Rotaract Club Ottaviano, Vincenzo Ranieri nuovo presidente

Il giovane avvocato succede a Carmen Franzese, che finora ha presieduto l’associazione.   È Vincenzo Ranieri il nuovo presidente del Rotaract Club Ottaviano. il giovane avvocato succede a Carmen Franzese, che finora ha presieduto l’associazione. Nel suo discorso di insediamento, Ranieri ha esposto gli obiettivi futuri del Rotaract Club: “Intendiamo continuare a lavorare per incrementare le nostre attività sul territorio, che sono già tante”. Ranieri ha poi ringraziato la famiglia, i soci del club e i tanti amici intervenuti al passaggio di consegne

Acerra, il sindaco denuncia la ditta di nettezza urbana

L’accusa: irregolarità nella raccolta differenziata.    Rifiuti differenziati, organico e carta, mescolati e messi nel compattatore divenendo così non più scarti riciclabili ma rifiuti indifferenziati da destinare in discarica. Della raccolta irregolare si sarebbero resi colpevoli gli operatori ecologici della ditta di nettezza urbana che opera ad Acerra. I netturbini sarebbero stati sorpresi “in flagranza” proprio dal sindaco della città dell’inceneritore, Raffaele Lettieri. I rifiuti, secondo quanto accusa il primo cittadino, sono stati mischiati illegalmente sotto i suoi occhi. Lettieri intanto ha annunciato di aver denunciato l’accaduto alla polizia municipale. «Resta alta l’attenzione dell’amministrazione comunale sulla raccolta differenziata – ha dichiarato il sindaco a proposito della vicenda –  dopo gli ottimi risultati raggiunti con il posizionamento delle fotocamere nascoste, le “fototrappole”, e dopo le tante segnalazioni dei cittadini ho dovuto constare personalmente che anche la ditta ha raccolto i rifiuti in maniera irregolare, proprio nei pressi di casa mia. Ho prontamente denunciato tutto alla polizia municipale che in questi giorni provvederà a sanzionare la ditta. Non ci fermiamo – ha concluso il primo cittadino – Acerra conserverà le alte percentuali e rimarrà esempio per tutti». L’episodio denunciato dal sindaco si è consumato a pochi giorni dalla pubblicazione da parte di Lettieri delle foto che ritraggono alcuni cittadini incivili mentre si rendono protagonisti del triste fenomeno del lancio del sacchetto selvaggio.  “Animali” immortalati dalle fotocamere trappola (fotocamere nascoste) piazzate in diversi punti della città. Ieri, invece, c’è stata un’operazione straordinaria di pulizia dai rifiuti illegalmente sversati in via Seminario, sempre ad Acerra, luogo oggetto di ripetute attività di raccolta straordinaria. In occasione di questo ennesimo intervento il Lettieri si è così espresso: «Siamo sempre più determinati, è un periodo di campagna elettorale e stranamente si stanno accentuando gli episodi di sversamento dei rifiuti ma noi siamo più forti, terremo la nostra città più pulita».  

Pd Somma Vesuviana: l’onorevole Massimiliano Manfredi: «Saremo vigili, ma non possiamo auspicare che presto si torni al voto»

