Vesuvio Cup, scuola da Blengini

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Il 27 maggio il direttore tecnico azzurro terrà un corso con i coach campani di ogni ordine e grado. Sul sito www.fipavcampania.it tutte le modalità di iscrizione all’importante stage formativo

Il presidente del C.R. Campania, Ernesto Boccia: “Occasione unica per tutto il settore tecnico”    

Prosegue la marcia di avvicinamento alla Vesuvio Cup in casa C.R. della Fipav Campania. Il grande appuntamento internazionale di volley che vedrà impegnate le nazionali maschili di Italia, Argentina e Giappone dal 27 al 29 maggio al PalaBarbuto di Fuorigrotta, sarà accompagnato da una serie di eventi collaterali che coinvolgeranno tutta la grande famiglia della pallavolo campana. Il Settore Tecnico del C.R. della Fipav Campania è, a tal proposito, lieto di comunicare che il giorno 27 maggio alle ore 15 presso il Centro Congressi dell’American Hotel di Agnano (via Antignana N°15), il CT della nazionale italiana, Gianlorenzo Blengini, incontrerà i tecnici di ogni ordine e grado campani per un importante stage formativo. Sul sito www.fipavcampania.it i tecnici interessati potranno verificare le modalità di iscrizione al corso.

“I tecnici campani avranno la possibilità di lavorare con il CT dell’Italia, Chicco Blengini – ha dichiarato il presidente del C.R. della Fipav Campania, Ernesto Boccia – e questa è un’altra grande vittoria per tutto il nostro movimento. Sarà molto più di un corso di aggiornamento, ma piuttosto si tratterà di un confronto tra il vertice assoluto del settore tecnico della Fipav e la base, un momento insomma di contatto tra il centro e la periferia per crescere tutti assieme puntando un’unica direzione tecnica”.

Per promuovere questo importante Corso di Aggiornamento, il C.R. della Fipav Campania, regalerà agli iscritti due ingressi alla Vesuvio Cup. I tecnici che parteciperanno al corso del CT Blengini riceveranno un biglietto (tribuna laterale) per Italia-Giappone (domenica 28 maggio ore 19) ed un biglietto (tribuna laterale) per Giappone-Argentina (lunedì 29 maggio ore 20).

 

Pcma, il partner tecnico nuovo socio di maggioranza

Il partner tecnico “Prima sole components” è il nuovo socio di  maggioranza di Pcma. Entro agosto è prevista l’ultimazione del passaggio a Gricignano di 250 lavoratori di Napoli. A darne notizia è il segretario generale della Fim-Cisl di Napoli, Biagio Trapani. Lo ha fatto al termine di un incontro tra azienda e sindacati convocato per discutere del reimpiego dei lavoratori della Pcma di Napoli. “La prima parte della vertenza di Pcma (ex Marelli di Napoli) sarà completata entro agosto – esordisce il sindacalista – con il completamento del passaggio a Gricignano di almeno 250 lavoratori “. “Bisogna continuare per arrivare alla piena occupazione anche del sito di Napoli” è l’esortazione di Trapani. Sul nuovo assetto della compagine societaria, dichiara: “La novità importante è anche l’entrata in società del partner tecnico con una quota di maggioranza, società che fa capo al vice presidente di Confindustria nazionale, il dottor Stirpe”. La Fim-Cisl di Napoli ha riferito di aver chiesto e ottenuto la presenza del nuovo socio di maggioranza nei prossimi incontri con la direzione di Magneti Marelli, “per discutere anche con lui lo stato dell’avanzamento degli impegni”. L’obiettivo della federazione dei metalmeccanici della Cisl è “di proseguire un confronto ancora più serrato nei prossimi mesi, per valutare i volumi di Cassino, in modo da valutare ulteriori inserimenti di lavoratori presso il plant di Gricignano in grado di alleggerire il sito di Napoli che attraverso l’inserimento di nuove attività portarlo in tempi brevi alla piena occupazione ed alla fine di una vertenza che oramai va avanti dal 2008”.

