PNV: cronaca di un disastro annunciato

La piccola cronaca di un gruppo di volontari che ieri pomeriggio ha provato a dare il suo apporto allo spegnimento degli incendi vesuviani.

Siccome, come tradizione vuole, le notizie andrebbero prese alla fonte, così come l’apporto va dato possibilmente in maniera diretta, ci siamo ancora una volta recati su di uno dei principali focolai dell’incendio che ormai sta consumando macchia e pineta vesuviana almeno dallo scorso 5 luglio. Tre volontari che avevano a cuore le sorti del proprio Parco Nazionale e della propria Montagna, tre pale e un GPS che vanno a sporcarsi letteralmente le mani.

Ieri, 8 luglio, nella totale dimenticanza della situazione da parte delle istituzioni, siamo saliti sui luoghi dell’incendio divampato la settimana scorsa poiché a monte di quell’evento si alzava ancora una preoccupante cortina di fumo che lasciava presagire un altro pericoloso incendio. Del resto la siccità e il vento non possono fare altro che alimentare ulteriormente ciò che non è sotto controllo.

Area interessata il giorno 8/7/17

Superato il paesaggio lunare lasciato dalle fiamme del cinque luglio, che tra l’altro hanno portato alla luce la presenza di discariche estemporanee di materiale in prevalenza di risulta edilizio, ci inoltriamo nella pineta a valle della riserva Tirone Alto Vesuvio, il sentiero n°4 del PNV per intenderci, quello che conduce alla valle delle Ginestre. Lì scopriamo le prime fiamme che lentamente ma in maniera inesorabile consumano pini e lecci, trovando il loro combustibile nel secco e abbondante sottobosco.

Subito ci mettiamo all’opera, contattiamo verso le 17:20 il 115 comunicandogli le coordinate GPS per l’intervento aereo e indichiamo la necessità di inviare anche personale di terra per l’opera di rifinitura, necessaria affinché le fiamme non riprendessero il sopravvento.

Prontamente giunge un elicottero, credo che lo definiscano “il canguro” fornito di una pompa pescante con la quale preleverà l’acqua nel vicino bacino presso le baracche della forestale all’interno della riserva stessa. Una ventina di viaggi sembrano placare le fiamme ed immediatamente, nella vana attesa arrivino rinforzi, ci mettiamo all’opera per creare delle linee tagliafuoco per sbarrare la strada alle fiamme che si alimentavano ancora del sottobosco.

Purtroppo il nostro sforzo e quello dell’elicottero non sortisce gli effetti desiderati, a terra siamo troppo pochi e mal equipaggiati, là dove era arrivata l’acqua e là dove credevamo di aver spento il fuoco, questo si ripropone con maggior forza per l’estrema aridità del terreno e del sottobosco. Proviamo a contattare i VVF per rendere conto della situazione ma le linee sono intasate ed è praticamente impossibile entrare in contatto con loro; rinforziamo le linee e lavoriamo finché la luce non ci assiste ma la lotta è impari.

Con la colonna di fumo ancora alle spalle scendiamo a valle sconfortati come tre carbonai, tutt’intorno la vita segue regolarmente, l’agriturismo brilla con le sue luci ed accoglie i primi ospiti, la pizzeria più a valle è piena di gente e il parcheggiatore abusivo mi cazzea per la mia auto parcheggiata sotto al muro, gli rubava spazio per le auto degli clienti.

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Vesuvio: il disastro continua

L’amara cronaca e l’amara costatazione di un disastro annunciato

Il Vesuvio è ancora in fiamme e brucia almeno da quattro giorni, c’è chi sostiene che si tratti di ecomafie ma a noi pare, almeno in questo caso, che sia semplice incuria e mancata progettazione, non serve infatti l’esercito, invocato dal sindaco di Ercolano e dal presidente del Parco ma la coerenza, perché è quella che manca troppo spesso a chi ci amministra.

Zona approssimativa dell’incendio

Ieri sera, così come l’altro ieri, il bosco misto bruciava a valle della Tirone e a monte di via Vesuvio ad Ercolano, qualche volo dei già impegnati Canadair e degli elicotteri e poche sparute forze a terra e il fuoco si mangia il nostro Parco. Non si può gestire un parco nazionale in questo modo, la mancanza di uomini e mezzi, annoso e risaputo problema, non può scusare l’inadempienza nell’allestire un sistema che potesse quanto meno arginare il fenomeno dei roghi estivi, che, per quanto possano essere imputati al dolo dell’uomo, esistono da sempre; esistevano la scorsa estate, e l’altra ancora e così via, anche quando il compianto Corpo Forestale dello Stato c’era ed operava.

