Volla. “Quattro salti in padella” per Viscovo e il pranzo è servito!

Nel consiglio comunale del 9 marzo 2017 sono stati ufficializzati i “salti” dei consiglieri comunali da una parte all’altra degli schieramenti politici. Aprea, Borrelli e Forte sono saltati dalla maggioranza all’opposizione, mentre De Simone (ex Forza Italia) ha fatto il percorso opposto, saltando dall’opposizione alla maggioranza. A dispetto di questi quattro “salti”, Viscovo conserva ancora la maggioranza (9 contro 8), che gli consente di proseguire nella “cottura” del suo percorso amministrativo, sempre più nel “motto” scelto in campagna elettorale “essere più che apparire”. “Fai quello che dico, ma non quello che faccio”, diceva il vecchio saggio. E Viscovo lo ha rispettato in pieno. Infatti, da consigliere di opposizione dell’amministrazione Guadagno, Andrea Viscovo, in un post sulla sua pagina ufficiale di facebook il 18 gennaio 2015, così scriveva: “… A quanto sembra a Volla si è riaperta la crisi. Il Vicesindaco non gode più della fiducia della maggioranza!!! Effettivamente la Mauriello non è più sostenuta da alcuna forza politica essendo passato anche il consigliere Raciti all’opposizione. Oramai la città è nelle mani del PD che vuole fare (come al solito) il bello e soprattutto il cattivo tempo. E’ paradossale che un sindaco continui a Governare con numeri risicatissimi alla mercè del consigliere di turno… Ovviamente non è più sufficiente appellarsi al buon senso del primo cittadino che sembra non rendersi conto della disfatta della sua amministrazione…”. Ma, come si dice, la “Politica” è dinamica, è evoluzione del pensiero e dell’azione. E, infatti il “Viscovo Pensiero” si è evoluto, tant’è che il nostro primo cittadino oggi “ … governa Volla con numeri risicatissimi, alla mercé del consigliere di turno …” . Ovviamente Ivan Aprea non ci sta. Il più pungente e diretto ex consigliere di maggioranza, attuale opposizione, dai banchi del pubblico consesso, non gliele manda a dire, entrando nel merito di diverse questioni spinose: “Sono deluso – afferma Ivan Aprea – perché quando abbiamo vinto le elezioni ho avuto la sensazione che avessero vinto i 5 Stelle senza Grillo e senza simbolo … C’erano tantissimi giovani, che poi di fatto si sono dimostrati tali solo all’anagrafe … Il primo cittadino ha vinto le elezioni evidentemente con promesse e impegni non condivisi con la sua squadra di governo … Oggi se ne assumerà tutte le responsabilità … Avevamo detto stop al cemento selvaggio e dopo nemmeno dieci mesi di amministrazione, si va avanti con variabili urbanistiche e concessioni in deroga … il sindaco a ottobre ha fatto, sotto mia pressione, una delibera per il riordino della viabilità in città per favorire i cittadini e i commercianti attraverso l’introduzione di strisce blu e street control in comodato d’uso … Il comandante dei vigili mi ha assicurato che tutta la documentazione è stata consegnata nelle mani di Viscovo che però non ne ha fatto nulla … Sul campo di calcio …  c’erano imprenditori disposti a investire al punto di rendere il Campo Borsellino non solo un campo di calcio ospitante la nostra realtà sportiva, ma un vero e proprio palazzetto dello sport per i giovani e meno giovani della nostra città … Chiedete al sindaco che fine hanno fatto quegli accordi, assieme a quelli che hanno costituito il programma elettorale … Purtroppo il primo cittadino non segue i consigli e antepone il suo ego a scapito della città. Dovrebbe andarsene a casa e favorire la crescita di una città che di fatto non è la sua … In nove mesi sono stati fatti 3 precorsigli e 2 riunioni di maggioranza … Viscovo è un uomo solo accerchiato da un gruppo di burattini … C’è un progetto per la realizzazione di 5 forni crematori in città, che non servono di certo all’economia locale e soprattutto non dovrebbero insistere al centro di Volla, ma nessuno dice niente, nemmeno il consigliere Domenico Damiano che al mattino quando apre la finestra uno dei forni crematori potrebbe trovarselo di fronte. Viscovo imploderà da solo e non esiste solo De Simone come ago della bilancia di una squadra che non c’è … Ne vedremo delle belle …”. La dissertazione di Aprea è apparsa un po’ inquietante, anche perché il sindaco, da un punto di vista numerico, avrebbe la possibilità di realizzare tutto quello che vuole, “forni crematori” compresi, contando sull’uomo in più, il politico dell’anno Gennaro De Simone ex Forza Italia, che, dicevamo, ha confermato il suo sostegno a pieno titolo all’amministrazione “solo ed esclusivamente per il bene del paese”, senza nulla a pretendere in cambio. Intanto, sul fronte “tecnico”, alla giunta manca ancora un assessore, e non è stato ancora nominato il vicesindaco. Sciocchezze. L’ottimismo non manca, tant’è che qualche consigliere della lista “Cittadini per Volla”, sui social, esalta i successi dell’amministrazione, trascurando, o addirittura restando indifferente ai motivi della grave rottura politica. Fanno parte dell’esaltazione i punti approvati all’odg: Sicurezza, con i nonni vigili; Trasparenza, con il regolamento per l’accesso agli atti da parte di tutti i cittadini; Bilancio Partecipativo, con il Regolamento nel quale è previsto che tutti i cittadini possono proporre le loro idee per la città. Comunque, la citazione di Viscovo “… è paradossale che un sindaco continui a governare con numeri risicatissimi alla mercé del consigliere di turno …” è attuale con le tendenze. E’ come un Karma che gli ritorna e si lega ad un’altra sua “saggia” citazione, sempre del 18 gennaio 2015: “Non è più sufficiente appellarsi al buon senso del primo cittadino che sembra non rendersi conto della disfatta della sua amministrazione …”.

