Secondo l’Istat l’aspettativa di vita è cresciuta di 5 mesi, per cui in pensione si andrà a 67 anni.
Cerchiamo di capire bene. Siccome i lavoratori potrebbero campare di più, li si punisce costringendoli ad andare in pensione più tardi, così da poterli far morire mentre lavorano. La qual cosa è sempre più gratificante che morire mentre sei già andato in pensione, magari da un mese ma poi ti prende un accidenti e vai al diavolo.
In sostanza, i nostri governanti hanno fatto questo ragionamento: più si allunga (l’aspettativa di vita) e meno godi (la pensione).
L’idiozia di quei tipi che durante Lazio-Cagliari hanno offeso la memoria di Anna Frank ha consentito a certi furbetti dell’arte della “distrazione” televisiva di “nascondere” commenti e proclami anti-meridionali ispirati dai risultati del referendum in Veneto. Un tosto articolo di Gigi Di Fiore sul “Mattino.it”.
Sgombriamo il campo da ogni dubbio. Ciò che certi tipi hanno combinato allo stadio Olimpico durante la partita Lazio-Cagliari è roba da vomito: Anna Frank è tra le figure più luminose della storia d’Europa, e oltraggiare il suo nome non è solo un atto di becero antisemitismo, è una profanazione del “sacro”, è empietà. Ma forse sarebbe stato meglio condannare al silenzio o tutt’al più all’ultima pagina quei tipi, e non dare soddisfazione con il chiasso mediatico alla loro idiozia avida di clamori. E invece gli idioti hanno conquistato tutte le prime pagine e hanno consentito ai signori del calcio e ai signori della politica di lanciare proclami contro l’aberrazione dell’antisemitismo e di evocare i fantasmi del nazifascismo, alla Procura di avviare indagini per istigazione all’odio razziale , al sig. Lotito di promettere gite annue per 200 giovani tifosi della Lazio ad Auschwitz.
Ma soprattutto gli idioti hanno permesso ai furbetti dell’arte della “distrazione” in TV di spostare agli ultimi posti nel Televideo e nelle “scalette” dei telegiornali della mattinata e del pomeriggio di ieri, 24 ottobre, i proclami del sig. Zaia sull’autonomia del Veneto e di coprire con un irritante silenzio le irritanti “tirate” antimeridionali andate in scena in qualche programma televisivo. Per fortuna il “distratto” silenzio è stato rotto dalla voce di Gigi Di Fiore, che sul “Mattino.it” di ieri ha scritto un vigoroso articolo: ringrazio Franco Cammisa che lo ha condiviso e ne trascrivo la parte più tosta. “La traccia è così scontata e ripetuta che, nonostante la diversità di ospiti e temi, ogni puntata sembra un sequel già visto tante volte. Ieri sera, su Rete 4, è andata in onda un’altra performance della trasmissione “Quinta colonna”, che stavolta si occupava di nord-sud e referendum in Veneto e Lombardia. Prendi due piazze chissà dove scelte, una a Napoli e l’altra a Padova. Mettici una decina di persone, anche qui non si sa attraverso quale selezione, e hai già fatto la tua scelta narrativa: a Napoli, disoccupati, gente di studi non approfonditi, come ce ne sono in tutt’Italia; a Padova, leghisti impegnati e professionisti. L’obiettivo: raccontare che, in quel Sud, degli sfaccendati disoccupati, che non riescono ad articolare neanche una frase in italiano, sono parassiti mantenuti dal nord che paga le tasse.
Irritante l’ospite in studio leghista che, per rafforzare la tesi iniziale da dover solo confermare nel corso della puntata, faceva sempre la stessa domanda ai collegati da Napoli: “Che lavoro fa?” per ricevere sempre la stessa risposta, che gli autori del programma avevano ben previsto con la scelta degli ospiti napoletani in piazza: disoccupato. Che ne era del tema del programma, delle autonomie regionali, delle risorse redistribuite, del principio di uguaglianza costituzionale, cosa si poteva mai cercare di spiegare sulla storia d’Italia, sulle fasi vissute dalla “questione meridionale”, sul pil ondeggiante nei 156 anni unitari? “
Ma la storia insegna che spesso chi vuol fare il furbo servendosi degli idioti corre il rischio di farsi male da solo.
