Sant’Anastasia, firmato il decalogo delle legalità

Gli on.li Paolo Russo e Massimiliano Manfredi, con il Sindaco, delegati di associazioni, dirigenti scolastici, assessori e consiglieri, unitamente a cittadini presenti in sala consiliare firmano il Decalogo della Legalità, a conclusione degli eventi dal titolo le “Giornate itineranti della legalità”, tenutesi in paese la scorsa settimana. Eventi molto seguiti specialmente all’Istituto Pacioli, dove Emanuele Cerullo ha presentato agli alunni il suo libro “Ventre di Scampia” e, nel pomeriggio, è stato approfondito il vissuto giornalistico di Giancarlo Siani, vittima di camorra, rileggendo passi del libro “Fatti di camorra”. Le giornate sono parte di un progetto del collega Francesco De Rosa, che, contro ogni forma di illegalità”, tende a generare nei giovani i valori civili e morali richiesti dalla nostra cultura democratica e vuole arrivare ovunque in Campania, Sicilia e Calabria, per mettere in moto la parte sana della società civile. Riportiamo i dieci punti del decalogo: 1) La legalità è un bene prezioso, comune e primario, la cui tutela coinvolge ogni comunità e singolo cittadino indipendentemente dall’età, dal ruolo, dallo stile di vita, dalle appartenenze, dal lavoro e dai titoli che si hanno. Per essa mi impegno, con il presente decalogo, liberamente sottoscritto, ad orientare ogni mia azione, costasse, finanche, i miei interessi personali, la mia carriera professionale, sociale o politica, le mie stesse ambizioni, i miei averi. 2) La legalità deve orientare ogni azione che compio nella mia vita privata, nel lavoro, nei legami umani, nelle cose che faccio, nell’impegno politico e sociale in una terra, il sud dell’Italia, dove l’illegalità è diffusa e le parole di molti confondono, con dolo, il male con il bene, gli interessi privati e personali con quelli pubblici e collettivi. 3) La legalità è uno stile di vita, è tutela dell’ambiente, della natura, della giustizia, della società, delle istituzioni, della buona politica. È il rispetto delle regole anche quando le regole e la loro applicazione limitano fortemente i miei interessi, il mio vantaggio personale, i miei affari e mi impegnano, con azioni concreti più che con le mie parole, ad arginare ogni tipo di illegalità che si compie con me, davanti a me, accanto a me. 4) La legalità è pratica di vita e non si diffonde speculando su di essa o, con essa, alzando se stessi al di sopra degli altri o, finanche, screditando gli altri ma si radica come linfa vitale, come cultura della vita, come la pratica di un’etica sociale, come una forma di rispetto concreto verso gli altri. A queste pratiche di legalità ispirerò le azioni della mia vita in qualsiasi vicenda io sia coinvolto. 5) La legalità è il rifiuto di ogni voto di scambio o di favore. Che io sia, come sono, un cittadino/elettore nelle varie tornate elettorali o sia candidato a qualsiasi ruolo pubblico e politico mi impegno a rifiutare ogni pratica e abitudine, molto diffusa nelle terre del sud Italia, dove favori, raccomandazioni, posti di lavoro, incarichi professionali, nomine e persino visite mediche o certificati sono i «prodotti» più richiesti nel mercato della corruzione e della illegalità: quelli sui quali la mala politica realizza affari e connivenze con la camorra, le mafie, la lobby oscure, le imprese corrotte sulla pelle dei più deboli. 6) La legalità, ancor di più, nella pubblica amministrazione, nell’impegno politico, nella cura del bene comune richiede gesti forti e chiari. In nome di questi, mi impegno, con il presente decalogo, a farmi da parte, anche quando la legge non me lo impone, ove mai fossi coinvolto in processi, o, peggio, in condanne, per reati nell’esercizio delle mie funzioni che riguardano la pubblica amministrazione, il mio ruolo pubblico e politico poiché solo così posso contribuire ad arginare il disorientamento delle nuove generazioni a cui noi adulti li abbiamo costretti. 7) La legalità nei luoghi del lavoro, nella vita delle imprese, nell’esercizio della propria professione è pratica concreta, è mettersi alla prova ogni giorno per essere d’esempio, è competere con lealtà e correttezza, anche quando gli altri non lo sono, sul mercato dei concorrenti; è rifiutare di truccare le gare d’appalto, gli esami, le valutazioni, l’informazione, di garantire voti di scambio, di sfruttare i lavoratori, di assoggettarsi alla corruzione di certi politici e di certa pubblica amministrazione che trasforma i diritti in favori personali. In tale direzione il mio impegno sarà totale. 8) La legalità impone a me, in ogni ambito, il rifiuto dei poteri forti, della tracotanza, delle offese personali usate contro i miei rivali come metodo di convincimento e di vita. Rifiuto e lotta contro le pressioni di ogni tipo, dell’insulto usato ad arte, della denigrazione, della violenza verbale e fisica, delle parole pesanti, demagogiche e populiste scelte per mettersi in mostra, per screditare le istituzioni e le fondamenta stesse della società quando, in quel momento, conviene farlo per i propri interessi personali. 9) La legalità è l’unica pratica di vita che può garantire, allo stesso modo e con sicura efficacia, l’interesse pubblico e quello privato; l’affermazione di sé stessi e quella degli altri; lo sviluppo delle imprese, dei lavori e delle economie; la difesa dei meriti, dei talenti e degli entusiasmi che le giovani generazioni, sedute dietro ai banchi delle nostre scuole, hanno il diritto di praticare. Alla costruzione di una società così fatta mi impegnerò con tutti i miei sforzi. 10) La legalità è una sfida personale e collettiva che metterò in pratica anche quando dovessi essere l’unico/a a metterla in pratica. Essa è foriera e preludio di bellezza, è rifiuto di ogni camorra, ‘ndrangheta, mafia, di ogni atteggiamento larvato o palese d’arroganza, di ogni becero sopruso che mina, da troppo tempo, quanto di più bello può accadere in futuro, ovunque, nel sud dell’Italia.

