Cresce l’attesa per la V Edizione del prestigioso Premio Ambasciatore del Sorriso
La bellissima iniziativa fondata e curata dall’artista poliedrico Angelo Iannelli è organizzata dall’Associazione culturale Vesuvius in collaborazione con il Comune di Napoli, giunge alla V Edizone. A breve il nome del personaggio illustre al quale sarà dedicata questa edizione.
Tra pochi mesi scade il bando per partecipare alle varie sezioni in gara.Un premio di rivelanza mondiale ,che si svolge nella culla della cultura italiana il prestigioso castello del Maschio Angioino di Napoli. In pochi anni è divenuto tra i migliori a livello nazionale per semplicità, organizzazione e motivazione.Nato per donare un sorriso alle persone meno fortunate. L’imponente kermesse oltre a premiare i vari artisti che col la propia arte hanno donato un sorriso alle fasce deboli, premia anche le varie sezioni come : Poesia, pittura, fotografia e scultura.
Nelle precedenti edizioni è stato dedicato a Ciro Esposito vittima della violenza negli stadi, al cantante Pino Daniele, all’attore Massimo Troisi al principe della risata Antonio De Curtis in arte Toto.Vista la valenza socio culturale il premio è costruito dagli artisti : Domenico Sepe ,Marco Ferrigno e Antonio Montanile. Si avvale dei patrocini morali dei Comuni: Napoli , Salerno, Sorrento, Piano di Sorrento, Nola, San Giorgio a Cremano, Saviano, Marigliano, Brusciano, Scisciano, Mariglianella, San Vitaliano, Visciano e Camposano e ancora : Regione Campania, Curia di Napoli ,Istituto politiche Europee culturali e ambientali Unicef, Telethon, Uildm, Fondazione Citta’ della Scienza, l’Associazione Ciro Vive, Il Simposio delle Muse.Nelle precedenti edizioni sono stati premiati per aver donato un sorriso alle fasce deboli tantissimi personaggi illustri , un vero record nazionale ,ricordiamo alcuni:
Teatro e Cinema e cabaret : Giacomo Rizzo, Gino Rivieccio, Salvatore Misticone, Enzo Fischetti, Francesco Paolantonio, Patrizio Rispo, Angelo Di Gennaro, Arturo Sepe, Lucia Oreto, Francesco Albanese, Peppe Iodice, Umberto Del Prete, Chiara Aliberti, Carmine Migliaccio e Raffaele Molisso, Gianfranco Gallo.
Per la musica: Franco Ricciardi, Monica Sarnelli, Marco Zurzolo, Antonio Onorato, Rosario Scotti Di Carlo, Francesca Marini ,Anna Capasso, Enzo Campagnoli,Lino Vairetti degli Osanna, Loredana Daniele, Ida Rendano, I Foja, Roberto Colella, La Maschera, Marcello Colasurdo, Felice Romano, Rosa Chiodo, Lino Blandizzi, Francesca Maresca, Mario Maglione, Tueff, Luca Blindo , Anna Capasso, Luca Sepe, Mastro Masiello Mandolini, Federica Raimo, la banda musicale Mascolo, Rosa Chiodo, Giuseppe Gambi, Gregorio Rega, la paranza Vesuvius.
Come eccellenze :Giandomenico Lepore , Antonella Leardi, Troisi Luigi, Elena Anticoli DE Curtis, Margherita Dini Ciacci, Paola Mercurio, Gigi Soriani e Gigio Rosa, Amedeo Barbato, Francesco Menichini e Antonella Devastato, Gianni Simioli, Paolo Zengara, Mario Esposito, Sirio Esposito.
Per la Chiesa : Cardinale Crescenzo Sepe, Don Maurizio Patriciello, Don Aniello Manganiello, Don Tonino Palmese.
Per il giornalismo : Redazione TGR Campania , Marzia Roncacci, Antonello Perillo , Ettore De Lorenzo, Rino Cesarano, Nello Fontanella, Marco Perillo, Beppe Maiello, Paolo Chiariello, Diego Paura, Mauro Romano,
Per lo sport: Gennaro Iezzo, Patrizio Oliva, Gianni Improta ,ASD Vincenzo Riccio, Jene Accademy Soccer di Clementino, Nazionale Italiana Soccer di pallavolo Femminile, Soccer Napoli football calcio a cinque .
Per il sociale :Antonio Iazzetta, Polisportiva di Salerno The Girls Who Have Rhthm, Associazione Augurabile, Compagnia Saltimbanchi e tanti altri …
Per la politica : Vincenzo De Luca, ora Governatore Regione Campania, Nino Daniele. I sindaci di : Salerno ,Nola, Brusciano, Marigliano, Scisciano, Piano di Sorrento, Sorrento, Camposano, San Vitaliano, Mariglianella, Visciano, Saviano e San Giorgio a Cremano, Visciano, per la loro vicinanza all’iniziativa socio-culturale.
Per l’arte e la cultura : Domenico Sepe, Marco Ferrigno, Montanile Antonio, Alfredo Pasolini, Tina Piccolo, Maurizio De Giovanni.
Per la gastronomia : Ciro Popella, Pietro Parisi.
Per la scienza: Antonio Giordano, Luigi Amodio, Fondazione Citta’ della Scienza.
Per la moda : Accademia Maria Mauro, Tiziana Grimaldi.
