Trasferimento commissario anti roghi. Il M5S chiede spiegazioni a Governo e Regione.

  “Michele Campanaro, il commissario per il contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti nella regione Campania viene trasferito ad altro ruolo, a soli pochi mesi dal suo insediamento. È un fatto gravissimo che dimostra il disinteresse del Governo, che, con questa scelta dà l’ennesimo colpo di grazia alla già debole tutela dell’ambiente e della salute nella “Terra dei fuochi” commenta Salvatore Micillo della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei deputati. “La domanda che ci poniamo adesso é il perché – aggiunge Micillo, firmatario della legge sugli “ecoreati” – e pretendiamo di avere una risposta. Perché un prefetto viene trasferito a pochi mesi dal suo insediamento, perché non si vuol dare continuità ad un percorso seppur complicato e difficile? Siamo i primi a non essere soddisfatti delle debolissime strategie messe in campo nel contrasto ai roghi, ma questa decisione ci appare come l’ennesimo schiaffo a questa terra. In questa settimana depositeremo un’interrogazione parlamentare e in Regione chiediamo che la commissione “Terra dei fuochi” si riunisca al più presto. A queste domande il Movimento 5 stelle pretende risposte chiare”.

Napoli. Premio Ambasciatore del Sorriso, record di riconoscimenti in quattro edizioni

