Somma Vesuviana, lettera in redazione: «Noi parenti di ammalati in coma, beffati dalla Sanità campana»

La signora Angela Marino ha una suocera in stato di coma vegetativo. Ha scritto alla nostra redazione perché lamenta disagi che vanno oltre le condizioni critiche della parente, chiedendoci di interessarci alla vicenda. Lo abbiamo fatto. Di seguito riportiamo la lettera della signora Marino così come ci è pervenuta in redazione ma, oggi, pubblichiamo anche contestualmente la risposta – esaustiva e dettagliata – dei medici della clinica Santa Maria del Pozzo. Salve, mi presento : sono Angela Marino e vivo a Somma Vesuviana in provincia di Napoli. Volevo farvi presente che a Somma Vesuviana, in via Pomigliano, c’è una struttura di nome «Santa Maria del Pozzo» nella quale vi «era» un reparto di lunga degenza per comatosi; la suddetta Clinica sostiene di aver perso un codice il quale consentiva di ospitare questi pazienti, quindi ora non può più averli. In data 09/03/2015 l’ASL Regionale emana un Decreto n-21 DCA ( vedi allegato ) nel quale sostiene che questi pazienti debbano essere trasferiti – spostati in altre strutture idonee, i S.U.A.P.  oppure presso la propria abitazione; bisogna considerare che questi pazienti non possono essere gestiti autonomamente a casa, quindi «ci obbligano» a dare autorizzazione (anche con una certa fretta ) al trasferimento. La struttura che ha dato disponibilità di posti letto è «Villa Giovanna hospital» che si trova a circa 80 km di distanza da noi. Le strutture S.U.A.P. funzionali in Campania sono ben poche, si contano sulle dita di una mano. Premetto che la «Santa Maria Del Pozzo» ha una struttura costruita e finita, anzi completa già di letti, apparecchiature e quant’altro, e un reparto per comatosi con ben 10/12 posti letto, purtroppo è ancora chiuso per la solita Burocrazia che in Campania è elefantiaca. La stessa «Santa Maria del pozzo» ci garantisce (a voce ovviamente e non per iscritto) che non appena ci saranno tutte le carte in regola, 4/5 mesi, si riprenderà tutti i pazienti cosa che io non credo avvenga… Ora, mi chiedo se sia normale che una paziente ricoverata in questa struttura ormai da più di 10 anni ( mia suocera) , in una condizione di coma vegetale e con una frattura al femore, debba essere trasferita a 80 km di distanza dai familiari i quali, in tutti questi anni, tutti i giorni per due volte al giorno, si recano a fare visita alla stessa… Per cosa? Perché L’ASL Regionale così ha deciso… Ovviamente gira tutto intorno alla politica e ai soldi… Intanto però l’INPS fa il suo percorso, ossia trattenersi l’accompagnamento e parte della pensione. Il problema che noi non abbiamo i Santi in Paradiso ossia non abbiamo agganci politici o  altro, perché se ne avessimo di sicuro ci avrebbero trovato un posto più vicino. Siamo sempre noi comuni mortali a pagare le conseguenze… Alla fine, o firmiamo il consenso al trasferimento o ci ritroveremo il paziente a casa. Ma è normale? Vi chiedo di fare chiarezza e indagini su queste pratiche burocratiche dell’ASL che nessuno controlla e nessuno si oppone … Dimenticavo il decreto è stato firmato dal nostro carissimo Caldoro… Vi ringrazio in anticipo Angela Marino Leggi il decreto n. 21,  clicca qui. Leggi il chiarimento dei vertici della Clinica Santa Maria del Pozzo, clicca qui

Somma Vesuviana, i medici della casa di cura Santa Maria del Pozzo chiariscono la situazione dei lungodegenti trasferiti