Massimiliano Manfredi, deputato Pd
Risposte lucide ai militanti, altrettanto lucida disamina dei fatti. E anche il coraggio di dire le parole che finora nessun esponente dem aveva pronunciato, ossia che se gli «attori» in campo fino al momento in cui tutto è saltato, nonostante le difficoltà, non ricambieranno ora questa fiducia, ebbene…«forse non erano all’altezza di reggere una sfida importante». Il deputato Manfredi, al quale ieri (lunedì 5 giugno) è toccato l’intervento conclusivo, e anche la replica ai militanti che hanno preso la parola, ha riportato forse un po’ d’ordine nella vicenda. Dicendo innanzitutto che le risposte su episodi che non hanno a che fare con la politica- e riferendosi chiaramente alle indagini in corso sulle presunte intimidazioni e ingerenze nella campagna elettorale – spettano alla magistratura e che un partito che fa della democrazia e del ricorso al voto il suo vessillo non può consentirsi di agognare un ritorno alle urne imminente, anche se un importante tassello del panorama politico non è in campo. «Non presentare la lista è stato un gesto forte, lontano anni luce dalla rinuncia- ha detto Manfredi- voluto da un segretario che ha credibilità perché per ben due volte ci ha messo la faccia, candidandosi, in prima persona. Il Pd è la prima forza del Paese, nasce per innovare la politica e quando un contesto è degradato abbiamo la responsabilità di fare due passi avanti e non uno indietro: lo dobbiamo al nostro popolo e anche, con generosità, alle altre forze politiche». Il deputato dem ha poi messo sul tavolo qualche idea per il futuro prossimo: «La campagna elettorale va avanti e non saremo noi, dopo, a decidere se un’amministrazione durerà un giorno o cinque anni. Certo, anche io ho forti perplessità, visti i problemi etici, su quanto potrà accadere ma intanto noi non possiamo sottrarci: il Pd dovrà dire pubblicamente cosa pensa, mettere in campo le idee, perché di idee si può vivere». Poi, il riferimento, con nome e cognome, a colui che sarebbe dovuto diventare la guida della coalizione: Giuseppe Bianco. «Io ho dato solidarietà e vicinanza a Bianco, ma andrebbe fatta anche con lui una riflessione, sinceramente sarebbe importante la sua presenza. Capisco le difficoltà ma quando ci si assume un onere, anche se non portato a termine, si dovrebbe magari qualcosa a chi in lui aveva riposto fiducia. Dobbiamo dirlo con onestà: queste cose non si possono fare per interposta persona. Sulla regolarità di queste elezioni dovranno dire altri organi, non noi. Sulle denunce di altre formazioni, pure. Si parla di episodi gravissimi ma noi dobbiamo distinguere lo stile e non trasformare una denuncia in una polemica politica: abbiamo chiesto di accertare la verità e tutti coloro che avevamo scelto devono sentire lo stesso peso perché, in caso contrario, lo dico con estrema chiarezza, vuol dire che avremmo puntato su bravissime persone che non sarebbero state però all’altezza di reggere una sfida importante». Un sindaco, dopo il voto di domenica prossima e l’eventuale ballottaggio quindici giorni più tardi, comunque ci sarà. Ora sta al Pd – dice Manfredi – «piantare il seme nel ventre della città». Con un classico «governo ombra», per esempio. «Noi non abbiamo alcuna volontà di gettare fango o strumentalizzare, il nostro obiettivo è difendere il voto dei cittadini» – ha proseguito lanciando a tutti coloro che sono «legittimamente» (ha precisato) in campo, la sfida di interrogarsi e «andare avanti come se nulla fosse successo». «Noi il problema ce lo saremmo posto». «Anche se noi non siamo in campo – ha aggiunto- mi auguro per Somma Vesuviana che il prossimo governo duri cinque anni. E si dovrebbe, insieme a quelli che dovevano essere i compagni di viaggio che avete scelto voi, lavorare insieme. Far calare il sipario su una vicenda che tocca l’intera comunità sarebbe il modo peggiore di non dare giuste risposte». Ha poi replicato Manfredi, ad alcuni interventi di militanti che hanno tirato in ballo le presunte intimidazioni, le segnalazioni relative a compravendite di voti e molto altro, compresa una presunta incandidabilità di uno dei competitor in campo. «Devo e voglio essere chiaro – ha detto il deputato dell’Antimafia – la nostra cultura politica non utilizza strumenti che non sono politici per le lotte politiche. Noi non combattiamo ma alimentiamo la democrazia e dunque desideriamo che il voto si svolga e nelle migliori condizioni possibili: se si vuole combattere un sistema deviato, lo si fa con il voto libero dei cittadini, strumento prezioso, forte e potente. Si è parlato di compravendita dei voti; ma è grave, nel caso, non solo per chi compra bensì anche per chi vende: il bisogno non può essere un alibi per la mortificazione di un gesto democratico. Prima ancora che per il Pd dobbiamo farlo per Somma Vesuviana: se il sindaco eletto, chiunque sia, si dimostrerà all’altezza, non avremo paura di dire che ci siamo sbagliati».

