In galera! Ma in Italia…grazie

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Di Igor il russo sappiamo tutto o quasi. È un trasformista, un ladro, un assassino spregiudicato. Uno così speri che lo arrestino subito e invece è riuscito a nascondersi per almeno sei mesi nelle campagne del nord Italia, prendendo in giro Carabinieri, Polizia ed esercito italiano. Quand’è che l’hanno arrestato? Appena uscito dall’Italia, in Spagna. Dove la settimana scorsa ha ucciso due agenti della Guardia Civil e un agricoltore, ma qualche giorno prima aveva ammazzato un contadino di 70 anni, ferito un operaio, sparato un colpo in testa al suo cane e forse ucciso anche due giovani fidanzati.

Uno pensa:- per fortuna l’hanno arrestato e resterà in Spagna dove dovrà scontare la pena per gli omicidi commessi. E invece no. Igor il russo, che in realtà è un criminale serbo, è più astuto di quello che appare; è probabile che conosca a fondo il sistema della Giustizia italiana e anche le falle della nostra legislazione.

Infatti ha acconsentito all’estradizione in Italia, cioè ha accettato di essere processato ed eventualmente di scontare la pena nelle nostre galere. Non vi pare strano?

Somma Vesuviana, assemblea del PD al Museo Contadino

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Si terrà mercoledì 20 dicembre l’assemblea del PD di Somma Vesuviana. L’appuntamento è alle 20.00 presso i suggestivi locali del Museo contadino, in località Santa Maria del Pozzo, alla presenza, tra gli altri, di Massimo Costa , Segretario del PD Napoli città Metropolitana. “L’obiettivo è essere PD dentro la città, vicino ai bisogni e desideri della nostra comunità e promuovere una stagione di nuovi diritti – afferma il Segretario del PD di Somma Vesuviana Giuseppe Auriemma, alle prese con il secondo mandato consecutivo – la nostra Somma – prosegue – e’ una città con luci e ombre. Esistono esperienze e testimonianze di valore culturale, civico e democratico, di solidarietà sociale e progettualità. Sono aree povere di esclusione sociale nelle quali i diritti formali non garantiscono uguaglianza.” Quella in programma mercoledì sera, sarà una serata in cui il PD, riunitosi in assemblea, sarà aperto ai contributi di associazioni e realtà presenti sul territorio. Un incontro aperto a tutti, cittadini e associazioni,  per riflettere, ascoltare e proporre temi e soluzioni per una presenza politica rinnovata. I temi, a partire dalla mozione presentata nel corso del locale Congresso, spazieranno dal Rei (Reddito di inclusione sociale), allo sviluppo del territorio e del lavoro, da ambiente e agricoltura, a scuola e legalità.

Ottaviano: “serate”Telethon al Circolo “A.Diaz”  e convegno “ANED” all’Oratorio: quando la speranza ha la voce dei giovani.