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Dopo il grido d’aiuto della signora Marino rispetto alla questione del trasferimento di undici pazienti in stato vegetativo dalla casa di cura Santa Maria del Pozzo, abbiamo chiesto spiegazioni ai vertici della clinica. Ai nostri taccuini la Dott.ssa A.M. Terracciano (Presidente della Casa di Cura), il Dott. D. Mascolo (Direttore Sanitario), la Dott. ssa E. Pagano (Direttore Tecnico delle   Unità Operative Ricoveri). «La nostra struttura- spiegano i medici- ha un reparto per questi pazienti in stato vegetativo e benché la legge stabilisca che tali malati possono restare in queste strutture per un periodo limitato di tempo, da noi sono rimasti anche per oltre otto anni.  Ora, grazie a un decreto della regione Campania, abbiamo la possibilità di ampliare i posti letto e in base alla normativa vigente dobbiamo ottenere delle autorizzazioni regionali per diventare SUAP.  Siamo dunque obbligati ad ottemperare alla normativa, si tratta di aspettare pochi mesi.  E saranno sicuramente pochi mesi perché già siamo una struttura riconosciuta, saremo tra i primi ad ottenere le autorizzazioni che mancano.  Nel frattempo i pazienti devono essere momentaneamente, sottolineiamo momentaneamente, trasferiti in strutture idonee e quanto più vicine possibili. Quando saremo pronti, riporteremo i nostri pazienti in sede.  Abbiamo trovato la disponibilità di una struttura di Caserta e la clinica Santa Maria del Pozzo ha provveduto a proprie spese già al trasferimento di molti degli undici pazienti.  Siamo dispiaciuti per questo disagio che vivranno i familiari dei nostri pazienti a causa della lontananza ma nello stesso tempo siamo felici che finalmente la regione Campania, con questo nuovo decreto, abbia risolto una spinosa questione e ci sentiamo in dovere di ringraziare l’Asl Napoli Sud per la tempestività degli interventi». I dottori intervistati sull’ annosa problematica della cura dei pazienti in stato vegetativo precisano quanto segue:
  • La gestione dei pazienti in stato vegetativo avviene dopo una fase acuta in strutture specializzate denominate SUAP (speciale unità accoglienza permanente)
  • La Regione Campania, vista la necessità territoriale di aumentare il numero di posti letto disponibili per l’accoglienza di tali pazienti, con DCA 79 del 28.12.2017 e pubblicato sul BURC n. 4 del 15 gennaio 2018, ampliava i posti letto territoriali per la gestione dei pazienti in stato vegetativo.
  • In tal modo la Regione Campania è stata solerte nel risolvere una annosa problematica che affligge il nostro territorio.
  • Il Distretto Sanitario 48 dell’Asl Napoli 3 sud nelle figure della dott.ssa G. Formisano, dott.ssa R. Castaldo e del dott. A. Auriemma, hanno dato la massima disponibilità alle famiglie ed alla nostra struttura nel trovare una valida accoglienza, nell’attesa di formalizzare  i nuovi requisiti sanciti dalla norma di cui sopra.
  • La Casa di Cura non ha esitato a rendersi disponibile con propria ambulanza rianimativa, personale sanitario e parasanitario, terapia farmacologica e presidi sanitari, assicurando un corretto e in sicurezza trasferimento.
Leggi la lettera arrivata in redazione, clicca qui

I “corti teatrali” di Gerardo Innarella, un giovane talento ottavianese, che ammira Cortàzar , ma non ha dimenticato Viviani.