La maestosa manifestazione è presentata da Angelo Iannelli, Edda Cioffi ed Emanuela Gambardella con le miss Ludovica Masucci e Giulia Accardo mentre il presidente onorario del premio è Marcello Colasurdo .
Cresce l’attesa dei prossimi ambasciatori del sorriso, mentre dall’Italia e anche dal Giappone, inziano a prenotare strutture alberghiere, in città per l’atteso l’evento e per visitare Napoli.
Pomigliano Danza, richiesta di precisazione. Riceviamo e pubblichiamo
Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di precisazione del Presidente della Pomigliano Danza all’articolo «Pomigliano Danza, per 8mila euro pignorato il conto della fondazione». Segue la risposta del giornalista Pino Neri
Gentile direttore,
Sul suo giornale, è apparso un articolo, «Pomigliano Danza, per 8mila euro pignorato il conto della fondazione» a firma di Pino Neri che contiene molteplici notizie inesatte e ricostruzioni monche che ledono gravemente l’immagine dell’associazione Pomigliano Danza della quale sono presidente da poco più di un anno.
Ero e sono convinto che un giornalista obiettivo, prima di proporre ad un giornale la pubblicazione di un articolo del genere, non dovrebbe soffermarsi all’ascolto di un’unica fonte – in questo caso un consigliere di opposizione – ma ascoltare pure la controparte interessata, non fosse altro per evitare brutte figure e – più importante ancora – offrire ai lettori un’informazione corretta.
Detto ciò, appare chiaro fin dalle prime righe, che il giornalista in questione non è molto informato: la Pomigliano Danza non è assolutamente una Fondazione bensì un’associazione culturale. Non ha, come il signor Pino Neri scrive, “alcune decine di iscritti” ma quasi 150. Ci spiace per i calcoli sbagliati ma gli ultimi dati, quelli relativi alla conclusione dell’anno accademico 2017 – 2018, ci consegnano risultati eccellenti grazie alle iniziative messe in campo e ai successi ottenuti nei vari concorsi in territorio campano e fuori (come per esempio a Civitavecchia), e grazie anche al nuovo assetto artistico e a personale qualificato e di valore. Ripeto, quasi 150 iscritti: un dato che al giorno d’oggi, vista anche la spietata concorrenza presente sul territorio è un numero rilevante, significativo e destinato ad aumentare negli anni a venire.
Sempre nel parziale articolo a firma del signor Pino Neri, la Pomigliano Danza viene “dipinta” come una struttura simile ad una semplice palestra. Ora, i casi sono due, lascio a lei la scelta: è malafede o mancanza di informazioni? Perché, gentile direttore, la Pomigliano Danza ha a sua disposizione circa mille metri quadri, con quattro grandi sale e servizi per piccoli e grandi utenti. Una struttura apprezzata da tanti e invidiata da altrettanti, lodata dalla grande étoile Carla Fracci, da Anbeta, da Kledi, da Mauro Mosconi e da molti altri nomi di gran livello del panorama nazionale della danza.
Profitto della sua cortesia per rassicurare il signor giornalista Pino Neri in merito alle attività: le nostre non sono state sospese, lavoriamo anzi con passione e serenità per la realizzazione dello spettacolo di fine anno che si terrà ad inizio giugno al Teatro Cilea.
Mi consento inoltre, andando oltre ciò che mi compete, di far rilevare un’altra grave falsità da evidenziare nel suddetto articolo: il giornalista parla di “ostruzionismo e veti da parte della maggioranza” riguardo ad un’interrogazione di carattere urgente presentata nell’ultima seduta ispettiva di consiglio comunale. Ebbene, si dovrebbe avere conoscenza del regolamento di consiglio comunale che parla chiaro, è lì, nero su bianco: è il presidente dell’assise a decidere in maniera autonoma circa l’urgenza delle interrogazioni. Ed essendo già risolta la vicenda, una mera questione burocratica, l’urgenza non poteva certo essere ravvisata.
Vorrei altresì rassicurare il consigliere di opposizione Michele Tufano, unica fonte ascoltata dal giornalista, affinché non si preoccupi in merito ad un ipotetico piano di rilancio dell’associazione: ciò che è stato e sarà messo in campo per il prossimo anno garantirà non solo una solida esistenza della scuola ma anche un definitivo rilancio della stessa. A tal proposito, colgo l’occasione per rendere ufficiale e pubblica una notizia: nella commissione degli esami di quest’anno sarà presente il maestro Pino Alosa che, da settembre 2011, invitato dal nuovo direttore artistico Jose Martinez, ha una carica permanente in qualità di codirettore artistico della Compaῆia Nacional de Danza di Madrid. La sua presenza, oltre ad essere di prestigio per la nostra scuola, è
importante anche per continuare nel nostro intento e fortificare il nostro
progetto: portare i migliori allievi e il nome della scuola al di fuori dei contesti locali e nazionali. Un progetto ambizioso che solo con serietà, passione e lavoro quotidiano può essere portato a compimento.
Pasquale Campana (Presidente Associazione Pomigliano Danza)
La risposta del giornalista Pino Neri
Gentile sign. Campana,
nella sua lettera esprime un legittimo parere circa come, a suo giudizio, debba comportarsi un ‘’giornalista obiettivo ’’. Per fortuna siamo in democrazia e, dunque, ognuno è libero di esprimere una libera opinione su tutto, persino sulla professionalità altrui.
