Pollena Trocchia, lavori stradali e nuove alberature: le risorse arrivano dal condono
Hanno preso il via da qualche giorno i lavori di rifunzionalizzazione del sistema di smaltimento delle acque meteoriche in via Molli. L’intervento consente di superare definitivamente le criticità che si presentano nell’area compresa tra via Molli e via Battisti in occasione di abbondanti precipitazioni e viene incontro alle esigenze più volte espresse dai residenti del luogo. Una volta terminati questi lavori avranno inizio quelli di ripavimentazione del tratto carrabile di Piazza Domenico Vecchione e di via Roma. L’intervento prevede inoltre il collegamento dei marciapiedi della stessa via Roma con quelli di via Caracciolo, rendendo così più sicura la circolazione pedonale in piazza Capece Minutolo. Se l’intervento in via Molli non comporterà nessuna modifica della circolazione stradale, quelli tra Piazza Domenico Vecchione, via Roma e Piazza Capace Minutolo, invece, renderanno necessaria una nuova e temporanea disciplina del traffico. Nello specifico la circolazione in Piazza Domenico Vecchione e via Roma sarà interdetta e sarà invertito il senso unico di marcia in via Duca della Regina fino all’incrocio con via Carotenuto. “Gli interventi in corso di svolgimento in questi giorni sono finanziati grazie ai proventi ordinari del condono edilizio” ha spiegato il Sindaco del Comune di Pollena Trocchia, Francesco Pinto. Non è una novità nel Comune vesuviano: recentemente, anche gli interventi in Piazza Amodio sono stati finanziati con queste risorse. “La definizione delle pratiche di condono edilizio legge 47/85 e 724/94 è sempre stata una priorità dell’Amministrazione comunale. Purtroppo nel corso degli anni gli intoppi burocratici e lo stop della Sovrintendenza non ci hanno consentito di procedere come avremmo voluto, ma adesso le attività sono riprese e, grazie alla costituzione di un’apposita Commissione Comunale, abbiamo già definito numerose pratiche e, nei prossimi mesi, molte altre lo saranno. Questo, da un lato, consente a tanti residenti di regolarizzare situazioni pendenti da anni e, dall’altro, alle casse dell’Ente di incamerare nuove risorse da reinvestire per migliorare la qualità della vita del nostro territorio” ha detto ancora Pinto. In questi giorni, in effetti, sempre grazie ai proventi del condono edilizio legati invece alla voce “danno ambientale” sono state piantumate nuove alberature nell’area IACP e altre lo saranno lungo le strade del territorio, laddove risultano mancanti o in sostituzione di alberi abbattuti perché costituivano pericolo: l’obiettivo è rendere Pollena Trocchia ancora più verde, salubre e vivibile.
Commercio allo sbando, è schiarita: stasera il sindaco di Acerra ascolterà i negozianti.
Dopo le tensioni e la conseguente serrata dei negozi, messa a segno venerdi scorso dai commercianti del centro storico, il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha deciso di organizzare un confronto puntato al chiarimento e alla possibile soluzione dei problemi. Lettieri ha convocato i negozianti “ribelli” per stasera, alle 19, in municipio. Ribelli che stanno protestando contro “l’insicurezza e il malgoverno del territorio”. La situazione in questo settore chiave dell’economia è drammatica. Decine di piccole imprese familiari rischiano di chiudere a causa dello spopolamento del centro cittadino. Comunque gli esercenti esprimono una moderata soddisfazione per la schiarita operata dall’amministrazione comunale con la convocazione del tavolo di domani. “Forse – fanno notare i commercianti – si sarebbe potuta evitare la nostra manifestazione di venerdi. E’ da settembre che stavamo chiedendo un tavolo di confronto con il sindaco. Ascoltandoci mesi fa non saremmo arrivati alle tensioni che puntualmente si sono verificate”. Sotto accusa non è finito soltanto il clima di insicurezza determinato dalle scorribande delle gang giovanili e dalla criminalitĂ predatoria. Nel mirino dei commercianti ci sono anche alcuni problemi urbanistici. Si parte dalla progressiva pedonalizzazione degli antichi decumani per arrivare al contestato rifacimento di piazza Castello. Un restyling giudicato “scadente e in alcuni punti del tutto sbagliato nonostante l’ingente spesa pubblica messa in campo”. A ogni modo in questo momento i commercianti chiedono che si proceda subito al ripristino dell’ordine pubblico in cittĂ , allo scopo di creare quelle condizioni di sicurezza capaci di garantire il ritorno in strada della gente. Ad Acerra lo shopping serale è quasi sparito. “Subito dopo il tramonto – raccontano i negozianti – qui scatta il coprifuoco”. Sicurezza e piĂą controlli da parte delle forze dell’ordine, ma non solo. La lotta al degrado urbanistico è l’altra prioritĂ . Molti edifici ed interi isolati del centro storico cadono a pezzi. Diverse strade sono dissestate. C’è inoltre la questione dei collegamenti e dei servizi. “Il trasporto pubblico è quasi inesistente – insistono gli esercenti – mentre mancano parcheggi idonei, sicuri e adeguati”. Intanto si stanno pericolosamente allungando i tempi del restauro del castello baronale, potenziale volano di cultura nel territorio, e quelli destinati alla ristrutturazione della grande scuola elementare di Acerra, il primo circolo didattico di piazzale Renella, chiuso da otto anni a causa di un dissesto strutturale.