Gerardo Innarella segue, a  Pavia, l’affascinante strada della sua passione per il teatro. Nei suoi “pezzi” teatrali ci sono i segni di  Cortàzar, del teatro contemporaneo, della difficile battaglia che la Parola conduce per sfuggire alla banalità e per recuperare  la sua sacralità. Ma nel gioco del “non senso” che sotto le apparenze si rivela un “senso” complesso e profondo Innarella dimostra di non aver dimenticato Viviani.   Gerardo Innarella, ottajanese di 36 anni, insegnante di Lettere in Pavia, drammaturgo, regista della compagnia teatrale pavese “Tra il dito e la Luna”, ha respirato, con l’aria della nostra Ottaviano, quel “balsamo della scena” – così lo chiamava Jean Louis Barrault – che fa parte dello spirito della città e si effondeva, delicato e potente, durante i riti religiosi, le processioni e le feste civili. Quel “balsamo” inebriò Antonio Annunziata, che molti giovani persuase a confrontarsi con l’ossessione della maschera dell’attore, e ancora si manifesta intensamente nell’arte “drammatica” di Ciro Giaquinto e di Gianni Sallustro. Da dove venga agli Ottajanesi questo amore per il teatro è cosa lunga a spiegarsi: forse è l’effetto positivo della nostra secolare inclinazione a dissimulare, a mascherarci, forse dipende dalla forma del territorio, un palcoscenico che sovrasta la platea della pianura e ha come fondale la matronale maestà del Somma-Vesuvio. Nei “corti teatrali” scritti per la compagnia e pubblicati in volume nel 2017 Gerardo riflette sull’ assurdo che corruga la vita quotidiana degli uomini e ora consuma le loro parole nel grigio della banalità, ora svela, attraverso gli squarci e le ferite, i resti di un’energia ribelle, anomala, irriverente. Da qui la riflessione sui personaggi di Cortàzar: i Cronopios eccentrici ammiratori del nuovo, che hanno ereditato da Ulisse la passione di scoprire vie mai percorse da altri; i Famas rispettosi dell’ordine, ispirati dalla fiducia nella ragione e dalla possibilità di conoscere le strade della salvezza; le Speranze, che immobili siedono come arcaici simulacri di pietra in attesa che siano le strade a muoversi come nastri e a trasportarle verso l’obiettivo. E tutto intorno ci sono i valori veri del mondo, che Gerardo chiama la “ Tigre” e che aspettano di tornare al centro di tutto, di illuminarsi di Verità, di confrontarsi con quel Varco Assoluto che è la Morte. Confluiscono nei “corti” di Gerardo Innarella le “memorie” e gli influssi del teatro del Novecento, e in particolare la suggestione dell’epica battaglia che la Parola combatte per sottrarsi al vampirismo della banalità e per riconquistare l’antica sacralità. In questa prospettiva risulta pregevole il corto che si intitola “Lo specchio di Narciso”. Giustamente Goethe diceva che all’origine della nostra civiltà ci sono il mito greco, i poemi omerici e la tragedia: tutto il resto della letteratura, dell’arte e della filosofia dell’Occidente è solo una pallida copia. Basta il personaggio di Narciso a dimostrare  la potenza profetica della civiltà greca: Narciso che si innamora della sua immagine riflessa nell’acqua è “figura” perfetta dell’egoismo e della vanità che segnano il nostro tempo, e la sua storia con la ninfa Eco, condannata a ripetere l’ultima parola pronunciata da chi le sta parlando, è metafora completa della civiltà dei “social”, della cultura del “copia e incolla”. Ma nel “corto” di Gerardo tra Narciso e Eco ci sono anche il cellulare e i “selfie” e la ninfa non si limita a ripetere l’ultima parola pronunciata dal vanesio, ma talvolta vi aggiunge, di suo, un tono interrogativo che conferisce un senso nuovo e diverso a quello che dice. Il “corto” “Bourguignonne” si apre con una discussione tra Attilio e Tobia su come bisogna tagliare a tocchetti la carne per la ricetta che dà il titolo al testo e si chiude con Attilio che racconta a Tobia, mentre stanno mangiando la carne, la storia di Atreo che fa mangiare al fratello Tieste le carni dei suoi figli. “Tobia con in mano la forchetta con l’ultimo boccone, ha un conato di vomito e la lascia cadere”. In mezzo c’è la storia di una moglie passata dall’uno all’altro, e ci sono dialoghi in cui tracce di sofferenze a stento celate, e brandelli di chiacchiere vuote e crudeli si mescolano sulla base di un raffinato ritmo a singhiozzo che ricorda con immediatezza certi passi di un capolavoro assoluto “ Brevi interviste con uomini schifosi” di David Foster Wallace. Che, pubblicato nel1999, chiuse degnamente il sec.XX e non meno degnamente aprì il sec. XXI. Il “monologo corale” “Il pianto degli italiani” è uno splendido “pastiche” i cui ingredienti sono le frasi “solite” che ripetiamo e sentiamo ogni giorno: “Mia moglie mi fa il c…o se mangio maionese/ Aspetta che cominci a scarseggiare il pane! / Niente casa, né lavoro: che m…a di Paese! / Tanto niente cambia, ti prendono per fame. / Basta, non resisto, adesso me ne vado! / Sai quanto guadagna a Berlino un falegname? / “. In prosa, invece, è tessuto il monologo individuale: “Che cosa è cambiato nella mia vita da che c’è l’unione europea?” “ Un tempo nella scuola italiana ti insegnavano l’inglese in italiano, ora devi conoscere l’inglese per insegnare italiano nella scuola italiana.”. L’Europa è, nel ritratto che ne fa Innarella,  “una donna col catetere” che ripercorre confusamente la sua storia e rimpiange Cesare, e, tra i suoi figli, Napoleone, che “ebbe la forza di strappare la corona a tutte le altre teste…ma voleva sempre di più e io non potevo più seguirlo.”. Gerardo Innarella cesella paradossi e rovesciamenti e si diverte, come capita a tutti gli scrittori di teatro: ma nel suo divertimento c’è anche quella luce della speranza che brilla nella mente e nel cuore di chi decide di scrivere per gli altri. Egli tratta con maestria il gioco del “non senso”, che è un gioco ambiguo, perché quasi sempre le parole che non dovrebbero avere nessun senso, specchiandosi come Narciso nell’acqua del dialogo e della mimica teatrali, acquistano, per gli spettatori attenti, significati profondi e complessi. Nella sapienza e nella passione con cui Gerardo Innarella conduce questo gioco ci sono i segni della sua ammirazione per il teatro di Raffaele Viviani, per certi dialoghi “vivianeschi” in cui sembra che tutto si dica per non dir nulla,  ma poi ti accorgi che le chiacchiere,  se le sai decifrare, dicono molto.      

