Somma Vesuviana, il via ieri alla Festa dell’Unità. Il segretario locale Auriemma: “Dialogo con l’amministrazione”

Oggi altri appuntamenti per la quarta kermesse dei giovani Dem, ma l’apertura è di quelle che – pur con la piazza non gremita – ottengono il risultato: attirare l’attenzione su un territorio dove il partito ha vissuto momenti difficili. Si è iniziato con le rappresentanti Gd, la segretaria Tartaglione e il segretario locale Auriemma, oltre che con due ospiti, il sindaco Salvatore Di Sarno e il presidente del Parco Vesuvio, Agostino Casillo. Poi le interviste di Ragone e D’Errico: al presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, e al presidente Pd, Matteo Orfini.  «Torna il Pd»- recitano i manifesti dei Giovani Democratici che hanno voluto organizzare la quarta Festa dell’Unità in provincia. È la prima volta che accade e la scelta del luogo, Somma Vesuviana, non è un caso. Qui il Pd è balzato agli onori della cronaca durante l’ultima tornata elettorale amministrativa «per fatti non positivi» ricorda eufemisticamente la segretaria regionale Assunta Tartaglione, liquidando poi la questione con poche parole: «Abbiamo elaborato la situazione con abbondanti analisi, ora è importante ricostruire da qui, lavorare insieme, tessere prendendo esempio dai Gd che dimostrano entusiasmo e passione, con loro vogliamo costruire il Pd di domani». «Tessere», nel senso di ricucire il partito. Questo hanno voluto fosse il tema della festa i Giovani Democratici, nella città in cui il Pd non si è presentato alle elezioni dopo il forfait del candidato in pectore alla carica di sindaco: il medico Giuseppe Bianco rinunciò alla corsa, denunciando più tardi pressioni e minacce da parte di ignoti. La Procura aprì un’inchiesta di cui al momento non si ha più notizia. E il partito, guidato oggi come allora dal segretario Giuseppe Auriemma, decise di non presentare la lista per «protesta». Dunque non hanno, i dem, rappresentati nell’amministrazione locale al cui vertice c’è il sindaco Salvatore Di Sarno, presente ieri alla Festa Pd ed eletto con una compagine formata da civiche, Verdi, Psi e Udc. «Non sono un uomo di sinistra- ha detto il sindaco al tavolo del convegno di apertura della Festa dell’Unità, accanto ad Assunta Tartaglione, al segretario locale, al presidente del Parco Vesuvio Agostino Casillo, ad Ilaria Esposito (segretario Gd Napoli) e Francesca Scarpato (Gd Campania) – mi sento invece un democristiano che crede nei valori ed oggi mi sento di condividere con i giovani del Pd quelli più belli, come i rapporti di amicizia, nella vita ed in politica».  La piazza dell’esordio della Festa che durerà fino a domani non era quella delle grandi occasioni, poco più di cento persone per i saluti iniziali e poi per l’intervento del presidente Anac, Raffaele Cantone. «La festa sta carburando, avremo altri appuntamenti – dice il segretario Auriemma – ritessere i rapporti tra istituzioni e territorio è il punto focale. Viviamo una stagione congressuale, ora dobbiamo dialogare con l’amministrazione in carica, fare da pungolo ed essere costruttivi, proporre, far sì che la comunità venga prima degli interessi di partito, sviluppare una sinergia per il piano urbanistico comunale, il centro storico, i problemi dei giovani». E che si voglia tessere, ricostruire, partendo da Somma, cuore della Città Metropolitana, è stato chiaro dagli interventi delle rappresentanti dei Giovani Dem. «Questi territori hanno bisogno della nostra presenza, è opportuno riconnettersi con la piazza» – ha detto Ilaria Esposito. La chiusura è toccata al presidente del Parco Vesuvio, Agostino Casillo. Già, perché uno dei motivi che hanno spinto i Gd a scegliere Somma Vesuviana è, oltre alla défaillance elettorale del partito a maggio scorso, il momento difficile, la tragedia vissuta dai territori del Parco devastato dagli incendi estivi. «Il corto circuito è tra due parole- ha detto Casillo – “politica” e “politiche”: occorre tradurre la politica in politiche, vale a dire in azioni, concrete. Affermando con chiarezza che i temi dello sviluppo sostenibile e dell’ambiente sono centrali. Trasformare gli slanci ideali in politiche concrete per il territorio».      

