PERstradaPERcaso, “Torneremo con nostra figlia”: la solitudine digitale della generazione anni 50

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Social network, informatica, SPID, PIN, password. Il mondo di oggi parla una lingua nuova, che corre veloce verso un futuro sempre più digitalizzato. È il segno del progresso, una spinta vitale che appartiene soprattutto ai giovani e alla loro naturale proiezione verso il domani. Eppure, questa corsa lascia dietro di sé anche una scia di solitudine.
La vedo nella mia generazione, quella nata negli anni Cinquanta, che oggi fatica a tenere il passo e a rinunciare a certezze costruite in una vita intera.
Siamo una parte di popolazione che cerca ancora lo sguardo del cassiere in banca e che accetta volentieri l’attesa in posta pur di parlare con una persona in carne e ossa. Per noi, spiegare un problema al medico di base non dovrebbe dipendere da una piattaforma online, e il cellulare vorremmo continuasse a essere soltanto un ponte per accorciare le distanze con le persone che amiamo.
Invece, spesso si è trasformato in una fonte di ansia continua, tra notifiche, codici, password e la paura costante di cadere in qualche trappola informatica. È un isolamento silenzioso, un’esclusione automatica che fa male.
Qualche giorno fa ho toccato con mano questa realtà nell’ufficio postale di Sant’Anastasia, il mio paese.
Ero in fila, in attesa del mio turno per i soliti pagamenti mensili. Davanti a me, allo sportello, c’era una coppia di coetanei, marito e moglie sulla settantina. Senza volerlo, ho iniziato ad ascoltare il loro dialogo con la consulente finanziaria.
L’operatrice è stata splendida: gentile, paziente, disponibile. Tanto che, alla fine, mi sono sentito in dovere di farle i complimenti. Eppure, tra lei e quei due anziani coniugi si percepiva un muro invisibile. La conversazione era fatta di parole estranee, codici, richieste continue di PIN e password che per loro suonavano come cifrari incomprensibili.
La resa è arrivata negli occhi del marito e poi nelle sue parole:
“Non ci capisco niente… torneremo con nostra figlia, appena avrà tempo”.
Quella frase mi è rimasta dentro, pesante come un macigno. In quel “quando avrà tempo” ho sentito tutta la fragilità di chi si scopre improvvisamente dipendente dagli altri anche per i gesti più semplici e quotidiani. È la fotografia di una realtà amara: nella fretta di digitalizzare ogni cosa, stiamo togliendo autonomia e dignità a un’intera generazione.
E allora mi chiedo: è davvero questo il progresso?
La tecnologia dovrebbe aiutare le persone, non escluderle. Dovrebbe semplificare la vita, non trasformarsi in una barriera per chi non riesce a stare al passo con una società che cambia troppo velocemente.
Forse la vera modernità non sta soltanto nell’innovazione, ma nella capacità di non lasciare indietro nessuno.
Per il progetto #Legatialfilo2026 a favore dell’Ospedale Santobono
Ciro Notaro
autore solidale #PerStradaPerCaso
Il Mediano.it

Le Buone Pratiche della scuola “Don Minzoni” tra le esperienze formative di qualità sul territorio nazionale

Grande soddisfazione per il Secondo Circolo, inserito tra le “Buone Pratiche” riconosciute dalla Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione (SAFI) del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Con il Decreto n. 70 del 18 maggio 2026, pubblicato dalla SAFI, è stata approvata la graduatoria finale relativa all’Avviso pubblico dedicato all’individuazione delle migliori esperienze formative realizzate dalle istituzioni scolastiche italiane nel campo della formazione del personale scolastico.
Il riconoscimento ottenuto rappresenta un importante traguardo per la Don Minzoni , premiata per la qualità delle attività progettuali, per l’innovazione metodologica e per l’impegno costante nella crescita professionale del personale scolastico.
Le pratiche selezionate entreranno ufficialmente nel “Catalogo delle Buone Pratiche” della SAFI, una raccolta nazionale di esperienze educative considerate significative e meritevoli di diffusione su tutto il territorio italiano.
L’iniziativa del Ministero mira infatti a valorizzare le scuole che investono nella formazione continua, nella sperimentazione didattica e nella costruzione di percorsi innovativi capaci di migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’organizzazione scolastica.
Per il Secondo Circolo “Don Minzoni”  di Somma Vesuviana questo riconoscimento costituisce motivo di orgoglio e conferma la validità del lavoro svolto quotidianamente dal dirigente, docenti e personale scolastico, sempre impegnati nella promozione di una scuola aperta all’innovazione, alla collaborazione e alla crescita professionale.
L’inserimento nel Catalogo nazionale SAFI consentirà inoltre di condividere l’esperienza del nostro istituto con altre realtà scolastiche italiane, contribuendo alla diffusione di modelli educativi efficaci e di qualità.