Mentre i ragazzi musici e cantori dell’ I.C. “Beneventano” e dell’I.C. “D’Aosta” e le danzatrici della “ Liberty dance”  si esibivano nel Circolo “A.Diaz” e mentre i relatori del convegno dell’ “ANED” parlavano di trapianti, era naturale “sentire” che a Ottaviano c’è ancora spazio per la speranza. I due Istituti Comprensivi stanno sviluppando progetti di notevole sostanza culturale e di grande  valore sociale.    E’ stato un fine settimana crepitante di canti, di musica, di discorsi, fiammeggiante di vitale entusiasmo. Nelle sale del Circolo “A. Diaz” la malinconica trama dei serali colloqui a bassa voce che i soci intrecciano con le memorie del tempo che fu è stata spazzata via dall’impeto dei giovani dell’”Uildm”, dalle “serate” destinate a raccogliere i fondi per Telethon, dai ragazzi musici e dai ragazzi coristi dell’I.C. “M. Beneventano” e dell’I.C. “D’ Aosta”. Esiste un’altra Ottaviano, diversa dalla stanca città che gli Ottavianesi stanchi amano “vedere” e raccontare. E’ la Ottaviano di docenti che credono ancora nell’importanza del loro ruolo e sanno accendere negli alunni l’attenzione e l’interesse per lo studio e la passione per l’arte. E’ la Ottaviano di due Dirigenti scolastici, la prof.ssa Anna Fornaro e il prof. Michele Montella, che conoscono l’importanza del sapere e perciò possono proporre alle comunità scolastiche obiettivi ambiziosi, e percorsi particolari – il canto, la musica, le arti figurative – destinati ad affinare la sensibilità dei ragazzi, a rendere più incisiva e ampia la loro percezione delle cose. Credo veramente che i due Istituti Comprensivi ottavianesi stiano svolgendo un lavoro di alto valore culturale e di intensa sostanza sociale, in un momento difficile della storia sociale della nostra città. E’ la Ottaviano dei giovani genitori, incantati dalla naturale capacità dei loro figli di “fare squadra” nei cori, nelle orchestre, nel disegnare eleganti figure di danza.  E’ stato rasserenante osservare la gioia nei loro occhi e nelle loro espressioni. E’, soprattutto, la Ottaviano dei ragazzi; dei ragazzi dell’IC. “Beneventano” che hanno suonato con un notevole senso dell’armonia strumentale “pezzi” ardui, come il “Messiah” di Haendel e “Last Christmas” del duo Wam, e hanno cantato con abilità e con ardore i canti classici di Natale; dei “cuor cantanti” delle classi quinte dell’I.C. “D’Aosta”, plesso Trappitella, che hanno suonato il flauto dolce e cantato, a cappella, “Halleluiah” e “Buon Natale”, alternandosi, nell’esibizione, con le allieve della Scuola “Liberty Dance” di Giulia Rega. E mentre osservavo l’eleganza delle ballerine, sobria e raffinata come l’eleganza della loro Maestra, e mentre ascoltavo l’esecuzione sapiente di “Messiah” e di “Halleluiah”, pensavo che a Ottaviano ci sono cori e orchestre di ragazzi, ci sono scuole di recitazione e scuole di danza, e musici di grande livello, e maghi del “virtuale”: e dunque Ottaviano può ancora dire la sua. Bisogna mettere in sintonia le forze e le capacità, è necessario che almeno una volta sia imposta la mordacchia a quell’individualismo geloso che è una nostra malattia storica. Domenica, nella Chiesa dell’Oratorio, che appartiene alla Congrega “Santa Maria Visitapoveri” si è tenuto un importante convegno dell’ “ANED”, “Associazione Nazionale emodializzati dialisi e trapianto”. Il dott. Paolo Montalto ha parlato del suo libro “Vite incrociate”, il cui tema, drammatico, è la relazione, esistenziale e psicologica, che si stabilisce, nel trapianto, tra il donatore dell’organo e colui che riceve il dono, e con il dono, la vita. Da questa relazione nascono storie vere di un’umanità profonda, storie che in questo mondo impastato di chiacchiere banali mettono a nudo, con asprezza, talvolta, il senso vero della vita e costringono a pensare a quella complicata trama di sentimenti, di pensieri e di gesti  che la malattia  tesse tra chi soffre nella disperazione e chi spera ancora di farcela, tra chi si sente solo e chi gli tende una mano per  tirarlo via dalla solitudine. Nella Chiesa dell’Oratorio, in cui per secoli gli Ottajanesi poveri e malati hanno cercato la protezione della Madonna e l’aiuto concreto dei ricchi del territorio, il dott. Michele Saviano, la prof.ssa Luisanna Annunziata, che ha contribuito a organizzare la manifestazione, e gli altri oratori, medici e testimoni dell’esperienza del trapianto, hanno raccontato vicende che confermavano il “motto” amaro del convegno: “ La malattia è la sola cosa che ci unisce”: perché la malattia smonta le maschere, dissolve le apparenze, svela la sostanza degli uomini e della realtà.  Mi ha comunicato la prof.ssa Annunziata  che i giovani del Circolo di San Giovanni, grazie al sostegno del dott. Andrea Nocerino, hanno messo a disposizione dell’ “ANED” una stanza della loro sede, e così l’ Associazione avrà a Ottaviano un centro di riferimento, il primo nelle terre del Vesuvio. La voce della speranza è sempre bella, ma quando è la voce dei giovani è più bella, e più forte. Gli occhi vedono ciò che il pensiero vuole che vedano. Domenica sera, dopo le due “serate” al Circolo “A.Diaz” e dopo il convegno dell’ “ANED”,  la  fila delle automobili che si snodava lunghissima verso i “mercatini” di Palazzo Medici mi è apparsa  una vera e propria conferma metaforica di quella speranza che avevo percepito come “presente”  tra il Circolo e l’Oratorio. Ma dei mercatini e di Palazzo Medici parleremo in un prossimo articolo.            