Angelo Iannelli: Napoli città del sorriso e dal cuore grande.   Dopo lo strepitoso successo del premio Internazionale Ambasciatore del Sorriso fondato dall’artista poliedrico Angelo Iannelli e organizzato dall’Associazione Vesuvius in collaborazione con il Comune di Napoli il 1 Ottobre nel Cortile Del Maschio Angioino, edizione dedicata al principe del sorriso Antonio de Curtis in arte Toto’ , dove si è registrato un boom di presenze proveniente da ogni parte del mondo . Il premio  in questi anni è cresciuto in una maniera vertiginosa, tanto da risultare tra i migliori a livello nazionale ,visto il progetto quello di donare un sorriso attraverso ogni forma d’arte come asserisce il suo fondatore l’artista poliedrico Angelo Iannelli noto come l’ambasciatore del sorriso, da sempre a sostegno dei meno fortunati  : Napoli è la città del sorriso e dal cuore grande , dobbiamo fare di più , per i meno fortunati e far vedere la grande bellezza , il nostro premio si distingue dai tanti per semplicità e motivazione , ringrazio il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e l’Assessore alla cultura e turismo Nino Daniele che da sempre ha creduto in questo evento e nelle mie idee .Il prestigioso riconoscimento vista la valenza socio culturale vede la vicinanza di importanti patrocini morali come: Regione Campania, Diocesi di Napoli, Unicef, Telethon, UDILM, Fondazione Città della Scienza, Associazione Ciro Vive, Simposio delle Muse e i comuni di : Salerno, Sorrento, Piano di Sorrento, Nola, Saviano, Visciano, Camposano, Scisciano, San Vitaliano, Marigliano , Mariglianella, Brusciano e san Giorgio a Cremano. L’evento oltre a premiare i vari artisti che hanno donato un sorriso ai meno fortunati prevede anche un bando di gara con la premiazione delle sezioni di : Poesia, fotografria, scultura e pittura . Numeri da record incredibili, ricordiamo alcuni premiati in queste edizioni: Giacomo Rizzo, Gino Rivieccio, Patrizio Rispo, Francesco Paolantonio, Peppe Iodice, Enzo Fischetti, Francesco Albanese, Salvatore Misticone, Franco Ricciardi, Monica Sarnelli, Francesca Marini, Gianfranco Gallo, Maurizio De Giovanni, Marco Zurzolo ,Antonio Onorato ,Angelo Di Gennaro, Marcello Colasurdo, Lino Vairetti, Felice Romano, Luca Sepe, Patrizio Oliva, Enzo Camapagnoli,Gennaro Iezzo, Gianni Improta, Luigi Amodio ,Giandomenico lepore, Margherita Dini Ciacci, Nino Daniele, Luigi Troisi, Lino Blandizzi, Ettore De lorenzo, Marzia Roncacci, Antonello Perillo, Redazione TGR Campania ,Antonella Leardi, Paolo Chiariello, Antonio Giordano, Carmine Migliaccio e Raffaele Molisso, Francesca Maresca, Paola Mercurio, Gigi Soriani, Gianni Simioli, Elena Anticoli De Curtis, Ciro Poppella,  Margherita Dini Ciacci, Pietro Parisi, Gigio Rosa, Arturo Sepe, Anna Capasso , Diego Paura, Rino Cesarano, Marco Perillo, Peppe Maiello, Mauro Romano, Nello Fontanella, Chiara Aliberti, Giuseppe Gambi, Tina Piccolo, Lucia Oreto, Miriam Rigione, Tueff, Luca Blindo, I Foja , La Maschera, La Paranza Vesuvius, Banda musicale Don Mosè Mascolo, Mastro Masiello Mandolini, Iena Soccer del rapper Clementino, A.S.D. Vincenzo Riccio, Nazionale Italiana pallavolo femminile Setting Volley , Woman Napoli calcetto femminile ,IC3 Parco Verde di Caivano, Associazione Augurabile, Compagnia Saltimbanchi, Domenico Sepe, Antonio Montanile, Marco Ferrigno, Alfredo Pasolini, Maria Mauro, Lady Napoli, Tiziana Grimaldi , Federica Raimo, Sirio Esposito, Antonio Lanzetta, Loredana Daniele, Gregorio Rega, Umberto Del Prete, Rosario Scotti di Carlo, Rosa Chiodo, Cardinale Crescenzo Sepe, Don Maurizio Patriciello, Don Aniello Manganiello, Don Tonino Palmese , il governatore Regione Campania Vincenzo De Luca e tanti sindaci oltre a tantissime menzioni d’onore per meriti sociali e culturali. Le opere d’arte del riconoscimento sono costruite dai maestri : Domenico Sepe, Antonio Montanile e ciliegina sulla torta il maestro presepiale Marco Ferrigno . Il premio nelle precedenti edizioni è stato dedicato a Ciro Esposito vittima della violenza negli stadi, il cantante Pino Daniele, l’attore Massimo Troisi e il principe del sorriso il grande Toto’. L’evento è presentato da Angelo Iannelli , Edda Cioffi ed Emanuela Gambardella coaudivati dalle modelle Giulia Accardo e Ludovica Masucci La manifestazione prevede : Poesia, moda, cinema, giornalismo, teatro, tv, radio, musica e tantissimo sociale che si glorifica con i Percorsi D’arte giunti alle X edizione , in questi anni è stata ripresa dai più importanti mass media regionali e nazionale tra cui la Rai. Dopo il successo della IV Edizione sono giunti i complimenti da vari sindaci del territorio e personaggi illustri come il Cardinale di Napoli Crescenzo Sepe che nel complimentarsi per il premio ha affermato : E’ bello premiare sempre più ambasciatori del sorriso per cose buone   , augurando tante soddisfazione all’artista  Angelo Iannelli e la sua Associazione

Acerra, Contributi per le imprese agricole danneggiate dalle gelate del 2017

Il Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri informa che il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha accolto la richiesta avanzata dal Comune di Acerra, presentata con Delibera di Giunta n. 91 del 26 aprile 2017, volta all’inserimento delle imprese agricole, operanti nel territorio comunale, danneggiate dalle gelate dell’aprile 2017, tra i destinatari di interventi di sostegno. Tutte le aziende agricole interessate a presentare la domanda di aiuto, devono necessariamente farlo entro e non oltre la scadenza fissata al 12 dicembre 2017, redatta sul modello disponibile sul sito del Comune di Acerra, www.comune.acerra.na.it, oppure scaricando gratuitamente l’applicazione Comunicacity direttamente sul proprio smartphone, o dal sito della Regione Campania o del Ministero delle politiche agricole. La richiesta presentata dal Comune di Acerra con Delibera di Giunta n.91 è stata la condizione necessaria, senza la quale il Ministero stesso avrebbe escluso il territorio acerrano e le imprese agricole che operano nella stessa zona, tra le possibili beneficiare del sostegno. Alla base dell’azione dell’Amministrazione comunale di Acerra il riscontro che le forti gelate dello scorso aprile hanno provocato notevoli danni alle attività produttive locali, in particolar modo per il settore agricolo e per tutte le coltivazioni, con ricadute negative alla filiera agricola locale sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo

