Incendi boschivi in Campania, oltre 236 dall’inizio dell’anno: il bilancio dei Carabinieri Forestali

Sono  236 gli incendi boschivi scoppiati dall’inizio dell’anno in Campania, un dato in linea con quello dello scorso anno. Oltre 653 ettari di superficie forestale in cenere: una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2019. 12 gli incendiari denunciati dai Carabinieri Forestali della Regione Campania, da sempre in prima linea nel contrasto ai reati ambientali: oltre 21mila euro l’importo delle sanzioni comminate  per le violazioni ai divieti di accensione di fuochi nelle aree verdi nel corso degli oltre 1100 controlli disposti. Controlli intensificati anche oggi, per assicurare un Ferragosto sicuro ai cittadini. Grazie alla collaborazione con la Regione Campania, la Specialità Forestale dell’Arma dei Carabinieri è stata in grado di rinforzare i servizi di vigilanza e monitoraggio del territorio e nelle aree forestali e rurali più vulnerabili dove sono più frequenti gli incendi. Forte l’attenzione al territorio dei  rilievi di Sarno e della costiera cilentana e quelle del Parco Nazionale del Cilento nelle cui aree sono stati impiegati militari provenienti da altre regioni d’Italia  e due elicotteri per ospitare a bordo esperti repertatori ed investigatori da trasportare velocemente nelle zone bersagliate dalle fiamme. La Regione Campania, attraverso l’attuazione del regolamento forestale recentemente approvato, ha introdotto specifiche sanzioni per le violazioni agli obblighi da parte di proprietari di terreni e frontisti, di manutenere le scarpate e i cigli stradali. Ha imposto la creazione di fasce di protezione sgombre da vegetazione in prossimità di insediamenti produttivi, delle abitazioni e dei villaggi turistici e nelle aree adibite ad attività ricreative. In questo periodo è fatto divieto assoluto di accensione di fuochi in aree forestali e di bruciare residui vegetali o scarti derivanti dall’agricoltura e dalla manutenzione di parchi e giardini. Chiunque avvista un incendio può segnalarlo al numero di emergenza ambientale 1515 o al numero unico di emergenza 112: sempre disponibili il 115 del corpo dei Vigili del Fuoco e i numeri verdi dedicati delle strutture regionali di protezione civile. Segnalare in tempo reale un incendio può fare la differenza e garantirne lo spegnimento immediato.

Napoli, visita del Prefetto al Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli

Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Napoli, Generale di Brigata Canio Giuseppe La Gala, ha accolto questa mattina il Prefetto di Napoli Marco Valentini nella sede della storica caserma “Pastrengo” di Via Morgantini. Un incontro programmato  nel quale  il Prefetto ha incontrato il Comandante Provinciale e tutto il personale in servizio. Durante la visita, breve briefing in centrale operativa dove il Prefetto è stato anche messo in collegamento audio video – tramite il sistema multimediale dell’Arma “Odino” – con le pattuglie impiegate sul territorio. Il Prefetto è stato messo in contatto con i militari del nucleo radiomobile di napoli, impegnati nei controlli sul lungomare, con i militari della stazione rione traiano, con i carabinieri della stazione forestale di roccarainola impegnati nei servizi anti-incendio alle pendici del vesuvio e con un equipaggio della motovedetta in navigazione. 1288 i carabinieri impiegati oggi. Il Generale La Gala ha tenuto a sottolineare la vicinanza della Prefettura nel coordinamento per l’unità di intenti che accomuna tutte le forze dell’ordine ed i carabinieri nel voler garantire la sicurezza ai cittadini. Il prefetto Marco Valentini ha ribadito l’apprezzamento nei confronti dei Carabinieri e riaffermata la sinergia tra Prefettura e le svariate propaggini territoriali dell’Arma partenopea. Il Prefetto ha infine salutato in contemporanea – tramite la maglia radio – tutte le pattuglie impiegate sul territorio ringraziando i militari ed augurando loro e alle loro famiglie un felice e sereno ferragosto.

