Somma Vesuviana, lo stilista Raffaele Tufano presenta la sua nuova collezione nel Castello D’Alagno

Domenica 6 maggio, alle ore 18, nella splendida cornice del Castello D’Alagno De Curtis (Via Circonvallazione, 61- Somma Vesuviana, Napoli) sarà presentata la nuova collezione Primavera Estate 2018 dello stilista Raffaele Tufano. “Le mille e una notte”: questo il titolo dell’evento (patrocinato dal Comune di Somma Vesuviana) che trae ispirazione dall’omonima raccolta di novelle tanto amata dal giovane stilista partenopeo. Un libro che ha fatto nascere l’estro creativo di Tufano, la sua sensibilità artistica in questa nuova collezione ricca di colori e ricami a mano. Fiore all’occhiello della serata sarà l’abito da sposa, in stile rinascimentale, ispirato a Lucrezia D’Alagno, la dama favorita da Alfonso V d’Aragona e considerata al tempo la vera regina di Napoli. Il vestito è stato realizzato in mikado di seta bianco arricchito da preziosi gioielli bijoux by Rosanna Bianco. «Quando ho visitato il Castello D’Alagno, conosciuto anche come Castello de Curtis – racconta Raffaele Tufano – ho subito pensato che potesse essere la location ideale per la mia prossima collezione. Ed è stato proprio in quel momento che ho immaginato l’abito da sposa ispirato all’amante del re Alfonso d’Aragona. Una donna intelligente, coraggiosa e anticonformista, che ha lottato con tutte le sue forze per le sue idee, per il suo amore». La sfilata si compone di 18 abiti. Una linea che da sempre contraddistingue ogni sua creazione, caratterizzata da uno stile e da un mood classico/contemporaneo. Una collezione che tra passato e presente ci condurrà in un magico e incantato mondo di tessuti pregiati, colori e profumi speziati. Le scarpe indossate nel corso della sfilata portano la firma dell’artigiano napoletano Giovanni Esposito. Per il trucco troviamo Lucia Massa, mentre a curare le acconciature Francesco Beneduce “Mybackstage”. In passerella l’attrice Tiziana Di Giacomo, la bellissima napoletana finalista di “Miss Universo 2017” Maria Miriam Polverino e Anna Semenkova “Miss Europe Continental 2016”. A richiamare i suoni della tradizione ci sarà la performance di Angelo Di Pascale, conosciuto come “Angelone” e noto per le sue doti artistiche di ballerino e suonatore di tammorra, e per aver partecipato ad uno spot di Dolce e Gabbana. Altro momento musicale sarà regalato dall’arpista Carmela Cardone. A condurre la serata, la giornalista Emanuela Giordano. Nel corso dell’evento ci sarà una dimostrazione dei profumi di Antonio Francesco Magnetta, mentre la dottoressa Lina Panico, ci condurrà nel mondo della bellezza e della chirurgia estetica. Art director dell’evento, Claudia De Giudice e Cristina Di Marzo.

Biografia. Con una passione innata per la moda, Raffaele Tufano si diploma al liceo artistico e studia all’Accademia d’Alta Moda Koefia a Roma. A 18 anni realizza il suo primo abito da sposa ispirato ad un tulipano. Nel corso della sua crescita artistica ha frequentato stage da Valentino, Sarli e Capucci ed assistito a diverse sfilate di questi grandi maestri tra Roma, Milano e Parigi. Da loro ha attinto la forza creativa, la professionalità e l’amore per il suo lavoro. Tufano si definisce un romantico metropolitano, uno spirito libero che cerca ispirazione in tutto ciò che è bello, dal profumo di un fiore ai colori di un quadro o di un paesaggio, da una bella storia di un libro o da un’emozione o un incontro che vive nel suo quotidiano.

Ottaviano, 3 maggio, processione della Croce: nella chiesa di San Lorenzo la S. Messa verrà celebrata secondo tradizione?

