Somma Vesuviana, il vice sindaco: “Pronti per il Piano Unico di Valorizzazione del Casamale”

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana   D’Avino: “Il Covid non ferma i progetti. Ai nastri di partenza il Piano Unico di Valorizzazione del Casamale con: ZTL, censimento, videosorveglianza esterna per garantire sicurezza, riorganizzazione della raccolta dei rifiuti”. Prisco: “Avremo decoro urbano e nuova illuminazione con installazione di bracci artistici compatibili al contesto ambientale e storico del Borgo”. “Pronto il Piano Unico di Valorizzazione del Borgo del Casamale, siamo ai nastri di partenza: dalla Zona a Traffico Limitato all’illuminazione artistica, dalla sicurezza con videocamere appositamente attrezzate al decoro urbano con un Piano Rifiuti. C’è il Piano Unico di valorizzazione del Borgo Antico del Casamale, è una svolta epocale per Somma Vesuviana, grazie al lavoro dell’Amministrazione presieduta dal sindaco Salvatore Di Sarno. Nel 2017, appena insediati, avevamo avviato un percorso che conducesse a incentivi mirati allo sviluppo Economico, sociale, culturale, e turistico. Ora in pieno Covid non ci stiamo fermando, in quanto pensiamo che l’unico modo per non far morire l’economia del territorio è l’ultimazione di quanto abbiamo garantito alla comunità. Allo stato attuale il grosso progetto Unico che vede la ZTL, il parcheggio, il censimento del Centro Storico, la videosorveglianza esterna, la riorganizzazione dell’aspetto rifiuti e non ultima l’illuminazione, già passato al vaglio del tavolo tecnico e politico, è pronto. Si partirà infatti a breve, tenendo presente quanto è emerso nei vari confronti con le associazioni del Casamale”. Lo ha annunciato Sergio D’Avino, Vice Sindaco del Comune di Somma Vesuviana e Assessore alla Viabilità con delega anche ai rifiuti. “A quanti hanno a cuore la valorizzazione del Borgo – ha proseguito D’Avino – dico che mai nessuna Amministrazione precedente ha mostrato tanto interesse e volontà a risolvere le molteplici criticità del Casamale. Nonostante il Covid e tutte le problematiche connesse siamo giunti ad un progetto definito, ora ai nastri di partenza. Un grazie al Sindaco Salvatore Di Sarno, ai consiglieri, agli assessori, ai tecnici e ai tanti che hanno posto in noi la loro fiducia. E’ la prima volta che si da vita ad un unico, grande, progetto integrato che valorizzerà il Borgo Antico nel suo insieme: viabilità, illuminazione, sicurezza, piano rifiuti, decoro urbano. Anni di dibattito ma in pieno Covid, questa Amministrazione, sta dando vita al rilancio del paese attraverso la tutela dei siti di interesse storico e turistico”. La Soprintendenza approva il progetto del Comune della nuova illuminazione per il Casamale. “Abbiamo iniziato davvero una grande opera pubblica: nuova illuminazione su tutto il territorio di Somma Vesuviana. Illuminazione nuova in tutte le periferie ma anche al centro. Particolare attenzione per le località di Santa Maria del Pozzo e Casamale – ha dichiarato Stefano Prisco, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Somma Vesuviana – non bisogna dimenticare che la prima è sede di due fondamentali Siti di Interesse Nazionale quali il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo e la Villa Romana Augustea dove sono in corso gli scavi archeologici condotti da un team internazionale di esperti. Il Casamale è il Borgo Antico, con i suoi vicoli, con cortili che rappresentano un patrimonio da tutelare ma anche chiese, cappelle, la cinta muraria. Per il Casamale la Soprintendenza ha approvato il progetto del Comune sulla nuova illuminazione con l’installazione di bracci artistici, dunque con particolare attenzione al decoro urbano compatibile al contesto storico e lampade a led con importante vantaggio per l’intera comunità”. Il progetto di valorizzazione del Borgo Antico, sta vedendo la piena sinergia tra ben tre assessorati: Assessorato alla Viabilità e Rifiuti, presieduto da Sergio D’Avino, Assessorato ai Lavori Pubblici con Stefano Prisco e Assessorato ai Beni Culturali guidato da Rosalinda Perna con delega al Casamale.

Casoria, 6 lavoratori in nero, 2 con reddito di cittadinanza: sanzionato un imprenditore

I carabinieri della stazione di Casoria, durante un servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli, hanno ispezionato e sanzionato il titolare di un supermercato di Via Amato. All’interno dell’attività, controllata con la collaborazione dei militari del nucleo ispettorato del lavoro di Napoli, sono stati individuati e identificati 6 lavoratori “in nero”. Due di questi –  hanno accertato i carabinieri – sono risultati beneficiari del reddito di cittadinanza. Per il titolare dell’attività, poi sospesa,  sanzioni per oltre 30mila euro.