Sant’Anastasia, eventi di agosto in piazza Siano con posti limitati e distanziati

Martedì 18 agosto e giovedì 20 agosto avranno luogo due serate all’insegna dello spettacolo, entrambe previste per le 20:30 in piazza Siano, a Sant’Anastasia: una serata di cinema, con la proiezione del film dal titolo “È lui mio padre”, in uscita sugli schermi in questo mese di agosto (sarà presente il regista Roberto Gasparro) e una serata teatrale con il M° Antonio Merone, distintosi nell’arte del teatro e insignito recentemente del titolo di Cavaliere dell’Ordine Al merito della Repubblica Italiana, dal titolo “Antonio Merone Show”. I due eventi, differenziando l’offerta ricreativa in ragione dei contenuti e forme di spettacolo, sono stati voluti fortemente dall’Amministrazione guidata dalla vice-prefetto Stefania Rodà, che ha inteso dare ai cittadini occasioni da vivere bene e insieme in piazza, ma responsabilmente, quindi tenendo le distanze e indossando la mascherina. Grazie all’impegno dei Responsabili dei Servizi, in particolare avv. A. Colantuoni e dott.ssa Paola Maria Maione, gli eventi sono stati organizzati nei dettagli e, con il coinvolgimento di altri servizi, LL.PP., P.M., P.C., CROCE ROSSA, piazza Siano sarà pronta ad accogliere i cittadini seppur in numero contenuto. I posti a sedere sono infatti circa 80, per cui occorre recarsi in piazza possibilmente entro le ore 20,00. Apposito personale regolerà i due accessi di piazza Siano e provvederà alla misurazione della temperatura per consentire a ciascuno di raggiungere un posto a sedere, fino all’esaurimento dei posti disponibili. Non sono previsti né ammessi posti in piedi.

Vesuvio, la ricostruzione 3D di Geopop per sensibilizzare sul rischio vulcanico

Secondo Andrea Moccia, geologo napoletano di stanza a Parigi – dove dal 2013 ricopre l’incarico di Geologo e Team Manager dell’equipe di Geologia & Geofisica presso l’Istituto Nazionale Francese dell’Energia – troppo spesso le scienze sono come il jazz più estremo: “vengono spiegate in termini troppo tecnici”. Per questo motivo e assecondando un certo spirito divulgativo, nel maggio 2018 nasce il suo GeoPOP, un progetto di divulgazione scientifica con il quale Moccia racconta le Scienze della Terra nella vita di tutti i giorni. L’ obiettivo dell’iniziativa è quello di avvicinare questo universo sconosciuto un po’ a tutti, agevolando così la conoscenza della nostra Terra, le sue dinamiche e le sue curiosità.

“Vorrei portare le Scienze della Terra nelle case delle persone, raccontare loro non solo il perché dei fenomeni naturali ma anche tutti gli aspetti sociali ed economici annessi. Insomma quegli aspetti che ritroviamo nella nostra quotidianità”, scrive il geologo sulla sua pagina Facebook. Obiettivo senz’altro raggiunto nel corso dei primi due anni di attività e in particolare negli ultimi giorni, da quando è stato pubblicato un video che prova a raccontare – e ci riesce egregiamente – la futura eruzione del Vesuvio attraverso un’animazione realistica ed efficace, realizzata con la collaborazione del Deep Canvas Studio di Mario Piercarlo Marino.