Esiste però una sostanziale differenza tra chi è legato contrattualmente ad un soggetto privato e chi, invece, gestisce una associazione culturale per conto di un soggetto pubblico. Infatti mentre nel caso in cui non apprezzasse la linea editoriale oppure il metodo di cronaca del giornale per cui lavoro rimane libero di non comprarlo, da come lei gestisce l’Associazione di cui è Presidente dipende invece un beneficio o un pregiudizio per l’intera comunità.
Apprezzo l’esigenza di chiarezza e di trasparenza che l’ha mossa a scrivere la sua lettera. Ma la trasparenza, e soprattutto la trasparenza amministrativa, è un valore che non può esercitarsi ad intermittenza. Ad esempio ho riscontrato e continuo a riscontrare serissime difficoltà a recepire gli ultimi bilanci dell’Associazione Pomigliano Danza. Il che risulta anomalo considerando che l’associazione che Lei presiede gode di una significativa contribuzione da parte di un Ente Pubblico come il Comune di Pomigliano d’Arco ed ancora più anomalo considerando, tanto più in tempi di spending review, che l’Associazione paga lautamente un commercialista il cui compito principale, a rigor di logica, dovrebbe essere quello di coadiuvare il personale dell’Associazione nelle attività di bilancio.
Mi sorprende, inoltre, che con molto vigore abbia preteso di chiarire la metratura e le condizioni della struttura ma abbia omesso di citare la struttura fatiscente da anni e ricettacolo per tossicodipendenti di fianco alla sua sede che mette a repentaglio la sicurezza dei suoi allievi e che non abbia preteso con altrettanto vigore dalla maggioranza di governo, nelle cui fila alle ultime elezioni amministrative risultava candidato, la bonifica della struttura.
Lei porta a modello di buona gestione gli ospiti di rilievo che avrebbero ‘’lodato , apprezzato ed invidiato la struttura’’. Tuttavia mi risulta che tutti i nomi che lei cita, tranne la grande étoile Carla Fracci, la cui visita in associazione però risale a gestioni precedenti alla sua, abbiano visitato la struttura sotto compenso pagato dagli iscritti agli stage che gli stessi hanno tenuto in Pomigliano Danza.
Io credo invece che una buona gestione di una Associazione si misuri soprattutto dalla capacità di attirare fondi e contribuzioni di Enti non direttamente coinvolti nella nomina del cda, come il Comune di Pomigliano. E, mi corregga se sbaglio, ma a me risulta che dalla sua nomina l’Associazione abbia smesso di attirare fondi.
Mi permetto di controbattere circa la questione relativa all’ostruzionismo ed ai veti nonché al carattere di urgenza dell’interrogazione presentata durante l’ultima seduta ispettiva del consiglio comunale.
Difatti da un’attenta lettura del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale si evince all’art. 27 comma 6 che ‘’Quando l’interrogazione ha carattere urgente può essere effettuata anche nel corso di adunanze ordinarie prima della trattazione degli argomenti posti all’ ordine del giorno. Il Consigliere interrogante rimette copia del testo al Presidente e ne dà diretta lettura al Consiglio. Il Sindaco o l’assessore delegato possono fornire risposta immediata se lo ritengono opportuno (…). In caso contrario essi si riservano di dare risposta scritta all’interrogante entro 7 giorni da quello di presentazione (…)’’. In quella seduta tuttavia si è scelto né di darne risposta immediata né successiva in forma scritta ma di limitarsi a non ravvedere i motivi di urgenza i quali lei liquida come ‘’una vicenda già risolta’’ ‘’una mera questione burocratica’’ e dunque ‘’l’urgenza non poteva certo essere ravvisata’’ ma tuttavia la ‘’vicenda’’ di un pignoramento, mi permetto di dirle, si ‘’risolve’’ quando il debito si estingue. E’ forse andata così?
PINO NERI
L’ultimo saluto al prof. Pasquale Moschiano, che ha raccontato, da Maestro, la storia del Vallo di Lauro.
Ieri, mercoledì, Pasquale Moschiano ha lasciato per sempre la sua terra, i suoi cari, i concittadini. I libri che egli ha scritto faranno sì che non si cancelli la memoria di uno studioso che ha ricostruito e raccontato la storia del Vallo con la sapienza di un Maestro, con l’amore di un Figlio e con l’umiltà di cui si adorna sempre l’intelligenza dei Grandi. Ripubblichiamo l’articolo che nel novembre 2014 il nostro giornale dedicò alla manifestazione organizzata da “Fonte Nova” in onore dello storico.
“ L’ associazione “Fonte Nova” organizzando la manifestazione del 23 novembre in onore del prof. Pasquale Moschiano ha voluto confermare che la sua attività culturale si sviluppa secondo alcune delle linee tracciate dallo storico. Del resto, l’ha detto chiaramente Tilde Schiavone, che dell’associazione è presidentessa, nel presentare la serata: il recupero dei valori della tradizione si riduce a sterile esercizio accademico se non trova i nessi tra passato e presente, se non contribuisce a illuminare l’identità civica, in cui ogni cittadino può rispecchiarsi. Perfetta è stata la corrispondenza tra la personalità culturale del prof. Moschiano, il progetto dell’associazione ” Fonte Nova”, la splendida Chiesa di San Francesco, in cui la manifestazione si è svolta, e il pubblico numeroso, intensamente partecipe: insomma, una sola affascinante atmosfera.
