Somma Vesuviana, Antonio Granato apre la sua campagna elettorale: “La mia candidatura tra la gente”

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Riceviamo e pubblichiamo Somma Vesuviana. Piazza Vittorio Emanuele III si è riempita di cittadini in occasione dell’apertura ufficiale della campagna elettorale del candidato sindaco Antonio Granato. Una platea numerosa e partecipe ha assistito alla presentazione dell’intera coalizione. La serata, condotta dalla giornalista Gabriella Bellini, ha dato voce ai rappresentanti delle sei liste che compongono lo schieramento a sostegno di Granato. Uomini e donne uniti da un patto per la città, sottoscritto per il bene della comunità. Sul palco si sono alternati gli esponenti di Fratelli per Somma, A Viso Aperto, Somma Moderata, Oblò per Somma, Somma Nova e Forza Somma. Attraverso interventi decisi e appassionati, i candidati hanno evitato sterili promesse elettorali, preferendo tracciare un’analisi realistica dell’Ente e ribadendo la volontà di inaugurare una nuova stagione amministrativa. A più riprese, i relatori hanno difeso con fermezza il proprio percorso, rivendicando con dignità la propria partecipazione alla competizione elettorale. In conclusione poi l’intervento del candidato sindaco, Antonio Granato, figura di sintesi di una squadra determinata a mettere al centro dell’azione politica il bene comune. “La mia candidatura è nata tra la gente e non permetto a nessuno di etichettare la mia coalizione come un apparato clientelare”, ha dichiarato con fermezza Granato. “Non cerchiamo il sostegno di politici extracomunali perché noi siamo parte integrante del popolo. Il nostro impegno parte dai giovani: sentiamo l’obbligo morale di dare uno sviluppo urbanistico alla città, completare le scuole e garantire servizi efficienti. Tra le priorità dei primi 100 giorni c’è il campo sportivo, oltre a un piano che va dalle politiche sociali alla riqualificazione delle periferie. La sicurezza resterà al centro del progetto, specialmente in un momento storico delicato come quello che stiamo vivendo”.

Acerra, risolto giallo degli spari all’aperitivo di Capodanno: fermati 2 giovani

ACERRA – Le immagini delle telecamere comunali e il sistema automatico di lettura targhe hanno consentito ai carabinieri di risalire ai presunti protagonisti della sparatoria verificatasi durante i festeggiamenti del 31 dicembre ad Acerra. Per la vicenda sono finiti agli arresti domiciliari Christian Della Valle, 30 anni, e Crescenzo Crispo, 18 anni.

L’operazione è stata eseguita dai militari della stazione di Acerra, su disposizione dell’autorità giudiziaria di Nola. I due giovani sono ritenuti gravemente indiziati di porto abusivo di arma da fuoco, anche se restano presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

L’episodio contestato risale alla notte di Capodanno. Teatro dei fatti un bar situato nei pressi di un distributore di carburante lungo corso Vittorio Emanuele, punto di ritrovo di numerosi ragazzi per il classico aperitivo di fine anno.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la situazione sarebbe precipitata dopo una discussione nata per motivi legati a una motocicletta. La tensione sarebbe aumentata rapidamente fino all’esplosione di alcuni colpi di pistola in aria, circostanza che avrebbe seminato il panico tra i presenti.

Gli investigatori ritengono che Della Valle fosse coinvolto direttamente nella lite insieme a un amico intervenuto sul posto a bordo di una Jeep nera, mentre Crispo sarebbe arrivato successivamente come passeggero di uno scooter.

Determinante, nella ricostruzione della vicenda, il lavoro svolto dagli investigatori attraverso l’analisi incrociata dei filmati di videosorveglianza e dei dati del sistema lettura targhe. Gli accertamenti hanno permesso di seguire i movimenti degli indagati e di attribuire loro una presenza compatibile con quella rilevata sulla scena degli spari.

L’inchiesta prosegue ora per chiarire ulteriormente ruoli e responsabilità nell’accaduto.