L’ipocrisia del calcio alla quale Sarri non sa adeguarsi. E la papera di Buffon di cui nessuno parla

Il Napoli vince largo a Torino ma il dibattito giro tutto intorno alle parolacce del mister azzurro. Una premessa doverosa: Maurizio Sarri è già ricco. Spulciando siti a caso si evince che guadagna più di un milione all’anno. Non è ai livelli di Allegri e nemmeno di Spalletti ma uno come lui, sempre attento alle parole (e anche alle parolacce) doveva meglio spiegare il concetto. Doveva dire: “Vorrei arricchirmi di più”. Specificato questo, è davvero ridicolo che l’allenatore di una squadra che vince 5 a 0 in casa del Torino e che fa il pieno di bel gioco e risultati debba essere intervistato su un presunto litigio con il presidente De Laurentiis, peraltro nato per dichiarazioni a distanza. Ed è vergognoso che a questo giochino stupido partecipi Riccardo Ferri (e in parte anche Di Livio): gente che ha giocato a calcio e dovrebbe essere interessata a parlarne, a divulgare concetti tecnici a beneficio di noi poveri tifosi comuni mortali. E invece no: “Il calcio inizia a dare alla testa”, dice Di Livio commentando Sarri che abbandona lo studio Mediaset dopo aver condito il suo saluto con una parolaccia. Parolaccia che Ferri si preoccupa pure di stigmatizzare, sottolineando che a lui queste espressioni non piacciono. Ammettiamolo, è la fiera dell’ipocrisia: e Sarri sbaglia a non adeguarsi, ma sta tutto lì il suo errore. Tanto più che la domenica calcistica non verrà ricordata né per la manita al Torino né per l’addio brusco allo studio Mediaset dell’allenatore azzurro. Ricorderemo, invece, questa domenica di fine campionato come quella in cui Buffon fece una papera. Un’incertezza? Un errore di valutazione? Una distrazione? Chiamatela come volete, in ogni caso trattasi di papera. E dubito che qualcuno si sia preso la briga di chiedergli conto.

Somma Vesuviana, testimone di giustizia scrive al viceministro Bubbico sul “caso Somma”

Riceviamo e pubblichiamo, da Gennaro Ciliberto- testimone di giustizia – la lettera che lui stesso ha indirizzato al Vice Ministro dell’Interno
Egregio. Vice Ministro Sen.Bubbico,
Le scrivo come cittadino Sommese nonché testimone di giustizia: nella mia amata città l’undici di Giugno 2017 dovrebbero svolgersi le elezioni comunali, uso il condizionale poiché in questi ultimi giorni la democrazia ha subito un vero e proprio attacco. Più di una lista ha dato la resa, una resa però alla luce degli ultimi eventi non politica ma costretta da intimidazioni e altro.
Organi di stampa hanno riportato le dichiarazioni dell’On. Mocerino già presidente della commissione anticamorra in Regione Campania, nelle dichiarazioni si parlava di clima ostile e intimidazioni.
Tanto che L On.Mocerino ha portato a conoscenza di tutto il Prefetto di Napoli.
Intimidazioni che hanno addirittura portato alla resa il candidato Pd dott.Bianco e la ritirata del simbolo e della lista PD.
Egr.Sen.Bubbico, tali circostanze ora al vaglio dei carabinieri portano un intera popolazione a porsi una domanda.
La risposta la deve dare lo Stato la prego vivamente di interessarsi alla vicenda nel suo ruolo istituzionale,non possiamo permetterci di lasciare dubbi sulla’ espressione democratica del voto.
Non possiamo non scoprire ove ci fosse un interesse della camorra ad entrare nella vita politica.
Non si può accettare che un partito come il PD si arrenda.
Lei sa bene la stima che ho nei suoi confronti Somma Vesuviana non può essere abbandonata.
Il popolo di Somma non merita questo.
Con eterna gratitudine
Ciliberto Gennaro
Testimone di Giustizia

Somma Vesuviana, la città degli «amanuensi»