Cicciano, convegno sui richi dei pesticidi e alternative biologiche per mangiare sano e vivere meglio

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Si terrà giovedì 9 novembre, alle ore 9,30, nell’aula magna dell’Istituto Alberghiero ‘Carmine Russo’ di Cicciano, l’atteso convegno su “Alimentazione & Salute: mangiare sano per vivere meglio”, promosso dall’associazione onlus ‘Pensando al Nostro Futuro’ di Camposano, in collaborazione con i Medici per l’Ambiente di ‘Nola-Acerra’. Interverranno due scienziati di fama internazionale: il Prof. Giuseppe Altieri, agro-ecologo, docente ordinario di Entomologia-Fitopatologia-Agroecologia, ITAS “A. Ciuffelli” di Todi, (che relazionerà sulla tossicità dei comuni fitosanitari: pesticidi, erbicidi e fitofarmaci e sulle alternative biologiche da impiegare in agricoltura), e il Dott. Luigi Montano, uro-andrologo, coordinatore del Progetto ‘Ecofoodfertility’, un innovativo programma di ricerca che studia la contaminazione umana da tossici ambientali attraverso l’analisi dello sperma di giovani volontari delle aree a rischio della Campania, comparati con giovani che vivono in aree non inquinate. “L’intento è quello di informare e formare i giovani aspiranti albergatori ed imprenditori agricoli – ha dichiarato Gavino Berardesca, presidente dell’associazione ‘Pensando al Nostro Futuro’ – sui rischi dei pesticidi e di altri fitosanitari e promuovere pratiche ecosostenibili a tutela delle colture e della salute dei consumatori”.  Sono previsti, inoltre, gli interventi di Paolo Petrella, imprenditore dell’azienda agricola biologica “Agri Selva” di Acerra, del dirigente scolastico della Scuola Alberghiera ‘C. Russo’, Prof.ssa Carmela Maria Napolitano (ben lieta di incentivare attività del genere, che vedono esperti professionisti mettersi al servizio dei giovani e delle scuole per informare e prevenire), di Gennaro Esposito, presidente dei Medici per l’Ambiente sezione ‘Nola-Acerra’e del fondatore di ‘Ultimi’ Don Aniello Manganiello. Nutrita la platea di giovani studenti e di imprenditori agricoli invitati per l’occasione. All’evento potranno seguire dei seminari per la ‘difesa fitosanitaria in agricoltura biologica e integrata’ e ‘protezione e nutrizione agricola con tecniche biologiche’. L’evento è stato organizzato in occasione della “Giornata Internazionale dei Medici per l’Ambiente del 25 Novembre 2017″.

Pomigliano, arrestata per spaccio di crack la zia di “Omertà”. In manette altri due complici

Una famiglia votata allo spaccio della droga. Sabato scorso infatti sono stati arrestati nel rione della ricostruzione di Pomigliano Maria Cipolletta, 36 anni, zia di Mino Cipolletta, il ventenne, da tempo in galera, che tiene tatuata sulla fronte la parola “omertà”, insieme a Giulio Morra e Margherita Esposito, entrambi di 39 anni. Durante la perquisizione nell’alloggio della 219 in cui si trovavano, le forze dell’ordine hanno trovato 101 dosi di crack e 800 euro in contanti. Maria Cipolletta oltre a essere la zia di “Omertà” è la sorella del padre di Mino Cipolletta, Salvatore, anche lui in prigione per spaccio. Si tratta di una delle famiglie più attive nel territorio tra Pomigliano, Casalnuovo, Castello di Cisterna e Brusciano nello spaccio di droga.