Ferro e materiali tossici mescolati, blitz dei carabinieri a Caivano

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Un’operazione coordinata dalla Procura di Napoli Nord ha acceso i riflettori sulla gestione dei rifiuti metallici nel territorio di Caivano. I carabinieri specializzati nella tutela ambientale hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di una società impegnata nel recupero di rottami ferrosi, al centro di accertamenti su presunte irregolarità nella gestione dei materiali. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto avrebbe avuto origine da un controllo effettuato al Molo 42 del porto di Napoli. In quell’occasione sarebbero stati fermati diversi mezzi pesanti pronti a trasportare rottami metallici verso un’acciaieria turca. Durante le verifiche, però, tra il ferro destinato all’esportazione sarebbero comparsi anche rifiuti classificati come pericolosi. Tra i materiali individuati figurerebbero componenti di autoveicoli non sottoposti a bonifica, contenitori spray, residui oleosi e sostanze combustibili. Gli inquirenti sospettano che tali rifiuti fossero stati miscelati ai rottami metallici per essere trasferiti all’estero senza rispettare le corrette procedure ambientali. Le successive attività investigative, svolte dal Noe dei carabinieri all’interno del sito industriale, avrebbero consentito di documentare un sistema di gestione dei rifiuti ritenuto non conforme alla normativa vigente. Nel fascicolo si ipotizza anche la presenza di un deposito incontrollato di materiali sul terreno, con possibili rischi di contaminazione ambientale dovuti all’esposizione agli agenti atmosferici. Determinanti sarebbero state anche le analisi tecniche dell’Arpa Campania, che avrebbero riscontrato la presenza di sostanze inquinanti nei campioni prelevati. Gli esami avrebbero rilevato idrocarburi e piombo, sostanze considerate altamente impattanti per l’ambiente. Nel mirino degli investigatori è finito inoltre il sistema di sorveglianza radiometrica dell’impianto, che secondo gli accertamenti non sarebbe risultato operativo durante le ispezioni effettuate dai militari.

Acerra e Terra dei Fuochi, nuovo allarme ambientale: trovate sostanze cancerogene nelle acque

Acerra tra i territori campani sotto osservazione dopo il ritrovamento di sostanze cancerogene nelle acque sotterranee. La Regione Campania ha disposto verifiche urgenti sanitarie, ambientali e sulla filiera agroalimentare, mentre cresce la preoccupazione per gli elevati livelli di tricloroetilene rilevati nell’area.

Nuovo allarme ambientale in Campania dopo il ritrovamento di sostanze chimiche potenzialmente cancerogene nelle acque sotterranee di diversi comuni della regione. La Regione ha chiesto alle Asl di attivare rapidamente controlli sanitari, ambientali e verifiche sulla filiera agroalimentare, alla luce dei risultati emersi da uno studio realizzato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Al centro dell’attenzione ci sono soprattutto il tricloroetilene (Tce) e il tetracloroetilene (Pce), composti utilizzati in ambito industriale e classificati come sostanze cancerogene o probabilmente cancerogene.

Le criticità più significative sarebbero state riscontrate soprattutto nell’area della Terra dei Fuochi, territorio che da anni convive con emergenze ambientali e problematiche legate all’inquinamento.

Le aree interessate

Nella provincia di Napoli le situazioni più delicate riguardano Acerra, Giugliano in Campania, Boscoreale e Striano. In particolare, ad Acerra sarebbero stati rilevati livelli particolarmente elevati di tricloroetilene.

Nel Casertano, invece, la situazione più complessa riguarda Villa Literno, dove tra il 2023 e il maggio 2025 sarebbero stati registrati numerosi superamenti dei limiti non solo in pozzi privati, ma anche in alcune aree pubbliche e strutture comunali frequentate quotidianamente dai cittadini.

Altri casi di contaminazione sarebbero emersi anche ad Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo.

La problematica interessa anche altre province campane. In Irpinia il fenomeno si concentrerebbe soprattutto nel territorio di Montoro, mentre nel Salernitano le anomalie sarebbero state riscontrate a Scafati, Angri e Sarno.

I rischi segnalati

Secondo quanto evidenziato nella comunicazione inviata alle Asl, la contaminazione potrebbe comportare esposizioni dirette attraverso utilizzi domestici non controllati dell’acqua, ma anche effetti indiretti collegati alla catena alimentare e al bioaccumulo negli ecosistemi.