Somma Vesuviana. All’Istituto Scolastico “M. Montessori” si festeggiano i nonni

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I nipoti-allievi chiederanno ai nonni di tenere una lezione sull’alimentazione equilibrata in relazione allo stile di vita per vivere anch’essi a lungo. L’appuntamento è per lunedì 2 ottobre 2017, ore 10, presso l’auditorium «Biagio Auricchio».   Allievi bramosi di celebrare i Nonni insieme a genitori, parenti ed amici. Soprattutto i più piccoli sono desiderosi ed impazienti di festeggiarli e ringraziarli solennemente, per tributargli la loro affettuosa gratitudine, tenerezza ed amore. Intendono nel tempo stesso esaltare i Nonni, ritenuti vegliardi maestri di vita i quali, con comportamenti ed insegnamenti mirati, si relazionano pazientemente con loro e trasmettono valori perenni ed ideali umani e culturali. I più piccoli riconoscono nei genitori dei loro genitori il volano amico e sicuro di crescita umana, esperto nel superare le sfide del passato e del presente per trasferirgli la loro memoria storica vivente. I nostri allievi vengono da noi istruiti alla certezza della continuità generazionale e comprendono così che, come scriveva Papa Giovanni Paolo II, col suo eccezionale buon senso illuminato, che “escludere gli anziani è come rifiutare il passato in cui affondiamo le radici del presente di una modernità senza memoria”. I nostri ragazzi nella qualità di studenti di un Istituto che si pregia di essere Membro della Rete Internazionale delle Scuole Associate all’UNESCO, leader anche dell’Educazione per tutti, in quanto nipoti, sul piano affettivo hanno una relazione speciale naturale per i loro nonni, e nei tempi presenti molti anche per i bisnonni; in quanto cittadini vengono anche educati senza differenza a diffondere col dialogo interculturale i valori e gli obiettivi dell’UNESCO,  tra cui la conoscenza, la cultura ed il rispetto dei diritti della persona e delle libertà fondamentali, essenziali alla convivenza democratica, alla cooperazione ed alla solidarietà. Ecco perché, per arricchire la presente festività, sulla scena compaiono come protagonisti i nipotini, la cui potenza emotiva, affettiva, dolce, affettuosa e gioiosa e tenera non può essere sostituita da nessun altro estraneo e familiare adulto dal trarre i nonni dalla malinconia, dal pessimismo e dall’uggiosità dell’invecchiamento e farli sentire sempre in gamba, assicurandoli che sono sempre attivi, svegli e veloci, ma anche pazienti ed attenti, soprattutto quando, fra l’altro, scattano e li difendono dai rimproveri e dai divieti di monellerie proibite dai genitori, quando li proteggono  nell’accompagnarli a scuola, quando c’è  bisogno di custodirli nell’assenza dei genitori e via discorrendo. La Festa sarà resa più dolce al cuore ed al palato dalle sorprese dolciarie dei nipoti più grandi che frequentano l’Alberghiero sempre pronti per rendere deliziosi gli eventi culturali. In cambio chiederanno ai nonni le più belle ricette culinarie della tradizione del nostro territorio. (Fonte foto: Rete Internet)

     