(Quadro: ” Max Ernst, Santa Cecilia”)
« Ministero e Regione accelerino le bonifiche di Terra dei fuochi. Finora è stata fatta l’individuazione e la verifica delle aree, ma le attività vere e proprie non sono ancora partite ». Lo ha comunicato ieri il presidente di Anci Campania e sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, che nel messaggio stampa ha anche parlato dei rifiuti abbandonati nelle aree pubbliche. « Come sindaci della Terra dei fuochi – ha aggiunto Tuccillo – abbiamo inviato il 9 agosto un ‘pacchetto’ di proposte alla Regione che riguarda sia la pulizia delle aree sottoposte a sversamenti abusivi, sia l’impiego di aree di deposito per i mezzi sequestrati, sia infine l’utilizzo di nuove risorse per il controllo del territorio ». « Si sono create – conclude il presidente di Anci Campania – nel corso degli anni delle mini discariche, a volte incendiate: veri e propri pericoli a cielo aperto. Con quali risorse dobbiamo intervenire? Diciamolo: è un carico finanziario che non può essere messo sulle spalle dei nostri Comuni. Se lo facessimo, non saremmo più in grado di amministrare le nostre comunità ». Intanto il sindaco di Afragola è preoccupato anche dall’inchiesta sui rifiuti trovati dalle forze dell’ordine nel sottosuolo del parcheggio della stazione Tav di Porta di Napoli, l’avveniristico quanto sottoutilizzato scalo ferroviario. Secondo quanto finora emerso alcune aziende che hanno realizzato la stazione Porta avevano trovato quei rifiuti per poi ricoprirli di nuovo con le strutture dello scalo ferroviario.
Che le acque tra Capri, Ischia e Ventotene sono un vero paradiso se ne sono accorti in molti, dai turisti a chi si occupa di ricerca e conservazione dei cetacei. E adesso pare essersene accorta anche l’IUCN, l’organizzazione internazionale che si occupa di conservazione della natura. Quell’organismo che segnala quali specie sono a rischio di estinzione e quali, grazie agli sforzi costanti di associazioni e ricercatori, stanno lentamente migliorando le sue condizioni.
È così che le acque di Ischia e Ventotene e gli Arcipelaghi Pontino e Campano sono state ufficialmente riconosciute dall’IUCN come “IMMA”, ovvero Important Marine Mammal Areas. Un’area di quasi 5.000 chilometri quadrati che ha un’importanza strategica per la conservazione dei cetacei. Un grande traguardo, soprattutto per chi si occupa dei cetacei che bazzicano in quest’area da oltre 26 anni: l’Associazione Oceanomare Delphis Onlus (ODO).
“L’arcipelago Campaniano e Pontino” si legge sul sito dedicato alle aree marine protette dei cetacei “è un importante habitat per i capodogli del Mediterraneo (Physeter macrocephalus)”. Banshee, Brunone, Andromeda, Perseo, sono solo alcuni dei nomi dati da ODO ai capodogli avvistati nel mare di Ischia, alcuni fedelissimi al sito. La zona è infatti frequentata da maschi solitari, gruppi di maschi scapoli e unità sociali di femmine con piccoli. E più della metà di loro ritorna sempre nelle acque dell’arcipelago a rifocillarsi nei lunghi e profondi canyon al largo di Cuma.
La nuova IMMA – Important Marine Mammals Area – che comprende l’Arcipelago campano e quello pontino
I capodogli mediterranei sono classificati come specie “in pericolo” dall’IUCN, perché la loro popolazione è in declino a causa delle numerose minacce antropiche: le catture accidentali nelle reti da pesca o nelle reti fantasma, gli impatti con le navi, i disturbi e i rumori prodotti dal traffico navale che disturbano il sonar di questi cetacei. E non da ultimo l’inquinamento delle acque marine con contaminanti chimici e plastiche di varia natura.