Pd Somma Vesuviana: il segretario locale Peppe Auriemma: «Non ci riconosciamo in alcuna delle forze in campo».

«Giustizia, etica e politica» ha voluto chiamare il convegno di ieri sera (lunedì 5 giugno) a Somma Vesuviana e lo ha fatto, il segretario Auriemma, prendendo in prestito una raccolta di scritti del cardinale Carlo Maria Martini che delinea, tra i valori citati, una inestricabile connessione. Ha iniziato il suo intervento citando il cardinale Martini, prendendo in prestito un recente editoriale di Paolo Macry, auspicando che la politica possa recuperare valori etici e citando Aristotele. Insomma Auriemma, già due volte candidato sindaco nelle scorse amministrative ha tentato di alzare il livello della discussione in una sala Santa Caterina non troppo gremita o comunque dove il potenziale elettorato del Pd, quello che avrebbe dovuto portare alla vittoria il progetto che si dice «decapitato» e che sarebbe stato nelle intenzioni e nelle premesse «vincente», non c’era.  C’erano i dem dei paesi limitrofi, c’era una buona dose dei militanti più agguerriti, ma quel popolo che si voleva coinvolgere, quello che in una situazione simile e dopo una scelta così difficile come quella di non presentare la lista di partito, ieri è rimasto a casa. Due cose sono state però chiare: la volontà di non mollare e la scelta di non dare indicazioni all’elettorato. Ha tenuto Auriemma, infatti, a precisare la posizione del Pd. «Non ci riconosciamo in nessuna delle forze in campo, nelle proposte che mancano degli elementi programmatici ai quali noi ci ispiriamo e continuiamo ad ispirarci nella nostra visione di città» – ha detto il segretario dem. Che ha poi aggiunto: «Il Pd si è però sempre speso per una partecipazione responsabile dei cittadini al voto, dunque pur non dando indicazioni, chiediamo una partecipazione critica». Da puntualizzare, forse, che alcuni interventi degli «ospiti» dem si sono basati su imprecisioni: il frequente ricorso alle urne a Somma Vesuviana è stato, giustamente e immancabilmente, portato ad esempio negativo ma su basi che indiscutibili non sono. Sulla prematura fine della recentissima consiliatura, ad esempio, si è sentito dire che è «finita su basi non politiche», ventilando una connessione con altre vicende di taglio giudiziario. Ebbene, la consiliatura dell’avvocato Piccolo è finita per sue dimissioni, dopo innumerevoli crisi politiche. Stigmatizzabili quanto si vuole, ma sempre politiche. Quanto alla precedente, quella guidata da Ferdinando Allocca, all’epoca già dimissionario sempre per ragioni interne alla sua maggioranza, è alfine terminata per la sua dipartita seguita poi dalla sfiducia al suo successore e vice facente funzioni, Salvatore Di Sarno, anche lui candidato sindaco nell’attuale competizione, come Piccolo e come il figlio del sindaco Allocca. Dunque, che si prenda ad esempio negativo la città di Somma Vesuviana per il suo frequente ricorso alle urne è sacrosanto e scontato da parte di una forza politica, come da chiunque, ma conoscerne almeno le motivazioni precise ci sembra altrettanto importante. Detto ciò e chiarita la posizione del Pd, va anche detto che Auriemma ha testualmente affermato che queste elezioni «sono nate e stanno crescendo sotto una coltre torbida» affossando un progetto che stava crescendo da febbraio scorso (ndr, dalle dimissioni di Piccolo) includendo in un programma concreto e reale le «risposte ai bisogni della gente, i diritti negati dei bambini e delle famiglie come degli operai che rischiano oggi il posto di lavoro e degli abitanti del quartiere Soficoop che perderanno la casa». «Ma poi, con una successione temporale inquietante – ha aggiunto Auriemma- condizionamenti e intimidazioni hanno impedito a una forza democratica di presentare il suo progetto di governo per questa città e la nostra scelta è straordinaria, estrema, serve affinché la città si ponga domande circa la qualità del tessuto democratico». «Chiunque sarà il sindaco- ha proseguito il segretario locale dem – ci sarà una situazione monca per l’assenza del Pd di cui questa città ha bisogno. Ora si apre per noi e per Somma un momento di riflessione che spero sia pacata e costruttiva: non rinuncia, ma rilancio. Ridaremo fiducia al nostro popolo, saremo presenti lì dove i problemi sono concreti per avanzare le nostre proposte».  