Il video in questione, come illustrato da Andrea Moccia, sorta di Virgilio che accompagna la divulgazione di questa opera audiovisiva della durata di undici minuti (ma c’è anche la versione breve che ha raggiunto quasi due milioni di visualizzazioni) racconta in maniera del tutto verosimile quello che potrà accadere se e e quando erutterà nuovamente il vulcano di Partenope, quiescente dal 1944. L’artefice di GeoPOP spiega di aver scelto, per l’animazione, la possibilità che il Vesuvio si risvegli con una eruzione VEI=4, cosiddetta “sub-pliniana”: è proprio questo, infatti, lo scenario preso in considerazione dalla Protezione Civile per progettare il nuovo piano di evacuazione. Quello illustrato da Moccia nel video è “uno degli scenari possibili, probabile al 30% dei casi secondo i più recenti studi vulcanologici, e si rifà all’eruzione sub-pliniana avvenuta nel lontano 1631″. Giustamente il geologo fa notare che ad oggi nella zona rossa, ossia quella a più alto rischio, vivono circa settecentomila persona: di conseguenza il rischio coinvolge tutta una serie di comuni dove, nel corso degli anni, si è edificato per consentire abitabilità e urbanizzazione e questo nonostante sia noto che il Vesuvio, oltre a essere attivo, è uno dei vulcani più pericolosi del pianeta. Nell’aggiornamento del Piano nazionale di protezione civile per il Vesuvio (31 agosto 2018) si legge che “il Piano per l’allontanamento dei 670mila abitanti della zona rossa è in fase di elaborazione da parte della Regione Campania, con il supporto di ACaMIR – Agenzia Campana Mobilità Infrastrutture e Reti, in raccordo con i comuni interessati. Allo stato attuale, la Regione Campania ha individuato, nell’ambito delle attività del Tavolo di lavoro coordinato dal Dipartimento della protezione civile e composto da tutti gli enti e società con competenza nella gestione della mobilità di rilevanza nazionale, le Aree di incontro ed è stata definita la strategia generale per il trasferimento della popolazione presso le Regioni e Province Autonome gemellate”. La nuova zona rossa, a differenza di quella individuata nel Piano del 2001, comprende oltre a un’area esposta all’invasione di flussi piroclastici (zona rossa 1) anche un’area soggetta ad elevato rischio di crollo delle coperture degli edifici per l’accumulo di depositi piroclastici (zona rossa 2). Tutto questo emerge, infatti, anche dall’animazione proposta da GeoPOP: un lavoro teso a sensibilizzare in merito al rischio di una eruzione che, purtroppo, prima o poi si verificherà. Non a caso il video si chiude con un siparietto dedicato alla consuetudine di “affidarsi a San Gennaro”, girato nella Chiesa di San Gennarello a Ottaviano, dopo il quale viene trasmesso un messaggio che recita: “(San Gennaro) aiutaci a capire che la conoscenza e l‘informazione sono le chiavi per la prevenzione“. Un messaggio preso seriamente dai cittadini e anche sui social, dove alcune pagine ufficiali hanno giustamente voluto condividere il gran lavoro fatto da Moccia & Co. Ha fatto molto parlare di sé soprattutto il post della S.S.C. Napoli che su Twitter ha voluto collegare la necessità di una corretta informazione per la prevenzione ai cori beceri dei “tifosi” avversari durante le partite del Napoli.

“​Speriamo che il messaggio di fondo di questo video, che è costato mesi di lavoro (per pura passione per la divulgazione scientifica) venga captato da tutti: INFORMAZIONE e PREVENZIONE. L’obiettivo di base è quello di rivalorizzare il ruolo della Geologia e la figura professionale del Geologo in Italia; per far ciò, sono convinto che bisogna coinvolgere le persone, un intero popolo. Solo quando le persone daranno valore al Geologo e alla Geologia, questo valore diventerà concreto” afferma Andrea Moccia, speranzoso che quanto fatto possa essere concretamente d’aiuto alla consapevolezza di quanti (tanti!), tra grazia e dannazione, sono nati e vivono ai piedi del Vesuvio.

