Pomigliano,vecchietti rapinati in casa da giovani armati di coltelli: i carabinieri bloccano i criminali speronando l’auto. Arrestata una donna

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Armati di coltelli rapinano due vecchietti sorprendendoli in casa loro, a Pomigliano. Poco dopo i criminali sono stati inseguiti e speronati dai carabinieri, che sono riusciti ad acciuffare uno dei rapinatori, una donna. Dunque, domenica sera si è consumato l’ ennesimo episodio di pericolosa violenza predatoria nella città delle fabbriche. Intorno alla mezzanotte alcuni giovani armati di coltelli hanno preso d’assalto l’abitazione di una coppia di anziani. Le vittime del raid sono state letteralmente terrorizzate sotto la minaccia delle armi da taglio. Quindi gli aggressori sono fuggiti in auto ma i carabinieri li hanno intercettati e bloccati speronando la loro vettura in piena corsa. Uno dei rapinatori è stato arrestato. E’ una giovane donna. Gli altri complici, probabilmente un gruppo formato da quattro soggetti non ancora identificati, tutti maschi, sono riusciti a darsi alla fuga. A ogni modo i due anziani rapinati in casa stanno bene anche se sono rimasti ovviamente molto scossi. Ne hanno dato notizia i nipoti della coppia di coniugi finiti nel mirino dei malintenzionati. La rapina è avvenuta in via Abate Felice Toscano, centro vecchio di Pomigliano, a poca distanza dall’antica chiesa madre di San Felice in Pincis. Qui, intorno alla mezzanotte di domenica, un commando di malviventi è riuscito a penetrare in un’abitazione al pian terreno. In pochi secondi i criminali hanno bloccato e zittito brandendo dei coltelli gli anziani coniugi che vivono nell’appartamento. Non si sa ancora se i predoni notturni siano riusciti a portare via denaro e oggetti di valore. Quel che è certo è che quando sono scappati, a bordo di una Volkswagen Golf scura, sono stati intercettati proprio in via Toscano da una “gazzella” dei carabinieri. I militari sono quindi riusciti a fermare la fuga dei rapinatori speronando la loro vettura in piena corsa. L’impatto è stato di quelli che hanno fatto parecchio rumore. La gente lo ha sentito dall’interno delle abitazioni. Comunque quattro dei cinque componenti della banda sono riusciti ad aprire in un batter d’occhio gli sportelli della loro vettura, poi risultata rubata, e a fuggire a piedi. Il quinto componente, una giovane donna, è stato però acciuffato. Le indagini nel frattempo sono avvolte nel più stretto riserbo. Anche da queste parti le rapine in casa sono piuttosto frequenti. Il 10 novembre scorso una donna nubile di circa cinquant’anni ha vissuto una notte da incubo. Quattro rapinatori a volto coperto l’hanno imbavagliata e legata al suo letto terrorizzandola per ore, anche in questo caso utilizzando un coltello. In quell’occasione gli aggressori sono riusciti a portare via tutti gli averi della vittima, circa duemila euro e i gioielli di famiglia.

