Nella seconda edizione del contest internazionale #pizzaUnesco, Somma Vesuviana può dirsi orgogliosa di un suo conterraneo. La sua pizza tra le più visualizzate.
Si è svolta in questi giorni, nell’incantevole cornice di Palazzo Caracciolo, la seconda edizione del contest #pizzaUnesco, per sostenere il riconoscimento Unesco dell’arte del pizzaiolo napoletano, come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. L’ evento di rilevanza mondiale, voluto da MysocialRecipe, piattaforma nata dalla mente geniale della giovane Francesca Marino, per dare la possibilità a tutti i creativi del Food, di dare certificazione alle proprie idee originali. Al contest hanno partecipato 232 pizzaioli provenienti da 24 paesi. Orgogliosa l’ideatrice, affiancata dal Commissario della Camera di commercio di Napoli Girolamo Pettrone, per il risultato e la risonanza internazionale dell’evento. Tanti i premi e le menzioni speciali per i pizzaioli presenti, protagonisti tutti allo tesso modo, con creazioni buone e originali. Vincitore Giuseppe Vitiello con la sua pizza realizzata con due impasti sovrapposti. Ma grande soddisfazione è giunta anche per Somma Vesuviana, uno dei suoi concittadini si è infatti distinto per la sua originalissima pizza “Papillon”. Domenico Pentella che è nato a Somma e a Somma Vesuviana ha vissuto per anni prima di imbarcarsi per una nuova avventura professionale in quel di Prato, ha vinto infatti un premio speciale, la sua pizza è stata “la più letta sul Web”. Il Mediano lo ha raggiunto per chiedergli di raccontare la sua esperienza, il suo precorso fino ad oggi.
«Domenico dicci di te, come comincia il tuo percorso?»
«Sono nato a Napoli e vissuto per anni a Somma Vesuviana. Qui ho aperto il mio primo locale dopo aver frequentato l’istituto alberghiero di Ottaviano e fatto tanta gavetta. E’ nel mio locale che prendeva forma la passione per la pizza. La mia formazione partiva così. C’è stata poi l’occasione di un colloquio per Rosso Pomodoro, ed è nata l’opportunità di lavorare a Prato, dove sono da otto anni ormai. Otto anni di crescita.»
«Un’esperienza che ti ha formato ulteriormente.»
«Sicuramente. E’ stato importante incrociare tante persone, ognuna con il proprio stile, si apprende da tutti, fino ad avere una propria impronta.»
«Come è nata l’idea della papillon?»
«Io ho iniziato dalla sala, anche durante gli studi. Il papillon era il ricordo delle prime esperienze. Era una pizza che facevo anche nel mio locale, con tantissimo successo.»
«Gli ingredienti?»
«Diciamo prima di tutto che è una pizza molto versatile con gusti che possono variare, volendo. La ricetta base, depositata anche sul sito MysocialRecipe prevede un ripieno al centro composto da ricotta di bufala, mozzarella, fior di latte dei monti Lattari, salame Napoli. Condimento dato dal datterino giallo di Battipaglia, pomodoro del piennolo dell’area vesuviana, provola di Agerola con bresaola di bufala punta d’anca e scagliette di grana, pesto di basilico e ricotta dura salata, ed una fettina di limone.»
«ll sito che hai citato è stata una manna dal cielo per tanti, è così?»
«Si assolutamente. Tutto questo è cominciato proprio grazie alla piattaforma. L’incontro è stato al Pizza Village, per il Mondiale della pizza questa estate. La piattaforma MysocialRecipe era presente, ha chiesto a noi pizzaioli di realizzare una pizza per il contest #pizzaUnesco. Abbiamo risposto con entusiasmo, eravamo tantissimi, da tutto il mondo. Francesca Marino l’ideatrice, è stata veramente essenziale. Proprio a breve dovrebbe essere data la possibilità alla pizza di diventare patrimonio dell’umanità. Uno dei promotori è proprio Rosso Pomodoro che ha esportato la pizza, in tutto il mondo.»
«Come si è svolto il contest che ti ha visto tra i vincitori?»
«Eravamo tantissimi, sono state scelte dieci pizze. Messe in rete, una giuria doveva scegliere il vincitore. Oltre questo, per undici pizze si è decisa una menzione speciale. Tra queste menzioni speciali sono stato orgoglioso di vincere con la mia Papillon il riconoscimento per la pizza “più letta” sul web, un riconoscimento importante che fa capire che il mio lavoro ha raggiunto tante persone.»
«Ci sarà una festa ad accoglierti»?
«Sicuramente. Intanto ringrazio la mia famiglia e Rosso Pomodoro che mi ha affiancato in questo percorso, bellissimo il dono della giacca che ricordava le 100.000 visualizzazioni.»
«Cosa diresti ai giovani appassionati di cucina che vorrebbero intraprendere una carriera come la tua? »
«Che sicuramente la scuola è essenziale per avere una preparazione di base. Per un ragazzo con questa passione, l’alberghiero è fondamentale. Poi viene la gavetta, il lavoro duro. E’ una grande fatica che richiede tanti sacrifici, ma che alla fine ti regala tante soddisfazioni.»