Pd Somma Vesuviana: la segretaria regionale, Assunta Tartaglione: «Con il senno di poi sono bravi tutti»

La deputata Pd e segretaria dei democrat campani è stata ieri a Somma Vesuviana per prendere parte al convegno «Giustizia, Etica e Politica nella città – Dalla democrazia ferita alla rinascita della politica»», iniziativa che arriva dopo le difficili settimane prima e dopo la presentazione delle liste per le amministrative e la scelta del partito di non prendere parte alla competizione. La Tartaglione faceva parte anche di quella delegazione che si era recata dal prefetto per chiedere il rinvio del voto. L’iniziativa organizzata dal circolo Pd di Somma parla di «rinascita» della politica, da cosa pensa si debba ripartire? «Innanzitutto mostrando un Partito Democratico coeso, che ha fatto una scelta estrema ma consapevole e vuole ripartire proprio da questo». Dunque dalla scelta di non partecipare. A questo proposito, Antonio Bassolino è stato a Somma Vesuviana qualche giorno fa e ha detto che si è commesso un errore, che si sarebbe dovuto candidare un parlamentare e schierare comunque una lista, anche di cittadini non sommesi. Lei che pensa? «Che comprendo un ragionamento fatto solo con il senno di poi. Ma devo entrare invece nell’ottica di chi si è trovato a gestire una serie di valutazioni, ossia in quella del circolo locale che ha più contezza del territorio. Se ci fosse stato più tempo magari la valutazione sarebbe stata diversa, più consapevole. Ora dobbiamo solo prendere atto di una scelta sofferta, capire che non c’era alcuna volontà di scappare e che è stata, invece, una decisione presa nel circolo con la consapevolezza di una situazione di emergenza e tempi molto stretti. Troveremo le modalità per far sentire forte la nostra voce su questo territorio». Domenica prossima si vota, secondo lei il Pd dovrebbe stare a guardare? «La domanda è capziosa. Ma le rispondo soltanto che il Pd non dà alcuna indicazione di voto perché non ha una lista in campo e non sostiene alcun candidato. Quanto al dopo elezioni, non possiamo certo auspicare che un’amministrazione cada, ma vigileremo e faremo in modo che il Pd sia garanzia e forza dei cittadini sommesi. Faremo valere le loro istanze affinché la democrazia non resti una parola ma sia piena di significato». Però ci sono candidati che si dicono, e non uso questa parola a caso, di centrosinistra. «I cittadini faranno le loro valutazioni sulla base dell’offerta in campo e di ciò che è accaduto prima. Il Pd non dà indicazioni, in linea con quella che è stata la decisione di non partecipare. Siamo stati dal Prefetto la quale ci ha assicurato che Somma Vesuviana è una realtà attenzionata e monitorata».

Pd Somma Vesuviana: l’eurodeputato Cozzolino: «Lavoreremo perché ci sia quanto prima un ritorno alle urne»