Manifestazione contro la camorra a Brusciano: popolo assente

A Brusciano si marcia contro la camorra ma il popolo ancora una volta è il grande assente. A creare il fiume umano che ha attraversato la città c’erano gli alunni delle scuole medie di Brusciano accompagnati dai loro insegnanti e dalla dirigente scolastica Fortuna Parma. C’erano le autorità militari. C’erano Libera e alcune delle associazioni del territorio. I rappresentanti di tutte le fazioni politiche erano presenti, come anche l’amministrazione comunale e alcuni consiglieri comunali. A mancare erano i cittadini. A parte i familiari di qualche studente e i pochi convinti sostenitori della manifestazione, gli abitanti di Brusciano erano assenti alla marcia anticamorra che sabato scorso ha invaso le strade cittadine, da via Falcone fino a piazza XI Settembre. Il corteo è stato anticipato da un convegno che si è tenuto presso la scuola “De Filippo”, al quale sono intervenuti il procuratore aggiunto presso il tribunale di Avellino, Vincenzo D’Onofrio, il comandante compagnia dei carabinieri di Castello di Cisterna, Tommaso Angelone, il coordinatore provinciale di Libera contro le mafie, Antonio D’Amore, e il rapper Mimmo Taki. Il sindaco di Brusciano, Giuseppe Romano, li ha preceduti con un saluto istituzionale e ha abbandonato l’aula.  La manifestazione ha concluso un progetto più ampio organizzato dalla giornalista Monica Cito, in collaborazione con l’istituto comprensivo “De Filippo-De Ruggiero”. Durante il convegno è stato attribuito un premio per la redazione del miglior articolo (vedi i lavori sotto) a Mariagrazia e Michele, due degli studenti delle classi terze che hanno avuto la possibilità di partecipare a un percorso, con le giornaliste Monica Cito e Agata Marianna Giannino, fatto di incontri diretti ad insegnare ai ragazzi a scrivere un articolo di giornale, ma soprattutto a sensibilizzarli su tematiche come la camorra e l’omertà, a educarli alla legalità e alle regole da osservare per una convivenza civile. I ragazzi hanno poi realizzato un video-reportage in cui hanno mostrato il degrado in cui versano gli spazi pubblici a loro riservati in città. Hanno poi scritto una lettera a “nonno Raffaele”: così hanno voluto chiamare l’83enne che il 20 dicembre scorso è stato colpito per errore durante una sparatoria avvenuta per strada, tra la folla.  “Noi vogliamo chiederti perdono. Perdonaci se non abbiamo saputo evitarti tutte queste sofferenze. Perdonaci, perché se anche a sparare sono stati i malviventi, gli affiliati ai clan di camorra, quel grilletto è un po’ come se lo avessimo premuto anche noi, ogni volta che ci siamo voltati dall’altra parte”, è quanto hanno detto, in sintesi, all’anziano, nel messaggio letto pubblicamente e consegnato al figlio Thomas, presente in sala e fino alla fine della manifestazione. Nella missiva hanno fatto anche una promessa: “Noi ci batteremo per cercare di costruire un mondo migliore e un futuro diverso”. All’esterno della sala era stato allestito un piccolo spazio dove erano esposti i dipinti realizzati dagli alunni delle prime classi che hanno partecipato al laboratorio di arte tenuto dall’artista Pietro Mingione. A rendere possibile concretamente il progetto sono stati degli imprenditori che hanno voluto donare il materiale senza il quale i ragazzi non avrebbero potuto lavorare: Dima, il punto vendita locale della Mondadori e Del Duca. Singolare la protesta messa in piedi nel corso del convegno dalle due giornaliste che hanno lavorato con gli studenti: a un certo punto si sono imbavagliate. Lo hanno fatto per esprimere “le difficoltà incontrate nella realizzazione di un progetto in cui di punto in bianco – hanno raccontato – una settimana prima della manifestazione, hanno prima rischiato che l’evento venisse annullato, poi che venisse spostato a data da definire, senza capirne le reali motivazioni, poi gli è stato imposto che la scuola dovesse fare i manifesti quando di comune accordo già era stato deciso cosa scrivere e si sapeva che un imprenditore li avrebbe offerti, in più gli è stato imposto che dovesse essere la dirigente scolastica a moderare il dibattito pubblico e, invece, sin dall’inizio era stato deciso che lo avrebbe fatto Monica Cito”. Un clima non proprio sereno, per il quale – le giornaliste promettono – non resteranno in silenzio. —————————————– Di seguito riportiamo gli articoli (pubblicati sul roma.net) scritti da Mariagrazia e Michele, i due alunni che si sono aggiudicati il premio per il miglior lavoro: *Articolo di Mariagrazia Brusciano. Un piccolo paese ostaggio della criminalità “Ci hanno tolto la libertà” Queste sono le parole degli studenti dell’istituto comprensivo De Filippo-De Ruggiero, di Brusciano. La realtà, che ormai affligge l’intera comunità, sta diventando sempre più grave. I giovani non sono liberi di uscire per il proprio paese, di passeggiare per le strade cittadine senza aver paura, semplicemente perchè la criminalità la fa da padrone. “Vogliamo poter uscire per strada senza aver paura-gridano gli alunni in protesta- poter prendere un gelato senza alcuna preoccupazione e sedere sulle nostre panchine, le poche in buone condizioni, con la spensieratezza a cui abbiamo diritto. Rivogliamo le nostre piazze, i nostri spazi dove poterci incontrare, divertire e crescere. Rivogliamo la nostra libertà. Vorremo poter avere anche una scuola superiore al posto del degrado, ed un cinema, una biblioteca. E occasioni per prepararci al futuro che ci stanno rubando”.  Questo quanto richiesto in coro dai giovani di Brusciano, che provano ad immaginare un paese diverso, lontano dai colpi di pistola, dalle bombe e dalla malavita che in questo ultimo anno ha terrorizzato l’intero popolo, tra stese e sparatorie per strada. Nell’ultima sparatoria avvenuta poco prima di Natale, è rimasto ferito un innocente, un anziano signore di 80anni, colpito al gluteo in una tabaccheria del centro storico del paese da alcuni uomini in moto, affiliati alla camorra, intenti a colpire un componente del clan rivale, rimasto ferito anch’egli. Sul posto sono accorsi i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna per le indagini del caso. L’intera area è stata interdetta al traffico. I cittadini che affollavano la strada,intanto, hanno preso a scappare impauriti. L’anziano è stato trasportato in ospedale. Questo è stato però solo l’ultimo di una lunga serie di agguati e sparatorie, in una delle quali un ragazzo appena 22enne, ritenuto dagli inquirenti implicato nello spaccio di droga, è stato gambizzato. Insomma una lunga scia di sangue e di paura che tiene Brusciano sotto assedio da troppo tempo. La cosa più grave però , è che benchè i cittadini si dicano stanchi di tutto ciò, la coltre di omertà che soffoca il paese non si dissipi. Nessuno parla. I ragazzi però non ci stanno e sabato 27 gennaio, si uniranno in una marcia di protesta per gridare no alla camorra , no all’omertà. *Articolo di Michele BRUSCIANO. Guerra di camorra: l’omertà e il silenzio fanno più rumore delle bombe. Gli alunni dell’istituto comprensivo De Filippo De Ruggiero e i ragazzi del paese, ormai stanchi, scendono in strada per manifestare contro la camorra.  Brusciano è diventato ormai un paese invivibile, tra sparatorie tra la folla ed esplosioni di bombe. I ragazzi rivendicano il loro diritto ad una vita serena e libera e si ribellano partecipando alla manifestazione Il Silenzio…Non Ripaga. Uno degli studenti racconta il suo disagio che è lo stesso dei tanti giovani del paese: ”Siamo stanchi di vivere nella paura, per questo abbiamo deciso di manifestare, per riprenderci il nostro futuro. Molte volte mi capita di pensare al mio futuro in questo posto, a come sarà a cosa potrà accadere. Ma penso anche a tutti coloro che un futuro non lo hanno avuto, strappatogli via dalla camorra. A volte provo anche ad avere empatia per i malviventi, immaginando cosa provino, cosa pensino e se sentono il peso “dò fierr”. Mi chiedo se provino mai compassione per le loro vittime, se hanno mai rimorsi. Chissà- conclude lo studente-se hanno provato pietà o dispiacere per aver colpito, durante l’ultima sparatoria, un povero innocente di 80 anni”. L’anziano di cui parla lo studente, è il povero Rafffaele D’Amore,da tutti conosciuto come zii Rafael ò mericano, vittima innocente della faida di camorra in atto a Brusciano, colpito per errore durante l’ultima sparatoria avvenuta lo scorso 20 dicembre, in un sali e tabacchi nel cuore del paese. Un agguato  che ha sconvolto la comunità per le modalità e l’ora in cui si è verificato, quando in quel tratto di strada, cuore del paese, vi erano decine di bambini diretti alla recita di Natale e  una folla di persone intenta negli acquisti. Tante altre sparatorie erano avvenute prima di questa, e tutte in orari e luoghi in cui si registrava la presenza di tante persone tra cui bambini. La faida di camorra tra i clan rivali è  scoppiata per il controllo dello spaccio di stupefacenti. Una delle piazze di spaccio  principale si trova nel quartiere della 219, a ridosso della suola dell’infanzia, primaria e secondaria, De Filippo. Qui lo spaccio si consuma a tutte le ore sotto lo sguardo rassegnato dei residente e degli alunni. Ma il popolo dei ragazzi stanco di dover rinunciare alla propria libertà, questa mattina è sceso in strada e ha protestato, unito in un unico coro: “contro camorra e corruzione, basta silenzio e rassegnazione”.