Siamo fermi al 2016. Durante la processione della Croce,  la  S. Messa verrà celebrata nella Chiesa di San Lorenzo “alla presenza della reliquia”, come impone una tradizione antica di più di tre secoli, oppure verrà celebrata, come due anni fa e l’anno scorso, prima che arrivi il corteo? La sacra reliquia verrà benedetta al di fuori della Chiesa?  Se sì, perché e da chi è stato deciso che la tradizione non venga più rispettata? I numerosi impegni degli amministratori del Comune…   Il fluire del tempo, diceva Parmenide, è una illusione: e Ottaviano è città parmenidea. Sulla processione della Croce, e sulla S. Messa che, da tre secoli e mezzo, la tradizione e l’imperioso augurio di Giuseppe I Medici vogliono che si celebri nella Chiesa di San Lorenzo, alla presenza della Sacra  reliquia, scrissi, il 5 maggio del 2016 un articolo, il cui sommario si apriva con una domanda: “Perché non è stata celebrata la S. Messa a San Lorenzo?”. Il testo illustrava il quadro storico della tradizione “La storia ottajanese della reliquia della Croce è nota, grazie soprattutto alle belle pagine che don Luigi Saviano dedicò all’impresa di frate Francesco Della Pietra: il quale nel 1659 portò a Ottajano il prezioso frammento, dopo aver sofferto “patimenti e strazi di ogni genere”, e dopo aver ammorbidito, con la paziente diplomazia di un ottajanese autentico ,la ferocia dei Turchi, che gli permisero di tornare in Italia. Stava con lui – scrisse il frate nolano Teofilo Testa –un altro ottajanese, frate Giuseppe, “buon religioso, ottimo infermiere, nobilmente preciso in specialità di chirurgia e del medicare”. Credo che questo frate medico appartenesse alla famiglia degli Avino. La reliquia venne custodita prima in una cappella che sorgeva di fronte alla Chiesa di San Lorenzo, poi venne trasferita in questa Chiesa, infine si decise di affidarla alla cura del parroco della Chiesa Madre: con l’impegno che durante la processione del 3 maggio il sacro frammento venisse portato nella Chiesa di San Lorenzo, e alla sua presenza si celebrasse Messa solenne. Quest’anno a San Lorenzo la messa non è stata celebrata e la sacra reliquia è stata benedetta dal parroco all’esterno della Chiesa. Non voglio innescare polemiche in questa settimana di pace: voglio solo ricordare che fino all’arrivo di don Peppino Garibaldi la processione del 3 maggio era considerata importante come quelle di San Michele e della Madonna del Carmine, e che quando i prefetti dell’ Italia unita incominciarono a fare i difficili e a progettare la soppressione di questo rito, furono i Medici, principi di Ottajano, a spiegare alle autorità napoletane che il culto della reliquia era profondamente radicato nella società ottajanese, e che il popolo non avrebbe gradito che la prima processione di primavera venisse cancellata. Non so quali siano, oggi, gli orientamenti e le strategie del clero cittadino, ma il sindaco di Ottaviano dovrebbe ricordare ai pastori della città che quando si modificano riti, costumi e usi, conviene avvertire il popolo dei fedeli e spiegare le ragioni dell’innovazione: lo chiedono i principi della storia e quelli della fede.”. Scritto due anni fa, e valido ancora oggi, parola per parola: perché nessuno sa con certezza se la S. Messa verrà celebrata a San Lorenzo proprio come vuole la tradizione, e cioè alla presenza della Sacra reliquia. E’ opinione diffusa che il clero cerchi di favorire il radicamento di una  usanza diversa: la  S. Messa si celebra prima che arrivi la processione, e la reliquia della Croce viene benedetta al di fuori della Chiesa. E continua a restare senza risposta la domanda di partenza: “ Perché modificare la tradizione?”.  I parroci ottavianesi sanno perfettamente che un rito, se viene solo intaccato, incomincia a disgregarsi.  Invece proprio in questi tempi di grande agitazione il Centro Abitato di Ottaviano ha bisogno di tutte le sue tradizioni: servono a consolidare l’identità della comunità. La contiguità delle due ossitone, identità/comunità,  può risultare cacofonica a chi ottajanese non è: gli  Ottajanesi autentici sanno che il tà-tà serve a “martellare” il concetto, a far sì che lo intenda  anche chi cerca di non intendere. Sarebbe utile un intervento degli amministratori di Ottaviano, che però sono gravati dalla “sarcina” degli impegni: portare a terra, nella Chiesa Madre e con il corredo di selfie, la statua di San Michele,  salire in Montagna,  salire a Palazzo Medici per le recite in costume e per onorare le “eccellenze campane”, prepararsi alla festa del Patrono: il tutto a un mese dalle elezioni. E’ meglio che delle processioni si occupino i parroci…..  

