Principio d’incendio nella Fiat di Pomigliano: produzione ferma per 30 minuti

Stamattina c’è stato un principio d’incendio all’interno di una cabina prove vetture, ubicata nella catena di montaggio della Fiat di Pomigliano. il fuoco ha prodotto del fumo che si è espanso negli ambienti di lavoro. La catena di montaggio della Panda è stata bloccata per trenta minuti. Lo stesso principio d’incendio c’era stato anche la sera prima ma in quell’occasione la produzione non è stata fermata. Pare che grazie all’intervento di un responsabile alla sicurezza della Fiom sia stato possibile bloccare la catena di montaggio in modo da consentire il ripristino delle giuste condizioni di lavoro.

Somma Vesuviana, il Majorana arricchisce la propria offerta formativa: spazio al patrimonio archeologico e culturale della città

Con “Ettote projects”, ideata e coordinata dal dirigente scolastico Giuseppe Cotroneo e dal prof. Emanuele Coppola,  l’Iti Majorana  metteoin campo altri tre importanti interventi didattici/formativi per rilanciare i beni culturali della città.      L’ITI Majorana di Somma Vesuviana continua ad occuparsi del patrimonio culturale con altri tre interventi e i  protagonisti sono  sempre gli allievi dell’Istituto Tecnico e i luoghi di notevole importanza monumentale del territorio. Due dei tre progetti di alternanza scuola/lavoro riguardano la cosiddetta Villa Augustea, con la realizzazione di un sito web dedicato (in partenariato con il Liceo Colombo di Marigliano) e la realizzazione di un impianto illuminotecnico di cantiere, già progettato l’anno scorso e che oggi, grazie anche al  partenariato dell’Amministrazione Di Sarno, sarà portato a compimento. L’altro riguarda la progettazione e la realizzazione di un impianto di antifurto/videosorveglianza delle aree di interesse del Complesso Monumentale Santa Maria del Pozzo (Biblioteca storica e Chiesa sotterranea), già protagonista l’anno scorso con la realizzazione di un Sito Web dedicato: www.santamariadelpozzo.it . Tanto impegno vede la partecipazione, accanto agli alunni delle classi quinta E, quarta A e quarta F, di altrettante figure professionali ed istituzionali, a garanzia di serietà e successo. L’ITI Majorana ha  il sostegno di: Università di Tokyo,  Comune di Somma Vesuviana,   Proloco di  Somma Vesuviana, Associazione San Bonaventura, De Stefano Group di Giuseppe De Stefano, Impiantistica AR di Giovanni Alaia, Studio Light Agenzia I Guzzini di Pasquale Terrianò, e la fattiva e validissima collaborazione di Mario Cesarano, Funzionario Soprintendenza Archeologica della Campania; Franco Mosca, Presidente della Proloco Somma Vesuviana; Carlo Caccavale, Presidente Associazione San Bonaventura; Antonio de Simone, Archeologo, Docente UNISOB Napoli; Giuseppe Cotroneo (Dirigente Scolastico ITI  Majorana); Giuseppe Gentile (tutor interno classe V sez. E impianto illuminotecnico Villa Augustea); Giancarlo Gentile (tutor esterno e DL classe V sez. E impianto illuminotecnico Villa Augustea); Claudio Esposito (tutor esterno classe V sez. E impianto illuminotecnico Villa Augustea), Salvatore