A Somma Vesuviana, nella “Tenuta San Sossio”, è stato presentato il libro di C.Cimmino “Le ricette di Biagio”.
Bagno di folla a San Giuseppe Vesuviano per Luigi De Magistris
Patto DeMa – Rinascita Civile Vesuviana per il riscatto di San Giuseppe e del Vesuviano.
Il Presidente di RcV Giugliano: “Dobbiamo cancellare 30 anni di clientele, degrado e malaffare: uniti con De Magistris anche per una futura sinergia con la Città Metropolitana”
Luigi De Magistris: “Sconfiggere il sistema politico-clientelare vesuviano è possibile, io ci sto: sono qui a darvi coraggio e dirvi che uniti ce la possiamo fare”
E’ stato un vero e proprio bagno di folla quello che ha accolto ieri a San Giuseppe Vesuviano il Sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Luigi De Magistris, intervenuto presso la sede di Rinascita Civile Vesuviana, per celebrare la sinergia politica tra il suo movimento DeMa e quello presieduto dall’avvocato Francesco Giugliano. Oltre cento persone, nonostante l’allerta meteo, hanno partecipato con grande entusiasmo alla serata, che ha visto il “Sindaco Arancione” presentare il suo libro “La Città Ribelle – Il Caso Napoli”, accompagnato da una delegazione del direttivo di RcV composta, oltre che dal Presidente Giugliano, dal dottor Luigi Duraccio e dal professor Giuseppe Cutolo. Luigi De Magistris ha ripercorso minuziosamente il suo percorso professionale e politico, partendo dal “boicottaggio di Stato” dell’inchiesta Why Not, da lui condotta all’epoca del secondo governo Prodi, sino ad arrivare alla magica esperienza amministrativa napoletana, che ancora oggi, seppure tra mille problemi e difficoltà, sta portando avanti da Sindaco con coraggio e grande dignità. Passaggi importanti del discorso di De Magistris hanno riguardato “Il rinnovato impegno all’attuazione integrale della Costituzione”, “Al recupero della Questione Morale” e al “Respingimento di ogni forma di razzismo e discriminazione” temi, questi ripercorsi dal sindaco, da sempre al centro dell’azione politico-sociale di Rinascita Civile Vesuviana. “Con Luigi De Magistris e gli altri compagni e amici di DeMa abbiamo intenzione di avviare un percorso che ci porti a liberare San Giuseppe Vesuviano da una classe politica che, in circa 30 anni, ha saputo regalarci solamente degrado e scioglimenti per infiltrazioni camorristiche – ha dichiarato il presidente di RcV Francesco Giugliano. Ad oggi ci ritroviamo con un paese privo di strutture sportive e aree verdi, privo di puc e di un qualsivoglia piano di sviluppo commerciale, con un ecomostro come la Vasca al Pianillo che continua ad avvelenare noi e l’ambiente circostante. Dobbiamo rialzare la testa, domani è già troppo tardi: con DeMa guardiamo al futuro anche per creare una forte sinergia con la Città Metropolitana”. Dal canto suo, Luigi De Magistris non si è affatto tirato indietro e ha da subito accettato la sfida: “Scendere in campo con voi per sconfiggere la vecchia politica che ha distrutto San Giuseppe ed il Vesuviano? Io ci sto! Sono qui per darvi coraggio: il sistema clientelare si può sconfiggere, noi a Napoli lo abbiamo dimostrato. Uniti ce la faremo!”.
RINASCITA CIVILE VESUVIANA
Edilizia scolastica: finanziata la ristrutturazione dei plessi “Luonghi” e “Santa Maria La Scala”
L’edilizia scolastica cittadina arriva ad un importante punto di svolta: il Comune di San Giuseppe Vesuviano è stato ammesso tra gli Enti beneficiari delle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio per il 2017 (numero 232 del 2016), per interventi di ristrutturazione, adeguamento ed ampliamento del plesso scolastico “Santa Maria La Scala” e per interventi di abbattimento e ricostruzione per adeguamento funzionale, strutturale ed impiantistico, del plesso scolastico “Luonghi”, entrambi del 2° Circolo Didattico. I fondi assegnati, pari ad Euro 1.078.639,94 per il plesso “Luonghi” e pari ad Euro 1.450.640,00 per il plesso “Santa Maria La Scala”, consentiranno di proseguire nel programma di radicale ammodernamento e messa in sicurezza degli edifici scolastici cittadini. Gli alunni della città di San Giuseppe Vesuviano potranno, dunque, usufruire di due nuovi edifici scolastici, moderni, ospitali, sicuri, con spazi idonei, accuratamente progettati e dotati delle più moderne tecnologie strutturali, impiantistiche ed applicate alla didattica. “Oggi le poche risorse a disposizione degli Enti locali non consentono ai Comuni di fare molto, in termini di edilizia scolastica, – sottolinea Luigi Miranda, Assessore al Governo del Territorio – occorre, dunque, attingere a risorse esterne, a finanziamenti erogati dall’Unione Europea, dalle Regioni o dallo stesso Stato. È in tal senso che abbiamo lavorato in questi cinque anni, riuscendo, nonostante tutte le difficoltà, in sinergica con l’ufficio tecnico comunale, ad attingere a numerosi finanziamenti che ci hanno consentito, tra le altre cose, anche di riqualificare completamente una scuola della città, il plesso ‘Rossilli’. Ora le opere di riqualificazione interesseranno i plessi ‘Luonghi’ e ‘Santa Maria La Scala’, senza dimenticare che abbiamo già approvato il progetto definitivo della cittadella scolastica che consentirà di trasformare il bene confiscato alla camorra in un polo d’eccellenza per l’insegnamento e la formazione. Il cambiamento non è frutto dell’improvvisazione, ma della seria e pUntuale pianificazione.