La denuncia dell’Asl: “l’isola ecologica comunale è diventata una discarica”. E il sindaco ordina la bonifica

E’ doveroso premettere che l’emergenza rifiuti che in questi giorni si sta registrando nel Napoletano, un’emergenza causata dalla chiusura per manutenzione programmata di una linea del forno dell’inceneritore, non c’entra proprio nulla con il caso, più unico che raro, che si sta consumando ad Acerra. Qui l’isola ecologica comunale versa infatti in condizioni estreme, trabocca cioè di scarti ingombranti che bisognava smaltire negli appositi centri di recupero. Ma lo smaltimento degli ingombranti da queste parti sembra una chimera. Ora però la struttura pubblica di via Mulino Vecchio viene trattata alla stessa stregua di una discarica a cielo aperto. Proprio così: l’altro giorno l’Asl Napoli 2 nord, dopo aver effettuato un’ispezione nell’impianto di via Mulino Vecchio, ha firmato un “esposto-denuncia” emblematico in questo senso. Con questo documento è stato chiesto al sindaco, Raffaele Lettieri, di ordinare ad horas alla ditta di nettezza urbana la bonifica dell’isola ecologica municipale attraverso “il ripristino di corrette condizioni igienico sanitarie e ambientali”. E la denuncia dell’Asl ha avuto subito effetto. Il primo cittadino ieri ha fatto pubblicare sull’albo pretorio del Comune l’ordinanza contingibile ed urgente per la pulizia immediata della struttura. Ci sono vari problemi, di notevole rilevanza. Nell’impianto ubicato nell’immediata periferia nord i contenitori “scarrabili” sono stracolmi di rifiuti ingombranti che ormai versano a terra: materassi, sedie, mobili, elettrodomestici. Ci sono anche scarti che appaiono incendiati. Inoltre, com’è stato evidenziato dall’Asl, il pavimento dell’isola è danneggiato all’altezza delle caditoie che, tra l’altro, risultano intasate. “Ciò rappresenta un pericolo per l’ambiente e per la falda acquifera sottostante”, scrivono nell’esposto i tecnici dell’azienda sanitaria locale. La vicenda è emersa dopo che due ambientalisti di Acerra, Alessandro Cannvacciuolo e Antonio Montesarchio, qualche giorno fa si sono recati nella struttura di raccolta dei rifiuti ingombranti. “Siamo andati a depositare del materiale riciclabile ma ci siamo accorti subito che la situazione era incredibile – racconta Cannavacciuolo – abbiamo trovato rifiuti dappertutto, sparsi ovunque. I cittadini erano costretti a portarsi indietro gli scarti perché non c’era più spazio dove metterli”. “A un certo punto – aggiunge Cannavacciuolo – abbiamo sentito alcune persone che minacciavano di voler scaricare abusivamente nelle campagne i materiali che non venivano più accettati da molti giorni nell’isola ecologica per cui io e Montesarchio ci siamo sentiti in dovere di contattare subito la polizia municipale e l’asl competente allo scopo di chiedere interventi immediati. Intanto però ci chiediamo: chi doveva vigilare sulla corretta gestione dell’impianto comunale ?”. Poco dopo sul posto si sono recati i poliziotti municipali e gli ispettori dell’asl. Ispettori che hanno quindi consegnato al sindaco l’esposto-denuncia. Sindaco che a sua volta ha emanato l’ordinanza di bonifica che dovrà essere ottemperata dalla Tekra, la ditta di nettezza urbana. Un’impresa che però negli ultimi tempi sta facendo registrare problemi a raffica. Tanto per fare un esempio nonostante un appalto comunale, appena vinto, da 54 milioni di euro per 7 anni, i 106 dipendenti ricevono gli stipendi soltanto a singhiozzo. Questo problema ha fatto scendere più volte in sciopero le maestranze. Problemi anche sul fronte criminale. Due settimane fa un commando a bordo di una moto ha lanciato una molotov su un’attrezzatura ubicata nel cantiere della ditta, in via degli Etruschi. La pista seguita dagli inquirenti è quella della camorra del pizzo. Ma nessuno collabora. Indagini di polizia molto difficili.