San Gennaro Vesuviano intitola la Villa Comunale a Giovanni Borrelli

Lunedì 18 maggio la Villa Comunale di San Gennaro è stata intitolata a Giovanni Borrelli, fondatore dell’Istituto Magistrale che per decenni ha segnato positivamente la storia sociale e culturale del territorio. Tutti gli oratori hanno lodato la saggezza e la lungimiranza di Giovanni Borrelli, e tutta la comunità ha condiviso con entusiasmo la decisione di procedere all’intitolazione, a dimostrazione del fatto che i protagonisti della storia vera non si dimenticano.

La storia vera è fatta di preziose biografie (R.W.Emerson)

Mia nipote Maria Sole Palma, candidata nelle imminenti elezioni comunali di San Gennaro Vesuviano, ha sottolineato in un pubblico discorso l’importanza dei valori della comunità. Pensavo alle sue parole e all’appassionata chiarezza con cui le pronunciava mentre osservavo le foto della manifestazione durante la quale le autorità municipali hanno dedicato la villa comunale di San Gennaro Vesuviano alla memoria e al nome di Giovanni Borrelli, fondatore dell’Istituto Magistrale “pareggiato” che nel ‘900 ha svolto un ruolo molto importante nella storia sociale e culturale del Vesuviano, del Nolano, del Sarnese. In quell’Istituto ho avviato la carriera di insegnante, nel 1970, e la segretaria dell’Istituto, Anna Giugliano, sarebbe poi diventata mia moglie. Lì ho conosciuto un amico prezioso, che purtroppo ha lasciato troppo presto la vita terrena, dopo aver scritto pagine illuminanti sulla sociologia e sul futuro del nostro territorio: parlo di Natale Ammaturo, e so che la memoria della sua persona, della sua cultura e della sua simpatia è ancora viva.

La mattina, prima di entrare in classe, prendevamo il primo caffè della giornata al “chiosco” nell’angolo della piazza, dopo aver comprato il giornale all’edicola. E ogni mattina non potevamo fare a meno di fermarci per assistere allo spettacolo delle auto e dei pullman che portavano all’Istituto decine di alunni da ogni angolo del territorio: uno spettacolo carico di significati, una lezione mattutina di sociologia vesuviana, diceva Natalino Ammaturo, attento a cogliere, di quei ragazzi, i gesti, le parole, i modi e le scelte dell’abbigliamento. Giovanni Borrelli mi ammise alla sua presenza due volte, prima che incominciasse l’anno scolastico. Mi disse che gli avevano parlato bene di me il prof. Raffaele Sorrentino, che era stato mio docente di italiano al Liceo, e il dott. Aurelio Trusso, che gli aveva detto: “Carmine Cimmino non si limita a leggere molti libri, ma partecipa intensamente alla vita sociale di Ottaviano, e segue con grande attenzione la squadra di calcio, il “Diaz””. Mi osservò a lungo, in silenzio, ma parlando con lo sguardo, poi mi congedò dopo aver detto che avevo tutte le qualità per essere un buon docente.

Amici sangennaresi mi confermarono che Giovanni Borrelli aveva dedicato in passato tempo e concreta attenzione alla squadra di calcio locale, e mi auguro che questa sua passione venga descritta e documentata nel libro che verrà pubblicato a settembre sulla storia della “Sangennarese”. L’Istituto Borrelli aprì a schiere di ragazzi la strada per la laurea e per un lavoro dignitoso, ma non dobbiamo dimenticare che fu anche un’importante palestra per molti giovani docenti. Elena Cozzolino Borrelli e Raffaele Sorrentino non amavano il verbo “formare”, riferito ai compiti della scuola: la scuola non “forma”, non distribuisce maschere – dicevano -, la scuola deve fare in modo che ogni ragazzo conosca sé stesso e costruisca con consapevolezza la storia personale. La Preside Elena una volta la paragonai all’occhio immenso dipinto da Magritte: tutto vedeva, sapeva, controllava, e ogni suo suggerimento non era un generico consiglio, ma un concreto contributo per risolvere problemi e cancellare questioni. E così si comportava anche Felice Borrelli, che è stato Preside del Liceo ottavianese in una delle stagioni più luminose della storia dell’Istituto, e che merita di essere pubblicamente ricordato: poche persone ho incontrato che avessero la cultura – la cultura vera -e la sapienza del prof. Felice Borrelli. Parlerò di lui in un prossimo articolo.