Sant’Anastasia, evade dai domiciliari e ruba in paninoteca: in manette 45enne
Furto in paninoteca aggravato dal fatto che il ladro fosse ai domiciliari.
A scoprire l’accaduto e a trarre in arresto il responsabile, i carabinieri della stazione locale di Sant’Anastasia.
Il fermato, Giuseppe Nappa, 45enne del luogo già ai domiciliari, è stato bloccato dai Carabinieri mentre tentava di perpetrare un furto in una paninoteca dopo averne forzato la porta d’ingresso.
I militari hanno rinvenuto e sequestrato gli arnesi atti allo scasso.
L’arrestato attende il rito direttissimo
Elezioni, il debutto a Pomigliano: “Io sono Sgarbi, loro nessuno: Di Maio capra ! “
Non è stato continuamente volgare e non ha sclerato spesso. Anzi, al suo debutto di ieri sera davanti agli elettori del collegio di Pomigliano, il collegio del leader Cinque Stelle Luigi Di Maio, Vittorio Sgarbi ha mantenuto un tono insolitamente pacato. Il critico d’arte ed assessore della Regione Sicilia ha pure scomodato Dante, Foscolo, Benedetto Croce, lo scrittore napoletano ed ex sindaco ottocentesco di Pomigliano, Vittorio Imbriani, nei circa quaranta minuti di comizio tenuto al teatro Gloria, pieno come un uovo. Un discorso quasi tutto puntato sul fatto che Di Maio sarebbe “un disoccupato ignorante, un incompetente immeritevole dei 16mila euro al mese di danaro pubblico che guadagna”. Accuse precedute e in qualche modo alimentate dall’affermazione del sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo. “ Mi hanno chiesto se sarei orgoglioso di avere il concittadino Di Maio presidente del Consiglio – il congiuntivo è giusto, si ? – ma io non posso essere orgoglioso se lui diventa presidente del Consiglio. Io sono orgoglioso di Giovanni leone, di Luigi Giampaolino, presidente emerito della Corte dei Conti, della famiglia Imbriani Poerio. E vorrei essere orgoglioso di vedere all’indomani delle elezioni del 4 marzo Vittorio Sgarbi deputato della cittĂ di Pomigliano d’Arco”.  Ha fatto gli onori di casa, Russo. Anche da Cicerone. “Mi hanno detto che è grillino il prete delle chiese che ho visitato qui. Non so se andrĂ in paradiso, andrĂ in purgatorio… – la battuta di Sgarbi su don Peppino Gambardella, il parroco della chiesa madre di San Felice, il sacerdote molto amato dalla gente e che non si è mai piegato ai vari poteri di queste parti –  io comunque – l’affondo del candidato di Forza Italia – non ho mai visto un grillino cristiano. Io sono cristiano ! Vanno cacciati i presidi che tolgono il crocefisso dalle scuole ! La storia del presepe è civiltĂ . Io non ho mai sentito questi (grillini ndr) parlare di famiglia cristiana. La famiglia cristiana è fatta di padre madre e figli, contro ogni legge di un governo che fa le cose per moda. Un bambino non può avere due padri”. A ogni modo quasi tutto il comizio del professore è stato incentrato sulla competenza, sui titoli di studio, su quella che ormai è l’ossessione berlusconiana e non solo: Luigi Di Maio, il Movimento Cinque Stelle.  E giĂą con la raffica di attacchi.  “Mia madre mi ha insegnato che chi non conosce la grammatica italiana non è italiano”, “Grillo è l’evoluzione della merda ma dentro non c’è niente”, “L’elogio dell’incompetenza è contro la vita degli uomini”, “Non è accettabile che la protesta prevalga”, “Sono contro i dilettanti, penso anche alla Lorenzin e a quella scorreggia fritta di Alfano”, “Soltanto chi conosce può fare”.  