«Giustizia, etica e politica» ha voluto chiamare il convegno di ieri sera (lunedì 5 giugno) a Somma Vesuviana e lo ha fatto, il segretario Auriemma, prendendo in prestito una raccolta di scritti del cardinale Carlo Maria Martini che delinea, tra i valori citati, una inestricabile connessione.
Ha iniziato il suo intervento citando il cardinale Martini, prendendo in prestito un recente editoriale di Paolo Macry, auspicando che la politica possa recuperare valori etici e citando Aristotele. Insomma Auriemma, già due volte candidato sindaco nelle scorse amministrative ha tentato di alzare il livello della discussione in una sala Santa Caterina non troppo gremita o comunque dove il potenziale elettorato del Pd, quello che avrebbe dovuto portare alla vittoria il progetto che si dice «decapitato» e che sarebbe stato nelle intenzioni e nelle premesse «vincente», non c’era. C’erano i dem dei paesi limitrofi, c’era una buona dose dei militanti più agguerriti, ma quel popolo che si voleva coinvolgere, quello che in una situazione simile e dopo una scelta così difficile come quella di non presentare la lista di partito, ieri è rimasto a casa.
Due cose sono state però chiare: la volontà di non mollare e la scelta di non dare indicazioni all’elettorato. Ha tenuto Auriemma, infatti, a precisare la posizione del Pd. «Non ci riconosciamo in nessuna delle forze in campo, nelle proposte che mancano degli elementi programmatici ai quali noi ci ispiriamo e continuiamo ad ispirarci nella nostra visione di città» – ha detto il segretario dem. Che ha poi aggiunto: «Il Pd si è però sempre speso per una partecipazione responsabile dei cittadini al voto, dunque pur non dando indicazioni, chiediamo una partecipazione critica».
Da puntualizzare, forse, che alcuni interventi degli «ospiti» dem si sono basati su imprecisioni: il frequente ricorso alle urne a Somma Vesuviana è stato, giustamente e immancabilmente, portato ad esempio negativo ma su basi che indiscutibili non sono. Sulla prematura fine della recentissima consiliatura, ad esempio, si è sentito dire che è «finita su basi non politiche», ventilando una connessione con altre vicende di taglio giudiziario. Ebbene, la consiliatura dell’avvocato Piccolo è finita per sue dimissioni, dopo innumerevoli crisi politiche. Stigmatizzabili quanto si vuole, ma sempre politiche. Quanto alla precedente, quella guidata da Ferdinando Allocca, all’epoca già dimissionario sempre per ragioni interne alla sua maggioranza, è alfine terminata per la sua dipartita seguita poi dalla sfiducia al suo successore e vice facente funzioni, Salvatore Di Sarno, anche lui candidato sindaco nell’attuale competizione, come Piccolo e come il figlio del sindaco Allocca. Dunque, che si prenda ad esempio negativo la città di Somma Vesuviana per il suo frequente ricorso alle urne è sacrosanto e scontato da parte di una forza politica, come da chiunque, ma conoscerne almeno le motivazioni precise ci sembra altrettanto importante.
Detto ciò e chiarita la posizione del Pd, va anche detto che Auriemma ha testualmente affermato che queste elezioni «sono nate e stanno crescendo sotto una coltre torbida» affossando un progetto che stava crescendo da febbraio scorso (ndr, dalle dimissioni di Piccolo) includendo in un programma concreto e reale le «risposte ai bisogni della gente, i diritti negati dei bambini e delle famiglie come degli operai che rischiano oggi il posto di lavoro e degli abitanti del quartiere Soficoop che perderanno la casa».
«Ma poi, con una successione temporale inquietante – ha aggiunto Auriemma- condizionamenti e intimidazioni hanno impedito a una forza democratica di presentare il suo progetto di governo per questa città e la nostra scelta è straordinaria, estrema, serve affinché la città si ponga domande circa la qualità del tessuto democratico». «Chiunque sarà il sindaco- ha proseguito il segretario locale dem – ci sarà una situazione monca per l’assenza del Pd di cui questa città ha bisogno. Ora si apre per noi e per Somma un momento di riflessione che spero sia pacata e costruttiva: non rinuncia, ma rilancio. Ridaremo fiducia al nostro popolo, saremo presenti lì dove i problemi sono concreti per avanzare le nostre proposte».