Ospedale Apicella, i consiglieri comunali Pd del territorio: “Il primo soccorso sarà potenziato e i servizi ampliati”

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa diffusa dai consiglieri comunali Pd del territorio i quali hanno annunciato quanto appreso nel corso dell’incontro con il direttore generale dell’Asl Na 3 Sud, Antonietta Costantini: l’ospedale Apicella di Pollena Trocchia sarà potenziato, una buona nuova che vale sia per il Primo soccorso che per il Day Surgery. Saranno inoltre ampliati altri servizi che riguardano l’autismo e altre patologie neuropsichiatriche.  A seguito della nota congiunta dei consiglieri e rappresentanti istituzionali, Coccia, Cimmino, Di Dato, Esposito, Tufano, al presidente della V commissione regionale Sanità ed ai consiglieri regionali del PD, la direzione generale dell’ASL NA3SUD, si è tenuto un primo incontro interlocutorio con la dott.sa Costantini in merito alle proposte di riorganizzazione e potenziamento dei servizi erogati dall’ospedale Apicella di Pollena Trocchia (NA). Nel corso dell’incontro si è appreso che grazie alle sollecitazioni dei Consiglieri Regionali del Partito Democratico che hanno raccolto le preoccupazioni dei rappresentanti locali, la Direzione Generale dell’ASL potenzierà il presidio Ospedaliero dell’Apicella. Il potenziamento sia del Primo Soccorso che della Day Surgery, sarà accompagnato dall’ampliamento di altri servizi, primo tra tutti la cura dello Spettro Autistico e delle altre patologie Neuropsichiatriche.  “Come rappresentati dei comuni del comprensorio esprimiamo soddisfazione per lattenzione che lASL Napoli 3 e la Regione Campania stanno dimostrando per rispondere con interventi concreti, (nonostante i vincoli imposti dal Decreto Commissariale 33,) anche alle problematiche che interessano lospedale Apicella. Riteniamo che indipendentemente dai vincoli richiamati, le iniziative messe in campo vanno nella direzione del potenziamento dellofferta sanitaria e della migliore qualità della stessa presso  lOspedale Apicella, con grande attenzione ai compiti di primo soccorso, in un rapporto sempre più efficace con lospedale di Nola. Continueremo a seguire le vicende che interessano lApicella e lattuazione del piano proposto dallASL Napoli 3, mentendo una costante interlocuzione con tutti i soggetti coinvolti. Esprimiamo, concludono i consiglieri, soddisfazione per lattenzione che la commissione regionale rappresentata da Lello Topo, ed i consiglieri del Pd, Raia, Amato e Fiola sollecitati sulla questione hanno da subito manifestato impegnandosi anche con una corretta interlocuzione con lAsl Napoli 3 ad affrontare le problematiche dellospedale”.      