Particolare attenzione è stata richiesta per le aree agricole, dove saranno necessari approfondimenti sugli usi irrigui e sui possibili impatti sulla produzione agroalimentare.

La polemica sui tempi

La vicenda ha acceso anche il dibattito politico. Il consigliere regionale della Lega Severino Nappi ha criticato la gestione della situazione da parte della Regione, sostenendo che le istituzioni fossero già a conoscenza della problematica da diversi mesi.

Secondo l’esponente politico, a fronte di una situazione definita grave per la salute pubblica, sarebbero serviti interventi più rapidi oltre alle richieste di verifica inviate alle Asl.

L’emergenza riporta ancora una volta l’attenzione sulle condizioni ambientali di diversi territori campani e sulla necessità di monitoraggi costanti per tutelare salute pubblica, ambiente e sicurezza alimentare.

Droga nelle mani del clan, blitz dei carabinieri di Cisterna: 26 arresti

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  Maxi operazione antidroga nell’area nord della provincia di Napoli. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 26 persone accusate, a diverso titolo, di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravanti legate al metodo mafioso. L’ordinanza, firmata dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA, prevede 18 arresti in carcere e 8 ai domiciliari con controllo tramite braccialetto elettronico. Le indagini avrebbero consentito di ricostruire l’attività di due gruppi criminali considerati punti di riferimento nel traffico di droga tra Sant’Antimo, Sant’Arpino e altri comuni dell’hinterland. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe la gestione di ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana destinati alle piazze di spaccio della zona. Secondo gli inquirenti, i due gruppi avrebbero operato in stretta connessione con le organizzazioni camorristiche locali, assicurando sostegno e approvvigionamenti ai clan Verde e Ranucci. Il business degli stupefacenti avrebbe prodotto rilevanti guadagni illeciti, consolidando gli interessi criminali sul territorio. L’attività investigativa rientra nelle azioni di contrasto alla criminalità organizzata portate avanti dalla Procura di Napoli e dall’Arma dei Carabinieri per colpire i canali di approvvigionamento della droga nell’area metropolitana. Anche in questo caso, va precisato che il procedimento si trova nella fase preliminare e che gli indagati restano presunti innocenti fino a sentenza irrevocabile.

Droga e racket tra Somma e Sant’Anastasia, colpo al clan: 20 condanne

Si è concluso con venti condanne il procedimento nei confronti di presunti affiliati e fiancheggiatori del clan Mazzarella, attivi tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e detenzione abusiva di armi. Lo riferisce Il Corriere del Mezzogiorno. La pena più alta è stata inflitta a Rosario De Bernardo, ritenuto dagli investigatori figura di riferimento del gruppo Anastasio-De Bernardo collegato al clan Mazzarella: per lui il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli ha disposto una condanna a diciannove anni di carcere. Pesanti anche le pene decise nei confronti di Salvatore Di Caprio, condannato a diciotto anni e sei mesi, Carmela Miranda a diciotto anni e quattro mesi, Fabio Annunziata a diciotto anni e Clemente Correale a quindici anni e quattro mesi. Secondo quanto emerso nel corso dell’inchiesta, il gruppo avrebbe gestito attività legate allo spaccio di droga e alle estorsioni nell’area vesuviana, mantenendo rapporti diretti con il clan Mazzarella di Napoli. Tra gli imputati compare anche Raffaele Anastasio, raggiunto da una condanna a nove anni di reclusione. Nel procedimento è stato coinvolto anche Michele Mazzarella, per il quale il gup ha disposto una pena di sei anni in continuazione con una precedente sentenza già passata in giudicato. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia Giuseppe Visone e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, avrebbe ricostruito il sistema di gestione delle piazze di spaccio nell’area tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. Secondo l’accusa, Michele Mazzarella avrebbe autorizzato direttamente dal carcere l’attività dei punti di vendita della droga, controllando i canali di approvvigionamento e la raccolta dei proventi destinati al sostegno economico del clan e dei detenuti. Tra le principali piazze di spaccio finite sotto la lente degli investigatori ci sarebbe stata quella del Parco Fiordaliso, in via San Sossio a Somma Vesuviana, indicata dagli inquirenti come uno dei centri più attivi per la distribuzione di cocaina, crack, hashish, marijuana e kobret.

