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Fiat Pomigliano: nove giorni di stop. Sospeso il salvataggio di 2mila operai. Lunedi vertice in fabbrica
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La Regione sblocca la vertenza “Cub”: operaio di Acerra scende dalla gru dopo quattro giorni
E’ rimasto per 77 ore di fila a trenta metri d’altezza, su una gru, al freddo e sotto una pioggia battente. La situazione si è sbloccata quando ieri pomeriggio ha minacciato di buttarsi di sotto Giovanni D’Errico, cinquantenne operaio senza incarico e senza salario del Consorzio regionale unico del bacino di raccolta dei rifiuti. Il vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, con delega all’igiene pubblica, ha però deciso di sventare il peggio per cui ha organizzato in fretta e furia un vertice con D’Errico e con i sindacati che rappresentano i 1200 addetti di Napoli e provincia e della provincia di Caserta del Consorzio Unico di Bacino, addetti rimasti da cinque anni di seguito sena incarichi e senza salario a causa della messa in liquidazione dell’ente voluta dalla ex giunta Caldoro. Intanto la notizia del vertice voluto da Bonavitacola ha immediatamente scongiurato il pericolo del dramma imminente in quel di Acerra. Dopo tre giorni e mezzo consecutivi sulla gru del cantiere di ristrutturazione della scuola elementare del piazzale Renella di Acerra, D’Errico, febbricitante, è infatti sceso dalla gru. E’ stato poi curato dai medici della clinica Villa dei Fiori. Ora si trova a casa. Oggi pomeriggio alle tre raggiungerà i suoi colleghi di sventura per partecipare al vertice organizzato dalla giunta regionale a palazzo Santa Lucia. In base alle prime indiscrezioni l’esecutivo guidato dal presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca sarebbe riuscito a trovare una soluzione temporanea per i 1200 del “CUB”. Gli operai rimasti senza incarichi e senza stipendio potrebbero finire in un provvedimento regionale finalizzato alla creazione di una serie di servizi nell’ambito dei rifiuti. Un provvedimento della durata di 18 mesi. Dunque, un anno e mezzo per respirare, per sopravvivere. Lo strumento ideato da Bonavitacola punterebbe sui vari incarichi che gli addetti del Cub hanno ricoperto all’inizio, quando cioè sono stati assunti nel 2005 dal presidente della giunta regionale Antonio Bassolino: monitoraggio della raccolta differenziata, sorveglianza delle discariche, controllo delle aree sensibili soggette allo scarico abusivo, incentivo porta a porta della raccolta differenziata, controllo del territorio. Tutti servizi indubbiamente utili ma che non si sa come mai siano stati letteralmente “scippati” al Consorzio unico di bacino per poi non essere più considerati. Nel frattempo però il “Cub” è stato messo in liquidazione per cui l’ente non ha più la possibilità materiale né di erogare servizi né tanto più di erogare stipendi, nonostante si ritrovi ancora in organico 1200 persone. Ecco perché al vertice di oggi pomeriggio parteciperà anche il commissario liquidatore del Consorzio, Francesco Paolo Ventriglia. All’incontro ci saranno pure gli esponenti della giunta comunale di Acerra, guidati dal sindaco Raffaele Lettieri. L’esecutivo locale si era recato da Ventriglia, nella sede casertana del Consorzio Unico di Bacino, proprio nel tentativo di sbloccare la pericolosa situazione relativa alla permanenza del manifestante acerrano sulla gru del cantiere di ripristino della scuola di piazzale Renella, la principale scuola elementare di Acerra chiusa completamente nel 2012 a causa di un non ancora chiarito dissesto strutturale. A ogni modo alla fine il “blitz” dell’amministrazione acerrana nella sede del Cub pare proprio che abbia sortito gli effetti sperati, visto che per oggi è stato organizzato dalla Regione l’incontro puntato sulla vertenza complessiva. “Ma solo grazie al sacrificio di Giovanni – rintuzzano i compagni di D’Errico – è stato possibile sbloccare davvero la situazione per tutti gli operai. Non volevano che ci scappasse il morto proprio alla vigilia delle elezioni politiche”.
Somma Vesuviana, tragedia immane scuote la comunità: questa mattina i funerali di Vincenzo Bianco
Il giovane militare, figlio di un agente di polizia municipale, era appena riuscito ad entrare in Polizia. Un tragico destino lo ha strappato alla sua famiglia e agli amici: un infarto, a soli 26 anni.
«Non ho parole! Riposa In Pace tra gli angeli, Enzo». Questo il post che scriveva Vincenzo Bianco un paio di settimane fa per la morte prematura di un suo coetaneo, vittima di un incidente sul lavoro. Ma un destino altrettanto crudele si è portato via anche lui. Vincenzo Bianco, 26 anni, è morto ieri mattina. Inaspettatamente, inspiegabilmente. Una morte assurda. Un fisico palestrato, uno stile di vita sano ed equilibrato, Vincenzo è stato colto da un improvviso malore che, sotto gli occhi della sua famiglia, non gli ha lasciato scampo. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. Vincenzo se ne è andato via così all’improvviso, in una fredda e grigia mattina di febbraio, lasciando la sua famiglia nella disperazione e una intera comunità sotto shock. La notizia si è diffusa in pochi istanti sui social e in città e da ieri mattina una fila interminabile di amici del giovane militare si è stretta intorno alla famiglia. Sul diario del giovane si moltiplicano i commenti di cordoglio e dolore. Commenti che accompagnano foto e ricordi di pochi giorni fa e non solo. Vincenzo con occhi pieni di felicità che brinda con la sua famiglia a Natale, che abbraccia la sua adorata sorella, che festeggia la realizzazione di un suo grande sogno: diventare militare. Pochi giorni fa la sua bacheca era affollata di messaggi di congratulazioni per l’obiettivo appena raggiunto. Infatti Vincenzo sarebbe dovuto ripartire tra qualche giorno per iniziare la sua più bella avventura, ma la vita lo ha fermato troppo presto. Resta il suo luminoso sorriso in tutte le foto postate sul suo diario. E’ il ritratto di un ragazzo allegro, impegnato, fortemente legato ai principi e ai valori della famiglia e dell’amicizia. Lo si vede spesso in viaggio insieme al suo amico del cuore al quale più volte dichiara la sua lealtà: «Perché se cadrai io ti rialzerò, O mi sdraio qui vicino a te», «Non cambierei un frà con niente, anche la donna se va, l’amico resta per sempre». Alla famiglia il cordoglio di tutta l’amministrazione comunale e del sindaco che scrive: «Oggi è una giornata triste per la nostra comunità. Piangiamo la perdita improvvisa e prematura di Vincenzo Bianco, un militare di 26 anni, che è anche il figlio di un nostro agente della polizia municipale, Michele. Non ci sono parole per alleviare il dolore della famiglia e degli amici. Voglio però dire loro che tutta Somma Vesuviana li abbraccia con profondo affetto».
Le esequie di Vincenzo si sono svolte questa mattina nella chiesa di Santa Maria del Pozzo, dove sono arrivati a portargli l’ultimo saluto centinaia di amici. Intanto quello più caro, che lui chiamava affettuosamente FRA, gli ha inviato l’ultimo disperato messaggio: «Ritorna qui o tiro giù io il paradiso…».