Bonifica Agrimonda, l’assessore Perna di Marigliano: “Nessun pericolo”

I residenti: “Miasmi neuseabondi dal sito di Agrimonda”. L’assessore all’Ambiente di Marigliano, Veronica Perna, sulla bonifica tranquillizza: “Nessun pericolo”. Nei giorni scorsi abitanti di Mariglianella e della località Lausdomini di Marigliano avevano lanciato l’allarme: lezzi nauseabondi esalano dall’ex fabbrica di fitofarmaci sita a Mariglianella. Cittadini preoccupati erano insorti anche sui social. Oggi l’assessore all’ambiente di Marigliano, Veronica Perna, interviene per rassicurare sui lavori di bonifica che devono interessare il sito. Con una nota ufficiale comunica di essersi attivata in seguito alle segnalazioni sui ritardi relativi ai lavori di rimozione rifiuti e caratterizzazione del deposito ex fitofarmaci Agrimonda. Rende noto – attraverso il comunicato – “di aver ricevuto dal direttore dei lavori, ing. Gennaro Tarantino, rassicurazioni e dettagli sulle modalità e i tempi dell’intervento, che saranno puntualmente riferiti con apposita relazione dello stesso direttore al tavolo tecnico come da accordi presi. L’Assessore rassicura innanzitutto sull’assenza di pericoli per la popolazione residente in quanto il monitoraggio ambientale è costante e non evidenzia alcuna anomalia. Per quanto riguarda l’evolversi dei lavori, dalla Regione hanno chiarito che qualche ritardo iniziale è addebitabile al verificarsi di un atto vandalico, al ritardo della fornitura di energia elettrica nella misura necessaria al funzionamento della macchina filtrante ed alle autorizzazioni relative al deposito dei calcoli sismici. Si è resa poi necessaria una sospensione dei lavori nel mese di agosto, in quanto dalle analisi sui campioni di gas estratti si è rilevata una presenza di ammoniaca superiore a quella prevista in fase progettuale che ha reso necessario l’acquisizione di un’ apposita apparecchiatura filtrante che dovrebbe essere fornita entro la prossima settimana. Superati questi intoppi tecnici, successivamente al collaudo tecnico del sistema filtrante, i lavori proseguiranno come previsto con la rimozione di rifiuti, con estrazione ed abbattimento dei gas interstiziali entro i limiti di legge, ed indagini ambientali del suolo e sottosuolo in collaborazione con l’ARPAC. In ogni caso conclude Perna, in base a quanto riferitole, non dovrebbero esserci significativi ritardi e l’intero intervento dovrebbe essere ultimato entro i primi mesi del 2018. Le amministrazioni comunali di Marigliano e Mariglianella seguiranno costantemente i lavori e informeranno puntualmente la cittadinanza.

Il Parco sommerso di Gaiola premiato “area marina protetta più bella d’Italia”

