Meglio una “passeggiata” per la Napoli dell’Ottocento, tra i “bagni” dei ricchi e quelli dei poveri

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Il ferragosto che Dino Risi descrisse nel fim “Il sorpasso” (1962) divenne il simbolo  di un’Italia ancora agitata da contraddizioni, ma vogliosa di risolvere i problemi sociali e economici. Il ferragosto 2020 è destinato a diventare il simbolo di un sistema che si sgretola, e nessuno sa perché e come. Meglio una “passeggiata” tra gli stabilimenti balneari di Napoli, nell’Ottocento. Per un “ferragosto” a costi modici avremmo potuto programmare un viaggio tra i titoli che i giornali assegnano alle vicende italiane dei penultimi e degli ultimi giorni, tra le imprese “gloriose” di onorevoli della Repubblica che incassano i “bonus” di 600 euro, e tra le giustificazioni che, una volta “sgamati”, adducono a loro difesa: vi raccomando la “passeggiata” tra queste giustificazioni, che da sole ci fanno capire a cosa siamo ridotti. Se avete la passione per le “altezze”, vi consiglio di tentare la scalata di quella vertiginosa catena di abissi, di gole e di vette che sono i provvedimenti adottati dalla signora ministressa della P.I. per garantire il “regolare” (????) inizio dell’anno scolastico. Trump ha dato notizia dell’accordo tra Israele e Emirati Arabi: e il plauso è stato universale: hanno “scoccat’’e mmane” anche quelli che dovrebbero ricordare che accordi ufficiali e ufficiosi dello stesso genere hanno aperto nel passato la stagione non della pace, ma della guerra, e degli attentati: e tutto questo mentre il Libano, che dovrebbe stare da quelle parti – se le carte geografiche significano ancora qualcosa-  è in fiamme. E in cima a tutto c’è la pandemia, ci sono le statistiche che dicono tutto e il contrario di tutto, ci sono gli appelli, ci sono le immagini delle discoteche, delle piazze notturne, delle spiagge. Un ferragosto storico fu quello che Dino Risi, nel film “Il sorpasso” – un film del 1962 –, fece diventare il simbolo di un’Italia che cercava di liberarsi da problemi, contraddizioni, nere eredità del passato, e imboccare la strada del “miracolo economico”: ma anche questo del 2020 è un ferragosto storico, un simbolo serio di un sistema che si scompagina, e tutti fingono di non sapere come e di non sapere perché.Per non farci il sangue ancora più amaro, abbiamo preferito passeggiare tra gli stabilimenti balneari di Napoli, sotto la guida di un articolo che Emmanuele Rocco scrisse nel 1865. A Santa Lucia “convengono le donne popolari”, che già all’alba occupano i bagni e li trasformano in “bolge dantesche”: calca, clamori, disordine: no, non si accapigliano, “non fanno altro che parlare tra loro e ridirsi i fatti delle vicine, delle comari e di quelle che chiamano “amiche””. Con queste “popolane” il  Rocco non fa il galante: “non vi accostate ad esse se avete naso delicato”. Pare che faccia il galante con le signore “agiate” che frequentano i bagni in Villa: le donne vanno a destra, gli uomini a sinistra, “così al giudizio universale saranno divisi gli eletti dai reprobi”. Solo a Totò “turco napoletano” verrà concesso di entrare negli spazi riservati alle bagnanti.  Le fanciulle “agiate”, mentre aspettano che una “voce chioccia” le chiami per il tuffo, lanciano ancora languidi sguardi ai giovanotti, e “sussurrano dolci parolette”. Se i nostri sguardi, scrive il Rocco, potessero attraversare il legno delle “cabine” delle donne, sarebbe una pacchia per scultori e pittori, che scoprirebbero corpi degni di far da modello per un quadro e una statua di Venere. Però, e qui il Rocco “cafoneggia”, ancora una volta, vedrebbero che non poche donne sono puri scheletri, sono le “Veneri dei chirurgi, buone a studiarvi l’osteologia”. “La plebe operosa” non va a bagnarsi, perché non ha soldi, mentre “i ricchissimi e i nobilissimi” preferiscono il bagno in casa, perché non vogliono immergere il loro corpo nelle stesse acque in cui si sono tuffati i comuni mortali. Perciò, per tutto agosto Napoli è percorsa da cavalli e da asini carichi di barili d’acqua di mare destinata alle case dei “fraccomodi”: e sono scontri, o colpi di “scuriada in viso” per chi non si scansa subito. E non è finita qui. La sera, mentre te ne torni a casa, può capitare che da una finestra o da un balcone ti venga rovesciata addosso una catinella d’acqua in cui qualche signora ha “sciaguattato le sue sozze membra”. Impietoso è Emmanuele Rocco sulla limpidezza delle acque negli stabilimenti, che quasi sempre sono “situati in quei luoghi della spiaggia dove mettono foce le massime cloache, e gli sbocchi delle chiaviche”: fanno eccezione i bagni di Mergellina e del Granatello. Gli ospedali – scrive il giornalista – dovrebbero provvedere al controllo delle acque di mare: in questo modo si eviterebbero “ molte delle malattie che conducono gli infelici popolani ad occupare i letti degli ospedali”. E’ una musica che si ripete nel tempo.  Alla fine dell’Ottocento c’erano a Napoli una ventina di stabilimenti balneari: spiccava, per la sua pubblicità “Il Chiatamone” dei fratelli Manzi, “ Unico Policlinico Idrologico in Italia.”. “Questo stabilimento possiede sei sorgenti di acqua ferruginosa e una sorgiva sulfurea”. 