Se aspetti l’emergenza, se non conosci la cosa che amministri, e soprattutto se non ti affidi a chi conosce il territorio, non puoi far altro che contare i danni e le spese, ben maggiori della dovuta prevenzione.

Oggi vola sulle nostre teste un solo Canadair che fa la spola tra il Golfo e il Vesuvio, la SMA ha due moduli in avaria, la PC ha bisogno di altre squadre e una nuvola scura e minacciosa si eleva tra il Colle del Salvatore e Colle Umberto, è la riserva integrale del Tirone Alto Vesuvio che brucia.

Dio e il Caso: morire in un palazzo che crolla, o in uno che brucia, e dire al telefono: “Mamma, sto morendo…”

Può un Dio aver consentito che chi abitava nel palazzo di Torre Annunziata morisse in quel modo, e che Gloria Trevisan fosse raggiunta dalle fiamme di Grenfell Tower mentre stava a telefono con la madre e riuscisse a dirle “Mamma, sto morendo…”? Una paranoia del nostro tempo: la rimozione delle immagini della morte. Blaise Pascal e J.L. Borges.

“Signore difendimi non dalle spade, ma dalla speranza” (J.L. Borges)

In una memorabile lezione Salvatore Battaglia ci spiegò che è difficile stabilire i confini del dominio della casualità: e ci parlò di Guicciardini, e del suo monito a non attribuire al Caso le colpe della nostra scarsa lucidità, dei difetti della nostra “prudenza”, e cioè della nostra capacità di prevedere gli eventi. Fino a qualche anno fa chi, passeggiando, a Nizza, per la “Promenade des Anglais”, avesse visto un camion fare strane manovre, avrebbe pensato tutt’al più a un camionista ubriaco, e non all’attentato di un terrorista. Boris Vian, che ha scritto uno straordinario romanzo sulla morte, “La schiuma dei giorni”, diceva che il caso è, alla fine, una scala di percentuali di probabilità: affacciarsi alla finestra e “scontrarsi” con una pallottola vagante è più facile che accada a Napoli che a Stoccolma. Almeno fino ad oggi. Domani, non si sa. Quella scala prevede come naturale la morte per malattia, a qualsiasi età, presenta come probabile la morte per violenza di Natura, giudica possibile che un automobilista distratto o che guida un’automobile che all’improvviso impazzisce travolga un pedone proprio sulle strisce pedonali o un motociclista rispettoso della segnaletica. Ma quella scala deve considerare molto improbabile che un automobilista muoia in autostrada schiacciato da un cavalcavia che ha deciso di crollare, di schianto, sull’infelice, accompagnato dal Caso a passarvi sotto proprio nel momento fatale. Eppure, è accaduto. Una delle vittime del crollo di Torre Annunziata era una sindacalista della Cgil: chi l’ha conosciuta mi dice che era una donna coraggiosa, energica, saggia nel trovare soluzioni ai problemi. Mi chiedo da stamattina se è stata così fortunata da morire sul colpo, o se il Caso si è divertito a tormentarla con un attimo nero e eterno di agonia cosciente, in cui alla paura della morte, della sua morte, si aggiungeva la disperazione per il buio, e per il silenzio, per il marito, per il figlio, che era tornato a casa poco prima del crollo. Quale Dio ha potuto consentire, e perché, che mentre in quella notte del 14 giugno Grenfell Tower bruciava, i genitori di Gloria Trevisan sentissero, per telefono, spegnersi a poco a poco la voce della figlia raggiunta dai vapori e dalle prime fiamme, e poi le ultime parole: “Mamma sto morendo, grazie per quello che avete fatto per me”.? Non riuscirò a dimenticare questa scena. Di cosa fosse capace la crudeltà del destino, nemmeno Seneca fu capace di immaginarlo: si illudeva che il destino fosse uguale per tutti, e che questa uguaglianza ne rendesse sopportabile la ferocia. Da domani si metterà in movimento uno dei motori psicologici del nostro tempo: la rimozione dell’immagine della morte e dell’onnipotenza del Caso. Il primo atto, che mi pare sia stato già avviato, è la ricerca del colpevole del crollo: di un colpevole qualsiasi.. L’individuazione del colpevole sazia il desiderio di vendetta e conforta, contemporaneamente, l’illusione che il Caso non esista realmente, sia un idolo fittizio e ingannevole e che tutti gli eventi siano effetti di cause chiare e nette e, a loro volta, diventino cause di eventi certi e misurabili. E’, questa illusione, una delle grandi paranoie del nostro tempo, da cui, diceva Umberto Eco, nascono la mania del complottiamo e l’ossessione della dietrologia. E poi la rimozione della morte. Il ricordo delle vittime di Torre Annunziata si dissolverà in pochi giorni, corroso e macinato dal nastro di “fb”, dalle foto dei lidi e del mare, dei piatti, dai post dei predicatori di giornata e dei politici. In definitiva, questa rimozione la vogliamo tutti. E perciò aspettiamo con ansia il sermone di qualche uomo di Chiesa che ci esorti a credere che la storia e il mondo, le cose grandi e le piccole, le migrazioni di massa e la morte di otto infelici schiacciati dalle pietre rientrino nel disegno della Provvidenza: alla fine, diceva Blaise Pascal, – quel Pascal che Scalfari ha proposto a papa Francesco di proclamare Beato -, credere in Dio conviene, perché ogni domanda troverà una risposta, e ogni dubbio verrà dissolto. Per chi si accontenta. Non so immaginare cosa il Dio di una religione rivelata possa rispondere alle domande terribili dei genitori di Gloria Trevisan. Forse gli scrittori della cattolicissima Spagna e delle cattolicissime terre latinoamericane hanno ragione quando ci dicono che è conveniente immaginare la vita come un sogno. “…Mi piaceva/ dormire per sognare, e anche per l’altro/ sogno lustrale che elude la memoria/ e che ci purifica dal gravame/ di essere chi siamo sulla Terra.”. La consolante poesia di Borges…..    

