Napoli, investita a soli 12 anni: e’ gravissima

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Una ragazza di 12 anni è in pericolo di vita dopo essere stata investita con il fratello di 18, anche lui ferito, mentre attraversava la strada in via Oasi del Sacro Cuore a Giugliano (Napoli). Alla guida dell’auto che li ha travolti un 17enne incensurato, senza patente, che dopo l’impatto ha tentato la fuga a piedi ma è stato bloccato dai Carabinieri intervenuti. I due fratelli sono stati soccorsi dal 118 e trasportati all’ospedale “San Giuliano” dove sono stati visitati: il fratello maggiore ha riportato la frattura della tibia e contusioni multiple nella parte superiore del corpo; la più piccola, la frattura della volta cranica e lacerazione e contusione cerebrale; è in gravissime condizioni.

Il 17enne è stato denunciato dai carabinieri del nucleo radiomobile della locale compagnia per lesioni gravissime e omissione di soccorso a seguito di sinistro stradale. Richiesti anche esami tossicologici. L’auto è stata sequestrata.

Somma Vesuviana, ultimo giorno per la Festa dell’Unità: convegni dalle 10, 30. E stasera la musica di Tony Tammaro

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Ultima giornata per la Festa dell’Unità organizzata dai Giovani Democratici: si comincia questa mattina con «Ricucire i rapporti tra istituzioni e territorio», alle 10 30 in piazza Vittorio Emanuele III ci saranno Massimiliano Manfredi, Teresa Armato, Valeria Valente e Ciro Buonajuto. Intanto ieri per la festa provinciale del partito, la prima in provincia, la piazza di Somma Vesuviana ha accolto tavoli tematici con tutti i consiglieri del gruppo regionale che hanno tutti lavorato insieme ai giovani sui temi di Università e formazione, lavoro e sviluppo, ambiente e Parco, trasporti, legalità, sanità e «forma partito». «Invece delle solite iniziative in cui il gruppo consiliare si limita a spiegare cosa fa sul territorio, abbiamo cercato un confronto- spiega Ilaria Esposito, segretaria provinciale dei giovani dem – ad ogni tavolo si è seduto con i ragazzi un consigliere regionale per poi dar vita ad un documento programmatico che sarà presentato ai candidati alla segreteria del partito napoletano». E questa sera, prima della chiusura musicale – un concerto di Tony Tammaro – Gino Cimmino, Andrea Cozzolino e Marco Sarracino parleranno di «Ricucire il Pd a Napoli e in Campania», nella città in cui i democratici non hanno presentato simbolo e lista e non sono dunque rappresentati nelle istituzioni. Prima ancora, alle 17, 30, piazza Vittorio Emanuele III accoglierà un’iniziativa sul tema dell’immigrazione con la presenza di Pina Picierno, Gennaro Migliore, il direttore generale della pastorale giovanile don Francesco Riccio, Salvatore Esposito (Rete Mediterraneo Sociale) Pier Emilio D’Agostino (Acli) e Ibrahim Coulibaly (associazione Mandè)  «Io sogno un Pd che torni in piazza come è accaduto in questi giorni- continua intanto Ilaria Esposito- che abbia il coraggio di prendere le decisioni giuste, di parlare di temi che possano rappresentare le persone alle quali ogni volta andiamo a chiedere la fiducia, che non abbandoni i territori, che ascolti i ragazzi, che prenda posizioni nette e anche decisioni difficili, insomma che sia dalla parte giusta della storia: dobbiamo tornare ad essere il partito del coraggio».

Leonardo, pezzi difettosi. L’azienda:«Ci vuole più passione». I sindacati: «E’ colpa di tutti»