La partecipazione al convegno dem «Giustizia, Etica e Politica» a Somma Vesuviana di Andrea Cozzolino ha di sicuro evidenziato differenze di vedute tra i «big» dem presenti ieri (Lunedì 5 giugno) nella Sala Santa Caterina. Più «prudente» la segretaria campana Tartaglione e più attenta a sottolineare che la scelta di non presentare la lista, pur ora condivisa e sostenuta, è venuta solo e soltanto dal circolo locale, altrettanto prudente e mai come ieri «politically correct» il deputato Manfredi che ha sottolineato come, chiunque prevalga tra i cinque competitor in corsa al momento per le amministrative, sarebbe auspicabile governasse per l’intero mandato. Cozzolino, invece, si è speso molto di più nell’avallare, ma sarebbe meglio «sposare», la scelta sofferta e difficile del circolo locale, arrivando a sostenere quale «auspicabile» un veloce ritorno al voto. «Oggi sono qui – ha asserito l’eurodeputato dem –  non solo per manifestare solidarietà per quanto accaduto ma anche per dire che ci siamo, che sentiamo forte la responsabilità, che non possiamo limitarci ad una presa di posizione pure forte come quella di non presentare la lista di partito, scelta che non è una rinuncia». Ha invitato alla mobilitazione, Cozzolino. Alla presenza politica in una Somma alla quale, a suo parere, «manca ai cittadini la possibilità di scegliere». E ha precisato: «Comunque andrà, il prossimo sindaco non godrà di un viatico positivo dal punto di vista della trasparenza, esiste un vulnus democratico e dobbiamo capire come fare, lavorare perché ci sia quanto prima un ritorno all’appuntamento elettorale e lo faremo con tutte le formazioni politiche che vogliano dare un contributo alla città». Ha incitato alla costituzione, un minuto dopo il voto, ad una parallela «forza istituzionale» che cammini pari passo con l’agenda politica fin quando non si torni alle urne». «Non lasceremo che chiunque assumerà la gestione della città ci trovi indifferenti, saremo ancora più presenti». E poi ha lanciato quello che sembra, come dire, un «invito» alla riflessione: «Non si vive senza la collaborazione delle altre istituzioni, non si vive senza una relazione con altri sistemi, che siano il prossimo parlamento o l’attuale, il Governo, la Regione, la Città Metropolitana: senza questo non si fa che ordinaria amministrazione, non si governa la città».  Come dire: chiunque vinca questi rapporti non li avrà o non potrà averli. «Noi siamo pienamente in campo – ha poi aggiunto l’eurodeputato dem – creeremo condizioni affinché il Pd e le forze che si volevano raccogliere intorno, siano chiamate alla responsabilità. Mi sarei aspettato che anche altri partiti di valenza nazionale avessero un altro atteggiamento perché una cosa è vincere in una competizione trasparente e leale, altra è giocare in un campo in cui i soggetti fondamentali non ci sono. So che in politica i gesti di generosità non esistono ma almeno ci si sarebbe attesi una valutazione politica. Su Somma Vesuviana c’è una attenzione forte e noi, nonostante le scelte, non abbiamo rinunciato alla battaglia, i dirigenti locali possono contare sul nostro contributo».  

Industrie a rischio fallimento: ore cruciali per la Dema

Oggi dal tribunale si attende l’ok alla rinegoziazione del debito.       Senza il si dei creditori pubblici, Agenzia delle Entrate e Inps, non sarà possibile rinegoziare il debito che grava pesantemente sul bilancio della Dema, l’azienda aeronautica di Somma Vesuviana che conta 800 addetti, 300 dei quali dislocati negli altri due impianti di Airola e Brindisi. Quel si è atteso dall’udienza di oggi fissata per il pomeriggio alla sezione fallimentare del tribunale di Nola. Il placet lo aspettano centinaia di famiglie di operai e tecnici che ormai pendono dalle labbra dei creditori, invitati da Dema a rinegoziare il debito di 40 milioni che rischia di far sparire una realtà industriale molto importante in Campania. Per convincere l’inps a rinegoziare, cioè, sostanzialmente, a rateizzare, il debito, la settimana scorsa si è mosso anche il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, che ha incontrato il direttore dell’Istituto di Previdenza. Ma in caso di parere negativo da parte degli enti pubblici creditori si verificherebbe un tracollo. La fabbrica chiuderebbe. Chiuderebbero anche gli impianti controllati di Airola e Brindisi. I sindacati in un appello sostengono che la crisi di Dema è “solo” una crisi finanziaria ma che di lavoro l’azienda ne avrebbe abbastanza per continuare le attività senza particolari problemi. Con l’eventuale si alla rinegoziazione del debito da parte dell’ Inps  e dell’Agenzia delle Entrate il fondo inglese Bybrook metterebbe poco dopo in campo una cifra di 5 milioni di euro per dare subito ossigeno all’azienda. Bybrook è il nuovo investitore di cui era alla disperata ricerca la dirigenza della Dema. Finora si erano tirati indietro l’azienda matesina Seri e il fondo americano LCV. Ma con l’arrivo degli inglesi è tornata la speranza. Oggi si vedrà se sarà possibile concretizzarla.