Erano trenta erano le Aree Marine Protette (AMP) candidate al titolo di “area marina più amata d’Italia” nel concorso ASdoMAR. E a vincere su tutte, a settembre, è stato un fiore all’occhiello della costa napoletana: il “Parco Sommerso di Gaiola”. Uno scrigno di biodiversità e storia incastonato lungo la costa di Posillipo, a pochi passi dal centro cittadino, dove da dodici anni viene svolto un notevole lavoro di tutela e riqualificazione dell’area. Ma pochi giorni fa si è svolta la premiazione ufficiale. Una premiazione molto particolare, che si è svolta sott’acqua. L’idea originale è venuta Maurizio Simeone, Presidente del Centro Studi Interdisciplinare Gaiola Onlus. E a consegnare sott’acqua il premio – un assegno di ventimila euro da investire in progetti di tutela e valorizzazione dell’area e 3.000 euro di attrezzature subacquee offerte dalla prestigiosa azienda SEAC SUB – è stato Giovanni Battista Valesecchi, Direttore di Generale Conserve, proprietaria del marchio ASdoMAR. Una cerimonia molto particolare, quindi, che si è svolta sui fondali della Gaiola, ma che è stata seguita dal pubblico in live 3D, grazie a una speciale videocamera collegata in tempo reale, realizzata con il progetto “Sommergiamoci”. Una tecnologia pensata per consentire a chiunque di immergersi nel mare di Posillipo per osservare in tempo reale suoni, colori e forme degli abitanti del mare campano. Ma, a ben guardare la classifica finale del concorso ASdoMAR, la Gaiola non è l’unica area marina protetta della Campania a comparire nell’elenco. Al secondo posto, subito dopo la Gaiola, si è piazzata l’AMP Punta Campanella, l’area amarina protetta più longeva della nostra regione, istituita nel 1997. Al terzo posto c’è la AMP Costa degli Infreschi e della Masseta, istituita nel 2009 all’interno del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il podio dunque è tutto campano, ma il mare della Campania ha continuato a conquistare la top15. Ci sono infatti anche le AMP del Parco Sommerso di Baia, di Santa Maria di Castellabbate e il Regno di Nettuno, rispettivamente al quinto, nono e tredicesimo posto. La Campania ha fatto incetta di premi, superando persino una temibile rivale come la Sardegna, arrivata seconda con 5 aree marine protette in classifica.        

Napoli,  manifestazione del 4 novembre: Il Liceo “A.Diaz” di Ottaviano riceve il Tricolore donato dall’ UNMS.

Durante la manifestazione, che si è tenuta in Piazza Plebiscito, il generale De Leverano ha consegnato al prof. Pesce, Dirigente dell’Istituto che porta il nome del Duca della Vittoria, il Tricolore offerto dall’ Unione Nazionale Mutilati per il Servizio. E’ anche un omaggio agli ex alunni del Ginnasio ottajanese che si coprirono di gloria durante la I Guerra Mondiale.   I valori delle manifestazioni del 4 novembre restano saldi e autentici: la loro sostanza ideale non verrà mai intaccata e avvilita dagli umori della retorica, poiché i “segni” dell’ evento, il Tricolore,  l’inno di Mameli, la Canzone del Piave, l’ordine solenne dei soldati e dei carabinieri schierati, il ricordo dei giovani che sacrificarono la vita e la giovinezza  suscitano, con l’immediatezza del loro messaggio, emozioni e riflessioni anche nella mente e nel cuore dei ragazzi di oggi. Quei “segni”, diceva Ardengo Soffici, costringono perfino i cinici e gli scettici a ritrovarsi, anche solo per un momento, nella  “immagine luminosa dell’identità nazionale”, un’immagine che nemmeno la globalizzazione riuscirà a cancellare: anzi, garantisce Anthony Giddens, a poco a poco le comunità “globali”  torneranno al culto delle tradizioni e ai “miti” della loro storia.  E la Prima Guerra Mondiale, il Piave, Vittorio Veneto,  Armando Diaz sono  “miti” fondamentali della storia italiana. Sabato, Napoli ha celebrato il 4 novembre e la Giornata delle Forze Armate  nel vasto respiro di Piazza Plebiscito,  che è  il “luogo” sacro della storia della città, e ne conserva la memoria nella scultura, nell’architettura, nei nomi stessi delle chiese, dei palazzi, delle strade. Durante la manifestazione, e alla presenza delle autorità civili e militari, del Cardinale Sepe e della Signora Prefetto, il generale di Corpo d’Armata Luigi Francesco De Leverano ha consegnato al Dirigente Scolastico del Liceo Classico “ A. Diaz”, prof. Sebastiano Pesce, accompagnato da due alunni dell’Istituto, il Tricolore donato dall’Unione Nazionale Mutilati per il Servizio. Il Liceo era stato scelto dall’Ufficio Scolastico Regionale,  d’intesa con i colonnelli Grilletto e Guarnieri, organizzatori della manifestazione,  perché l’Istituto porta il nome del Duca della Vittoria, e per le eroiche azioni di cui furono protagonisti sull’Isonzo, sul Monte San Michele, sul ponte di Bassano numerosi ex alunni del Ginnasio ottajanese. Ne cito uno per tutti, il tenente di fanteria Ferdinando Cutolo, ottajanese, che nel 1915 – aveva allora venti anni – interruppe gli studi di medicina e di chirurgia e si arruolò. Egli morì il 17 agosto 1916 per le ferite riportate in combattimento nel Vallone di Boneti. Gli vennero conferite la laurea ad honorem e la medaglia d’argento al valor militare: “ con ammirevole slancio, in un terreno difficile e sotto un nutrito fuoco avversario, condusse il suo plotone all’assalto, finché cadde mortalmente ferito.”. Giova anche ripetere che il generale Diaz aveva amici a Ottajano , che fu molto vicino agli Ottajanesi durante e dopo la devastante eruzione del 1906 e che, finita la guerra, volle donare al Ginnasio il famoso cannone, che faceva parte del bottino tolto ai nemici: durante il conflitto, nell’ex convento che ospitava  l’Istituto era stato attrezzato un ospedale per i prigionieri austriaci e dopo Caporetto l’Amministrazione Comunale aveva ospitato una decina di famiglie di profughi udinesi. La consegna del Tricolore non è solo un omaggio al nome di Diaz e alla memoria dei giovani eroi: è il riconoscimento ufficiale del ruolo  importante che il Liceo Classico ottavianese ha svolto e svolge nella storia culturale e sociale del Vesuviano interno.  Il Dirigente prof.  Sebastiano Pesce e i docenti tutti profondono impegno, competenze e passione per far sì  che questo ruolo diventi sempre più articolato e significativo e che il Liceo Classico “A.Diaz”, nel rispetto delle gloriose tradizioni e nel segno della meditata innovazione, prepari i giovani  del territorio a “leggere” le forme complesse della storia presente e ad affrontare, con lucida risolutezza,  le sfide del nostro complicatissimo tempo.