“Non si nasce invano ai piedi di un vulcano” (cit. Jorge Pilar)

Missiva al Presidente della Repubblica, on. Sergio Mattarella, in merito all’appello per il rientro dei docenti fuori sede

Riceviamo e pubblichiamo. Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani rende noto di aver inviato nella giornata di oggi una missiva al Presidente della Repubblica, on. Sergio Mattarella, in merito all’appello per il rientro dei docenti fuori sede. “Egregio Signor Presidente, le rivolgiamo un accorato appello perché intervenga in merito all’annosa questione dei docenti fuori sede (ex legge 107/2015). Come Lei saprà, da molti anni l’algoritmo correlato alla legge 107/2015 ha comportato l’assegnazione in istituti scolastici lontani, anche più di 1.000 km, dalla propria sede di residenza per tanti insegnanti appartenenti ad alcune classi di concorso, A046 – discipline giuridiche ed economiche; A045 – discipline economiche ed aziendali; scuola primaria, che non riescono ad avvicinarsi a casa attraverso i canali normativi (trasferimenti; utilizzazioni; assegnazioni provvisorie). I docenti in questione, per la gran parte in avanzata età (prevalentemente ultracinquantenni, con diversi anni di servizio preruolo), hanno dovuto affrontare i disagi del costo della vita elevato e la mancanza dei propri affetti. Indipendentemente dalle considerazioni socio-economiche relative ai rischi dello spopolamento ed impoverimento del Meridione, vorrei soffermarmi sull’eccezionalità della situazione attuale connessa all’emergenza COVID19. Ogni settimana molti dei docenti in questione dovranno sopportare ed affrontare viaggi, ovviamente in sicurezza, con tutte le croniche difficoltà nei mezzi di trasporto e nei collegamenti, di cui il Mezzogiorno è purtroppo ancora oggi drammaticamente carente, il cui costo è diventato insostenibile in considerazione delle spese di vitto e alloggio per chi è fuori casa (spesa per affitto immobile di 50 mq: circa 500 euro; consumi: dai 250 – 300 euro; spese di trasporto per raggiungere le proprie famiglie 200 euro; da aggiungere spese personali e mediche). Il ruolo del docente è molto delicato e ha subito un esautoramento di prestigio e autorevolezza per molteplici fattori, non soltanto per una retribuzione non in linea con gli standard europei ma anche per un’accozzaglia di provvedimenti disarticolati e sconnessi attuati da più di vent’anni nel mondo della scuola, il cui vantaggio è difficile da individuare. Basti citare l’improvvida eliminazione del diritto da diversi indirizzi scolastici, che ha determinato l’esubero di molto personale  ed un grave impoverimento delle competenze finali degli studenti. Lo scenario presente e futuro è molto incerto, soprattutto a causa dell’eventuale incremento della pandemia e di un relativo ipotetico isolamento che potrebbe essere rinnovato ai fini della salute pubblica. In passato, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, attraverso svariati incontri avvenuti in più occasioni con il Ministero, ha illustrato soluzioni e proposte per dirimere la questione in oggetto e favorire il rientro del personale scolastico “esiliato”, ricevendo ampie rassicurazioni in merito. Signor Presidente, Le rivolgiamo rispettosamente un invito a considerare il dramma umano di tali docenti e delle loro famiglie, che ormai non osano neanche sperare e vedono le proprie condizioni economiche sempre meno rosee con la beffa di assistere al rientro di un numero elevato di colleghi, i quali, avvalendosi delle legge 104 (sulla cui effettiva attribuzione si dovrebbe vigilare maggiormente) o di altri sistemi, aggirano ogni ostacolo. Sarebbe un atto di giustizia consentire il ricongiungimento familiare a chi si è sacrificato ed ha trascorso lustri fuori sede, rispettando il proprio ruolo e svolgendo con dedizione il proprio compito. Ci appelliamo pertanto al Suo ruolo di Garante della Costituzione e alla Sua sensibilità istituzionale perché intervenga nei modi che riterrà più opportuni per alleviare il disagio della categoria in oggetto. Distinti saluti, con fiducia. prof. Romano Pesavento presidente CNDDU”

Striano, cede hashish a due clienti ma i Carabinieri vedono tutto. Pusher 48enne in manette

I Carabinieri delle stazioni di Striano e Poggiomarino hanno arrestato per spaccio di stupefacenti un 48enne incensurato strianese. Durante un servizio destinato a contrastare il traffico di droga, hanno sorpreso l’uomo a cedere a 2  “clienti” 5 grammi di hashish in cambio di denaro. Bloccato, il  48enne è finito in manette e i due clienti segnalati alla Prefettura come assuntori di stupefacente. Nella sua abitazione rinvenute altre 8 dosi da un grammo della stessa sostanza. Sottoposto ai domiciliari, è ora in attesa di giudizio.

