Baby gang e violenza giovanile, Vescovo in campo: assemblea a Pomigliano

 Baby gang e violenza giovanile: il vescovo di Nola, Giovanni Marino, sabato mattina incontrerà la cittadinanza nell’aula consiliare del Comune di Pomigliano. L’evento è stato organizzato dopo una riunione tenuta tra il rappresentante dell’associazione antiracket “Pomigliano per la Legalità-Domenico Noviello”, Salvatore Cantone, e il preside della scuola media Falcone-Catullo di Pomigliano, dove studia Marwan, il ragazzo italo marocchino pestato selvaggiamente le sera del 13 gennaio nei pressi del parco pubblico da un branco di bulletti insieme a un suo amico coetaneo, Abdou, anche lui italo marocchino. Abdou dopo il pestaggio subito ha deciso di andare via dall’Italia e di tornare in Marocco. All’incontro di sabato parteciperanno anche esponenti dell’Arma dei carabinieri. L’evento sarà moderato dalla giornalista Gabriella Bellini. Situazione delicata. La settimana dopo il pestaggio di Marwan e Abdou alcuni giovani, sempre nei pressi del parco pubblico, hanno picchiato a sangue, per futili motivi, un anziano che stava portando a spasso il suo cagnolino.E qualche giorno criminali in erba sono penetrati in un appartamento del centro storico per rapinare, armati di coltelli, una coppia di vecchietti. Nei mesi scorsi, sempre a Pomigliano, una banda di bulli ha flagellato, attraverso pestaggi improvvisati ai danni di alunni inermi e vari atti di vandalismo, il perimetro esterno della scuola media Mauro Leone.

Pomigliano d’Arco, venerdì 9 febbraio un Concerto per il Burundi

Si è tenuta questa mattina, al municipio di Pomigliano d’Arco, la conferenza stampa di presentazione per l’evento “Concerto per il Burundi” con il gruppo musicale “Effetti Collaterali”, una band della quale fa parte un oncologo di fama, il prof. Cesare Gridelli, e numerosi medici dell’ospedale S. G. Moscati di Avellino. Il concerto, patrocinato dal Comune di Pomigliano d’Arco e dalla Fondazione Vittorio Imbriani è in programma per venerdì 9 febbraio al Teatro Gloria e l’incasso (i biglietti hanno un costo di 5 euro) sarà devoluto all’associazione “Burundiamo onlus” per la realizzazione di progetti agro alimentari nel Burundi.
Questa mattina, insieme a giornalisti, dirigenti scolastici e associazioni cittadine, con gli esponenti della fondazione Imbriani Elio Caiazzo e Mena Ranieri, ad accogliere padre Ndayishimiye Jean Claude della Burundiamo Onlus c’erano il vicesindaco Elvira Romano, l’assessore alla cultura e pubblica istruzione Franca Trotta e il presidente del consiglio comunale Maurizio Caiazzo. Padre Jan Claude, che da ben ventitré anni vive ad Avellino, non ha mai dimenticato la sua terra natia e continua a coinvolgere enti ed associazioni per aiutare la popolazione che, nel Burundi, ha pochissimi mezzi di sostentamento. I progetti varati con l’ausilio di associazioni formate soprattutto da donne, giovanissime vedove a causa della guerra civile, stanno dando una speranza tramutando ragazze poverissime e già madri, rimaste sole, in “imprenditrici”. La mission per la quale anche Pomigliano d’Arco si sta impegnando, insieme alla Diocesi di Avellino e alla band di medici capitanata dal prof Gridelli che si esibisce spesso per caldeggiare iniziative benefiche, riguarda esigenze igienico sanitarie e precisamente la necessità di costruire una porcilaia per accogliere i preziosissimi maiali, unico sostentamento, che molte famiglie sono ora costrette a far vivere in casa, sotto gli stessi tetti che accolgono donne, uomini e bambini. Il terreno c’è già: le associazioni del Burundi lo hanno ottenuto in comodato d’uso gratuito per venti anni. Ora occorrono i fondi e la solidarietà della città di Pomigliano d’Arco si è messa in moto. “La solidarietà verso gli ultimi, anche se vivono lontano da noi, è una priorità” – ha detto la vicesindaco Elvira Romano – spronando i dirigenti scolastici presenti a interessare docenti, allievi e famiglie al progetto, oltre che a prendere parte al concerto di beneficenza. L’assessore Franca Trotta si è resa disponibile ad accompagnare padre Jan Claude, così come chiesto da alcuni dirigenti scolastici presenti, nelle scuole del territorio: la prossima settimana sarà lui a spiegare ai ragazzi, con la semplicità che gli è propria, quali siano gli obiettivi dell’iniziativa. “Non ci sottraiamo ai progetti di solidarietà sociale – aggiunge l’assessore alle politiche sociali, Mattia de Cicco – e sono certo che i cittadini di Pomigliano d’Arco mostreranno ancora una volta la propria sensibilità a questi temi.