San Giorgio a Cremano, polizia municipale ferma baby gang armata.

Grazie ai caschi bianchi agli ordini del Comandante Ruppi, sono stati individuati tre ragazzi minorenni armati di coltelli e pistola a salve che si aggiravano da qualche giorno tra le strade cittadine ed il parco pubblico di Villa Vannucchi. A distanza di un mese, il nucleo operativo della Polizia Municipale di San Giorgio a Cremano, agli ordini del Comandante Gabriele Ruppi, dopo il fermo di alcuni giovani che si erano resi responsabili di atti di danneggiamento ed azioni vandaliche e consegnati alla giustizia, ha messo a segno un altro importante risultato. Coordinati dal Capitano Roberto D’Amore, il Maresciallo C.P. e l’Assistente A.E., con il supporto delle pattuglie impegnate sul territorio, hanno bloccato quello che poteva essere un evento preoccupante per la città. Dopo aver avuto una segnalazione presso la centrale operativa, d’intesa con i responsabili del nucleo viabilità, Giorgio Carcatella e Antonio Fascia, la Polizia Municipale ha dato vita ad un’attività di osservazione e studio su di un gruppo di ragazzini che orbitava tra le strade cittadine ed il parco pubblico di Villa Vannucchi. Successivamente sono stati individuati ed identificati tre minorenni in possesso di coltelli a serramanico ed una pistola a salve senza tappo. Le armi sono state sequestrate insieme a tre telefoni cellulari. Bloccati e fermati dagli Agenti, i minori sono stati condotti presso la centrale operativa della Polizia Municipale. D’intesa con il magistrato di turno è emerso che i tre ragazzini risiedono nei comuni limitrofi e sono stati successivamente affidati ai genitori. Il Sindaco, Giorgio Zinno e l’Assessore con delega alla Polizia Municipale, Ciro Sarno, hanno espresso apprezzamento per il lodevole lavoro fatto dagli uomini e donne della Polizia Locale. Il Capitano Carcatella chiarisce: “Dopo i diversi accadimenti, avvenuti a Napoli ed in diversi altri centri, abbiamo ritenuto di allertare in modo più pressante i nostri collaboratori, ed i risultati, al momento, ci danno ragione. Nel giro di un mese, siamo riusciti ad evitare il peggio nella nostra città. Il dato che emerge – continua  Carcatella – è che questo fenomeno investe ragazzini che provengono anche da famiglie cosiddette normali, ossia nuclei dove apparentemente non ci sono disagi marcati. Questo significa che, oltre alle famiglie, anche le altre Istituzioni, a partire dalle scuole, devono fare la loro parte”. Per i giovani si prospetta un percorso complicato poiché il possesso della pistola a salve ed i coltelli rappresentano un dato che, dal punto di vista penale, è abbastanza rilevante. Ora spetterà al Tribunale per i minori definire le risultanze di quello che è un comportamento che può segnare la vita di questi giovani che, spesso, per emulare comportamenti sbagliati, rischiano di segnare le  loro esistenze. (Fonte foto: Rete Internet)