Somma Vesuviana, il dramma della solitudine. Ciao, Francuccio…

Viveva solo ed è morto solo, senza la possibilità di chiedere aiuto a nessuno. Francesco Coppola, meglio conosciuto da amici e conoscenti come Francuccio, aveva 50 anni e da qualche mese viveva in una stanza della struttura, abbandonata e mai completata, di fronte al bar Royal. Un giaciglio per la notte, qualche coperta e qualche suppellettile di fortuna. Tanto gli bastava di notte, mentre di giorno lavorava come parcheggiatore del supermercato Gennarì. Guadagnava, e viveva, alla giornata. Una pizza dagli amici della pizzeria accanto, un panino, un aperitivo al Royal. Ma Francuccio non era un barbone, anzi. Era un ragazzone dal sorriso di eterno fanciullo, garbato, gentile, ultimo figlio di una famiglia di onesti lavoratori. Sposato e poi divorziato, Francesco  aveva perso il lavoro e per qualche anno si era trasferito al nord insieme alla moglie per lavorare. Poi era tornato a Somma, da solo, e aveva cercato un lavoro e un tetto: non poteva e non voleva dipendere dai fratelli. Finché ci era riuscito aveva pagato l’affitto, poi non gli era stato più possibile e così, silenzioso e discreto, senza che nessuno se ne accorgesse, aveva trovato riparo in quella struttura. All’alba lo si incontrava al bar Royal, dove sentiva il calore dell’accoglienza e dell’amicizia dei proprietari e dei dipendenti.  Qualche battuta, quattro chiacchiere e una buona colazione prima di andare a lavorare fuori dal supermercato dove, ormai, tutti avevano imparato ad apprezzare il suo garbo e la sua umiltà. A vederlo, sempre sorridente, nessuno avrebbe mai immaginato la vita di precarietà che conduceva, ma soprattutto nessuno avrebbe mai creduto che vivesse da solo in quella struttura, senza porte e senza finestre, al freddo e al buio. Non lo si vedeva da un paio di giorni e così qualcuno è andato a controllare: lo hanno trovato senza vita, nel suo rifugio. Morte naturale, hanno stabilito i medici e i carabinieri  della stazione di Somma Vesuviana intervenuti sul posto. Ieri pomeriggio nella chiesa di Santa  Maria del Pozzo, nipoti, parenti e conoscenti ma soprattutto tutti gli amici che gli hanno reso la vita più bella con piccoli gesti di generosità gli hanno portato l’ultimo saluto. A noi restano il rimpianto e l’amarezza, resta nel cuore il pungolo dell’angoscia per non aver capito il dramma dell’uomo che vedevamo ogni mattina, con cui parlavamo ogni giorno. E, mentre il corteo funebre accompagnava Francuccio all’ultima dimora, io mi dicevo che in questo nostro tempo chiassoso, rumoroso, in questa trama di  relazioni false, di contatti vuoti, di fittizia socialità, non riusciamo più a vedere e  a capire la solitudine vera e la sofferenza autentica che si dispiegano sotto i nostri occhi: non sappiamo vedere, forse non vogliamo vedere. Con la sua morte Francuccio ci ha avvertiti: dobbiamo riconsiderare dalle radici il nostro modo di stare con gli altri, tra gli altri, dobbiamo imparare di nuovo ad ascoltare, ad osservare, e a rispettare il valore assoluto di chi ci sta di fronte. Non ci resta molto tempo per tornare ad essere persone.  

Pomigliano d’Arco, cento biciclette da sorteggiare tra i cittadini

Cento biciclette in regalo, un incentivo per lasciare l’auto a casa. Sono cento le biciclette che la TMP srl, concessionaria del servizio di gestione delle aree di sosta a pagamento in città, metterà quest’anno a disposizione del Comune di Pomigliano d’Arco. «Le biciclette saranno regalate ai cittadini – dice il sindaco Russo – basterà farne richiesta all’ufficio politiche sociali. Tra gli interessati, se dovessero essere per quest’anno più di cento, sarà svolto un sorteggio in luogo pubblico». Altre cinquanta biciclette saranno assegnate ogni anno. «Una mobilità efficiente è tra i fattori che rendono le città più «smart» e le fanno apprezzare come più vivibili – dice l’assessore Mattia De Cicco – ed è per questo che tentiamo di incentivare i cittadini all’uso del mezzo a due ruote, nel rispetto dell’ambiente e per una città più a misura d’uomo». La «dotazione» in biciclette arriva dopo i ripetuti atti di vandalismo che hanno impedito la crescita del servizio di bike sharing, una soluzione che va ad “affidare” direttamente ai cittadini la custodia del mezzo a due ruote che diventerà di proprietà di chi si vedrà assegnare, previa manifestazione di interesse, una delle biciclette.