Somma Vesuviana. Forza Italia, L’Aurora, Lista Cuore e Forza Somma: “Da oggi la politica costa di più”

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Forza Italia, Lista Cuore, L’Aurora e Forza Somma in merito ad uno dei punti approvati nel consiglio comunale del 31 gennaio. Punto sul quale ha votato la maggioranza compatta, incassando anche il voto favorevole del consigliere di minoranza Pasquale Di Mauro. Intanto, per i “nostalgici”, riproponiamo l’argomento con un articolo di qualche tempo fa: (leggi qui) “DA OGGI LA POLITICA A SOMMA COSTA DI PIU’’ ” Nel consiglio comunale del 31/01/2018 la maggioranza vota l’aumento dell’indennità di presenza nelle commissioni e ritira la “politica”. Ancora una volta la maggioranza Di Sarno ha approvato una delibera con la quale continua a sperperare soldi della comunità, incurante della restrizione di cassa che affligge il Comune di Somma. C’è stata davvero la tanto conclamata SVOLTA con questa nuova amministrazione: da un’amministrazione oculata ed attenta, ad una spendacciona e scialacquatrice. Nel suddetto consiglio, la maggioranza ha approvato l’aumento ingiustificato del numero di sedute di commissioni che possono essere retribuite con gettone di presenza. Il regolamento, già modificato dalla precedente amministrazione nel 2015  aveva indicato il numero delle sedute retribuite in un massimo di 10  mensili, per tutti i consiglieri anche per coloro i quali erano presenti in più di una commissione, con la modifica approvata nel consiglio le sedute retribuite sono state portate a 22 mensili. Tale modifica comporta un aumento della spesa prevista per gli organi istituzionali di circa € 2.300,00 mensili, pari a circa € 28.000,00 annui. La cosa che lascia ancora più perplessi è che la compattezza trovata su questo argomento si è  dissolta dopo pochi minuti  sugli argomenti successivi. Infatti la maggioranza ha ritirato due argomenti squisitamente “politici” posti all’ordine del giorno, per non aver raggiunto un’intesa fra loro.

Non solo carie…

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Una ragazza non ha concesso l’amicizia su Facebook ad un giovane che, per vendicarsi, l’ha presa a sprangate in faccia.

È la prova provata che l’uso smodato dei social, e di Facebook in particolare, può far male. Soprattutto ai denti…

Somma Vesuviana, al via la VI edizione del concorso artistico letterario “la montagna che cresce”.