Il Comune di San Giuseppe Vesuviano patrocina e promuove una settimana di attività finalizzate al contrasto della violenza sulle donne

Si inizia domani, in Sala Consiliare, con il convegno “Rispetto Donna” della FIDAPA BPW Italy. Il 25 novembre si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. Nel solco delle motivazioni che hanno condotto le istituzioni nazionali ed internazionali, nonché la società civile ed il mondo dell’associazionismo, a mobilitarsi per contrastare l’odioso fenomeno della violenza di genere, il Comune di San Giuseppe Vesuviano patrocinerà e promuoverà una serie di eventi che si svolgeranno nella settimana che precede il 25 novembre. Si inizia domani, martedì 21, alle ore 18:00. La Sala Consiliare ospiterà il convegno “Rispetto Donna” promosso, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, dalla sezione locale della FIDAPA BPW Italy, con il patrocinio del Comune di San Giuseppe Vesuviano ed in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola. Parteciperanno all’incontro Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Emilia Carillo, assessore alla cultura, Almerinda Giordano, assessore alla legalità, Francesco Urraro, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola. I saluti introduttivi saranno affidati ad Anna Carillo, Presidente della sezione locale della FIDAPA BPW Italy. La seconda parte del convengo sarà caratterizzata da interventi tematici che analizzeranno il fenomeno della violenza sulle donne, al fine individuare le migliori strategie giuridiche, psicologiche e comunicative idonee al suo contrasto. Interverranno, quindi, Paola Pompei, psicoterapeuta e scrittrice, Pino Nazio, scrittore e giornalista RAI del programma “Chi l’ha visto”, Francesco Soviero, Magistrato della Procura della Repubblica di Napoli, Luigi Picardi, Presidente del Tribunale di Nola. L’incontrò sarà moderato dalla giornalista SKY Barbara Castellani. Giovedì mattina le scuole del territorio, invece, saranno impegnate in attività simboliche di sensibilizzazione contro la violenza di genere, che troveranno culmine nell’evento previsto per sabato 25 in piazza Garibaldi. Nella serata di giovedì 23 novembre, invece, saranno gli esperti dell’Ambito Territoriale Sociale N. 26, di cui il Comune di San Giuseppe Vesuviano è capofila, ad affrontare il tema nell’ambito di un convegno che coinvolgerà i Comuni di Ottaviano, Terzigno, Palma Campania, Striano, San Gennaro Vesuviano e Poggiomarino. Nei prossimi giorni saranno comunicati ulteriori dettagli degli eventi in programma.