Borse eleganti donna: i modelli e i colori da scegliere per la primavera

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Con l’arrivo della primavera e il progressivo allungarsi delle giornate, il desiderio di rinnovare il proprio stile si fa sentire con forza, ma questo non significa rivoluzionare l’intero armadio, bensì fare delle scelte mirate che ruotano attorno a un unico, potente accessorio: la borsa. La forza di questo dettaglio risiede nel fatto che investire in borse eleganti progettate per la mezza stagione permette di rinfrescare la propria immagine senza sforzo, sfruttando geometrie e dimensioni per bilanciare il passaggio dai capi pesanti a quelli più leggeri. L’effetto finale è sorprendente: basta infatti un modello dal design pulito per dare nuova luce a un abbinamento basico come jeans e camicia, provando che la vera eleganza primaverile si nasconde nella capacità di saper valorizzare l’intero outfit attraverso dettagli studiati con cura.

La rivincita dei volumi medi e delle forme geometriche

Una delle direzioni più interessanti per questa stagione riguarda il ritorno a forme pulite e ben definite, come quelle proposte nelle borse eleganti da donna firmate da brand come Liu Jo, capaci di conferire una struttura immediata anche ai look più fluidi e rilassati. In quest’ottica, le borse a mano dal design geometrico, come i bauletti compatti o le tote bag semirigide, rappresentano la scelta ideale per chi cerca un’eleganza che sia al tempo stesso moderna e funzionale alle esigenze della vita cittadina. Per capire meglio l’impatto di questa tendenza, un esempio di grande efficacia è la borsa a trapezio in pelle martellata, che grazie alla sua silhouette architettonica riesce a dare un tono professionale a un completo di lino o a un semplice trench primaverile. Questo modello si distingue, infatti, per la sua capacità di mantenere la forma nel tempo, garantendo un aspetto sempre ordinato e curato, perfetto per passare con disinvoltura da una mattinata in ufficio a un appuntamento pomeridiano in centro.

Colori pastello e toni neutri per illuminare l’outfit

Se la forma definisce il carattere dell’accessorio, il vero cambiamento passa però attraverso la scelta delle tonalità, dove la sobrietà del nero lascia spazio a sfumature molto più delicate e capaci di catturare la luce naturale. Per questa primavera, i colori pastello come il lilla, il verde salvia e il rosa cipria sono i protagonisti assoluti, poiché riescono ad aggiungere una nota di freschezza senza risultare troppo appariscenti. Tuttavia, se preferite un approccio più classico, i neutri luminosi come il panna, il ghiaccio o il sabbia offrono una grande versatilità, abbinandosi perfettamente a ogni tipo di stampa floreale o a capi in denim chiaro. Per capire come sfruttare al meglio queste tinte, basti pensare a come una tracolla in pelle color burro con dettagli metallici dorati riesce a trasformare completamente un outfit basato sui toni della terra, agendo come un punto luce che illumina il viso e comunica un’idea di pulizia raffinata.

Materiali intrecciati e dettagli gioiello per la sera

Infine, non si può trascurare l’importanza dei materiali e dei piccoli particolari decorativi che rendono una borsa adatta ai contesti più formali o agli eventi serali. Con l’aumento delle occasioni conviviali all’aperto, i modelli con lavorazioni a intreccio o con inserti in metallo diventano indispensabili per aggiungere una dimensione tattile e preziosa al proprio abbigliamento. Una clutch rigida con chiusura a scatto o una mini-bag a catena con finitura argentata sono perfette per completare un abito sottoveste o una blusa in seta, poiché agiscono come piccoli gioielli capaci di riflettere le luci della sera. Al di là dell’estetica pura, il segreto per un acquisto intelligente risiede nella capacità di scegliere finiture artigianali che valorizzino la materia prima, assicurando che l’accessorio scelto diventi un alleato prezioso e durevole, capace di attraversare le stagioni mantenendo intatto il suo fascino e la sua innata modernità.