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Giovedì , 1° febbraio 2018, alle ore 16.00, presso il Relais de Charme “Rose Rosse”, via S.M.G. a Castello n. 93 in Somma Vesuviana, si terrà la Cerimonia di Premiazione  della VI edizione del  Concorso Artistico Letterario “La montagna che cresce – Omaggio al maestro Salvatore Rea”, che ha coinvolto 450 alunni dei  tre Circoli Didattici, dell’Istituto “M. Montessori” e della Scuola Media “San Giovanni Bosco – Summa Villa” di Somma Vesuviana. Organizzato dall’Associazione “l’Aurora Cultura” in collaborazione con la Napoli Cultural Classic, il Concorso, per questa sesta  edizione, ha proposto come tema gli incendi, appiccati in Italia durante l’estate, che hanno ferito profondamente la nostra Montagna ; in merito, gli alunni sono stati invitati a riflettere sugli avvenimenti, sul comportamento irresponsabile dei colpevoli e sul futuro della Montagna. Gli elaborati sono passati al vaglio della Giuria composta dalle prof.sse Anna Maria Rea, Anna Mucerino, Maria Maddalena Grasso e da Anna Bruno, presidente de “l’Aurora e Cultura” e vice presidente della “Napoli Cultural Classic”, che formano il direttivo dell’Associazione . In ordine alle premiazioni, ci sono novità:  si è ritenuto doveroso ampliare la rosa dei premiati, considerata la quantità degli elaborati pervenuti a testimonianza di un crescente impegno. Oltre ai  primi sei   premi  conferiti, con borsa di studio di euro cento/00, e ai quattro selezionati, con pubblicazione nell’Antologia del Premio Artistico Letterario Internazionale “Napoli Cultural Classic” a cura di Anna Bruno, saranno attribuite cinque segnalazioni di merito e cinque segnalazioni. L’Antologia sarà consegnata, ai sei vincitori e ai quattro selezionati, il giorno 3 maggio 2018, nel corso della Cerimonia di premiazione che si terrà nella Chiesa dei S.S. Apostoli in via San Felice, Nola. Premiati e selezionati potranno inoltre partecipare a un Laboratorio di Scrittura Creativa dedicato esclusivamente a loro. Nel corso della Cerimonia, ai ragazzi che hanno partecipato al Laboratorio di Scrittura Creativa, realizzato nell’ottobre 2017, saranno consegnati i lavori realizzati e la relativa pubblicazione. Quest’anno, la Cerimonia vivrà un momento particolarmente emozionante per la presenza della famiglia Calvanese, che nel Natale del 1984 perse la sorella Angela, il cognato Nicola De Simone e i nipotini Giovanni  e Anna,  nella strage del Rapido 904 a seguito di un  attentato dinamitardo avvenuto a opera della criminalità organizzata comune e mafiosa. Il poeta Davide Rocco Colacrai, di Arezzo, farà dono della  poesia “ 19:08 / diciannove e zero otto” In ricordo delle vittime della Strage del Treno di Natale, con la quale ha vinto il concorso “…e adesso raccontami il Natale”, organizzato da incostieraamalfitana.it a cura di Alfonso Bottone. La  premiazione si è tenuta a Cetara lo scorso 12 gennaio e dall’incontro con Anna Bruno, presidente di Giuria, è nata l’iniziativa del “dono di versi”! Ad  Anna Bruno il compito di presiedere la  Cerimonia di premiazione. (fonte foto: rete internet)