Aliperta (consulente esterno impianto illuminotecnico Villa Augustea); Antonio Rocco (consulente esterno impianto illuminotecnico Villa Augustea); Giuseppe Cirillo (referente ASL e tutor interno classe IV sez. A sito web Villa Augustea); Giuseppe Ciampa (tutor esterno classe IV sez. A sito web Villa Augustea); Felice del Prete (tutor interno Liceo Colombo Marigliano); Filomena Esposito Abate (consulente esterno sito web Villa Augustea); Angelo Amelia (tutor interno classe IV sez. F impianto antifurto/videosorveglianza Complesso Monumentale Santa Maria del Pozzo); Marco Esposito (progettista e DL restauro Complesso Monumentale Santa Maria del Pozzo). “Ettore Projects – spiega il prof Emanuele Coppola_ nasce come segmento delle attività progettuali ed educative dell’I.T.I. “Majorana”, con l’obiettivo di approfondire, oltre gli aspetti tecnici ed applicativi, propri dei corsi di indirizzo offerti, anche l’aspetto culturale, con progetti finalizzati alla valorizzazione, tutela e salvaguardia del patrimonio storico, artistico, architettonico ed archeologico del ricco territorio vesuviano, educando ai valori della solidarietà, dell’interazione, della responsabilità culturale, sociale e dell’imprenditorialità, al fine di favorire, ulteriormente, l’integrazione del mondo della scuola con il mondo del lavoro”.  “L’’I.T.I. Majorana – aggiunge il Dirigente scoalstico Giuseppe Cotroneo- con questa innovativa attività  si è fatto pioniere di un nuovo percorso di alternanza scuola-lavoro, un cammino tecnico/scientifico al servizio dei beni culturali, attenzionandoli e rendendoli fruibili a tutti, riuscendo, così, in una sintesi interdisciplinare, a soddisfare tutte le dimensioni didattiche ed educative. Una nuova modalità di interazione tra scuola ed emergenze architettoniche e culturali tramite la quale ogni singolo studente partecipante ha potuto dare il proprio contributo alla valorizzazione del patrimonio che contraddistingue il territorio e che merita di essere attenzionato dalla scuola. Ringrazio tutti i partecipanti”. Entusiasta del progetto anche Antonio De Simone, Archeologo Docente UNISOB, secondo il quale  “le attività svolte dagli allievi, grazie alla premurosa e attenta guida degli studenti, forniscono un elemento utile alla sistemazione dell’area archeologica della cosiddetta Villa di Augusto a Starza della Regina, grazie alla previsione di un impianto di illuminazione, utile alla sicurezza del sito e alla sua valorizzazione. Mi sembra utile notare che l’attività svolta contribuisce notevolmente all’educazione degli studenti verso il tema della dignità e ricchezza del territorio”.  Un plauso alle importanti attività progettuali messe in campo dal Majorana arriva dal primo cittadino Salvatore Di Sarno“l’Amministrazione Comunale è vicina ad iniziative volte alla promozione del patrimonio culturale della Città che mi onoro di rappresentare, soprattutto quando vede protagonisti giovani preparati e motivati del nostro territorio, impegnati in un percorso formativo e lavorativo di alto profilo. Mi congratulo con alunni, docenti”

