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Riceviamo e pubblichiamo dall’ing Vincenzo Spadaro

Conclusasi la campagna elettorale per l’elezione della nuova Amministrazione Comunale, a cui rivolgo i pragmatici auguri di buon lavoro, si ripresentano gli annosi problemi che affliggono la comunità anastasiana.

Le formazioni politiche, che si sono confrontate in questa competizione, si sono presentate agli elettori con programmi e promesse più vari e allettanti per l’elettore.  Non vi abbiamo, però, trovato riscontro alla soluzione di una grave deficienza che affligge da anni il quartiere di Madonna dell’Arco. Quartiere che, ad ogni elezione comunale, viene decantato per le sue potenzialità turistiche connesse alla presenza del Santuario Mariano e da qui uno sproloquio di promesse per il suo rilancio.  Non ci si è accorti, invece, di una grave carenza di visibilità notturna presente sulla sua arteria principale, Via Madonna dell’Arco appunto. La foto a lato, scattata di sera, ne evidenzia bene la situazione.

Cosa è accaduto negli anni?

Una cosa molto semplice e ampiamente prevedibile. Con il passare dei decenni gli alberi, che furono piantati negli anni ’50 del secolo scorso lungo il marciapiede di destra, guardando il Santuario, sono cresciuti a tal punto in altezza da imprigionare, con il loro fogliame, gli organi illuminanti della pubblica illuminazione. La conseguenza inevitabile è che la strada, al tramonto del sole, è illuminata semplicemente dai fari delle auto che vi transitano e dalle luci delle vetrine, che determinano forti contrasti di luminanza sul manto stradale, pericolosi per la visione e, quindi, per la circolazione.

La soluzione al problema è abbastanza ovvia. Occorre smantellare l’impianto attuale e ricostruirlo sul marciapiede opposto, dall’incrocio con Via Romani e sino al ponte della Vesuviana. Tale soluzione è necessaria anche perché gran parte dei pali esistenti, unitamente ai cavi elettrici ed accessori, risalgono agli anni ’70 del secolo scorso e hanno quindi già superato la loro vita utile.

Questo problema si presenterà anche su altre arterie nei decenni futuri. Le piante crescono in altezza con gli anni ma non i pali della pubblica illuminazione.

Purtroppo, in tutti questi anni, non c’è stata sinergia tra la piantumazione del verde pubblico e la costruzione degli impianti di pubblica illuminazione, oltre all’assenza di coordinamento degli uffici comunali.