Il “reddito d’inclusione”

Il “reddito d’inclusione” è diventato finalmente legge dello Stato con l’approvazione in via definitiva da parte del Senato, dopo il sì della Camera alla fine del luglio dello scorso anno. Arriviamo per ultimi in Europa, ma va pur sottolineato che per la prima volta si interviene contro la povertà assoluta con una misura strutturalmente inserita nel bilancio dello Stato e unica su tutto il territorio nazionale. Insieme al reddito è prevista una serie di servizi alla persona, di cui pure la legge dispone il riordino, nell’ambito di un piano personalizzato per ciascun nucleo familiare, rivolto a incentivare l’inclusione sociale. Con l’impegno a seguire corsi di formazione per favorire la ricerca di un lavoro, per esempio, o a mandare i figli a scuola e a vaccinarli. Il provvedimento viene presentato come universale, ma in concreto non lo è perché – stante la limitatezza delle risorse – arriva a coprire poco più di un terzo dei potenziali destinatari. Quindi i beneficiari saranno individuati prioritariamente tra i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza o con disoccupati con più di 55 anni. Per gli stranieri sarà richiesto il requisito di un minimo di durata della residenza sul territorio nazionale. L’erogazione sarà subordinata alla “prova dei mezzi”, quindi si terrà conto dell’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), dell’effettivo reddito disponibile e degli indicatori della capacità di spesa. Saranno i Comuni, con il monitoraggio nazionale del ministero del Lavoro e il contributo dell’Inps, a gestire operativamente il reddito. Quella approvata – e bisogna dirlo – è una legge-delega e quindi per conoscere tutti i dettagli bisognerà attendere i decreti attuativi del governo. E noi ci auguriamo che i tempi di attuazione siano rapidissimi. Del resto è già in atto una sperimentazione compiuta con il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) che da settembre ha coinvolto circa 200mila famiglie, soprattutto al Sud. Come il Sia, anche il reddito si materializzerà in una carta. L’importo dovrebbe passare dai 400 euro mensili del Sia a 480 e soprattutto si allargherà la platea dei beneficiari: la stima per il 2017 è di circa 400 mila nuclei familiari, pari a un milione e 700mila persone. Non sono poche, ma quelle in condizione di povertà assoluta sono quasi il triplo: 4 e 600mila. Dal ministero fanno notare che il reddito sarà un’uscita stabile nel bilancio dello Stato, non un investimento temporaneo destinato a rientrare. Però la sproporzione è così forte che non si può non chiedere alle istituzioni uno sforzo di gran lunga maggiore. E’, questo, certamente un buon punto di partenza. È stato calcolato che occorrerebbero almeno 7 miliardi di euro per aggredire in modo sostanziale il problema. Un impegno finanziario arduo, per i nostri conti pubblici, ma non impossibile. Questione di priorità. Un vero Piano nazionale contro la povertà  diventerà il banco di prova di quel che davvero si intende fare su un fronte decisivo per la qualità umana e civile di un Paese. A me sembra che questa legge delega sulla povertà segni un momento significativo nel nostro Paese. Da tempo anche le associazioni cattoliche che sono impegnate nel sociale e contro la povertà, avevano  evidenziato la necessità di un impianto normativo che coniughi da una parte il sostegno al reddito e l’inclusione sociale e dall’altra preveda un Piano nazionale in grado di raggiungere tutti i cittadini che versano in povertà assoluta. Perché i sussidi senza i servizi (soprattutto al Sud) scadrebbero nell’assistenzialismo, perdendo, così, il carattere inclusivo che rappresenta, invece, il punto di svolta nella lotta alla povertà e all’emarginazione sociale. Fermo restando che , a mio modestissimo avviso, solo il lavoro dà vera dignità e libertà alla donna e all’uomo di oggi.  