Pomigliano, “Personalismo e arrivismo”: Sanseverino e Caprioli lasciano Russo

Comunali: si sta verificando una diaspora nella coalizione del sindaco uscente Raffaele Russo, che sostiene il candidato sindaco Elvira Romano. Dopo l’addio a Russo dell’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici, Raffaele Sibilio, altri due colleghi della giunta comunale di Pomigliano hanno dato il benservito al sindaco e alla candidata appena lanciata nel prossimo agone elettorale dal primo cittadino uscente. Si tratta degli assessori Pasquale Sanseverino, che stamattina ha anche rassegnato le dimissioni in municipio, e Vincenzo Caprioli. Intanto sull’altro fronte il PD sta discutendo circa la disponibilità alla candidatura da parte del braccio destro di Luigi Di Maio, Dario De Falco, che ieri ha incassato il si della base del Movimento Cinque Stelle all’alleanza con i partiti tradizionali. Ma sono le defezioni nella coalizione di Russo a fare rumore. “Me ne sono andato in vacanza e conto di restarci, non mi candiderò – annuncia l’assessore al bilancio uscente, Vincenzo Caprioli – non ci sarà un mio impegno attivo alle elezioni. Sono comunque grato a Russo per tante cose. C’è una coalizione che ha votato per Romano. In ogni caso siamo a una settimana dalla presentazione delle liste e tutto può ancora succedere. Non escludo sorprese”. Molto polemica la posizione di Pasquale Sanseverino, 39 anni, avvocato civilista, figlio dell’ex sindaco socialista Salvatore e consigliere comunale di Forza Italia dal 2010 al 2015 e dal 2015 a oggi, ultima consiliatura nel corso della quale ha ricoperto il complesso incarico di assessore al Patrimonio, Partecipate, Fondazioni e Avvocatura. “Ormai – scrive Sanseverino – non ci sono più merito e vera politica. C’è solo una visione di futuro che lascia spazio a personalismi e arrivismi e che non mette al centro l’interesse della comunità”. L’esponente politico ha affidato l’analisi, impietosa, del momento che sta vivendo a una lettera aperta alla città. “Cari concittadini – esordice Sanseverino – stamattina ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di assessore Comunale. Questa mia decisione interviene a seguito di una riflessione tanto meditata e travagliata quanti sono stati lo spirito di servizio e l’abnegazione di un decennio di impegno politico che affonda le radici nel socialismo liberale, fonte di costante e rinnovata ispirazione per me”. Quindi il ricordo dello sforzo amministrativo personale compiuto nei cinque anni di governo.  “La mia esperienza di governo della città – spiega Sanseverino – si interrompe qui, nella consapevolezza di aver offerto un contributo al processo di trasformazione del nostro territorio e di aver lealmente servito la collettività pomiglianese intera, per quanto mi è stato possibile fare in ragione delle mie capacità, e per la cui causa non ho risparmiato nulla, ivi compresi affetti familiari ed impegni professionali”. Infine le motivazioni delle dimissioni e il j’accuse, molto duro. “ Tuttavia più non rintraccio quell’entusiasmo nato nel 2010 – il disappunto dell’assessore dimissionario – capace di stimolare l’impegno politico che si deve alla comunità che amo. Devo, mio malgrado, prendere atto di un graduale processo di decadimento di una complessiva visione di futuro sostituita, troppo spesso, da liturgie ottocentesche e da smodati arrivismi. Quando l’Ego prevale sulla Politica non si cambia il mondo ma si finisce col possederlo: e la Comunità regredisce”. A questo punto la domanda è d’obbligo: cosa farà Pasquale Sanseverino ? “Lascio e prenderò una consiliatura sabbatica – annuncia l’avvocato – Ma ogni fine costituisce un nuovo inizio sicchè il mio ardore politico non si arresterà di certo nella convinzione che, presto o tardi, tornerà a farsi strada la coscienza politica intesa come più alta forma di carità. Coraggio amici e concittadini, ci sarà sempre un tempo ed un luogo della Politica, ed io vi aspetterò là!”.           