Somma Vesuviana, ‘e Gavet ‘nfest: il 1 maggio in onore della Madonna di Castello

Si rinnova la tradizionale festa di devozione alla Madonna di Castello nella bella e suggestiva vallata  delle Gavete, nel cuore dalla montagna di Somma. Guidati dalla fede e dalla devozione  per  Mamma Schiavona, protettrice dei Sommesi, centinaia di persone parteciperanno anche quest’anno alla messe solenne che si terrà alle ore 11,00 davanti alla piccola grotta, dove anni fa alcuni amici posizionarono una bella immagine su pietra lavica della Madonna di Castello.  Dopo la santa messa e  la devozione per Mamma Schiavona avrà inizio  la festa con i canti e le danze della nostra tradizione popolare. Il tutto promosso e  organizzato,  come sempre, dagli amici della Paranza delle Gavete in collaborazione con il gruppo di Zi Riccardo e le donne della Tammorra.  In serata  la festa si sposterà e continuerà là dove tutto ha avuto inizio , ovvero  nella piazzetta di via Pomintella dove ci sarà la consegna della Pertica e si continuerà a cantare e  a ballare  fino allo sfinimento insieme agli amici  di una nuova paranza “E l’Urdm Arrivat”

Somma Vesuviana, “Assuntulella” di Mamma Schiavona: un po’ santa e un po’ angelo

il vivido ricordo di Assunta Ferruccio, l’orfana che ha passato la sua esistenza all’ombra e ai piedi della Madonna di Castello.

 Tanto tempo fa ad assistere la Madonna nel piccolo Santuario di Castello sul Monte Somma c’era una tenera vecchietta. Aveva i capelli grigi attorcigliati in rotolo, pochi denti, un viso lungo e rugoso. Si chiamava Assunta Ferruccio ed era nata nel 1887 a Bisaccia, un piccolo paesino in Provincia di Avellino . I suoi genitori erano morti per esalazioni di carbone. Orfana, quindi,  era arrivata a Castello grazie a Suor Angelina Coppola di Marigliano, che nel 1920 circa aveva acquistato il Santuario e relative pertinenze, trasferendosi con un nucleo di orfanelle. Queste divenute adulte dovettero lasciare il romitaggio, mentre Assunta volle restare a tutti costi sola con la sua Mamma Celeste. Oggi  il suo ricordo continua grazie a qualche vecchia foto ingiallita dal tempo. Assuntullela, così la chiamavano, era diventata nel tempo la guardiana del Santuario, quasi una divinità adottata. Curava la pulizia della Chiesa, l’apertura e la chiusura delle porte e viveva sempre da sola come una eremita. Non era più alta di un metro e venticinque, con le gambe storte.  Appariva – come riferisce Angelo Di Mauro –  un cucchiaino in un mezzo bicchiere d’acqua . Parlare con lei era rasserenante perché, donna dall’animo semplice e dallo sguardo innocente, non si lamentava mai della sua povertà. Costantemente rapita in estasi, sembrava una bambina abbandonata. Veniva incontro alla gente – continua Di Mauro – come un cagnolino fedele, scodinzolando un vecchio sorriso, piegata in più parti lateralmente. Viveva grazie alla generosità delle donne del paese che le portavano il cibo ogni tanto, venendo su per la vecchia mulattiera intransitabile. Assunta, più volte, aveva patito i morsi della fame: la Madonna, allora, miracolosamente le faceva trovare un piatto caldo sul tavolo nella stanza a lato della Chiesa. Una notte, col suonar delle campane, spaventò e mise in fuga un gruppo di malintenzionati pronti a rubare. Aveva una sola preoccupazione: non far mancare mai i lumini accesi alla Madonna. Nelle notti tempestose si raggomitolava nel suo pagliericcio sotto il manto della Madre Divina, che intimamente scendeva dal suo trono dorato per consolarla. I devoti ascoltavano commossi questi racconti e consideravano Assunta un po’ santa e un po’ angelo. Spesso i più giovani si divertivano scherzosamente a farla piangere, dicendole che l’avrebbero portato via la Madonna. Assunta, allora, li rincorreva sul sagrato, alzando la polvere con le sue solite ciabatte da ballerina. A settembre era solita sedersi sul muretto a dialogare con i pellegrini e a sgusciare noci con le sue dite nere. In primavera, invece, la festa di Castello la privava dell’affetto esclusivo della Mamma Schiavona; in compenso, però, erano i giorni che mangiava di più, grazie alle paranze che lasciavano il cibo avanzato. A nulla valsero le consolazioni delle donne e le spiegazioni quando veniva strappata dall’affetto della Vergine in processione per la città: la vecchietta esibiva, come una bambina, i suoi occhi arrossati dal pianto, stordita da un evento per lei incomprensibile.  La Madonna, però, sarebbe tornata bella più che mai e con lei il sorriso sul viso aggrinzito di Assunta. Ammalatasi gravemente, fu trasportata a Liveri di Nola, dove concluse la sua vita terrena nel 1965 circa. Assuntulella si addormentò finalmente in braccio alla sua Madre per non risvegliarsi più.