Pollena: la Croce Rossa e la fiaccolata anti violenza

Anche a Pollena la Croce Rossa è scesa in piazza promuovendo per la festa della donna una fiaccolata per dire no alla violenza e alle discriminazioni. L’otto marzo targato 2017 ha avuto un sapore diverso da quelli di un tempo. Non solo mimose, pochi isterismi da locali e spogliarellisti. E’ stato un otto marzo di impegno che ha urlato forte il bisogno delle donne di salvare la propria identità e il proprio valore, in casa come sul lavoro. In tutta Italia e in cinquanta paesi del mondo hanno incrociato le braccia in tante, in un unico flash-mob, marciando contro la violenza e la discrimazione, contro le troppe differenze ancora persistenti. La parità di genere è ancora agli albori, ancora troppe le vittime dell’amore malato, ancora troppe le discriminazioni, lo sfruttamento, il sessismo. La protesta ha coinvolto le principali sigle sindacali, passando dalle scuole ai servizi pubblici. In ogni piazza, un corteo, ha chiesto il diritto ad un lavoro dignitoso, il diritto fondamentale a non dover scegliere tra famiglia e carriera, il diritto ad una paga dignitosa. L’appello in questo giorno di festa, è arrivato su tutto il territorio italiano anche dalla Croce Rossa Italiana. Ci racconta che in Italia circa 7 milioni di donne hanno almeno una volta nella vita, subito violenza in tutte le sue forme, non solo quella fisica e più evidente. I casi di femminicidio ogni anno sono centinaia, senza dimenticare che le povere vittime lasciano altre piccole vittime su un campo di battaglia orribile, sono 1600 circa, gli orfani di femminicidio negli ultimi dieci anni. I centri d’ascolto della Croce Rossa, sparsi in tutta Italia sono sempre in prima linea sul fronte della sensibilizzazione, dell’assistenza e della tutela. Anche la sede di Pollena Trocchia, è scesa in piazza nel giorno della festa della donna, per celebrare le donne, e soprattutto per riflettere sulle condizioni sociali delle donne. Così, indifferenti al freddo, una dopo l’altra, fiaccole alla mano, in tante hanno risposto all’invito. Invito a stringersi e partecipare al corteo partito alle ore 18.30 da Piazza Donizetti diretto verso le principali strade e piazze della città. In varie tappe, l’occasione per raccontare una storia tra le migliaia, di una vittima di femminicidio, l’occasione per ricordare quanto le donne contino all’interno della società e delle istituzioni, fino ad arrivare ad uno dei momenti più toccanti, l’ascolto di due poesie composte e recitate da uno dei volontari dell’associazione Graffito D’Argento Giovanni Follica, e dalla volontaria della Croce Rossa Mariarca Grande. Le istituzioni sono state presenti e sostenitrici «Ringraziamo particolarmente il Comune di Pollena e il sindaco Francesco Pinto, l’associazione Graffito D’argento, la Protezione Civile Fire Fox e l’Italservice, per il supporto che ci hanno dato- sottolinea Francesco Mignano volontario della Croce Rossa. Ognuno è stato fondamentale» Dalle istituzioni Momenti di riflessione «Siamo tutti responsabili di quello che succede nella società, verso le donne, dei maltrattamenti, della violenza- ha sottolineato l’assessore Margherita Romano- dobbiamo partire dalla scuola dell’infanzia per insegnare il rispetto verso le donne e gli altri. Ben vengano certe manifestazioni che ricordano che le donne vanno rispettate, che le donne sono i pilastri della società». Anche il sindaco Pinto associatosi alle parole dell’assessore Romano, ha voluto aggiungere «Sono momenti come questi che sottolineano quanto queste giornate debbano essere vissute come spunti di riflessione. Approfondimenti sull’attualità, sulle violenze. Ognuno deve compiere uno sforzo per sensibilizzare la società. Grazie a tutte le associazioni che hanno supportato questo momento e a tutti quelli che vi hanno partecipato» ha infine concluso. L’incontro, un modo per celebrare senza dimenticare tante problematiche, è stato anche occasione per promuovere lo sportello di ascolto presente sul territorio. Per ricordare fiori e festeggiamenti a parte, che le donne vanno rispettate oltre che festeggiate, sempre.