Fiume Sarno, gestione illecita di rifiuti: Carabinieri Forestali denunciano titolare industria conserviera

Prosegue incessantemente l’azione repressiva condotta dai Carabinieri a tutela del fiume Sarno. I recenti controlli operati dal nucleo investigativo del gruppo forestale di Napoli, nei confronti delle attività a ridosso del bacino del fiume Sarno, hanno portato alla denuncia per gestione illecita di rifiuti, inquinamento ambientale e scarico abusivo delle acque reflue industriali, il legale rappresentante di un’industria conserviera nel Comune di Scafati (Salerno). «L’abbiamo promesso e lo stiamo facendo – spiega il ministro Costa –, il risanamento del fiume Sarno rientra tra le priorità del mio mandato e non intendo fare alcun passo indietro. L’imponente sinergie tra forze dello Stato sta producendo ottimi risultati. Il cerchio si chiude e giorno dopo giorno, grazie all’incessante attività dei Carabinieri del Noe e del Nucleo Forestale, tutti gli illeciti vengono alla luce». I militari hanno scoperto che le acque e i reflui industriali venivano scaricati direttamente nel controfosso destro del fiume Sarno, destinati a sfociare in mare lungo la costa napoletana. Grazie alla collaborazione dell’Arpac, i carabinieri hanno poi posto sotto sequestro un’area di 2400 metri quadrati nella quale erano stoccati rifiuti, pericolosi e non, derivanti dal ciclo produttivo. Attualmente sono in corso campionamenti delle acque di scarico per accertare la concentrazione di inquinanti. Inoltre, sempre a Scafati, gli uomini dell’Arma hanno scoperto che un’altra industria conserviera locale aveva installato nelle condutture un ingegnoso sistema che bypassava gli scarichi reflui e li deviava direttamente nel fiume Sarno. Una sorta di paratoia che, aperta all’occorrenza, permetteva di evitare la tradizionale filiera di trattamento dei rifiuti immettendo gli scarti nell’ecosistema fluviale senza essere filtrati. Anche in questo caso il titolare della società è stato denunciato. Intanto, a Udine, i Carabinieri del Noe assieme a personale dell’Azienda Sanitaria Unificata Gorizia Isonzo e degli agenti in servizio presso la Procura di Gorizia hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Gorizia sull’impianto della “Calcestruzzi Trieste S.r.l.” in Romans d’Isonzo. La misura cautelare ha tratto fondamento dalle approfondite indagini condotte dai militari del comparto per la Tutela Ambientale a partire dal 2019 a carico dell’impresa – operante nel settore dell’estrazione e trattamento di inerti. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Gorizia, hanno svelato un gravissimo quadro di plurime violazioni delle norme in materia ambientale e di prevenzione degli infortuni sul lavoro che ha indotto ad avanzare richiesta – pienamente avallata poi dal GIP del Tribunale di Gorizia – di sequestro preventivo degli impianti presenti all’interno dello stabilimento di Romans d’Isonzo della “Calcestruzzi Trieste S.r.l.”. (foto dal web)

