Sant’Anastasia, le quinte classi della “Tenente Mario De Rosa” trasformano la Costituzione in un musical

“Di Sana e Robusta… Costituzione” andrà in scena il 16 giugno al Metropolitan. La passione per la carta costituzionale nata dopo un incontro con Tonino Scala. “Il musical è interamente inventato dai ragazzi” – dice la docente Nunzia De Falco, coordinatrice del progetto supervisionato dalla dirigente Maria Capone. Si sono appassionati alla Costituzione italiana dopo aver letto in classe il libro «La Costituzione siamo noi» di Tonino Scala, incontrato l’autore e commentato con lui alcuni passi, ma i ragazzi delle quinte classi del primo istituto comprensivo «Tenente Mario De Rosa» diretto da Maria Capone hanno fatto di più: si sono fatti portavoce della carta costituzionale, convinti che gli adulti la conoscano poco o per nulla. Ne hanno avuto la prova recandosi, accompagnati da alcune docenti, al mercatino settimanale di Sant’Anastasia. Nella veste di piccoli intervistatori, hanno proposto domande a tante persone diverse e le risposte hanno dimostrato che, sul campione di cittadini preso in esame, in pochi conoscono o hanno almeno letto la carta fondamentale della Repubblica Italiana. «L’idea di proporre ai bambini questa sfida è nata subito dopo l’ultimo referendum costituzionale – dice Nunzia De Falco, coordinatrice del progetto e collaboratrice della dirigente scolastica Capone che ne ha la supervisione – e loro ci hanno come sempre stupito con la curiosità e la passione che stanno profondendo nello studio». Intanto le classi, accompagnati dagli insegnanti, sono anche partite alla volta della capitale per una visita in Parlamento e, lungo il percorso didattico, gli alunni hanno appuntato aneddoti e fatti storici da inserire in un testo teatrale di loro invenzione: è un musical e si chiamerà «Di Sana e Robusta…Costituzione», andrà in scena il 16 giugno al teatro Metropolitan di Sant’Anastasia. I ragazzi ci lavorano nelle ore pomeridiane, riuniti in gruppi con i docenti Margherita Corcione, Francesca Zucconi, Ida De Rosa, Pina Corcione, Nadia D’Avino e Sabrina Ammaturo. «Il testo – spiega Nunzia De Falco – è stato interamente inventato dai bambini nei dialoghi e nella ricerca minuziosa dei brani musicali da abbinare agli articoli più importanti della Costituzione».

Somma Vesuviana, si rinnova l’appuntamento con “Amarsi e Prevenire”

Il convegno di sabato 20 maggio sarà poi seguito da una giornata di screening gratuiti. Dopo il successo della scorsa edizione, si rinnova anche quest’ anno l’appuntamento con “Amarsi e Prevenire”, la manifestazione dedicata alla prevenzione organizzata dall’Associazione Infinito  di Somma Vesuviana. In questa edizione verrà posto l’accento sul cancro alla prostata e al seno. A corredare le consuete visite gratuite offerte alla cittadinanza, che si svolgeranno sabato 27 maggio, ci sarà un convegno sui due tumori, tenuto dal dottor Carmine di Palma, specialista in urologia e andrologia e il dottor Napolitano Patrizio, senologo della clinica Trusso di Ottaviano, che ci illustreranno come nascono, come si sviluppano e come si curano queste gravi patologie sabato 20 maggio presso la sala Santa Caterina, piazza Vittorio Emanuele III , Somma Vesuviana.

XVII edizione del Premio Festival Napoli Cultural Classic: Seconda serata dedicata al Cinema