“Natale insieme a Brusciano”: appuntamenti all’insegna del sociale, dello spettacolo e dei sapori

“Natale insieme a Brusciano”, questo è il live motive che caratterizza il calendario delle festività natalizie. Appuntamenti all’insegna del sociale, dello spettacolo e dei sapori del Natale, promossi dalla Pro Loco e Comunità interparrocchiale con il patrocinio del Comune di Brusciano. Nel pomeriggio del 22 dicembre, ci sarà la marcia della scuola dell’infanzia Dante Alighieri con partenza da Piazza XI Settembre fino ad arrivare alla Parrocchia di San Sebastiano Martire, dove i bambini e le loro famiglie, accolti dagli Elfi nella casa di Babbo Natale e da tanta animazione, presenteranno i loro canti e balli natalizi. Tutti insieme potranno poi degustare le castagne e i funghi porcini di Roccamonfina e la papacella di Brusciano. Il 28 dicembre invece, alle ore 20.00, ci sarà uno speciale appuntamento nella Chiesa di San Sebastiano Martire: il concerto di Natale di beneficenza per il progetto “Insieme per il dormitorio”, in “Qualcuno sulla terra” con Eugenio Bennato e Pietra Montecorvino. Per tutta la serata, poi il pubblico, potrà degustare le castagne e i funghi porcini di Roccamonfina accompagnati dalla papacella di Brusciano. Nella settimana dell’Epifania, il 04 gennaio all’insegna degli scambi culturali tra le comunità, nella Cappella della Pietà ci sarà una rappresentazione teatrale inedita, con accenni in dialetto aurunco, a cura dell’Associazione culturale “Il Setaccio” di Formia.

Acerra, pistola puntata sull’operaio della ditta di pompe funebri. La Pacilio aveva già subito l’ennesimo attentato al funerale di don Riboldi

La canna della pistola gli è stata appoggiata sul costato, mentre stava affiggendo i necrologi. In un istante il terrore si è impadronito di un operaio della ditta di pompe funebri di Acerra. « Smettila di mettere i manifesti e dammi le chiavi del furgoncino », la minaccia del criminale di turno, il volto coperto da sciarpa e cappuccio. L’addetto dell’impresa funeraria ha quindi gettato a terra necrologi e pennello inzuppato di colla e si è voltato ritrovandosi la pistola puntata in faccia. A quel punto c’è voluto un istante per consegnare la chiave del furgoncino scongiurando il pericolo di finire morto ammazzato. C’è terrore ad Acerra. La ditta Pacilio è appena reduce dall’esplosione di una bomba caricata a chiodi e piazzata sull’uscio della sede. L’ordigno è stato fatto brillare nella notte tra martedi e mercoledi a pochi passi dal duomo e proprio nel giorno del funerale di don Antonio Riboldi, primo vescovo anticamorra. E’ stato un vero sfregio alla sua memoria. Il segnale di una sfida allo Stato. Intanto l’impresa funeraria sta pure subendo sempre lo stesso tipo di rapina: quattro furgoncini che non valevano niente in quattro anni. « E guarda caso ogni volta a dicembre – racconta Carmine Pacilio, 58 anni, titolare dell’omonima ditta – e ogni volta a pochi giorni dal Natale ». L’ultimo veicolo sottratto all’alba di qualche giorno fa, in piazza San Pietro, pieno centro, è stato poi ritrovato dal piccolo imprenditore casualmente, dopo una telefonata a un meccanico della zona che Pacilio consosce. Era parcheggiato vicino all’officina. E’ stato facile individuarlo perchè porta lo stemma della ditta sulle fiancate. L’episodio è stato regolarmente denunciato ai carabinieri. La pista principale seguita è quella del più classico dei cavalli di ritorno, il furto di un autoveicolo che è però possibile recuperare in poco tempo con il pagamento ai criminali di una tangente. « Ma io non ho pagato un bel niente, mai », tiene a precisare Pacilio. Il piccolo imprenditore non ce la più. Ha subito dieci attentati nello spazio di tre anni: autobombe, spari sulla casa e sul negozio, teste di maiale lasciate sulla porta del suo appartamento. E ora il sospetto fondato che tutti questi furti stiano in realtà nient’altro che minacce a scopo estorsivo. «Lo ripeto: non è la prima volta che rapinano a un mio operaio il furgone della ditta – racconta Pacilio – per cui non mi spiego nemmeno questo accanimento a rapinare di continuo i mezzi dell’impresa. Inoltre il furgone in questione, che ho comunque ritrovato, non ha nessun valore ma le modalità della rapina sono state molto violente: il mio dipendente si è ritrovato con una pistola puntata addosso. Non si può lavorare sotto questo terrore continuo ». Il quadro camorristico di Acerra è intricato. Quel che si sa è che da queste parti c’è una malavita emergente che proviene dalla periferia di Napoli e che si è agganciata a quella locale. I nuovi “guaglioni” vogliono far sentire il loro peso e puntano su quelle poche aziende che qui hanno ancora un minimo di fatturato. Camorra violenta che vuole soppiantare quella storica, autoctona. Ma ad Acerra tradimento e trasformismo sono la regola. In questa frammentazione c’era la costante altalena tra concorrenza e cooperazione delle famiglie “storiche”: i Crimaldi, i De Sena, i De Falco-Di Fiore, i Di Buono. Ora però il quadro è cambiato. Ci sono personaggi che vogliono farsi strada. E c’è anche chi tra loro, sia pure di provata caratura mafiosa, non è stato mai incastrato, neppure una volta: fedina penale illibata, o quasi.

