Somma Vesuviana, comunicato da ex sostenitori di Rianna: “Lontano da progetto comune”

Michele D’Avino, ex sostenitore e firmatario della nota
Riceviamo e pubblichiamo, a firma di Michele D’Avino, il più anziano dei sostenitori dell’ex candidato sindaco – oggi consigliere comunale di opposizione a Somma Vesuviana – Salvatore Rianna, un comunicato in cui sostenitori, promotori e simpatizzanti (“Moltissimi” si dice nella nota) prendono le distanze dalla sua linea politica. A quasi un anno dalla presentazione delle liste a sostegno della candidatura di Salvatore Rianna al Comune di Somma Vesuviana,  moltissimi tra candidati, promotori, sostenitori e simpatizzanti  di quella iniziativa non possono che constatare e prendere atto della distanza siderale venutasi a creare tra tale progetto politico ed i comportamenti assunti dal consigliere eletto Rianna.  L’ambiguità della propria collocazione politica e l’assenza di iniziative sul territorio sommese sono il segnale inequivocabile di un suo allontanamento da quella proposta di rinnovamento della Città. L’impegno e l’entusiasmo profusi riuscirono in poche settimane a mobilitare decine di cittadini e raccogliere migliaia di consensi elettorali su un progetto politico che andava ben al di là di una mera presenza in Consiglio Comunale. In un anno di consiliatura non è stata convocata una sola riunione, non una manifestazione, non un incontro pubblico.  Le donne e gli uomini sommesi che hanno riposto le proprie speranze in quell’idea di cambiamento e di rinascita meritano più rispetto. Tale discontinuità politica non può più essere sottaciuta senza divenirne corresponsabili e risulta ormai impossibile riconoscersi nelle posizioni politiche espresse dal consigliere Rianna le cui scelte non sono né condivise né condivisibili. Porsi al servizio della collettività significa fare politica tra la gente quotidianamente e non solo all’approssimarsi delle scadenze elettorali. Appare necessario riprendere il cammino interrotto, abbandonare al proprio destino chi ha deciso di allontanarsi da un comune progetto per perseguire strade ed interessi diversi. Ricominciare non solo si può ma si deve. Il responsabile  più anziano del gruppo Michele D’Avino

Maryam Tancredi, la prima dei finalisti a The Voice of Italy

La giovane sommese Maryam Tancredi entra nella rosa dei quattro finalisti del talent.   Giunge alla serata semifinali The Voice of Italy, ed è un’emozione senza fine, uno spettacolo in cui la bellezza della musica  prende il sopravvento sulla gara stessa. A dimostrarlo i quattro giudici in primis, Al Bano, Francesco Renga, J-Ax. Cristina Scabbia che cantano insieme pezzi di ognuno, mostrando quanto la magia delle note possa rendere qualunque genere musicale un linguaggio universale. Serata importante  quella di ieri sera , in cui i sedici prescelti, arrivati ad un punto cruciale, si sono sfidati a due a due attraverso le Battle, scontrandosi su uno stesso brano  fino a giungere alla finale prevista per il 10 maggio. La prima sfida è per il team Al Bano, nel quale si è distinta una voce su tutti, a detta di tutti e quattro i coach e che è  emersa nella seconda delle battle previste, quella forza della natura di Maryam Tancredi, giovane talento di Somma Vesuviana. È lei che con Skyfall ha vinto  la sfida contro Mara Sottocornola. La giovane sommese  ha avuto  la meglio su un’avversaria difficile, la sua estensione vocale è riuscita  ad elevarsi sopra i bassi potenti della profonda voce di Mara. Al Bano tentenna poco  e deciso non ha potuto  che sottolineare l’impatto che Maryam ha sul pubblico, ogni volta coinvolto totalmente dallo spessore e dall’abilità vocale della ragazza. I coach sono tutti d’accordo, lei è una delle favorite per la vittoria. Un percorso tutto in salita che avrà nella successiva battle ancora un bello scontro. Difronte alla Tancredi l’originalità e la voce quasi lirica di un personaggio molto particolare, Tekemaya, al secolo Francesco Bovino, Drag Queen che sfiora la vittoria con Quizàs Quizàs Quizàs. A prevalere sarà la canzone che ha portato Maryam a farsi conoscere già dalla prima puntata del talent: il pezzo di Al Bano “E’ la mia vita” , quello che aveva convinto tutti i giudici, fatto impallidire il pubblico in piedi per omaggiare la forza della ragazza che sceglieva il tema Al Bano e si sentiva dire dal cantante di Cellino San Marco: “Sembri un po’ l’Al Bano al femminile”. La sfida è vinta, Maryam Tancredi, giovane talento di voce fortissima e fuoco della terra vesuviana nel sangue, è la prima finalista di The Voice of Italy. Sui social  esplode la gioia della città di Somma Vesuviana  e il primo cittadino, Salvatore Di Sarno, esulta  e plaude orgoglioso.