Fiat Pomigliano: nove giorni di stop. Sospeso il salvataggio di 2mila operai. Lunedi vertice in fabbrica

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La grande fabbrica automobilistica di Pomigliano si fermerà lunedi prossimo, 26 febbraio, e per altri otto giorni a marzo, anche durante il periodo elettorale. C’è un vistoso calo degli ordinativi. Ma la preoccupazione più grande che sta serpeggiando tra i lavoratori e i sindacati scaturisce dal fatto che l’azienda ha comunicato la sospensione del piano di salvataggio dei circa duemila addetti i cui contratti di solidarietà scadranno alla fine di giugno. Per poter prorogare di un altro anno l’ammortizzatore sociale sarebbe necessario trasferire i duemila, attualmente ubicati nell’area denominata “extra Panda”, all’interno dell’“area Panda”, dove lavorano altri 2500 dipendenti che avendo usufruito piu’ tardi dei contratti di solidarieta’ potranno ottenere la proroga dell’ammortizzatore fino al 2019. Ma l’azienda l’altro ieri ha comunicato ai sindacati che il piano di salvataggio dei duemila “e’ temporaneamente sospeso per motivi organizzativi”. Per lunedi prossimo, vale a dire quando la fabbrica fermera’ la produzione per tutta la giornata, e’ stato organizzato un faccia a faccia tra direzione aziendale e sindacati proprio per fare il punto di questa delicata fase che sta attraversando lo stabilimento partenopeo produttore dell’utilitaria piu’ venduta in Italia. In quella sede saranno anche rese note le date delle otto giornate di stop preannunciate per marzo. Ma nel frattempo c’e’ paura a Pomigliano e in tutto il comparto produttivo collegato napoletano. “Il sindacato lo sta dicendo ormai da un anno che è preoccupato per la situazione di Pomigliano”, afferma Biagio Trapani, segretario della Fim di Napoli. “C’è un calo del mercato – aggiunge Felice Mercogliano, della segreteria nazionale Fismic – bisogna capire se è una cosa temporanea o meno: la Panda è un modello ormai vecchiotto”. Intanto si spera nel piano industriale che l’amministratore delegato Sergio Marchionne illustrera’ a giugno. In quella circostanza dovrebbe essere ufficializzato l’arrivo di una nuova produzione – si parla di una vettura di fascia premium – che via via sostituira’ quella della Panda, il cui nuovo modello dovrebbe, ma il condizionale e’ancora d’obbligo, essere prodotto in Polonia. A ogni modo per il momento l’azienda non intende pronunciarsi sulla situazione di Pomigliano. Lo fara’ pero’ giá’ a partire da lunedi prossimo, dopo la riunione con i sindacati. Trapelano comunque indiscrezioni circa un cauto ottimismo sul destino degli addetti i cui contratti di solidarieta’ scadranno in via definitiva tra quattro mesi a meno di misure alternative da adottare ma non ancora ufficializzate. “Non possiamo aspettare fino a giugno – avverte pero’ Francesco Percuoco, segretario della Fiom di Napoli – sarebbe invece necessario un tavolo di confronto subito per comprendere il piano produttivo: l’azienda deve chiarire immediatamente la prospettiva produttiva di Pomigliano. Comunque continuiamo a sostenere che una sola produzione, sia pure premium, non potra´ assolutamente garantire la piena occupazione dei 4500 addetti”.

Napoli, Città della Scienza. Sabato il focus sulle malattie rare: “Ridare vita alla vita attraverso il Dna”