Somma Vesuviana. Di Giovanni Coffarelli resterà il mito ma de “La paranza” nemmeno la targa

Dopo sette anni dalla scomparsa del Maestro Giovanni Coffarelli, il suo atelier in via Gino Auriemma è stato definitivamente smantellato. Si cancella così uno spaccato della cultura e della tradizione locale, che il cantore vesuviano gelosamente custodiva per i figli di Somma. In quelle stanze era possibile visionare testi, testimonianze fotografiche e audiovisive del folklore campano. Ospiti dell’atelier furono l’intellettuale Roberto De Simone, Eugenio Bennato, Fausta Vetere, Ginette Herry, Lina Sastri, Anna Lomax, Giovanni Pizza, Peppe Barra e tanti altri.

Di Giovanni Coffarelli riportiamo un ricordo del Maestro Peppe Barra: “Giovanni è stata una persona alla quale noi ci siamo un po’ rifatti, ci siamo rifatti al suo modo per essere stimolati. Qualche volta l’abbiamo chiamato per fare concerti con noi. Come lui ben vengano giovani bravi della sua scuola. Giovanni era un nostro amico e grande ammiratore della Compagnia di canto popolare”. Giovanni Coffarelli era una persona semplice ma di carattere, come gli uomini che conoscono la fatica della terra sanno essere. Il suo progetto, il suo lavoro fatto di orgoglio e personalità, dedizione e cura, oggi somiglia tristemente ad una fiaba senza lieto fine.

Migranti impiegati nelle realtà turistiche di Pompei e della Reggia di Caserta

Firmato  a Napoli un protocollo di intesa da 265 sindaci campani. Il ministro Minniti: “così faremo accoglienza” Una migliore distribuzione dei migranti sul territorio attraverso anche l’impiego sperimentale nei servizi sociali, in particolare in alcune realtà turistiche di grande pregio come gli Scavi di Pompei e la Reggia di Caserta. É il senso del protocollo d’intesa siglato ieri  a Napoli con il ministro degli Interni Marco Minniti da 265 sindaci della Campania (il 70% del territorio) per l’accoglienza dei richiedenti asilo. “Un progetto bello e straordinario – ha sottolineato il ministro – che mette in campo una visione comune basata su accoglienza, umanità, integrazione e sicurezza e che se dovesse avere successo renderà migliore non solo la Campania ma l’Italia intera”. (FONTE FOTO: RETE INTERNET)

Movida di Pomigliano: sospesa per tutte le festività la ztl più grande dell’hinterland

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La decisione presa dalll’amministrazione comunale riguarda le giornate del  22, 23, 24, 25 e 26 dicembre e quelle del 29, 20, 31 dicembre e 1 gennaio: niente ztl in queste date. Semafori spenti dunque dalle 8 della sera alle 4 del mattino. La notizia è stata confermata ieri sera dall’assessore al commercio, Vincenzo Caprioli, che però ha sottolineato la provvisorietà della sospensione. Il provvedimento infatti tornerà in vigore dopo questo periodo di stop. Ma con alcuni correttivi. L’8 gennaio l’amministrazione comunale riceverà in municipio i commercianti e i residenti della ztl per modificare l’impostazione iniziale del provvedimento, giudicato non ancora adeguato a tutte le esigenze ma, in ogni caso, necessario a garantire sicurezza e minor impatto ambientale.