Nola, a giugno un grande evento nazionale sull’arte della cartapesta

Un evento nazionale sull’arte della cartapesta. E’ l’idea a cui sta lavorando l’associazione MU.S.A., in collaborazione con il Museo archeologico di Nola, diretto da Giacomo Franzese, in programma per il prossimo mese di giugno. Domani pomeriggio, venerdì 4 maggio, alle ore 18.00 proprio presso il museo di via Senatore Cocozza, il progetto sarà condiviso nel corso di un incontro con le istituzioni locali e le associazioni cittadine. L’esposizione più importante di questo genere risale al 2008, allorché fu allestita a Milano presso il Museo diocesano. La mostra, “La scultura in cartapesta- Sansovino, Bernini e i Maestri leccesi tra tecnica e artificio”, sancì la rilevanza della cartapesta nell’arte e nel corso dei secoli. Per la prima volta si affrontava un argomento poco studiato e valorizzato, ma di grandissima importanza storica attraverso una cinquantina di opere dal Rinascimento ai nostri giorni. Il dibattito che ne derivò, sfatò il preconcetto che la povertà della materia producesse un’aridità artistica e indusse la letteratura d’arte a un esame radicale dei giudizi. La cartapesta, da genere umile e dimenticato, fu finalmente collocata e apprezzata tra le altre espressioni d’arte. Purtroppo da allora in poi si sono succedute soltanto modeste iniziative. Nola, come Lecce, vanta una tradizione della lavorazione della cartapesta, sicuramente da più di due secoli, incentrata sulla “Festa dei Gigli” e che ha ottenuto successi straordinari sino al riconoscimento dell’ Unesco quale patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Opere di cartapesta di questa tradizione potranno avere una degna collocazione provvisoria nel Museo archeologico e in futuro nella sede definitiva del Museo della Cartapesta. Le opere di artisti cartapestai di fama nazionale saranno esposte nella diroccata chiesa di S.Maria la Nova. In un settore della mostra, dedicato alla tradizione locale, saranno esposti alcuni pregevoli rivestimenti dei Gigli di Nola, risalenti agli anni 40 e 50. La ricerca delle opere da esporre sarà curata dal maestro, Ezio Flammia, uno dei maggiori studiosi ed esperti nazionali in tema di lavorazione e storia della cartapesta, e dal maestro Vittorio Avella, socio fondatore di MU.S.A. Gli allestimenti saranno invece coordinati dall’architetto Maurizio Barbato, socio fondatore e segretario di MU.S.A.

Ponte del primo maggio fatale alle scuole di Pomigliano: triplo raid e danneggiamenti

Scuole in ginocchio per l’assalto dei ladri di computer e di attrezzature. Accade a Pomigliano, divenuta da tempo territorio prediletto dalle bande che depredano il patrimonio pubblico. Qui il ponte del primo maggio si è rivelato letale per le scuole elementari della città delle fabbriche. Due i raid messi a segno quasi nel periodo festivo, contemporaneamente: nelle elementari “Ponte” e “San Giusto”. Per fortuna i ladri non hanno portato via niente ma i danni seguiti ai tentativi di furto sono notevoli: porte e finestre sfondate nella scuola di via Roma e una finestra divelta in quella di via San Giusto. La direttrice della scuola elementare “Ponte” di via Roma, Filomena Favicchio, ieri ha dichiarato a caldo che “qui siamo nella terra di nessuno” e che “i ladri anche se non sono riusciti a rubare niente hanno fatto oltre quattromila euro di danni sfondando porte e finestre”.” Nel frattempo – lamenta la dirigente scolastica – nessuno ci aiuta pur avendo chiesto più volte alle autorità competenti di far installare sistemi di sicurezza”. In un anno la scuola Ponte ha già subito due furti di computer e attrezzature, per un totale di ben 40mila euro. Tutto materiale ricomprato grazie a una colletta effettuata tra i genitori dei 1100 iscritti e i docenti. L’anno scorso, durante le indagini relative a uno dei due furti, è stato anche arrestato un romeno, che è stato riconosciuto colpevole e che però è uscito subito di galera. “Non ha potuto restituire niente alla scuola in quanto è risultato nullatenente”, racconta la direttrice Favicchio . Per quanto riguarda il raid quasi contemporaneo a quello messo a segno nella notte tra martedi e mercoledi nella scuola Ponte, il raid nella scuola San Giusto, il preside, Raffaele Del Prete, ha riferito che “i ladri hanno divelto una finestra” ma che i criminali “sono scappati non appena è scattato il sistema di antifurto”. Ma la sensazione a Pomigliano è nel frattempo quella dell’assalto al fortino. Sempre ieri infatti è emersa un’altra vicenda. Appena la settimana scorsa c’è stato un ennesimo blitz dei malintenzionati, nella scuola media Omero, in via Mazzini, lato orientale della città. Qui sono stati rubati alcuni computer. “Se non vengono installati sistemi di sicurezza – l’allarme della direttrice Favicchio – la zona resterà in balia delle bande. Qui tutti entrano ed escono a piacimento”. Da tempo l’area compresa tra Pomigliano e Casalnuovo è oggetto di ripetute azioni criminose ai danni di altrettanti edifici scolastici. E’ una piaga che sta flagellando da anni l’intero territorio Napoletano e che gli operatori del settore stanno riuscendo a contrastare soltanto attraverso l’installazione di costosi sistemi di videosorveglianza o antifurto. Il problema però è che spesso le scuole non hanno il danaro sufficiente all’installazione di questo tipo di attrezzature per cui sono spesso le municipalità locali a dover intervenire. Intanto l’emergenza a Pomigliano e dintorni a ogni modo resta. Nel mirino ci sono soprattutto le scuole ubicate in periferia, dove cioè l’attenzione è minore e le vie di fuga sono più praticabili dai delinquenti.