Quindi la ricostruzione della candidatura a Pomigliano: “Quando mi hanno stretto in quest’area, Ghidini e Berlusconi mi hanno chiesto di candidarmi qui. Io in questo momento sono residente a Calascibetta in Sicilia. Non sono residente a Ferrara. Però non so dove rientrare. Io sono come Ulisse. Io sono di Pomigliano D’Arco. Questa sera vado a dormire a La Spezia. Domani mi vedrò con il cardinale Bagnasco”. Poi di nuovo a proposito di lauree e diplomi: “ Io posso essere candidato a ministro perchĂ© ne ho i titoli. Io non posso parlare di Di Maio. Possibile che uno possa fare il presidente del Consiglio senza avere fatto niente ? L’Italia non è di gente che vuole solo il sussidio di disoccupazione. Il vero scandalo è lo stipendio di 16mila euro al mese al vicepresidente della Camera che non ha mai fatto un caz…Intanto Grillo non si candida. Ma non puoi prendere i voti e darli agli altri che non ne prendono. Chi combatte per un’Italia nuova non può entrare in Parlamento grazie a un miliardario. Quale sarebbe l’antagonista naturale di Di Maio ? Un disoccupato ?”. Il professore ha detto di aver allestito due mostre a Napoli. Una si chiama da “Goya a Maradona”. “PerchĂ© io non dico cose: le faccio, le porto. VerrĂ Maradona a trovarmi a Napoli – ha anticipato Sgarbi – quel calciatore ha molta piĂą cultura di altri. La politica è vita, lui dĂ vita. Se lo ricordi Di Maio: cominci dalla conoscenza”. Frasi che hanno motivato l’autocandidatura di Sgarbi a ministro dei Beni Culturali: “PerchĂ© Franceschini sbaglia a nominare stranieri alla direzione dei nostri musei”. Ma non potevano mancare urla e parolacce.  “ I grillini sono deputati del ca….”, l’improperio seguito da un suo classico: “Capra, capra, capra Di Maio !”.  A proposito di ovini. Sullo sfondo del palco è rimasta per tutto il tempo impressa la diapositiva di uno dei tanti manifesti affissi in cittĂ dal sindacato Si Cobas e dal collettivo 48 OHM. Manifesto che ritrae Sgarbi con le corna e la testa mozzata da un corpo, appunto, di capra. “Io sono Sgarbi – il commento –  loro non sono nessuno: pulci infette. La polizia ha tolto i manifesti. Vedremo alla fine chi avrĂ la testa mozza”. Per la cronaca hanno partecipato all’evento, tra gli altri, anche i candidati Giosy Romano (Forza Italia), sindaco di Brusciano e presidente dell’Asi di Napoli, e Leonilde Colombrino (Fratelli D’Italia), ex assessore del Comune di Pomigliano.
Somma Vesuviana, il presidente De Luca inaugura “Parco Mediterraneo”
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Accoglienza per donne e bambini migranti, sostegno per persone affette da varie dipendenze: ludopatie, alcolismo, sostanze stupefacenti. Questo e molto altro è «Parco Mediterraneo», la prima comunità locale sostenibile del Mezzogiorno con sede nel convento dei Padri Trinitari di Somma Vesuviana, nell’antico borgo Casamale, cuore pulsante del Parco Vesuvio. Nasce così, da un progetto di riqualificazione del convento, condiviso dalla Rete Mediterraneo Sociale e dagli stessi Padri Trinitari, un esempio di «economia civile», una struttura realizzata con investimenti etici e non profit, senza alcuna risorsa pubblica. A inaugurarla, ieri mattina, il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che ha definito l’iniziativa «senza eguali in Campania».