Casoria, 40mila euro per ronde notturne e telecamere contro gli sversamenti

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Il Comune di Casoria ottiene un finanziamento di 40 mila euro nell’ambito del piano straordinario promosso dal Ministero dell’Interno per il contrasto ai reati ambientali nell’area della Terra dei Fuochi. Le risorse, provenienti dal Fondo Unico di Giustizia annualità 2026, saranno destinate al potenziamento delle attività di controllo del territorio da parte della Polizia Locale.

Il contributo rientra nel più ampio programma nazionale che prevede circa 2 milioni di euro destinati ai Comuni delle province di Napoli e Caserta maggiormente esposti ai fenomeni di sversamento illecito di rifiuti, roghi tossici e reati ambientali.

Nel dettaglio, il finanziamento consentirà al Comune di Casoria di rafforzare le attività di monitoraggio ambientale attraverso l’acquisto di nuove telecamere e foto trappole, strumenti ormai fondamentali per individuare e contrastare gli abbandoni illegali di rifiuti e le attività illecite sul territorio. Le risorse saranno inoltre utilizzate per il potenziamento dei pattugliamenti serali della Polizia Locale e dei controlli ambientali nelle aree maggiormente sensibili della città.

“Questo finanziamento rappresenta un risultato importante per Casoria e conferma l’attenzione che la nostra amministrazione sta dedicando alla tutela del territorio e alla sicurezza ambientale”, dichiara il sindaco Raffaele Bene. “Investire in controlli, tecnologia e presenza sul territorio significa difendere la salute dei cittadini, contrastare gli sversamenti illegali e dare risposte concrete a una problematica che da troppo tempo colpisce le nostre comunità. Continueremo a lavorare in stretta sinergia con la Polizia Locale e con tutte le istituzioni impegnate nella lotta ai reati ambientali”.

Sulla stessa linea l’assessore alla Sicurezza Antonio Ricciardi“Il rafforzamento dei controlli ambientali rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di presidio e legalità che stiamo portando avanti sul territorio. Le nuove telecamere, le foto trappole e l’intensificazione dei pattugliamenti serali ci consentiranno di intervenire con maggiore efficacia nelle zone più esposte agli abbandoni illeciti di rifiuti e ai fenomeni di degrado ambientale”.

“Con questo finanziamento”, dichiara il Comandante della Polizia Locale Pasquale Pugliese, “il Comune di Casoria compie un ulteriore passo avanti nella lotta ai reati ambientali e nella salvaguardia del territorio, confermando l’impegno dell’amministrazione comunale nel garantire maggiore attenzione e protezione ai cittadini”.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di garantire una maggiore tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della sicurezza urbana, rafforzando la presenza degli agenti sul territorio e migliorando l’efficacia delle attività di prevenzione e repressione dei fenomeni illegali.