Pollena Trocchia, la giunta comunale approva due nuove intitolazioni di spazi pubblici

Una piazzetta sarà intitolata a Vincenzo Liguori e il parco ludico a Don Michele Sannino.  
La memoria di Vincenzo Liguori, vittima innocente della criminalità organizzata, e di don Michele Mauro Sannino, per anni alla guida della locale parrocchia San Gennaro, sarà impressa nella toponomastica cittadina. Nel corso dell’ultima riunione della giunta comunale guidata dal Sindaco Francesco Pinto, infatti, sono state approvate due delibere di intitolazione di altrettanti spazi pubblici a due indimenticate figure della comunità cittadina di Pollena Trocchia. In particolare è stato stabilito di intitolare la piazzetta edificata nel corso dei lavori di riqualificazione del Rione Micillo a Vincenzo Liguori, cittadino di Pollena Trocchia tragicamente ucciso nel gennaio del 2011 nella città di San Giorgio a Cremano, colpito da un proiettile vagante mentre lavorava nella sua officina meccanica. A don Michele, invece, sarà intitolato il Parco Ludico-Ricreativo recentemente nato in località Parco Europa a seguito della riqualificazione dell’area a verde ivi situata. “L’intitolazione della piazzetta del Rione Micillo al compianto Vincenzo Liguori da un lato rappresenta un modo per rendere onore e tener viva la memoria di un nostro concittadino, amato e stimato dalla nostra comunità in quanto onesto uomo e padre di famiglia, dall’altro vuole contribuire a diffondere gli ideali di legalità e giustizia presso la cittadinanza, orientando e formando le giovani generazioni al rifiuto dell’illegalità e della criminalità organizzata” ha detto il Sindaco Pinto. “A don Michele dedicheremo invece il Parco Ludico-Ricreativo, un’area che ha contribuito a rendere viva organizzando al suo interno diverse iniziative di fede e socializzazione. È il giusto omaggio a chi ha rappresentato una guida spirituale per diverse generazioni di nostri cittadini, contribuendo a diffondere la cultura del rispetto reciproco, della solidarietà sociale e della condivisione” ha concluso il Primo cittadino di Pollena Trocchia.

Cresce l’attesa per la V Edizione del prestigioso Premio Ambasciatore del Sorriso