Marigliano: petizione contro costruzione capannone per trattamento rifiuti pericolosi
Saviano, figlio psicotico incatenato al letto: arrestati i genitori.
Spot anti bullismo, D’ Angelo (Pd): aiutiamo i giovani a diventare comunità
“Dalla strada al web c’è un solo modo di combattere il bullismo: unire i ragazzi e formare le loro coscienze”.
Così Libera D’Angelo (Pd), candidata al Senato nel collegio Portici-Nola per la coalizione Pd, commenta l’iniziativa presentata questa mattina nell’aula “Siani” del Consiglio Regionale della Campania dai ragazzi dell’Accademia delle Belle Arti di Nola insieme al Corecom Campania.
“Sul fenomeno della devianza giovanile e del bullismo va fatta una riflessione seria. La presa di coscienza delle istituzioni – puntualizza – deve essere massima: dobbiamo convogliare le energie di adolescenti e bambini in attività e iniziative che sappiano stimolarli e soprattutto allontanarli da modelli negativi e strade pericolose. Creare in loro una coscienza di gruppo è il miglior modo per porre le basi future di una comunità solidale e libera”.
“La collaborazione tra scuola e famiglie è indispensabile, ma le istituzioni hanno il dovere di dare strutture alle città e risorse alle associazioni per alimentare le passioni dei ragazzi spegnendo sul nascere istinti pericolosi”, conclude la candidata al Senato.
Manifesto di Sgarbi “decapitato”, gli autori: “Noi perbene. E’ lui che sta nel partito dei mafiosi”
La presunta supremazia del liceo classico
In un paese che vuol andare avanti bisogna senz’altro guardare indietro, alla proprie origini ma forse non basta.
Uno dei maggiori dogmi della cultura italiana è quello dell’eccellenza del liceo classico. Ora, senza nulla togliere a chi intraprende gli studi umanistici, preziosi per un paese che potrebbe vivere di cultura, ritengo che la sua presunta superiorità pedagogica, quella che avvalorerebbe la sua prevalenza sugli altri studi, non abbia nessun fondamento scientifico e trovi spazio solo tra chi ne diffonde il culto o, di recente, presso chi ha portato, a diverso titolo ed interesse, il contesto fondamentale dell’istruzione al rango del tifo calcistico, dividendo sterilmente la questione tra chi era pro o contro gli studi classici.
Le basi del “successo” del liceo classico poggiano esclusivamente su di una maggiore rigidità e disciplina rispetto agli altri indirizzi di studio, sia essi liceali, sia essi, a maggior ragione (ahinoi!), tecnici e professionali. Non che questi ultimi meritassero il declassamento che li ha relegati a caotici e improduttivi contenitori di serie B, ma lo stato dell’arte è disgraziatamente proprio questo dove, contrariamente al classico, praticamente immutato dal 1923 ad oggi, i professionali sono stati oggetto di più riforme che ne hanno rivoluzionato struttura e valenza LEGGI
Il liceo classico è di fatto il sunto della logica classista di un popolo fermo a metà strada tra il suo lascito culturale e l’interpretazione approssimativa del suo futuro e che purtroppo continua a rimanere aggrappato ad un sistema scolastico arcaico, ancora diviso in ginnasio e liceo, e che persiste, sostanzialmente intatto, sin dai tempi di Gentile e del fascismo e che impera ancor oggi come asse fondante della classe dirigente italiana. Di conseguenza le classifiche internazionali posizionano il nostro paese agli ultimi posti rispetto ai risultati scolastici e agli investimenti in ambito scientifico/matematico LEGGI e, visto che l’educazione per eccellenza continua ad essere concepita come quella classica questa, invece di sfornare archeologi e filologi, continua sì a formare (o quanto meno prova a farlo) ingegneri, medici e avvocati, in un paese con tassi di insuccesso scolastico ed universitario da record LEGGI e con una visione ridotta o tardiva di quello che invece il mondo offre a chi da subito si affaccia sulla via del progresso e sul mercato del lavoro.
Quindi, invece di sostenere improponibili (perché infondate) teorie sulla esclusiva capacità del greco e del latino di forgiare le giovani menti alla logica e alla speculazione “gnoseologica”, cosa che si può fare a maggior ragione con la matematica e le altre discipline se seriamente studiate; perché non affrontare il problema del ritardo del nostro paese a livello tecnologico e scientifico? Perché non lasciare Orazio e Plutarco a chi ne vuol seguire le orme e lasciare ad altri contesti la formazione scientifica? Perché non affrontare il problema di un paese che ormai da decenni non produce più tecnologia, o quanto meno non lo fa più a livello globale o non lo fa più entro i confini strettamente nazionali, esportando le sue menti migliori in paesi ben più protesi alla praticità più che al culto di una neanche tanto tutelata bellezza?
Un paese che decanta le sue radici ma abbandona le sue vestigia all’incuria e all’oblio non va da nessuna parte, ma non si campa di sola arte e quello degli studi scientifici rimane ancora un ostacolo difficile da superare e soprattutto rispetto a quelle potenze tecnologiche come gli USA ma anche l’India, la Cina e ancora il Giappone, per dirne alcuni, là dove il liceo classico non esiste e non è mai esistito.