Lettere anonime e lettere firmate, esposti veri ed esposti firmati con nomi di persone reali che però non ne sanno nulla e prendono le distanze, scritti di testimoni di giustizia e missive di chi si erge a critico letterario, notista politico, editorialista e…chi più ne ha più ne metta  La notizia positiva è che a Somma Vesuviana, e nei paesi vesuviani in generale, si scrive molto. Soprattutto durante il periodo delle elezioni. I giornali hanno di certo un osservatorio privilegiato e il polso della situazione, in quanto destinatari di ogni scritto: dalle lettere anonime a quelle firmate. Ebbene, quelle anonime si sprecano: negli ultimi giorni un anonimo che si firma «Egidio Capasso», con grande sdegno dell’unico omonimo sommese che smentisce categoricamente di avere qualcosa a che fare con le lettere che stanno circolando, ha accusato un candidato sindaco di abusivismo edilizio, un esponente delle forze dell’ordine di essere al soldo di un candidato sindaco nonché di essere in affari per impianti di carburante e sale scommesse e un secondo candidato sindaco di promettere posti di lavoro e molto altro. Le lettere anonime sono per definizione la peggiore espressione dell’animo umano e dunque – giacché c’è chi sta indagando in merito agli estensori di queste dosi di veleno – non ne commentiamo il contenuto e non ne pubblicheremo mai nessuna: l’unica delle tre al momento note è stata diffusa da questa testata per un solo motivo, ossia che il destinatario delle accuse (l’ex sindaco Piccolo) ha voluto replicare pubblicamente diffondendola di sua sponte anche sul suo profilo Facebook. Ma altre lettere invadono quotidianamente le nostre caselle mail, altri fake si affacciano sui social pensando di essere furbi (se le forze dell’ordine intendono accertare chi siete, state certi che ci riusciranno)  e poi c’è invece chi si firma: nelle ultime ore sono giunte in redazione tre missive che sarà poi il direttore di questa testata a decidere quando e se pubblicare: la prima se la prende con i media (che novità…) accusando le testate locali di non aver dato il giusto spazio e peso ad un cittadino sommese che ha di recente ritirato un premio internazionale, ebbene da qualche modesta ricerca ci rendiamo conto che le cose non stanno proprio così, ma ricordiamo che i giornali – che si tratti di quotidiani o magazine on line – si occupano di tutto e che l’offerta variegata (politica, cronaca nera o rosa, cultura e sport e via di seguito) corrisponde alla richiesta altrettanto variegata. Chi si indigna sui social commentando l’ultima prodezza di Belen, quel pezzo è andato a leggerlo, ha perso due minuti del suo tempo anche a dire la sua invece, per esempio, di andarsi ad informare sulle ultime scoperte scientifiche relative al Bosone di Higgs. Di conseguenza, l’accusa che ci viene mossa, dandoci peraltro l’appellativo di «blog cittadini», con tutto il rispetto per i blog la troviamo poco calzante: per citarne l’autore diciamo che ci interessa sì, capire se qualcuno vincerà le amministrative al primo turno (poco probabile), se qualcuno che ha ritirato la lista si schiererà con qualcun altro e se l’ex sindaco scenderà di nuovo in campo (si è distratto, caro lettore, c’è già da tempo) ma sul suo «non c’è tempo di celebrare ragazzi prodigiosi» non ci stiamo. Perché è vero, come dice, che la notizia (del premio, non della residenza dei suoi vincitori) è stata pubblicata da molte testate italiane e non, ma è vero anche che qualche testata vesuviana gli ha dedicato un’intervista e che il protagonista in questione, cui facciamo con orgoglio territoriale i nostri migliori auguri, non ha avuto evidentemente accanto chi si è preoccupato di “informare”. Ma, polemiche poco appassionanti a parte, ne daremo conto con piacere e gioia. Un’altra lettera giace nella casella postale del mediano.it: è del testimone di giustizia Gennaro Ciliberto e dà conto di un’altra missiva che lui stesso ha inviato al viceministro Bubbico e in cui lo pungola incitandolo ad accertare se dietro quanto accaduto di recente a Somma Vesuviana ci sia la camorra. Anche la decisione in merito alla pubblicazione di quest’ultimo scritto spetta al direttore Carmela D’Avino, e sarà lei a prenderla, ma riteniamo che – più che la domanda certamente da diffondere – sia interessante conoscere la risposta, ove ci fosse, del viceministro al quale Ciliberto ha più volte scritto in occasioni diverse. C’è poi un’altra lettera ancora, con accuse pesanti ai danni di un funzionario del Comune di Somma Vesuviana e di riflesso anche al commissario prefettizio, pure per questa deciderà il direttore. E dunque non scenderemo nei dettagli in questo editoriale che ha unicamente lo scopo di far notare sommessamente, soprattutto in ordine agli scritti anonimi, come le campagne elettorali tirino fuori il peggio. Tutti i cittadini indignati che si sfogano sui social con parole spesso violente indirizzate all’uno o all’altro candidato hanno nelle mani un’arma potente, non vigliacche missive anonime: la matita, la scheda. Se tutti sceglieranno con coscienza – e non per ottenere vantaggi e prebende per sé o per i parenti, non per amicizia, non per simpatia, non perché uno dei candidati è più bello o più gentile – la democrazia ne beneficerà. E anche Somma Vesuviana. Una piccola nota: se voi, lettori/cittadini/elettori siete a conoscenza di notizie di reato, è ovvio che un giornale serio sia pronto a dar voce a tutti. Ma contestualmente e con la stessa sollecitudine che mettete nell’estendere pagine di denunce al curaro, andateci davvero dalle forze dell’ordine. Per il resto, auguriamo una serena campagna elettorale a ciascuno dei cinque candidati sindaco, a ciascuno dei candidati al consiglio comunale. Senza accuse anonime ma con una competitività leale ed accesa che siamo pronti a convogliare in un confronto pubblico, se tutti i cinque accetteranno. Post scriptum, agli amanuensi cittadini, un umile e piccolo suggerimento letterario, chicca che d’ora in avanti tenteremo di inserire quale nostra caratteristica in ogni articolo o intervista, contribuendo così alla diffusione della letteratura. Il libro del giorno che ci sentiamo di consigliare è «Signor Malaussène» di Daniel Pennac. Fateci sapere se vi è piaciuto.  