Il campetto sportivo del convento, da tempo abbandonato, ospita oggi la Mediterranea Scuola Calcio che vuole essere «una azione di contrasto alle baby gang e all’esclusione minorile». Altri locali divengono centro studi ed emeroteca, i giardini sociali sono fruibili da famiglie e bambini. Al piano terra del convento c’è il bistrot sociale con la mensa di comunità . Al secondo piano, invece, si accolgono donne e bambini migranti nella Casa di accoglienza Parco Mediterraneo gestita dall’associazione Il Pioppo, secondo le regole di una convenzione con la Prefettura ispirata alla costruzione di piccoli gruppi sostenibili e integrati sul territorio. Operativo pure il polo di alta formazione per i nuovi mestieri sociali promosso dal Consorzio Forma, la rete dell’agricoltura sociale e i prodotti della filiera corta del vesuviano che animano il polo di commercio solidale Mediterraneo Store. Una cucina attrezzatissima, giornali e libri a disposizione degli ospiti, operatori e volontari e miriadi di progetti in itinere come il dipartimento «Archeologia di comunità » in collaborazione con il sito archeologico della Villa Augustea. Il programma di ieri prevedeva anche l’inaugurazione del campetto sportivo e una inedita partita di calcio tra la squadra di ragazzi migranti Nelson Mandela e quella della comuniutà terapeutica Il Pioppo, ma le condizioni climatiche non l’hanno consentito. Accanto al governatore, il sindaco Salvatore Di Sarno, la consigliera regionale Antonella Ciaramella, il presidente del Parco Vesuvio Agostino Casillo e fra Gino Buccarello, ministro provinciale dei Trinitari. De Luca si è soffermato soprattutto sulle dipendenze, sottolineando che in Campania almeno ventimila persone sono accompagnate in programmi di recupero da alcool, droghe, ludopatie. Scagliandosi poi contro il «farabuttismo» di taluni esercenti che vendono alcool ai minori. «Negli ospedali campani arrivano ragazzini di dodici o tredici anni in coma etilico, la movida notturna sta devastando un’intera generazione» – ha detto il governatore, senza risparmiarsi anche sul tema migranti e sicurezza: «Aiuto e accoglienza a tutti per umanità e spirito cristiano, ma anche estremo rigore nei confronti di chi viola le leggi, se taluni arrivano in Italia a spacciare droga non possiamo essere caritatevoli». Il sindaco della città , Salvatore Di Sarno, ha inneggiato agli «uomini di buona volontà » che sono riusciti a creare un «piccolo miracolo» a Somma Vesuviana. «Non abbiamo timore, questo luogo sarà aperto a tutti coloro che ne hanno bisogno, agli ultimi». Tutti i lavori di riqualificazione hanno avuto il placet del Parco Vesuvio e del presidente Agostino Casillo. Intanto ieri il Cearc, coordinamento enti ausiliari Regione Campania, ha diffuso una nota di plauso a De Luca per la riforma del sistema di accreditamento e delle nuove tariffe delle comunità di accoglienza della regione, varata negli ultimi giorni dello scorso anno, una vertenza storica risolta in soli ventidue giorni con il decreto 76 del 28 dicembre, stabilendo nuove tariffe e adeguati requisiti strutturali a partire da aprile 2018, in un processo accompagnato anche da don Tonino Palmese, vicario episcopale della Curia di Napoli.
Al convegno inaugurale hanno preso parte anche i consiglieri regionali Carmine Mocerino e Francesco Emilio Borrelli (candidato alla Camera nel collegio uninominale Campania 1) ed è stato proprio Borrelli, a margine dell’iniziativa, a lanciare un nuovo allarme sottolineando che anche la direzione nazionale antimafia ha confermato l’affiliazione dei giovanissimi ai clan.  «Ora che abbiamo la certezza di avere a che fare con un’emergenza criminalitĂ che riguarda i giovanissimi che prima si organizzano in baby gang e poi si affiliano ai clan della camorra, dando vita a faide sanguinose, sarebbe il caso di intervenire immediatamente per fermare il propagarsi del fenomeno» – ha detto Borrelli, aggiungendo che «anche nella relazione semestrale della Direzione nazionale antimafia si parla del progressivo abbassamento dell’etĂ in cui si entra a far parte dei clan come noi denunciamo da anni. Purtroppo siamo stati spesso inascoltati da parte dei Questori e dei Prefetti. Servono azioni di recupero e quindi investimenti come quello del Parco mediterraneo di Somma Vesuviana che ho visitato questa mattina insieme al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, al sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore di Sarno, e al presidente della Fondazione Polis, Don Tonino Palmese, ma sono necessari interventi repressivi immediati e straordinari, a cominciare dall’allontanamento dei bambini da quelle famiglie che vivono nell’illegalitĂ , soprattutto quelle camorriste, e dimostrano di non aver alcuna intenzione di cambiare vita».