Afragola. Beni confiscati, sabato «Pianta un albero per la legalità» in masseria

Il Sindaco Tuccillo: un gesto simbolico, ma concreto contro le intimidazioni. Sarà aperta a tutti i cittadini sabato 11 marzo, a partire dalle ore 9, la masseria Antonio Esposito Ferraioli per una giornata dedicata alla rinascita dei beni confiscati con l’iniziativa «Pianta un albero per la legalità». Una risposta al furto registrato nelle scorse settimane di 400 alberi dai terreni della masseria affidata in novembre dal Comune di Afragola al Consorzio Terzo Settore, grazie a un apposito Regolamento sui beni confiscati alla camorra approvato in Consiglio comunale. L’Amministrazione e l’associazione «Sott’e’ncoppa», le cooperative «L’uomo e il legno» e «Radio Siani» e la Cgil che insieme lavorano al riutilizzo per scopi sociali della masseria confiscata dallo Stato al clan Magliulo, coinvolgeranno i cittadini e le scuole del territorio nella riconquista simbolica dei terreni, piantando insieme gli «alberi della legalità». Un’azione concreta che servirà a far rifiorire i terreni intorno alla masseria e consentirà a tutti di visitare uno dei beni confiscati più importanti per estensione dell’intera Città Metropolitana. «Vogliamo rispondere con un gesto simbolico, ma allo stesso tempo concreto, al vile attacco subìto dai volontari impegnati nella rinascita della masseria» dichiara il Sindaco, On. Domenico Tuccillo. «L’affidamento e la rinascita dei beni confiscati è un impegno difficile, ma fondamentale, che affianca l’attività delle forze dell’ordine, confermando i valori della legalità e del rispetto della legge. Per questo Afragola è stato uno dei primi comuni in Campania a dotarsi di un regolamento specifico per poter procedere all’affidamento dei beni confiscati. Tutti insieme – conclude il primo cittadino – pianteremo, in quella che sarà una giornata di festa, gli alberi della legalità al fianco dei volontari del Consorzio Terzo Settore che lavorano per far rinascere la masseria».  

San Vitaliano.   VIII edizione Premio Artisti Per La Pace, i vincitori del concorso saranno premiati l’11 marzo  

Sabato 11 marzo, presso il Teatro Comunale di San Vitaliano (NA), alle ore 19:00, saranno premiati i vincitori dell’VIII edizione del Premio Artisti Per La Pace – Città di San Vitaliano. Promossa dal Sindaco di San Vitaliano Antonio Falcone e dall’amministrazione del comune, l’ottava edizione del Premio Artisti Per La Pace vedrà la sua conclusione il giorno sabato 11 marzo durante la serata di premiazione dedicata ai vincitori e ai menzionati speciali. Presso il Teatro Comunale di San Vitaliano (NA), alle ore 19:00, di fronte al comitato di eccellenza composto dal Professore Francesco D’Episcopo, già Professore ordinario di Letteratura Italiana presso l’università UNINA; la Dottoressa Carmela Maietta, giornalista per Il Mattino Napoli; la Dottoressa Esther Basile, la Dottoressa Lucia Stefanelli, la Dottoressa Maria Rosaria Rubulotta, appartenenti all’Istituto di Studi Filosofici di Napoli, saranno premiati i vincitori e i menzionati speciali del concorso. Sono oltre 200 le opere di prosa, poesia, disegno, fotografia e scultura, pervenute presso il Comune di San Vitaliano, segno della grande partecipazione ottenuta per questa ottava edizione. Il Comune di San Vitaliano, impegnato nella divulgazione della cultura in tutte le sue forme, con questo importante evento, ha voluto dare spazio ai temi della pace, della giustizia sociale, della non violenza, della libertà, dei diritti umani, dell’autodeterminazione dei popoli e della solidarietà nelle sue molteplici espressioni, grazie al talento e attraverso la partecipazione di artisti provenienti da tutta Italia, al fine di rendere il Premio Artisti per la Pace Città di San Vitaliano, un momento di comunione, unione e soprattutto di scambio costruttivo d’idee che porti ad una seria e duratura divulgazione di un messaggio di pace utile agli uomini e alla comunità. La serata di sabato 11 marzo sarà presentata da Raffaele Ariora e Marsia Serpico, e vedrà alternarsi sul palco le personalità del territorio, il comitato di eccellenza e i vincitori del premio, nonché i menzionati. Oltre alla premiazione, spazio sarà dato anche alla musica e alla danza, espressioni artistiche, eccellenze del territorio di San Vitaliano e limitrofo, con la partecipazione della bravissima cantante Nadia Grace, e all’Accademia di danza “Danzart”.