Somma Vesuviana. Allo chalet La Villetta serata di musica e di degustazione

Sullo sfondo la suggestiva montagna di Somma  e sul palco la buona musica. Un mix straordinario e imperdibile.  Questa sera negli spazi dello Chalet La Villetta- la porta del Parco, adeguatamente attrezzati per rendere magica la serata, gli amici del gruppo “Quelli del Borgo” regaleranno come sempre emozioni e qualche ora di serenità. Musica dal vivo per ricordare i favolosi anni settanta  e non solo e  la degustazione dei sapori genuini della nostra terra.  Il tutto in un clima di allegria e di amicizia. La serata è stata organizzata dell’ Associazione Antonio Seraponte in collaborazione con Salvatore Esposito e tutto lo staff dello chalet La Villetta

Alfa, calo nel mercato cinese: gli operai trasferiti a Cassino rientrano a Pomigliano

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il 9 ottobre prossimo saranno costretti a rientrare con un anno di anticipo rispetto agli accordi sottoscritti quasi tutti i trasfertisti della FCA di Pomigliano, operai che da marzo, ogni giorno, stavano andando a lavorare nell’impianto ciociaro nell’ambito di un’operazione di supporto al lancio delle nuove produzioni premium Alfa Romeo Stelvio e Giulia. Due settimane fa erano già rientrati a Pomigliano 46 dei 320 trasfertisti, in questa circostanza soprattutto a causa dell’eccessivo stress determinato dal pendolarismo in un impianto, quello di Cassino appunto, molto distante dall’area napoletana. Ora però si è aggiunto un altro problema e cioè le modifiche alle normative di esportazione per gli stock dei prodotti premium destinati al mercato cinese, che hanno determinato una contrazione dei volumi nello stabilimento laziale. Ciò ha indotto FCA a interrompere le attività di altri 253 trasfertisti partenopei. Rientreranno a Pomigliano il prossimo 9 ottobre, un anno prima di quanto programmato dall’azienda. A Cassino resteranno solo altri 30 operai della fabbrica che produce la Panda.

Italiani impauriti e confusi dall’inquinamento ambientale.

  Un terzo della popolazione confonde le fonti inquinanti con quelle rinnovabili. L’inquinamento ambientale fa più paura del terrorismo scrivevano quattro mesi fa su questo giornale. C’erano i dati di una ricerca molto accurata. La paura è ancora lì, nonostante qualche sforzo per superarla. Molti annunci per risanare l’ambiente e non contare altre vittime di malattie gravi, restano annunci. Di contro c’è che anche i cittadini spesso sono confusi. Non distinguono bene i pericoli e da dove arrivano. Un’altra ricerca, dell’Istituto Piepoli,ha presentato risultati che lasciano perplessi. Almeno per il grado di conoscenza che si pensava i cittadini avessero. E proprio perché da anni sono in piedi  campagne ambientali e iniziative di sensibilizzazione. Meno di un terzo degli italiani,invece, pensa che l’Italia possa usare esclusivamente fonti di energia rinnovabili. E’ un’indice basso. Gli stessi pensano  che il petrolio, le benzine, il carbone  siano tra le fonti rinnovabili non inquinanti. In sostanza non sono affatto coscienti che i principali fattori di inquinamento ambientale derivano dall’uso di quei combustibili. C’è molto da fare, dunque, per sviluppare una piena consapevolezza dei pericoli quotidiani. Quando si spendono soldi  per aumentare la sensibilità dei cittadini qualcosa non funziona.  Ad un dibattito recente, un rappresentante di amministrazione pubblica ha insisto perché l’educazione ambientale venga fatta nelle scuole. Gli studenti  dovrebbero aiutare i genitori a migliorare lo stato delle cose. E’ un’indicazione utile, ma non sufficiente. La ricerca Piepoli ci dice che sono gli adulti a dover ancora maturare e crescere. Gli studenti possono beneficiare di iniziative prese dalle istituzioni, dai centri decisionali, dalle aziende. Possono essere compartecipi, portando leggerezza e freschezza, Il  mondo della scuola è speculare rispetto a progetti che i poteri dello Stato devono mettere in campo. La paura dell’inquinamento riguarda principalmente gli adulti:  guarda caso  i maggiori  consumatori di prodotti inquinanti. L’obiettivo è di abbattere gli agenti nocivi di qualsiasi natura e in ogni luogo. Chi li produce, come si vuole fare con la nova strategia energetica, deve riconvertirsi e puntare dritto sulle fonti che non compromettono più ambiente e salute. Una strada in salita, appesantita da scarsa conoscenza. Restiamo in attesa della  prossima ricerca  