  Sabato 24 febbraio, alle 11.00 e alle 12.15, a Città della Scienza, Corporea, focus sull’universo delle malattie rare con l’appuntamento “Ridare vita alla vita attraverso il DNA: l’Adrenoleucodistrofia la rosa della speranza”.   Napoli – Il 6 febbraio ricorre la Giornata della vita, ma…febbraio è anche il mese dedicato al malato e il 28 è il giorno in cui nel mondo si richiama l’attenzione sui malati rari. Tra i tanti eventi previsti, un appuntamento da non perdere è per sabato 24 febbraio, alle 11.00 e alle 12.15, a Città della Scienza, Corporea, (via Coroglio, 104), con il focusRidare vita alla vita attraverso il DNA: l’adrenoleucodistrofia la rosa della speranza”, inserito nell’ambito della manifestazione Sport, Salute & Benessere (http://www.cittadellascienza.it/notizie/sport-salute-benessere-sabato-24-e-domenica-25-febbraio-2018-a-citta-della-scienza/). Un appuntamento che si gemella idealmente con la giornata dedicata al malato, giunta alla XXVI edizione (svoltasi lo scorso 11 febbraio), in cui è stato sottolineato dallo stesso Pontefice come sia importante recuperare una dimensione di condivisione ed un rapporto di vicinanza con chi soffre, ma anche con la giornata dedicata alla vita, il 6 febbraio. Una posizione orizzontale di simmetria e non verticale di asimmetria e di disuguaglianza, tale da spingere al più ad una blanda “pietà”, come direbbe il filosofo Aldo Masullo. Un momento per dare voce all’universo della ricerca, che si muove in maniera costante e progressiva, anche se silente e tra mille ostacoli. Un momento per capire, condividere, sostenere. Una tappa fondamentale per accendere l’attenzione sull’universo di questi pazienti che spesso, non riescono a ricevere la necessaria visibilità né ad avere voce, per esprimere i propri bisogni e denunciare l’isolamento in cui versano. I malati rari sono 300 milioni in tutto il mondo, affetti da più di 7000 differenti malattie rare. Tra i malati rari ve ne sono alcuni che potrebbero essere considerati rari tra i rari. Si tratta delle persone affette da Adrenoleucodistrofia X-legata (ALD), vittime di una malattia che spesso ha un esordio subdolo ma sempre una evoluzione inarrestabile, e le cui prime descrizioni sono quelle, all’inizio del secolo XIX, del neuropatologo Schilder che descriveva probabilmente la forma più grave di ALD, quella cerebrale infantile. “Si tratta – spiega la prof.ssa Marina Melone, direttore del Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze e referente Malattie Rare per l’Università della Campania Luigi Vanvitelli –  di una malattia metabolica, da accumulo di acidi grassi a catena lunga e molto lunga, che colpisce principalmente il Sistema Nervoso, con distruzione progressiva della mielina, la sostanza che riveste le cellule nervose, e le ghiandole surrenali, con conseguente carenza di alcuni ormoni” Il focus sarà occasione per tracciare le tappe nevralgiche della ricerca clinica e neuropatologica. Dalla scoperta dell’Olio di Lorenzo, cui è dedicata una famosa pellicola del 1992, nella quale a un bimbo di 5 anni viene diagnosticata appunto l’ALD, alle attuali prospettive di screening neonatale, fino a giungere alle frontiere di avanguardia offerte dalla terapia genica. “La sostituzione del gene difettoso con un gene funzionale – evidenzia Marina Melone –  è l’obiettivo della terapia, per trattare la forma cerebrale di Adrenoleucodistrofia (ALD). In futuro, la terapia genica potrebbe anche essere proposta in una seconda fase agli uomini adulti con la forma cerebrale progressiva. Ma non dobbiamo dimenticare le prospettive terapeutiche offerte dall’uso di una dieta appropriata, con la scelta di cibi ricchi di acidi grassi a catena corta supplementati da alimenti speciali ai fini medici, oggi in grado di superare la Barriera Emato Encefalica; dieta che può aiutare a contrastare gli effetti di questa mutazione del DNA e proteggere la salute di questi pazienti, spesso giovanissimi”. Secondo gli esperti, l’ALD, per le caratteristiche cliniche, caratterizzate da un’estrema eterogeneità, può considerarsi una malattia gravissima. Colpisce i maschi, ma può coinvolgere anche le madri, portatrici della mutazione genetica che, nella maggioranza dei casi, possono manifestare a loro volta, con l’andar del tempo, sintomi neurologici. Attualmente, purtroppo, si contano oltre 200 pazienti diagnosticati su 3500 attesi, essendovi un’incidenza di 1: 15/17 mila nati per anno. Il gap tra i pazienti attesi e quelli diagnosticati   indica che moltissimi non conoscono quale sia la loro malattia e non possono essere presi in carico dai centri di eccellenza ed accedere alle cure, oggi a disposizione. “Per questo – evidenzia la dott.ssa Valentina Fasano –  appare fondamentale la diagnosi precoce, fino ad arrivare allo screening neonatale. Ciò consentirebbe una efficace prevenzione. Ma per realizzare questo è essenziale, la creazione di una rete tra la medicina territoriale, la medicina dei servizi e i centri di eccellenza per sviluppare un adeguato progetto di informazione e formazione e creare delle figure professionali capaci di intervenire nelle varie fasi di assistenza a questa patologia dall’enorme complessità”. Un impegno, quindi dell’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia che si pone come interlocutore privilegiato dei centri di Riferimento nazionali, a favore del miglioramento della qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie, esempio, come sottolinea Valentina Fasano, di forza, amore e coraggio. Un impegno che ha il sapore del prendersi cura. “Affinché – ribadisce la presidente dell’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia – ogni lacrima sia trasformata, e le forze unite consentano di dare vittoria ad ogni lotta”.  