Somma Vesuviana, “Crisommole”: gli Amici del Casamale ringraziano

I casamalisti non sono poco collaborativi, checché ne dicano i leoni da tastiera”.
Con il presente comunicato vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno partecipato alla realizzazione dell’evento “CRISOMMOLE – L’eccellenza incontra la tradizione”, tenutosi lo scorso 1 e 2 luglio presso il borgo Casamale, una delle tante iniziative realizzate nell’ambito del programma UN BORGO DI IDEE. Ci scusiamo anticipatamente per la lunghezza di questo comunicato, ma ci sembra opportuno ringraziare singolarmente tutte le figure che vi hanno partecipato. In primis ringraziamo gli abitanti del borgo e l’associazione Borgo Onlus che ci consentono di realizzare tutte queste manifestazioni condividendo i loro spazi e comodità, ringraziamo poi le dottoresse Filomena Iovine e Monica D’Amore – responsabili delle PO n°3 e 4 del comune di Somma Vesuviana, che ci hanno sopportato e supportato nelle nostre scelte. Un plauso andrebbe fatto loro da parte di tutta la comunità sommese per aver avuto il coraggio e la forza di aprire, anche se temporaneamente, due opere di fondamentale importanza per il rilancio non solo del borgo Casamale, ma di tutto il paese, sperando che i prossimi amministratori continuino a collaborare con loro come ha fatto il commissario prefettizio, la dott.ssa Carolina Iovino, a cui va il nostro saluto. Un grazie alle Dott.sse Carmela D’Avino e Gabriella Bellini, direttrici delle testate giornalistiche on line, rispettivamente “Il Mediano.It” e “La Provincia On Line”,  per le attenzioni che ci hanno riservato con i loro articoli. Grazie agli espositori – Alimenta2000, Angolo del Dolce, Bar Lanzetta, Bar Vernillo, Bar Pasticceria Caffè Masulli, Bar pasticceria Food&Rir,  Distilleria Amato, La Cantina D’Aragona, Pasticceria Nueva,  Pasticceria Ignazio Alaia, che con le loro creazioni hanno deliziato gratuitamente i tantissimi visitatori. Grazie ai fornitori – Notaro’s Bakery e Bar Villa Giulia. Grazie a Eccellenze Campane e all’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, che ci hanno sostenuti. Grazie alle aziende agricole – Azienda Agricola Raia, Angrisani Mario, De Simone Vincenzo, Maiello Martino, Mele Ortofrutta, Pellecchielle Monte Somma, Perna Federico e Terra Viva del Vesuvio. Grazie alle associazioni – Fontana Chiara, Il Torchio, Proloco Somma Vesuviana, Proloco Dell’Arco Sant’Anastasia, Proloco Pollena Trocchia, Proloco Ottaviano, Slow Food e Somma Trekking. Grazie a Franco Mosca, sempre disponibile e grande consigliere, al maestro Franco Pepe di “Pepe in Grani” per la sua testimonianza di esperienza fattiva, a Radio Antenna Uno per la promozione via etere dell’evento. Grazie agli artisti che hanno impreziosito i portoni con le loro opere – Antonio Cece,  Daniela Allocca, Diana D’Ambrosio, Francesco Girardi, Franco Tirelli, Giusy Petrone,  Jole Secondulfo e Mary Pappalardo. Grazie a Fiore Di Palma per la conduzione e coordinamento del convegno Tecnico, a Creative Innovation Lab  e Jescesole per il supporto informatico, a Padre Giuseppe D’agostino parroco della Chiesa Collegiata, anch’egli sempre disponibile. Un grazie particolare va a chi ha saputo intrattenere i visitatori – I Banda Larga (nelle varie forme, prima divisi in varie postazioni e poi uniti per un gran finale), l’associazione “Aspettando Michele” e “Il Torchio” (per l’animazione delle cene), “L’ensemble FA…RE SOL MUSICA” (per lo spettacolo Musicale). Dicerie popolari vogliono che i Casamalisti siano ‘poco collaborativi’, ma guardando quest’elenco non si direbbe affatto. Facciamo dunque un appello non a coloro che