Di Donna stigmatizza. Ma Bonavitacola chiede di ragionare.
« Contraddittorio, pericoloso, anacronistico e inutile ». Il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, commenta così l’annuncio del presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, di dare il via alla realizzazione di una quarta linea nel termovalorizzatore. Un annuncio dettato dalla necessità di prevenire la crisi di un sistema della raccolta sempre in affanno e sotto la spada di Damocle delle sanzioni europee. Proprio a questo proposito ieri c’è stato un botta e risposta a distanza tra il vescovo, che ha diramato un comunicato piuttosto duro nei riguardi del governatore, e il vicepresidente della giunta, Fulvio Bonavitacola, che in un messaggio immediatamente successivo a quello del prelato ha chiarito alcuni aspetti della questione. « Il presidente De Luca – ha detto Bonavitacola – ha evidenziato l’utilità di poter disporre presso l’impianto di una quarta di linea di sicurezza per le manutenzioni. Periodicamente infatti una linea si deve fermare e c’è il rischio di gravi problemi di tenuta del sistema. A metà luglio questo si verificherà e e la Sapna ha messo le mani avanti creando molto allarme. Quindi il presidente ha ipotizzato una linea sostitutiva di soccorso quando ci sono le manutenzioni, non una linea aggiuntiva per aumentare i quantitativi di trattamento. Comunque si tratta di un’ipotesi da messa in sicurezza per situazioni particolari. In ogni caso il piano regionale rifiuti non prevede una quarta linea per trattamenti e non abbiamo nessuna intenzione di modificare tale previsione ». Nel suo comunicato il vescovo di Acerra aveva tirato in ballo proprio il vicepresidente dell’esecutivo campano, che in una lettera di risposta trasmessa alla diocesi all’inizio dell’anno aveva detto più o meno quanto ribadito ora e cioè che « il piano rifiuti non prevede modifiche dell’impianto di Acerra, né incremento delle autorizzazioni esistenti ». « Si sfiora il cinismo – conclude intanto Di Donna – se si continua a mortificare un popolo: Dio non voglia questo ulteriore gravissimo danno alla città. Si abbia, però, il coraggio civile di venire a spiegare alla gente di Acerra il perché di tutto questo “inspiegabile e inaudito accanimento” ».