Sant’Anastasia, lite in un bar: denunciati un uomo e una donna

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I Carabinieri della Stazione di Sant’Anastasia sono intervenuti  ieri  notte in via Pomigliano perché era stata segnalata una lite all’interno di un locale pubblico. È stato poi accertato che alcuni clienti (un 34enne già noto alle forze dell’ordine  e una 28enne di Somma Vesuviana) avevano discusso animatamente con la responsabile di sala 24enne che non voleva dare loro ancora da bere avendoli notati già in evidente stato di alterazione. La discussione ha innescato la reazione della coppia  che hanno danneggiato alcuni arredi del locale. Poi, al fine di sottrarsi al controllo, hanno opposto viva ed energica resistenza ai militari giunti sul posto (la donna ha addirittura aggredito uno degli operanti a calci e pugni, prima di essere comunque immobilizzata, causandogli contusioni guaribili in pochi giorni). Il 34enne e la 28enne sono stati denunciati per danneggiamento e per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Brusciano, Antonio Cipollaro tra i nuovi Cavalieri del Lavoro

Antonio Cipollaro è il bruscianese al quale il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito la “Stella al merito del lavoro”. Sessantanove i campani ai quali domani sarà consegnata l’onorificenza. Cipollaro, 61 anni, originario di Napoli e residente a Brusciano da 31 anni, è un operaio specializzato. Lavora nello stabilimento di Pomigliano di Ge Avio dal 1985. Con lui, sono stati insigniti del titolo di “Maestro del Lavoro” anche due colleghi, uno di Castello di Cisterna, Ernesto Esposito, e l’altro di Giugliano, Domenico Panico. “Per singolari meriti di perizia, laboriosità e moralità acquisiti durante il corso della sua attività lavorativa”. Questi i motivi che hanno spinto il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a proporre per Antonio Cipollaro il conferimento della “Stella al merito del lavoro”. Domani sarà consegnata la decorazione. La cerimonia si terrà a partire dalle 11 presso il complesso universitario di San Giovanni a Teduccio dell’Università Federico II. “Mi ha fatto molto piacere, per una questione morale. Ho fatto sempre il mio dovere. E non mai sono stato uno zerbino: sono iscritto alla Fiom e quando si è scioperato io ci sono sempre stato”, ha commentato Cipollaro. Il lavoratore ha espresso rammarico per il comportamento assunto in quest’occasione dall’amministrazione comunale di Brusciano: “Nonostante sia stata informata, nessuno si è fatto sentire. Ci sono rimasto male come cittadino, perché in un momento in cui Brusciano è molto discussa per sparatorie, bombe e spaccio di droga, non si parla di un evento positivo come questo. Credo di essere un esempio per miei figli e la mia famiglia, e potrei esserlo anche per la cittadinanza”. A Brusciano una “Stella al merito del lavoro” era stata conferita nel 1999 a Pasquale Giannino.  

Barriere anti rumore sulla 268, Legambiente: “siano realizzate in modo tale che si possa ammirare il paesaggio”

Legambiente lancia l’appello sui social e invita alla massima condivisione. Seguirà richieste scritta agli organi competenti. Lungo la SS 268 del Vesuvio, nel tratto che va da Somma ad Ottaviano, stanno istallando le barriere anti rumore sul lato che guarda il Monte Somma. Tali necessarie infrastrutture, impediscono di poter ammirare il paesaggio del Monte Somma, di Somma V. e del Parco Nazionale del Vesuvio. Da questa pagina facciamo partire un appello rivolto a tutte le autorità del territorio per chiedere che tali “Barriere  Anti Rumore” siano realizzate con elementi trasparenti per consentire di poter ammirare il suggestivo paesaggio del Somma – Vesuvio. Nei prossimi giorni invieremo una formale richiesta all’ANAS e solleciteremo l’intervento della Regione Campania, della Sovrintendenza, dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, della Città Metropolitana di Napoli e del Comune di Somma Vesuviana per chiedere l’installazione di “barriere anti rumore trasparenti” per la salvaguardia del “Paesaggio Vesuviano” .  