Quegli angeli troppo spesso dimenticati

Il libro di Nunzia Gionfriddo, “Gli angeli del rione Sanità”, punta i riflettori sull’umanità onesta, il popolo, si diceva una volta, e che sembra non esistere più.   Nunzia Gionfriddo,, dopo essere stata un’attivissima insegnante negli istituti medi superiori, occupandosi in particolare del rapporto tra scienza e letteratura, nel 2013 ha cominciato a pubblicare romanzi. Con il suo ultimo lavoro, “Gli angeli del rione sanità”, ha vinto il primo premio del concorso “letteratura è mondo” di Caffèorchidea ed è risultato primo classificato Opere inedite al Pegasus literary awards 2016. Recentemente il suo romanzo è stato presentato alla Fondazione Premio Napoli, a Palazzo Reale. Ma di che parla questo libro? Chi sono questi angeli? Nella “Nota” finale l’autrice ci informa che questo libro non è un romanzo storico, anche se “Gli angeli del rione Sanità” del romanzo storico ha tutte le caratteristiche. Narra, infatti, la storia di Beppe, un postino rinchiuso nel carcere di Santo Stefano ai tempi del fascismo, che per le torture subite non ricorda neanche perché è in prigione, quale reato ha commesso. E se, grosso modo, nella prima parte la storia si percepisce e si legge nelle vite dei singoli personaggi (ma il romanzo storico non è proprio questo?), nella seconda parte prorompe con tutta la sua forza nella narrazione delle quattro giornate di Napoli, rivolta corale e coraggiosa di quel popolo, cui si accenna nel sommario. Prima della deportazione Beppe conduceva una vita tranquilla, con la moglie Assuntina e i due figli nati dal loro felice matrimonio, nonostante le difficoltà in un rione massacrato dalla violenza e dalla camorra ormai organicamente assorbita dalle strutture di potere statali. E poi? Cosa era successo? La ricostruzione dei pezzi di memoria mancante è il filo rosso che tiene il lettore agganciato quasi fino alla fine, quando tutti gli interrogativi trovano risposta. Nel frattempo il racconto si popola di personaggi, più che secondari direi comprimari: dal parroco antifascista (ispirato a Antonio Loffredo, il parroco che da anni combatte la violenza aprendo imprese sociali per i ragazzi), a Ninetta, la maitresse, a Mariuccio, il sacrestano, e a tanti altri. Mano a mano che la memoria affiora, che i fatti del passato vengono ricordati, Beppe ricostruisce anche la sua identità: è un uomo perbene, che non sopporta i soprusi. E’ questo semplice elemento, comune a tanti del suo quartiere, che lo trasforma in un combattente per la libertà. Il 28 settembre del 43, Beppe ormai libero, dopo la caduta del fascismo, torna a casa con la sua famiglia e corre a difendere sulle barricate la sua città dai tedeschi che hanno avuto l’ordine di ridurla in “polvere e cenere”. Insomma in questo romanzo la storia non è certamente solo uno sfondo e neanche un pretesto, anzi. In realtà Nunzia Gionfriddo non ama la definizione di romanzo storico perché, da insegnante, ha visto generazioni di studenti e spesso di insegnanti subire quella che chiama “imposizione d’ufficio” solo di alcuni romanzi storici, studiati i quali poco tempo restava per fare spazio ad altri, che, forse, sarebbero stati più interessanti o adatti agli studenti. Ma nel suo romanzo è proprio la storia ad essere raccontata, non quella dei grandi nomi e dei grandi personaggi, non quella dei manuali scolastici, bensì quella degli eroi di tutti i giorni, delle persone che vivono semplicemente, che amano la vita e i suoi valori positivi, e che tutti i giorni lottano per non soccombere. Le stesse di cui il rione è tuttora pieno, ma di cui poco si sa. E’ di questi giorni il chiasso sulle baby gang, sulle “stese”, la polemica su Gomorra, madre di tutti i mali della città. E loro? Quelli che, appunto, anni fa si chiamava “il popolo”? Quanto dobbiamo ancora aspettare prima di vedere i don Antonio quotidianamente sui media? Perché questo “popolo” va riconosciuto, aiutato,  appoggiato. Non può essere lasciato solo. Non è Gomorra la causa di tutti mali, è l’indifferenza. Ne “Gli angeli del rione Sanità”, nessun personaggio è indifferente. In questa storia l’indifferenza è assente. E’ questa la via che il bel romanzo di Nunzia Gionfriddo ci indica. “La storia non insegna, la storia testimonia e va testimoniata”, dice. Ed è proprio così che noi possiamo imparare. Nunzia Gionfriddo, attraverso questo romanzo, ci restituisce la memoria autentica di un pezzo della nostra storia, senza nessuna retorica, di cui, a buona ragione, la gente onesta ha piene le tasche.