La bellissima iniziativa fondata e curata dall’artista poliedrico Angelo Iannelli è organizzata dall’Associazione culturale Vesuvius in collaborazione con il Comune di Napoli, giunge alla V Edizone. A breve il nome del personaggio illustre al quale sarà dedicata questa edizione. Tra pochi mesi scade il bando per partecipare alle varie sezioni in gara.Un premio di rivelanza mondiale ,che si svolge nella culla della cultura italiana il prestigioso castello del Maschio Angioino di Napoli. In pochi anni è divenuto tra i migliori a livello nazionale per semplicità, organizzazione e motivazione.Nato per donare un sorriso alle persone meno fortunate. L’imponente kermesse oltre a premiare i vari artisti che col la propia arte hanno donato un sorriso alle fasce deboli, premia anche le varie sezioni come : Poesia, pittura, fotografia e scultura. Nelle precedenti edizioni è stato dedicato a   Ciro Esposito vittima della violenza negli stadi, al cantante Pino Daniele, all’attore Massimo Troisi al principe della risata Antonio De Curtis in arte Toto.Vista la valenza socio culturale il premio è costruito dagli artisti : Domenico Sepe ,Marco Ferrigno e Antonio Montanile. Si avvale dei patrocini morali dei Comuni: Napoli , Salerno, Sorrento, Piano di Sorrento, Nola, San Giorgio a Cremano, Saviano, Marigliano, Brusciano, Scisciano, Mariglianella, San Vitaliano, Visciano e Camposano e ancora : Regione Campania, Curia di Napoli ,Istituto politiche Europee culturali e ambientali Unicef, Telethon, Uildm, Fondazione Citta’ della Scienza, l’Associazione Ciro Vive, Il Simposio delle Muse.Nelle precedenti edizioni sono stati premiati per aver donato un sorriso alle fasce deboli tantissimi   personaggi illustri , un vero record nazionale ,ricordiamo alcuni: Teatro e Cinema e cabaret : Giacomo Rizzo, Gino Rivieccio, Salvatore Misticone, Enzo Fischetti, Francesco Paolantonio, Patrizio Rispo, Angelo Di Gennaro, Arturo Sepe, Lucia Oreto, Francesco Albanese, Peppe Iodice, Umberto Del Prete, Chiara Aliberti, Carmine Migliaccio e Raffaele Molisso, Gianfranco Gallo. Per la musica: Franco Ricciardi, Monica Sarnelli, Marco Zurzolo, Antonio Onorato, Rosario Scotti Di Carlo, Francesca Marini ,Anna Capasso, Enzo Campagnoli,Lino Vairetti degli Osanna, Loredana Daniele, Ida Rendano, I Foja, Roberto Colella, La Maschera, Marcello Colasurdo, Felice Romano, Rosa Chiodo, Lino Blandizzi, Francesca Maresca, Mario Maglione, Tueff, Luca Blindo , Anna Capasso, Luca Sepe, Mastro Masiello Mandolini, Federica Raimo, la banda musicale Mascolo, Rosa Chiodo, Giuseppe Gambi, Gregorio Rega, la paranza Vesuvius. Come eccellenze  :Giandomenico Lepore , Antonella Leardi, Troisi Luigi, Elena Anticoli DE Curtis, Margherita Dini Ciacci, Paola Mercurio, Gigi Soriani e Gigio Rosa, Amedeo Barbato, Francesco Menichini e Antonella Devastato, Gianni Simioli, Paolo Zengara, Mario Esposito, Sirio Esposito. Per la Chiesa : Cardinale Crescenzo Sepe, Don Maurizio Patriciello, Don Aniello Manganiello, Don Tonino   Palmese. Per il giornalismo : Redazione TGR Campania , Marzia Roncacci, Antonello Perillo , Ettore De Lorenzo, Rino Cesarano, Nello Fontanella, Marco Perillo, Beppe Maiello, Paolo Chiariello, Diego Paura, Mauro Romano, Per lo sport: Gennaro Iezzo, Patrizio Oliva, Gianni Improta ,ASD Vincenzo Riccio, Jene Accademy Soccer di Clementino, Nazionale Italiana Soccer di pallavolo Femminile, Soccer Napoli football calcio a cinque . Per il sociale :Antonio Iazzetta, Polisportiva di Salerno The Girls Who Have Rhthm, Associazione Augurabile, Compagnia Saltimbanchi e tanti altri … Per la politica : Vincenzo De Luca, ora Governatore Regione Campania, Nino Daniele. I sindaci di : Salerno ,Nola, Brusciano, Marigliano, Scisciano, Piano di Sorrento, Sorrento, Camposano, San Vitaliano, Mariglianella, Visciano, Saviano e San Giorgio a Cremano, Visciano, per la loro vicinanza all’iniziativa socio-culturale. Per l’arte e la cultura : Domenico Sepe, Marco Ferrigno, Montanile Antonio, Alfredo Pasolini, Tina Piccolo, Maurizio De Giovanni. Per la gastronomia : Ciro Popella, Pietro Parisi. Per la scienza: Antonio Giordano, Luigi Amodio, Fondazione Citta’ della Scienza. Per la moda : Accademia Maria Mauro, Tiziana Grimaldi. La maestosa manifestazione è presentata da Angelo Iannelli, Edda Cioffi ed Emanuela Gambardella con le miss Ludovica Masucci e Giulia Accardo mentre il presidente onorario del premio è Marcello Colasurdo . Cresce l’attesa dei prossimi ambasciatori del sorriso, mentre dall’Italia e anche dal Giappone, inziano a prenotare strutture alberghiere, in città per l’atteso l’evento e per visitare Napoli.