Somma Vesuviana. Alessandro Masulli ricorda l’ex magistrato Domenico Sica

Primo Referendario della Corte dei Conti, e di madre argentina Nydia Torres De Sica, cugina del mitico Che Guevara. Il nonno, Domenico, era caffettiere in piazza “Tre Novembre” a Somma e viveva nel quartiere Margherita con la sua amata moglie Giuseppa Giuliano.   Tre anni fa moriva all’età di 82 anni a Roma l’ex magistrato e Alto Commissario Antimafia Domenico Sica. Nato a Roma nel 1932, era figlio del nostro amato concittadino Salvatore Sica (1902 – 1957), Primo Referendario della Corte dei Conti, e di madre argentina Nydia Torres De Sica, cugina del mitico Che Guevara. Il nonno, Domenico, era caffettiere in piazza “Tre Novembre” a Somma e viveva nel quartiere Margherita con la sua amata moglie Giuseppa Giuliano. Domenico Sica è sempre vissuto a Roma a Piazza Barberini, affidato alle amabilissime cure della governante di famiglia Angelina. Frequentava Somma Vesuviana con i suoi genitori e il divertimento in paese non mancava affatto con i suoi cuginetti paterni: Clementina Sica in Di Matteo lo ricorda ancora oggi con i suoi pantaloncini inglesi, calzettoni bianchi e scarpette chiare. Il padre Salvatore trascorreva determinati periodi dell’anno nella casa paterna in località Santa Maria del Pozzo e in quel poco tempo libero organizzava tavole di solidarietà con i Frati Francescani del Convento. I ricordi sono legati anche alle numerose scampagnate sul monte Somma in compagnia di quei pochi amici d’infanzia con sosta obbligatoria al Santuario di S. Maria a Castello e ritrovo con momenti conviviali. Il giovane Domenico incontrò e frequentò nella vicina Città di Ottaviano la signorina Rosaria Cola, figlia di un grossista di olio, che poi divenne sua moglie. L’incontro determinante con la giovane Ottavianese avvenne nella vecchia Clinica Trusso, dove la giovane Rosaria si intratteneva a discorrere con la cugina Rachele, moglie del Dott. Aurelio Trusso. Dopo i brillanti studi sostenuti, approdò alla Procura di Roma nel 1964 grazie a un apprendistato presso l’Avvocatura di Stato. E’ stata una fulgida figura della storia giudiziaria italiana e siciliana. Intanto dopo il matrimonio la sua famiglia era cresciuta di numero con l’arrivo delle figlie Simona e Francesca. Nel 1988 il suo destino si incrociò con quello di Giovanni Falcone. Il noto magistrato antimafia si candidò come Alto Commissario Antimafia, ma al suo posto venne scelto Domenico Sica, scatenando numerose polemiche. Sica fu protagonista dell’inchiesta sul Corvo e di numerose vicende: ha indagato, infatti, su terrorismo, criminalità organizzata, delitti eccellenti e misteri. Nella sua encomiabile missione ha avuto molti sostenitori e tanti detrattori. L’ex giudice Ferdinando Imposimato, anch’egli protagonista di quel difficile periodo all’Ufficio Istruzione di Roma, ha sempre esaltato la figura di Domenico Sica, definendolo un grande investigatore, un personaggio della storia d’Italia, un maestro. Il suo ricordo tra i cittadini sommesi è legato alle sue visite lampo ai cugini e al cimitero comunale di Somma Vesuviana, dove riposano i suoi genitori e avi. Alessandro Masulli Archivio Storico Comunale “Giorgio Cocozza”