Berlusconi desolato

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Avete sentito? Berlusconi ha detto che se verrà cancellata la sua decadenza, lui sarà il primo ministro e Salvini ministro dell’interno.

L’ex cavaliere verso la Lega ha un antico affetto, in particolare per gli slogan che sapeva inventare quando puntava al governo, ormai oltre 20 anni fa. Su tutti, quel “ce l’ho duro”, che gli pulsa in testa come un’ossessione, mentre, nudo e desolato, si guarda allo specchio.

Brusciano, al via il rilascio della carta di identità elettronica

Da gennaio è possibile richiedere anche a Brusciano il rilascio della nuova Cie, come disposto dal Ministero dell’Interno. Presso l’Ufficio Anagrafe ed Informatica del Comune, sono attive due postazioni dotate di attrezzature tecnologiche adatte al rilascio della nuova tessera. La nuova carta d’identità elettronica è in policarbonato e ha le dimensioni di una carta di credito. È dotata di particolari sistemi di sicurezza, di un microchip a radiofrequenza che memorizza i dati del titolare, compresi gli elementi biometrici (come le impronte digitali), di una foto stampata a laser che ne garantisce un’elevata resistenza alla contraffazione e conterrà anche l’eventuale consenso o diniego alla donazione di organi o tessuti in caso di morte. La nuova carta di identità elettronica è uno strumento sicuro e completo che vale come documento di identità e di espatrio in tutti i Paesi dell’Unione Europea e in quelli che la accettano al posto del passaporto. Per il rilascio della carta di identità elettronica è necessario che i cittadini si presentano al comune presso gli uffici preposti il lunedì, giovedì e venerdì negli orari di apertura al pubblico. Il cittadino dovrà recarsi in Comune munito di fototessera dello stesso tipo di quelle utilizzate per il passaporto. Allo sportello l’operatore acquisirà le impronte digitali e il richiedente potrà fornire, se lo desidera, il consenso o diniego alla donazione degli organi. I costi per il rilascio ex novo della carta d’identità elettronica sono quelli imposti dal Governo nella misura di euro 16.79 più diritti fissi e di segreteria pari ad euro 5.21, per un totale di 22,50 euro. I documenti d’identità in versione cartacea resteranno validi fino alla naturale scadenza. Poi sarà obbligatorio effettuare la nuova Cie. La Carta d’Identità Elettronica verrà spedita dal Poligrafico dello Stato all’indirizzo indicato dal cittadino entro sei giorni lavorativi dalla richiesta, come previsto dalle norme ministeriali, insieme alla seconda parte del pin, oppure direttamente in Comune. “Uno strumento indispensabile per lo sviluppo dei servizi di gestione digitalizzata della pubblica amministrazione, una rivoluzione nei rapporti tra i cittadini e lo Stato, un modo per facilitare sempre più l’utilizzo dei servizi della pubblica amministrazione e garantire massimi standard di sicurezza” dichiara il Sindaco Giosy Romano.