Pomigliano Danza, richiesta di precisazione. Riceviamo e pubblichiamo

Riceviamo  e pubblichiamo la richiesta di  precisazione del Presidente della Pomigliano Danza all’articolo «Pomigliano Danza, per 8mila euro pignorato il conto della fondazione». Segue la risposta del giornalista Pino Neri Gentile direttore, Sul suo giornale, è apparso un articolo, «Pomigliano Danza, per 8mila euro pignorato il conto della fondazione» a firma di Pino Neri che contiene molteplici notizie inesatte e ricostruzioni monche che ledono gravemente l’immagine dell’associazione Pomigliano Danza della quale sono presidente da poco più di un anno. Ero e sono convinto che un giornalista obiettivo, prima di proporre ad un giornale la pubblicazione di un articolo del genere, non dovrebbe soffermarsi all’ascolto di un’unica fonte – in questo caso un consigliere di opposizione – ma ascoltare pure la controparte interessata, non fosse altro per evitare brutte figure e – più importante ancora – offrire ai lettori un’informazione corretta. Detto ciò, appare chiaro fin dalle prime righe, che il giornalista in questione non è molto informato: la Pomigliano Danza non è assolutamente una Fondazione bensì un’associazione culturale. Non ha, come il signor Pino Neri scrive, “alcune decine di iscritti” ma quasi 150. Ci spiace per i calcoli sbagliati ma gli ultimi dati, quelli relativi alla conclusione dell’anno accademico 2017 – 2018, ci consegnano risultati eccellenti grazie alle iniziative messe in campo e ai successi ottenuti nei vari concorsi in territorio campano e fuori (come per esempio a Civitavecchia), e grazie anche al nuovo assetto artistico e a personale qualificato e di valore. Ripeto, quasi 150 iscritti: un dato che al giorno d’oggi, vista anche la spietata concorrenza presente sul territorio è un numero rilevante, significativo e destinato ad aumentare negli anni a venire. Sempre nel parziale articolo a firma del signor Pino Neri, la Pomigliano Danza viene “dipinta” come una struttura simile ad una semplice palestra. Ora, i casi sono due, lascio a lei la scelta: è malafede o mancanza di informazioni? Perché, gentile direttore, la Pomigliano Danza ha a sua disposizione circa mille metri quadri, con quattro grandi sale e servizi per piccoli e grandi utenti. Una struttura apprezzata da tanti e invidiata da altrettanti, lodata dalla grande étoile Carla Fracci, da Anbeta, da Kledi, da Mauro Mosconi e da molti altri nomi di gran livello del panorama nazionale della danza. Profitto della sua cortesia per rassicurare il signor giornalista Pino Neri in merito alle attività: le nostre non sono state sospese, lavoriamo anzi con passione e serenità per la realizzazione dello spettacolo di fine anno che si terrà ad inizio giugno al Teatro Cilea. Mi consento inoltre, andando oltre ciò che mi compete, di far rilevare un’altra grave falsità da evidenziare nel suddetto articolo: il giornalista parla di “ostruzionismo e veti da parte della maggioranza” riguardo ad un’interrogazione di carattere urgente presentata nell’ultima seduta ispettiva di consiglio comunale. Ebbene, si dovrebbe avere conoscenza del regolamento di consiglio comunale che parla chiaro, è lì, nero su bianco: è il presidente dell’assise a decidere in maniera autonoma circa l’urgenza delle interrogazioni. Ed essendo già risolta la vicenda, una mera questione burocratica, l’urgenza non poteva certo essere ravvisata. Vorrei altresì rassicurare il consigliere di opposizione Michele Tufano, unica fonte ascoltata dal giornalista, affinché non si preoccupi in merito ad un ipotetico piano di rilancio dell’associazione: ciò che è stato e sarà messo in campo per il prossimo anno garantirà non solo una solida esistenza della scuola ma anche un definitivo rilancio della stessa. A tal proposito, colgo l’occasione per rendere ufficiale e pubblica una notizia: nella commissione degli esami di quest’anno sarà presente il maestro Pino Alosa che, da settembre 2011, invitato dal nuovo direttore artistico Jose Martinez, ha una carica permanente in qualità di codirettore artistico della Compaῆia Nacional de Danza di Madrid. La sua presenza, oltre ad essere di prestigio per la nostra scuola, è importante anche per continuare nel nostro intento e fortificare il nostro progetto: portare i migliori allievi e il nome della scuola al di fuori dei contesti locali e nazionali. Un progetto