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« I difetti riscontrati nella produzione dei timoni di coda destinati alla produzione del Boeing 767 sono da attribuire alla scarsa attitudine al lavoro e al poco senso di appartenenza dei lavoratori ». Il j’accuse dell’azienda è contenuto in un comunicato interno della Fim-Cisl affisso in bacheca qualche tempo fa nella grande fabbrica aeronautica “Leonardo”, a Pomigliano . Nel messaggio il sindacato di categoria dei metalmeccanici parla di un incontro con le rsu ( i delegati di fabbrica ) dello stabilimento nel corso del quale l’azienda avrebbe dimostrato, attraverso l’illustrazione di una serie di slide proiettate su uno schermo, che i difetti riscontrati dalla Boeing nei pezzi prodotti dall’impianto napoletano sarebbero il frutto di un cattivo comportamento delle maestranze. E forse non è un caso che l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, di recente abbia inviato una lettera a tutti i dipendenti del grande gruppo industriale italiano. Nella missiva si scrive che nel lavoro « ci vuole passione ». Dunque: un esplicito invito a migliorare le prestazioni proprio perché quella stessa “passione” richiamata starebbe venendo meno laddove le produzioni risultano di scarsa qualità. Non è però dello stesso avviso il sindacato, che invece attribuisce a problemi di organizzazione complessiva e di mentalità la messa in “probation” ( sorta di commissariamento voluto dal committente ) da parte del colosso aeronautico americano della deriva del timone di coda prodotta a Pomigliano. « La nostra organizzazione – replica il segretario generale della Fim-Cisl di Napoli e della Campania, Giuseppe Terracciano – rivendica da diverso tempo che Pomigliano abbia bisogno di investimenti e commesse. La gestione dell’ex amministratore delegato Mauro Moretti – spiega Terracciano – aveva fatto la scelta del risanamento propedeutico agli investimenti. Poi è venuto Alessandro Profumo e noi abbiamo denunciato che a Pomigliano va ripresa la discussione per parlare di prospettiva. Contemporaneamente Pomigliano deve fare il salto di qualità perché non diventa uno stabilimento eccellente sarà soggetto a giudizi negativi ». Per Terracciano dunque le colpe vanno in qualche modo equamente distribuite. « La passione di vuole a tutti i livelli, bisogna infatti cominciare a ragionare sulla qualità con il concorso di tutti gli attori – conferma il dirigente sindacale – dal fornitore all’amministratore delegato. La sfida è questa. Per pensare al dopo ATR ( quella della fusoliere del velivolo regionale ATR è la produzione principale di Pomigliano ) dobbiamo dare una nuova organizzazione. Ma ci vuole un cambio di mentalità complessivo. Noi comunque, con la Fiom e con la Uilm siamo impegnati a traghettare la fabbrica verso questi obiettivi ». Sintetica ma chiara, poi, la posizione espressa da Vincenzo Argentato,. della segreteria provinciale della Fiom-Cgil. « Per me è preoccupante – dice Argentato – che siano stati riscontrati difetti nella deriva del timone di cosa del Boeing 767. Ne va del futuro dello stabilimento. Al contempo però non credo proprio che sia possibile che chi lavora da tempo in quella fabbrica all’improvviso non sappia più farlo. Lo stabilimento di Pomigliano ha troppi anni alle spalle: ha bisogno di investimenti. Attualmente i due stabilimenti di Leonardo a maggior rischio di obsolescenza sono quelli di Pomigliano e di Foggia ».
Leonardo Pomigliano, timone di coda del 767 in lavorazione a Pomigliano
Leonardo Pomigliano, timone di coda del 767 in lavorazione a Pomigliano

Ciclo irregolare

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I gestori della telefonia mobile e fissa non fatturano più ogni mese ma ogni 28 giorni, in questo modo puntano a far pagare un mese in più ai clienti ogni anno: 13 canoni anziché 12.

La loro idea di ciclo segna il passaggio di un’epoca: dal servizio per il cittadino al servizio al cittadino.

In effetti ci stanno facendo un servizio bello pulito pulito.

Ottaviano: in onore di San Michele il magnifico concerto di un trio di voci soprano, “le Armonie”, dirette da Antonello Cascone.