Sabato 20 maggio 2017, ore 20:00 presso il Palazzo Ducale, Palma Campania (NA) la cerimonia di premiazione diretta dal regista Massimo ANDREÌ.   Al via la seconda serata, dedicata al cinema, della XVII edizione del Premio festival Napoli Cultural Classic, ideato dall’Associazione nolana, composta dal Presidente avv Carmine Ardolino, dai Consiglieri Anna Bruno, avv. Diodata Ardolino, avv. Antonio Russo, avv. Katiuscia Verlingieri, prof. Elvira Franzese, dal maestro Fabrizio Gatta e dal dott.  Raffaele Napolitano; serata diretta dal regista Massimo Andreì. Il Grande cinema a Palma Campania. Il 20 maggio Cerimonia di premiazione del concorso Corto Cultural Classic 2017 nella corte del Palazzo Ducale Aragonese a Palma Campania. Fervono i preparativi per la serata conclusiva del Corto Cultural Classic 2017 con un cast stellare d’eccezione. CORTI CULTURAL CLASSIC 2017. Oltre ai premi e alle performance musicali con I neri per Caso ( che riceveranno un premio per la sezione musica), Alessandra Krogh, Mavi e Lino Marino e Lepsog Acustic Music, l’evento vedrà una formula nuova di conduzione, corale e “democratica”, con attori affermati nel panorama artistico nazionale e internazionale, come: Gigliola De Feo, Ivana D’Alisa, Nando Morra, Roberto Oliveri, Andrea Fiorillo, Ivan Boragine, Vincenzo Vivenzio, Andrea Baglio, Gennaro Silvestro, Alessandro Cosentini, Vincenzo Bocciarelli, Stefano Caiazzo, Massimiliano Varrese e i giovanissimi Carmen Moccia e Daniele Festa Le associazioni culturali di Palma Campania capeggiate dal consigliere Elvira Franzese  sono state lungimiranti ed è per questo che un primo ringraziamento va a loro e a tutta l’Associazione Napoli Cultural Classic con il suo Presidente Carmine Ardolino, che tenacemente credono in progetti culturali di spessore. Le Associazioni culturali di Palma Campania  hanno sposato in pieno per il secondo anno consecutivo questo progetto, sotto la guida del consigliere Elvira Franzese. La partnership in occasione di questo evento, peraltro già consolidata sul territorio partenopeo, nasce dall’attenzione, comune a entrambe le Associazioni, per i giovani, per il territorio e per le problematiche connesse all’ambiente. Le Associazioni Culturali di Palma Campania premieranno, fra i CORTI selezionati da una giuria di esperti del settore, il migliore corto sociale in memoria di Vincenzo Russo, grande personaggio palmese del passato L’iter di scelta e selezione ha coinvolto esperti del settore dal regista Pappi Corsicato, agli attori Mario Zinno, Armando Pizzuti e Lucianna De Falco. Tra i giurati anche l’agente Rosaria Cicolani della Takeoffartistmanagement, l’ufficio stampa Emma Di Lorenzo , il coordinatore del Napoli Film Festival Giuseppe Colella, il produttore esecutivo di Totem Domenico Morra, il presidente onorario del festival Don Lino D’Onofrio e soci di entrambi le realtà culturali rappresentati da Dino Buonaiuto, Gabriela Maiello (Associazione teatrale Gulliver), Lorenzo Maffia e Michele Santella (Proloco Palmese) e la professoressa Nappi con l’associazione Terre di Palma; entusiasmanti le proposte espresse con grande padronanza dei linguaggi multimediali contemporanei. Quest’anno il bando ha previsto una sezione relativa alla scuola, che ha visto coinvolti studenti e insegnanti appartenenti a istituti di ogni ordine e grado. Anche quest’anno, le scuole del territorio, hanno risposto positivamente e si dichiarano pronte ad accogliere la tecnica  cinematografica come  didattica all’immagine e a stimolare gli studenti a praticarla non solo per fini ludici, ma anche per consentire loro di apprendere una tecnologia multimediale che permetta di esprimere abilità creative, comunicative e tecniche. La mattinata del 20 maggio  è dedicata alla proiezione, di tutti corti selezionati, nel teatro comunale, con il coinvolgimento delle classi delle scuole primarie e secondarie, che ne faranno richiesta, e che dopo la visione potranno liberamente esprimere il loro giudizio sui filmati, che andrà ad aggiungersi a quello della giuria. Il cinema dei giovani talenti approda in un territorio multiculturale grazie ad Elvira Franzese e Lorenzo Maffia che, con il patrocinio morale del Comune di Palma Campania, della Città Metropolitana e della Regione Campania,  omaggiano l’arte del  cinema. Serata coordinata dall’attore Andrea Fiorillo, con la direzione artistica di Massimo Andrei, che riveste per il terzo anno consecutivo anche il prestigioso ruolo di presidente di giuria. Tra i premiati di rilievo della scorsa edizione, Enrico Melozzi per le musiche, Ernesto Maiux come miglior attore, premio alla carriera a Lando Buzzanca   e a Emanuele Palamara per la regia. Note di Regia: Quando si dà un premio all’arte del cinema, si fa sempre cosa pregevole alla cultura di una civiltà, ma quando si dà un premio al cinema e ai giovani, allora è il massimo. S’incoraggia un’arte, si incoraggiano le nuove generazioni e l’espressione… che, si sa, non è mai poco di questi tempi.  