Brusciano, Il candidato sindaco Vincenzo Salvati rinuncerà al compenso insieme agli assessori se eletto

 Il candidato sindaco Vincenzo Salvati rinuncerà al compenso insieme agli assessori se eletto. Il ricavato sarà destinato al sociale

Ancor prima che inizi la campagna elettorale, il candidato sindaco Vincenzo Salvati annuncia il suo primo proposito: “In caso di vittoria, rinuncerò al compenso che mi spetta come sindaco di Brusciano e insieme a me lo faranno anche gli assessori espressi dall’associazione #terranostra”.

Si tratta di un’azione anche simbolica, in tempi di crisi, ma che sul piano economico consentirà il risparmio reale di ben 650mila euro che saranno utilizzati per condurre attività di utilità sociale. L’annuncio del rifiuto degli emolumenti rappresenta senz’altro una scelta totalmente in linea con i valori promossi dall’associazione #terranostra che sostiene il candidato sindaco Salvati. #terranostra promuove il rispetto dell’ambiente, il rilancio del territorio e delle sue ricchezze, ma soprattutto un progetto di comunità che possa crescere attraverso impegno e legalità. Resta inoltre aperto l’invito rivolto a tutti i cittadini di Brusciano: “#terranostra aspetta il vostro contributo per realizzare la città del futuro”.

All’imprenditore Vincenzo Schiavo il Leone d’Oro alla carriera, dedica il premio alle figlie

Vincenzo Schiavo
Napoletano, un legame molto forte con Sant’Anastasia dove nel 1994 nasceva una sede della sua Neapolis Tour, agenzie di viaggio, la società del quale è fondatore, amministratore unico e general manager.  Schiavo è anche console onorario della federazione russa a Napoli, presidente di Confesercenti interregionale (Campania e Molise) e interprovinciale (Napoli, Avellino, Benevento) oltre che componente della giunta nazionale. Leone d’Oro alla carriera al Gran Premio Internazionale di Venezia che ogni anno assegna riconoscimenti a chi ha contribuito alla crescita dell’Italia, dalle arti all’imprenditoria. Una rassegna con 71 anni di storia che celebra e valorizza le eccellenze italiane premiando figure illustri della cultura, dello spettacolo, della politica. Uno dei premi più prestigiosi in Italia. «Sentire il mio nome al Gran Premio internazionale di Venezia – ha commentato Schiavo  – per aver svolto attività imprenditoriali, per aver compulsato le aziende ad internazionalizzare in tutto il mondo ma soprattutto oggi verso la Russia, per aver sempre dato l’esempio, per essermi sporcato le mani, messo la faccia, mi commuove». Con l’imprenditore campano sono stati premiati il cavaliere Giovanni Rana e il premio Nobel Walter Arbib, proprietario della Sky Link, prima compagnia di trasporto merci al Mondo e soprattutto l’unica compagnia di soccorso umanitari al mondo nei luoghi di guerra. «Grazie al presidente del prestigioso evento Gran Premio Internazionale di Venezia, Sileno Candelaresi. Grazie a tutte le centinaia di persone che hanno candidato il mio nome. Grazie alla commissione internazionale, a tutti coloro che mi vogliono bene sinceramente, collaboratrici, collaboratori, amici e parenti. Dedico questo mio successo a due preziose persone; a loro ho dedicato la mia vita, a loro dedico questo riconoscimento, e per loro che ho avuto la forza e la gioia di lavorare quattordici ore al giorno alle mie due Figlie Elvira Denise e Nicole». Schiavo, dottore in scienze politiche con tesi di laurea in sociologia della comunicazione, ha fondato e amministra la Schidest srl, società di consulenza a imprese, enti pubblici e privati, la Global Travel Network, franchising di agenzie di viaggi presenti in tutta Italia con più di 80 agenzie affiliate, la Itinera Srl Opan, tour operator di viaggio e turismo religiosi della Arcidiocesi di Napoli, la Star Home, società di costruzione e commercializzazione di case mobili e sviluppo di villaggi su case mobili.