Si conclude “Marigliano riaccende Le Luci” in occasione della Festa di San Sebastiano

Il 20 gennaio, a partire dalle ore 20,30, spettacoli e musica con gli artisti di Made in Sud e Radio Kiss Kiss Napoli. Ultimo appuntamento per la rassegna “Marigliano riaccende le luci” dopo il rinvio dovuto alle condizioni climatiche avverse. A regalare momenti di divertimento e spensierata allegria saranno questa volta, sabato 20 gennaio, a partire dalle ore 20,30, Enzo Fischetti in arte “’O Prufessore”, direttamente da Made in Sud, e Antonio Manganiello da Radio Kiss Kiss Napoli. Ad aprire il loro spettacolo sarà, invece, il gruppo musicale “Ricomincio da 30 Live”, con un omaggio al compianto Pino Daniele. L’evento si terrà in Piazza Municipio a Marigliano, in occasione della Festa di San Sebastiano, patrono della città, offrendo così un momento di popolare intrattenimento in concomitanza con le celebrazioni per il Santo. Si conclude così la lunga calcata della kermesse inserita nell’ambito del progetto “Alla Corte del Gusto”, co-finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POC Campania 2014-2020 Linea Strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura. Cinque appuntamenti tra cabaret, spettacolo e musica che hanno saputo coinvolgere e far sorridere il pubblico di tutte le età. Gli eventi previsti nell’ambito del progetto “Alla Corte del Gusto” continueranno a febbraio, presso il Comune di San Vitaliano, partner dell’iniziativa, con il Premio “Artisti per la Pace”.

La questione catalana

La situazione catalana sembra essere passata in secondo piano rispetto alla cronaca e all’agenda politica internazionale eppure il Parlament Catalano si è insediato giusto ieri e, in un’atmosfera ricca di incognite, ha scelto il suo nuovo presidente, Roger Torrent. Abbiamo deciso quindi di chiedere lumi a chi catalano lo è per davvero e che vive sulla propria pelle quel che accade a Barcellona e dintorni. Abbiamo intervistato la cattedratica Marina Casadellà che dalla sua esperienza internazionale ci offre la sua duplice visione di catalana ed europea, la visione della questione catalana dall’interno e dall’esterno del paese iberico.

Intervista in spagnolo

Ci spieghi per favore cosa sta accadendo in Catalogna e se le informazioni che stanno arrivando qui in Italia corrispondono alla realtà locale. Inoltre che ragione c’è di cercare l’indipendenza se, come pare, andiamo verso un mondo sempre più globalizzato? E l’Unione Europea, continua ad avere un senso adesso?

Oggi il mondo è più globalizzato per quel che riguarda le telecomunicazioni e con reciproche influenze, ma gli stati continuano ad esistere ed è all’interno degli stati che si continua a legiferare. E tutto questo, non sembra che cambierà nel medio o nel corto periodo. In questo senso, se la Catalogna fosse una Repubblica indipendente permetterebbe un’azione legislativa senza condizionamenti del Regno di Spagna.

Negli ultimi anni, il Parlamento catalano ha già approvato una serie di leggi in ambito sociale che successivamente sono state abrogate dal Tribunale Costituzionale spagnolo (sostenendo che non era competenza di un Parlamento autonomo prendere quelle decisioni). Allo stesso tempo, queste stesse leggi non possono essere approvate nel “Congreso de los Diputados” spagnolo perché non esiste una maggioranza parlamentare sufficiente, ciò vuol dire che in Spagna non esiste una volontà politica maggioritaria capace di farlo, cosa che invece è possibile in Catalogna. Faccio riferimento a leggi fondamentali come quella della “Povertà energetica”, la legge che prevede la tassazione sulla produzione di energia nucleare, la legge dell’effettiva parità tra uomini e donne, la legge contro il cambio climatico, il decreto legge che regola la tassazione alle banche, la legge che impone una tassazione sulle case vuote, la legge che proibisce il “fracking”, e queste tra le tante. Quindi, in una Repubblica Catalana tutte queste leggi di carattere sociale potrebbero entrare in vigore ed implementate automaticamente.

D’altro canto, con la Repubblica catalana potremmo offrire il nostro punto di vista sul cosa e sul come crediamo debba essere l’unione europea. Potremmo interloquire con il resto degli Stati da pari a pari, offrendo un punto di vista che, a giudicare dai risultati elettorali, differisce dalla maggioranza degli spagnoli. Per esempio, mentre la Spagna disattende le quote di rifugiati che dovrebbe accogliere, a Barcellona, il 18 febbraio 2017, abbiamo organizzato la manifestazione più grande di tutta Europa chiedendo maggiora accoglienza per i rifugiati. Il movimento indipendentista catalano e completamente diverso dagli altri movimenti secessionisti europei (alcuni dei quali spiccano per essere apertamente xenofobi) ed ha partecipato attivamente a quella manifestazione in favore dell’accoglienza.

Secondo lei, le decisioni unilaterali prese dal Governo catalano, sono legali o, quanto meno, possono essere giustificate in qualche modo?