Sorrento, banconote da 10 euro facsimile: 7 indagati e 4 arresti

Biglietti da 10 euro riprodotti con sofisticazioni e in grado di ingannare i cambia valuta automatici. I carabinieri identificano la banda: arresti e perquisizioni.
Questa mattina i carabinieri della compagnia di Sorrento hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal g.i.p. di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura nei confronti di un gruppo dedito all’uso di biglietti da 10 euro “facsimile” con sofisticazioni e in grado di ingannare cambia valuta automatici.
Le contestazioni vanno dal concorso in contraffazione al furto aggravato nei confronti di 7 persone, 4 agli arresti domiciliari, 3 con obbligo di firma.
Il metodo era quello di fingersi una tranquilla comitiva in vacanza con a seguito finanche minori, individuare i distributori automatici a disposizione dei turisti e prenderli d’assalto in orari sicuri, portando via più denaro contante possibile. Sequestrate migliaia di biglietti artefatti ad hoc: i biglietti recavano una vistosa scritta facsimile, in modo da evitare qualsiasi possibile contestazione in caso di controllo, ma al contempo avevano caratteristiche tecniche in grado di ingannare j raggi ultravioletti e superare quindi i controlli delle macchinette cambia valute.Continuano le indagini per individuare quali siano i canali di produzione dei biglietti.

