E’ doveroso premettere che l’emergenza rifiuti che in questi giorni si sta registrando nel Napoletano, un’emergenza causata dalla chiusura per manutenzione programmata di una linea del forno dell’inceneritore, non c’entra proprio nulla con il caso, più unico che raro, che si sta consumando ad Acerra. Qui l’isola ecologica comunale versa infatti in condizioni estreme, trabocca cioè di scarti ingombranti che bisognava smaltire negli appositi centri di recupero. Ma lo smaltimento degli ingombranti da queste parti sembra una chimera. Ora però la struttura pubblica di via Mulino Vecchio viene trattata alla stessa stregua di una discarica a cielo aperto. Proprio così: l’altro giorno l’Asl Napoli 2 nord, dopo aver effettuato un’ispezione nell’impianto di via Mulino Vecchio, ha firmato un “esposto-denuncia” emblematico in questo senso. Con questo documento è stato chiesto al sindaco, Raffaele Lettieri, di ordinare ad horas alla ditta di nettezza urbana la bonifica dell’isola ecologica municipale attraverso “il ripristino di corrette condizioni igienico sanitarie e ambientali”. E la denuncia dell’Asl ha avuto subito effetto. Il primo cittadino ieri ha fatto pubblicare sull’albo pretorio del Comune l’ordinanza contingibile ed urgente per la pulizia immediata della struttura. Ci sono vari problemi, di notevole rilevanza. Nell’impianto ubicato nell’immediata periferia nord i contenitori “scarrabili” sono stracolmi di rifiuti ingombranti che ormai versano a terra: materassi, sedie, mobili, elettrodomestici. Ci sono anche scarti che appaiono incendiati. Inoltre, com’è stato evidenziato dall’Asl, il pavimento dell’isola è danneggiato all’altezza delle caditoie che, tra l’altro, risultano intasate. “Ciò rappresenta un pericolo per l’ambiente e per la falda acquifera sottostante”, scrivono nell’esposto i tecnici dell’azienda sanitaria locale. La vicenda è emersa dopo che due ambientalisti di Acerra, Alessandro Cannvacciuolo e Antonio Montesarchio, qualche giorno fa si sono recati nella struttura di raccolta dei rifiuti ingombranti. “Siamo andati a depositare del materiale riciclabile ma ci siamo accorti subito che la situazione era incredibile – racconta Cannavacciuolo – abbiamo trovato rifiuti dappertutto, sparsi ovunque. I cittadini erano costretti a portarsi indietro gli scarti perché non c’era più spazio dove metterli”. “A un certo punto – aggiunge Cannavacciuolo – abbiamo sentito alcune persone che minacciavano di voler scaricare abusivamente nelle campagne i materiali che non venivano più accettati da molti giorni nell’isola ecologica per cui io e Montesarchio ci siamo sentiti in dovere di contattare subito la polizia municipale e l’asl competente allo scopo di chiedere interventi immediati. Intanto però ci chiediamo: chi doveva vigilare sulla corretta gestione dell’impianto comunale ?”. Poco dopo sul posto si sono recati i poliziotti municipali e gli ispettori dell’asl. Ispettori che hanno quindi consegnato al sindaco l’esposto-denuncia. Sindaco che a sua volta ha emanato l’ordinanza di bonifica che dovrà essere ottemperata dalla Tekra, la ditta di nettezza urbana. Un’impresa che però negli ultimi tempi sta facendo registrare problemi a raffica. Tanto per fare un esempio nonostante un appalto comunale, appena vinto, da 54 milioni di euro per 7 anni, i 106 dipendenti ricevono gli stipendi soltanto a singhiozzo. Questo problema ha fatto scendere più volte in sciopero le maestranze. Problemi anche sul fronte criminale. Due settimane fa un commando a bordo di una moto ha lanciato una molotov su un’attrezzatura ubicata nel cantiere della ditta, in via degli Etruschi. La pista seguita dagli inquirenti è quella della camorra del pizzo. Ma nessuno collabora. Indagini di polizia molto difficili.
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