Il trio delle voci soprano, Elena Annunziata, Elena Memoli e Mariarca Seraponte e il Maestro Antonello Cascone hanno offerto al Patrono di Ottaviano e al pubblico l’omaggio di uno straordinario spettacolo, in cui le interpreti, sapientemente guidate dal Direttore orchestratore, hanno dispiegato tutto il repertorio di timbri e toni vocali, e di colori musicali. Si spera che la festa del 29 settembre diventi di nuovo una tradizione dedicata ai valori dello stile e dell’arte.   La musica e il canto sono da sempre aspetti essenziali del culto di San Michele, del San Michele del grano, celebrato l’8 maggio, e del San Michele del vino, a cui è consacrato il 29 settembre. La festa di maggio era riservata alla musica dell’opera, alle formazioni bandistiche di Puglia e d’Abruzzo che tenevano concerto in piazza Municipio e richiamavano i “patiti” da tutta la provincia, e ospita oggi i “nomi” della musica leggera; nella festa di settembre, invece, si esibivano i gruppi della musica popolare, e i protagonisti erano il flauto contadino, la tammorra e la zampogna. I Santi vogliono la musica, che è linguaggio dell’anima, e la vuole in particolare San Michele, custode primo dell’armonia del cosmo. Lodevole è l’opera del Comitato che sta rinnovando la tradizione ottajanese della festa del 29 settembre, ospitandola nella magia della piazza di San Michele, che dalla Chiesa del Patrono di Ottaviano si apre alla Montagna, al Palazzo Medici, e alle case del centro storico. Per chi è ottajanese nella mente e nel cuore, oltre che sul certificato di residenza, quella piazza non è solo un luogo, ma è uno spazio di storia alta, di storia solenne, scritta sui muri della Chiesa, nel profilo maestoso e matronale del Somma, nei basoli, nei silenzi dei cortili che sono una poesia architettonica. Venerdì sera in questa piazza si è esibito, sotto la direzione di Antonello Cascone, il trio “Le Armonie”: e cioè le tre voci soprano Elena Annunziata Di Cristo, che come ha detto il sindaco avv. Luca Capasso, è “un’eccellenza ottavianese”, Elena Memoli, Mariarca Seraponte. Antonello Cascone, direttore d’orchestra, compositore, arrangiatore, nel 2011 ha orchestrato le musiche composte da Stefano Palatresi per la serata del “David di Donatello” , ha diretto esibizioni di Milva, Loredana Berté, Sergio Bruni, Gilbert Becaud, Katia Ricciarelli, Peppino di Capri: e Andrea Bocelli gli ha riconosciuto la capacità di saper orchestrare, con la stessa sapienza musicale, per un’orchestra sinfonica, per una big band e per una piccola formazione. Per capire quanto sia importante questa sapienza, è sufficiente ricordare ciò che Gershwin diceva di Chopin: Chopin è uno straordinario compositore, ma è un mediocre orchestratore. L’orchestratore di genio conosce i colori, i timbri e i toni di ogni voce: le voci degli strumenti, le voci dei cantanti, e forse anche quelle voci delle cose che Giorgio Morandi, uno dei più grandi orchestratori della pittura italiana, giurava di stare ad ascoltare, incantato, per molte ore al giorno. Del resto, quanto sia fine e profonda la sensibilità musicale di Antonello Cascone lo dice chiaramente il progetto da cui nasce il trio “Le Armonie”: non c’è nome più adatto per queste tre soprano le cui voci, dispiegandosi secondo i timbri del dramma, della lirica e della leggerezza, hanno dimostrato anche in piazza San Michele che l’armonia è la sintesi e l’incontro di valori diversi che però si attraggono. Queste meravigliose voci, sollecitate dal Maestro Cascone a esprimere tutto il corredo dei toni e dei colori, hanno dimostrato di possedere elasticità, delicatezza, intensità del “vibrato”, luminosa brillantezza interpretando canzoni non facili, scelte per precise ragioni musicali:  le variazioni ritmiche di “Canzone appassionata”, il colore drammatico di “Granada”  e, per “Volare”, i complessi passaggi in cui la melodia sembra nascere dal recitato. Il trio ha cantato “Furturella” con uno straordinario rigore filologico, perché è riuscito a suggerire a chi ascolta l’idea di quella progressione musicale discendente che, disse Puccini, è il motivo-guida della canzone. Notevole è stata anche l’interpretazione di “A Marechiaro”: le tre voci soprano hanno reso in modo magistrale non solo le variazioni ritmiche proprie della serenata, ma anche la musicalità particolare del testo poetico, quel “piacere” delle suggestioni verbali create da Di Giacomo e che Paolo Tosti salvò nel commento musicale: mi riferisco, per esempio, alla rima tra “tuzzulèa” e “murmulèa”, al movimento del verso “se revotano l’onne de lu mare” – con quel “ de lu mare” che un napoletano di città non avrebbe mai pronunciato -, e all’immagine panica della gioia  delle onde che cambiano colore “pe’ la priezza”. Il trio “Le Armonie” e il Maestro Cascone ci hanno offerto uno spettacolo raffinato e suggestivo, capace di affascinare sia gli esperti di musica che i dilettanti, e di dimostrare che la “musica in piazza” non è solo uno spettacolo di “allucchi” e di clamori. Il Comitato organizzatore ha il dovere di rendere sempre più vitale questo ritorno della tradizione e di non dimenticare che la lezione di stile e di sapienza musicale a cui abbiamo assistito quest’anno deve far da riferimento agli spettacoli dei prossimi anni. Ricordo a Ciccio Annunziata, che fa parte del comitato, che ha promesso di organizzare una mostra delle splendide opere d’arte e dei rari documenti d’archivio custoditi nella Chiesa di San Michele. Brava anche la presentatrice, di cui non ricordo il nome: la esorto a non storpiare i nomi degli assessori, per non innescare conflitti diplomatici. Le fotografie che corredano l’articolo sono di Ciro Matera, che ringrazio.                    