Coronavirus: dopo le vacanze gente in fila davanti all’ospedale Cotugno per i tamponi. “Non sono queste le procedure”

In fila davanti all’ospedale Cotugno a Napoli per sottoporsi al tampone: anche oggi, in tanti, si sono recati al centro di riferimento per le malattie infettive, al rientro dalle vacanze trascorse all’estero. Ma il direttore generale dell’Azienda dei Colli, Maurizio Di Mauro, avverte: “Non sono queste le procedure”. In mattinata, dunque, si è ripetuta la stessa scena di ieri, di cui hanno riferito organi di stampa. La Direzione ha chiesto già ieri che la Asl Napoli 1 Centro, deputata allo screening con i tamponi e o i test sierologici, invii personale per fronteggiare la coda e dall’Azienda sanitaria sono arrivati rinforzi che si stanno occupando della fila di persone venutasi a creare, in seguito all’ordinanza emanata dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, relativa ai rientri dall’estero. Ma è una situazione “transitoria”, alla quale si è risposto per evitare che potessero crearsi problemi di qualunque natura. “Le persone che rientrano – spiega all’ANSA Di Mauro – sono tenute a segnalare il rientro alla Asl che provvede a contattarle per gli esami, laddove necessario. Chi rientra è tenuto alla quarantena, per capire se hanno contratto il virus e nell’attesa dei risultati dei test, nel caso in cui ci siano stati sintomi, legati al Covid-19”. “Abbiamo fronteggiato la fase critica come ospedale – sottolinea Di Mauro – Ora stiamo dando un contributo che va oltre perché lo screening tramite tampone è competenza territoriale. Le persone non possono venire qui in maniera autonoma, tra l’altro distraendo personale dalle cure dei pazienti”. L’auspicio è che, già a partire da domani, non si verifichino code al pronto soccorso dell’Ospedale, diversamente “saremo costretti a notificare alle persone che vengono una informativa con le disposizioni cui devono attenersi”. “Gli assembramenti che si creano qui fuori – aggiunge – sono pericolosi perché se solo uno è positivo sta diffondendo il contagio, infettando tutti gli altri”. In più, “recarsi in ospedale per fare il tampone appena rientrati non serve a niente perché, seppure si è venuti in contatto con il virus, servono almeno 3/4 giorni per capirlo”. (foto ANSA Campania)

Casoria, controlli a tappeto dei Carabinieri per prevenire reati. Due le denunce

Servizio straordinario di controllo del territorio disposto a Casoria, Casavatore e Arzano dal Comando Provinciale di Napoli. Una presenza visibile e rassicurante nella cittadina il cui obbiettivo principale è stato quello di prevenire reati di qualsiasi natura e garantire serenità al cittadino. I militari della locale compagnia hanno controllato oltre 600 persone, 120 delle quali con precedenti di polizia e oltre 400 veicoli. 43 le contravvenzioni al cds notificate, molte per guida senza casco e mancata copertura. assicurativa: posti sotto sequestro 14 veicoli a due ruote e 10 vetture. Denunciati un 29enne di Arzano ed un 24enne per guida senza patente, segnalate alla Prefettura 2 persone perché sorprese con modiche quantità di droga. I controlli saranno intensificati anche nei prossimi giorni.