Arzano al voto, pienone di Vitagliano tra sindaci e big regionali

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Sala gremita al Bellagio Caffè: Vitagliano fa il pieno di sostegni istituzionali a una settimana dal voto Ieri, due eventi consecutivi hanno visto sindaci in carica, consiglieri regionali e l’assessore al Welfare di Napoli stringersi attorno al candidato del centrosinistra. Una giornata che certifica il consenso costruito attorno alla coalizione. ARZANO  Oltre un  centinaio di presenze, un parterre istituzionale di altissimo profilo e un’atmosfera che racconta più di mille sondaggi. Il Bellagio Caffè di Arzano si è confermato ieri il cuore politico della campagna elettorale di Giuseppe Vitagliano, candidato Sindaco del centrosinistra alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Due eventi consecutivi: uno pomeridiano organizzato dall’Associazione Progetto Polis, uno serale promosso dal Movimento 5 Stelle, hanno messo in scena la rete di sostegni che la coalizione progressista è riuscita a costruire attorno alla candidatura del commercialista arzanese. Della Ragione e Cirillo: la prova dei sindaci che funzionano Il pomeriggio si è aperto con l’incontro “Arzano cresce con l’esempio delle buone amministrazioni”, promosso dall’Associazione Progetto Polis presieduta da Marco Iannaccone e moderato da Raffaele De Rosa. Sul fronte degli interventi, due sindaci di rilievo nel panorama campano: Josi Gerardo Della Ragione, primo cittadino di Bacoli, e Giuseppe Cirillo, sindaco di Cardito e Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli. Della Ragione, con la consueta lucidità che lo ha reso uno dei volti più riconoscibili dell’amministrazione locale campana, ha parlato di responsabilità, continuità e rigore: «Chi si candida deve farlo con rigore, capacità e responsabilità. Mi auguro che questo accada anche ad Arzano». Poi ha citato l’esempio del suo Comune, che dopo dodici amministrazioni in vent’anni ha trovato stabilità grazie a un’amministrazione che governa ormai da otto: «Se una salumeria cambia dodici gestori in vent’anni, può solo fallire. È così che sono falliti i nostri comuni». Una metafora destinata a restare. Sull’attualità arzanese, ha aggiunto: «Ciò che manca ai comuni non sono i finanziamenti. Sono i progetti. E per avere progetti servono amministratori che conoscano il bilancio. Giuseppe lo conosce». A seguire, l’intervento del Sindaco Giuseppe Cirillo, che ha raccontato la sua esperienza al Comune di Cardito, ereditato nel 2012 con un debito di 28 milioni di euro: «Non avevamo neanche i soldi per pagare il taglio dell’erba della villa comunale. Da lì siamo ripartiti. Abbiamo costruito scuole, palazzetti dello sport, un teatro comunale. Perché chi amministra deve dare una speranza ai nostri figli, per non farli andare via da questa città». E in chiusura, una promessa che ha riscosso applausi: «Il 24 e 25 maggio festeggeremo. Ma non festeggeremo la tua vittoria, Giuseppe. Festeggeremo la vittoria di Arzano e dei suoi figli». La serata del Movimento 5 Stelle: dal welfare ai giovani L’evento serale, promosso dal Movimento 2050 nell’ambito del format “Regione ed Enti locali: l’unione fa la forza”, ha rappresentato il secondo tempo di una giornata politicamente densissima. Tra i presenti, ancora una rappresentanza istituzionale di peso: Luca Trapanese, consigliere regionale ed ex Assessore al Welfare del Comune di Napoli, voluto in giunta da Roberto Fico nell’amministrazione Manfredi, ed Elena Vignati, consigliera regionale e cofondatrice del Movimento 5 Stelle a livello provinciale, oltre a Fabio Gallo, già Vicesindaco uscente. Trapanese ha portato la sua voce con una riflessione netta sul ruolo del welfare nell’azione amministrativa locale: «Un buon sindaco mette al centro le persone e i bisogni. Quando parliamo di welfare non parliamo degli altri. Parliamo di noi. Tutti, prima o poi, ne abbiamo bisogno. Se un cittadino entra in Comune e trova un servizio per il disabile, per l’anziano, per la mamma che ha appena partorito, migliora la qualità della propria vita. Questo è ciò che farà Giuseppe Vitagliano». E con un passaggio politico chiarissimo, ha aggiunto: «Se vincono persone con cui abbiamo sintonia, avremo un’autostrada di possibilità con la Regione». Elena Vignati ha invece colpito al cuore una delle questioni più sentite dalla campagna: «Arzano è un territorio avversato più da chi dice di volerle bene, che dai veri nemici della democrazia. I programmi si leggono e sono tutti belli. La differenza, in queste tornate elettorali, la fanno le persone. E le persone che hanno fatto del bene per Arzano si stanno ripresentando per continuare a farlo». Officina Futuro: i giovani candidati prendono la parola Uno dei momenti più sentiti della serata è arrivato con la presentazione di Officina Futuro, il progetto di accompagnamento educativo per minori dai 6 ai 17 anni promosso dai giovani candidati del Movimento 5 Stelle,  ragazze e ragazzi nati tra il 2000 e il 2007. «Vogliamo che a decidere il destino dei nostri figli sia la loro curiosità, non il quartiere in cui sono nati», hanno scandito. «Non assistenza, ma potenziamento. Prendersi cura del futuro dei più piccoli non è un atto di carità: è il modo più concreto per salvare il presente di ognuno di noi». Un intervento che ha strappato applausi prolungati e che ha visto Fabio Gallo definire i ragazzi «linfa nuova per la politica arzanese»,  perché «nessuna entità ha futuro senza un occhio che guarda al futuro». Vitagliano chiude: «Il Comune va gestito come un’azienda. I soci sono i cittadini» A concludere le due serate è stato il candidato sindaco Giuseppe Vitagliano, che ha tracciato con concretezza il bilancio dei cinque anni da Assessore al Bilancio e la visione per Arzano. «Il Comune va gestito come un’azienda. I soci sono i cittadini arzanesi. Noi non vendiamo merci: eroghiamo servizi». Poi i numeri, quelli veri: «Quando siamo arrivati nel 2021, c’erano 13 milioni di euro di dissesto. Non riuscivamo nemmeno a pagare puntualmente i dipendenti. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo trasformato il dissesto in predissesto. Abbiamo esternalizzato la riscossione tributi e oggi i risultati parlano da soli: nel 2021 erano 3 cittadini su 10 a pagare le tasse ad Arzano. Oggi siamo a 6 su 10. E abbiamo scoperto mille evasori totali — persone che non erano nemmeno presenti nelle liste di carico. Era la politica dell’amico mio. Quella stagione è finita». Visibilmente commosso davanti ai giovani candidati del Movimento, Vitagliano ha chiuso con un appello: «Appassionatevi alla politica pulita. Noi abbiamo bisogno di voi». Una coalizione che fa rete  e che si vede C iò che ha colpito chi ha seguito le due serate è stato il livello di coordinamento istituzionale dietro la candidatura Vitagliano. Tra Della Ragione, Cirillo, Trapanese, Vignati, Gallo, e i candidati delle cinque liste: Partito Democratico, Movimento 2050, CambiAmo Arzano, Progetto Arzano, Le Nuove Generazioni;  il messaggio che arriva dalla giornata di ieri è chiaro: ad Arzano c’è una squadra, c’è una rete e c’è una direzione. E mancano ormai pochissimi giorni perché gli arzanesi lo dicano anche con il voto. Domenica 24 e lunedì 25 maggio.

