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Manifesto di Sgarbi “decapitato”, gli autori: “Noi perbene. E’ lui che sta nel partito dei mafiosi”

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Manifesto di Sgarbi decapitato, gli autori intanto rilanciano: “Noi camorristi? Lui pensi a Dell’Utri”. Lo hanno affermato ieri in conferenza stampa gli ideatori del manifesto affisso lunedi a Pomigliano, manifesto che raffigura il viso di Vittorio Sgarbi con tanto di corna e testa mozzata da un corpo di capra. Il candidato di Forza Italia è rimasto scosso dalla vicenda tanto da interpellare la polizia. Lo sfidante di Luigi Di Maio nel collegio uninominale di Pomigliano ha anche ipotizzato l’opera di camorristi dietro questa storia del manifesto. Ieri però gli ideatori del cartello appeso ai muri della cittadina hanno tenuto una conferenza stampa nella sede del collettivo 48 Ohm. “Noi camorristi? Invece di dire sciocchezze perchè Sgarbi non pensa ai guai che ha in casa sua Forza Italia ? – affermano gli extraparlamentari di sinistra del collettivo e del sindacato Si Cobas FCA – Lui sta con Dell’Utri, fondatore del suo partito, in galera per mafia, con Luigi Cesaro, anche lui candidato, detto Giggino la polpetta. Per non”parlare del boss di cosa nostra Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, che si è portato nella tomba segreti ben intuibili”. “Noi siamo persone perbene e oneste – aggiungono gli esponenti della sinistra estrema – qui facciamo tante iniziative per il bene del prossimo, dei cittadini più deboli. Ma Sgarbi cosa fa per gli altri? È uno che pensa solo a se stesso e ai milioni che ha guadagnato grazie a Berlusconi”. I militanti di base specificano però di non essere strumento di nessuno nell’ambito di questa campagna elettorale. Gran parte di loro sono operai licenziati dalla Fiat di Pomigliano poi reintegrati dalla magistratura ma tenuti ancora fuori dagli stabilimenti pur essendo pagati regolarmente ogni mese. “Non abbiamo alcun collegamento con il Movimento Cinque Stelle – tengono a precisare – che combattiamo alla stregua degli altri partiti. Sgarbi e Di Maio – aggiungono i “ribelli” di Pomigliano – pensano che a queste condizioni gli operai debbano restare in silenzio mentre loro continuano a chiedere voti e a spargere promesse che come sempre non porteranno a nulla. Ma noi non restiamo fermi di fronte a questo massacro sociale. Cosa ha a che vedere la vita di un operaio con le organizzazioni criminali che soprattutto in Campania sono espressione della classe imprenditoriale che Sgarbi rappresenta ?”.

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