Napoli, torna il sabato di “Nati per leggere”

Come ogni secondo sabato mattina del mese riprende l’appuntamento con le storie a #bassavoce di Nati per Leggere Campania che da marzo 2017 viaggeranno nelle valigie a spasso per la città raggiungendo, sabato 11 marzo 2017, il cortile della Fondazione Banco di Napoli. Dopo la chiusura del punto.Lettura NpL PAN in tanti hanno offerto generosamente accoglienza a Nati per Leggere. Anche la Fondazione Banco Napoli, ritenendo imprescindibile l’azione del programma nazionale di promozione della lettura in famiglia in età precoce, radicata ormai efficacemente sul territorio cittadino da tanti anni, ha espresso la disponibilità a sostenere la ripresa delle attività mettendo a disposizione lo spazio adeguato ad un primo incontro del Sabato di Nati per Leggere. Dichiara Tiziana Cristiani, referente regionale Nati per Leggere Campania: “Siamo molto grati a tutti coloro – associazioni, enti di rilievo nazionale, fondazioni, scuole, ma anche privati cittadini – che hanno manifestato accoglienza a Nati per Leggere Campania, esprimendo in questo modo il radicamento del programma sul nostro territorio, il riconoscimento di un’azione educativa e sociale che negli anni ha prodotto già piccoli cambiamenti nelle abitudini di vita delle famiglie, il bisogno di luoghi permanenti di socialità e condivisione per le famiglie di bambini molto piccoli in cui in libro e la lettura siano strumento di promozione della salute e di una modalità di relazione profonda tra bambini e genitori”. Il Presidente della Fondazione, Daniele Marrama, commenta: “Siamo lieti di ospitare un’iniziativa che contribuisce a promuovere lo sviluppo culturale e sociale del Mezzogiorno, obiettivo che la nostra Fondazione persegue per statuto. Lo fa tra l’altro coinvolgendo i bambini insieme alle loro famiglie, innescando un circolo virtuoso che contribuisce a creare valore all’interno della comunità.” L’appuntamento per tutte le famiglie con bambini di età compresa tra 0 e 6 anni è per sabato 11 marzo, dalle 11.00 alle 13.00, nel cortile della Fondazione Banco di Napoli in via dei Tribunali 213. In caso di cattivo tempo le letture si sposteranno nel salone d’Archivio, al terzo piano di Palazzo Ricca.   DIRITTO ALLE STORIE – Nati per Leggere è un Programma nazionale di promozione della lettura in età precoce (0/6 anni) e di protezione dallo svantaggio socio culturale e dalla povertà educativa, che dal 1999 anni mobilita risorse locali e attiva volontari nelle situazioni più diverse del nostro Paese. Il cuore del Programma è la lettura in famiglia, intesa come momento che crea relazione e intimità tra adulto e bambino. Le ricerche scientifiche dimostrano come leggere a voce alta, vicini, ponendosi in quella relazione speciale e dal forte impatto emotivo che è la lettura condivisa, in età precoce e con continuità, contribuisca positivamente ad un significativo sviluppo cognitivo, linguistico e relazionale del bambino. Come per tutti gli interventi precoci, quanto prima si interviene maggiori e più durevoli sono i benefici nel corso della vita. Per questo iniziare a leggere costantemente ai bambini da piccolissimi – e prima ancora nella pancia della mamma! – costituisce un “fattore di protezione” e una opportunità per la costruzione dello sguardo sul mondo.   IL PROGRAMMA Nati per Leggere – Promosso dall’alleanza tra l’Associazione Culturale Pediatri ACP, l’Associazione Italiana Biblioteche AIB e il Centro per la Salute del Bambino onlus CSB, con il coinvolgimento della società civile espressa dai volontari, Nati per Leggere è un Programma di comunità che ha l’obiettivo di raggiungere tutte le bambine e i bambini e di tutelare il loro diritto alle storie, garantendo – anche nelle situazioni più difficili – l’accesso ai libri di qualità e ai luoghi di lettura come segno di democrazia ed equità sociale. Per questo Nati per Leggere punta a colmare le distanze e a coinvolgere tutte le famiglie, specialmente quelle più difficilmente raggiungibili e vulnerabili, per offrire opportunità di sviluppo  cognitivo, relazionale e sociale fin dai primi mesi di vita. Il Programma si avvale di una rete di operatori sanitari, socioeducativi, culturali, e vede la centralità delle figure dei pediatri, dei bibliotecari e degli educatori, insieme a tutti gli altri professionisti che si occupano dell’infanzia e delle famiglie. Nati per Leggere è per dimensioni il terzo programma su scala internazionale dopo quello americano, Reach Out and Read, e quello inglese, Bookstart, e coinvolge circa 10.000 tra operatori dei settori sanitario, culturale e socio-educativo e lettori volontari. Si stima che in quindi anni almeno un bambino su quattro in Italia sia stato raggiunto dalle iniziative di Nati per Leggere attraverso più di 600 progetti locali diffusi in tutta Italia e gestiti dai Coordinamenti regionali.  