Cercola, arrestato ladro seriale: distraeva automobilisti per rubare all’interno delle loro auto

I Carabinieri della Tenenza di Cercola hanno arrestato un 47enne di Ponticelli già noto alle forze dell’ordine in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Nola su richiesta della locale procura. L’uomo è ritenuto gravemente indiziato della commissione, durante la scorsa estate, di diversi furti su auto. Lo scorso 11 agosto una signora si è recata alla Tenenza ed ha denunciato che, mentre si trovava a bordo della sua auto, le si era avvicinato un uomo. Con un colpo le ha rotto il vetro del finestrino del lato passeggero e si è impossessato della sua borsa al cui interno c’erano tutti i documenti d’identità, le carte di credito, 600 euro in contanti, un cellulare e degli occhiali da sole costosi. I carabinieri si sono messi alla ricerca dell’autore del reato che – nel frattempo – il 29 agosto (pochi giorni dopo la prima rapina) aveva compiuto un altro reato analogo: in un momento di distrazione di un cittadino alla guida, ha aperto lo sportello dell’auto e si è  impossessato di una borsa. Dopo quest’ultimo colpo non c’è più stato scampo per il 47enne, incastrato dai militari della Tenenza che sono riusciti a raccogliere prove a sufficienza per individuarlo. Sono state acquisite le immagini dei sistemi di videosorveglianza e ascoltate le vittime. L’uomo è stato individuato anche agli stessi indumenti utilizzati durante i crimini. L’arrestato è stato condotto alla casa circondariale di Napoli Poggioreale.

Pomigliano, il sindaco: “Polo della cultura nelle periferie”. E gli scavi di Ercolano vengono in città

L’occasione per parlare della realizzazione di un polo della cultura a Pomigliano c’è stata l’altro ieri, quando il sindaco Gianluca Del Mastro ha organizzato un convegno in diretta streaming sull’ultima sensazionale scoperta fatta negli scavi di Ercolano. Per la cronaca il convegno via web (causa covid l’evento si è tenuto da remoto) è stato realizzato nella ex distilleria, il palazzo del Comune un tempo concepito per un pieno utilizzo in chiave culturale. Qui doveva essere creato un centro cinematografico. Non se ne fece nulla. Nel frattempo l’intero primo piano del grande edificio di via Roma è stato dato a un’azienda privata. Risultato: centinaia e centinaia di metri quadrati scippati alla fruizione pubblica di un importante bene comunale. Ma Del Mastro vuole imporre un’inversione di tendenza. Ha invitato qui i responsabili del parco archeologico di Ercolano per parlare della scoperta di un cervello vetrificato rinvenuto all’interno di un teschio appartenente a un uomo vissuto duemila anni fa, un ricco personaggio della Ercolano antica rimasto carbonizzato mentre dormiva nel suo letto durante l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. Analizzandone il cervello vetrificato e i suoi neuroni, sopravvissuti alle valanghe piroclastiche del vulcano,  sarà possibile “radiografare” meglio le modalità dell’eruzione e il modo in cui si viveva nell’antichità romana.  Comunque, scavi di Ercolano a parte, l’evento dell’altro ieri ha segnato il primo passo verso la creazione di un polo culturale a Pomilgliano. Del resto Del Mastro nella sua doppia veste di professore universitario di materie classiche e di presidente della fondazione Ente Ville Vesuviane non ha certo intenzione di lasciarsi sfuggire un obiettivo del genere, per lui prioritario. “Ex Distilleria, Museo della Memoria, Castello Baronale, biblioteche e non solo: sarà necessario realizzare sedi del polo della cultura anche nelle periferie”, l’idea del sindaco. “Certo – aggiunge – nello stesso tempo bisognerà pure razionalizzare meglio il patrimonio pubblico esistente, che finora non è stato utilizzato bene o che si trova addirittura del tutto inutilizzato”. Gli scavi di Pompei ed Ercolano, i tesori di storia di Napoli e Caserta, il vicino centro storico di Nola, la tradizione agricola e contadina. “Sono tutti hub ai quali Pomigliano dovrà collegarsi in qualche modo – conclude il sindaco – sarà un lavoro impegnativo ma dovremo farlo”.

Covid, Paolo Russo (FI): “Campania fuori controllo: ora inutili i tamponi agli asintomatici”

Riceviamo e pubblichiamo

“La situazione in Campania è evidentemente fuori controllo: i contagi raddoppiano ogni cinque giorni e ci avviamo a superare i 4000 positivi al  giorno entro la fine del mese di ottobre. Gli ospedali sono tutti in sofferenza pur avendo azzerato di fatto ogni attività extra Covid. Presto, tragicamente, conteremo i morti di questa nuova battaglia, largamente prevista” così il deputato Paolo Russo, responsabile nazionale del dipartimento Sud di Forza Italia.

“Nulla di fatto sul fronte del tracciamento e dei tamponi che a questo punto risultano quasi inutili avendo totalmente perso il controllo dei contagi. Nessuna risorsa investita nella medicina di territorio. Solo barzellette – aggiunge Russo –  ed incaute comparsate televisive. I repentini zig zag del Presidente De Luca oggi pronto a chiudere le scuole, domani a riaprire gli asili e le elementari in “cambio” del coprifuoco, lasciano intendere senza tema di smentita che si è assolutamente privi di qualsivoglia strategia, in balia di estemporanei suggerimenti e soluzioni ardite”.