Difatti una azione può essere legale e al contempo ingiustificata, e viceversa. Ma andiamo per ordine: perché, secondo la legge spagnola, il referendum del 1 ottobre è stato considerato illegale? Perché uno dei primi articoli della Costituzione spagnola cita che “la sovranità risiede nel popolo spagnolo”. Bene, innanzitutto, stiamo parlando di una Costituzione promulgata nel 1978, dopo 40 anni di dittatura. La morte naturale di Franco, che morì tranquillamente nel suo letto, generò grande incertezza tra la popolazione spagnola, cosicché, per l’approvazione della Costituzione attraverso il voto, la vera motivazione fu: o approviamo questa Costituzione o andremo avanti con la dittatura. Per tanto, l’illegalità del referendum catalano, è sostenuta da una Costituzione sancita 40 anni fa (ad oggi solo gli ultrasessantenni poterono votarla) sotto la minaccia di rimanere sotto la dittatura. Che legittimità può avere oggi una Costituzione approvata in quel modo?

Inoltre, io credo, al di là delle leggi, esiste la giustizia, la legittimità, e purtroppo non sempre coincidono. L’autodeterminazione dei popoli, ovvero, la capacità dei raggruppamenti politici di decidere come si vogliono organizzare, come vogliono vivere, e un diritto umano, che sia o meno incluso in qualsiasi ordinamento giuridico vigente. Nel corso della storia, ci sono stati uomini, come lo steso Gandhi, che hanno detto che le leggi, quando sono ingiuste, devono essere disobbedite. Ciò non vuol dire che tutte le leggi debbano essere disobbedite in maniera reiterata ma quando l’ingiustizia è  in atto ed è palese, la giustizia va al di sopra della legge. L’argomento legalista è proprio di chi vuole mantenere lo status quo. Contrariamente, i nostri referenti sono quelli che hanno premuto per ottenere i propri diritti legittimi e fondamentali, anche se non contemplati dalla legge, con l’obiettivo di avvicinare sempre più la legalità alla legittimità.

Qual è la sua opinione sulla reazione del Governo centrale?

La reazione del governo centrale, in generale, nei confronti di tutto il movimento indipendentista mi è sembrata politicamente detestabile, anche se c’era da aspettarsela. In realtà non si tratta di una questione esclusivamente di governo. Si tratta di una questione di stato: la risposta repressiva è scaturita dall’azione dei tre poteri dello Stato spagnolo (Il Congresso, il governo e il quadro giudiziario), e ne aggiungerei pure un quarto qualora potessimo includere anche il potere mediatico. E ciò che è ancor più grave: la risposta da parte dei diversi poteri dello stato non è stata portata avanti in maniera isolata. Il conflitto territoriale catalano ha messo il luce il fatto che in Spagna la divisione dei poteri nella pratica non esiste. Ma appunto come dicevo prima, non è questa una reazione sorprendente: la risposta dello Stato spagnolo è un esempio chiaro del perché vogliamo un altro paese. Vogliamo una Repubblica che rispetti i diritti di espressione, di assemblea, di stampa … tutti questi diritti sono stati infranti negli ultimi mesi dallo stato spagnolo.

E se il governo Rajoy non avesse usato le forze di polizia con tanta indiscriminata brutalità nei confronti di tutti quelli che si sono frapposti tra loro e le urne, le elezioni avrebbero potuto avere un altro risultato?

Non lo sapremo mai, forse sì. Ma comunque non stiamo parlando di un errore occasionale. Stiamo parlando di un’azione politica deliberata e sostenuta. Ad ogni modo l’indipendentismo aveva due milioni di sostenitori già prima del primo ottobre. È certo che a livello internazionale questo conflitto ha acquisito visibilità dopo i fatti del primo ottobre, ma ovviamente la questione viene da lontano. Sono anni che lo Stato vuole ammutolire i movimenti indipendentisti catalani attraverso la repressione (le torture nel 1992 nei confronti degli indipendentisti catalani, che volevano far conoscere la loro situazione politica approfittando dei Giochi olimpici di Barcellona, sono un esempio di tutto ciò).