ambizioso che solo con serietà, passione e lavoro quotidiano può essere portato a compimento. Pasquale Campana (Presidente Associazione Pomigliano Danza) La risposta del giornalista Pino Neri Gentile sign. Campana, nella sua lettera esprime un legittimo parere circa come, a suo giudizio, debba comportarsi un ‘’giornalista obiettivo ’’. Per fortuna siamo in democrazia e, dunque, ognuno è libero di esprimere una libera opinione su tutto, persino sulla professionalità altrui. Esiste però una sostanziale differenza tra chi è legato contrattualmente ad un soggetto privato e chi, invece, gestisce una associazione culturale per conto di un soggetto pubblico. Infatti mentre nel caso in cui non apprezzasse la linea editoriale oppure il metodo di cronaca del giornale per cui lavoro rimane libero di non comprarlo, da come lei gestisce l’Associazione di cui è Presidente dipende invece un beneficio o un pregiudizio per l’intera comunità. Apprezzo l’esigenza di chiarezza e di trasparenza che l’ha mossa a scrivere la sua lettera. Ma la trasparenza, e soprattutto la trasparenza amministrativa, è un valore che non può esercitarsi ad intermittenza. Ad esempio ho riscontrato e continuo a riscontrare serissime difficoltà a recepire gli ultimi bilanci dell’Associazione Pomigliano Danza. Il che risulta anomalo considerando che l’associazione che Lei presiede gode di una significativa contribuzione da parte di un Ente Pubblico come il Comune di Pomigliano d’Arco ed ancora più anomalo considerando, tanto più in tempi di spending review, che l’Associazione paga lautamente un commercialista il cui compito principale, a rigor di logica, dovrebbe essere quello di coadiuvare il personale dell’Associazione nelle attività di bilancio. Mi sorprende, inoltre, che con molto vigore abbia preteso di chiarire la metratura e le condizioni della struttura ma abbia omesso di citare la struttura fatiscente da anni e ricettacolo per tossicodipendenti di fianco alla sua sede che mette a repentaglio la sicurezza dei suoi allievi e che non abbia preteso con altrettanto vigore dalla maggioranza di governo, nelle cui fila alle ultime elezioni amministrative risultava candidato, la bonifica della struttura. Lei porta a modello di buona gestione gli ospiti di rilievo che avrebbero ‘’lodato , apprezzato ed invidiato la struttura’’. Tuttavia mi risulta che tutti i nomi che lei cita, tranne la grande étoile Carla Fracci, la cui visita in associazione però risale a gestioni precedenti alla sua, abbiano visitato la struttura sotto compenso pagato dagli iscritti agli stage che gli stessi hanno tenuto in Pomigliano Danza. Io credo invece che una buona gestione di una Associazione si misuri soprattutto dalla capacità di attirare fondi e contribuzioni di Enti non direttamente coinvolti nella nomina del cda, come il Comune di Pomigliano. E, mi corregga se sbaglio, ma a me risulta che dalla sua nomina l’Associazione abbia smesso di attirare fondi. Mi permetto di controbattere circa la questione relativa all’ostruzionismo ed ai veti nonché al carattere di urgenza dell’interrogazione presentata durante l’ultima seduta ispettiva del consiglio comunale. Difatti da un’attenta lettura del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale si evince all’art. 27 comma 6 che ‘’Quando l’interrogazione ha carattere urgente può essere effettuata anche nel corso di adunanze ordinarie prima della trattazione degli argomenti posti all’ ordine del giorno. Il Consigliere interrogante rimette copia del testo al Presidente e ne dà diretta lettura al Consiglio. Il Sindaco o l’assessore delegato possono fornire risposta immediata se lo ritengono opportuno (…). In caso contrario essi si riservano di dare risposta scritta all’interrogante entro 7 giorni da quello di presentazione (…)’’. In quella seduta tuttavia si è scelto né di darne risposta immediata né successiva in forma scritta ma di limitarsi a non ravvedere i motivi di urgenza i quali lei liquida come ‘’una vicenda già risolta’’ ‘’una mera questione burocratica’’ e dunque ‘’l’urgenza non poteva certo essere ravvisata’’ ma tuttavia la ‘’vicenda’’ di un pignoramento, mi permetto di dirle, si ‘’risolve’’ quando il debito si estingue. E’ forse andata così? PINO NERI                                                                                                                                             