Esproprio per il parco pubblico di Casalnuovo: costruttori battuti in tribunale. Via al rilancio dei lavori 

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Da due anni e tre mesi Casalnuovo, per decenni capitale napoletana del cemento selvaggio, attende la realizzazione di un polmone verde in mezzo alla coltre indistinta di palazzi. Il 25 novembre del 2015 è stata infatti data una speranza in questo senso, con l’apertura del cantiere per la costruzione del primo parco pubblico, da creare al posto di una ex fabbrica di pentole, La Moneta. Ma nel frattempo sono nati vari intoppi. L’altro giorno però il Comune è riuscito a saltare l’ostacolo forse più elevato: il danaro da erogare ai proprietari per l’esproprio dell’area dismessa. I titolari della ex Moneta, tutti costruttori locali, pretendevano dalla municipalità 6 milioni e mezzo di euro per dare un po’ di ossigeno alla gente: alberi e giochi all’aperto. Dal canto suo la giunta comunale ha messo però sul piatto 3 milioni e mezzo. E alla fine l’ha spuntata il sindaco, Massimo Pelliccia. La Corte d’Appello del tribunale di Napoli ha infatti dato torto ai costruttori respingendo il loro ricorso presentato dalla società Hall srl e finalizzato a ottenere la somma chiesta al Comune. I titolari dell’area potranno percepire “soltanto” 3milioni e 528mila euro ma dovranno risarcire le spese legali dell’intero contenzioso, pari a 13mila euro. “Nonostante il tentativo di speculare sulle spalle dei cittadini casalnuovesi – commenta intanto il sindaco Pelliccia – da parte della società e dei suoi proprietari circa lo stabile ex moneta, la Corte di Appello di Napoli conferma l’indennità di esproprio stabilita dal comune e condanna la Hall Srl a pagare le spese legali”. Gli avvocati della società espropriata avevano tentato, attraverso una terna arbitrale, di stimare l’indennità della struttura per quasi sei milioni di euro, ossia due milioni in più di quelli stabiliti dall’Agenzia delle Entrate. Poi però il tribunale ha dato ragione al Comune. “Nemmeno un centesimo in più daremo a coloro che hanno tentato di speculare sulla pelle dei cittadini – aggiunge Pelliccia – voglio ringraziare l’avvocato Musella che ha difeso l’ente in maniera egregia ed ha evitato un ulteriore esborso economico di diversi milioni di euro”. Il primo cittadino parla dei tempi di realizzazione del parco. “I lavori – spiega – sono già in corso da tempo. Adesso stiamo bonificando l’area e per farlo abbiamo dovuto prevedere un maggiore impegno economico. Abbiamo fatto presente anche questo alla Corte d’Appello ma purtroppo l’aspetto della bonifica non è stato valutato. Ma noi non ci fermeremo”. Durante l’opera di demolizione della ex fabbrica, dismessa nel 1994, sono emerse dal sottosuolo alcune vasche ricoperte di amianto per cui i lavori hanno subito un rallentamento. La rimozione della sostanza pericolosa richiede anche una variazione di spesa e quindi ciò ha rappresentato, insieme al contenzioso giudiziario appena risolto, un problema di non poco conto.

La Regione sblocca la vertenza “Cub”: operaio di Acerra scende dalla gru dopo quattro giorni