“Rammendare il Mondo”: a Giugliano il Festival delle Culture dedicato a Mediterraneo, cooperazione e futuro europeo

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    Giugliano in Campania – Guerre, migrazioni, politiche economiche e scelte individuali producono effetti spesso imprevedibili, capaci di ridefinire equilibri globali e locali. Da questa consapevolezza nasce il Festival delle Culture “Rammendare il Mondo”, in programma a Giugliano il 13, 14, 15 maggio prossimi, un appuntamento che intende interrogare le conseguenze inattese della storia contemporanea, mettendo in dialogo culture, popoli e visioni politiche alla ricerca di nuovi modelli di cooperazione. Al centro della riflessione, il Mediterraneo: spazio simbolico e reale in cui le tensioni si trasformano, i confini si ridefiniscono e le connessioni – visibili e invisibili – generano nuovi scenari. Un mare che è insieme limite e ponte, barriera e rete, capace di produrre effetti inattesi che incidono profondamente sul presente e sul futuro delle società. Con questo approccio, il Festival delle Culture di Giugliano si propone come luogo di confronto tra crisi globali e prospettive emergenti, con una particolare attenzione al concetto di “rammendo” come alternativa alla logica dello scontro. Un percorso che coinvolge attivamente i giovani e le reti culturali del territorio. «Con questo Festival – dichiara Marco Sepe, Assessore alla Cultura del Comune di Giugliano in Campania – vogliamo offrire ai giovani del nostro territorio un’opportunità concreta di formazione e di confronto su temi decisivi per il futuro, stimolando una visione critica, aperta e responsabile della realtà contemporanea». Promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Giugliano in Campania e organizzato da CONADI – Consiglio Nazionale Diritti Infanzia e Adolescenza, in qualità di soggetto attuatore, in partnership con IISE – Istituto Italiano per gli Studi Europei, e con il contributo della Città Metropolitana di Napoli, il Festival si sviluppa in tre giornate di formazione, confronto e approfondimento. Docenti universitari, professionisti ed esponenti del mondo del volontariato si confronteranno sui principali temi socioeconomici e geopolitici contemporanei, coinvolgendo una platea selezionata di studenti del Liceo Scientifico-Linguistico “Agostino Maria De Carlo” e del Liceo Pluricomprensivo “Renato Cartesio” di Giugliano in Campania. Gli incontri saranno fruibili sia in presenza sia in streaming, previa registrazione. Il programma Prima giornata 13 maggio – Il Mediterraneo e le crisi globali Il Festival si apre con una riflessione sul Mediterraneo come chiave di lettura delle trasformazioni in atto. Tra gli interventi principali: * Luca Meldolesi, economista di rilievo internazionale, presenterà il suo lavoro “Rammendare il Mondo”, proponendo una lettura dei cambiamenti globali basata sulla logica del “rammendo” anziché del conflitto; * Antonio Viscomi illustrerà il tema dell’innovazione armonica, raccontando l’esperienza di Entopan e lo sviluppo del più grande incubatore di startup dell’area mediterranea. Seguirà un dibattito sui temi della cooperazione, dell’equità di genere e del cambiamento climatico. Seconda giornata 14 maggio – I workshop tematici I partecipanti prenderanno parte a quattro laboratori di approfondimento: 1. Innovazione, cooperazione e sviluppo 2. Europa e Mediterraneo 3. Equità di genere e cambiamento climatico 4. Dialogo interculturale e pace Terza giornata 15 maggio – Dialogo, inclusione e futuro europeo La giornata conclusiva sarà dedicata ai temi della pace, dell’inclusione e dell’Europa. Il prof. Giuseppe Limone, emerito di Filosofia del diritto, terrà la relazione introduttiva. A seguire, un confronto con operatori del volontariato impegnati sul campo. In chiusura, gli studenti presenteranno una sintesi dei lavori svolti durante i workshop.