I Bee Gees di Salerno

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Cliccando su questo link vi troverete di fronte il futuro. Si tratta della famiglia De Luca; il padre è quello con lo sguardo attento; quello con lo sguardo assonnato è Roberto, assessore al comune di Salerno; quello con lo sguardo fermo, al centro, è il più bravo, candidato alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Salerno città e capolista proporzionale a Caserta. Insomma, di riffa o di raffa deve essere eletto per forza, un lavoro a questo benedetto ragazzo bisognerà pur trovarlo.

I De Luca si muovono come un sol uomo; loro il potere non lo gestiscono: se lo mangiano! A loro le polemiche non interessano: le schifano! Loro gli elettori li strapazzano, li spupazzano, li sfottono, perché lo possono fare. Sono i migliori, se lo possono permettere.

Pensate che fortuna per la genìa oltre Partenope. Una sola famiglia detiene il 98% dell’intelligenza internazionale; una sola carica di spermatozoi ha dato vita ad un nucleo artistico che nemmeno il Rinascimento. A chi potrebbero essere accostati? Ai chierici che tanta fortuna riscuotevano presso le Signorie del 1400? No. Perché loro sarebbero stati i Signori e non volgari intellettuali. Alla Santissima Trinità? Nemmeno, perché nessuno dei tre ha la barba. Ai Ricchi e Poveri? Inopportuno, occorrerebbe la presenza di almeno una femmina. Trovato! Ai Bee Gees.

I tre gagliardi salernitani, padre e figli, sono come il famoso trio anglo-australiano degli anni ’80: potenti, inarrivabili, ricchi e di sinistra…quella che, come la Democrazia Cristiana di una volta, tiene famiglia. E la famiglia, si sa, è sacra, come la corona del Rosario. Va tenuta unita…

Brusciano “Il Silenzio Non Ripaga”. Piazza XI Settembre riconquistata cantando dagli studenti della “De Filippo-De Ruggiero”.