Palma Campania, nasce la web radio comunale

Un progetto in cantiere da tempo e che, sabato mattina, ha visto finalmente la luce. La Web Radio Comunale è diventata realtà ed è stata presentata lì dove avverranno le trasmissioni, ovvero all’interno del centro ‘O Giò, in cui il Sindaco Carbone, insieme all’Assessore all’istruzione Sabato Simonetti e al Presidente della Radio, Olga Vicinanza, hanno presentato il progetto. Presenti anche il responsabile della comunicazione per la Città Metropolitana di Napoli, Domenico Pennone, il vice Questore Vicario, Luigi Bonagura ed il giornalista de il Mattino Francesco Gravetti. Soprattutto erano presenti i ragazzi della scuola elementare “De Curtis”, della media “Vincenzo Russo” e dell’Isis “Antonio Rosmini”, con il quale è stata creata un’autentica sinergia, sottoscritta insieme al dirigente scolastico Domenico Corcione, presente anch’egli tra gli oratori del dibattito. «La Web Radio Comunale – spiega il Sindaco Carbone – nasce per offrire soprattutto ai ragazzi uno strumento nuovo, al passo coi tempi, che si inserisca alla perfezione in quel contesto di alternanza scuola-lavoro che, grazie all’ottimo lavoro svolto dall’assessore Simonetti, sta cominciando a prendere forma. Lo stesso centro ‘O Giò può e deve diventare un ottimo supporto logistico per qualunque attività i ragazzi vorranno intraprendere durante il loro percorso scolastico. Internet ormai rappresenta un riferimento costante per tutti ed è giusto che sia ottimizzato al fine di sfruttarne appieno le potenzialità. Crediamo di aver fornito agli studenti dell’Isis Rosmini e, più in generale, a tutti i giovani di Palma Campania un bellissimo strumento che deve rappresentare un’opportunità da sfruttare al meglio». Felice per l’incarico che le è stato conferito anche Olga Vicinanza: «Sono ovviamente emozionata – afferma il presidente – per aver ricevuto una simile responsabilità, ma anche determinatissima ad assolvere nel migliore dei modi il compito che mi è stato assegnato. Ho subito voluto fornire ai ragazzi due ashtag, in modo da parlare pure un linguaggio a loro familiare: #workinprogress e #èlapassionechecimuove. Il primo perché l’inaugurazione di sabato rappresenta l’inizio di un percorso e non un traguardo, il secondo, perché siamo spinti tutti, dall’amministrazione comunale che ha promosso e portato avanti il progetto, a noi che lo gestiremo, solo ed esclusivamente dalla voglia di fare qualcosa di positivo per la nostra comunità, senza alcun interesse ulteriore. E questo è lo spirito che deve animare pure i ragazzi. Anche la scelta di non partire con un palinsesto già definito, è stata ampiamente ponderata, il fine è quello di stimolare i ragazzi e tutti i cittadini a contribuire in maniera fattiva alla buona riuscita di un progetto che ha l’intento di varcare i confini cittadini e di tenere Palma Campania a stretto contatto con la Città Metropolitana».

Somma Vesuviana, il sindaco invita a fare shopping natalizio nei negozi della città

Il primo cittadino di Somma Vesuviana fa un appello sui social per incentivare a spendere in città. “Un invito semplice e concreto:  fate i vostri acquisti di Natale nei negozi della nostra città. La crisi economica sta penalizzando migliaia di famiglie, nel nostro piccolo possiamo con un gesto contribuire a cambiare qualcosa. Aiutiamo chi ha deciso di investire a Somma Vesuviana, compriamo e spendiamo qui. Dal canto nostro abbiamo organizzato per queste Feste diversi eventi proprio per rivitalizzare la nostra città, permettere a tutti di vivere un Natale più piacevole e consentire il rilancio di negozi ed esercizi pubblici. Spendiamo a Somma: diamo una mano al nostro commercio!”