Somma Vesuviana, lettera di un militante del Pd

Gianni Piccolo, iscritto e miliante dei democrat, ci ha fatto pervenire la seguente missiva: Un avamposto democratico e controcorrente Negli ultimi giorni abbiamo assistito a numerosi commenti, scontati, sia sui social che sui giornali, che hanno animato un certo dibattito in riferimento all’assenza del Partito Democratico in questa competizione elettorale. Si sta tentando di minimizzare e normalizzare il tutto cercando di trovare un capro espiatorio nella gestione del partito e nell’intera vicenda, sostenendo che non si è data la possibilità all’elettore progressista di poter votare. E’ indiscutibile che un presidio democratico esistente sul territorio con una propria sede e con una decorosa attività politica, sia essa condivisibile o meno, è rappresentata dal Partito Democratico. Altre realtà non ci sono a mia conoscenza se non quando sopravvengono le consultazioni elettorali per affermare propri posizionamenti o gestione del potere. Difatti nascono e muoiono liste civiche solo in occasione della campagna elettorale. Oppure simboli nazionali gestiti da personaggi sempre diversi che hanno come obiettivo se stessi e non il bene comune. Il ritiro della lista del Partito Democratico dovrebbe indurre ad una riflessione molto più attenta e approfondita di tutte le forze democratiche e non ad una semplice risposta con omologanti e ripetitive argomentazioni appartenenti ad una classe politica ridondante e a commentatori improvvisati che ci raccontano fantasiose teorie, volendo banalizzare una vicenda grave con immaginari fallimenti politici da nascondere. Forse non è più importante cosa sia successo negli ultimi undici anni con cinque consultazioni alle spalle? Per alcuni è prassi mettere alla gogna chi,in controtendenza, sta chiedendo alla città perché questo paese ed interi territori del vesuviano sono spesso sotto la scure del malaffare e della mala gestione amministrativa. Certo in tutte le comunità, dunque anche nella nostra, esistono per gran parte persone perbene a cui dobbiamo dare una speranza per il futuro, ma sono proprio a questi cittadini che stiamo tentando di dare un orizzonte più chiaro e una visione diversa di quella esistente. La nostra è stata una scelta coraggiosa, dirompente, che può far accendere i riflettori su una realtà composta da molti dubbi, molta tristezza, tanta paura, molto più di quanto si vuol far credere. Facendo finta di niente, con la presentazione della nostra lista, avremmo legittimato una competizione falsata dagli ultimi accadimenti. Competizione che poteva viceversa regalarci la possibilità che un rappresentante della società civile, Dott. Bianco, avrebbe potuto esprimere un cambiamento perché lontano dagli apparati di partito. Eravamo ad un passo, viaggiavamo a gonfie vele, convinti che stavolta ce la potevamo fare, quando improvvisamente e scientificamente si è mossa la macchina del fango per convincere il nostro candidato a sindaco Dott. Bianco prima e un nostro alleato dopo a ritirarsi. Abbiamo cercato di fare gruppo, rinserrando i ranghi attorno a lui, ed egli riaccettava di stare in campo ma dopo qualche ora ritirava definitivamente la candidatura. Questo non vi sembra il tipico meccanismo di un sistema criminale sottile ed infernale, come sostiene R. Saviano, per mettere la propria mano lunga su ogni cosa e rendere ogni tentativo di riscossa innocuo? Non ci vuole solo una pistola per uccidere un progetto. Il nostro è stato decapitato dal clima cupo delle pressioni, dei condizionamenti, dalle velate intimidazioni, da una certa cultura camorristica che si è insinuata in noi, nella nostra mente e che non ci fa comprendere cosa sia la legalità dall’illegalità, la giustizia dall’ingiustizia, il potere per il bene comune dal potere individuale. Senza parlare poi di comportamenti diffamatori che hanno investito tutti i contorni della vicenda. Pasolini sosteneva “Io so, ma non ho le prove”: è vero o non è vero che in questo comune ci sono stati compravendita di voti, bollette pagate, consegna elettrodomestici e telefonini, clientele, lavori procurati, gare discutibili e proroghe di servizi pubblici interminabili, intimidazioni ai commercianti con colpi di pistola, volendo escludere il nostro non lusinghiero passato. Ma non abbiamo le prove. Allora, secondo questa equazione, dovremmo starcene in silenzio senza alzare il tema di una democrazia malata e della legalità che è cruciale nell’ avvenire del nostro paese. Diceva Padre Diana “ Io non tacerò per amore del mio popolo”. La sfida è culturale perché invisibile, noi dobbiamo sconfiggere coloro che vogliono un sistema corrotto e la cosa più sconcertante è che il male è dentro di noi perché codificato nella nostra morale distorta. La nostra decisione è stata dolorosa e sofferta ma presa nella consapevolezza di alzare un grande dibattito sulle condizioni di praticabilità democratica in questo paese e sull’agibilità politica che esso comporta tentando di mettere più etica nello Stato e sul territorio. Adesso non si tratta di capire o comprendere se abbiamo sbagliato o fatto bene a non presentare la lista. Si tratta di alzare l’asticella della dialettica politica, sociale e dell’opinione pubblica per argomentare simili fenomeni. Si tratta di non fingere e voltarsi ma di parlare di temi scottanti per il miglioramento civile, democratico e di progresso della nostra città. Si tratta di non arretrare con la consapevolezza che oggi la battaglia è più aspra di prima perché non si riconosce chi è l’avversario, il nemico da combattere. Ci saranno soloni che cercheranno trasformare una scelta di politica culturale in una resa politica. Ma diciamo loro che noi, prima di essere militanti di partito, siamo cittadini che vogliono una città nuova e vivibile, che rinasca dalle proprie ceneri, li invitiamo a non soffermarsi su aspetti puramente superficiali della vicenda, a non spostare il tema, nella sua complessità, dall’ analisi del nostro tessuto economico e socioculturale ad un semplicistico tema interno del PD, perché significa solo voler minimizzare, normalizzare e strumentalizzare il tutto ed accettare la sconfitta. Ora, lasciatemelo dire, il nostro partito ha sbagliato, ed è bene che faccia autocritica, se nel passato non ha vigilato abbastanza e ha soprasseduto in talune circostanze elettorali, non comprendendo che si andava diffondendo una modalità, un certo agire politico e sociale, che avrebbe danneggiato il paese e le nostre coscienze. Si faccia ammenda di questo nostro limite per non ripetere gli stessi errori. Abbiamo sentito sulle nostre spalle la solitudine della militanza con tutto il suo peso e prendendoci la responsabilità di questa scelta, spero eccezionale ed unica, cerchiamo di rilanciare il tema di una nuova stagione di rinascita e di denuncia perché la funzione di un partito è anche quella di alzare il livello del dibattito politico-culturale ed indicare quando è il momento di fermarsi e riflettere, di liberare i popoli dall’oppressione della povertà, del disagio, della criminalità e non solo di occupare spazi per il proprio potere personale. Oggi, soprattutto oggi, dove il tempo scorre freneticamente e risucchia gli eventi lasciandoli spesso inosservati. Noi crediamo ancora, insieme a tutti i cittadini consapevoli e alle forze democratiche, che dobbiamo essere un avamposto democratico. ​​​​​ ​​​​​​​​Gianni Piccolo