Madonna dell’Arco, ex voto del Santuario Domenicano in mostra al Mucem di Marsiglia

Il rettore del Santuario di Madonna dell’Arco, padre Alessio Romano
 Quattro tavolette ex voto provenienti dal Santuario di Madonna dell’Arco e una bandiera dell’associazione che porta il nome della Vergine, partiranno tra qualche giorno alla volta di Marsiglia per essere ammirate nella mostra «Voyages imaginaires. Picasso et les Ballets russes, entre Italie et Espagne» a cura di Sylvain Bellenger, Luigi Gallo e Carmine Romano, realizzata dal Mucem di Marsiglia e dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, organizzata da Electa. La mostra sarà aperta al pubblico dal 16 febbraio al 24 giugno 2018, nell’ambito del progetto Picasso – Méditerranée, iniziativa del Musée national Picasso di Parigi. Così, nel giro di pochi mesi, padre Alessio Romano, rettore del Santuario domenicano di Madonna dell’Arco, ha dato il suo assenso per esporre preziose tavolette votive proprietà del convento, in prestigiosi musei d’Europa. Qualche mese fa, nove ex voto partirono alla volta di Cambridge, per essere esposte al Fitzwilliam Museum di Trumpington Street nella mostra «Madonnas and Miracles; the holy home in reinassance Italy». Stavolta la destinazione è la Francia, precisamente il Mucem di Marsiglia, Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo inaugurato nel 2013, luogo di incontro e scambio nel quale le mostre sono anche spunto di dibattiti su grandi temi sociali. «Sono stato più che felice della richiesta – spiega padre Alessio – il nostro Santuario gode di notevole considerazione all’estero e vanta la più grande raccolta di ex voto al mondo, siamo lieti che almeno in piccola parte possano essere ammirati in mostre prestigiose». Quanto agli ex voto esposti, rappresentano momenti di vita popolare. Uno dei quattro, “Vita Giudiziaria” è un acquerello su carta incollata su tela e raffigura il portone d’ingresso di un carcere sul quale svetta la Madonna dell’Arco circondata da un nembo e la moglie di un carcerato che prega; il secondo è un olio su legno raffigurante un infermo e una donna che prega la Vergine inginocchiata ai piedi del letto; il terzo, ancora un olio, è il “racconto” di un incidente avvenuto nei campi e diviso in due parti: un uomo colpito da un ramo e poi disteso sul letto con accanto un sacerdote, mentre i familiari invocano la grazia della Vergine; infine, sempre un olio, la quarta tavola riproduce una sala d’ospedale nella quale un uomo affetto da idropisia viene sottoposto ad un’operazione chirurgica, sullo sfondo l’immagine della Madonna. Tutte potranno essere ammirate nella mostra di Marsiglia che è il prosieguo della «Parade» di Napoli realizzata dal Museo di Capodimonte nella primavera scorsa, relativa al centenario del viaggio di Picasso a Napoli e alla genesi del sipario per lo spettacolo Parade del 1917. Nell’evento, frutto di una lunga ricerca di Carmine Romano, saranno presentate una serie di scoperte e suggestioni sulla forte influenza che avevano avuto i modelli d’arte popolare e teatrale, nella realizzazione, da parte di Picasso, di scenografie e costumi per i Balletti dell’impresario russo Sergej Diaghilev. All’epoca, i cartelloni teatrali, così come molti ex-voto, erano sovente realizzati, con simili tecnica e materiali, dagli stessi artisti, chiamati Pittazzari o Pittatutto, considerati di rango inferiore, che con l’utilizzo di un linguaggio semplice e diretto, popolare diremmo oggi, raccontavano l’evento miracoloso o lo spettacolo teatrale. Questo modo semplice e immediato di raccontare per immagini, esemplificato dal personaggio ritratto nel dipinto di Gaetano Gigante “Festa della Madonna dell’Arco” – anch’esso nella mostra –  mentre spiega ai fedeli le storie relative ai miracoli della Madonna, è utilizzato ancora oggi dai battenti nelle processioni del Lunedi di Pasqua, attraverso l’utilizzo di bandiere istoriate, una delle quali, proveniente dal Santuario di Madonna dell’Arco, sarà presentata assieme al dipinto di Gigante nella mostra di Marsiglia.  