L’insolitopasto, risotto d’autunno al profumo di rosmarino

Ingredienti per 4 persone Brodo vegetale 320grammi di riso ( io uso riso acquerello riserva 7 anni ma va benissimo anche un vialone nano) Mezza cipolla 250 grammi di zucca 2 salsicce private del budello Un rametto di rosmarino Olio evo, pepe, sale 50 grammi di burro Parmigiano reggiano grattugiato Mezzo bicchiere di vino bianco Procedimento Innanzi tutto preparare un brodo vegetale con carota sedano e cipolla, 10 minuti dopo il bollore togliete le verdure e lasciate da parte. In una pentola fredda mettete dell’olio extravergine e il rametto di rosmarino e  fate riscaldare l’olio senza farlo friggere a fiamma bassa quando è caldo spegnete e fate riposare 5 minuti,  dopodiché togliete il rosmarino rimettete sul fuoco e fate rosolare  la cipolla tagliata a pezzettini e poi la zucca. Aggiungete un po’ di sale e un mestolo di brodo e fare cuocere la zucca sino a quando non si sfalda, a quel punto aggiungete la salsiccia e fatela rosolare spegnete e tenete da parte. Rimettete il brodo sul fuoco e riportatelo a bollore in una casseruola fate tostare a fiamma alta il riso con del sale fino e quando il riso sarà bollente aggiungete il vino e fatelo sfumare, appena la pentola riprenderà calore aggiungete del brodo vegetale fino a coprire il riso e un giro di olio extravergine e cominciate a girare aggiungendo brodo al bisogno. A tre quarti di cottura del riso aggiungete la zucca e fate finire di cuocere il riso. Al termine fuori dal fuoco aggiungete il burro e il parmigiano e mantecate il risotto facendogli incorporare aria. Servite caldo con un pizzico di pepe e buon appetito