La stanchezza? Roba da ricchi

Le fatiche della Champions fermano la corsa del Napoli Anni e anni trascorsi a giocare a pallone nel cortile sotto casa, le ginocchia sbucciate, la mamma che ti chiama e ti dice di salire perché è ora di pranzo, poi perché è ora di fare i compiti e infine perché è ora di cena. Partite interminabili, tre contro tre, quattro contro quattro, il portiere volante, le porte piccole, il pallone sgonfiato, il Super Santos nuovo di zecca. Risultati assurdi, paradossali: 20 a 18, 46 a 42, 100 a 99. Anni a perdifiato, insomma. Per scoprire, da adulto, che nel calcio esiste la stanchezza. E la stanchezza è quando pareggi contro il Chievo. Il Napoli lo ha fatto, dopo una partita dal possesso palla quasi imbarazzante per come è stato alto e sterile. Pochi tiri in porta, pochissime occasioni. Mario Rui al posto di Ghoulam ma anche l’alibi degli alibi: la stanchezza, appunto. L’affanno dopo le fatiche della Champions. Potremmo persino crederci, se pensiamo a quanto ha patito la Juventus per battere il Benevento, del quale alla vigilia doveva fare un solo boccone e che invece ha sconfitto di misura, dopo essere stata sotto per più di un tempo. La stanchezza, anche per i bianconeri. Solo che quelle partite infinite nel cortile sotto casa ti hanno lasciato un dubbio, che peraltro ha la stessa intensità della tua passione per il calcio: come ci si può stancare giocando a pallone? Come è possibile? La risposta è una sola, solo quella può essere: la stanchezza è roba da ricchi.

