« I difetti riscontrati nella produzione dei timoni di coda destinati alla produzione del Boeing 767 sono da attribuire alla scarsa attitudine al lavoro e al poco senso di appartenenza dei lavoratori ». Il j’accuse dell’azienda è contenuto in un comunicato interno della Fim-Cisl affisso in bacheca qualche tempo fa nella grande fabbrica aeronautica “Leonardo”, a Pomigliano . Nel messaggio il sindacato di categoria dei metalmeccanici parla di un incontro con le rsu ( i delegati di fabbrica ) dello stabilimento nel corso del quale l’azienda avrebbe dimostrato, attraverso l’illustrazione di una serie di slide proiettate su uno schermo, che i difetti riscontrati dalla Boeing nei pezzi prodotti dall’impianto napoletano sarebbero il frutto di un cattivo comportamento delle maestranze. E forse non è un caso che l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, di recente abbia inviato una lettera a tutti i dipendenti del grande gruppo industriale italiano. Nella missiva si scrive che nel lavoro « ci vuole passione ». Dunque: un esplicito invito a migliorare le prestazioni proprio perché quella stessa “passione” richiamata starebbe venendo meno laddove le produzioni risultano di scarsa qualità. Non è però dello stesso avviso il sindacato, che invece attribuisce a problemi di organizzazione complessiva e di mentalità la messa in “probation” ( sorta di commissariamento voluto dal committente ) da parte del colosso aeronautico americano della deriva del timone di coda prodotta a Pomigliano. « La nostra organizzazione – replica il segretario generale della Fim-Cisl di Napoli e della Campania, Giuseppe Terracciano – rivendica da diverso tempo che Pomigliano abbia bisogno di investimenti e commesse. La gestione dell’ex amministratore delegato Mauro Moretti – spiega Terracciano – aveva fatto la scelta del risanamento propedeutico agli investimenti. Poi è venuto Alessandro Profumo e noi abbiamo denunciato che a Pomigliano va ripresa la discussione per parlare di prospettiva. Contemporaneamente Pomigliano deve fare il salto di qualità perché non diventa uno stabilimento eccellente sarà soggetto a giudizi negativi ». Per Terracciano dunque le colpe vanno in qualche modo equamente distribuite. « La passione di vuole a tutti i livelli, bisogna infatti cominciare a ragionare sulla qualità con il concorso di tutti gli attori – conferma il dirigente sindacale – dal fornitore all’amministratore delegato. La sfida è questa. Per pensare al dopo ATR ( quella della fusoliere del velivolo regionale ATR è la produzione principale di Pomigliano ) dobbiamo dare una nuova organizzazione. Ma ci vuole un cambio di mentalità complessivo. Noi comunque, con la Fiom e con la Uilm siamo impegnati a traghettare la fabbrica verso questi obiettivi ». Sintetica ma chiara, poi, la posizione espressa da Vincenzo Argentato,. della segreteria provinciale della Fiom-Cgil. « Per me è preoccupante – dice Argentato – che siano stati riscontrati difetti nella deriva del timone di cosa del Boeing 767. Ne va del futuro dello stabilimento. Al contempo però non credo proprio che sia possibile che chi lavora da tempo in quella fabbrica all’improvviso non sappia più farlo. Lo stabilimento di Pomigliano ha troppi anni alle spalle: ha bisogno di investimenti. Attualmente i due stabilimenti di Leonardo a maggior rischio di obsolescenza sono quelli di Pomigliano e di Foggia ».