Ma anche se ci basassimo soltanto sull’incremento che il Movimento ha ottenuto negli ultimi anni, possiamo notare che l’inizio di questo periodo di avversione risale già al 2010 con la sentenza del Tribunale Costituzionale contro lo Statuto dell’Autonomia della Catalogna. Orbene, risulta che quell’anno, Mariano Rajoy non governava ancora la Spagna. Ciò vuol dire che non è stata unicamente l’opera dell’attuale Governo Centrale a portarci allo stato in cui ci troviamo ora, ma si tratta di anni di decisioni prese dai poteri dello Stato spagnolo che non hanno permesso alla Catalogna di accrescere la sua sovranità. Ed è per questo che una parte importantissima del popolo catalano difende il principio per il quale l’unica forma di avere una completa sovranità è attraverso la costruzione di una Repubblica Catalana.

Le ultime elezioni in Catalogna, quelle del 21 dicembre, hanno lasciato una situazione ancora più complessa della precedente. Che prospettive immagina per quel che riguarda la questione dell’indipendenza?

Le ultime elezioni furono convocate dal governo spagnolo (in forma illegittima dato che solo il Presidente catalano ha la facoltà di convocare elezioni in Catalogna) con l’obiettivo di far perdere la maggioranza assoluta agli indipendentisti nel Parlamento catalano. La stessa Ministra della difesa spagnola confermò quest’intento. Speravano che dopo quanto accaduto, la partecipazione aumentasse di molto e che tutti i nuovi voti fossero raccolti dai partiti non indipendentisti. Il risultato è stato che effettivamente la partecipazione è aumentata ma i nuovi voti sono andati tanto ai partiti indipendentisti come a quelli che non lo erano. E così continuiamo ad avere una maggioranza assoluta indipendentista in parlamento. La realtà resta quella di un progetto indipendentista che continua a crescere e non si è mai arrestato in questa crescita, compreso in quelle zone dove il movimento non era maggioritario.

Ora sarà necessario vedere se i poteri dello Stato spagnolo rispetteranno il risultato elettorale o se continueranno ad utilizzare le misure repressive per impedire che si formi un governo che corrisponda alla volontà politica degli elettori. Dal canto suo, ora i due ostacoli più importanti che l’indipendentismo dovrà superare sono: trovare la formula per formare un governo, nonostante la repressione dello Stato, e disegnare una strategia congiunta di crescita e consolidamento del progetto della Repubblica Catalana (anche per il fatto che lo stesso indipendentismo presenta alcuni punti di disaccordo tra i partiti sulla strategia da seguire).

Ad ogni modo, dal mio punto di vista ora è essenziale che la negoziazione e la strategia politica vadano accompagnate da un dibattito nella società catalana. Già abbiamo discusso molto sul fatto se avevamo diritto o meno di votare; se il governo catalano dovesse stare in prigione o no … ma ci manca ancora un confronto onesto e libero dalla repressione se intraprendere o meno in maniera congiunta il progetto della Repubblica Catalana.

Ottaviano, al Castello Mediceo incontro formativo per i giornalisti.

Sabato 20 gennaio  a Ottaviano incontro formativo su: “Parco Nazionale del Vesuvio tra fake news e verità” “Parco Nazionale del Vesuvio tra fake news e verità”: questo il titolo dell’incontro in programma sabato 20 gennaio a partire dalle ore 9.30 al Castello Mediceo di Ottaviano, sede dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Si tratta di un evento formativo riservato ai giornalisti, inserito nel Programma della Formazione professionale continua dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, sempre in prima linea per offrire ai colleghi occasioni di confronto e di approfondimento su tematiche legate all’attualità. Nella circostanza si discuterà di temi legati al funzionamento del Parco ed alle cd. “fake news”, diffuse soprattutto nel corso della terribile stagione degli incendi che si è verificata l’anno scorso. È la prima volta che una iniziativa del genere si svolge nella fascia pedemontana del Vesuvio. I lavori saranno introdotti dal giornalista e docente Carmine Alboretti e dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli. A fare gli onori di casa l’avvocato Luca Capasso, Sindaco di Ottaviano. Quindi sarà la volta degli interventi del Generale Sergio Costa, comandante dei Carabinieri Forestali della Campania, e di Agostino Casillo, Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, pronto ad illustrare ai giornalisti le peculiarità del ruolo e del funzionamento dell’area protetta. “Siamo grati – afferma Casillo – ai vertici dell’Ordine dei Giornalisti della Campania per aver mostrato questa sensibilità. È molto importante fare chiarezza e fornire agli operatori dei mass media della nostra regione il maggior numero di informazioni possibili per aiutare i cittadini a comprendere quello che facciamo e, soprattutto, come operiamo”. Ai giornalisti, pubblicisti e professionisti, che prenderanno parte all’evento saranno attribuiti