Siccità, accordo con la Gori: torna l’acqua nel rione Palazzine

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Accordo raggiunto ieri in municipio tra la “Comunione Casa Famiglia”, l’organismo che gestisce il rione Palazzine, l’amministrazione comunale e la Gori, l’azienda dei servizi idrici. Per due volte, anche ieri, gli abitanti del quartiere hanno presidiato la casa comunale. Nel frattempo però la Gori si è dichiarata disponibile a riparare l’ennesima rottura, verificatasi in via Caiazzo, nella conduttura di proprietà della “Comunione Casa Famiglia”. Già in queste ore il prezioso liquido, dopo giorni di siccità, dovrebbe dunque tornare a scorrere nei rubinetti del complesso edilizio popolato da 600 famiglie per un totale di circa 3mila persone. In cambio dell’aiuto della Gori l’amministrazione delle Palazzine ha annunciato di « impegnarsi a far installare 8 contatori, uno per ogni fabbricato ». Finora infatti “Comunione Casa Famiglia” ha pagato per il consumo di acqua l’azienda idrica di Ercolano basandosi sulla lettura di un contatore unico.

La chiave inglese nel costume

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Non trova pace la funicolare di Napoli. Inaugurata il 22 luglio scorso e subito ferma per guasti, ad oggi si è rotta almeno altre otto volte: problemi di regolazione, difetti nei componenti, vizi di esecuzione. Non sappiamo di che si tratta ma ad orecchio sembrano guai seri.

L’apoteosi si è avuta ieri. È scattato da solo l’impianto antincendio rovesciando acqua a catinelle addosso ai passeggeri. L’azienda che gestisce il servizio e la ditta incaricata della manutenzione hanno solennemente dichiarato che interruzioni e guasti erano già previsti.

Infatti, sembrava strano vedere due tipi in costume da bagno in attesa delle vetture. Erano i tecnici del pronto intervento…

San Michele, l’Arcangelo che controlla l’energia magnetica della Natura: come Apollo, Mitra e Dioniso…