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E’ rimasto per 77 ore di fila a trenta metri d’altezza, su una gru, al freddo e sotto una pioggia battente. La situazione si è sbloccata quando ieri pomeriggio ha minacciato di buttarsi di sotto Giovanni D’Errico, cinquantenne operaio senza incarico e senza salario del Consorzio regionale unico del bacino di raccolta dei rifiuti. Il vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, con delega all’igiene pubblica, ha però deciso di sventare il peggio per cui ha organizzato in fretta e furia un vertice con D’Errico e con i sindacati che rappresentano i 1200 addetti di Napoli e provincia e della provincia di Caserta del Consorzio Unico di Bacino, addetti rimasti da cinque anni di seguito sena incarichi e senza salario a causa della messa in liquidazione dell’ente voluta dalla ex giunta Caldoro. Intanto la notizia del vertice voluto da Bonavitacola ha immediatamente scongiurato il pericolo del dramma imminente in quel di Acerra. Dopo tre giorni e mezzo consecutivi sulla gru del cantiere di ristrutturazione della scuola elementare del piazzale Renella di Acerra, D’Errico, febbricitante, è infatti sceso dalla gru. E’ stato poi curato dai medici della clinica Villa dei Fiori. Ora si trova a casa. Oggi pomeriggio alle tre raggiungerà i suoi colleghi di sventura per partecipare al vertice organizzato dalla giunta regionale a palazzo Santa Lucia. In base alle prime indiscrezioni l’esecutivo guidato dal presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca sarebbe riuscito a trovare una soluzione temporanea per i 1200 del “CUB”. Gli operai rimasti senza incarichi e senza stipendio potrebbero finire in un provvedimento regionale finalizzato alla creazione di una serie di servizi nell’ambito dei rifiuti. Un provvedimento della durata di 18 mesi. Dunque, un anno e mezzo per respirare, per sopravvivere. Lo strumento ideato da Bonavitacola punterebbe sui vari incarichi che gli addetti del Cub hanno ricoperto all’inizio, quando cioè sono stati assunti nel 2005 dal presidente della giunta regionale Antonio Bassolino: monitoraggio della raccolta differenziata, sorveglianza delle discariche, controllo delle aree sensibili soggette allo scarico abusivo, incentivo porta a porta della raccolta differenziata, controllo del territorio. Tutti servizi indubbiamente utili ma che non si sa come mai siano stati letteralmente “scippati” al Consorzio unico di bacino per poi non essere più considerati. Nel frattempo però il “Cub” è stato messo in liquidazione per cui l’ente non ha più la possibilità materiale né di erogare servizi né tanto più di erogare stipendi, nonostante si ritrovi ancora in organico 1200 persone. Ecco perché al vertice di oggi pomeriggio parteciperà anche il commissario liquidatore del Consorzio, Francesco Paolo Ventriglia. All’incontro ci saranno pure gli esponenti della giunta comunale di Acerra, guidati dal sindaco Raffaele Lettieri. L’esecutivo locale si era recato da Ventriglia, nella sede casertana del Consorzio Unico di Bacino, proprio nel tentativo di sbloccare la pericolosa situazione relativa alla permanenza del manifestante acerrano sulla gru del cantiere di ripristino della scuola di piazzale Renella, la principale scuola elementare di Acerra chiusa completamente nel 2012 a causa di un non ancora chiarito dissesto strutturale. A ogni modo alla fine il “blitz” dell’amministrazione acerrana nella sede del Cub pare proprio che abbia sortito gli effetti sperati, visto che per oggi è stato organizzato dalla Regione l’incontro puntato sulla vertenza complessiva. “Ma solo grazie al sacrificio di Giovanni – rintuzzano i compagni di D’Errico – è stato possibile sbloccare davvero la situazione per tutti gli operai. Non volevano che ci scappasse il morto proprio alla vigilia delle elezioni politiche”.

Somma Vesuviana, tragedia immane scuote la comunità: questa mattina i funerali di Vincenzo Bianco

Il giovane militare, figlio di un agente di polizia municipale, era appena riuscito ad entrare in Polizia. Un tragico destino lo ha strappato alla sua famiglia e agli amici: un infarto, a soli 26 anni. 

 

