Ercolano, tentata estorsione ad un ristorante: tre arresti
Reggia di Caserta, ingresso gratuito anche lunedì 6 novembre
Materia di esperti
Il diritto è una scienza viva, che non ha paura di mettere bocca su argomenti a prima vista fallaci, come ad esempio gli escrementi.
La questione è questa. Un giornalista siciliano, Rino Giacalone, ha scritto un articolo sulla storia criminale di Mariano Agate, boss mafioso da molti ritenuto cinico e spietato, condannato all’ergastolo per la strage di Capaci. A chiusura del suo pezzo, il boss mafioso, morto da qualche giorno, viene definito “pezzo di merda”.
La moglie e i figli, che al netto dei crimini del caro estinto lo ritenevano un marito e padre esemplare, si sono risentiti e hanno chiamato in giudizio il giornalista. Quest’ultimo, per provare che il “pezzo di merda” era una frase ampiamente sdoganata per i commenti su fatti e personaggi di mafia e cattiverie, ha citato Peppino Impastato, giornalista ucciso dalla mafia, il quale per descrivere l’organizzazione malavitosa era solito dire che fosse “una montagna di merda”.
Fatto sta che il giornalista è stato condannato per diffamazione perché il “pezzo di merda”, pur se mutuato dalla “montagna di merda”, offende la memoria del boss.
Scusatemi tanto, ma io mi fermo qui perché in questo argomento non mi va di metterci le mani.
Emirates celebra il suo centesimo A380: c’è anche un pezzo della fabbrica Leonardo di Nola
Emirates, la più importante compagnia aerea del Golfo, ha celebrato ieri la consegna del suo centesimo A380, il super jumbo della Airbus. La cerimonia si è consumata nel centro di Amburgo dell’Airbus, alla presenza dello sceicco Ahmed bin Saeed Al-Maktoum, presidente e ad di Emirates. Ma ieri nella città tedesca c’era anche un importante pezzo dell’industria aeronautica napoletana, della fabbrica Leonardo di Nola. Leonardo ha infatti progettato e industrializzato, e attualmente realizza, nell’impianto di Nola gran parte della fusoliera dell’A380. Lo stabilimento ubicato in località Boscofangone impiega circa 850 addetti. Qui si producono parti lavorate a macchina e si effettua la fabbricazione di lamiere metalliche e l’assemblaggio di pannelli con un elevato livello di integrazione ed automazione industriale. Questo perché l’impianto è stato concepito sin dalla sua progettazione per realizzare aerostrutture con un elevato livello qualitativo e competitivo in termini di costi. L’impianto è una “computerized integrated manufacturing” con il controllo del processo produttivo in larga parte gestito da un unico sistema computerizzato i cui componenti sono altamente integrati fra loro. Tecnologia quindi adatta all’Airbus A380, l’aereo passeggeri a due piani più grande del mondo. Nel frattempo si prospetta un futuro roseo per Nola. Nel 2016 Leonardo e Airbus hanno infatti raggiunto a Tolosa l’intesa sulle condizioni commerciali per la realizzazione della fusoliera anteriore della nuova configurazione dell’Airbus A321. Leonardo produrrà dunque nell’impianto nolano, a partire dal 2018, l’aerostruttura della nuova configurazione di questo velivolo commerciale medio-grande.
Al confronto, Belzebù è un dilettante
In quanto a polemiche, chiacchiere e accuse Silvio Berlusconi è secondo solo a Giulio Andreotti, la cui storia, però, sembra in affanno per evidente inferiorità di carichi pendenti. Il “divino” Giulio ha subìto un solo processo pesante, la cui sentenza arrivò il 2 maggio 2003 e lo condannò per concorso esterno in associazione mafiosa. Tuttavia il reato non fu perseguito per la sopravvenuta prescrizione.
Berlusconi invece, largheggia come solo lui sa fare.
-Ha avuto una condanna definitiva a 4 anni per frode fiscale, cui è seguita l’interdizione in applicazione della Legge Severino che lo ha reso incandidabile;
-ha un processo in corso a Milano, che partirà a gennaio, cosiddetto “Ruby-Ter”: è accusato di aver versato 10 milioni di euro (DICODIECIMILIONIDIEURO) ad alcune ragazze, cosiddette Olgettine, sue ospiti ad Arcore, e a vari testimoni, perché stessero zitti e non raccontassero cosa accadeva negli incontri post-cene;
-un processo simile si sta svolgendo a Bari, dove è accusato di aver comprato il silenzio di un procacciatore di escort;
– si è riaperta l’inchiesta sulle stragi di mafia del 1993, in seguito alle informazioni ricavate dalle dichiarazioni in carcere del boss di mafia Giuseppe Graviano, su presunti favori chiesti e ottenuti da Silvio Berlusconi;
-infine, ci sono le motivazioni dopo la condanna a 3 anni in primo grado, poi prescritta, perché accusato di aver corrotto il senatore Sergio De Gregorio.
Cosa dicono queste motivazioni? Che quando tra il 2006 e il 2008 Berlusconi offrì tre milioni di euro (DICOTREMILIONIDIEURO) all’esponente dell’IdV De Gregorio per convincerlo a passare dalla maggioranza all’opposizione, il Cavaliere agì «con assoluta coscienza di corrompere un senatore della Repubblica».
Ecco la vera notizia, finalmente si scopre quello che nessuno avrebbe mai sospettato. Silvio Berlusconi ha una coscienza!
Cento anni fa, Caporetto: la rivolta dei soldati massacrati dalla tattica assurda del loro mediocre comandante in capo.