Sant’Anastasia, albicocca vesuviana: la Pro Loco dell’Arco e le procedure per la tutela IGP

  Domani, martedì 16 maggio alle ore 18, presso la Sala Convegni in piazza IV novembre, saranno presentate le iniziative che la Pro loco Dell’Arco – Sant’Anastasia, insieme alle pro loco degli altri comuni vesuviani, intende mettere in campo per far sì che l’albicocca vesuviana ottenga la certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta). L’acronimo IGP indica un marchio di origine che viene attribuito dall’Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata. Per ottenere la IGP almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area. Chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo. Per spiegare quale sarà l’iter e i soggetti coinvolti, all’incontro saranno presenti la consigliera regionale Enza Amato; il consigliere comunale di Sant’Anastasia Raffaele Coccia; il dott. Filippo Diasco (Direttore Generale Settore Agricoltura Regione Campania); Agostino Casillo (Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio) e i presidenti delle Pro Loco dell’Arco – Sant’Anastasia, Pro Loco Somma Vesuviana, Pro Loco Ottaviano, Pro Loco Pollena Trocchia e Pro Loco San Sebastiano al Vesuvio. “L’albicocca è un prodotto che per anni è stato al centro dell’economia del nostro paese, ma, per vari motivi, non si è mai riusciti a salvaguardarla con una certificazione di qualità”- afferma il consigliere Raffaele Coccia, che continua – “Oggi come reazione alla globalizzazione, vi è una riscoperta del territorio e dei prodotti tipici e noi dobbiamo fare in modo che i nostri prodotti entrino in questi circuiti che valorizzano, anche dal punto di vista economico, i prodotti e i produttori”. Gli organizzatori invitano tutta la cittadinanza, i produttori e le associazioni a partecipare.  

Nola, apertura straordinaria dei mausolei funerari di Via Polveriera

L’edizione 2017 del “Maggio dei monumenti e della cultura nolana”, promossa dall’assessorato ai Beni Culturali del Comune di Nola guidato dall’arch. Cinzia Trinchese, continua nel segno della storia e dell’archeologia. Domenica 14 alle ore 11 sarà possibile visitare, per la prima volta, i monumenti funerari di Via Polveriera a Nola. Più noti come “le torricelle”, questi mausolei di età romana sorgono in un’area ricca di sepolture che vanno dalle origini della città fino all’età tardo antica. La loro forma così particolare, già a partire dal XVIII secolo, suggerì la popolare definizione di “torri”.”Funus et monumentum nella Nola romana”, il percorso guidato ideato dall’associazione Meridies, permetterà ai visitatori di conoscere da vicino alcuni aspetti della complessa ritualità legata al mondo dei defunti. “L’evento, realizzato anche grazie alla disponibilità della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, – ricorda Michele Napolitano, presidente di Meridies- è rivolto a tutti coloro che amano scoprire le bellezze del territorio, i luoghi meno noti della Nola vetus attraverso un racconto capace di rievocare e affascinare”.  