Carmine Cimmino ha detto che l’importanza degli studi del prof. Moschiano sta nell’ampiezza delle fonti consultate, nella precisione dell’analisi storica, nella “lettura” delle carte che mira sempre a cogliere e a portare in primo piano gli aspetti sociali, i riti, i costumi, i modi di vedere le cose. Nei documenti degli archivi Moschiano cerca non solo la verità della storia, ma anche le ragioni e il principio dei sentimenti, delle passioni, degli affetti che accende nel suo cuore la sensibilità per la Natura. Della Natura della Montagna Moschiano sente la bellezza vitale, e perciò incita gli abitanti tutti del Vallo a difendere questa bellezza, ad assorbirne i valori, a impedire che la violenza offenda la sua sacralità. Sotto questo aspetto, conclude Carmine Cimmino, l’opera ancora inedita che Pasquale Moschiano dedica ai ” sacri monti del Vallo” è la splendida sintesi di tutti i suoi studi precedenti, ed è l’avvio di un nuovo ciclo di ricerche.
“Superato ancora qualche altro tornante si è davanti ad un ampia parete rocciosa con incavo a modo grotta. E’qui S. Michele a Pietracupa, monumento scolpito dalla natura.” Così scrive Moschiano. Il dott. Michele Scafuro, archeologo, prendendo spunto dalle pagine che lo storico dedica al culto di San Michele nel Vallo, spiega che anche in questo territorio, come in altri luoghi d’Italia, in Maremma, per esempio, il culto di San Michele si associa a quello della Madonna della Neve perchè l’Arcangelo e la Madre di Cristo proteggono l’ agricoltura: il relatore ricorda che sul Gargano è avvenuta, ad opera dei Bizantini, la trasformazione di San Michele da giudice e da guerriero in patrono delle messi. Anche i cronisti, dice il dott. Scafuro, confermano l’assidua presenza di fedeli avellinesi nei luoghi del Gargano sacri al Vincitore dei diavoli ribelli.
Il parroco don Luigi Vitale indica le immagini- il Monte, la grotta, la strada- che il prof. Moschiano trasforma in simboli in cui si riassumono sostanze e forme della spiritualità non solo dei cittadini del Vallo, ma di tutti gli uomini: in questa prospettiva, l’opera dello storico risulta un modello di valori valido per tutti coloro che vivono la propria esistenza come un’ascesa verso Dio. E sulla simbologia della Montagna e della strada il parroco dice parole veramente ispirate, che in sintesi disegnano la storia di quelle immagini dal mondo pagano a quello cristiano, dove si inverano, e nella fede e nella Parola acquistano il senso ultimo. Il sindaco di Lauro Bossone sottolinea, infine, l’importanza della manifestazione, in cui egli vede il segno concreto dell’ammirazione e della riconoscenza che tutta la comunità sente per la figura e per l’opera di Pasquale Moschiano, per i libri già scritti e per quelli che scriverà.Il professore ringrazia tutti: ma ringrazia Fonte Nova in un modo particolare, recitando con maestria una sua poesia dedicata a Fontenovella, agli abitanti del luogo, allo splendore della Chiesa che custodisce anche una importante tela di Decio Tramontano. Eleganti pergamene con i versi del professore vengono consegnate a tutti i presenti, e a lui Tilde Schiavone offre, a nome dell’ Associazione, una targa su cui è inciso il grazie della comunità per uno storico che ha svelato agli abitanti del Vallo il valore delle loro tradizioni e le radici della loro identità.”.
Importanti sono gli studi che il prof. Moschiano ha dedicato alla storia del brigantaggio post-unitario nel Vallo: le manifestazioni che le associazioni culturali di Lauro certamente organizzeranno per ricordare lo storico ci forniranno l’occasione per parlare della originale “lettura” che egli ha dato delle figure di Cipriano e Giona La Gala e di Crescenzo Gravina. Diceva Le Goff che non si spegne mai la voce di chi racconta la storia della sua terra.
Somma Vesuviana, la miracolosa storia della Madonna di Castello
Da don Carlo Carafa al Conte Orsini. La storia di Mamma Schiavona dal 1650 ai giorni nostri. Il 3 maggio e come si è giunti al pellegrinaggio di devozione.
Nel 1622 Padre Don Carlo Carafa, avendo desiderio di ritirarsi in solitudine per qualche tempo in un luogo solitario e lontano dalle umane attività, per attendere serenamente alla contemplazione delle cose celesti, e avendo pure non molto lontano da Somma un suo possedimento fra il Casale di Brusciano e Somma, scelse il Monte Somma, ritenendolo più adatto al suo scopo. Non si sa precisamente se nell’insediarsi il religioso abbia costruito una nuova cappella o abbia restaurato un’antica chiesetta dedicata a Santa Lucia e già ivi esistente. Si è propensi a credere più alla seconda ipotesi. In questo luogo sacro Don Carlo collocò una statua della Beatissima Vergine in legno; che, molto venerata, si rivelò nel tempo miracolosa. Il religioso eremita si fermò in questo luogo solitario per un lungo periodo e qui meditò, in assoluto silenzio, la regola dell’Ordine dei Padri Pii Operai. Chiamato, però, a seguire il suo Ordine religioso, lasciò la chiesetta all’inizio del 1631 per andare a fondare un’altra casa religiosa fra Maddaloni e Caserta. Il piccolo Santuario fu consegnato ad un romita, affinché lo custodisse e ne avesse cura, con il compito di tenere sempre accese le lampade davanti alla venerata immagine di Maria. Anche dopo la partenza di Don Carlo Carafa non venne mai meno il fervore religioso e l’attaccamento del popolo di Somma e dei paesi viciniori alla chiesetta e al culto della Vergine Maria di Castello, così venuta a denominarsi per il ricordo della vestusta arce di Somma. Le visite e i pellegrinaggi erano frequenti sia per l’amenità del luogo, sia per la grande devozione.