A Brusciano, Sabato 27 Gennaio, Giornata della Memoria, presso l’Istituto Comprensivo Statale “De Filippo-De Ruggiero, diretto da Fortuna Parma, a conclusione di un progetto educativo sulla legalità è stato svolto il convegno “Il Silenzio Non Ripaga”, curato dalla giornalista Monica Cito la quale ha ringraziato per la collaborazione aavuta, Marianna Giannino, Pietro Mingione e per le donazioni di materiali assicurate da Delducaprint di Marigliano; Mondadori Point e Ansedima Sas di Brusciano. Sono intervenuti il Sindaco di Brusciano, Avvocato Giuseppe Romano, con il saluto istituzionale di apertura; il Sostituto Procuratore del Tribunale di Avellino, Vincenzo D’Onofrio; il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Castello di Cisterna, Tommaso Angelone; il Coordinatore Provinciale di “Libera” Associazione Nomi e Numeri Contro le Mafie; il Rapper Mimmo Taki, al secolo Domenico Modola. Il Magistrato Vincenzo D’Onofrio, ha magnetizzato i ragazzi con il racconto della sua esperienza di vita e di lavoro, figlio dello stesso territorio, Pomigliano d’Arco, dove da adolescente, ignaro, assiste alla silenziosa dazione di danaro da un commerciante ad un giovane entrato ed uscito dal negozio in rigoroso silenzio. «La camorra- ha precisato il dott. D’Onofrio- compie azioni criminali apparentemente legali che sono controllate da camorristi. Ora, chi paga il pizzo tende a non pagare le tasse allo Stato e questo comporta la riduzione dei servizi sociali, infrastrutture, scuole, strade. La profonda differenza sta nel fatto che tutti questi soldi presi dalla camorra si trasformano in droga, armi. Certo la criminalità sta anche in Svezia, in Norvegia, ma senza gli elementi caratterizzanti mafiosi: la violenza e l’omertà. In Italia abbiamo un primato quello di tanti giudici uccisi. Questi lavoratori per fare il loro mestiere, o andare a passeggio con la propria famigli, devono essere affiancate da persone armate. Io sono scortato dal 1999 perché faccio il mio mestiere. Il magistrato – ha concluso il Sostituto Procuratore- fa il mestiere di farsi i fatti degli altri. Se tutti si fanno i fatti degli altri, non potranno uccidere tutti. Incominciate, di fronte ai soprusi, a farvi i fatti degli altri!». Considerati il poco tempo disponibile, una imbarazzata preside ha permesso ad Antonio D’Amore di “Libera”, appositamente invitato per la manifestazione, di dare una telegrafica comunicazione: «La paura è superabile se non restiamo soli e la legalità non basta se non ci mettiamo accanto le parole come giustizia e diritti acquisiti. Pensiamo all’ammontare dei 60 miliardi della corruzione in Italia e ad un possibile Piano Marshal delle politiche sociali, della cultura e del lavoro. Difendiamo le nostre città e i buoni progetti per amministrarle!”. Il bruscianese Mimmo Taki, rapper ex studente della De Filippo, ha risposto all’invito a presentarsi alla platea studentesca per «lanciare un messaggio per non restare in silenzio. Lo faccio spronandovi a convogliare le vostre energie per dare positività a quello che vi circonda, dedicatevi alle cose che vi piacciono: la musica, l’arte, il disegno. Ma ricordatevi di non tralasciare lo studio perché esso ci permette di pensare con la nostra testa e non con quella degli altri. E ricordatevi ancora che impegnandovi da soli siete stelle nel buio, invece con tutti quanti assieme possiamo sperare che “Schiare Juorno”». Sfuggita al controllo della stessa allarmata preside per il possibile libero accesso al microfono, una mamma è riuscita ad esternare il temuto messaggio, rivelatosi in tutta la sua genuina positività: «Iscriviamo i nostri figli alle scuole di Brusciano altrimenti il paese morirà». Un momento assai emozionante è stato quello della lettura della lettera preparata dai ragazzi all’indirizzo di Nonno Raffaele D’Amore, che innocente ha subito il grave ferimento da arma da fuoco mentre si trovava nel tabaccaio del centro storico sulla traiettoria di colpi sparati da ignoti ed impuniti, fino ad oggi, delinquenti, nella settimana prima del trascorso Natale. Alla manifestazione erano presenti per la famiglia D’Amore, i figli di Zio Raffaele, Thomas, dell’Arma dei Carabinieri, ed Anthony, direttore di struttura di accoglienza turistica. All’uscita dall’istituto scolastico i ragazzi si sono messi in corteo per raggiungere Piazza XI Settembre, senza bandiere, insegne, simboli o altro materiale comunicativo se non l’emissione dei loro cori e con lo striscione d’apertura, su lenzuolo bianco segnato con spray rosso, “Il Silenzio Non Ripaga” e quello seguente “ Chi Tace o Piega la Tesa Muore Ogni Volta che lo fa”. Su You Tube è postata la videografia del sociologo Antonio Castaldo, Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali IESUS https://www.youtube.com/watch?v=7qFGXgLOfhI&t=7s . L’intera durata della manifestazione ha visto l’impiego di uomini, in divisa e in borghese, e mezzi delle Forze dell’Ordine. Erano presenti i Carabinieri della Caserma di Brusciano coordinati dal Comandate il Maresciallo Marco Di Palo; il Maresciallo Raffaele Di Donato, Comandante della Caserma dei Carabinieri di Marigliano, con una già lunga e proficua trascorsa permanenza in servizio a Brusciano; gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Acerra. Anche i Vigili Urbani hanno assicurato quanto di competenza. Una volta in Piazza XI Settembre, c’è stato il saluto finale del Vice Sindaco, Licia Mocerino, che da insegnate conosce bene il mondo della scuola e le problematiche educative, per cui fiera della sua appartenenza professionale e consapevole delle responsabilità della sua carica pubblica ha espresso una chiamata generale per grandi e piccini: «con la cultura contro l’illegalità». Alla manifestazione, nella variegata adesione individuale e collettiva della realtà locale, oltre all’iniziale presenza del Sindaco, Giuseppe Romano, si registrava quella dell’Assessore alle Attività Produttive, Patrimonio, Igiene e Sanità, l’Avvocato Alfonso Di Palma; dell’Assessore alla Sicurezza e Trasporti, Felice De Cicco; dei Consiglieri Comunali, Fabio Terracciano, Antonio Di Palma e Pina Sposito. Del mondo dell’Avvocatura erano presenti Giuseppe Montanile, Giacomo Romano, Salvatore Travaglino e della Magistratura, il dott. Carmine Antonio Esposito, già Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli. Ed ancora ex Assessori come l’Avvocato Angelo Di Palma, Giuseppe Negri e Nicola Di Maio, l’ex Consigliera Comunale Maria Pia Di Monda, e diversi altri rappresentanti del mondo della politica, della cultura, dell’Associazionismo, come “La Casa di Pat” con la Presidente Chiara Sena, ognuno presente a titolo personale nel rigoroso rispetto della dichiarata manifestazione apartitica e apolitica dei promotori. Del mondo del giornalismo la veterana di tante campagne di impegno civile, Anita Capasso. Scarsa la partecipazione della cittadinanza. Per tu tutti, i ragazzi e le ragazze hanno intonato conclusivamente, dopo “Vietato Morire” di Ermal Meta, il “Canto degli Italiani Inno di Mameli”, ricordando che l’Italia s’è desta” e con essa, si spera, Brusciano.