preferiscono un monitor o una tastiera ai confronti pubblici, non a coloro che con foto, post e denunce anonime pensano di risolvere i problemi che affliggono il Casamale, ma a coloro che realmente tengono al quartiere, a questi ultimi diciamo: aiutateci, uniamo le forze, collaboriamo, insieme si può fare qualcosa di concreto, con l’aiuto di un’amministrazione collaborativa si può cambiare la faccia di questo quartiere, ma se così non fosse, potremmo comunque essere la spina nel fianco di un’amministrazione distratta. Più volte siamo stati criticati e siamo sempre stati rispettosi di tutti,  ma a queste persone una riposta è dovuta: siamo stanchi delle vostre storielle, dei vostri racconti fantasiosi, della vostra visione di un borgo morto. Sempre in prima linea a dirsi ‘attivisti’, ma subito pronti poi a incolpare noi dei vostri fallimenti. Sarà pur vero che se il Casamale versa in queste condizioni i primi colpevoli sono i Casamalisti strafottenti, che si girano la faccia l’un l’altro e non vi siete mai fatti scrupoli a sottolinearlo, ma quando sono stati i vostri amici e clienti a far del male al quartiere, questo non era degno di nota. Siamo stati accusati di, e riporto, “voler fare solo feste e festini”, e noi rispondiamo: se al momento è l’unico modo per far sì che anche al borgo vi siano i vigili, che sia fatta manutenzione e che le strade siano pulite, allora sì.         Se avete un bisogno smisurato di criticarci, fate almeno in modo che siano critiche costruttive. Il signor Salvatore Piccolo il 4 novembre 2016 considera le nostre assemblee ‘bellissime’, anche se con il freno a mano tirato, autoreferenziali e con poche proposte; il 4 gennaio 2017 invece attacca l’amministrazione, lamentando ancora la chiusura del parcheggio ed esorta le associazioni alla ribellione; e ancora, il 13 febbraio rincara la dose sull’amministrazione, ritornando sul tema del parcheggio; infine il 7 giugno, dopo il confronto fra i candidati a sindaco nella Collegiata, considera infantili, puerili e futili le domande fatte dagli organizzatori autodefinitisi, come ha sottolineato, ‘Amici del Casamale’. Sì, signor Piccolo, noi siamo Amici di questo borgo perché stiamo provando a cambiare le cose e se sapere se il castello verrà gestito da chi fa ristorazione, se le tariffe per i posti macchina al parcheggio saranno o meno agevolate per i residenti, se si farà una politica di defiscalizzazione per i bassi sono per lei cose ‘puerili’, allora avrebbe potuto proporre lei stesso dei quesiti, perché queste sono le domande degli abitanti del borgo che noi abbiamo semplicemente fatto arrivare alla moderatrice. Infatti avevamo anche messo a disposizione un numero telefonico e una mail per chi come lei non ha il coraggio di mostrarsi pubblicamente, come anche qualcun altro sui social. Noi non vantiamo crediti per questa manifestazione o per altre già fatte, ma il pensiero che siamo riusciti a creare due precedenti, ovvero l’apertura del Parcheggio e del Castello, ci fa ben sperare, ma invece di collaborare, lei come altri continua a parlare. Fare un’assemblea in una chiesa spogliata del Santissimo, considerando che al borgo non esistono altri luoghi per cui non servono spese o autorizzazioni, non ci sembra poi un peccato così grave. Se lei è inoltre a conoscenza di fatti o situazioni gravose, denunci alle autorità competenti, ma non anonimamente, rinunci a qualche incarico, a qualche lavoretto, a qualche pseudo-amico e sia più presente. Invitiamo ancora una volta alla collaborazione, perché il fine ultimo dovrebbe essere unico e comune. A breve vi sarà un altro incontro pubblico.                  