Difettosi i componenti del 767: la Boeing mette in mora Leonardo Pomigliano

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Sono difettosi i timoni di coda del Boeing 767 prodotti a Pomigliano. Parola del colosso aeronautico statunitense, che dal quartiere generale di Seattle ha messo in “probation” parte delle produzioni della grande fabbrica napoletana di Leonardo ex Finmeccanica. La produzione del timone di coda del grande velivolo commerciale intercontinentale è stata cioè inserita nella black list del gigante statunitense, per poi essere “commissariata”. La Boeing ha infatti assunto un gruppo di ingegneri italiani che sono stati inviati a Pomigliano. Obiettivo: comprendere i motivi dei problemi di qualità rilevati nel prodotto difettoso e suggerire le modalità di risoluzione della faccenda. I tre ingegneri inviati dagli americani nello stabilimento aeronautico pomiglianese, reclutati a tempo determinato attraverso un’agenzia di lavoro interinale,  stanno lavorando parallelamente  a una commissione ispettiva formata da colleghi di Leonardo. L’organismo sta ancora indagando allo scopo di trovare il bandolo della matassa. « Quando  terminerà  il lavoro della commissione ispettiva conosceremo le cause del problema  – fa sapere intanto Vincenzo Argentato, segretario provinciale della Fiom Cgil  –  adesso quindi non possiamo sapere di chi è la colpa ». Nel frattempo Boeing ha bloccato l’importazione del prodotto made in Pomigliano. Per la produzione del timone di coda del Boeing 767, uno dei più importanti velivoli del mondo nel settore del trasporto passeggeri, nella fabbrica napoletana   lavorano alcune centinaia di persone, tra operai, tecnici  e ingegneri dei circa 2500 addetti complessivi. Non si tratta dunque di volumi prevalenti perché la maggior parte delle lavorazioni dell’impianto partenopeo è relativa alla realizzazione della fusoliera del velivolo regionale turboelica ATR, consorzio europeo gestito da Leonardo. Pomigliano fa inoltre parte di un polo all’avanguardia visto che per il vicino impianto di Nola Leonardo ha strappato un importante accordo per le lavorazioni Airbus A321. Ma resta il dato negativo che la più grande azienda aeronautica globale ha bacchettato la più grande azienda aeronautica italiana, e proprio in un settore che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello della manifattura nostrana. Questa notizia non certo piacevole per la nostra industria ha già fatto più volte il giro degli ambienti imprenditoriali e lavorativi napoletani. Intanto secondo indiscrezioni interne si sospetta che la scarsa qualità del prodotto fornito agli americani sia stata causata da criticità nell’ambito delle aziende italiane dell’indotto che realizza parti del timone e da problematiche che riguarderebbero direttamente le modalità di montaggio dello stesso timone all’interno dell’hangar dedicato di Leonardo Pomigliano. « Questa situazione – riferisce una fonte anonima della direzione tecnica di Leonardo Pomigliano – può dipendere dal fatto che vengono utilizzate attrezzature usurate. Ma ci sono anche altre situazioni a rischio. Da noi in genere la bravura dei lavoratori più esperti ha prodotto qualità. Oggi però questa bravura viene sostituita da lavoratori interinali o da giovani che non hanno l’esperienza dei vecchi. E non si bada se quel determinato dipendente possa essere un valore aggiunto per l’azienda o meno ». Bassa qualità determinata da usura dei mezzi e assenza di meritocrazia nell’organizzazione del lavoro ? E’ ancora troppo presto per affermarlo anche perché Leonardo Pomigliano fino a prova contraria resta un’eccellenza dell’aeronautica mondiale. « Quando però un cliente – aggiunge la fonte interna – emette una “probation” il fatto grave è che se questi avvia una nuova gara chi è sotto probation non può parteciparvi ». Le conseguenze di mercato potrebbero quindi essere serie. Ma Leonardo spazza via ogni pessimismo. « A Pomigliano – spiega l’azienda – sono già in atto procedure di miglioramento della produzione, di efficacia comprovata, e pertanto confidiamo in una definitiva soluzione dei problemi ».

Chiavari

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La giustizia italiana è strana. C’è un tipo che in due anni ha commesso almeno 20 (dico venti!) violenze sessuali; viene arrestato, processato e condannato a 14 anni, poi ridotti a 12, poi ancora scontati per l’indulto che ha “sanato” i reati «minori» di tentate violenze e atti osceni.

E in quale carcere viene rinchiuso? In quello di Chiavari!

 

L’Inps dà l’ok e salva la Dema. Fallimento scongiurato. Ma 24 addetti ancora tremano

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Ieri l’Inps ha firmato l’accordo con la Dema per la rateizzazione del debito vantato nei confronti dell’azienda produttrice di componenti aeronautici. L’ente di previdenza era l’ultimo dei creditori dell’impresa di Somma Vesuviana che non aveva ancora dato il placet decisivo ai fini del salvataggio dello stabilimento di via San Sossio e degli altri due impianti di Paolisi, in provincia di Benevento, e di Brindisi. Con quest’accordo il prossimo passo sarà quello di depositarlo presso la sezione fallimentare del tribunale di Nola, dove sono già stati registrati gli altri patti stipulati con altrettanti creditori. A questo punto dunque si possono considerare salvi gli 800 addetti dell’azienda. C’è però da risolvere il problema dei 24 dipendenti finiti in procedura di licenziamento, procedura che scadrà martedi prossimo, 3 ottobre. Due giorni dopo, giovedi 5, sindacati e azienda si ritroveranno all’ufficio regionale del lavoro proprio per discutere l’esame congiunto relativo a questa spinosa vertenza.