Fare Verde Campania: la plastica è il rifiuto più invadente sulle spiagge campane

La plastica è il rifiuto più invadente sulle spiagge campane, per questo l’associazione ambientalista Fare Verde Campania Onlus, ci dichiara il Presidente Regionale Giuseppe Solla, chiede al Governo Italiano di farsi promotore di un’azione coordinata con l’Unione Europea . La proposta dell’associazione ambientalista arriva al termine della manifestazione nazionale “Il mare d’inverno”, la tradizionale pulizia delle spiagge tenutasi sabato 27 e domenica 28 gennaio 2018, che Fare Verde da ventisette anni organizza sulle spiagge italiane l’ultima domenica di gennaio. L’edizione 2018 in Campania si è svolta in numerose spiagge della nostra regione, con il patrocinio della Commissione Europea – Rappresentanza per l’Italia, del Ministero dell’Ambiente, della Regione e di vari Enti Locali. “La plastica é il rifiuto più presente anche sulle spiagge Campane, conclude Solla, la troviamo in pezzi, spesso piccolissimi; come i bastoncini in plastica colorata dei cotton-fioc, che le persone dopo l’uso gettano nel water e non essendo biodegradabili intasano fognature e depuratori e finiscono nei fiumi, per terminare il loro viaggio sugli arenili alla prima mareggiata.”

Nola, la Pmi Italia promuove il forum “Nuove prospettive ed opportunità per l’accesso al mercato del lavoro”

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L’appuntamento  è per mercoledì 31 gennaio alle 16.00 presso l’hotel dei Platani  in via Nazionale delle Puglie. Ai professionisti partecipanti saranno assegnati quattro crediti formativi.

  “Continua l’impegno della Pmi Italia – afferma Tommaso Cerciello, presidente nazionale della Confederazione Pmi Italia – nel fornire occasioni di studio e di formazione sulle problematiche più attuali che riguardano il mondo del lavoro e dell’impresa. Solo la stretta collaborazione con il mondo delle professioni e l’aggiornamento costante rispetto alle nuove opportunità offerte dal quadro normativo può rappresentare la vera chiave per la crescita ed un concreto aiuto per le aziende”. Il forum che gode patrocinio morale della presidenza del Consiglio regionale della Campania e del Comune di Nola, ed è organizzato in collaborazione con gli Ordini degli avvocati e dei Commercialisti di Nola, oltre che dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Napoli, punta ad essere un fondamentale momento di conoscenza delle problematiche più attuali che riguardano il mercato del lavoro con i suoi principali protagonisti: le imprese ed i lavoratori. Ai professionisti partecipanti saranno assegnati quattro crediti formativi. Attenzione particolare sarà focalizzata sulle novità introdotte in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, non mancherà un approfondimento sulle forme di finanziamento della formazione, con un riferimento specifico alla questione dei fondi interprofessionali e alle opportunità per i giovani contenute nel programma “Resto al Sud”. Infine, una finestra sarà dedicata anche alla valenza dei contratti collettivi nazionali sottoscritti proprio dalla Confederazione Pmi Italia.

Dopo l’apertura dei lavori da parte del presidente nazionale della Confederazione Pmi Italia, Tommaso Cerciello, ad intervenire saranno, l’avv. Geremia Biancardi, sindaco di Nola, l’on. Maria Antonietta Ciaramella, Consigliere Regione Campania , il dott. Domenico Ranieri, Presidente  ordine dei Commercialisti di  Nola, il dott. Edmondo Duraccio, Presidente provincia Napoli dell’ordine dei Consulenti del Lavoro

l’avv. Francesco Urraro, Presidente ordine degli Avvocati di  Nola, l’arch. Antonio D’Avanzo, Presidente associazione A.n.T.e.s. / PMI ITALIA – esperto sicurezza sui luoghi di Lavoro, il dott.Salvatore Riccardi, Presidente associazione ARIFOS /PMI ITALIA  – esperto sicurezza sui luoghi di lavoro, dott. Gerardo Barbera, membro della commissione nazionale sicurezza Confederazione  PMI ITALIA, dott.ssa Nunzia Onesti, Consorzio UNIFORM del  Fondo Interprofessionale –  FONARCOM,  l’avvocato Francesco Luigi Pingitore -esperto sulla revisione legale delle PMI, avv. del foro di Avellino Gianfranco Iacobelli, l’avvocato Antonio Crisci, già Console della Repubblica del  Ghana, l’arch. Franco Ianiello, consulente  PMI ITALIA – esperto  “Start-Up”, il prof. Leonardo Bianchi, docente Ordinario Università Leonardo Da Vinci  di Chieti che illustrerà il programma di “Resto al Sud”, Giovanni Giudice, Segretario generale regione Campania -Confederazione Sindacale CISAL – Terziario, Pietro Serbassi, segretario generale nazionale, Sindacato Autonomo Trasporti -FAST / Confsal, Giovanni Centrella Segretario nazionale  generale – Sindacato  Autonomo S.E.L.P, Antonio Longobardi Segretario Gen. Regione Campania -Sindacato Autonomo MetalmeccaniciFISMIC – Confsal, dottor Giuseppe Cantisano direttore Provinciale Napoli – Ispettorato Territoriale del Lavoro, il dott. Fabio Pellegrino – agente generale, Gruppo Assicurativo Alleanza S.p.A.