Somma Vesuviana, sabato il taglio del nastro del parcheggio multipiano “Dietro le Torri”

 Dopo 15 anni apre ai cittadini il parcheggio multipiano di via Dietro Le Torri nel centro storico del Casamale. Un’opera pubblica progettata nel 2003 finalmente vedrà la luce sabato 20 gennaio alle ore 11.30. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno, a  sei mesi dal suo insediamento, ha sbloccato un progetto che ormai assumeva i contorni de “La storia infinita”. Grazie soprattutto alla costanza e all’operato del gruppo consiliare dei Verdi e dell’assessore del partito e delegato ai Parcheggi, Ciro De Simone.

“Sono convinto che la struttura andava aperta al più presto”, afferma De Simone, “per evitare che, una volta ultimata, venisse vandalizzata come è capitato per altre opere pubbliche. Siamo contrari allo sperpero di denaro e per questo ci siamo attivati per aprirlo in tempi brevissimi e renderlo operativo e fruibile ai cittadini”.

“Un’apertura su cui abbiamo lavorato dal primo giorno in cui ci siamo insediati”, spiega il capogruppo dei Verdi in consiglio comunale, Salvatore Esposito, “perché la riteniamo un’opera pubblica importante per decongestionare il traffico che si riversa soprattutto nel centro storico della nostra città. In questo modo il quartiere Casamale sarà “libero” dalle auto e diventerà più vivibile e pronto ad avere il ruolo di attrattore turistico che gli è naturale, considerati i beni architettonici, culturali e artistici che gli sono propri. Sono ampiamente soddisfatto perché questo parcheggio l’ho visto nascere nel 2003, quando ero consigliere dell’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo D’Avino e  si concretizza un’opera la cui ideazione e finanziamento era propria di quella compagine di cui facevo parte. Per l’opera che inauguriamo sabato voglio ringraziare l’operato del sindaco e dell’assessore che, congiuntamente, si sono prodigati incessantemente affinchè questo progetto venisse realizzato in tempi brevi e posso già dire che presto sarà aperto anche un altro parcheggio bloccato da anni: quello di via Casaraia”.

Soddisfatto il sindaco Salvatore Di Sarno: “Sono davvero contento di poter aprire un parcheggio multipiano di cui negli anni si è tanto discusso e sembrava non vedere mai la luce. Contento perché è un primo passo concreto del nostro agire amministrativo teso a risolvere i problemi dei cittadini e poi perché ci consentirà, una volta a regime, di studiare un  piano di traffico limitato per il nostro meraviglioso centro storico. Un obiettivo che ci permetterà di farlo rinascere e farlo diventare traino del turismo a Somma Vesuviana”.

La gestione del parcheggio sarà assegnata alla società “TMP – Servizi per la PA srl”, già affidataria del servizio di “strisce blu” attualmente in esercizio sul territorio di Somma Vesuviana agli stessi patti e condizioni del contratto stipulato  nel 2014. La società ha provveduto, senza alcun onere, per il Comune ad installare: 12 telecamere di videosorveglianza per il controllo delle aree coperte e scoperte della struttura; 2 parcometri all’interno della struttura. Il parcheggio sarà aperto 24 ore su 24, prevede il 30% di posti riservati agli abbonati che sarà possibile effettuare a 30 euro al mese e permetteranno (come tutti gli abbonamenti alle strisce blu della città di Somma) di parcheggiare anche nell’area sosta di via don Minzoni, lungo via San Giovanni de Matha e su via Traversa Casaraia.

Caivano, lavoro nero. Ispezioni in tre ditte, denunciati due amministratori

  I carabinieri della stazione locale di Caivano insieme ai colleghi del nucleo ispettorato del lavoro di Napoli hanno effettuato servizi per il contrasto all’intermediazione illegale e allo sfruttamento del lavoro. Denunciati in stato di libertà l’amministratore 57enne del luogo di due ditte di costruzioni cui sono state contestate 3 sanzioni penali per violazioni al testo unico per la sicurezza sul lavoro, sulla previdenza e sull’assistenza sociale e 2 sanzioni amministrative per l’accertata presenza di 2 lavoratori in nero. Denunciato anche un 62enne di Marcianise,  amministratore unico di una ditta di costruzioni cui sono state contestate 2 violazioni penali al testo unico sopra richiamato e una sanzione amministrativa per la presenza di un lavoratore a nero.