Sant’Anastasia, ritirata in consiglio la proposta di donare all’Arma lo stabile della scuola Sodani

La caserma dei carabinieri di Sant’Anastasia
 Il sindaco Abete insiste fino allo stremo, ma passa la proposta del consigliere di maggioranza Alfonso Di Fraia che insieme ad altri cinque aveva invocato il ritiro, mettendo però bene in chiaro che il fine di tutti è lo stesso: far restare la stazione dei carabinieri in città. Di Fraia ha dunque fatto mettere a verbale, prima di abbandonare l’aula e non votando per l’ultimo punto all’ordine del giorno (rinnovo della centrale di committenza), che da oggi si deve lavorare insieme per scongiurare il rischio di perdere il presidio dell’Arma. Prima di raccontare i fatti accaduti ieri nell’aula consiliare di Palazzo Siano, bisogna ricordare che l’Arma dei carabinieri ha ricevuto da diversi anni un’ingiunzione di sfratto dallo stabile di via D’Auria e fino ad ora si è andati avanti con proroghe, scartando via via diverse soluzioni. Attenzione, le soluzioni non possono piacere unicamente agli amministratori pro tempore, ma devono essere accolte dall’Arma. Quindi, man mano che i mesi passavano, si sono detti molti «no»: al centro Liguori, all’attuale sede di vigili e Utc in via Primicerio e ad altri ancora. Poi dal cilindro è uscita fuori una carta, quella del plesso Sodani che ha sì vari problemi strutturali ma che, con adeguati lavori, potrebbe ospitare i militari. Ebbene, per poter mettere a disposizione dell’Arma lo stabile occorreva che il provvedimento transitasse in consiglio comunale dove, ieri (lunedì 15 maggio) nella convocazione dell’assise per le 18, 30 compariva appunto l’ordine del giorno così definito: «Cessione a titolo gratuito in favore dell’agenzia del demanio dell’edificio di proprietà comunale sito alla via Sodani, per essere destinato a caserma dei carabinieri». Che le cose non sarebbero filate esattamente lisce si intuiva già da qualche giorno, bastava guardare qualche post sui social, come quello del consigliere Mario Trimarco (Sant’Anastasia in Volo), con parole che lui stesso ha ribadito poi in aula: «Non lasceremo mai andare via il corpo carabinieri da Sant’Anastasia – avvisava Trimarco- ed è paradossale che la nostra amata Europa finanzi oltre 30 euro al giorno per accogliere gli immigrati e che i nostri politici non strappino un euro in più per aumentare lo stipendio alle forze dell’ordine e garantire la loro presenza con nuove strutture sul territorio». Una premessa che sottintendeva qualche parere diverso in maggioranza ma, come poi si è visto, anche ben altro. Ed è in consiglio comunale che si è consumata quella che alcuni politici di opposizione hanno definito frattura tra il sindaco e la sua maggioranza, quella che il consigliere Paolo Esposito, ad esempio, ha ritenuto una «mancanza di rispetto verso il sindaco», nonostante almeno due dei consiglieri proponenti il rinvio, Di Fraia e Rosaria Fornaro, avessero ben messo in chiaro che la volontà di tutti coincide con quella del primo cittadino: evitare che la stazione dell’Arma vada via. Lo stesso sindaco ha messo bene in chiaro che questa era l’ultima spiaggia, che altre soluzioni non ve ne sono, eppure…cinque dei suoi finora più fedeli consiglieri hanno votato a favore della proposta veicolata da Di Fraia e il presidente Gifuni ha voluto il voto per appello nominale. A favore della proposta di Di Fraia hanno votato Rosaria Fornaro, Franco Rea, Saverio Ceriello, Sabatino Di Marzo, Marco Bove e naturalmente il proponente. A fronte dei no del sindaco, di Mario Trimarco, del presidente Gifuni, di Filippo Guadagni e di Paolo Esposito, con l’astensione di Peppe Maiello (Pd). Il motivo della proposta avanzata da Di Fraia, almeno quello, è chiaro: la delibera ha i pareri contrari non solo dei funzionari, del collegio dei revisori dei conti e dell’avvocatura,  ma pure la Corte dei Conti l’avrebbe ritenuta non legittima. Se fosse passata, tutti i consiglieri, sindaco compreso, avrebbero avuto ripercussioni pesanti e si sarebbe profilato un danno erariale. Ma allora perché far arrivare in consiglio comunale una delibera con tali conseguenze? Solo per un atto di coraggio? Perché il sindaco potesse sostenere di averci provato fino alla fine? Perché così tanto ardore da parte di un’amministrazione che finora ha lavorato nel segno della prudenza? Perché un sindaco