Ma le numerose osservazioni di capodogli in alimentazione o di capodogli con piccoli, soprattutto da ottobre a dicembre, effettuate nelle acque tra Ischia e Ventotene da ODO negli ultimi dieci anni, hanno convinto l’IUCN a istituire una nuova “IMMA”. Nel nuovo “santuario dei cetacei” campano, però, non ci sono solo capodogli. A fare compagnia a questi Moby Dick, ci sono anche le Stenelle striate (Stenella coeruleoalba), i rari Delfini comuni (Delphinus delphis) e i Tursiopi (Tursiops truncatus), come Maga Magò, Capitan Uncino, Paperoga e Ariel, solo per citarne alcuni. E poi ci sono altri giganti del mare: i Grampi (Grampus griseus) e le Balenottere comuni (Balaenoptera physalus), a cui di tanto in tanto si aggiunge qualche rarissima Megattera (Megaptera novaeangliae).
Un’oasi di biodiversità per la cui tutela Oceanomare Delphis lavora da anni, monitorando gli esemplari a bordo del veliero Jean Gab, identificandoli uno per uno con fotografie e registrazioni dei loro versi. Dopo quasi trent’anni di studio Oceanomare Delphis ha visto così concretizzarsi il sogno di vedere eletto l’Arcipelago Pontino e Campano come “IMMA”. Una proposta già avanzata al Workshop per il Mediterraneo sulle Aree di Importanza per i Mammiferi Marini (IMMAs) – tenutosi a Creta nel 2016 e organizzato dall’IUCN – e oggi finalmente diventata realtà.
Venerdì 27 Ottobre, alle ore 17.30 presso il Centro Sociale di Via Don Minzoni,108 a Cercola si terrà la presentazione del libro del professore di filosofia Domenico Vajatica.
La presentazione, che avrà inizio con i saluti istituzionali del sindaco del Comune di Cercola avv. Vincenzo Fiengo, vedrà la presenza di altri colleghi del docente come il prof. Pasquale Malva e la prof.ssa Gabriella de Martini, oltre alla partecipazione attiva di ex studenti che reciteranno e suoneranno le poesie.
” Il tema dominante del testo è la conoscenza di sè in rapporto ai problemi fondamentali dell’esistenza, della morte, dell’aldilà. Un IO correlato ai temi del quotidiano con il sottofondo per la propria terra e la passione problematica per il suo Vesuvio;
Uno stile ironico e pungente fa da contraltare alla serietà degli argomenti per dar loro un tono di vanità e di raffinata leggerezza : la musicalità del dialetto e la raffinata profondità della filosofia napoletana determinano un opera impegnata ma al contempo rilassante e di gradevolissima lettura”.
Ad Afragola, durante un predisposto servizio finalizzato a contrastare il fenomeno della panificazione abusiva, personale del NAS di Napoli, i carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni, ha proceduto al controllo del punto vendita “M.V.“. Al termine del controllo i NAS hanno sequestrato varie confezioni di prodotti da forno in quanto gli alimenti erano stati confezionati in maniera difforme alle normative vigenti. E a Sant’Anastasia, nel corso di un altro servizio sempre finalizzato al contrasto del fenomeno della panificazione abusiva, i carabinieri del NAS di Napoli hanno eseguito una verifica presso un panificio ubicato in via Roma. Qui i militari hanno sequestrato varie confezioni di prodotti da forno, anche in questo caso non conformi ai requisiti dettati dalla normativa vigente in materia.
Ancora una lettera in redazione di Salvatore Piccolo che segnala le mai mutate criticità del borgo Casamale: dai basoli non originali alla sosta selvaggi, dall’ormai “mitologico” parcheggio alle scale della Collegiata trasformate in “discarica”.