In questo modo stette questa cappella fino al 1631 – riporta Padre Serafino da Montorio – quando sdegnato il nostro Dio per li peccati commessi in questo mondo dispose di castigare questi popoli con l’orribile eruzione del detto Monte Vesuvio. Era il 13 dicembre 1631 quando dalle macerie fu recuperata la sola testa della Madonna. I devoti, lieti del ritrovamento del volto della Vergine, lo inviarono a Napoli affinché un esperto scultore ne scolpisse il resto del corpo. Occupato da altre faccende, il negligente scultore abbandonò la testa in un cassettone. Fu in questa occasione che la Madonna di Castello compì il suo primo miracolo. La figliuola dello scultore era confinata nel suo letto di casa, inabile e storpia, quando ad un tratto udì dalla cassa una voce, che chiamandola col proprio nome le disse: Vieni ed apri perché non voglio star più rinchiusa. La donzella non poteva, impedita dalla sua infermità, che la privava del moto. L’ignota voce, però, soggiunse: Alzati che ben potrai, non avendo più male alcuno. La fanciulla eseguì l’ordine della voce e miracolosamente si avviò verso la cassa per aprirla. Da quella testa uscirono queste parole: Dirai a tuo padre che è già molto tempo che mi ha trattenuta ed Io non posso aspettare più, posciacché voglio ritornare alla casa mia, e perciò digli che solleciti il suo lavoro. Ritornando a casa lo scultore, vedendo la figlia camminare ed ascoltando tutto ciò che era successo, pieno di sommo stupore , riverenza e tenerezza per tanto prodigio, in quello stesso momento diede inizio all’opera di ricostruzione, formando la Vergine a sedere in una sedia similmente di legno, che tenendo dalla sinistra il suo figliuolo Gesù, con la destra sostiene il mondo ed il Bambino tiene un uccellino, quasi con esso scherzante.
Lo scultore, dopo aver perfezionato e finalmente concluso il sacro simulacro, lo portò a Somma, non ricercando alcun prezzo delle sue fatiche, bastandogli l’aver ottenuta così prodigiosamente la salute della sua figliola. I miracoli però, continuarono ancora. I cittadini sommesi, per tenere la venerata statua più lontana possibile dal pericolo del fuoco del Vesuvio, decisero di collocarla momentaneamente nella Chiesa di San Lorenzo (poi distrutta dal Vesuvio), dove attualmente insiste la Cappellina di Santa Maria delle Grazie. Questo fino a che fosse fabbricata la nuova chiesa. Tutto ciò non piacque alla Vergine: essa comparve ad una povera vecchierella, che devotamente le accendeva le lampade, comandandole che dicesse al signor Antonio Orsino, gentiluomo di nobilissimo sangue e discendente dei Conti di Sarno, che sue spese ponesse fine alla costruzione della sua Chiesa, non volendo più dimorare nella Chiesa di San Lorenzo. Il Conte Orsini, udita la sovrana ambasciata, portò a compimento il desiderio della Vergine. Era l’anno 1650 circa. Il popolo acclamante nel giorno di sabato di Pasqua Risurrezione, quell’anno il 24 aprile, riportò processionalmente la Madonna nella sua chiesetta. Da allora il Santuario è meta di un ininterrotto pellegrinaggio e di una intramontabile venerazione.
Nola, scoperti box con 18 cani multirazza. 14 erano senza microchip, tagliate orecchie e coda ad altri due
I Carabinieri della Stazione Forestale di Marigliano insieme a personale dell’ENPA della provincia di Napoli hanno proceduto al controllo di locali in località Candelaio, a Nola, proprietà di un 35enne di Cicciano. La scoperta è stata raccapricciante: in alcuni box c’erano 18 cani di varie razze (pitbull, beagle e meticci), 14 cani erano privi di microchip, motivo per il quale il proprietario è stato sanzionato per 2.170 euro.
Ulteriori controlli eseguiti con personale veterinario dell’ASL di Marigliano hanno portato a concludere che su 2 pitbull era stata praticata “conchectomia bilaterale” e “caudotomia”. il 35enne è stato quindi denunciato per maltrattamento di animali e tutti i cani sottoposti a sequestro.
OR.S.A., lettera aperta al presidente della Regione Campania
Egregio Presidente De Luca,
oggi primo maggio, festa dei lavoratori, poco dopo le ore 9 un bus dell’EAV ha avuto un gravissimo guasto che per fortuna non ha causato una tragedia semplicemente perché il fatto è avvenuto mentre l’autista stava stazionando il mezzo al capolinea di Napoli Porta Nolana, la causa è stata il cedimento di un “braccetto”, che è “l’elemento meccanico responsabile sia della tenuta, sia della direzione delle ruote”, di conseguenza si è bloccato lo sterzo e non osiamo pensare cosa sarebbe potuto succedere se ciò fosse avvenuto in piena linea.