Ottaviano, un convegno scientifico su san Michele nella monetazione longobarda

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In occasione dei festeggiamenti del santo patrono, un momento di riflessione culturale, storica e spirituale sulla figura dell’arcangelo nella monetazione longobarda, volto a riscoprire le radici di un culto che da secoli definisce l’anima della comunità ottavianese. L’ evento si terrà il 7 maggio a partire dalle ore 18:00 nel sontuoso Palazzo Mediceo. Il Comune di Ottaviano, in collaborazione con l’Associazione Culturale Dies Artis Semper e la Fondazione Scudieri, ha promosso questo singolare convegno scientifico dal titolo San Michele Arcangelo nella monetazione longobarda, che mira ad approfondire il profondo legame storico e iconografico che unisce la figura del Principe delle Milizie Celesti all’identità del popolo longobardo. Interverranno per l’occasione: la dott.ssa Adelaide Esposito, esperta di numismatica; il dott. Roberto Esposito, commissario prefettizio; don Vittorio Garzone, parroco della chiesa di San Michele. L’introduzione sarà della prof.ssa  Rosa Carillo Ambrosio, presidente dell’ Associazione Dies Artis Semper. Interverranno, ancora, don Luigi Vitale, docente di Arte e Archeologia Cristiana c/o Istituto di Scienze Religiose Duns Scoto e l’ing. Paolo Scudieri, presidente della Fondazione Scudieri. Modera il prof. Osvaldo Iervolino. La figura dell’arcangelo rappresenta uno dei primi e più significativi esempi di utilizzo dell’iconografia sacra sulle monete europee dell’alto medioevo, coniugando la devozione religiosa con la necessità di affermare la sovranità e il potere politico. L’arcangelo Michele fu considerato il patrono del popolo longobardo, incarnando il loro spirito battagliero e guerriero. Il suo culto, particolarmente sentito nella Langobardia Minor (Ducato di Benevento) e sul Gargano, portò all’adozione della sua figura nelle coniazioni. L’effigie del santo compare per la prima volta sulle monete longobarde con il re Cuniperto (680-700). Questa pratica proseguì con altri sovrani, tra cui Ariperto II (710-712), Liutprando (712-744), Rachis (744-757), Astolfo (749-756) e Desiderio (757-774).
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Questo santo guerriero – afferma la dott.ssa Adelaide Esposito – incarnava molto bene lo spirito battagliero del popolo longobardo. La sua figura fu riprodotta, dapprima, sui solidi e sui tremissi aurei di tipo bizantino, e, in un secondo momento, sui denari argentei coniati presso le zecche di Salerno e Benevento sottoforma di legende e monogrammi. Analizzare la figura di San Michele Arcangelo attraverso la monetazione longobardaspiega la prof.ssa Rosa Carillo Ambrosionon è solo un esercizio accademico, ma un viaggio alle origini di un simbolo che ha plasmato il nostro territorio. Con questo convegno, insomma,  scopriremo – concude don Vittorio Garzone –  un ulteriore aspetto culturale e sociale legato al nostro Santo Protettore. Ritrovare l’efficienza di San Michele su antiche coniazioni testimonia di come i nostri padri cercassero la protezione anche nei gesti del commercio e della vita sociale. Tutt’ora la nostra comunità si affida a Lui ogni giorno.