Napoli e provincia: sicurezza sul lavoro. Centinaia di imprese e migliaia di lavoratori controllati

In occasione del Ferragosto 2020 i Carabinieri del comando provinciale di Napoli, del gruppo per la tutela del lavoro nonché personale dell’ispettorato territoriale del lavoro di Napoli stanno proseguendo l’attività di controllo per verificare la corretta applicazione delle norme a tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro in relazione ai vigenti protocolli governativi, condivisi con gli organismi di rappresentanza delle parti datoriali e delle maestranze, circa le misure per il contenimento della diffusione del virus “covid-19”. I controlli nei luoghi della “movida”, nelle discoteche, negli stabilimenti balneari e in tutti i luoghi di potenziale assembramento hanno il duplice scopo di tutelare la salute pubblica e garantire la sicurezza dei lavoratori, contrastando l’impiego “in nero” e lo sfruttamento del lavoro, soprattutto in questi momenti di crisi sanitaria, ove può essere maggiore la tentazione di deviare dal rispetto delle regole in nome di una rapida ripresa delle attività economiche, con esiti invece che potrebbero compromettere la salute di tutti. Gli accertamenti sinora effettuati durante il periodo di crisi sanitaria nella sola provincia di napoli già dal mese di marzo hanno visto circa 300 imprese controllate con 4000 lavoratori occupati, 189 sanzioni contestate per il mancato rispetto della normativa anti covid, 41 datori di lavoro deferiti all’autorità giudiziaria e 76.500 euro di sanzioni amministrative elevate. Più grave, invece, la situazione connessa alla tutela della sicurezza negli ambienti di lavoro, dove è stata constatata una maggiore tendenza alle violazioni alla normativa, soprattutto nel settore dell’edilizia, colpito da alcuni gravi incidenti anche mortali, nel quale sono state controllate nel mese di luglio dai Carabinieri e dal personale dell’ispettorato del lavoro, dell’ASL e del comando provinciale dei vigili del fuoco, che hanno operato con grande sinergia attraverso il costante coordinamento della prefettura e con il supporto aereo del nucleo elicotteri carabinieri di Pontecagnano, 41 imprese edili di cui 30 risultate irregolari. In particolare, su 126 operai, 38 erano occupati “in nero” e senza alcuna garanzia, 4 dei quali percettori di reddito di cittadinanza. Le verifiche hanno comportato 15 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale ed un sequestro penale per gravi violazioni alla sicurezza (73 complessive quelle contestate), che hanno comportato ammende per 530mila euro, mentre le violazioni amministrative elevate sono state 52, con sanzioni pecuniarie ammontanti a 177mila euro.

Ercolano, contrasto allo spaccio di stupefacenti. Carabinieri arrestano 36enne e denunciano una 35enne

I Carabinieri della tenenza di Ercolano lo hanno fermato in Via Pugliano durante un controllo alla circolazione. Tradito dalla sua agitazione, Ciro Bevilacqua – 36enne di torre del greco già noto alle ffoo – è stato perquisito: nella sua auto un panetto di hashish di 100 grammi. Nella sua abitazione, invece, Bevilacqua nascondeva una dose della stessa sostanza, 500 euro in contante ritenuto provento illecito e materiale vario per la pesatura dello stupefacente. In manette per detenzione di droga a fini di spaccio, il 36enne è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. Stesso reato contestato ad una 35enne di Ercolano, sorpresa in Via Fontana con addosso 17,5 grammi di hashish suddivisi in dosi pronte per lo smercio. Nelle tasche della donna anche 200 euro provento verosimilmente legato all’attività di spaccio. La 35enne è stata denunciata.