Coop Arenaccia: faccia a faccia con azienda e Multicedi. Il mistero della vendita dell’edificio

Stamattina faccia a faccia nei locali dell’hotel Terminus tra la proprietaria Unicoop Tirreno, una delegazione di lavoratori del supermercato Coop di via Arenaccia, a Napoli centro, e Multicedi, il gruppo casertano che vuole acquisire il negozio, insieme a quello di Santa Maria Capua Vetere, ma a condizioni giudicate inaccettabili dalle maestranze (sono 53 gli addetti di Arenaccia e 35 quelli di S.M.C.V.). Gli addetti nel frattempo sono scesi in sciopero a oltranza. Non vogliono essere ceduti a un gruppo che secondo quanto affermano non garantirà posti di lavoro, contratto, salari e diritti, a partire dall’articolo 18. Le maestranze stanno inoltre ponendo la questione della cessione dell’immobile, l’edificio di via Arenaccia, che sarebbe di proprietà di un’altra coop, la Unicoop di Firenze. “Vogliono vendere la struttura a un prezzo stranamente troppo basso: significa che vogliono svendere l’immobile e noi che vi lavoriamo”, sostengono gli scioperanti. Che peraltro avvertono di voler chiedere aiuto al Movimento Cinque Stelle, visto che la campagna elettorale per le prossime politiche è ormai giunta nel vivo. Per quanto riguarda le istituzioni campane l’assessore regionale al Lavoro, Sonia Palmeri, ha intanto concesso una riunione sulla vertenza. E’ stata fissata all’8 di febbraio. Da quel momento però ci saranno pochi margini di manovra in quanto la cessione della Coop di via Arenaccia a Multicedi è prevista per il 18 febbraio successivo.

Il voto alle donne e l’impegno dei politici contro lo sfruttamento sessuale, la prostituzione, la tratta

Nella democrazia molte cose sono cambiate perché le donne hanno spinto per il cambiamento con grande concretezza scegliendo di volta in volta obiettivi parziali ma prodromici al raggiungimento di nuovi traguardi. Le donne hanno ottenuto leggi importanti per la cui applicazione si battono ancora: dal diritto alla rappresentanza alla legge 194, dalla riforma del diritto di famiglia alle norme a contrasto della violenza sessuata e infine la legge Merlin contro lo sfruttamento della prostituzione. Di fronte alle vigenti nuove, relativamente, istanze derivanti dalla Convenzione di Istanbul (contro tutte le violenze degli uomini sulle donne) e la risoluzione Honeyball ancora la politica mostra le stesse inerzie ed opposizioni mostrate di fronte alla legge Merlin nel 1958. Si tratta da una parte di incapacità e dall’altra di un atteggiamento strategico per invalidare il varco aperto teso alla sconfitta dell’oppressione sessuale. Di fronte all’evidenza della normalizzazione della schiavitù di centinaia di migliaia di donne provenienti dalla tratta e da condizioni di povertà e violenza, si tratta di dare finalmente impulso al perseguimento reale degli sfruttatori e di tutti coloro che godono d’impunità per gravi reati di violenza su donne e minori, approfittando dell’inerzia applicativa di una legge dello stato (Merlin e collegate) e delle nuove convenzioni, per altro ratificate dall’Italia nelle sedi proprie. Tra le urgenze che la politica non vede, è necessario che venga riconosciuto e portato in una dimensione normativa il contrasto reale alla prostituzione e alla tratta, il che è oggettivamente la precondizione per l’ulteriore avanzamento della democrazia. La prostituzione è l’inaccettabile normalizzazione della violenza e del dominio sessuale degli uomini sulle donne, un tema non negoziabile nel percorso di liberazione femminile. Abbiamo inviato ai responsabili politici un documento/manifesto (in allegato) che illustra in modo inequivocabile tutte le conseguenze che le diverse soluzioni adottate dai vari sistemi statali sulla prostituzione possono avere sulla vita delle donne. Per l’importanza di questo tema quindi, come donne e cittadine, chiediamo ai politici di chiarire le loro intenzioni nei confronti della prostituzione rispondendo a queste DUE domande: Siete favorevoli a legiferare sulla scorta del modello francese e nordico perché la prostituzione sia considerata violenza sulle donne, la domanda sia perseguita (i clienti) e le donne in prostituzione salvaguardate nei loro diritti umani come vittime di violenza? q NO   q Si Siete favorevoli all’introduzione di attiviste della rete antiviolenza nei centri di prima accoglienza per migranti, per accogliere come presunte vittime di stupro, violenza e tratta le donne che arrivano nel nostro paese e instradarle nell’alveo delle richiedenti asilo/protezione sussidiaria? q  NO             q SI   Ci attendiamo delle risposte.