Marigliano, si pattuglia il territorio per il contrasto ai roghi e alla prostituzione

Da quasi una settimana la polizia locale di Marigliano sta setacciando via Nuova e Vecchia del Bosco, mettendo in campo un’operazione di contrasto al fenomeno della prostituzione e battendo palmo a palmo la zona. Di sera, con l’aiuto del Nucleo Operativo di Emergenza “La Salamandra”, si sta scongiurando il fenomeno dei roghi, in netta diminuzione grazie alla capillare presenza sul territorio. Stamane, durante il giro di perlustrazione in compagnia dei volontari de “La Salamandra”, si sono coperte le zone fino ad Acerra e quelle a ridosso dell’alveo. Verso le ore 12, all’altezza dell’incrocio dell’alveo Lagnuolo con via Sentino gli agenti scorgevano un incendio. A seguito dell’ispezione effettuata nell’area di circa 500 metri quadri sono stati scoperti rifiuti di ogni genere, da quelli edili all’eternit, oltre a rifiuti in vetro e plastica. Proprio a ridosso dell’alveo gli agenti rinvenivano anche una carcassa di auto data alle fiamme. L’spezione durava un’ora ma dava esito negativo in merito ai caratteri alfanumerici del veicolo. Tutta l’area veniva posta sotto sequestro con l’ausilio di personale dell’ufficio tecnico comunale. Le indagini si direzionano su un veicolo che si è aggirato nei dintorni per molto tempo: “Non escludiamo alcuna pista per questo incendio, compresa una volontà di distogliere gli investigatori dal controllo del fenomeno della prostituzione. Di certo non intendiamo abbassare la guardia su questo contesto” afferma il Comandante della Municipale, Magg. Emiliano Nacar.

Terra dei Fuochi: azione Interforze contro gli ecoreati. I complimenti del ministro Costa al personale in campo

«La lotta agli ecoreati nella Terra dei Fuochi non si arresta, il piano delle Prefetture di Napoli e Caserta sta producendo ottimi risultati». A parlare è il ministro dell’Ambiente Sergio Costa al termine dell’odierno “Action Day” interforze nella Terra dei Fuochi, verifiche sul campo, con accertamenti intensificati sulle illegalità nel ciclo dei rifiuti, mirati per categorie produttive e specifiche aree territoriali, secondo una pianificazione, coordinata dalla Prefettura di Napoli, con la Prefettura di Caserta, con le questure e le forze di polizia di entrambe le province, su programmazione dell’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania. «Il nostro obiettivo è arrivare a roghi zero – spiega il ministro –, commettere reati ai danni del territorio significa attentare alla salute dei cittadini. Questi criminali vanno perseguiti con ogni mezzo e puniti senza sconti. Il mio personale ringraziamento va al vice prefetto Filippo Romano, incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti nella regione Campania e a tutto il personale impegnato senza sosta in questa lotta». La quarta azione di controllo straordinario del territorio è stata attuata tra i comuni di Pozzuoli e Bacoli per la Provincia di Napoli e nel comune di Cancello ed Arnone per la Provincia di Caserta. In campo sono scesi 22 equipaggi, per un totale di 55 unità interforze appartenenti al Raggruppamento Campania dell’Esercito, alla Guardia di Finanza di Pozzuoli (Na), alla Guardia di Finanza ROAN di Napoli, ai Carabinieri di Pozzuoli e Bacoli (Na), ai Carabinieri Forestale di Licola (Na), alla Polizia Metropolitana di Napoli, alla Polizia di Stato di Pozzuoli (Na), alla polizia Municipale di Pozzuoli (Na), all’ARPAC di Napoli, alla Guardia di Finanza Territoriale di Mondragone (Ce), ai Carabinieri Territoriali di Cancello ed Arnone (Ce), alla Polizia di Stato di Castel Volturno (Ce), alla Polizia Municipale di Cancello ed Arnone (Ce), alla Guardia Costiera di Castel Volturno (Ce) e all’ASL di Caserta (Sez. Veterinaria). Sono state controllate 4 attività imprenditoriali e commerciali, di cui 2 sanzionate, 26 persone identificate, di cui 4 denunciate (tra lavoratori irregolari e rei di illeciti ambientali), controllati veicoli e natanti, oltre mille metri quadrati di aree sequestrate e circa 70mila euro di sanzioni comminate. Grande efficacia hanno dimostrato i droni “Raven” dell’Esercito italiano – raggruppamento Terra dei fuochi e i mezzi aerei (elicotteri) della Guardia di finanza, consentendo un più ampio controllo del territorio e, fra l’altro, l’individuazione di uno stabilimento balneare all’interno del quale si riscontrava una gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non, scarichi abusivi e discarica abusiva. Gestione e smaltimento illecito dei rifiuti e degli scarti delle lavorazioni i reati contestati.