L’ultimo saluto al prof. Pasquale Moschiano, che ha raccontato, da Maestro, la storia del Vallo di Lauro.

Ieri, mercoledì, Pasquale Moschiano ha lasciato per sempre la sua terra, i suoi cari, i concittadini. I libri che egli ha scritto faranno sì che non si cancelli la memoria di uno studioso che ha ricostruito e raccontato la storia del Vallo con la sapienza di un Maestro, con l’amore di un Figlio e con l’umiltà di cui si adorna sempre l’intelligenza dei Grandi.  Ripubblichiamo l’articolo che nel novembre 2014  il nostro giornale dedicò alla manifestazione organizzata da “Fonte Nova” in onore dello storico.   “ L’ associazione “Fonte Nova” organizzando la manifestazione del 23 novembre in onore del prof. Pasquale Moschiano ha voluto confermare che la sua attività culturale si sviluppa secondo alcune delle linee tracciate dallo storico. Del resto, l’ha detto chiaramente Tilde Schiavone, che dell’associazione è presidentessa, nel presentare la serata: il recupero dei valori della tradizione si riduce a sterile esercizio accademico se non trova i nessi tra passato e presente, se non contribuisce a illuminare l’identità civica, in cui ogni cittadino può rispecchiarsi. Perfetta è stata la corrispondenza tra la personalità culturale del prof. Moschiano, il progetto dell’associazione ” Fonte Nova”, la splendida Chiesa di San Francesco, in cui la manifestazione si è svolta, e il pubblico numeroso, intensamente partecipe: insomma, una sola affascinante atmosfera. Carmine Cimmino ha detto che l’importanza degli studi del prof. Moschiano sta nell’ampiezza delle fonti consultate, nella precisione dell’analisi storica, nella “lettura” delle carte che mira sempre a cogliere e a portare in primo piano gli aspetti sociali, i riti, i costumi, i modi di vedere le cose. Nei documenti degli archivi Moschiano cerca non solo la verità della storia, ma anche le ragioni e il principio dei sentimenti, delle passioni, degli affetti che accende nel suo cuore la sensibilità per la Natura. Della Natura della Montagna Moschiano sente la bellezza vitale, e perciò incita gli abitanti tutti del Vallo a difendere questa bellezza, ad assorbirne i valori, a impedire che la violenza offenda la sua sacralità. Sotto questo aspetto, conclude Carmine Cimmino, l’opera ancora inedita che Pasquale Moschiano dedica ai ” sacri monti del Vallo” è la splendida sintesi di tutti i suoi studi precedenti, ed è l’avvio di un nuovo ciclo di ricerche. “Superato ancora qualche altro tornante si è davanti ad un ampia parete rocciosa con incavo a modo grotta. E’qui S. Michele a Pietracupa, monumento scolpito dalla natura.” Così scrive Moschiano. Il dott. Michele Scafuro, archeologo, prendendo spunto dalle pagine che lo storico dedica al culto di San Michele nel Vallo, spiega che anche in questo territorio, come in altri luoghi d’Italia, in Maremma, per esempio, il culto di San Michele si associa a quello della Madonna della Neve perchè l’Arcangelo e la Madre di Cristo proteggono l’ agricoltura: il relatore ricorda che sul Gargano è avvenuta, ad opera dei Bizantini, la trasformazione di San Michele da giudice e da guerriero in patrono delle messi. Anche i cronisti, dice il dott. Scafuro, confermano l’assidua presenza di fedeli avellinesi nei luoghi del Gargano sacri al Vincitore dei diavoli ribelli. Il parroco don Luigi Vitale indica le immagini- il Monte, la grotta, la strada- che il prof. Moschiano trasforma in simboli in cui si riassumono sostanze e forme della spiritualità non solo dei cittadini del Vallo, ma di tutti gli uomini: in questa prospettiva, l’opera dello storico risulta un modello di valori valido per tutti coloro che vivono la propria esistenza come un’ascesa verso Dio. E sulla simbologia della Montagna e della strada il parroco dice parole veramente ispirate, che in sintesi disegnano la storia di quelle immagini dal mondo pagano a quello cristiano, dove si inverano, e nella fede e nella Parola acquistano il senso ultimo. Il sindaco di Lauro Bossone sottolinea, infine, l’importanza della manifestazione, in cui egli vede il segno concreto dell’ammirazione e della riconoscenza che tutta la comunità sente per la figura e per l’opera di Pasquale Moschiano, per i libri già scritti e per quelli che scriverà.Il professore ringrazia tutti: ma ringrazia Fonte Nova in un modo particolare, recitando con maestria una sua poesia dedicata a Fontenovella, agli abitanti del luogo, allo splendore della Chiesa che custodisce anche una importante tela di Decio Tramontano. Eleganti pergamene con i versi del professore vengono consegnate a tutti i presenti, e a lui Tilde Schiavone offre, a nome dell’ Associazione, una targa su cui è inciso il grazie della comunità per uno storico che ha svelato agli abitanti del Vallo il valore delle loro tradizioni e le radici della loro identità.”. Importanti sono gli studi che il prof. Moschiano ha dedicato alla storia del brigantaggio post-unitario nel Vallo: le manifestazioni che  le associazioni culturali di Lauro certamente organizzeranno per ricordare lo storico ci forniranno l’occasione per parlare della originale “lettura” che egli ha dato delle figure di Cipriano e Giona La Gala e di Crescenzo Gravina. Diceva Le Goff che non si spegne mai la voce di chi racconta la storia della sua terra.    