Somma Vesuviana, concorso “La montagna che cresce – omaggio al maestro Rea”: domani la cerimonia di premiazione

Giovedì prossimo, 1° febbraio 2018, alle ore 16.00, presso il Relais de Charme “Rose Rosse”, via S.M.G. a Castello n. 93 in Somma Vesuviana, si terrà la Cerimonia di Premiazione  della VI edizione del  Concorso Artistico Letterario “La montagna che cresce – Omaggio al maestro Salvatore Rea”, che ha coinvolto 450 alunni dei  tre Circoli Didattici, dell’Istituto “M. Montessori” e della Scuola Media “San Giovanni Bosco – Summa Villa” di Somma Vesuviana. Organizzato dall’Associazione “l’Aurora Cultura” in collaborazione con la Napoli Cultural Classic, il Concorso, per questa sesta  edizione, ha proposto come tema gli incendi, appiccati in Italia durante l’estate, che hanno ferito profondamente la nostra Montagna ; in merito, gli alunni sono stati invitati a riflettere sugli avvenimenti, sul comportamento irresponsabile dei colpevoli e sul futuro della Montagna. Gli elaborati sono passati al vaglio della Giuria composta dalle prof.sse Anna Maria Rea, Anna Mucerino, Maria Maddalena Grasso e da Anna Bruno, presidente de “l’Aurora e Cultura” e vice presidente della “Napoli Cultural Classic”, che formano il direttivo dell’Associazione . In ordine alle premiazioni, ci sono novità:  si è ritenuto doveroso ampliare la rosa dei premiati, considerata la quantità degli elaborati pervenuti a testimonianza di un crescente impegno. Oltre ai  primi sei   premi  conferiti, con borsa di studio di euro cento/00, e ai quattro selezionati, con pubblicazione nell’Antologia del Premio Artistico Letterario Internazionale “Napoli Cultural Classic” a cura di Anna Bruno, saranno attribuite cinque segnalazioni di merito e cinque segnalazioni. L’Antologia sarà consegnata, ai sei vincitori e ai quattro selezionati, il giorno 3 maggio 2018, nel corso della Cerimonia di premiazione che si terrà nella Chiesa dei S.S. Apostoli in via San Felice, Nola. Premiati e selezionati potranno inoltre partecipare a un Laboratorio di Scrittura Creativa dedicato esclusivamente a loro. Nel corso della Cerimonia, ai ragazzi che hanno partecipato al Laboratorio di Scrittura Creativa, realizzato nell’ottobre 2017, saranno consegnati i lavori realizzati e la relativa pubblicazione. Quest’anno, la Cerimonia vivrà un momento particolarmente emozionante per la presenza della famiglia Calvanese, che nel Natale del 1984 perse la sorella Angela, il cognato Nicola De Simone e i nipotini Giovanni  e Anna,  nella strage del Rapido 904 a seguito di un  attentato dinamitardo avvenuto a opera della criminalità organizzata comune e mafiosa. Il poeta Davide Rocco Colacrai, di Arezzo, farà dono della  poesia “ 19:08 / diciannove e zero otto” In ricordo delle vittime della Strage del Treno di Natale, con la quale ha vinto il concorso “…e adesso raccontami il Natale”, organizzato da incostieraamalfitana.it a cura di Alfonso Bottone. La  premiazione si è tenuta a Cetara lo scorso 12 gennaio e dall’incontro con Anna Bruno, presidente di Giuria, è nata l’iniziativa del “dono di versi”! Ad  Anna Bruno il compito di presiedere la  Cerimonia di premiazione.   