Napoli, rinasce il punto “Nati per leggere”

Mercoledì 22 novembre 2017, ore 16.00 presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli ri-nasce il Punto Lettura Nati per Leggere! Insieme alla Biblioteca Nazionale di Napoli restituiamo alla città un presidio di bellezza e futuro, uno spazio della comunità dove i bambini scoprono parole per nominare il mondo e sentimenti per attraversare la vita. Venite a far festa con noi e con la nostra rete, è la festa di tutti: benvenuto Punto Lettura Nati per Leggere Biblioteca Nazionale Napoli, la Casa delle Storie di tutte le bambine e i bambini!

Terzigno. Nasce il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile. Un’opportunità per aiutare gli altri in caso di necessità o emergenza.

Pubblicato sul sito dell’Ente l’avviso pubblico, con relativa domanda e questionario informativo, per entrare nella Protezione Civile del Comune di Terzigno. Una semplice richiesta scritta da presentare al Sindaco per diventare Volontario della Protezione Civile Comunale e rendersi utile in maniera costruttiva ed organizzata, in particolare nei momenti di difficoltà e di emergenza, per gli altri e per il proprio territorio. Tutte le categorie professionali possono essere utili alle attività di protezione civile, basta dare la disponibilità di una parte del proprio tempo all’associazionismo ed alla formazione per imparare e aiutare fattivamente la propria Comunità locale. L’Ufficio di Protezione Civile presso la Polizia Municipale curerà tutta la procedura per formare il nuovo Corpo di Volontari che avrà sede operativa in ampi locali del Comune, alle dirette dipendenze del Sindaco e avviare così le attività sia di formazione dei volontari e sia quelle operative, oltre che dotare il Gruppo di mezzi e materiali per renderlo efficiente ed efficace. Come riportato sui manifesti affissi nel territorio di Terzigno che informano dell’Avviso, pochi sono i requisiti richiesti: oltre a quello della maggiore età, di non avere pendenze penali, essere idoneo all’attività del volontario di protezione civile e di non appartenere ad altre organizzazioni di protezione civile. “Non solo per l’applicazione di norme o perché inserito nel Piano di Emergenza Comunale, ma anche e soprattutto per le esperienze che abbiamo acquisito sul campo con le emergenze vissute di recente – afferma il Sindaco Francesco Ranieri – ci ha convinto ulteriormente a dare forte slancio all’attività di protezione civile comunale partendo spediti dalla costituzione del Gruppo Comunale di Volontari. Dopo i vari tentativi che ci sono stati anche negli anni 2011 e 2014 di costituire la protezione civile comunale, adesso sarà certamente concretizzata, presente, efficiente e pronta a rispondere alle, auspichiamo mai, criticità emergenziali di Terzigno con Volontari-Cittadini attivi che saranno formati, attrezzati e capaci di gestire le eventuali emergenze. Auspico anche che molti giovani, ma non solo, faranno domanda di adesione al Gruppo per formare i team che servono al nostro Comune, con passione e con un grande spirito di corpo e di appartenenza territoriale”.

Terrore ad Acerra, sparatoria tra la gente: due albanesi feriti. Mazze da baseball e colpi di pistola, anche sui negozi