Somma Vesuviana, Covid 19, il sindaco: “Un solo positivo e 9 in isolamento. Continuiamo a rispettiamo le norme”

Riceviamo e pubblichiamo. Di Sarno: “Ritornato il Coronavirus a Somma Vesuviana. Rispettiamo le norme, prestiamo attenzione ai casi di rientro. Ora oltre ad un positivo abbiamo 9 in isolamento. Basta semplicemente stare attenti”. “Il Coronavirus è ritornato a Somma Vesuviana. Abbiamo ben 9 persone in isolamento ed un caso, un nuovo caso di Covid oramai accertato. E’ inutile dire i nomi delle zone o i quartieri come spesso mi è stato chiesto da alcuni cittadini tramite pagine social. Il Coronavirus c’è e bisogna semplicemente prestare attenzione. Chiedo a tutti i cittadini di rispettare le norme e dunque: indossare le mascherine il più possibile, evitare gli assembramenti, non fare gruppo senza rispettare distanze di almeno un metro. Diversamente sarò costretto anche io ad adottare norme stringenti qualora in città, nei bar, nei luoghi chiusi ed anche all’aperto con assembramenti, non dovessero essere rispettate le normative di sicurezza. Chiunque dovesse provenire da qualsiasi Paese straniero deve rispettare la quarantena e dobbiamo segnalare il tutto alle autorità sanitarie territoriali. Le mascherine sono obbligatore in tutti gli ambienti chiusi ma la raccomandiamo anche negli ambienti aperti. Inoltre chiedo a tutti i sommesi che si recheranno al mare o in altre località turistiche di attenersi rigorosamente al rispetto delle norme onde cercare di evitare casi di rientro. Ricordo anche che tutti i negozianti e gli operatori sono tenuti al rispetto chiaro delle norme e dunque nessuno, ribadisco nessuno, può entrare nei negozi, nei bar, in tutti i luoghi chiusi senza indossare la mascherina e senza igienizzare le mani”. Lo ha affermato poco fa, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano confermando quanto aveva anticipato ieri via social.  

Meglio una “passeggiata” per la Napoli dell’Ottocento, tra i “bagni” dei ricchi e quelli dei poveri