Accoglienza per donne e bambini migranti, sostegno per persone affette da varie dipendenze: ludopatie, alcolismo, sostanze stupefacenti. Questo e molto altro è «Parco Mediterraneo», la prima comunità locale sostenibile del Mezzogiorno con sede nel convento dei Padri Trinitari di Somma Vesuviana, nell’antico borgo Casamale, cuore pulsante del Parco Vesuvio. Nasce così, da un progetto di riqualificazione del convento, condiviso dalla Rete Mediterraneo Sociale e dagli stessi Padri Trinitari, un esempio di «economia civile», una struttura realizzata con investimenti etici e non profit, senza alcuna risorsa pubblica. A inaugurarla, ieri mattina, il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che ha definito l’iniziativa «senza eguali in Campania».
Il campetto sportivo del convento, da tempo abbandonato, ospita oggi la Mediterranea Scuola Calcio che vuole essere «una azione di contrasto alle baby gang e all’esclusione minorile». Altri locali divengono centro studi ed emeroteca, i giardini sociali sono fruibili da famiglie e bambini. Al piano terra del convento c’è il bistrot sociale con la mensa di comunità . Al secondo piano, invece, si accolgono donne e bambini migranti nella Casa di accoglienza Parco Mediterraneo gestita dall’associazione Il Pioppo, secondo le regole di una convenzione con la Prefettura ispirata alla costruzione di piccoli gruppi sostenibili e integrati sul territorio. Operativo pure il polo di alta formazione per i nuovi mestieri sociali promosso dal Consorzio Forma, la rete dell’agricoltura sociale e i prodotti della filiera corta del vesuviano che animano il polo di commercio solidale Mediterraneo Store. Una cucina attrezzatissima, giornali e libri a disposizione degli ospiti, operatori e volontari e miriadi di progetti in itinere come il dipartimento «Archeologia di comunità » in collaborazione con il sito archeologico della Villa Augustea. Il programma di ieri prevedeva anche l’inaugurazione del campetto sportivo e una inedita partita di calcio tra la squadra di ragazzi migranti Nelson Mandela e quella della comuniutà terapeutica Il Pioppo, ma le condizioni climatiche non l’hanno consentito. Accanto al governatore, il sindaco Salvatore Di Sarno, la consigliera regionale Antonella Ciaramella, il presidente del Parco Vesuvio Agostino Casillo e fra Gino Buccarello, ministro provinciale dei Trinitari. De Luca si è soffermato soprattutto sulle dipendenze, sottolineando che in Campania almeno ventimila persone sono accompagnate in programmi di recupero da alcool, droghe, ludopatie. Scagliandosi poi contro il «farabuttismo» di taluni esercenti che vendono alcool ai minori. «Negli ospedali campani arrivano ragazzini di dodici o tredici anni in coma etilico, la movida notturna sta devastando un’intera generazione» – ha detto il governatore, senza risparmiarsi anche sul tema migranti e sicurezza: «Aiuto e accoglienza a tutti per umanità e spirito cristiano, ma anche estremo rigore nei confronti di chi viola le leggi, se taluni arrivano in Italia a spacciare droga non possiamo essere caritatevoli». Il sindaco della città , Salvatore Di Sarno, ha inneggiato agli «uomini di buona volontà » che sono riusciti a creare un «piccolo miracolo» a Somma Vesuviana. «Non abbiamo timore, questo luogo sarà aperto a tutti coloro che ne hanno bisogno, agli ultimi». Tutti i lavori di riqualificazione hanno avuto il placet del Parco Vesuvio e del presidente Agostino Casillo. Intanto ieri il Cearc, coordinamento enti ausiliari Regione Campania, ha diffuso una nota di plauso a De Luca per la riforma del sistema di accreditamento e delle nuove tariffe delle comunità di accoglienza della regione, varata negli ultimi giorni dello scorso anno, una vertenza storica risolta in soli ventidue giorni con il decreto 76 del 28 dicembre, stabilendo nuove tariffe e adeguati requisiti strutturali a partire da aprile 2018, in un processo accompagnato anche da don Tonino Palmese, vicario episcopale della Curia di Napoli.
Al convegno inaugurale hanno preso parte anche i consiglieri regionali Carmine Mocerino e Francesco Emilio Borrelli (candidato alla Camera nel collegio uninominale Campania 1) ed è stato proprio Borrelli, a margine dell’iniziativa, a lanciare un nuovo allarme sottolineando che anche la direzione nazionale antimafia ha confermato l’affiliazione dei giovanissimi ai clan.  «Ora che abbiamo la certezza di avere a che fare con un’emergenza criminalitĂ che riguarda i giovanissimi che prima si organizzano in baby gang e poi si affiliano ai clan della camorra, dando vita a faide sanguinose, sarebbe il caso di intervenire immediatamente per fermare il propagarsi del fenomeno» – ha detto Borrelli, aggiungendo che «anche nella relazione semestrale della Direzione nazionale antimafia si parla del progressivo abbassamento dell’etĂ in cui si entra a far parte dei clan come noi denunciamo da anni. Purtroppo siamo stati spesso inascoltati da parte dei Questori e dei Prefetti. Servono azioni di recupero e quindi investimenti come quello del Parco mediterraneo di Somma Vesuviana che ho visitato questa mattina insieme al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, al sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore di Sarno, e al presidente della Fondazione Polis, Don Tonino Palmese, ma sono necessari interventi repressivi immediati e straordinari, a cominciare dall’allontanamento dei bambini da quelle famiglie che vivono nell’illegalitĂ , soprattutto quelle camorriste, e dimostrano di non aver alcuna intenzione di cambiare vita».