Non si ferma l’ondata di violenza che a colpi di arma da fuoco sta insanguinando le strade di Napoli e del suo hinterland. Ieri sera infatti nel centro storico di Acerra, quindici chilometri a nord est del capoluogo, due albanesi sono stati feriti durante una sparatoria che si è consumata tra la gente, in una zona molto trafficata. Uno dei due feriti è grave. L’altro è invece stato dichiarato subito fuori pericolo dai medici della clinica del posto, la Villa dei Fiori. Per il ferito grave si è invece reso necessario il trasferimento all’ospedale Cardarelli. Secondo una prima ricostruzione del fatto (le indagini sono condotte dagli agenti del commissariato Polstato di Acerra, diretti dal vice questore Antonio Cristiano ) la sparatoria sarebbe stata preceduta da una rissa tra immigrati iniziata a colpi di mazze da baseball e poi degenerata a colpi di pistola. Non si sa se ci siano anche autoctoni coinvolti nell’episodio criminale. A ogni modo ieri sera si è sfiorata la strage ad Acerra. Uno dei colpi di pistola sparati ha infatti sfondato la porta del negozio di un fioraio, in via del Pennino, a pochi passi da piazza San Pietro. In quel momento il negozio era aperto. C’era gente fuori e dentro. Diversi esercizi commerciali di Acerra hanno infatti iniziato a stare aperti anche di domenica a causa dell’imminente periodo natalizio. Fortunatamente comunque le pallottole vaganti non hanno colpito nessun innocente. Intanto sembra che proprio i due albanesi raggiunti dai colpi fossero probabilmente i bersagli di un raid scaturito in ambienti delinquenziali. La sparatoria, avvenuta poco prima delle 19, è stata preceduta di qualche minuto da una rissa nel centro storico a cui avrebbero partecipato diverse persone. Tra questi c’erano elementi che impugnavano mazze da baseball. Quindi gli spari. I due feriti sono caduti a terra. Sono stati poi quasi subito soccorsi e portati al pronto soccorso della vicina clinica villa dei Fiori. Uno dei feriti è stato in pochi minuti dichiarato fuori pericolo. Per l’altro invece le condizioni si sono immediatamente rivelate molto più preoccupanti per cui è stato necessario trasferirlo in un grande ospedale del capoluogo. Un episodio che a ogni modo fa sospettare l’esistenza di un losco giro di affari all’interno della zona più antica di Acerra, dove la popolazione locale vive da decenni fianco a fianco con centinaia di immigrati provenienti da ogni dove.

Comunque vada, Sarri è un successo

Dopo la vittoria contro il Milan, il mister osa l’inosabile: difende Ventura Maurizio Sarri il comunista, quello che va in panchina in tuta e non molla le cicche di sigarette anche se dovrebbe dare il buon esempio, quello che alle conferenze stampa e in televisione non si fa il problema di dire parolacce, quello che sta facendo vedere il calcio più bello degli ultimi anni (che non è ancora vincente, d’accordo), sabato sera ne ha detto un’altra delle sue. Ha difeso Gian Piero Ventura, ex commissario tecnico della nazionale italiana. Lo ha fatto ai microfoni di Sky, dopo la partita che il Napoli ha vinto per 2 a 1 contro il Milan al San Paolo. Ha osato l’inosabile: ha spezzato una lancia a favore del collega più bistrattato e mortificato degli ultimi giorni. Lo ha fatto mentre l’Italia intera si affrettava ad indicarlo come l’artefice di tutti i mali del calcio nostrano: il giornalista di Sky ha provato ad arruolare anche mister Sarri nell’esercito degli anti-Ventura chiedendogli se fosse stato giusto non far giocare Insigne, ma lui si è sfilato subito ed ha spiegato che bisognava finirla con la spasmodica ricerca del solo, unico capro espiatorio. Poi ha rimproverato Renzo Ulivieri, presidente dell’associazione Allenatori, che non avrebbe fatto abbastanza per tutelare un suo iscritto.Insomma, Maurizio Sarri è andato un’altra volta contro corrente: ha perseguito una coerenza sconosciuta non solo al calcio italiano ma, forse, all’intera società odierna. Avrebbe potuto cavarsela con una battuta, glissare, accodarsi al plotone di esecuzione che sta impallinando Ventura da giorni. Non lo ha fatto. Ed ha spiazzato tutti. Un mister così è cosa rara ed anche se è capitato quasi per caso a Napoli (ma c’è sempre un elemento di casualità nelle belle storie) vale la pena sempre essere contenti di averlo sulla panchina azzurra. Attraverso il gioco o attraverso le parole, Sarri non è mai scontato, mai banale, soprattutto mai noioso. Comunque vada, Sarri è un successo.

FCA Pomigliano, record Panda: milionesima vettura. E spunta un piano salva occupazione