Contrabbando, controlli dei militari: sequestri e denunce nel Napoletano

A Villaricca, nel Napoletano,  servizi dei carabinieri contro il falso e il contrabbando di sigarette. Scattano denunce e sequestri per contrastare la contraffazione di marchi e la vendita di tabacchi lavorati esteri. I militari hanno denunciato una coppia di Calvizzano, un 38enne già noto alle forze dell’ordine, attualmente agli arresti domiciliari, e la moglie 39enne, incensurata. A seguito di una perquisizione nel loro domicilio sono stati sorpresi in possesso di merce con marchio falso verosimilmente in attesa di essere messa in vendita (103 paia di scarpe, 66 completi maglia e pantaloncino -, 31 orologi e 35 profumi). Trovati e sequestrati anche pantaloni, maglie e camice di provenienza illecita. Denunciati anche una 67enne di Villaricca e un 43enne di Quarto, entrambi già noti alle forze dell’ordine, sorpresi a vendere sigarette di contrabbando e in possesso, complessivamente, di 344 pacchetti di varie marche privi del bollino del Monopolio di Stato.(ANSA).

Il pesce bandiera con la pasta ti rende tanto educato e cortese che avresti ispirato M.me De Scudèry. Ma il rimedio c’è…

M.me De Scudèry  disegnò, a metà del ‘600, una mappa della fantastica Terra della Gentilezza. Secondo la leggenda, la carne del pesce bandiera, “la signorina del mare”, ispira educazione e cortesia. Ma poiché non è giusto essere educati con tutti, anche con i maleducati, è necessario attenuare questa “virtù” del pesce con l’aspro vigore delle olive nere, che Biagio aggiunge alla ricetta di Ilaria Polito.    Ingredienti: gr.500 di mezzi paccheri di Gragnano; gr. 300 di pesce  bandiera; 200 gr. di pomodori di Pachino; peperoncini verdi; olive nere; olio d’oliva; aglio.Si taglia a dadini il pesce bandiera precedentemente sfilettato e si fa scottare in padella con l’olio e l’aglio leggermente imbiondito. Si aggiungono poi i pomodorini tagliati anch’essi a pezzetti. Il tutto si fa cuocere per poco, giusto per scottare anche i pomodori. Intanto si cuoce la pasta ( mezzi paccheri di Gragnano ) e si aggiunge un po’ di acqua di cottura nel sughetto. Si scola la pasta al dente, si versa nella padella con il sughetto e si aggiungono i peperoncini verdi precedentemente tagliati a rondelle.  Il tutto si “spadella” ed il piatto è pronto. ( La ricetta è di Ilaria Polito. Su mia richiesta, e per le ragioni della psicologia culinaria, lo chef Biagio aggiunge, con i peperoncini verdi,  cinque olive nere snocciolate ).   Un argomento alla volta. A metà del sec.XVII M.me Madeleine De Scudèry disegnò una carta geografica “duTendre”, che Umberto Eco tradusse “della Tenerezza”, infilando nel vasto campo semantico della parola italiana la cortesia, la buona educazione, la delicatezza dei modi. La signora francese colloca sulla mappa tre città della Tenerezza, la Tenerezza per stima, quella per riconoscenza, e quella per inclinazione: ognuna di essa sorge su un fiume diverso. Le prime due sono precedute da villaggi che si chiamano Compiacenza, Amicizia, Bei Versi, Biglietti Galanti, Biglietti Dolci, Riconoscenza: solo la Tenerezza per Inclinazione non è preceduta da altri luoghi abitati, perché, per essere ciò che è, non ha bisogno di altro: l’inclinazione fa parte della natura dell’uomo, non dipende né dal mondo esterno, né dalle vicende della storia personale. M.me De Scudèry non poteva sapere che esiste una quarta “tenerezza”, che l’uomo trae dal consumo della carne del pesce bandiera, o pesce spatola, o pesce sciabola, o “signorina del mare”: un pesce povero e misterioso. A questa sua leggendaria virtù, di ispirare, con le sue carni, gentilezza, cortesia e sovrana compostezza di modi allusero, nel mondo antico, uno scoliaste di Ateneo, e nell’Ottocento alcuni allievi del Pitré, che sostennero di averne sentito parlare dagli arabi e dai catalani. Non spiegano, i narratori della leggenda, se la “signorina del mare”, la cui tinta celeste attenua gli effetti poco piacevoli della “cera” del muso e dei denti, ispira gentilezza a tutti coloro che ne consumano le chiare carni venate di rosa, o solo a chi  già dalla Natura è predisposto, in qualche modo, all’uso della cortesia. Non è un caso che la ricetta mi sia stata fornita da Ilaria Polito, in cui cultura, bellezza e temperamento trovano uno splendido accordo nel segno di una raffinatezza naturale, mai affettata, e di una gentilezza di modi, di tratti e di voce che si sviluppa secondo i ritmi della musica. E ora le racconterò una stranezza. Non amo la pasta al sugo di pesce: mi fermo agli spaghetti a vongole e a quelli con le cozze e con i frutti di mare. Un paio di mesi fa mi feci convincere da alcuni amici ad affrontare, a pranzo, un piatto di linguine con pesce spatola: dovetti ammettere che il sapore era gradevole. La sera e nella prima metà del giorno successivo mi capitarono due “cose” assai strane. La sera, quando mi ritirai a casa, trovai un’auto parcheggiata davanti all’ ingresso del mio garage, su cui campeggia, in bella vista, il “divieto” di sosta “notte e giorno”. Aspettai con una calma che mi sorprese: dopo mezzora si presentò un tipo con in braccio un cagnolino, mi vide, notò la mia “500” ferma accanto alla sua automobile, mi domandò sorpreso e un poco anche infastidito: mica deve entrare? E io, calmissimo e con una voce che non riconoscevo: sì, dovrei. Lui intese male il senso del condizionale, perché consumò una decina di minuti nell’accarezzare il cucciolo, nel disporlo sul cuscino che riempiva una cesta, nel sistemare e nel risistemare la culletta, nel partire con una manovra lentissima. E io aspettavo, calmo. La mattina dopo trovai su “fb” una scortese lezioncina di storia borbonica impartitami da un tale che conosceva la storia di Napoli borbonica come io conosco le regole del baseball, ma non mi smossi, mi dissi che anche lui aveva il diritto di andar fiero della sua ignoranza. Che, inoltre, non faceva male a nessuno. Ma già qualche ora dopo mi chiedevo, all’improvviso e con un fastidio che ben conoscevo, come avevo potuto sopportare, senza reagire, le due situazioni. “Allora è vera, questa storia del pesce bandiera” mi dissi: e per di più, c’era, nel piatto, anche una punta di timo, e il timo produce effetti simili. Domani Biagio preparerà la pietanza secondo la ricetta di Ilaria. Ma poiché non è giusto essere educato e cortese con tutti, anche con i maleducati, il cuoco aggiungerà una manciata di olive nere snocciolate, il cui compito sarà quello di ridurre, con il loro aspro vigore, la morbida dolcezza del pesce bandiera e di riportare sotto il controllo della volontà il flusso magico della gentilezza che promana dalla “signorina del mare”. Non voglio che mi capiti di essere cortese, arrasso sia! con  due tipi che sto aspettando, con pazienza, a uno dei varchi di “fb”…….