Casamale anno zero. Cambia il direttore d’orchestra, gli orchestrali, ma la musica è sempre la stessa. Tutto fermo, immobile, impantanato al centro storico. Praticamente all’insegna della continuità. Fumo tanto, arrosto poco. Faremo, vedremo, provvederemo, appunto un futuro vago. Vi ricordate le immagini di quel consigliere che passeggiava estasiato per vico Lentini toccando commosso le mura, promettendo la rinascita del quartiere? O dell’altra che vantava il suo “casamalismo” che compare un giorno si e un altro pure sorridente e gaia sui social con il Casamale nel cuore? Sicuramente ci vedremo alla prossima festa, a proposito ci sarà presto quella della catalanesca, gli organizzatori sono già a buon punto. Ma mai che propongono una bella festa di protesta, una mobilitazione, un’iniziativa che richiami l’attenzione sullo stato di abbandono del quartiere. Ma perché questo borgo deve ancora soffrire? Anche nelle cose più semplici, prevale l’incapacità e la superficialità. Prendiamo quel tratto di pavimentazione che da via Ferrante D’Aragona arriva a Piazza Botteghe: il responsabile dell’ufficio tecnico preposti al controllo dei lavori ha visto che i basoli non sono quelli originali? Ha visto che ce n’è uno persino rossastro (vedi foto)?Ha visto che i cordoli del marciapiede prospiciente alla fontana sono “appezzottati”? E che dire di quella lingua di pece nera davanti alla macelleria? Qualcuno l’ha segnalato nei giorni scorsi ma invano. E di quelle “mutande” sotto i balconi in via Piccioli? E della sosta selvaggia che parte da via Ferrante D’Aragona e arriva fino alla Collegiata? E del mitico parcheggio: ci sono novità? C’è una idea, una proposta sul che fare? Tutto tace nel silenzio assordante di chi non prende decisioni. E le scale della Collegiata trasformate in orinatoio e discarica? Corre voce che dovrebbe addirittura aprire un canile, i lavori procedono alacremente, per adesso i cani sono sette/otto ma presto ne arriveranno altri. In fondo un allevamento per gli amici a 4 zampe in pieno centro storico ci mancava. Forse è un modo originale per richiamare visitatori, un’attrazione turistica chissà. Ovviamente nessuno controlla. Qualcuno dirà: ma questi amministratori sono appena arrivati, che colpa hanno? Nessuna, se non quella di essere amministratori appunto. Queste cose le dicevamo prima, e lo diciamo adesso. Solo che quando arriva il nuovo ci si aspetta sempre che possano risolvere i problemi che prima non sono stati risolti da chi li ha preceduti. Ma anche in questi pochi mesi di attività non sono finora arrivati segnali dal Palazzo, neanche timidamente. La sensazione è di un centro storico morente, che si infiamma in poche e sporadiche iniziative, e poi si ripiega su stesso. Senza tetto né legge. Per poi rivederci al prossimo episodio o alla prossima festa. Foto, pacche sulle spalle, sorrisi, hai visto quanta gente, e tutti vissero felici e contenti. E intanto mentre Roma discute Sagunto viene espugnata, scrisse Tito Livio. E la ripetè negli anni 90 in piena guerra di mafia il cardinale di Palermo Pappalardo. Potrebbe valere anche per il Casamale?
Salvatore Piccolo
Nel pomeriggio di domenica 22 ottobre al teatro Maria Aprea, presso l’accademia musicale Giuseppe Verdi, poco prima della sua performance Verheyen si concede ad una piacevole intervista ai nostri microfoni.
Carl William Verheyen , nato nel 1954, è un noto chitarrista americano, uno dei dieci chitarristi più celebri al mondo. Ma il suo talento non è solo suonare la chitarra. Verheyen è musicista, vocalist, cantautore, arrangiatore, produttore ed inoltre è stimatissimo e seguitissimo per essere un ottimo didatta. Verheyen è stato sempre apprezzato dalla critica e nominato ai Grammy, uno dei premi più importanti degli Stati Uniti, con 12 CD, due DVD dal vivo e due libri pubblicati in tutto il mondo. Come membro del gruppo Rock Supertramp dal 1985, Carl ha suonato davanti a milioni di spettatori nelle arene di tutto il mondo. Come artista solista e leader della Carl Verheyen Band, ha firmato un’impressionante ed eclettica discografia che mostra i suoi infiniti talenti attraverso una vasta gamma di generi musicali. Carl è comunemente considerato un virtuoso chitarrista in grado di suonare qualsiasi stile di musica con notevole padronanza. Fa parte dell’elite dei migliori musicisti di Los Angeles da ormai 40 anni, avendo suonato in centinaia di produzioni musicali, colonne sonore e programmi tv. Vasta è la lista di artisti noti con cui ha collaborato: da B.B. King a Josè Feliciano, da Christina Aguilera a Little Richard, dai Bee Gees a Dolly Parton.