che ha preferito restituire, per esempio, Palazzo Nicola Amore ai proprietari pur avendolo in comodato d’uso ventennale pur di non rischiare un euro, si sarebbe messo ieri sera nelle condizioni di trovarsi addosso un provvedimento della Corte dei Conti? Il consigliere Paolo Esposito ha ipotizzato un difetto di comunicazione tra funzionari, maggioranza e sindaco. Cosa poco probabile, ne avranno parlato invece fino allo sfinimento. In realtà, volendo fare una semplicissima ipotesi (che non ha alcun fondamento, è una ipotesi senza alcuna base – chiariamolo bene) potrebbe essere andata in altro modo, proveremo perciò a raccontarvi una favoletta: Mettiamo il caso che il sindaco di una città abbia un problema serio: se non fa qualcosa, se non punta i piedi e non trova subito una soluzione sa bene che la stazione dell’Arma dei carabinieri, presidio necessario sul territorio, andrà via. Ha parlato con i vertici dell’Arma, le ha provate tutte ma ormai sa di non avere più tempo. La risposta deve darla entro questa mattina. Se arrivasse in consiglio senza una soluzione a quella che è una delibera «pericolosa» per i risvolti che potrebbe causare, la brutta figura sarebbe assicurata. Perciò una soluzione la trova: lui sosterrà ad oltranza, sfidando (in teoria, solo in teoria) finanche la Corte dei Conti, che la delibera deve passare, saranno poi i suoi finora fedelissimi consiglieri a far sì che non accada. Ribadiamolo una volta di più: questa è solo un’ipotesi senza alcun fondamento, una favoletta che ci stiamo inventando. Certo, abbiamo visto tanti consigli comunali negli ultimi tre anni, sappiamo bene che il sindaco è fumantino nel Dna e che alla minima contrarietà, specialmente dai banchi della sua maggioranza, non la prende proprio benissimo, ma ieri sera nonostante la «mancanza di rispetto», chissà perché, non ha fatto una piega. Saremo troppo maliziosi, ma se già sapeva che i consiglieri a lui più cari – Di Fraia, Ceriello, Rea e compagnia (!!!) – gli avrebbero votato contro, perché mai insistere? Ma semplice, no? Nella favoletta che ci siamo inventati, lui sarebbe stato l’eroe coraggioso che pur di mantenere il presidio dell’Arma stava sfidando i draghi della Corte dei Conti a spada sguainata. E ci è riuscito, lo è sembrato, il «sacrificio», nella fiaba testé inventata, è toccato ad altri, per inciso a chi sul serio si sarebbe fatto incatenare pur di non far andare via i carabinieri. Ma di sicuro non è andata così, non può essere andata così, perdonateci la scatenata fantasia, perché solo di questo si tratta. Nel remoto caso che la favola abbia un fondamento di verità, che dire, chapeau. In caso contrario, una spaccatura c’è sul serio e il prossimo futuro non sarà politicamente sereno perché qualcuno se la legherà al dito. Ciascuno scelga l’ipotesi che gli aggrada. Intanto, post consiglio comunale, il consigliere Peppe Maiello (Pd) affidava a Facebook il suo commento: «Dopo quanto accaduto stasera in aula, credo che la giunta Abete e i consiglieri di maggioranza debbano fare soltanto una cosa: dimettersi».  Oggi ci saranno le reazioni ed è auspicabile che si accolga la proposta di Alfonso Di Fraia: passare i prossimi dieci giorni a lavorare solo per trovare una soluzione decente. Perché è vero che i militari assicureranno il controllo del territorio sia pure da Pomigliano d’Arco o da Somma Vesuviana, è vero che Castello di Cisterna non è lontana, ma altra cosa è avere una stazione su un territorio come Sant’Anastasia dove la microcriminalità sta vivendo una stagione florida. È vero che i carabinieri non abbandoneranno questo territorio dal punto di vista del controllo, ma per fare una denuncia, come ha ricordato il presidente Gifuni, ci si dovrà spostare in paesi limitrofi. Ora, comunque sia andata, occorrono fatti, soluzioni. Stavolta con pareri di legittimità che non richiedano agnelli sacrificali.  Le proposte si sprecheranno, ce n’è una per esempio del consigliere Raffaele Coccia che ieri non ha poi preso parte al voto: un accordo con RFI affinché la vecchia scuola di Ponte di Ferro, oggi abbandonata, possa essere donata all’Arma. E sulla soluzione «Sodani» che potrebbe sempre tornare in auge, non è sembrata convinta nemmeno la consigliera Rosaria Fornaro la quale ha ricordato come sia stata fondamentale, in tempi non lontani, l’Arma dei carabinieri. Ma si vedrà.    

