove iniziative dedicate proprio ai più piccoli. Di tono completamente diverso l’intervento del sindaco uscente Carmine Esposito, che concentra il suo messaggio sulla difesa dell’azione amministrativa e, in particolare, del progetto del Parco Pubblico Tortora Brayda. Esposito denuncia la diffusione di “notizie false e tendenziose” sul progetto e rivendica la correttezza del lavoro svolto. Il primo cittadino sottolinea che il parco rappresenta “una realtà tangibile” costruita attraverso l’utilizzo dei fondi PNRR e difende la progettazione portata avanti insieme agli uffici comunali. Nel suo intervento, Esposito ribadisce che “il futuro di Sant’Anastasia non si costruisce con i like sui social ma con progetti approvati e cantieri aperti”, trasformando così il tema delle opere pubbliche in uno dei terreni principali della sfida elettorale. Alessandro Pace, invece, punta gran parte della sua comunicazione sul tema della meritocrazia e del rapporto tra politica e finanziamenti pubblici. Il candidato critica apertamente chi sostiene che la vicinanza politica con i livelli regionali possa garantire vantaggi a Sant’Anastasia. “I finanziamenti non sono favori agli amici”, afferma Pace, sostenendo che le risorse pubbliche debbano premiare esclusivamente competenza e qualità progettuale. Il suo è un attacco diretto alla logica delle “maniglie politiche”, contrapponendo l’idea di una amministrazione fondata su credibilità istituzionale e preparazione tecnica. A pochi giorni dal voto, il confronto elettorale a Sant’Anastasia appare quindi sempre più centrato su tre parole chiave: inclusione, concretezza e credibilità. E la sensazione è che saranno proprio i temi legati ai giovani, ai progetti finanziati e alla fiducia nelle istituzioni a orientare una parte decisiva dell’elettorato.