Sant’Anastasia, senza casa i ragazzini della Mir: l’indignazione dei volontari

Riceviamo da Anna Maria Romano, ufficio stampa MIR ODV e pubblichiamo. Non c’è pace per la “Mir odv”, l’ associazione di volontariato più longeva del territorio. “Vent’anni e passa di assistenza ai bambini con problemi scolastici”. Sbotta così  Anna Busiello, presidente della Mir,  dopo aver letto la delibera commissariale con la quale è stata ufficializzata la notizia che nel Centro Polifunzionale “Siani” di via Arco (dove è allocata anche la biblioteca comunale), verranno trasferite alcune aule della scuola “Tenente De Rosa”. Una vita passata a togliere ragazzini dalla strada. “È una vergogna” commenta a caldo la vice Maria Maione. “Siamo indignate – prosegue – Ad ogni cambio di amministrazione diventiamo pezza da piedi, nonostante in 25 anni abbiamo reso un servizio sociale al territorio”. “Per la seconda volta ci mandano via per favorire l’istituto De Rosa – incalza di rimando la presidente. “La prima volta abbiamo dovuto  traslocare  dal Centro Liguori per consentire l’ampliamento della scuola. Ora il Covid. “Perché il problema non è pure delle altre scuole? Tanti anni di sacrificio buttati all’aria”. Ormai la decisione è stata presa. La conferma arriva direttamente dagli uffici comunali: “Le associazioni dovranno lasciare la struttura per far spazio alla scuola”. Poi saranno  i funzionari del servizio Politiche Sociali del Comune a trovare un’alternativa. Ma nessuno ci crede. Il sospetto, dicono dall’associazione,  è che si rinvia per girare l’incombenza al sindaco ed all’amministrazione che uscirà vincente dal voto del 20 e 21 settembre. “È stata una grande delusione il comportamento della Commissaria Stefania Rodà”, conclude la presidente. “Intanto doveva prima trovare l’alternativa per tutte le associazioni e poi avvisarci ufficialmente dandoci il tempo adeguato per provvedere”. Ricordiamo che il Centro Siani ospita diverse associazioni e gli studenti universitari che utilizzano la sala studio per preparare gli esami.

Diritto di replica, class action Horse Angels: carrozze e cavalli, vetturini italiani onesti