Scaricano rifiuti a piedi e con carretti: le telecamere incastrano gli incivili

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Nuova operazione di controllo ambientale da parte del comando di polizia locale di Marigliano nell’area di Pontecitra, ancora una volta finita al centro dell’emergenza legata all’abbandono illecito dei rifiuti. Le telecamere di videosorveglianza installate nella zona hanno infatti ripreso diversi cittadini mentre insudiciavano la sede stradale scaricando materiali di vario genere, in alcuni casi arrivando sul posto persino a piedi o utilizzando carretti improvvisati per trasportare i rifiuti.

Una scena che ha suscitato forte indignazione da parte degli agenti impegnati nelle attività di monitoraggio del territorio. Le immagini raccolte dagli impianti di videosorveglianza mostrano persone che, nel tentativo di sfuggire ai controlli sempre più serrati della polizia locale, avrebbero scelto modalità alternative per raggiungere le aree utilizzate come discariche abusive.

“Siamo di fronte ad immagini raccapriccianti”, ha dichiarato il comandante della polizia locale Emiliano Nacar, sottolineando come il fenomeno continui nonostante l’intensificazione delle verifiche e delle sanzioni negli ultimi mesi. “Pur di sfuggire ai controlli pressanti della polizia locale e sapendo di poter essere intercettati dalle telecamere, alcuni cittadini si attrezzano comunque con mezzi propri per abbandonare i rifiuti”.

Secondo quanto reso noto dal comando, sono già in corso ulteriori attività investigative per identificare i responsabili immortalati nei filmati. In almeno due casi gli agenti starebbero procedendo all’individuazione dei soggetti coinvolti, che rischiano pesanti sanzioni amministrative e possibili conseguenze penali in relazione alla natura dei materiali scaricati.

La polizia locale ribadisce che i controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane. “Questi fenomeni sono intollerabili”, conclude il comandante Nacar, evidenziando la necessità di tutelare il decoro urbano e l’ambiente attraverso una presenza costante sul territorio.

Provarono a far cadere ciclisti a San Vitaliano, scatta il Daspo

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Il Questore di Napoli ha adottato due provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (DASPO), istruiti e predisposti dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura. In particolare, i provvedimenti, della durata di due anni, sono stati emessi nei confronti di un 19enne ed un 21enne, che in occasione della VI tappa del Giro d’Italia 2026 “Paestum-Napoli” del 14 maggio scorso, avevano posto in essere una condotta che aveva pregiudicato il sicuro e ordinato svolgimento dell’evento sportivo e che, pertanto, erano stati denunciati dagli agenti del Commissariato di Nola per pericolo all’incolumità pubblica durante le manifestazioni sportive, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità e per tentate lesioni personali. In particolare, i prevenuti, al passaggio dei ciclisti in via Nazionale delle Puglie, nel comune di San Vitaliano, avevano invaso il percorso di gara ostacolando la marcia degli atleti e, in più occasioni, spintonandone alcuni con il chiaro intento di provocarne la caduta, ponendo così in pericolo non solo l’incolumità dei corridori direttamente coinvolti, ma anche quella degli altri partecipanti e del pubblico presente.