«Non ho parole! Riposa In Pace tra gli angeli, Enzo». Questo il post che scriveva Vincenzo Bianco un paio di settimane fa per la morte prematura di un suo coetaneo, vittima di un incidente sul lavoro.  Ma un destino altrettanto crudele si è portato via anche lui.  Vincenzo Bianco, 26 anni, è morto ieri mattina. Inaspettatamente, inspiegabilmente. Una morte assurda. Un fisico palestrato, uno stile di vita sano ed equilibrato, Vincenzo è stato colto da un improvviso malore che, sotto gli occhi della sua famiglia, non gli ha lasciato scampo. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. Vincenzo se ne è andato via così all’improvviso, in una fredda e grigia mattina di febbraio, lasciando la sua famiglia nella disperazione e una intera comunità sotto shock. La notizia si è diffusa in pochi istanti sui social e in città e da ieri mattina una fila interminabile di amici del giovane militare si è stretta intorno alla famiglia. Sul diario del giovane si moltiplicano i commenti di cordoglio e dolore. Commenti che accompagnano foto e ricordi di pochi giorni fa e non solo. Vincenzo con occhi pieni di felicità che brinda con la sua famiglia a Natale, che abbraccia la sua adorata sorella, che festeggia la realizzazione di un suo grande sogno: diventare militare. Pochi giorni fa la sua bacheca era affollata di messaggi di congratulazioni per l’obiettivo appena raggiunto. Infatti Vincenzo sarebbe dovuto ripartire tra qualche giorno per iniziare la sua più bella avventura, ma la vita lo ha fermato troppo presto. Resta il suo luminoso sorriso in tutte le foto postate sul suo diario. E’ il ritratto di un ragazzo allegro, impegnato, fortemente legato ai principi e ai valori della famiglia e dell’amicizia. Lo si vede spesso in viaggio insieme al suo amico del cuore al quale più volte dichiara la sua lealtà: «Perché se cadrai io ti rialzerò, O mi sdraio qui vicino a te», «Non cambierei un frà con niente, anche la donna se va, l’amico resta per sempre».  Alla famiglia il cordoglio di tutta l’amministrazione comunale e del sindaco che scrive: «Oggi è una giornata triste per la nostra comunità. Piangiamo la perdita improvvisa e prematura di Vincenzo Bianco, un militare di 26 anni, che è anche il figlio di un nostro agente della polizia municipale, Michele. Non ci sono parole per alleviare il dolore della famiglia e degli amici. Voglio però dire loro che tutta Somma Vesuviana li abbraccia con profondo affetto».

Le esequie di Vincenzo si sono svolte questa mattina nella chiesa di Santa Maria del Pozzo, dove sono arrivati a portargli l’ultimo saluto centinaia di amici. Intanto quello più caro, che lui chiamava affettuosamente FRA, gli ha inviato l’ultimo disperato messaggio: «Ritorna qui o tiro giù io il paradiso…».

Strada statale 268, il sindaco Capasso incontra i vertici Anas: “Scriverò a Delrio”

“Scriverò al ministro Graziano Delrio, ai vertici dell’Anas e anche alla Protezione civile, visto che stiamo parlando di una via di fuga in caso di eruzione: non è possibile che la riapertura della strada statale 268 venga rimandata continuamente. Ai cittadini bisogna dare risposte concrete e reali”. A dichiararlo è il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che questa mattina ha incontrato, negli uffici della Prefettura di Napoli, i rappresentanti dell’Anas e della ditta che sta eseguendo i lavori di completamento e raddoppio della strada statale 268 del Vesuvio. Era stato proprio Capasso a sollecitare il Prefetto di Napoli ad organizzare una riunione tra i sindaci dei Comuni interessati dall’attraversamento della strada e l’Anas. Spiega ancora il primo cittadino: “La riunione è stata importante, perché ci ha consentito di fare il punto della situazione. Grazie, dunque, al Prefetto di Napoli per la sensibilità e disponibilità. Tuttavia non possiamo che essere insoddisfatti: ci hanno detto che verso l’8 marzo dovrebbe aprire tutto il tratto che va da Napoli ad Angri, che intorno al 20 aprile dovrebbero riaprire entrambe le direzioni, seppure ad una sola corsia (questo, almeno, farebbe cessare i percorsi alternativi per le strade interne) e che soltanto il 20 giugno l’opera sarà completata. Riferiamo ai cittadini ciò che ci è stato detto, ma non ci fermiamo: già domani scriverò al ministro delle infrastrutture e all’Anas”

Somma Vesuviana, Potere al popolo presenta i candidati all’Arci

Sabato 24 febbraio alle ore 18:00, la lista Potere al Popolo presenta i candidati del collegio nell’Enoteca Arci di Somma Vesuviana in via Ferrante D’Aragona 33. A discutere dei programmi della lista popolare, che lanciata dal collettivo Je so pazz di Napoli è riuscita ad aggregare numerosi movimenti di sinistra in tutta Italia, ci saranno: Natale Di Bernardini candidato del collegio uninominale al Senato, Diana Rita Farnelli candidata al plurinominale al Senato, Mario Maddaloni candidato dell’uninominale alla Camera e Francesco Turchetti candidato al plurinominale alla Camera. «Questo incontro», dichiarano i militanti del movimento La Città Cambia che hanno voluto e organizzato l’evento, «non ha il solo fine propagandistico, ma vuole essere un’occasione per rinnovare l’impegno sul territorio, con la speranza, scritta anche nel programma di Potere al Popolo, che il lavoro messo in campo in questi mesi consegni, il giorno dopo le urne, “un piccolo ma determinato esercito di sognatori, un gruppo compatto che continui a marciare nella direzione di una società più libera, più giusta, più equa”».