(Fonte foto: rete internet)

Lavoratori da svendere senza l’ articolo 18: è sciopero a oltranza nella Coop di via Arenaccia

Temono che rischi di trasformarsi in un clamoroso fallimento produttivo e occupazionale la cessione, prevista per il 18 febbraio prossimo, del supermercato di via Arenaccia della Unicoop Tirreno e dei suoi 53 addetti. Cessione che la coop toscana vuole effettuare a beneficio di un’azienda controllata dalla casertana Multicedi. Per questo motivo oggi pomeriggio i lavoratori del supermercato hanno dato il via a una serrata improvvisa proclamando lo sciopero a oltranza. Negozio chiuso, dunque, e addetti in assetto da battaglia. Domattina si recheranno, probabilmente in corteo, sotto le mura della Regione. Vogliono che l’assessore al Lavoro, Sonia Palmeri, metta le mani in questa vertenza che si sta rivelando poco chiara. Gli scioperanti sono infatti convinti che la cessione ormai in fase avanzata celi in realtà la volontà di Multicedi di tagliare salari e diritti cancellando la tutela dell’articolo dell’articolo 18 e imponendo un nuovo contratto di lavoro del tutto sfavorevole, molto svantaggioso economicamente e zeppo di insidie. “Unicoop Tirreno va via dalla Campania e ci abbandona a un destino pieno di incognite e di timori per i posti di lavoro”, il commento unanime dei lavoratori. Per il prossimo 28 febbraio è prevista anche la cessione del supermercato Coop di Santa Maria Capua Vetere e dei suoi circa 30 addetti.

Ottaviano, «Corri, ragazzo corri»: il libro di Uri Orlev donato alle scuole per il Giorno della Memoria

Questa mattina, l’assessore Marilina Perna (cultura, pubblica istruzione) ha accolto rappresentanze delle scuole cittadine (Istituto Comprensivo Pappalardo, Istituto Comprensivo Mimmo Beneventano, Scuole Maria Ausiliatrice, Isis De Medici e Liceo Diaz) nell’aula consiliare del municipio dove è stato proiettato il film diretto da Pepe Danquart, tratto dal libro di Orlev: Corri, ragazzo corri. I ragazzi delle scuole cittadine hanno assistito alla proiezione nell’aula consiliare del municipio di Ottaviano, dopo un intervento dell’assessore Perna che ha ricordato loro l’importanza del Giorno della Memoria. Il film scelto per celebrare la giornata della Memoria narra della fuga di Yurek, unragazzino di nove anni che si rifugia nella foresta e attraversa boschi e villaggi: il ragazzino del film esiste sul serio, non è una invenzione letteraria o cinematografica, è Yoram Friedman sopravvissuto all’Olocausto che oggi – ultraottantenne –  vive in Israele. Jurek è il falso nome cattolico di un bambino ebreo che il padre, sacrificando se stesso, spinge a fuggire dal ghetto di Varsavia per sottrarsi ai nazisti. La sua sarà una fuga continua, piena di incontri che lo portano a conoscere il bene e il male dell’umanità. Nella casa della moglie di un partigiano trova l’affetto generoso della donna, che gli insegna le preghiere cattoliche per aiutarlo a rappresentare meglio la sua falsa identità. Quando i nazisti invadono il villaggio. Jurek riprende la fuga, ma una donna lo consegna ai tedeschi per riscuotere un compenso. Il ragazzino ancora una volta riesce a scappare e, aiutato da un contadino, trova lavoro in una grande fattoria. È forte, intelligente, volonteroso ma è pur sempre un bambino inesperto e, lavorando con i cavalli, la sua mano finisce in un pericoloso ingranaggio. In ospedale, un medico si rifiuta di operarlo, perché ebreo, e lo denuncia ai nazisti. Passano le stagioni, l’esercito sovietico è in arrivo. Jurek vive con la famiglia cattolica che alla fine lo ha adottato, ma un esponente della comunità ebraica lo pone di fronte alla scelta: restare nella quieta serenità della famiglia o riappropriarsi delle sue radici, della sua religione? Nella mente di Jurek affiorano le ultime parole del padre: «Dimentica il tuo nome, dimentica tuo padre e tua madre, ma non dimenticare mai di essere ebreo». Il film è un inno alla vita, alla sopravvivenza, alla fede e alla speranza che, alla fine della proiezione, i ragazzi hanno commentato. «Un film potente, significativo, che gli studenti hanno molto apprezzato – commenta l’assessore Perna – intanto abbiamo voluto che di questa giornata restasse un segno tangibile, dunque oltre alla proiezione del film, ciascuna scuola di Ottaviano riceverà in omaggio due copie del libro di Orlev».    