Statale 268 ancora chiusi gli svincoli di somma Vesuviana, i Verdi: «Vogliamo chiarezza sui tempi»

La campagna elettorale: molti vorrebbero raccontare “menzogne politiche”, ma riescono a “sparare” solo bugie….
La campagna elettorale di Catone l’Uticense e l’”antimetabolé” dei democristiani. Secondo J.Swift i sistemi democratici sono un teatro in cui gli attori della politica dicono menzogne che il pubblico finge di considerare verità . La differenza tra bugia e menzogna politica. In questa campagna elettorale si “sparano” soprattutto banali bugie, poiché molti degli attori non conoscono l’arte, non facile, di inventare e raccontare  menzogne e inganni.
La bugia è un banale giochino di parole, la menzogna è un’operazione della logica, la menzogna politica è una qualità dello spirito, richiede “la predisposizione al malizioso e al miracoloso”, è un territorio vasto che comprende l’inganno, la dissimulazione, la frode, e quel particolare tipo di silenzio di cui si serve talvolta l’inganno.Nelle democrazie la campagna elettorale è un teatro: sul palcoscenico gli attori della politica recitano storie inventate, e il pubblico finge di credere che siano storie vere, e quando assiste a interpretazioni più convincenti delle altre, applaude. Tutte queste belle cose le ha dette Jonathan Swift, il creatore di Gulliver. Nel 1710 questo genio malefico partorì un saggio sull’”arte della menzogna politica” e riconobbe che essa era stata inventata dai sistemi democratici, e, dunque, dagli Ateniesi e dai Romani. I tiranni non hanno bisogno di mentire: chiunque faccia l’analisi della menzogna politica, scrisse il malefico, si riduce a descrivere l’eterna guerra tra democrazia e verità . I Maestri della sofistica, che si vantavano di saper cancellare, a colpi di ragionamenti e di discorsi, i confini tra il vero e il falso, trovarono alunni e lauti ingaggi in Atene e nelle altre città “democratiche” della Grecia, e Cicerone, Sallustio e i “ricordi” di Aulo Gellio ci raccontano a quale livello di perfezione i politici di Roma repubblicana avessero portato l’arte di dire menzogne alle assemblee degli elettori.
Perfino Catone l’Uticense, la perfetta incarnazione della Virtù, l’Uomo che nulla perdonava a sé stesso e agli altri, l’Uomo che si muoveva per le strade di Roma come il Giudice Supremo, perfino Catone, racconta quella malalingua di Cicerone, durante la campagna elettorale si faceva accompagnare da uno schiavo “nomenclator”, una specie di anagrafe ambulante, che conosceva non solo i nomi di tutti i cittadini, ma anche i loro affari e i loro problemi. E scorgendo in lontananza Lucilio, il “nomenclator” sussurrava a Catone: “Questo che si sta avvicinando si chiama Lucilio, gestisce una lavanderia, e la moglie Sempronia soffre di dolori alle ossa.”. E Lucilio avrebbe raccontato agli amici che Catone, sì proprio quel Catone là , lo aveva salutato – è stato lui a salutare me, ma ci pensate- e non solo, ma si è fermato, e mi ha chiesto come vanno gli affari, e poi, a voce bassa, e con espressione turbata, come sta mia moglie. Lucilio sapeva che dopo le elezioni Catone non solo non l’avrebbe più salutato, ma non avrebbe nemmeno risposto al suo saluto: però non si incazzava: quel saluto “elettorale”era un rito, e i riti vanno rispettati.I Maestri di quest’arte insegnavano ai loro allievi a coordinare con la menzogna l’espressione del volto, e il vocabolario e la sintassi: le parole e la “faccia” sono indispensabili per conferire credibilità alla menzogna, all’inganno, alla dissimulazione.