I “briganti” concludono il loro cammino

Si conclude il Cammino dei briganti e i nostri amici portano a termine le loro fatiche ma con un bagaglio di esperienza umana non da poco.

Ieri il cammino si è concluso con il passaggio al museo del brigantaggio e il ritiro dell’attestato del percorso. L’ultima tappa era partita dallo splendido b&b de Le Piagge, dove i proprietari, cugini di Anna e Marco dei casali di Cartore, confermano la stessa ospitalità e gentilezza di famiglia, oltre alla buona cucina.

Sosta (foto R. Caliendo)

Si è ripreso dunque il sentiero lasciato il giorno prima, dirigendosi verso il casale de Le Crete di Luca Giannotti, ideatore del cammino. Purtroppo non c’era e quindi hanno proseguito verso San Donato, altro paesino e sempre con meno di 100 abitanti, là dove hanno pranzato con della ottime salsicce e gli arrosticini e l’immancabile vino.

(foto R. Caliendo)

Dopo pranzo, salendo per un sentiero lastricato e molto ripido sono giunti alla cappella della Madonna della neve. Dopodiché, con non poche difficoltà, sono riusciti ad intercettare il sentiero che portava verso il castello di Pomperanum, meglio conosciuto come di Pomperano o San Donato, risalente almeno al XI sec. Il castello prende il nome antico del borgo di San Donato ed è praticamente diroccato, quindi, ancora con difficoltà, intraprendono il sentiero per scendere verso Scanzano dove hanno trovato sollievo presso una fontanella, rinfrescandosi dalla calura del giorno e per poi riprendere il cammino per Santo Stefano dove termina il cammino.

Attestato (foto R. Caliendo)

Che dire, oltre la cronaca a distanza di questo splendido percorso? Che da escursionista li ho invidiati? Certo! Ma nel senso buono ovviamente, perché sono riusciti a proporre un itinerario inusuale ma anche gratificante, per se stessi e per chi li ha ospitati; nel vero spirito dell’escursionismo, quello che dà perché riceve, e che ama perché rispetta.

Quarta tappa

Terza tappa

Seconda tappa

Prima tappa