Da diversi anni l’EAV ha esternalizzato tutte le manutenzioni dei bus ma, nonostante gli investimenti profusi da questa Presidenza, non si vedono miglioramenti nel servizio, anzi notiamo che si verificano guasti mai visti in passato, autobus che “perdono le ruote” durante la marcia (Ischia e Sorrento), bus che prendono fuoco su un raccordo tra autostrada e tangenziale (come ampiamente riportato dai media), bus che non frenano e sterzi che si bloccano all’improvviso …
Per questo, in occasione della festa dei lavoratori ci rivolgiamo a Lei, Presidente della Regione Campania, per chiederle di intervenire, per scoprire come mai, nonostante gli enormi sforzi economici messi in campo sotto la sua Presidenza, l’EAV non riesce ad offrire un servizio di trasporto ottimale.
Noi cittadini e lavoratori campani vorremmo sapere come mai con le grandi risorse economiche “messe a disposizione” per i trasporti non troviamo riscontri nella qualità del servizio offerto.
Già da tempo mancano i bus e si verificano situazioni paradossali come oggi ad Ischia, l’isola è piena di turisti ma abbiamo decine di corse soppresse per assenza di mezzi efficienti in quanto guasti, con evidente mortificazione dei lavoratori e del trasporto pubblico.
Tra tutte queste amare situazioni ci consta, purtroppo, sottolineare che la dirigenza aziendale del comparto Bus dell’EAV nulla fa per scoprirne le cause o le responsabilità, mentre lavoratori ed utenti rischiano quotidianamente la propria incolumità fisica.
Presidente De Luca, siamo certi di un suo intervento efficace e risolutivo.
Palma Campania. Venerdì la presentazione del progetto “Attiva-Mente”
L’iniziativa è volta ad aiutare i giovani palmesi ad inserirsi nel mondo del lavoro.
Venerdì 4 maggio 2018 alle 11.30 presso il teatro comunale in via Municipio 74 a Palma Campania si terrà la presentazione del progetto “Attiva-Mente”, che, nei prossimi due anni, proporrà ai giovani palmesi attività laboratoriali, tirocini formativi, esperienze di inserimento al lavoro. Il progetto è stato finanziato con 80mila euro dalla Regione Campania e sarà promosso dal Comune in collaborazione con le associazioni Palma Felix e Mastino, con Knowledge for Business srl, con Confagricoltura Campania e la FAP – Federazione Anziani e Pensionati di Napoli. Le attività si terranno nel centro polifunzionale di vico Coppola. Alla presentazione delle attività interverranno il sindaco, il senatore Vincenzo Carbone, esponenti dell’amministrazione comunale e delle associazioni partner.
Ercolano, convegno sul cibo italiano nel mondo
Evento promosso da AGROCEPI, UNCI Agroalimentare, ARTESA als e KROMO Adv
in collaborazione con Regione Campania, Comune di Ercolano, Parco Nazionale del Vesuvio.
Visto il successo del convegno sulle filiere e i distretti del cibo per il Made in Italy, tenutosi a Matera, organizzato da Agrocepi e UNCI Agroalimentare, a chiusura dello stesso nacque una proposta, condivisa dai presenti.
Far diventare il convegno itinerante e conferire allo stesso un più ampio respiro.
il progetto pluriregionale denominato EAT VESUVIO esordirà a Ercolano e coinvolgerà i distretti turistici ed enogastronomici di Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.
La volontà di fare squadra è nata dall’esigenza di mettere in pratica gli obiettivi, con l’unione d’intenti e di risorse.
Il nostro anno del cibo non si esaurisce nel 2018. Continuerà la valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo e in particolare alla Dieta Mediterranea e all’Arte del Pizzaiolo napoletano, ma anche la promozione, in termini turistici, dei paesaggi rurali storici, al fine di coinvolgere e sviluppare le filiere produttive che consentano alle nostre imprese, in particolar modo delle quattro regioni coinvolte, di essere più competitive e al contempo salvaguardare il nostro territorio e le attività a esso legate. Valorizzare le eccellenze affinché vengano sempre più apprezzate in tutto il mondo per la loro tipicità, genuinità e freschezza.
L’obiettivo del convegno è anche quello di promuovere l’intreccio tra storia, cultura, cibo e territorio, che rappresentano i migliori attrattori culturali del nostro Paese. Sarà proprio questa sinergia il tema di discussione tra i relatori che, non si limiteranno a porre l’attenzione sulle questioni ma elaboreranno soluzioni d’intervento e modus operandi.
L’evento non potrà che svolgersi su uno dei più caratteristici belvedere di Ercolano, la terrazza dello storico ristorante “Gianni al Vesuvio” che proprio in quei giorni festeggerà il 50° anniversario di attività e che offrirà ai partecipanti, una degustazione delle tipicità vesuviane preparate con i prodotti delle aziende presenti.