Racconta Umberto Eco che nel giugno del1968 un “eminente uomo politico democristiano” a un giornalista che gli chiedeva lumi sulla composizione del nuovo governo rispose: “sarà un governo monocolore, ci saranno nel monocolore dei democristiani, ma non sarà un monocolore democristiano”. Il giornalista cercò di capire: poiché governo monocolore significa governo composto da uomini di un solo partito, e poiché costui ammette che ci saranno democristiani, ne devo dedurre che il governo sarà composto di soli democristiani. E dunque perché costui dice che non sarà un monocolore democristiano? In realtà , spiegò Eco, la frase significava esattamente: “noi democristiani governeremo, ma non assumiamo responsabilità per quello che faremo governando”: il politico democristiano aveva usato “una raffinata figura retorica che sui trattati classici si chiama “antimetabolé”, una frase composta da due proposizioni, in cui la seconda proposizione ripete i termini significativi della prima invertendo l’ordine. E’ la figura retorica del dire e del negare, nello stesso momento: in quell’articolo del 1968 Umberto Eco riconosceva che i politici italiani erano Maestri di “acutezze barocche” e che tra le figure retoriche amavano la “perifrasi”., il giro di parole, e “l’ossimoro paradossale”, quello delle “convergenze parallele”.
Ora sarebbe crudele chiedere a molti degli attori di questa campagna elettorale – a molti, non a uno solo –  se conoscono le acutezze barocche, la perifrasi e l’antimetabolĂ©; sarebbe crudele perchĂ© si vede chiaramente che essi non hanno frequentato e non frequentano scuole di recitazione. Lo si vede, con chiarezza matematica, dal fatto che vorrebbero tessere inganni e raccontare  menzogne, e invece dicono solo misere bugie: e, per darsi un tono, o per farsi coraggio, le dicono sbraitando, predicando, proclamando senza mai mutare timbro e intensitĂ di voce, senza variare l’espressione del volto: sia che parlino di tasse da cancellare, o di somme di danaro da regalare a tutti, sia che ciancino di immigrati, di integrazione, di identitĂ nazionale, di stare in Europa, di uscire dall’Europa,  del dovere dell’accoglienza, di fascisti e di nazisti, la loro faccia è immobile e opaca, è una maschera di cera. In questa campagna elettorale non c’è una sola maschera di cera: ce ne sono parecchie. Gli attori sanno – sono riusciti a capirlo – che nel migliore dei casi non possono andare oltre la bugia, non sono in grado di costruire l’inganno. Sanno che gli applausi verranno dalla “claque” e da quella parte del pubblico che è fatta della stessa pasta degli attori, e che non ha cultura teatrale. Gli altri spettatori rimarranno in silenzio e continueranno a sperare che un giorno arrivi in cartellone una compagnia meglio addestrata. Sperano e aspettano. A ben vedere, non sono migliori degli altri.
immagine: “Pino Procopio, Il cannone del circo”
Caivano, aggressione troupe “Striscia”: in manette un 41enne
Per l’aggressione a Vittorio Brumotti di “Striscia La Notizia”, avvenuta lo scorso 11 gennaio al Parco Verde di Caivano (Napoli) i carabinieri hanno arrestato un 41enne del luogo in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip su richiesta della Procura di Napoli Nord.
Ad aggredire Brumotti, impegnato nella realizzazione di un servizio per lo spaccio di droga nel quartiere della cittadina a nord di Napoli, non sarebbe stato solo l’uomo finito in manette.
All’aggressione avrebbero preso parte anche altre persone in corso di identificazione ed un ragazzo che non ha ancora 14 anni. Quest’ultimo avrebbe lanciato una sedia contro la vettura di Brumotti.
A Napoli guardie giurate sul piede di Guerra, l’Anm non paga
Guardie Giurate in sommossa a Napoli per i mancati pagamenti dell’Anm. In pratica la ditta appaltatrice «non essendo piĂą in grado di anticipare tali crediti e dovendo al contempo rientrare delle esposizioni in essere, attivate al solo fine di garantire i salari dei mesi scorsi-si legge sempre nella nota – fa presente che le erogazioni delle retribuzioni del mese di gennaio non potrĂ avvenire prima del prossimo giorno 16 e che allo stato attuale non è comunque possibile garantirne la corresponsione integrale».