Nella cultura del”numinoso” che i primi Cristiani condivisero, per non pochi aspetti, con i pagani, il sole, le tenebre, il serpente sono forme fisiche, e nello stesso tempo, metafore di energie utili agli uomini e di pericolose forze negative.  Nella “figura” dell’ Arcangelo Michele, disegnata da Bizantini e da Longobardi, sono presenti solide memorie dei culti di Apollo, di Mitra e di Dioniso. L’affascinante mistero dei “luoghi di forza”, presenti, forse, anche a Ottaviano.   I Cristiani, si sa, attribuirono ad alcuni Santi le immagini e i “poteri” delle divinità pagane. La “figura” e il culto dell’Arcangelo Michele vennero elaborati da Bizantini e da Longobardi: dal lavoro dei due popoli venne fuori un “personaggio” complesso, dotato di molti e straordinari carismi. Nell’età imperiale gli intellettuali di Roma e la cultura popolare, sollecitati dalla diffusione dei culti misterici dell’Oriente, si persuasero che la Natura fosse un sistema colmo di energie, sia positive che negative: e perciò crebbe l’interesse per quelle divinità a cui si riconosceva il potere di orientare le forze utili agli uomini e di controllare e frenare i magnetismi dannosi. L’egiziana Iside e il persiano Mitra conquistarono l’attenzione dei cittadini dell’Impero, e lo si vede anche a Pompei: il culto della Grande Madre Vesuviana, alimentato dalle tragiche vicende delle eruzioni, ha le sue radici nella “teologia” di Iside. Il dio Mitra, che affascinò l’imperatore Giuliano, era nato il 25 dicembre, il Natale di Gesù, chiedeva che i suoi fedeli si battezzassero con il sangue di un toro, e che considerassero la morte fisica come inizio di una seconda, immortale esistenza: un’esistenza di felicità per i buoni, e di sofferenza per i malvagi. Mitra era il Sole, come Apollo: il sole fisico che dà la luce, e il sole morale che indica la via del bene ai suoi seguaci, e che per proteggerli va a sfidare le forze delle tenebre nel corpo stesso della Terra: la grotta è il “luogo” proprio del culto di questo dio solare, così come lo è per San Michele. Anche nella “immagine”dell’Arcangelo protettore di Ottaviano sono presenti i segni del sole, del sole di Apollo e di Mitra, e delle tenebre: richiamano la luce i capelli biondi, lo splendore del volto e del manto e i riflessi abbaglianti della corazza, mentre il signore delle Tenebre giace sconfitto sotto i suoi piedi e torce il corpo mostruoso in cui forme prossime a quelle dell’uomo si congiungono con le forme del drago e del serpente: come serpente il principe del Male si presentò ad Adamo ed Eva. E il serpente e il drago, metafore delle forze insidiose della Natura, sono presenti nell’iconografia di dei pagani e di santi cristiani, mentre in quella di Mitra la natura maligna è rappresentata dal toro, che il dio pugnala alla gola. In alcuni documenti del ‘700 San Michele viene invocato dagli esorcisti perché espella dall’anima e dal corpo dell’indemoniato gli spiriti del male, e a lui le folle atterrite dei fedeli si rivolgono perché venga in loro aiuto quando le acque delle cisterne diventano putride, quando le paludi esalano miasmi mefitici e quando sulle terre vesuviane si abbattono, prima e dopo le eruzioni, le micidiali e misteriose piogge acide, che rendono sterili la campagna, e forse anche le donne e gli uomini, come raccontano le “vammane”. E’ l’affascinante mistero dei “luoghi di forza”, che sprigionano energia:  sono “luoghi di forza” le grotte di Mitra e di San Michele, e i colli su cui i Bizantini e i Longobardi costruirono i santuari e le chiese sacri all’Arcangelo; lo erano i “temena”, gli spazi su cui i pagani innalzavano i loro templi e che venivano individuati, con riti complicati, da sacerdoti dotati di particolari poteri. I cristiani edificarono le loro chiese sulle rovine di questi templi per sfruttare non solo pietre e travi, ma anche il fascio di energia che quei luoghi irradiavano. E dunque San Michele ci protegge dal Vesuvio non solo per la facile analogia tra fiamme dell’Inferno e i fuochi del vulcano, ma anche perché il cratere, le bocche, le lave e gli ammassi di cenere sono, per antica tradizione, “luoghi di forza”. Dal ‘600 alla prima metà dell’’800 il territorio di Ottajano venne esplorato da teologi che cercavano, nelle grotte, negli alvei, sui “tuori” le sorgenti di flussi magnetici capaci  di convogliare sulla fertilità dei vigneti e sulle malattie del corpo e sulla corruzione dell’anima di donne e uomini i benefici effetti dell’energia di Natura. In quanto patrono di questa energia positiva, San Michele divenne, sul Gargano, protettore del grano e dalla Puglia alla Campania ereditò anche i poteri di Dioniso, dio del vino: da qui i due “tempi” a lui consacrati, l’8 maggio, all’ingresso della primavera, e il 29 settembre, tempo di vendemmia. A Ottajano, i due momenti venivano celebrati con due processioni, e con due distinti percorsi: sarebbe importante, da molti punti di vista, rinnovare la tradizione della processione del 29 settembre, ma temo che amministratori e parroci della nostra città vedano le cose in altro modo

Somma Vesuviana, da domani a domenica la Festa dell’Unità in piazza, arrivano Orfini e Cantone