Somma Vesuviana. Le piccole campionesse del Busen Club Marino

Tre ginnaste della Società Sportiva sommese hanno affrontato una importante gara classificandosi prime. Allenamenti e sacrifici, passione e determinazione alla base di questo successo. Hanno 6 e 7 anni le tre ginnaste del Busen Club Marino, Società Sportiva Dilettantistica a R.L. di Somma Vesuviana, che domenica 18 febbraio si sono classificate prime alla gara AICS svoltasi presso l’Olympia Sporting Club di Monterusciello a Napoli. Tre piccole ginnaste, tre campionesse. Gaia Secondulfo si è classificata prima nella fascia argento, Annabella Pallarino e Sofia Pia Secondulfo prime nella fascia oro. Preparate, grintose e sicure di loro: così le tre atlete hanno affrontato una gara cui hanno partecipato società sportive dall’intera Campania, e nonostante la loro tenera età hanno saputo tener testa alle oltre 50 ginnaste che gareggiavano nella loro categoria. Poi sorridenti, stringendo la coppa tra le mani, sono ritornate tra le mura della palestra, riprendendo gli allenamenti e rimboccandosi ancora le maniche. «È stata per noi una grandissima soddisfazione veder partecipare e vincere le nostre ginnaste – ha spiegato entusiasta Dominique Iovine, insegnante tecnico di ginnastica artistica del Busen – Siamo felici perché nonostante siano ancora molto piccole si sono duramente allenate e hanno affrontato la gara con la semplicità e la gioia dei bambini, ma portando a casa questi importanti risultati. Loro, ma anche altre ginnaste del Busen, si allenano dalle quattro alle cinque volte a settimana e partecipano agli stage che vengono organizzati da noi o da altre società sportive della Campania per essere sempre preparate e dare il meglio di loro». «Il lavoro che noi e le nostre atlete svolgiamo non si conclude però con la vittoria ad una gara – ha continuato Maria Saveria Di Biase, anche lei insegnante tecnico di ginnastica artistica del Busen – Subito dopo questa competizione ci siamo complimentate con le nostre allieve, abbiamo festeggiato con loro, ma abbiamo anche loro spiegato che devono continuare ad allenarsi con la determinazione che hanno dimostrato avere e che devono sempre migliorarsi. A noi insegnanti, invece, la forza e la voglia di continuare a svolgere il nostro lavoro sempre al meglio ci viene data tutti i giorni anche dai genitori dei nostri atleti che ci sostengono e ci sono vicini costantemente». «Siamo davvero orgogliose delle nostre figlie, e questo indipendentemente dalla vittoria di questa gara – hanno spiegato all’unisono le mamme delle tre piccoline – Le nostre bambine hanno già partecipato ad altre manifestazioni ma questa volta le abbiamo viste davvero sicure. Si sono allenate tanto e questi sacrifici hanno dato i loro frutti. Ciò che però ci fa sentire appagate è che loro tre non sono mai entrate in competizione tra di loro, anzi, la vittoria di una è una vittoria anche per le altre. Si applaudiscono e si sostengono a vicenda e questo per noi è bellissimo perché vediamo che non c’è malizia o superbia in loro ma solo tanto affetto. E anche noi tre mamme siamo così: forse è proprio questo nostro modo di esserci vicine che rappresenta un esempio per le nostre figlie, che così imparano a competere senza voler prevaricare sull’altro, senza rivalità, ma vedendo nell’altro un compagno, un amico che condivide la stessa passione e gli stessi obiettivi». Le gare, però, non finiscono qui. Altre ginnaste del Busen domenica prossima saranno a Casagiove in una competizione della FGI – Federazione Ginnastica d’Italia. Grandi obiettivi per queste grandi bambine.