A Napoli Antonella Cilento presenta il suo nuovo romanzo e “Strane Coppie”

Mentre inaugura la decima edizione (Gold) di Strane Coppie, che viaggerà in tutto il Belpaese, Antonella Cilento ci presenta “Morfisa, o l’acqua che dorme”: uno strabiliante romanzo ambientato nella Napoli dell’anno mille.   Non si verifica molto spesso che uno scrittore sia anche un infaticabile promotore della vita culturale della sua città e uno straordinario insegnante del suo stesso mestiere. A Napoli accade, e da moltissimi anni. Stiamo parlando di una scrittrice, naturalmente di Antonella Cilento, finalista al premio Strega 2014 con “Lisario o il piacere infinito delle donne”. Fondatrice a soli ventitre anni di uno dei più antichi laboratori di scrittura creativa in Italia, Lalineascritta, narratrice purosangue, giornalista (da anni su “Il Mattino”, tra le altre cose, ci racconta gli infiniti volti della nostra Napoli), non paga di tante attività ha creato dieci anni fa la manifestazione “Strane coppie”, dove  scrittori di calibro (vengono da tutta Italia) discutono e mettono a confronto grandi personaggi e classici della letteratura internazionale. Quest’ anno abbiamo un’edizione Gold, per celebrare il decennio. Come già da tre anni, gli incontri non si svolgeranno solo a Napoli, ma anche a Roma, Milano, Verona. Il tema è “classici o mainstream”. Insomma, come si legge nella presentazione, “celebri o celebrati? La letteratura e le arti sono diventate, in modo più esplicito che nei secoli passati, prodotto di mercato: …..sono incompatibili bellezza e grande pubblico?”. E nella manifestazione non solo si discute di letteratura, ci si occupa anche di arte (a Verona una mostra documentale delle light work, “opere di luce”, ispirate ai classici letterari realizzate lo scorso anno da Iole Cilento e Teresa Dell’Aversana e una mostra di LAO ART a cura di Daniela Rosi dedicata all’arte degli esclusi) e cinema (con la partecipazione di Valerio Caprara). Il calendario di tutti gli eventi lo trovate nel link in fondo all’articolo. E passiamo a “Morfisa, o l’acqua che dorme”. Il romanzo, presentato il 25 gennaio u.s. da Francesco Durante a La Feltrinelli di Napoli, è ambientato in una Napoli inedita, quella dei tempi del Ducato, ancora completamente libera e autonoma. I Normanni, come altri, premono per prendersela, ma ancora non l’hanno assoggettata. E questa città dell’alto Medioevo, piccola rispetto a quella molto più nota dei secoli successivi, arroccata sulla collina di Monterone, piena di orti e di ricordi pagani (come le celebrazioni orgiastiche dei misteri nella Crypta Neapolitana o il vivissimo culto di Virgilio Mago), è una città magica (“…molto magica”, dice un bambino a Teofanès, il frastornato poeta bizantino protagonista della storia, e consiglia: “è meglio che vi abituate”). Tra Saraceni, Longobardi, Normanni, ducati rivali, la città ci appare in una luce nuova, diversa, fortemente matriarcale, contesa al suo interno da Sangennarine e Virgiliane, piena zeppa di eventi e esseri prodigiosi. Al centro di questo fantasmagorico racconto c’è Morfisa, personaggio “meraviglioso”, Madonna nera, bambina e sirena, essere che muta forma e mutare forma, ci avverte in una delle sue “Istruzioni di lettura” alle Virgiliane, significa mutare anima. La storia attraversa i secoli, sbarca in Giappone, per tornare poi a Napoli ai tempi del colera. Morfisa è custode del magico “Ovo”, quello su cui è fondata la città e che non deve rompersi, pena la distruzione della città stessa, l’apocalisse. E sull’orlo dell’apocalisse in questo romanzo si è sempre, dal fulminante inizio fino alla fine. Del resto quale situazione potrebbe descrivere meglio la città che tutti conosciamo e amiamo, perennemente minacciata di distruzione dal vulcano più famoso del mondo, ammaliante come una sirena, ma sterminatore quando si sveglia? La città che da sempre e per più ragioni sembra essere sempre sull’orlo di una catastrofe? E cosa può salvarci, sembra dirci Antonella Cilento, se non l’Ovo magico, la culla di ogni storia, l’origine e il nutrimento di romanzi e racconti, poemi e fiabe? Perché l’Ovo che Morfisa custodisce, su cui Napoli si fonda, è proprio questo: l’utero che partorisce le storie, le narrazioni del mondo che, sole, al mondo restituiscono senso. Per Strane Coppie trovate tutte le info a questo link: https://www.lalineascritta.it/strane-coppie-97998/strane-coppie-2018-decima-edizione-letteratura-arte-cinema