Come avevamo anticipato in un precedente articolo questo fenomeno della musica è approdato a Volla, precisamente al Teatro M. Aprea, con il suo tour masterclass “Clinic”. Ad accoglierlo in sintonia due grandi della musica del territorio campano, il M° Ciro Palella, proprietario dell’AGV e Andrea Palazzo noto chitarrista napoletano. Quindi, domenica 22 ottobre alle 17,00 circa, Verheyen ha dato via ad un emozionante e spettacolare work shop. Prestazione aperta a tutte le età e tutti i livelli. Carl si è concesso, come nel suo stile, su tutte le sfaccettature della chitarra elettrica, tra cui l’improvvisazione, la chitarra ritmica, la musica dal vivo e lo studio, il blues, lo stile rock, jazz e la musica country. Non potevano mancare ad attenderlo numerosi chitarristi professionisti e apprendisti del territorio e dintorni.
Affabile, umile e sorridente arriva in accademia e concede prima dell’esibizione una breve intervista ai nostri microfoni:
Quando hai iniziato a interessarti di musica? A che età? E come è nata questa passione?
“Avevo undici anni quando ho avuto la mia prima chitarra e la mia prima lezione. Nella vita non avevo mai avuto l’occasione di un vero lavoro. In effetti facevo il garzone dei supermercati, e quindi presto decisi di usare la mia passione per vivere. E all’età di 15 anni iniziai ad insegnare musica.”
Quanto è importante per un musicista raggiungere un proprio stile e identità?
“E’ importante per un musicista stabilire e definire un proprio stile. L’attitudine non basta, bisogna lavorare molto per costruire il proprio stile. La missione più importante per un musicista è rendere la musica perfetta”
Che sensazioni provi quando suoni?
“Gioia prima di tutto e felicità. Anche il blues che generalmente è un genere nostalgico mi rende felice.”
Ti gratifica di più esprimerti con la musica suonandola o insegnandola?!
“Mi gratifica molto di più quando suono. Insegnare è per me una vocazione che ritengo necessaria per trasmettere alle nuove generazioni il senso della musica”
Per un musicista di questo calibro, quanto conta il testo di una canzone e quanto conta la musica?
“Dipende . Ci sono brani prevalentemente suonati, e quindi in questo caso sicuramente la musica. Poi esistono brani dove le parole sono importanti e quindi li il testo conta.”
Tra le tue esperienze e collaborazioni, quale ricordi con soddisfazione?
“Quella con i Supertramp è stata la collaborazione più importante della mia carriera e soprattutto la più divertente”
Hai un particolare progetto , qualche prossima aspirazione?
“ Bene, dopo il tour in Italia che vede altre due tappe, Siracusa e Roma, sarò in Germania e Svizzera in tour, in questo caso in concerto con un importante chitarrista. Tra le mie aspirazioni e progetti c’è che vorrei concludere un album che ho iniziato ma che ancora devo finire”.
Non siamo riusciti a non trasmettere nelle nostre domande la curiosità e l’ammirazione verso un cosi grande artista. E c’è da dire che neppure lui si è trattenuto.
Socievole, e pieno di entusiasmo ha trasmesso con le sue risposte e con le sue parole, vibrazioni, quasi come se a parlare fossero note suonate con l’animo.
Un ringraziamento per le immagini alla giovanissima Rita Palella.