Napoli. Al via “Occhio ai bambini”, campagna di prevenzione contro le malattie oculari

L’iniziativa, che prenderà il via il prossimo 13 marzo, è rivolta a tutti i bambini che frequentano la prima elementare. La Sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (I.A.P.B. Italia ONLUS), in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di rilievo nazionale Santobono, Pausilipon Annunziata, con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli, organizzano dal 13 marzo all’8 aprile 2017 la campagna di prevenzione delle patologie oculari rivolta ai bambini frequentanti la classe prima elementare.     A partire da lunedì 13 marzo, l’unità mobile dell’Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti di Napoli, attrezzata con un ambulatorio oftalmico,  sarà presente in diverse scuole della Provincia di Napoli, consentendo a circa 750 bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni di essere sottoposti ad una  visita oculistica  completamente gratuita. “Questa iniziativa”, afferma il Presidente della Sezione UICI di Napoli Mario Mirabile, “nasce dalla consapevolezza che in Italia, nonostante le diverse campagne informative di profilassi visiva, esistono ancora sacche di popolazione dove la cultura della prevenzione non è pienamente arrivata e il progetto “Occhio ai bambini”, attraverso l’informazione e un controllo visivo, mira proprio a tutelare la vista dei più piccoli”.   L’obiettivo del cheek up è l’individuazione precoce delle patologie, che interferiscono con il processo di acquisizione dell’immagine compromettendo un normale sviluppo dell’apparato visivo. Vi sono, infatti, anomalie visive che si presentano precocemente e che possono rimanere sconosciute: prime fra tutte, l’ambliopia (“occhio pigro da non uso”). Come è noto, non sempre i bambini riferiscono di avere dei disturbi; invece, sottoponendo loro ad un esame che prevede dei semplici test di valutazione del normale sviluppo dell’apparato visivo, del suo corretto funzionamento sia in termini di acuità visiva che di motilità, ogni anomalia che si presenti può essere corretta precocemente evitando che permanga per tutta la vita.   L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, da tempo è impegnata a portare avanti progetti tesi alla prevenzione delle patologie oculari, che se non diagnosticate tempestivamente, possono causare danni a volte irreparabili. L’Unione Ciechi e gli oculisti dell’Azienda Ospedaliera di rilievo Nazionale SantobonoPausilipon Annunziata, “portano avanti progetti di prevenzione in età pediatrica nella convinzione che Lo screening delle malattie oculari in età pediatrica è di grande importanza per la prevenzione di molte patologie, curabili solo se precocemente individuate”. Gli oculisti, volontari, se malauguratamente dovessero riscontrare disturbi dell’apparato visivo, provvederanno ad informare gli insegnanti e i genitori e ad indicare loro le strutture pubbliche di riferimento.   Nelle sotto elencate scuole e nelle rispettive date verrà svolta l’attività di prevenzione: –         13, 14 e 15 marzo 2017 Istituto Comprensivo “Socrate – Mallardo” di Marano di Napoli; –         16 e 17  marzo 2017 Istituto Comprensivo “Giancarlo Siani”  di Torre Annunziata; –         20 e 21 marzo 2017 Istituto Comprensivo “Sulmona – Leone” di Pomigliano D’Arco; –         22 e 23 marzo 2017 Istituto Comprensivo “Donizetti – Viviani” di Pollena Trocchia; –         24 marzo 2017 Istituto Comprensivo “S. Domenico Savio” di Terzigno   Dal 27 al 31 marzo la campagna si svolgerà in istituti scolastici individuati dalla IV Municipalità di Napoli (Poggioreale, Gianturco, zona industriale, Vicaria), mentre dal 3 al 7 aprile in istituti scolastici individuati dalla VI Municipalità di Napoli (San Giovanni, Barra Ponticelli).