 «Tessere» è il tema della quarta Festa dell’Unità organizzata dai Giovani Democratici di Napoli. «Se il vostro pensiero è andato ai rettangolini di carta, avete un problema». Parola dei GD che hanno scelto l’infinito del verbo «tessere» come filo conduttore, nel senso di «ricucire». E la location prescelta, stavolta non Napoli ma la provincia e segnatamente Somma Vesuviana, la dice lunga sulle intenzioni. Già perché a Somma, reduce da una difficile tornata amministrativa terminata con l’elezione del sindaco Salvatore Di Sarno (civiche più Udc, Verdi e Psi), il Pd non ha presentato la lista e non è dunque rappresentato in consiglio comunale. Una scelta arrivata dopo il forfait del candidato indicato, il medico Giuseppe Bianco, che denunciò poi – era maggio scorso – minacce e pressioni. Ora il Pd scenderà in piazza Vittorio Emanuele III da domani fino a domenica, con l’intenzione di «cucire a filo doppio» i rapporti con la società, le associazioni e i territori. «Abbiamo deciso di portare il dibattito politico in un luogo duramente colpito dall’incendio del Vesuvio e che ha visto l’assenza del simbolo di partito alle scorse amministrative»- è la mission degli organizzatori. Una tre giorni di iniziative, discussioni e confronto con ospiti di rilievo nello scenario politico nazionale «per tessere una nuova trama per la politica della Città Metropolitana». Domani si inizia alle 16, 30: ad aprire la festa ci saranno Ilaria Esposito (segretario Gd Napoli), Francesca Scarpato (Segretario Gd Campania), il segretario napoletano Venanzio Carpentieri, la segretaria regionale Assunta Tartaglione, il segretario del circolo di Somma Vesuviana Giuseppe Auriemma, ma anche il sindaco della città Salvatore Di Sarno e il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo. Alle 17, 30 per il tema «tessere la legalità», Ottavio Ragone intervista il presidente dell’Anac Raffaele Cantone e, alle 19, arriverà in città il presidente del PD Matteo Orfini che, per «tessere il partito», sarà intervistato da Enzo D’Errico. In serata, la festa continua con live music e GDj set. Tavoli tematici previsti dalle 16 di sabato quando, per «tessere le proposte» e i saluti di Mattia Zunino, segretario nazionale Gd, arriveranno tutti i consiglieri regionali campani (Amato, Casillo, Ciaramella, Daniele, Fiola, Marciano, Marrazzo, Raia, Topo); alle 19 Giuseppe Cozzolino, coordinatore segretaria Gd Napoli, modera «Tessere lo sviluppo imprenditoriale nella Città Metropolitana» con Leonardo Impegno, Dario Scalella, la presidente Federcostruttori Federica Brancaccio. Alle 21, 30 via alle tradizioni locali con il gruppo folk «Zì Riccardo e le donne della Tammorra». Si chiude domenica, con eventi fin dal mattino: alle 10, 30 «Ricucire i rapporti tra istituzioni e territorio» e la presenza di Teresa Armato, Ciro Buonajuto, Massimiliano Manfredi e Valeria Valente; alle 17, 30 «Ricucire l’accoglienza», con i saluti del vicesegretario nazionale Gd Pasquale Stellato, e gli interventi di Gennaro Migliore, Pina Picierno, Ibrahim Coulibaly (presidente associazione Mandè), Pier Emilio d’Agostino (campagna Ero Straniero), Salvatore Esposito (presidente rete Mediterraneo Sociale), don Francesco Riccio (direttore regionale Pastorale Giovanile), modera Mario Viglietti, responsabile immigrazione Gd Napoli. Alle 19, Gino Cimmino, Andrea Cozzolino e Marco Sarracino discuteranno di «Ricucire il Pd a Napoli e in Campania», prima di lasciare la scena alla musica e all’ironia dell’ultimo ospite musicale: Tony Tammaro.