Da sinistra: Ciro Palella, Carl Verheyen e Andrea Palazzo
“Gli italiani che muoiono presto sono troppo pochi e questo è un guaio per l’Inps”. Queste parole le ha pronunciate il ministro Padoan nel corso di un convegno, ma quello che è successo il giorno dopo ha dell’incredibile.
Due Ordini professionali hanno avuto reazioni esatte e contrarie. L’Ordine dei Necrofori e delle Pompe funebri ha immediatamente nominato Presidente a vita il ministro.
Chi si è detto preoccupato invece, è l’Ordine dei Dermatologi, i quali in questi giorni a malapena riescono a smaltire le lunghe file di uomini dinanzi ai loro ambulatori. Tutti hanno bisogno di cure per i notevoli arrossamenti ai testicoli provocati da rilevanti sfregamenti.
Sono tanti i casi gravi dovuti a sfregamenti multipli causati da azioni coordinate e contemporanee. Per dirla in modo più chiaro, molte donne lavoratrici, temendo la gufata di Padoan e non sapendo cosa sfregare, si sono aggrappate agli attributi di mariti, amici e compagni grattando con loro simultaneamente, nella speranza di scongiurare il malaugurio.
Ottime notizie sul fronte ambientale per il Comune di Brusciano. Con la consegna dei lavori effettuata da GORI questa mattina alla ditta esecutrice, prende il via l’opera di completamento delle reti fognarie comunali. La Regione Campania aveva infatti individuato GORI quale soggetto attuatore del progetto denominato “Comune di Brusciano – Interventi per il completamento ed il collettamento della rete fognaria”, finanziato attraverso le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2007-2013, per un importo complessivo pari ad euro 1.794.406,27. L’opera consegnata quest’oggi prevede 9 interventi che interesseranno in particolare via Falcone, via Semmola, via Tironi, via Pertini, via Matteotti, via Bruno, via Turati, via Leopardi, traversa Turati e via Gobetti. In tutte le strade oggetto di realizzazione della rete fognaria si provvederà anche alle opere di rifacimento del manto stradale. Il termine degli interventi è fissato in 420 giorni, quindi il tutto dovrebbe essere consegnato alla Città entro la fine del 2018. Di recente GORI aveva già provveduto a realizzare l’intervento di completamento della rete fognaria in prossimità del lagno tombato denominato Lagno di Mezzo in Via G. Falcone. Tale opera è scaturita da un accordo con l’amministrazione comunale che aveva programmato la riqualificazione urbana della sede stradale di Via G. Falcone e quindi, in sinergia con l’Azienda, si è provveduto ad anticipare la realizzazione del suddetto tratto fognario.
“Si tratta di un vanto e di un momento epocale per questo paese – spiega il sindaco di Brusciano, Giuseppe Romano – sia sotto l’aspetto ambientale perché pone rimedio a disfunzioni del passato, che sotto l’aspetto logistico e strutturale per i miei concittadini. Eliminiamo problemi strutturali per esempio nella zona della 219, dove cancelleremo quei pozzi che tanti disagi hanno creato al quartiere. 420 giorni sono tanti ma dobbiamo recuperare 30 anni di assenze di lavori sulla rete fognaria”.
“Obiettivo fondamentale del progetto – aggiunge il Responsabile Unico del Procedimento di GORI, Marisa Amore – sarà quello di eliminare gli scarichi attuali in ambiente, e indirizzare le portate reflue all’impianto di depurazione di Boscofangone. Poi saranno realizzati importanti interventi di smaltimento della acque bianche, con la realizzazione di un grosso collettore che allieverà i problemi di allagamenti che da sempre tartassano questo territorio, olograficamente penalizzato dalla vicinanza delle pendici del Monte Somma”.
“Siamo ben lieti di svolgere il ruolo di soggetto attuatore per un’opera di tale importanza ambientale per il Comune di Brusciano – conclude l’amministratore delegato di GORI, Claudio Cosentino – e per l’intera area nolana. Saremo vigili nei confronti della ditta esecutrice, al fine di consegnare l’opera al Comune nei tempi previsti dal bando”.
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