Sant’Anastasia. Sostegno Inclusione Attiva: ok al finanziamento di un milione di euro

Un progetto europeo dell’Ambito n. 25 – Pomigliano e Sant’Anastasia – è stato approvato e finanziato per €1.171.483,00 con decreto dell’AdG n. 239 del 28 giugno 2017.    Per i prossimi tre anni saranno realizzate azioni indirizzate a supportare l’avvio della misura SIA (Sostegno Inclusione Attiva). Gli interventi sono: Istituzione del Segretariato Sociale, Rafforzamento del servizio sociale professionale, Istituzione dell’educativa territoriale e domiciliare, oltre 30 tirocini inclusivi per ogni singola annualità. Investimenti, servizi ed occupazione saranno a breve messi in campo per realizzare il progetto. Il SIA è una misura di contrasto alla povertà, che prevede l’erogazione di un beneficio economico alle famiglie, nelle quali almeno un componente sia minorenne, oppure sia presente un figlio disabile anche maggiorenne, o una donna in stato di gravidanza accertata. Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente deve aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni, in rete con gli altri servizi del territorio, come i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità. Il progetto viene costruito insieme al nucleo familiare sulla base di una valutazione globale delle problematiche dei bisogni e coinvolge tutti i componenti, instaurando un patto tra servizi e famiglie, che implica una reciproca assunzione di responsabilità e di impegni. Le attività possono riguardare i contatti con i servizi, la ricerca attiva di lavoro, l’adesione a progetti di formazione, la frequenza e l’impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute. L’obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia. “Ringrazio l’assessore, è un progetto importante al quale possono accedere famiglie che sono in difficoltà e questa per noi è la più bella soddisfazione due punti aiutare con il nostro impegno le persone – dice il sindaco Lello Abete. È importante sottolineare che la triennalità del finanziamento garantisce continuità a servizi attesi e richiesti da fasce di cittadini assistiti in passato saltuariamente. Le politiche sociali anastasiane faranno un notevole balzo in avanti. Di questo c’è da essere soddisfatti, con la speranza di aver iniziato un ciclo virtuoso nell’accesso alle opportunità europee”. “Il SIA è un progetto che si prefigge un obiettivo importante: sostenere le famiglie nel trovare la loro indipendenza economica, anche attraverso percorsi appositamente studiati per il nucleo familiare. Siamo soddisfatti dell’approvazione del progetto – spiega l’assessore al ramo Rossella Beneduce – che aiuterà i nostri concittadini concretamente. Un ringraziamento particolare va alle risorse umane dell’Ufficio Politiche Sociali. Con questa progettualità triennale saremo in grado di offrire servizi che avranno finalmente la caratteristica della continuità, per cui abbiamo l’opportunità reale di sostenere e seguire bene i soggetti fruitori e le famiglie, nello spirito della legge e delle Politiche Sociali, che, quando sono realizzate, spesso risolvono alla radice le problematiche attuali della nostra società”.  