Racket, armi e droga: colpo ai Moccia, 26 ordinanze. Gli ordini dal carcere

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  Le direttive del clan sarebbero partite direttamente dal carcere. È uno degli elementi centrali dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha portato all’arresto di 23 persone e all’applicazione del divieto di dimora per altri tre indagati nell’ambito di una maxi operazione dei carabinieri ad Afragola. Nel mirino degli investigatori l’articolazione del clan Moccia conosciuta come “Panzarottari”, ritenuta responsabile di un vasto sistema criminale fondato su estorsioni, traffico di droga e controllo del territorio attraverso il metodo mafioso. Secondo la ricostruzione della DDA, il gruppo avrebbe imposto il proprio potere criminale ai danni di commercianti e imprenditori locali ricorrendo anche a intimidazioni armate. Le attività estorsive sarebbero state accompagnate dalla gestione di una piazza di spaccio particolarmente attiva nella zona afragolese, con la distribuzione di cocaina, hashish e marijuana. Gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna avrebbero inoltre fatto emergere il ruolo operativo di affiliati detenuti che, pur trovandosi in carcere, sarebbero riusciti a mantenere i contatti con l’esterno. Attraverso cellulari introdotti illegalmente negli istituti penitenziari, gli indagati avrebbero continuato a coordinare le attività del gruppo impartendo ordini ai complici liberi. Le accuse contestate dalla Procura comprendono associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione di armi, ricettazione, favoreggiamento ed estorsione. Contestato anche il reato di accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti. L’operazione rappresenta un nuovo affondo investigativo contro gli assetti criminali riconducibili al clan Moccia, storicamente radicato nell’area nord della provincia di Napoli e da anni considerato uno dei gruppi camorristici più influenti del territorio. Gli inquirenti sottolineano come il provvedimento cautelare sia stato emesso nella fase preliminare delle indagini. Gli indagati, pertanto, devono ritenersi presunti innocenti fino a sentenza irrevocabile.

Somma Vesuviana. Harley, musica e solidarietà: grande debutto per il Somma Bikers Fest

Riceviamo e pubblichiamo
Somma Vesuviana ha ospitato con entusiasmo il 1° Somma Bikers Fest, il primo evento motociclistico organizzato dal gruppo “Svalvolati on the Road”, nato dalla passione per le Harley-Davidson e dal desiderio di creare un momento di incontro e condivisione tra motociclisti.
La manifestazione si è svolta nel area parcheggio del Ristorante “Rose Rosse “ e per questo il primo ringraziamento va alla Famiglia Molaro a seguire il patrocinio del Comune di Somma Vesuviana e con l’approvazione della Chiesa di Santa Maria a Castello, richiamando numerosi gruppi biker provenienti da tutta la Campania e da diverse regioni italiane.
Ad aprire ufficialmente la serata è stato un intervento significativo di Marcella Rastelli, referente a Napoli dell’associazione AIFA, che ha sottolineato il valore sociale degli eventi di aggregazione e l’importanza di fare rete tra associazioni, territorio e comunità.
Il programma si è articolato in diversi momenti dedicati alla community motociclistica: interventi sul palco, partecipazioni di importanti gruppi biker, musica live e l’esposizione di numerose Harley-Davidson che hanno fatto da cornice a una serata ricca di entusiasmo e partecipazione. Durante gli interventi è stato ribadito il valore della sicurezza stradale, dello spirito di fratellanza tra motociclisti e della necessità di creare occasioni sane di incontro.
La manifestazione ha avuto anche un importante finale solidale: parte dei proventi della serata sarà destinata in beneficenza proprio alla Chiesa di Santa Maria a Castello, a testimonianza del forte legame tra il mondo biker e il territorio.
“Questo evento rappresenta l’inizio di un percorso”, spiegano gli organizzatori.  “L’obiettivo è far crescere il Somma Bikers Fest e trasformarlo in un appuntamento fisso per tutti gli appassionati”.