Ottaviano, candidati alla prova sicurezza. Coalizioni tra web e frazioni

  OTTAVIANO – La sicurezza del territorio diventa uno dei temi centrali della campagna elettorale per le amministrative di Ottaviano. Nei programmi presentati dai candidati sindaco Stefano Prisco e Biagio Simonetti emergono infatti numerosi punti dedicati al controllo urbano, alla prevenzione e alla tutela dei cittadini, con proposte che spaziano dalla protezione civile alla videosorveglianza, passando per mobilità e decoro urbano. Nel programma amministrativo di Stefano Prisco, la sicurezza è inserita nella prima delle “sette missioni di governo”, dedicata a “sicurezza territoriale, ambiente e protezione civile”. Tra i punti principali figurano l’aggiornamento operativo del Piano comunale di protezione civile, con maggiore informazione alla popolazione, e la prevenzione del rischio vulcanico, idrogeologico e degli incendi boschivi. Forte attenzione anche all’ambiente, con il rafforzamento della raccolta differenziata, il contrasto agli sversamenti abusivi e il potenziamento dell’isola ecologica. Prisco punta inoltre sul coordinamento tra Comune, Protezione Civile, scuole e cittadini, ma anche sulla mobilità urbana, considerata elemento strategico per la sicurezza. Nel programma si parla di parcheggi di scambio, percorsi sicuri casa-scuola, segnaletica intelligente e interventi mirati sui nodi critici del traffico attraverso un nuovo Piano Urbano del Traffico. Anche Biagio Simonetti dedica ampio spazio al tema nel capitolo “Sicurezza del territorio” del suo programma politico-amministrativo 2026-2031. Tra le proposte principali c’è il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine, con l’idea di destinare l’ex stazione passeggeri a sede della Compagnia dei Carabinieri. Simonetti insiste poi sull’ampliamento della videosorveglianza nelle aree sensibili della città attraverso tecnologie smart per il monitoraggio urbano. Nel programma trovano spazio anche il potenziamento dell’illuminazione pubblica, soprattutto nelle periferie, il rafforzamento della collaborazione tra Polizia Municipale e cittadini e una maggiore attenzione alla sicurezza nelle scuole e nei luoghi di aggregazione. Previsto inoltre un piano più incisivo contro degrado, occupazioni abusive e abbandono dei rifiuti. Intanto la campagna elettorale entra nel vivo anche sul fronte delle iniziative pubbliche. Questa sera Giorgio Marigliano inaugurerà il suo comitato elettorale a San Gennarello, in via Di Prisco, con un appuntamento dedicato a sostenitori e cittadini. Nando Federico, invece, punta sulla comunicazione digitale e annuncia il lancio ufficiale del sito della coalizione. “Il sito della nostra coalizione è finalmente online – ha scritto –. All’interno potrai scoprire le nostre liste e il nostro programma: il risultato del lavoro di una squadra fatta di persone competenti ed esperte, unite da una visione chiara: amministrare come si deve”. Il portale è raggiungibile all’indirizzo www.nandofedericosindaco.it⁠

Somma al voto. Rubrica “Punto e Virgola”, Intervista al candidato sindaco Antonio Granato

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“Punto e Virgola”, la rubrica de Ilmediano già nota ai nostri lettori per le sue interviste video, si adatta in questa fase ai tempi della campagna elettorale. Considerati i numerosi impegni dei tre candidati alla carica di sindaco, il confronto prende il via in forma scritta, per poi proseguire anche con gli approfondimenti video. Intervista al candidato sindaco Antonio Granato, già consigliere  e  presidente del Consiglio, che è sostenuto da una coalizione composta da sei liste civiche: Forza Somma, A Viso Aperto, Fratelli di Somma Vesuviana, Oblò per Somma, Somma Moderata e Somma Nova.
Lei arriva da un ruolo istituzionale come presidente del consiglio comunale e oggi si propone come guida della città. Possiamo immaginare un cambio di passo o una certa contunità?”
” Dobbiamo immaginare la volontà di mettere al servizio della comunità l’esperienza accumulata in questi anni. In particolar modo su i temi delle politiche sociali e dei bisognosi, senza trascurare la volontà di voler fare sempre meglio. È innegabile che molte cose sono state fatte e che molte restino da fare. Io non credo negli slogan vuoti “cambio di passo” o “novità”. Io credo che per amministrare una città ci vogliano competenze, passione e determinazione. E la nostra squadra ha tutto questo”.
La sua candidatura nasce da una sintesi tra partiti e civiche molto diverse tra loro. In una coalizione così ampia, quali i sono i punti più importanti del programma?
“I punti più importanti sono quelli della sicurezza, del decoro urbano, delle politiche sociali e giovanili, dei tributi e dell’edilizia scolastica. L’ampiezza della coalizione non deve essere vista come un vulnus ma come una ricchezza. Ci sono tanti ottimi e competenti amministratori. Bisogna partire da lì. C’è da sviluppare sopra ogni altra cosa una città turistica”.
Se dovesse indicare una scelta  impopolare ma necessaria che è pronto a fare nei primi sei mesi, quale sarebbe?
“Farò un tavolo programmatico tra cittadini, associazioni e commercianti permanente per ascoltare tutti. Una cosa mai fatta che più che impopolare vuole essere nuova”.