Somma Vesuviana, furgone tampona tre auto in via Marigliano.
Educatori di partito
I fatti stanno così. I cittadini che lavorano, per andare in pensione devono compiere ormai 67 anni e per avere una pensione da lavoro devono maturare almeno 20 anni di contributi.
I parlamentari, invece, con 4 anni e 6 mesi di contributi maturano già una pensione da “lavoro” di 1000 euro. Per cominciare a riscuoterla devono compiere 65 anni se alla prima legislatura o 60 anni se alla seconda.
Uno pensa: ecco il solito populista demagogo invidioso vetero comunista fascista e qualunquista, che parla male dei parlamentari della Repubblica italiana. NOOO. La scarna premessa di questo “Scarno” rileva che certi privilegi così pacchiani rappresentano un modello e un obiettivo per la scalata sociale dei tanti in cerca di un posto sicuro o una sicura rendita. Cosa ci dicono questi benefici? Che bisogna entrare nel listino bloccato, assolutamente! Bisogna vincere ogni vergogna e ingraziarsi i politici potenti per conquistare un posto nella lista elettorale adatta a regalare il seggio.
Per inseguire quei vantaggi è necessario che i giovani lascino gli studi, buttino i libri, marcino alla conquista dei partiti così da garantirsi megastipendio e pensione. Il sole dell’avvenire non tramonta mai sul potere. I nostri politici ci insegnano che bisogna essere cinici, scaltri, ambigui e incoerenti; con i loro privilegi stanno tracciando la strada per un ritorno massiccio e numeroso al cosiddetto impegno politico dentro i partiti, giusto per assicurarsi una vecchiaia più che dignitosa.
Solo dei geni, o dei farabutti, potevano insegnare tanto.
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La proposta munita dal parere positivo della Segretaria generale dell’ente, mancava del parere del Dirigente dell’Ufficio tecnico. Una volta completata l’istruttoria, tale proposta sarà assegnata alla commissione consiliare competente e il Consiglio comunale, messo nelle condizioni di esprimersi, esaminerà la la stessa divenuta completa. L’opposizione consiliare non ha accolto la proposta della maggioranza consiliare, che aveva avanzato l’idea di integrare questa proposta con le posizioni della maggioranza, di rinviare tale proposta di deliberazione, non completa dei pareri necessari, nella commissione competente per poter ottenere un documento più ampio e condiviso. Il Sindaco Raffaele Lettieri nel suo intervento ha sottolineato: «La proposta di deliberazione presentata questa mattina, senza pareri, risente della mancata conoscenza degli atti che in questi anni l’Amministrazione comunale ha prodotto. Contiene proposte già realizzate o già deliberate da questo Consiglio comunale. Al punto 4 si parla di “concordare con l’Asi” e non si sa, invece, che con lo stesso Consorzio abbiamo anche aperto un contenzioso. Per l’Osservatorio Ambientale è intendimento dell’Amministrazione modificare la composizione dello stesso organo. Sul punto 1, si chiede di “manifestare l’opposizione del Comune rispetto alle procedure amministrative in corso o future”, lo facciamo e anche quotidianamente. Per quanto riguarda il Puc ci sono le linee di indirizzo e documenti già votati dal precedente consiglio comunale, agiremo in continuità ma abbiamo già espresso il nostro parere contrario sul consumo del terreno agricolo in merito alla richiesta dell’Interporto di Marcianise. Si tratta di azioni già attivate da questa amministrazione. Mi si chiede di attivare un tavolo permanente di concertazione, siamo andati anche oltre questa richiesta: la passata amministrazione regionale istituì una commissione sanitaria e siamo per riattivare quella commissione. Per quanto riguarda il punto che prevede “il divieto assoluto per almeno cinque anni di autorizzazioni”, noi siamo del parere e chiediamo un blocco sine die di nuove autorizzazioni, fino a quando non si otterrà una Valutazione Vas complessiva. Ieri ho incontrato i membri della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti – ha concluso il primo cittadino nel suo intervento – ed ho espresso le ragioni della città, ho chiesto anche un loro intervento politico per far sì che la Regione Campania si fermi con le autorizzazioni e si riveda la strategia del piano Asi di Acerra. Mi affido al lavoro delle commissioni consiliari, degli uffici, dell’Assessore al ramo e del consiglio comunale tutto. C’è bisogno di avanzare su questi temi e rispetto a questo documento, e auspico che il Consiglio comunale, anche nel lavoro delle competenti commissioni, parta da questo documento, unisca tutto quello che è stato già realizzato per ottenere un’evoluzione amministrativa e venga così messo in condizioni di deliberare».
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