0
Alle 10 e 30 di sabato mattina la FCA di Pomigliano, fabbrica più medagliata del gruppo automobilistico, ha prodotto la sua milionesima Panda. Non c’è che dire: è un bel record. Soprattutto se si pensa che dal gennaio 2012, data del lancio della nuova utilitaria, la produzione è passata da poco più di 100mila vetture nel 2102 alle 207mila vetture del 2017, quelle complessivamente previste entro il prossimo 31 dicembre. Ma sullo sfondo dei primati si staglia un futuro occupazionale preoccupante. A Pomigliano infatti le nuove produzioni ( la Panda lascerà l’impianto entro il primo semestre del 2020 ) si stanno facendo attendere ben oltre i tempi dei contratti di solidarietà, che scadranno tra poco più di 8 mesi per circa 3mila dipendenti della fabbrica. Per salvare i lavoratori dai licenziamenti si sta lavorando a un’ipotesi di trasformazione organizzativa. L’ipotesi è emersa da alcuni confronti tra azienda e sindacati dell’accordo Panda: per scongiurare una drammatica crisi occupazionale i 3000 addetti delle aree B e C dell’impianto automobilistico potrebbero infatti essere tutti trasferiti in area A, dove lavorano altri 1500 addetti e dove c’è la catena di montaggio. Qui, in area A, i contratti di solidarietà potranno scadere a luglio del 2019, a differenza delle aree B e C, dove i contratti di solidarietà scadranno certamente a settembre del 2018. Il tutto in attesa di un nuovo investimento produttivo che potrebbe essere annunciato solo tra alcuni mesi. E’ quindi necessario prendere tempo con un periodo prolungato di ammortizzatori sociali, cioè con una sostanziale proroga di più di un anno dei cds. Dalle preoccupazioni ai record. La milionesima Panda prodotta a Pomigliano è l’ennesimo primato per questa vettura che dal 2012 è la più venduta in assoluto in Italia e dal 2016 la europea più venduta nel suo segmento. Destinata al mercato italiano, l’esemplare da record è una versione City Cross 1.2 da 69 CV ed è caratterizzata dalla livrea bianca e dall’aspetto di un’auto da off-road. Al nuovo record ha contribuito certamente anche lo stabilimento G. Vico di Pomigliano d’Arco che la produce, un impianto all’avanguardia che ha conquistato numerosi premi proprio a partire dal 2011 quando è stata totalmente ristrutturata per produrre la Fiat Panda. A iniziare dal 2012 quando ottiene la certificazione Silver, nell’ambito del programma World Class Manufacturing, e riceve l’Automotive Lean Production Award come miglior stabilimento d’Europa. Nel 2013 all’impianto viene riconosciuto il livello Gold. E nel 2014 arriva un nuovo riconoscimento internazionale, il Lean and Green Management Award.

Somma Vesuviana. L’Istituto scolastico «M. Montessori» diventa più verde con la «Festa dell’albero»