Stop al Diclofenac per difendere i grifoni italiani

Serve bandire il Diclofenac. L’appello all’Agenzia Europea del Farmaco parte anche da Napoli   Un medicinale di uso veterinario minaccia la sopravvivenza degli avvoltoi europei. È il Diclofenac, un antinfiammatorio che viene utilizzato negli allevamenti, innocuo per l’uomo, ma che ha effetti letali sugli avvoltoi che si nutrono delle carcasse di animali trattati con questo farmaco veterinario. Così la Fondazione per la Conservazione degli Avvoltoi (VCF), BirdLife, WWF e LIPU hanno lanciato la campagna “BanVetDiclofenac”: una campagna per vietare il Diclofenac veterinario in Europa. In particolare in Spagna, Italia e Portogallo, dove vivono la maggior parte degli avvoltoi europei. E tra le prime adesioni alla campagna c’è quella dell’Associazione napoletana ARDEA, formata per lo più da ornitologi. «Gli effetti letali del Diclofenac sono stati ben documentati nel subcontinente indiano» ha spiegato a Il Mediano Rosario Balestrieri, presidente di ARDEA. «È bastata la presenza di questo farmaco nell’1% delle carcasse di vacche per portare quasi all’estinzione ben cinque specie di avvoltoi. Stiamo parlando di una popolazione di oltre 70 milioni di individui che ha subito un declino del 99%. L’uso di questo medicinale, per fortuna, ora è vietato in India, Nepal, Bangladesh, Iran e Pakistan. Non possiamo permettere che accada questo anche in Europa». Le stime dei danni da Diclofenac in Europa, infatti, non sono certo rassicuranti. Secondo l’Agenzia Spagnola dei medicinali e dei prodotti sanitari, a causa di questo antinfiammatorio, ogni anno potrebbero morire circa 6.000 grifoni (Gyps fulvus), pari al 7% annuo della popolazione spagnola: la più importante a livello europeo. Le specie di avvoltoi che vivono in Italia sono tre: il Gipeto (Gypaetus barbatus), il Capovaccaio (Neophron percnopterus) e il Grifone (Gyps fulvus). Tutte minacciate, in particolare le prime due, e per le quali sono stati attivati diversi progetti di reintroduzione. «La situazione che vivono i nostri avvoltoi è particolarmente delicata» continua Rosario Balestrieri, inanellatore dell’ISPRA coinvolto nei progetti di reintroduzione di Grifone in Abruzzo e di Capovaccaio in Basilicata. «Da sempre sono stati oggetto di bracconaggio, abbattuti per sciocche credenze (si crede portino cattivi presagi ndr), fino a portarli quasi all’estinzione. Poi con la diminuzione delle attività di pastorizia e le ultime leggi in materia di smaltimento delle carcasse di animali da pascolo, li abbiamo praticamente affamati. Gli avvoltoi, infatti, hanno un compito unico tra gli uccelli: non sono predatori, ma divorano carcasse e impediscono così il diffondersi di malattie. Sono uccelli antichissimi, presenti già nei geroglifici egizi, e a noi spetta il compito di difenderli».
Un grifone, protagonista della campagna per mettere al bando l’uso del Diclofenac
Fortunatamente, in tutt’Europa, Italia compresa, dagli anni ’90 sono partiti una serie di progetti di conservazione, per riportare Grifoni, Capovaccai e Gipeti in cima alla catena alimentare delle montagne di Alpi e Appennini. Ma gli sforzi rischiano di essere vani se non si arginano i danni da Diclofenac. Nel 2014, l’Agenzia Europea del Farmaco ha riconosciuto questa potenziale minaccia, ma non ha preso decisioni definitive. «Per questo abbiamo aderito alla campagna. Serve prendere una decisione. Tra l’altro, in Europa vige il principio di precauzione, che regola tutte le leggi in materia di conservazione. Ovvero se un dato composto è letale (o per esempio per noi umani cancerogeno) viene messo al bando. Pertanto autorizzare un farmaco con un potenziale effetto mortale sulle specie che dovremmo proteggere, riteniamo non sia compatibile con questo obbligo normativo». Le alternative al Diclofenac ci sono. Esistono farmaci che hanno la stessa funzione, lo stesso costo e non hanno effetti letali nella catena alimentare. Ora però bisogna che l’opinione pubblica solleciti l’Agenzia europea del farmaco a prendere una decisione in merito. E l’unico mezzo per farlo è la petizione “BanVetDiclofenac”.