Nuovo Euromercato: iniziati i lavori. Ma i disoccupati bloccano la circumvallazione

Ieri la protesta dei licenziati ex Carrefour. L’intervento del sindaco di Casoria.     Sotto un sole rovente, poco dopo mezzogiorno di ieri è stato il sindaco di Casoria, Pasquale Fuccio, a placare col dialogo la furia dei licenziati ex Carrefour, i commessi dell’Euromercato dei gloriosi tempi che furono, il grande impianto commerciale di via circumvallazione rimasto chiuso per sei anni e che ora una cordata di aziende della grande distribuzione sta per riaprire ( l’inaugurazione è prevista per il prossimo autunno: c’è stato uno slittamento di alcuni mesi ).  Ieri la rabbia degli ex Carrefour si è di nuovo rovesciata sul traffico automobilistico proprio di via Circumvallazione. Hanno bloccato con un picchetto la strategica arteria per due ore, dalle 10 a mezzogiorno, provocando la paralisi di questa importantissima strada e del raccordo autostradale Napoli-Roma. « La Regione non ci vuole ascoltare – hanno sostanzialmente detto i manifestanti – dopo anni di incontri non hanno ancora stilato un piano per la nostra ricollocazione e intanto i lavori del nuovo Euromercato sono iniziati ». I marchi dell’abbigliamento, Globo e Zara, e del mobile, Mondo Convenienza, stanno per insediarsi nell’impianto commerciale in fase di rinnovo. Ma pare che queste aziende vogliano utilizzare manodopera a basso costo, tutti giovani e giovanissimi interinali con contratti “magri” e a tempo determinato. Poche speranze dunque per gli ultracinquantenni ex Carrefour, licenziati dall’ipermercato che poi è rimasto chiuso per anni, dal 2011.  Loro però, gli ex commessi, non intendono mollare. Del resto erano stati i vari esponenti della Regione ad essersi esposti finora facendo capire che la strada per la ricollocazione era quella giusta. « Ma poi – spiega il sindaco Fuccio – non è stato dato seguito al tavolo regionale mentre gli ex Carrefour versano in una situazione molto difficile: stanno perdendo o hanno già perso per sempre gli ammortizzatori sociali ». Nel frattempo la vertenza è appena riesplosa. L’esito dell’azione dei lavoratori resta un’incognita. La strada sembra ancora in salita.    
Euromercato-il-sindaco-di-Casoria-calma-i-manifestanti
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S. Sebastiano, VII edizione del Memorial Nocerino & Calviati

Anche quest’anno si è celebrato l’evento del Memorial Nocerino & Calviati. Auto e moto d’epoca hanno sfilato lungo le strade di San Sebastiano al Vesuvio.

Il Raduno di auto e moto d’epoca del 2 giugno nasce da un’idea proposta dai fratelli Nocerino (Agostino e Giovanni) e Calviati (Pasquale e Luigi) che nel 2010 decidono di organizzare un raduno di auto e moto storiche dedicato ai rispettivi papà, Raffaele Nocerino e Giuseppe Calviati, storici commercianti legati al mondo dei motori attivi fin dagli anni 50, rispettivamente nella distribuzione di carburanti, lubrificanti e nella vendita di ricambi ed accessori auto, e scomparsi entrambi nel 2008.

Così è stato creato il “Memorial Raffaele Nocerino & Giuseppe Calviati”, che quest’anno raggiungerà la settima edizione.

Collaborano attivamente all’organizzazione il maestro Russo Enrico per la direzione Artistica e Scenografica, il commissario di gara e di pista Giovanni Valentino per le Pubbliche Relazioni e la parte Tecnica, il sig. Antonio Borrelli per il settore Moto,  altri partner locali per le tipicità enogastronomiche e sponsorizzazioni.