Pollena Trocchia. Protezione civile fire-fox: in partenza il campo scuola

Anche quest’anno il gruppo locale organizza il gruppo di formazione e pratica. Prenderà il via lunedì 10 luglio il campo-scuola organizzato dal gruppo locale di Protezione Civile “Fire Fox”, che anche quest’anno ha partecipato al progetto “Anch’io sono la Protezione Civile” indetto dal dipartimento di Roma. Per un’intera settimana più di venti ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 16 anni compiranno un percorso formativo e pratico di Protezione Civile: monteranno tende e saliranno su scale per affrontare emergenze, utilizzeranno estintori contro il fuoco e forniranno primo soccorso. Previste, inoltre, anche le visite al Gran Cono del Vesuvio e al Centro Operativo di Protezione Civile di San Marco Evangelista, in provincia di Caserta. Infine, i partecipanti al campo, che prevede anche il pernottamento e che sarà ospitato all’interno del plesso scolastico San Gennariello dell’IC Gaetano Donizetti, riceveranno la visita degli artificieri della polizia di stato. “Il Dipartimento della Protezione Civile di Roma anche quest’anno ha scelto il nostro gruppo per organizzare un campo-scuola e questo ci rende particolarmente orgogliosi. Si tratta di una sola delle tante attività di prevenzione e formazione che facciamo sul territorio e che si affiancano al nostro impegno nelle situazioni di emergenza” ha detto il presidente di “Fire Fox”, Salvatore Graziuso. “Siamo contenti che ancora una volta il gruppo locale di Protezione Civile ha organizzato il campo-scuola su questo territorio, offrendo ai giovani di Pollena Trocchia un valido strumento di formazione e crescita che è anche occasione per socializzare e divertirsi. La speranza è che questo primo incontro con questo mondo produca semi in grado di germogliare nel tempo, contribuendo ad avvicinare i cittadini del domani ai valori dell’impegno, del sacrificio, del coraggio e della salvaguardia propri della Protezione Civile” ha detto il sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto. Nell’ambito dell’iniziativa, sabato 15 luglio sarà organizzata, a partire dalle ore 18, una dimostrazione nel corso della quale i partecipanti mostreranno a genitori e cittadini cosa hanno imparato grazie al campo-scuola. Nell’occasione sarà anche presentato il nuovo, attrezzatissimo mezzo antincendio assegnato dalla regione Campania al gruppo locale.

Il grido di aiuto dalla Terra dei Fuochi: migliaia in piazza ad Acerra

«Basta roghi e basta inceneritore». Tensioni con il sindaco.   Migliaia di persone ieri hanno partecipato al corteo contro l’escalation dei roghi tossici e l’annuncio della Regione Campania di voler aggiungere una quarta linea di incenerimento dei rifiuti nel termovalorizzatore di Acerra. E’ stato il primo segnale nell’hinterland della ripresa della mobilitazione popolare per il diritto alla salute e ad avere un ambiente sano e vivibile. In testa al corteo che si è sviluppato per le strade del centro di Acerra  ieri sera c’erano anche le donne di via primo maggio, una zona funestata dalle esalazioni di una discarica di rifiuti industriali che non accennano a spegnersi. Questa situazione ha fatto alimentare la tensione proprio nella tarda serata di ieri, al termine della manifestazione. Sotto il municipio c’è stato un brutto battibecco tra il sindaco Raffaele Lettieri e una signora che abita nell’area flagellata dai fumi dello sversatoio chimico. A quel punto una piccola folla si è piazzata davanti all’auto del primo cittadino. La gente era inviperita. Solo l’intervento della polizia è riuscito a mettere sotto controllo la situazione e a fare il modo che Lettieri potesse rientrare a casa.

Torre Annunziata, crollo palazzina: otto vittime

Bilancio drammatico del crollo: recuperati i corpi degli otto dispersi.    E’ di 8 vittime il bilancio che dovrebbe essere a questo punto definitivo del crollo della palazzina di Torre Annunziata (Napoli). Anche l’ultimo corpo senza vita, quello del piccolo Salvatore Guida, 8 anni, è stato individuato dai vigili del fuoco che hanno scavato tra le macerie tutta la notte. Sette i corpi invece già estratti. Con l’individuazione dell’ottava salma tutte le persone che mancavano all’appello dopo il crollo sono state trovate. Si è  scavato  a mani nude per tutta la notte  per recuperare i  dispersi. Sul posto  vvf, CRI , PC e forze dell’ordine con l’aiuto delle Unità cinofile.  Presenti i volontari della CRI dall’intera regione Campania tra  cui anche alcuni del Comitato Di Napoli sede di Somma Vesuviana. Tre loro anche Psicologi SEP che si occupano del supporto emotivo ai familiari delle vittime e ai soccorritori. Fonte foto: rete internet

Somma Vesuviana, 51mila euro per Santa Maria a Castello: delibera del commissario prefettizio