Dunque, lo stipendio che i lavoratori ricevono normalmente il 10 di ogni mese, sarà erogato in ritardo ma soprattutto con la possibilità di non percepire la totalità dell’importo. La nota, preceduta da una comunicazione simile inviata formalmente ai sindacati lo scorso 17 gennaio, si conclude con una precisazione. «E’ del tutto evidente che sarà nostra cura saldare gli stipendi anche prima della data sopraindicata nel caso in cui ci dovesse essere da parte del cliente il pagamento di quanto dovuto almeno nella misura sufficiente alla copertura degli stessi» scrive la direzione della Security Service.
«Sono due anni che l’Anm accumula ritardi e arretrati nei pagamenti alla ditta Security Service che ora è in difficoltà – dichiara Enzo Isaia, del sindacato Cgil – per questo motivo i lavoratori sono sul piede di guerra e pronti a stati di agitazione» dello stesso avviso il Presidente nazionale guardie particolari giurate Dott.Giuseppe Alviti che incalza – è una vergogna Italiana che onesti lavoratori vengano denigrati e mortificati del proprio stipendio poichĂ© una committenza pubblica non paghi un eccellenza della vigilanza privata in Europa come la Security service.
In realtĂ , l’Anm non ha diffuso informazioni ufficiali riguardo l’importo di eventuali cumuli e debiti nei confronti della Security Service ma c’è un dato di fatto: l’Anm ha chiesto il concordato, sia con questa che con altre aziende fornitrici di servizi, perchĂ© non è in grado nelle condizioni attuali, di assolvere i pagamenti, condizione che potrĂ avvenire con tempi e accordi nuovi che inlcudono un piano di rientro per la ripartizione del pregresso.I
Sant’Anastasia, attivo lo sportello amico per fasce deboli ed invalidi
Un “numero amico” ed uno “Sportello del diritto” sono attivi da ieri per offrire consulenze gratuite e per l’espletamento delle pratiche relative al riconoscimento dell’invaliditĂ civile.
L’amministrazione comunale ha messo a disposizione un ufficio a piano terra, sito presso palazzo Siano, sede centrale del Municipio, con apertura al pubblico prevista nei giorni: lunedì e mercoledì dalle ore 15:00 alle 20:00 ed il venerdì dalle ore 15:00 alle 17:00. Gli interessati ed impossibilitati a recarsi allo sportello possono chiamare il numero amico 081-8930240.
Il nuovo servizio nasce per volontĂ dell’assessore alle Politiche Sociali, Palmarosa Beneduce, in continuitĂ con le misure giĂ messe in itinere per favorire la mobilitĂ dei disabili, grazie alla creazione di un Gruppo di Lavoro comunale intersettoriale (Ufficio LL.PP.- Ufficio Urbanistica – P.M. – Ufficio Politiche Sociali) cui hanno contribuito diverse associazioni, coinvolte in un percorso di realizzazione dei P.E.B.A.
Le attivitĂ dello “Sportello del diritto” saranno assicurate dalle associazioni locali Qua la mano e Antares e prevedono l’attuazione di un progetto, completamente gratuito ed a favore di svantaggiati o diversamente abili, comprendente: la divulgazione e la sensibilizzazione dei diritti di ogni cittadino; assistenza e informazioni; consulenza sul piano assistenziale e previdenziale, nonchĂ© iniziative di beneficenza a sostegno della solidarietĂ sociale.
“L’Amministrazione Abete ha messo a disposizione delle organizzazioni di volontariato i locali e quanto necessario – dice l’operatrice di Antares, Novizio Patrizia – per far nascere e sviluppare questo sportello mediante il quale offriremo all’utenza anche percorsi di accompagnamento personalizzati per gli interventi piĂą complessi e consulenze legali”.
“Credo in un Ente “aperto ed inclusivo”, a servizio delle associazioni e della comunitĂ . Quando, poi, le associazioni collaborano con l’Ente – afferma l’assessore Palmarosa Beneduce – si possono ottenere servizi come quello appena attivato, che creano una rete di solidarietĂ basata sul volontariato, dando opportunitĂ ai cittadini, finora privati della loro piena dimensione sociale, di sentirsi perfettamente inseriti nella comunità ”.
“Parte un servizio che ci fa essere sempre piĂą vicini ai cittadini e , per questo, ringrazio l’assessore Beneduce. Queste sono le cose che distinguono le buone prassi; prestare attenzione alle fasce piĂą deboli – dice il sindaco Lello Abete – tenendo conto delle esigenze del cittadino e analizzando i suoi bisogni, per poter poi operare e fare le scelte giuste nell’assicurare servizi essenziali. Se teniamo in considerazione le poche risorse dei bilanci dei comuni, è un bel risultato poter aprire al pubblico uno sportello di servizi come il nostro, grazie alle associazioni ed al volontariato”.