Riceviamo dalla dott.ssa Roberta Ravello di Horse Angels ODV e pubblichiamo. “A fronte di questa ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso (il povero Cavallo morto alla Reggia di Caserta ed i fatti emersi dopo le prime indagini) ci vediamo costretti a replicare o quantomeno esprimere il nostro parere. In questi ultimi due anni si è svolta ai danni della categoria dei Vetturini italiani una battaglia mediatica senza esclusione di colpi, impari e supportata da menzogne, illazioni, punti di vista e correnti di pensiero le quali nulla hanno a che fare con il rispetto delle leggi! Piuttosto che tentare di risolvere le problematiche effettivamente esistenti, si è spesso preferito muovere tramite campagne di odio mediatico con un’ingiustificata e costante aggressione all’onore ed al decoro di un’intera categoria di persone in regola con tutti i permessi, onesti, e a cui piace svolgere la libera professione del Vetturino. I danni morali (e non solo) che si sono dovuti accollare negli ultimi anni, i Vetturini di Firenze (da noi filmati dal vivo) non sono quantificabili e sono di una gravità inaudita. Negli ultimi due anni con cadenze quasi mensili, gruppi non bene identificati di “amici dei cavalli” circondavano ed inveivano contro i Vetturini interrompendo per giornate intere il loro “Servizio Pubblico” e nel contempo incitavano all’odio e a non usufruire di quel servizio che “schiavizzava le povere bestie”. Episodio riprovevole perché avvenuto in presenza di turisti stranieri i quali oltre che portare soldi freschi nelle casse italiane restavano increduli e allibiti nel vedere che a casa loro centinaia di vetturini lavoravano regolarmente, mentre “come al solito” gli Italiani riescono ad annegare in un bicchier d’acqua. L’episodio della Reggia di Caserta è emblematico. Il dramma vissuto da quel povero cavallo è diventato il pretesto per aggredire mediaticamente un’intera categoria di persone: centinaia di persone (i vetturini) sbattuti in in prima pagina come “torturatori” o peggio. Inutile citare decine di cavalli abbattuti in silenzio dopo cruente corse clandestine, o altre decine di cavalli sportivi impegnati in Giostre Storiche e ippodromi abbattuti alla luce del sole, il vigliacco che maltratta il cavallo lasciandolo sotto i sole un paio di ore è sempre lui … il vetturino! La triste potenza mediatica dei Social e del web ha cambiato il modo di pensare della gente come la goccia che picchia sul sasso, oggigiorno in tanti ritengono solo spiacevole o deplorevole vedere migliaia di video con cani impiccati vivi o gatti dati alle fiamme e pertanto non “perseguibili per legge”, mentre ai Vetturini è riservato ben altro trattamento: denunce in tribunale e azzeramento della professione! Considerato che quanto descritto sopra fa parte di una precisa strategia messa in campo da uno sparuto (ma potente) gruppo di persone, tutte le persone oneste che svolgono la libera professione del vetturino richiedono a gran voce un intervento con polso e pugno duro da parte del Governo per ripristinare la legalità in questo settore che da quasi 50 anni è in balia di se stesso o di chi urla più forte! Horse Angels assieme a Carrozze e Cavalli, come richiesto da un numero cospicuo di Vetturini Italiani onesti e in regola, si faranno promotori di ogni azione a tutela della categoria.” (foto dal web)

Casalnuovo, su auto rubata speronano i Carabinieri per sfuggire alla cattura. Un arresto, caccia ai complici

I Carabinieri della tenenza di Casalnuovo di Napoli hanno arrestato per violenza, resistenza e lesioni a p.u e ricettazione Braho Ahmetovic, 49enne di origini montenegrine già noto alle ffoo. L’uomo era in Via Ligustri, alla guida di una vettura risultata oggetto di un furto denunciato lo scorso 7 agosto ad Afragola.  Con lui altre 4 persone. Sorpresi dai Carabinieri i 5 hanno accelerato e nonostante l’alt imposto hanno deliberatamente aumentato la velocità e speronato la pattuglia per sfuggire alla cattura. Solo la prontezza di riflessi del carabiniere alla guida, che è riuscito a deviare sulla destra la traiettoria di marcia, ha evitato che il frontale portasse a conseguenze molto più gravi. Un impatto molto forte che ha fatto esplodere gli airbag e arrestato la marcia di entrambi i veicoli. Nonostante il violento urto, 4 dei 5 occupanti sono riusciti a fuggire. Il quinto che era alla guida – Ahmetovic – è stato invece bloccato dopo un breve inseguimento a piedi. Nella vettura sono stati rinvenuti e sequestrati anche arnesi da scasso e una centralina per forzare l’accensione delle automobili. In manette, il 49enne è stato ristretto in camera di sicurezza in attesa di giudizio. I militari intervenuti se la caveranno con 5 giorni di prognosi per le contusioni provocate dall’impatto. Nessun trauma per l’arrestato. Continuano le indagini per risalire all’identità delle altre persone coinvolte.