Somma Vesuviana, Pasquale Piccolo apre la campagna elettorale al Summarte

Giovedì 18 Maggio 2017 alle ore 18:30 al teatro Summarte di Somma Vesuviana il candidato sindaco Pasquale Piccolo aprirà la sua campagna elettorale.

 L’evento si dividerà in tre fasi: una prima fase nella quale l’avvocato Piccolo spiegherà le ragioni delle sue dimissioni e della sua nuova candidatura. Poi seguirà una conferenza stampa dove i giornalisti avranno l’opportunità di fare domande. In seguito sarà data la parola ai cittadini. Tutti i cittadini possono partecipare. 

 

Poggiomarino: schiaffi e pugni ai bambini, due maestre ai domiciliari

Maltrattamenti aggravati nei confronti degli alunni. Per questo due maestre di una scuola primaria di Poggiomarino sono finite agli arresti domiciliari. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata hanno dato oggi esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata. Schiaffi, pugni, tirati di orecchie, aggressioni verbali sono state documentate a partire da dicembre scorso dai militari dell’Arma, coordinati dalla Procura oplontina. A dare il “la” agli accertamenti dei carabinieri, le denunce dei genitori di bambini di età compresa tra i 5 e i 6 anni. Le mamme e i papà puntavano il dito contro le insegnanti per presunte violenze subìte dai propri figli. Timori e ipotesi che hanno poi trovato riscontro nell’attività investigativa a cui hanno lavorato i carabinieri. Quattro mesi di indagini. Quanto basta per raccogliere gli elementi che hanno spinto il giudice per le indagini preliminare a spiccare il provvedimento restrittivo a carico delle docenti.

Il grande wrestling torna a Napoli: show al Palaveliero di San Giorgio a Cremano domenica 28 maggio

