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De Luca: «ok all’ampliamento dell’inceneritore». Acerra replica: «faremo le barricate»

Compatte le posizioni politiche del territorio. 

 

Ampliamento del termovalorizzatore di Acerra: una scelta obbligata. Lo smaltimento dell’immondizia è di nuovo in affanno, sia a Napoli e provincia che in tutta la Campania. Zone turistiche come il capoluogo partenopeo, Sorrento, Ischia, Amalfi, Positano, Capri, si trovano in questo momento sotto l’incombente minaccia del più che temuto cassonetto stracolmo. Inoltre bisogna sciogliere due nodi importanti: la mancata approvazione da parte dell’Unione Europea del piano regionale dei rifiuti, con tutto il suo carico di più che probabili multe, e il rischio che eventuali guasti dell’inceneritore di Acerra possano far aggravare una situazione già costantemente in bilico, sempre sul baratro dell’emergenza. Da qui l’annuncio del presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, l’altro ieri, in diretta tv: « Ampliare il termovalorizzatore aggiungendo una quarta linea di incenerimento degli scarti ». Ed è un’idea che sta trovando i favori della maggior parte del panorama politico campano. Ma è anche un’idea che, come del resto era prevedibile, non sta piacendo affatto agli acerrani, in questo ferale e rovente periodo di caldo che non dà scampo assillati dai roghi tossici e dal fantasma della cronica chimera delle bonifiche dei terreni inquinati. Sempre ad Acerra, sabato, sono spuntati comitati spontanei che hanno organizzato in fretta e furia un’assemblea popolare, all’aperto, nel centro storico, in serata. In piazza Castello si sono radunate decine di persone. « Faremo le barricate – la minaccia dei manifestanti – qui i roghi tossici ci stanno flagellando ma il governatore pensa ad inquinarci di più con il potenziamento dell’inceneritore: faremo le barricate ». Anche Forza Italia scende in campo al fianco del fronte del no. « Siamo basiti di fronte a tanta irresponsabilità istituzionale – afferma Paolo Russo, leader campano degli azzurri – un giorno si dice no ai termovalorizzatori e il giorno dopo si aumenta la capacità di un termovalorizzatore che insiste in un’area che ha il record regionale di polveri sottili. Noi non siamo quelli del no, anzi, abbiamo sempre una responsabilità per cui chiediamo che Napoli e Salerno facciano la loro parte anche dal punto di vista impiantistico. Ma questa di De Luca ci sembra una condanna per un territorio che a questo punto deve reagire con civiltà democratica e istituzionale ». A ogni modo De Luca conferma « il no alla costruzione di nuovi impianti, come quello di Giugliano e Napoli Est ». Il presidente della giunta regionale spiega inoltre che la decisione di ampliare ad Acerra è dettata dal fatto che « bisogna prevenire problemi legati non alla manutenzione ordinaria, come un guasto tecnico che richieda tempi più lunghi di un paio di settimane ». Per concretizzare il tutto ci sarà bisogno del si della conferenza dei servizi campana. Ma il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ribadisce il suo no. « De Luca – dichiara il sindaco – pensi piuttosto a fare le bonifiche visto che il Comune ha appena diffidato sia la Regione che il governo ». Il Comune di Acerra ha diffidato Regione e Governo a dare il via alle bonifiche dei terreni classificati come pericolosi dalle stesse istituzioni campane e nazionali. « Non solo dico no all’ampliamento del termovalorizzatore – afferma il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri – ma con la diffida che il Comune ha inoltrato a Regione e governo chiediamo di provvedere all’adozione degli atti obbligatori di propria competenza». Sulla stessa linea è la posizione della segretaria del Pd di Acerra, Paola Montesarchio: « Credevo che per la mia città fosse arrivato il tempo di ricevere e non quello di continuare a dare: difenderemo il nostro territorio con le unghie e con i denti! ». Dura è anche la leader locale del Movimento Cinque Stelle. « Faccio un appello – dice Carmela Auriemma – a tutte le forze politiche, partiti, movimenti, associazioni, comitati, istituzioni, affinchè si uniscano in un’unica anima per difendere la nostra comunità da questo che senza dubbio è un crimine di massa ».

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