Somma Vesuviana, il via ieri alla Festa dell’Unità. Il segretario locale Auriemma: “Dialogo con l’amministrazione”

Oggi altri appuntamenti per la quarta kermesse dei giovani Dem, ma l’apertura è di quelle che – pur con la piazza non gremita – ottengono il risultato: attirare l’attenzione su un territorio dove il partito ha vissuto momenti difficili. Si è iniziato con le rappresentanti Gd, la segretaria Tartaglione e il segretario locale Auriemma, oltre che con due ospiti, il sindaco Salvatore Di Sarno e il presidente del Parco Vesuvio, Agostino Casillo. Poi le interviste di Ragone e D’Errico: al presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, e al presidente Pd, Matteo Orfini.  «Torna il Pd»- recitano i manifesti dei Giovani Democratici che hanno voluto organizzare la quarta Festa dell’Unità in provincia. È la prima volta che accade e la scelta del luogo, Somma Vesuviana, non è un caso. Qui il Pd è balzato agli onori della cronaca durante l’ultima tornata elettorale amministrativa «per fatti non positivi» ricorda eufemisticamente la segretaria regionale Assunta Tartaglione, liquidando poi la questione con poche parole: «Abbiamo elaborato la situazione con abbondanti analisi, ora è importante ricostruire da qui, lavorare insieme, tessere prendendo esempio dai Gd che dimostrano entusiasmo e passione, con loro vogliamo costruire il Pd di domani». «Tessere», nel senso di ricucire il partito. Questo hanno voluto fosse il tema della festa i Giovani Democratici, nella città in cui il Pd non si è presentato alle elezioni dopo il forfait del candidato in pectore alla carica di sindaco: il medico Giuseppe Bianco rinunciò alla corsa, denunciando più tardi pressioni e minacce da parte di ignoti. La Procura aprì un’inchiesta di cui al momento non si ha più notizia. E il partito, guidato oggi come allora dal segretario Giuseppe Auriemma, decise di non presentare la lista per «protesta». Dunque non hanno, i dem, rappresentati nell’amministrazione locale al cui vertice c’è il sindaco Salvatore Di Sarno, presente ieri alla Festa Pd ed eletto con una compagine formata da civiche, Verdi, Psi e Udc. «Non sono un uomo di sinistra- ha detto il sindaco al tavolo del convegno di apertura della Festa dell’Unità, accanto ad Assunta Tartaglione, al segretario locale, al presidente del Parco Vesuvio Agostino Casillo, ad Ilaria Esposito (segretario Gd Napoli) e Francesca Scarpato (Gd Campania) – mi sento invece un democristiano che crede nei valori ed oggi mi sento di condividere con i giovani del Pd quelli più belli, come i rapporti di amicizia, nella vita ed in politica».  La piazza dell’esordio della Festa che durerà fino a domani non era quella delle grandi occasioni, poco più di cento persone per i saluti iniziali e poi per l’intervento del presidente Anac, Raffaele Cantone. «La festa sta carburando, avremo altri appuntamenti – dice il segretario Auriemma – ritessere i rapporti tra istituzioni e territorio è il punto focale. Viviamo una stagione congressuale, ora dobbiamo dialogare con l’amministrazione in carica, fare da pungolo ed essere costruttivi, proporre, far sì che la comunità venga prima degli interessi di partito, sviluppare una sinergia per il piano urbanistico comunale, il centro storico, i problemi dei giovani». E che si voglia tessere, ricostruire, partendo da Somma, cuore della Città Metropolitana, è stato chiaro dagli interventi delle rappresentanti dei Giovani Dem. «Questi territori hanno bisogno della nostra presenza, è opportuno riconnettersi con la piazza» – ha detto Ilaria Esposito. La chiusura è toccata al presidente del Parco Vesuvio, Agostino Casillo. Già, perché uno dei motivi che hanno spinto i Gd a scegliere Somma Vesuviana è, oltre alla défaillance elettorale del partito a maggio scorso, il momento difficile, la tragedia vissuta dai territori del Parco devastato dagli incendi estivi. «Il corto circuito è tra due parole- ha detto Casillo – “politica” e “politiche”: occorre tradurre la politica in politiche, vale a dire in azioni, concrete. Affermando con chiarezza che i temi dello sviluppo sostenibile e dell’ambiente sono centrali. Trasformare gli slanci ideali in politiche concrete per il territorio».