Somma Vesuviana, la miracolosa storia della Madonna di Castello

Da don Carlo Carafa al Conte Orsini. La storia di Mamma Schiavona dal 1650 ai giorni nostri. Il 3 maggio e come si è giunti al pellegrinaggio di devozione. Nel 1622 Padre Don Carlo Carafa, avendo desiderio di ritirarsi in solitudine per qualche tempo in un luogo solitario e lontano dalle umane attività, per attendere serenamente alla contemplazione delle cose celesti, e avendo pure non molto lontano da Somma un suo possedimento fra il Casale di Brusciano e Somma, scelse il Monte Somma, ritenendolo più adatto al suo scopo. Non si sa precisamente se nell’insediarsi il religioso abbia costruito una nuova cappella o abbia restaurato un’antica chiesetta dedicata a Santa Lucia e già ivi esistente. Si è propensi a credere più alla seconda ipotesi. In questo luogo sacro Don Carlo collocò una statua della Beatissima Vergine in legno; che, molto venerata, si rivelò nel tempo miracolosa. Il religioso eremita si fermò in questo luogo solitario per un lungo periodo e qui meditò, in assoluto silenzio, la regola dell’Ordine dei Padri Pii Operai. Chiamato, però, a seguire il suo Ordine religioso, lasciò la chiesetta all’inizio del 1631 per andare a fondare un’altra casa religiosa fra Maddaloni e Caserta. Il piccolo Santuario fu consegnato ad un romita, affinché lo custodisse  e ne avesse cura, con il compito di tenere sempre accese le lampade davanti alla venerata immagine di Maria.  Anche dopo la partenza di Don Carlo Carafa non venne mai meno il fervore religioso e l’attaccamento del popolo di Somma e dei paesi viciniori alla chiesetta e al culto della Vergine Maria di Castello, così venuta a denominarsi per il ricordo della vestusta arce di Somma. Le visite e i pellegrinaggi erano frequenti sia per l’amenità del luogo, sia per la grande devozione. In questo modo stette questa cappella fino al 1631 – riporta Padre Serafino da Montorio – quando sdegnato il nostro Dio per li peccati commessi in questo mondo dispose di castigare questi popoli con l’orribile eruzione del detto Monte Vesuvio. Era il 13 dicembre 1631 quando dalle macerie fu recuperata la sola testa della Madonna. I devoti, lieti del ritrovamento del volto della Vergine, lo inviarono a Napoli affinché un esperto scultore ne scolpisse il resto del corpo. Occupato da altre faccende, il negligente scultore abbandonò la testa in un cassettone. Fu in questa occasione che la Madonna di Castello compì il suo primo miracolo. La figliuola dello scultore era confinata nel suo letto di casa, inabile e storpia, quando ad un tratto udì dalla cassa una voce, che chiamandola col proprio nome le disse: Vieni ed apri perché non voglio star più rinchiusa. La donzella non poteva, impedita dalla sua infermità, che la privava del moto. L’ignota voce, però, soggiunse: Alzati che ben potrai, non avendo più male alcuno. La fanciulla eseguì l’ordine della voce e miracolosamente si avviò verso la cassa per aprirla. Da quella testa uscirono queste parole: Dirai a tuo padre che è già molto tempo che mi ha trattenuta ed Io non posso aspettare più, posciacché voglio ritornare alla casa mia, e perciò digli che solleciti il suo lavoro. Ritornando a casa lo scultore, vedendo la figlia camminare ed ascoltando tutto ciò che era successo, pieno di sommo stupore , riverenza e tenerezza per tanto prodigio, in quello stesso momento diede inizio all’opera di ricostruzione, formando la Vergine a sedere in una sedia similmente di legno, che tenendo dalla sinistra il suo figliuolo Gesù, con la destra sostiene il mondo ed il Bambino tiene un uccellino, quasi con esso scherzante. Lo scultore, dopo aver perfezionato e finalmente concluso il sacro simulacro, lo portò a Somma, non ricercando alcun prezzo delle sue fatiche, bastandogli l’aver ottenuta così prodigiosamente la salute della sua figliola. I miracoli però, continuarono ancora. I cittadini sommesi, per tenere la venerata statua più lontana possibile dal pericolo del fuoco del Vesuvio, decisero di collocarla momentaneamente nella Chiesa di San Lorenzo (poi distrutta dal Vesuvio), dove attualmente insiste la Cappellina di Santa Maria delle Grazie. Questo fino a che fosse fabbricata la nuova chiesa. Tutto ciò non piacque alla Vergine: essa comparve ad una povera vecchierella, che devotamente le accendeva le lampade, comandandole che dicesse al signor Antonio Orsino, gentiluomo di nobilissimo sangue e discendente dei Conti di Sarno, che sue spese ponesse fine alla costruzione della sua Chiesa, non volendo più dimorare nella Chiesa di San Lorenzo. Il Conte Orsini, udita la sovrana ambasciata, portò a compimento il desiderio della Vergine. Era l’anno 1650 circa. Il popolo acclamante nel giorno di sabato di Pasqua Risurrezione, quell’anno il 24 aprile, riportò processionalmente la Madonna nella sua chiesetta. Da allora il Santuario è meta di un ininterrotto pellegrinaggio e di una intramontabile venerazione.

Nola, scoperti box con 18 cani multirazza. 14 erano senza microchip, tagliate orecchie e coda ad altri due

I Carabinieri della Stazione Forestale di Marigliano insieme a personale dell’ENPA della provincia di Napoli hanno proceduto al controllo di locali in località Candelaio, a Nola, proprietà di un 35enne di Cicciano. La scoperta è stata raccapricciante:  in alcuni box c’erano 18 cani di varie razze (pitbull, beagle e meticci), 14  cani erano privi di microchip, motivo per il quale il proprietario è stato sanzionato per 2.170 euro. Ulteriori controlli eseguiti con personale veterinario dell’ASL di Marigliano hanno portato a concludere che su 2 pitbull era stata praticata “conchectomia bilaterale” e “caudotomia”. il 35enne è stato quindi denunciato per maltrattamento di animali e tutti i cani sottoposti a sequestro.