Giovedì prossimo, 1° febbraio 2018, alle ore 16.00, presso il Relais de Charme “Rose Rosse”, via S.M.G. a Castello n. 93 in Somma Vesuviana, si terrà la Cerimonia di Premiazione  della VI edizione del  Concorso Artistico Letterario “La montagna che cresce – Omaggio al maestro Salvatore Rea”, che ha coinvolto 450 alunni dei  tre Circoli Didattici, dell’Istituto “M. Montessori” e della Scuola Media “San Giovanni Bosco – Summa Villa” di Somma Vesuviana. Organizzato dall’Associazione “l’Aurora Cultura” in collaborazione con la Napoli Cultural Classic, il Concorso, per questa sesta  edizione, ha proposto come tema gli incendi, appiccati in Italia durante l’estate, che hanno ferito profondamente la nostra Montagna ; in merito, gli alunni sono stati invitati a riflettere sugli avvenimenti, sul comportamento irresponsabile dei colpevoli e sul futuro della Montagna. Gli elaborati sono passati al vaglio della Giuria composta dalle prof.sse Anna Maria Rea, Anna Mucerino, Maria Maddalena Grasso e da Anna Bruno, presidente de “l’Aurora e Cultura” e vice presidente della “Napoli Cultural Classic”, che formano il direttivo dell’Associazione . In ordine alle premiazioni, ci sono novità:  si è ritenuto doveroso ampliare la rosa dei premiati, considerata la quantità degli elaborati pervenuti a testimonianza di un crescente impegno. Oltre ai  primi sei   premi  conferiti, con borsa di studio di euro cento/00, e ai quattro selezionati, con pubblicazione nell’Antologia del Premio Artistico Letterario Internazionale “Napoli Cultural Classic” a cura di Anna Bruno, saranno attribuite cinque segnalazioni di merito e cinque segnalazioni. L’Antologia sarà consegnata, ai sei vincitori e ai quattro selezionati, il giorno 3 maggio 2018, nel corso della Cerimonia di premiazione che si terrà nella Chiesa dei S.S. Apostoli in via San Felice, Nola. Premiati e selezionati potranno inoltre partecipare a un Laboratorio di Scrittura Creativa dedicato esclusivamente a loro. Nel corso della Cerimonia, ai ragazzi che hanno partecipato al Laboratorio di Scrittura Creativa, realizzato nell’ottobre 2017, saranno consegnati i lavori realizzati e la relativa pubblicazione. Quest’anno, la Cerimonia vivrà un momento particolarmente emozionante per la presenza della famiglia Calvanese, che nel Natale del 1984 perse la sorella Angela, il cognato Nicola De Simone e i nipotini Giovanni  e Anna,  nella strage del Rapido 904 a seguito di un  attentato dinamitardo avvenuto a opera della criminalità organizzata comune e mafiosa. Il poeta Davide Rocco Colacrai, di Arezzo, farà dono della  poesia “ 19:08 / diciannove e zero otto” In ricordo delle vittime della Strage del Treno di Natale, con la quale ha vinto il concorso “…e adesso raccontami il Natale”, organizzato da incostieraamalfitana.it a cura di Alfonso Bottone. La  premiazione si è tenuta a Cetara lo scorso 12 gennaio e dall’incontro con Anna Bruno, presidente di Giuria, è nata l’iniziativa del “dono di versi”! Ad  Anna Bruno il compito di presiedere la  Cerimonia di premiazione.