PROGRAMMA
INTRODUCE E MODERA
Ciro Iengo Presidente Eat Vesuvio
DANNO IL BENVENUTO
Ciro Buonajuto Sindaco di Ercolano
Agostino Casillo Presidente Parco Nazionale del Vesuvio
INTERVENGONO
Corrado Martinangelo Presidente Nazionale Agrocepi
Gennaro Scognamiglio Presidente UNCI Agroalimentare
Serena Maggiulli Responsabile Città del Gusto – Gambero Rosso
Laura Mongiello Presidente Ordine dei Tecnologi Alimentari Basilicata e Calabria
Salvatore Velotto Presidente Ordine dei Tecnologi Alimentari Campania e Lazio
Matteo Milanese Presidente Ordine dei Tecnologi Alimentari Puglia
Katya Tarantino Biologa Nutrizionista Presidente Associazione Pabulum
Valeria Romanelli Presidente Associazione Terre del Sud
Vincenzo Marrazzo Presidente Distretti Turistici Campania
Enzo Coccia Membro della Commissione Cibo Italiano nel Mondo 2018
CONCLUSIONI
“Rappresentante del MIPAAF”
Nicola Marrazzo Presidente Commissione Turismo Cultura Regione Campania
Franco Alfieri Capo Segreteria Presidente Regione Campania
Sono stati invitati i Sindaci di Matera, Riace e Andria
Disoccupato “CUB” di Acerra sulla gru del Centro Direzionale. La Regione: “Quasi pronti per il piano straordinario”
All’alba è salito da solo sulla gru del cantiere del Centro Direzionale di Napoli. Ora si trova appollaiato sulla struttura a oltre trenta metri d’altezza, proprio davanti alla torre del consiglio regionale della Campania. Giovanni D’Errico, 50 anni, è il leader della lotta dei senza lavoro CUB di Acerra, il Consorzio Unico di Bacino di gestione dei rifiuti, rimasti da anni privi di salario e senza incarichi. “Da qui non scendo”, ha urlato D’Errico una volta salito sulla gru. Oggi il consiglio comunale di Acerra si è riunito per votare una delibera che avrà il semplice scopo di chiedere alla Regione Campania di alzare la percentuale di lavoratori acerrani da assorbire nei bacini regionali “ATO”. Questo allo scopo di far reclutare il maggior numero possibile di senza lavoro provenienti dal consorzio “CUB”, ormai in liquidazione. “Comune di Acerra e Regione Campania – lamenta però D’Errico – fanno lo scaricabarile con il risultato che la nostra situazione non cambierà. Il Comune intanto se ne lava le mani facendo una delibera di richiesta alla Regione ma non vuole fare niente di concreto per avviare progetti e iniziative in grado di dare un segnale positivo sul fronte della lotta territoriale alla povertà e alla disoccupazione. Dal canto suo poi la Regione sta a guardare e non avvia piani credibili finalizzati al riutilizzo di coloro che hanno perso il lavoro proprio stando alle sue dipendenze”. Oggi pomeriggio D’Errico è sceso dalla gru ed è stato ricevuto da esponenti della giunta regionale. “Ci hanno fatto sapere – il resoconto di D’Errico – che sono pronti gli elenchi per le visite mediche dei candidati al piano straordinario della Regione, che durerà 18 mesi e che è una sorta di supporto alla raccolta differenziata ai comuni rimasti al di sotto della soglia del 65 % di raccolta differenziata. Le visite mediche – aggiunge D’Errico – saranno completate entro questo mese di maggio”.
Somma Vesuviana, al teatro Summarte la quarta edizione del Mia Martini Festival
lL Mia Martini Festival è organizzato dall’associazione non profit “Universo di Mimì” e giunge alla sua quarta edizione. L’appuntamento è per sabato 12 maggio alle 20.20 al teatro Summarte.
Il Mia Martini Festival, l’evento organizzato dall’associazione non profit Universo di Mimì, giunge alla sua quarta edizione. L’appuntamento è fissato per sabato 12 maggio alle 20.20, come di consueto al teatro Summarte di Somma Vesuviana. Forti dei sold out delle passate edizioni, gli obiettivi principali restano il tributo all’incommensurabile interprete d’autore e cantautrice, mediante la rilettura del suo luminoso e vasto repertorio anche da parte di artisti di fama nazionale, la valorizzazione del buono e del bello del territorio dell’entroterra vesuviano e, non in ultimo, la promozione di giovani validi talenti che stanno muovendo i primi passi nel mondo dell’arte e dello spettacolo. Anche quest’anno è prevista la proclamazione del vincitore del concorso di poesia Una poesia per Mimì, giunto alla sua seconda edizione e curato dalla poetessa e scrittrice Anna Bruno. L’evento già da due anni gode del riconoscimento di patrocinio morale da parte del Consiglio Regionale della Campania, dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, oltre che del sostegno della Città di Somma Vesuviana e della stima di associazioni legate al territorio come Napoli Cultural Classic, Melagrana, Aurora cultura e Somma Trekking. Videonola e Il mediano.it sono media partner, mentre La Radiazza di Radio Marte di Gianni Simioli è la radio ufficiale del Festival.