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Il ferragosto che Dino Risi descrisse nel fim “Il sorpasso” (1962) divenne il simbolo  di un’Italia ancora agitata da contraddizioni, ma vogliosa di risolvere i problemi sociali e economici. Il ferragosto 2020 è destinato a diventare il simbolo di un sistema che si sgretola, e nessuno sa perché e come. Meglio una “passeggiata” tra gli stabilimenti balneari di Napoli, nell’Ottocento. Per un “ferragosto” a costi modici avremmo potuto programmare un viaggio tra i titoli che i giornali assegnano alle vicende italiane dei penultimi e degli ultimi giorni, tra le imprese “gloriose” di onorevoli della Repubblica che incassano i “bonus” di 600 euro, e tra le giustificazioni che, una volta “sgamati”, adducono a loro difesa: vi raccomando la “passeggiata” tra queste giustificazioni, che da sole ci fanno capire a cosa siamo ridotti. Se avete la passione per le “altezze”, vi consiglio di tentare la scalata di quella vertiginosa catena di abissi, di gole e di vette che sono i provvedimenti adottati dalla signora ministressa della P.I. per garantire il “regolare” (????) inizio dell’anno scolastico. Trump ha dato notizia dell’accordo tra Israele e Emirati Arabi: e il plauso è stato universale: hanno “scoccat’’e mmane” anche quelli che dovrebbero ricordare che accordi ufficiali e ufficiosi dello stesso genere hanno aperto nel passato la stagione non della pace, ma della guerra, e degli attentati: e tutto questo mentre il Libano, che dovrebbe stare da quelle parti – se le carte geografiche significano ancora qualcosa-  è in fiamme. E in cima a tutto c’è la pandemia, ci sono le statistiche che dicono tutto e il contrario di tutto, ci sono gli appelli, ci sono le immagini delle discoteche, delle piazze notturne, delle spiagge. Un ferragosto storico fu quello che Dino Risi, nel film “Il sorpasso” – un film del 1962 –, fece diventare il simbolo di un’Italia che cercava di liberarsi da problemi, contraddizioni, nere eredità del passato, e imboccare la strada del “miracolo economico”: ma anche questo del 2020 è un ferragosto storico, un simbolo serio di un sistema che si scompagina, e tutti fingono di non sapere come e di non sapere perché.Per non farci il sangue ancora più amaro, abbiamo preferito passeggiare tra gli stabilimenti balneari di Napoli, sotto la guida di un articolo che Emmanuele Rocco scrisse nel 1865. A Santa Lucia “convengono le donne popolari”, che già all’alba occupano i bagni e li trasformano in “bolge dantesche”: calca, clamori, disordine: no, non si accapigliano, “non fanno altro che parlare tra loro e ridirsi i fatti delle vicine, delle comari e di quelle che chiamano “amiche””. Con queste “popolane” il  Rocco non fa il galante: “non vi accostate ad esse se avete naso delicato”. Pare che faccia il galante con le signore “agiate” che frequentano i bagni in Villa: le donne vanno a destra, gli uomini a sinistra, “così al giudizio universale saranno divisi gli eletti dai reprobi”. Solo a Totò “turco napoletano” verrà concesso di entrare negli spazi riservati alle bagnanti.  Le fanciulle “agiate”, mentre aspettano che una “voce chioccia” le chiami per il tuffo, lanciano ancora languidi sguardi ai giovanotti, e “sussurrano dolci parolette”. Se i nostri sguardi, scrive il Rocco, potessero attraversare il legno delle “cabine” delle donne, sarebbe una pacchia per scultori e pittori, che scoprirebbero corpi degni di far da modello per un quadro e una statua di Venere. Però, e qui il Rocco “cafoneggia”, ancora una volta, vedrebbero che non poche donne sono puri scheletri, sono le “Veneri dei chirurgi, buone a studiarvi l’osteologia”. “La plebe operosa” non va a bagnarsi, perché non ha soldi, mentre “i ricchissimi e i nobilissimi” preferiscono il bagno in casa, perché non vogliono immergere il loro corpo nelle stesse acque in cui si sono tuffati i comuni mortali. Perciò, per tutto agosto Napoli è percorsa da cavalli e da asini carichi di barili d’acqua di mare destinata alle case dei “fraccomodi”: e sono scontri, o colpi di “scuriada in viso” per chi non si scansa subito. E non è finita qui. La sera, mentre te ne torni a casa, può capitare che da una finestra o da un balcone ti venga rovesciata addosso una catinella d’acqua in cui qualche signora ha “sciaguattato le sue sozze membra”. Impietoso è Emmanuele Rocco sulla limpidezza delle acque negli stabilimenti, che quasi sempre sono “situati in quei luoghi della spiaggia dove mettono foce le massime cloache, e gli sbocchi delle chiaviche”: fanno eccezione i bagni di Mergellina e del Granatello. Gli ospedali – scrive il giornalista – dovrebbero provvedere al controllo delle acque di mare: in questo modo si eviterebbero “ molte delle malattie che conducono gli infelici popolani ad occupare i letti degli ospedali”. E’ una musica che si ripete nel tempo.  Alla fine dell’Ottocento c’erano a Napoli una ventina di stabilimenti balneari: spiccava, per la sua pubblicità “Il Chiatamone” dei fratelli Manzi, “ Unico Policlinico Idrologico in Italia.”. “Questo stabilimento possiede sei sorgenti di acqua ferruginosa e una sorgiva sulfurea”.