Il 28 maggio al Palaveliero lo show “I Miti del Wrestling”: il grande wrestling torna a Napoli dopo alcuni anni di assenza: i migliori lottatori italiani saranno in scena domenica 28 maggio 2017 nel Palaveliero, in via Manzoni 180, a San Giorgio a Cremano. Lo show, intitolato “I Miti del Wrestling”, inizierà alle 17.30. I biglietti, a prezzi popolari, sono disponibili sul circuito web www.go2.it e presso le migliori rivendite italiane. I moderni gladiatori si affronteranno regalando agli spettatori presenti emozioni indescrivibili. L’evento, organizzato dalla Sly Adv in collaborazione con la Scuola Italiana di Wrestling, vedrà la presenza di atleti provenienti non solo dall’Italia: da Bogotà arriverà l’enigmatico Black Ice; dal Giappone Ronin, il samurai di ghiaccio; dalla Germania Killer Mask. Sarà presente anche Mr. Mastodont, un atleta da 170 chili per un metro ed ottantacinque di altezza. Sarà a San Giorgio a Cremano l’intero gruppo della “Roman Dynasty”, composto da romani che odiano i napoletani… la gang sarà guidata da Karim Brigante, uno dei pochi pro wrestler italiani ad avere sfondato negli Stati Uniti: attualmente è campione della National Wrestling Alliance Missouri ed ha lottato in un try-out per entrare nella famosissima WWE, la compagnia di The Rock, John Cena, Eddie Guerrero, Undertaker, Brock Lesnar, Roman Reigns. Anche Napoli e la Campania saranno ben rappresentate da loro beniamini: il prossimo 28 maggio saranno a San Giorgio a Cremano l’attuale campione italiano dei pesi leggeri Max Peach, “l’orgoglio nerd” ed il cane randagio Jimmy Barbaro, “the street dog”. Per la prima volta nella storia del wrestling in Italia la Campania ospiterà una battle royal. Quindici atleti si sfideranno sul ring nel corso dello show “I Miti del Wrestling”: solo chi resterà in piedi alla fine del match dopo che tutti i suoi avversari saranno gettati giù dal quadrato passando sopra la corda più alta sarà dichiarato il vincitore! Sarà un match da non perdere. Saranno presenti allo show due grandi ospiti: lo storico commentatore del catch giapponese Tony Fusaro e lo shootfighter porticese “The King” Vittorio Marotta, che recentemente ha lottato nel prestigiosissimo torneo MMA Venator. La notizia che Marotta sarà presente allo show è già circolata tra i componenti del roster e c’è qualche malumore… forse qualche wrestler avrà qualcosa da dirgli in faccia? Acquistate i biglietti per assistere allo show del 28 maggio prossimo sul circuito GO2 e lo scoprirete!

Vesuvio Cup, scuola da Blengini

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Il 27 maggio il direttore tecnico azzurro terrà un corso con i coach campani di ogni ordine e grado. Sul sito www.fipavcampania.it tutte le modalità di iscrizione all’importante stage formativo

Il presidente del C.R. Campania, Ernesto Boccia: “Occasione unica per tutto il settore tecnico”    

Prosegue la marcia di avvicinamento alla Vesuvio Cup in casa C.R. della Fipav Campania. Il grande appuntamento internazionale di volley che vedrà impegnate le nazionali maschili di Italia, Argentina e Giappone dal 27 al 29 maggio al PalaBarbuto di Fuorigrotta, sarà accompagnato da una serie di eventi collaterali che coinvolgeranno tutta la grande famiglia della pallavolo campana. Il Settore Tecnico del C.R. della Fipav Campania è, a tal proposito, lieto di comunicare che il giorno 27 maggio alle ore 15 presso il Centro Congressi dell’American Hotel di Agnano (via Antignana N°15), il CT della nazionale italiana, Gianlorenzo Blengini, incontrerà i tecnici di ogni ordine e grado campani per un importante stage formativo. Sul sito www.fipavcampania.it i tecnici interessati potranno verificare le modalità di iscrizione al corso.

“I tecnici campani avranno la possibilità di lavorare con il CT dell’Italia, Chicco Blengini – ha dichiarato il presidente del C.R. della Fipav Campania, Ernesto Boccia – e questa è un’altra grande vittoria per tutto il nostro movimento. Sarà molto più di un corso di aggiornamento, ma piuttosto si tratterà di un confronto tra il vertice assoluto del settore tecnico della Fipav e la base, un momento insomma di contatto tra il centro e la periferia per crescere tutti assieme puntando un’unica direzione tecnica”.

Per promuovere questo importante Corso di Aggiornamento, il C.R. della Fipav Campania, regalerà agli iscritti due ingressi alla Vesuvio Cup. I tecnici che parteciperanno al corso del CT Blengini riceveranno un biglietto (tribuna laterale) per Italia-Giappone (domenica 28 maggio ore 19) ed un biglietto (tribuna laterale) per Giappone-Argentina (lunedì 29 maggio ore 20).