Ritorna l’appuntamento più atteso dagli alunni che si svolgerà martedì 21 novembre, ore 10, presso l’aula multimediale dell’istituto scolastico di via Marigliano. Alla manifestazione saranno presenti gli esperti dell’ANTER ed alcuni assessori della giunta Di Sarno. Ritorna puntuale anche quest’anno presso l’Istituto Paritario «M. Montessori» la tradizionale «Festa dell’albero», celebrata in Italia per la prima volta nel 1898 con lo scopo di infondere nei giovani il rispetto e l’amore per la natura e per la difesa degli alberi. Tale evento oggi, mantiene inalterato il valore delle sue finalità istitutive che sono ancor più attuali di un secolo fa e rappresenta un importante strumento per creare una sana coscienza ecologica nelle generazioni future che si troveranno ad affrontare problemi ed emergenze ambientali sempre nuovi e su scala globale. Ed ecco che insieme agli allievi si lavora per elevare il morale collettivo nel rispetto della natura insieme alla salvaguardia della biosfera, ostacolando il degrado ambientale e l’inquinamento. La nostra scuola sorge in una zona rurale all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, motivo per cui sarebbe paradossale non conoscere, comprendere ed apprendere a vivere la natura con esperienze anche pratiche con la dovuta rilevanza e rispettosa pervasività nei riguardi dell’amica montagna, il Vesuvio, che fa parte integrante della nostra storia, della nostra cultura, della nostra civiltà e della nostra stessa esistenza. Con lui abbiamo tessuto il feeling di tenerezza, affetti e sentimenti lirici ed elegiaci che ristoravano la nostra vita fisica e psichica. Lo amiamo poi perché sta buono e tranquillo con noi dal 1944. Ci ha nutrito con i suoi frutti e ci ha deliziato col suo vino. Ci ha difeso con i suoi secolari alberi dalle alluvioni e dal clima torrido. La sua natura ha smentito il Leopardi de «La ginestra» perché finora non è stata crudele. Sono stati al contrario gli uomini perversi a scagliarsi contro il vulcano con apocalittico comportamento sterminatore distruggendo il suo habitat. Ne hanno devastato l’aspetto brillante ed affascinante. In questa prospettiva traduciamo la «Festa degli Alberi» in un rito propiziatorio affinché il Vesuvio non si vendichi con la sua furia eruttiva. Mediante la piantumazione gli dimostriamo rispetto e devozione con la speranza che anche i posteri, per effetto dello sviluppo sostenibile, possano ricostruire e proteggere la sua incantevole sagoma verde come l’abbiamo conosciuta noi. Ci vorranno anni ed anni di bonifica, di messa in sicurezza e lavori di rimboschimento e ripopolamento della fauna (ad esempio- 50.000.000 di api bruciate-denuncia la Coldiretti), spese stratosferiche per ripristinare le caratteristiche spettacolari e prosperose dell’habitat. Comunque, la comunità montessoriana non demorde. Alla manifestazione presenzieranno gli esperti dell’Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili (ANTER) che ogni anno ci regalano preziosi interventi didattici sulla cultura della tutela ambientale e sviluppo sostenibile, caratterizzati da dimostrazioni scientifiche con video ed altri strumenti tecnologici dell’ambasciatrice Daniela Gentile e degli esperti Antonino Pardo e Angelo Della Vecchia sulle energie rinnovabili. Non mancheranno all’appello gli assessori Giovanni Salierno e Giuseppe Castiello del Comune di Somma Vesuviana, i quali illustreranno il loro impegno concreto sulla tutela del nostro ambiente, evidenziando i riflessi positivi e gli ostacoli che spesso intralciano gli interventi nel realizzare situazioni opportune nel proteggere e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema del territorio. Nel corso della mattinata, inoltre, ci sarà la premiazione del Concorso Video Applicazione musical.ly, creato dagli allievi sulla Tutela della Natura e piantumati alberelli nel giardino e nella serra biologica previa misurazione del pH di un campione di terreno nel laboratorio scientifico da parte dei piccoli allievi-scienziati. Durante la manifestazione, come è consuetudine, gli alunni dell’Istituto Alberghiero riceveranno i graditi ospiti con un buffet del loro originale repertorio. L’appuntamento è per il prossimo martedì 21 novembre alle ore 10 presso l’auditorium multimediale dell’Istituto scolastico di via Marigliano.

Napoli, sparatoria in movida: gravi quattro ragazzini

0
Quattro giovanissimi feriti da colpi di arma da fuoco: è il bilancio di una sparatoria avvenuta la scorsa notte in via Carlo Poerio, nel quartiere Chiaia, tra i crocevia più affollati della movida napoletana. Sull’episodio indaga la polizia: a quanto pare gli spari sarebbero avvenuti in seguito a una lite tra due comitive. Coinvolto un gruppo di ragazzi tra i 14 e i 19 anni, alcuni dei quali provenienti dall’hinterland partenopeo e già noti alle forze dell’ordine. Il ferito più grave è un sedicenne, colpito al torace, ricoverato con prognosi riservata. Ferita al petto anche una ragazza di 19 anni, che dovrà essere operata per estrarle un proiettile dal seno. Nel bilancio dei feriti anche un ragazzo che ha riportato la frattura del setto nasale, probabilmente in seguito a una caduta.

Scuola di polizia

0

Dev’essere proprio un mattacchione il questore di Milano. Ha fatto preparare un picchetto d’onore facendo credere che stesse per arrivare un’alta autorità istituzionale e poi ha fatto comparire la presentatrice D’Urso Barbara, tutta impettita e sorridente. Immaginiamo la delusione dei poliziotti alla vista delle morbide forme della presentatrice di Mediaset. Ma immaginiamo pure il questore che si scompiscia dalle risate per lo scherzo rifilato ai suoi uomini: gli ha fatto preparare una rigida cerimonia, ha permesso che la berlusconiana showgirl entrasse con la sua auto in Questura, ha fatto tirare a lucido il cortile e poi?

Ti fa entrare una bonazza che nonostante gli anni si mantiene soda e magari pensa pure di essere affascinante come Marylin. Cosa? I sindacati di polizia hanno protestato per l’accoglienza sopra le righe dedicata all’amica di Berlusconi? Tutta invidia!

Ad averli certi questori così compagnoni da far guidare le questure d’Italia. Sarebbe tutto meno stressante. Sai che spasso.