Il raduno si tiene ogni anno sempre il 2 giugno in modo da far ricordare facilmente la data e renderla unica nel settore di riferimento ed è riservato ai veicoli di interesse storico.

L’epicentro della manifestazione è in via Plinio, al centro del paese che per l’occasione diventa isola pedonale, dove sostano e sono esposte le vetture e le moto partecipanti.  A seguire si è svolta sempre una caratteristica sfilata per le principali strade cittadine e dei comuni limitrofi, con l’arrivo e sosta all’interno del Parco Urbano dove si sono tenute le premiazioni e dove sono stati allestiti diversi stand gastronomici per degustare gratuitamente i prodotti tipici della rinomata panificazione locale e altre prelibatezze enogastronomiche artigianali.

La prima edizione si è svolta il 2 Giugno 2010 ed ha visto la partecipazione di circa 80 auto e 50 tra moto e vespe storiche; nell’ultima manifestazione ci sono stati più di 250 iscritti e oltre 3.000  visitatori. Ogni anno la manifestazione è cresciuta sempre di più numericamente e qualitativamente ed ha acquisito sempre più maggior valore attraendo i migliori collezionisti ed appassionati di tutta la Campania. Tra le auto esposte nel corso degli anni, ci sono stati modelli che hanno segnato la storia automobilistica mondiale, alcuni veri e propri pezzi unici o quasi. Per esempio: un’antica Fiat Torpedo 501 del 1919 la rarissima ARO 2 tempi a miscela prodotta in Cecoslovacchia nel 1932 in pochi esemplari, la Ford A del 1930, la Fiat mod. A del 1936 con i segni distintivi del Fascismo, la Fiat “Topolino” degli anni 40, la prima Fiat 1100 A e l’accattivante Musone degli inizi degli anni 50, la mitica Mercedes SL cabrio prima serie e la prima 190 degli anni 50, le splendide Jaguar E-type e XK del 1959, l’Alfa Romeo 6c Torpedo del 1945,  l’introvabile Alfa Romeo Spider Bertone, la prima Giulietta, il mitico duetto Alfa Romeo “coda di seppia”. Inoltre non sono mancate Triumph degli anni 60, MG, Austin MK II, le Lancia: Ardea, Appia, Flavia carrozzata Zagato, e tra le fiat 500 la bellissima Cabrio Vignale e la 500 Cassonata Giannini, Ferrari Mondial e 308 Tra le due ruote sono da menzionare la Lambretta del 1948 con cambio a Barchetta, la bellissima Vespa Calessino (in tutto il mondo ne sono rimasti pochissimi esemplari), la Lambretta sidecar dei primi anni 50, MV Augusta del 1950, la splendida Moto Guzzi Falcone del 1954, una particolarissima moto inglese Enfield con cambio invertito.

A tutti i partecipanti iscritti ogni anno sono distribuiti oggetti ricordo e gadget offerti dagli sponsor e partner tecnici che si sono alternati nelle varie edizioni e alcuni premi offerti dai commercianti ed artigiani locali.

Il sito dell’evento

Agguato a Torre Annunziata, 32enne freddato da sicari a bordo di uno scooter

Ancora incerte le cause dell’omicidio sul quale indagano i Militari di Torre Annunziata. Nel corso del sopralluogo sul posto, sono stati rinvenuto 10 bossoli calibro 9, che sono ora al vaglio degli inquirenti. Omicidio nella notte a Torre Annunziata. La vittima è Alberto Benvenuto Musto, 32 anni, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è giunto cadavere la scorsa notte all’ospedale di Boscotrecase, nel Napoletano. Sul caso indagano i carabinieri di Torre Annunziata che al momento hanno accertato che la vittima, mentre viaggiava a bordo di una Lancia in compagnia di un 33enne (del quale non sono state fornite le generalità), lungo via Roma sarebbe stato avvicinato da due persone in sella a uno scooter e col volto coperto da caschi integrali, che avrebbero iniziato a fare fuoco contro Musto, senza lasciargli scampo. I militari dell’Arma, nel corso di un sopralluogo sul posto, hanno rinvenuto dieci bossoli calibro 9.