In questi anni molti sono stati gli artisti che hanno aderito per rendere omaggio all’indimenticata Mia Martini, legatissima al pubblico napoletano e alle nostre terre, tra cui ricordiamo Ivan Cattaneo, Aida Cooper e Mariella Nava. Anche quest’anno la direzione artistica di Ciro Castaldo, ideatore dell’evento e biografo esperto dell’artista è stata affiancata dalla direzione musicale del M° Raffaele Minale, che coadiuvato dai musicisti professionisti della Mia Martini Band, accompagnerà dal vivo i cantanti ospiti della manifestazione. Nel corso della serata verranno consegnati i riconoscimenti Disco Mia Martini che quest’anno andranno al cantautore e compositore Giovanni Block, tra le figure pluripremiate di spicco della moderna canzone d’autore (Premio Tenco, Premio De André, Premio SIAE), reduce da importanti riconoscimenti per il suo secondo album in lingua napoletana S.P.O.T.; al cantante Raffaele Giglio, uno dei fiori all’occhiello della GB music, la casa di produzione diretta da Giovanni Bigazzi (figlio del compianto M° Giancarlo Bigazzi, autore per Mia delle splendide Raspodia e Gli uomini non cambiano), ai cantanti Dario Gay, Alessandra e Giovanna Bosco. I Disco Mia Martini sono opere dell’artista ceramista Mariolina Vecchione.Durante la serata saranno consegnati anche altri riconoscimenti da parte delle associazioni che sostengono il Festival, tra questi, la speciale targa de Il mediano.it da sempre impegnato, sotto la direzione di Carmela D’Avino, per lo sviluppo dell’arte, del buono e del bello del territorio.
Gli altri giovani artisti che calcheranno il palco del Summarte sono Maria Ambrosio, Giuseppe D’Angelo, Lucrezia Esposito, Chiara Ranieri, Carmen Saccone e i Simple mood. La presentatrice che affiancherà Ciro Castaldo sarà l’eclettica Veronica Rubino delle Lollipop, in queste settimane impegnate con la promozione del loro nuovo singolo Ritmo tribale. A duettare con la Rubino il giovane Gerardo Orlando che dopo la sua esperienza ad Amici e anni di perfezionamento al Conservatorio di Salerno ha in serbo nuovi e interessanti progetti. Molto attese la presenza del cantautore Mimmo Cavallo, profondamente legato al Sud e alla musica etnica, amico di vecchia data di Mia Martini e per lei autore di bellissimi brani e la partecipazione straordinaria della bravissima e raffinata cantautrice Grazia Di Michele che nella sua performance si cimenterà anche con uno dei brani più intensi del repertorio della Martini cantautrice. A impreziosire l’evento le testimonianze dirette del percorso umano di Mimì (così come amavano chiamarla le persone a lei più care), con la presenza dell’amata sorella minore Olivia Berté, delle sincere e accoglienti amiche di una vita Gianna Bigazzi e Alba Calia e di Luciano Tallarini, geniale art director che ha fotografato, disegnato e curato con fantasia ed estro le copertine più belle e famose dei grandi artisti della musica italiana. E proprio con l’inaugurazione di una mostra di opere di Luciano Tallarini e la presentazione del suo libro ‘Pop life – una vita in copertina’, avrà inizio la serie di eventi legati al Mia Martini Festival. L’appuntamento è fissato per giovedì 10 maggio alle 18.30, presso il foyer e la galleria del Teatro Summarte. Infine nel corso del Festival gli appassionati di filatelia, in esclusiva, potranno acquistare il folder a tiratura limitata che Posteitaliane ha realizzato per Mia Martini, così come la cartolina con annullo filatelico del Comune di Sanremo, datato 10 febbraio 2018, giorno in cui è stato emesso il francobollo celebrativo dedicato a Mia Martini, eccellenza italiana dello spettacolo nel mondo.
In conferenza stampa si sono espresse così le due più alte cariche dell’amministrazione comunale: “Siamo particolarmente entusiasti di aver supportato la realizzazione di questo evento”, ha dichiarato il vicesindaco Maria Vittoria Di Palma, “infatti il Comune di Somma Vesuviana ha dato il suo contributo mediante la convenzione che lo stesso ente, nella fattispecie l’assessorato alle Politiche sociali, ha stipulato con il teatro Summarte, agevolando l’associazione non profit Universo di Mimì nell’utilizzo della sala. La partecipazione all’evento del 12 maggio, con l’attivazione di alcuni esponenti dell’amministrazione, tra cui in primis il consigliere comunale Sergio D’Avino, è giustificata dall’importanza del Mia Martini Festival, ormai alla sua quarta edizione, in quanto è diventato un evento attraverso il quale la nostra Città acquisisce visibilità a livello nazionale grazie all’elevata qualità degli ospiti presenti, un vero e proprio incentivo anche al nostro turismo.” “Vogliamo essere una spugna che assorbe cultura, grazie ad essa può esserci sviluppo e crescita per l’intera comunità.” Afferma il sindaco Salvatore Di Sarno, sottolineando: “Per questa ragione sosteniamo con forza e convinzione ogni manifestazione che abbia finalità culturali e di promozione e di certo il Mia Martini Festival va in questa direzione, sia perché è diventato nel tempo una kermesse consolidata e rinomata in tutta Italia che per il valore artistico cui assisteremo. Complimenti ancora all’associazione Universo di Mimì che si pone ogni anno obiettivi sempre più ambiziosi, avrà su questa strada sempre il nostro sostegno. Inoltre a Mia Martini siamo molto legati e una volta riqualificato l’arredo urbano di Santa Maria a Castello, le intitoleremo un belvedere che porterà dunque il suo nome.”