Interrogazioni, istanze, appelli erano finora caduti nel vuoto. Ma lo stanziamento della commissaria Iovino, accolto con favore anche dal neo sindaco Di Sarno, fa ben sperare per l’area parco di Castello. Ora si attendono i pareri della Sovrintendenza e dell’Ente Parco   Il degrado e lo scempio dell’area parco di via Santa Maria a Castello, riqualificata nel 2012 con i fondi por Campania 2000/2006 misura 19, è sotto gli occhi di tutti da molto tempo.  A breve, però, salvo imprevisti, dovrebbe essere oggetto di intervento di manutenzione straordinaria.  Con i fondi del Pit Vesevo, il Parco Nazionale del Vesuvio si occupò di riqualificare la parte a valle, dove fu realizzato uno campo di bocce per gli anziani, il parco giochi e una fontana con una pedana di legno; al Comune, invece, spettò la riqualificazione della struttura adiacente alla Chiesa, quella che oggi ospita il museo etnostorico, e la piazzetta antistante la Chiesa. A parte il museo etnostorico, l’area belvedere non fu mai inaugurata e risultò subito inadeguata al luogo. La fontana e la pedana in particolare avevano sottratto troppo spazio. L’intera area non solo è stata oggetto anche di numerosi atti vandalici ma ne risulta sconnessa la pavimentazione, divelti i pali di pubblica illuminazione, la pedana di legno con le assi rotte e imbarcate, la fontana sottostante ricolma di rifiuti e luogo di accoglienza di cani randagi. Da più parti sulla questione degrado a Santa Maria a Castello sono arrivate interrogazioni consiliari, sollecitazioni, appelli ma le continue crisi politiche di questi ultimi anni ha fatto completamente dimenticare e aggravare lo stato di abbandono.  Oggi più che mai il degrado in cui versa l’area rappresenta anche uno situazione di pericolo per i tanti visitatori della chiesa di Castello e del museo etnostorico. La buona notizia è che, mentre si svolgeva la campagna elettorale, il commissario prefettizio, con delibera   n 110 del 25 maggio, ha approvato un intervento di manutenzione straordinaria e di  riqualificazione area fontana e pedana  per un importo pari a 51mila euro, somma reperita dalle economie disponibili di un mutuo acceso per un altro progetto di recupero ambientale e paesaggistico che non è mai stato realizzato.  Si attende ora il parere della Sovrintendenza e del Parco Nazionale del Vesuvio. Il progetto è stato accolto positivamente anche dal neo sindaco Salvatore Di Sarno, che si è insediato a Palazzo Torino martedì scorso.  

Ercolano, una marcia per la sanità pubblica

Organizzata per il 10 luglio dal Partito della Rifondazione Comunista. La Sanità Campana è in agitazione, i Centri Accreditati di Riabilitazione con sede nei Comuni di Ercolano, di Portici e di Torre del Greco hanno munto l’ASL NA 3 SUD ricevendo doppi e tripli emolumenti per l’identica fattura, provocando un danno di decine di milioni di euro. La magistratura indaga ma nel frattempo i lavoratori, da oltre un anno, sono senza stipendio ed i cittadini senza prestazioni sanitarie. Situazione non facilmente risolvibile in quanto la Riabilitazione è gestita in regime di monopolio dai privati accreditati che conducono la danza ricattando i lavoratori e pretendendo di restituire il “mal tolto” in tempi biblici. Tutto sotto gli occhi del Governatore De Luca che veste i panni dello struzzo e mette la testa sotto la sabbia. Dopo aver offerto un lauto banchetto ai famelici Centri di Riabilitazione, ripagato con l’appoggio elettorale, ora ha le mani legate e lascia i cittadini disabili e sofferenti nell’impossibilità di ricevere le prestazioni sanitarie. Il Partito della Rifondazione Comunista Regionale è con i cittadini ed i lavoratori a difesa della dignità della persona e della Sanità Pubblica. Parteciperà alla “Marcia per il Lavoro e per la Salute” organizzata dalla FP CGIL della Campania per il 10 luglio c. a. alle ore 19,00 con concentramento in Via Fevolelle 12 Centro Diagnostico Plinio ed arrivo presso la sede del Comune di Ercolano. Rimbomba nella mente lo slogan sbandierato in campagna elettorale da Vincenzo De Luca: “CAMBIARE DAVVERO, PER NON ESSERE MAI PIÙ ULTIMI”. Se qualcuno ci crede ancora, batta un colpo.