“La soluzione a difesa dei cittadini Campania è una ed una sola:  si incarichi subito la Sanità imitare e la Protezione civile di assumere la guida e la gestione della sanità nella nostra regione. Ogni ritardo peserà sulla coscienza di chi ha trascorso questi sei mesi a far  macchiette da campagna elettorale non rafforzando né gli ospedali e né il territorio. Troppo facile prendersela con i valorosi uomini e donne del servizio sanitario, troppo comodo attribuire al solo comportamento dei cittadini e dei giovani la responsabilità di un contagio che ha un solo colpevole: chi avrebbe dovuto provvedere e nulla ha fatto”, conclude il deputato.

Giugliano, lotta al bracconaggio. Carabinieri forestali e guardie della Lipu denunciano 6 persone

I Carabinieri della stazione forestale di Pozzuoli insieme alle guardie zoofile e venatorie della Lipu hanno denunciato per bracconaggio 6 persone. I militari e le guardie della Lipu – nell’ambito di un servizio volto al contrasto del fenomeno del bracconaggio – hanno trovato i 6 cacciatori in aperta campagna nel comune di Giugliano in Campania, precisamente in località Santa Maria a Cubito. Rinvenuti e sequestrati – nelle disponibilità dei 6 –  3 richiami elettroacustici in grado di riprodurre il canto di vari volatili. Sono stati sequestrati anche 6 fucili semiautomatici e 146 cartucce calibro 12. I Carabinieri li hanno sanzionati per un importo complessivo di 3 mila euro.

Terzo Settore, commercialisti e CSV Napoli: «Insieme per valorizzare le esperienze locali»

Vincenzo Moretta e Nicola Caprio hanno siglato un protocollo d’intesa per sostenere e valorizzare il volontariato. L’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli (Odcec Napoli) e il Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli (CSV Napoli) hanno siglato un protocollo di intesa per sostenere e valorizzare il Terzo Settore e, in particolare, il volontariato nell’area metropolitana di Napoli, alla luce della recente Riforma. Il protocollo fa seguito alle intese già sottoscritte a livello nazionale tra i rispettivi organismi di rappresentanza nazionale, Cndcec (Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili) e Csvnet (la rete nazionale dei Centri di servizio per il volontariato) è allo scopo di perseguire su scala nazionale obiettivi analoghi a quelli fissati a livello territoriale. I due organismi si impegnano a proseguire e promuovere le iniziative di informazione e formazione, a livello territoriale, attraverso corsi, seminari, conferenze, convegni e pubblicazioni aventi ad oggetto tematiche inerenti la Riforma del Terzo Settore e i temi ad essa correlati. Inoltre, mediante la collaborazione tra Odcec e CSV Napoli, saranno valorizzate le esperienze locali e recepite le esigenze, in modo da formulare al Cndcec e al Csvnet proposte e suggerimenti sia per la predisposizione di linee guida di comportamento per gli organi sociali degli Enti del Terzo settore, sia per l’elaborazione di documenti di best pratice. Infine, sarà definita una programmazione congiunta delle attività relative all’oggetto del protocollo di intesa. «Con questo protocollo di intesa proseguiamo la nostra attività di ampliamento dei servizi al mondo del volontariato e del Terzo Settore. La rete dei contatti e delle relazioni del CSV Napoli si allarga e coinvolge, ormai, realtà sempre più importanti e rilevanti. Un ottimo lavoro che vede protagonista Csvnet e la sua rete nazionale», commenta il Presidente del CSV Napoli, Nicola Caprio. «La recente riforma del Terzo settore ha previsto, di fatto, un coinvolgimento sempre maggiore di dottori commercialisti ed esperti contabili – ha sottolineato Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei – chiamati ad affiancare attivamente chi opera in questo ambito, suggerendo, tra le altre cose, le opzioni per una valorizzazione delle attività previste sul territorio. Anche in questo campo diventeremo dunque consulenti a 360 gradi, accompagnando i nostri clienti nel loro percorso di crescita. Ci auguriamo che il protocollo d’intesa con CSV Napoli possa accelerare ulteriormente questo progetto». «La Riforma del Terzo Settore, ormai entrata nel vivo, impone a tutti noi sempre più acquisizione di competenze. In questa ottica, la collaborazione già in essere con l’Odcec napoletano si è rivelata utilissima e proficua. Con questo ulteriore passo formalizziamo uno spazio di confronto per condividere le criticità e le opportunità derivanti dalla piena attuazione della Riforma del Terzo settore», aggiunge il Direttore del Csv Napoli, Giovanna De Rosa.

Somma Vesuviana, il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo nell’elenco delle giornate FAI di ottobre

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana “Per la prima volta mostreremo alla stampa gli affreschi restaurati delle chiese sotterranee situate nel Complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, riconosciuto Sito Archeologico di Interesse Nazionale dal MIBACT. E sono affreschi importanti sui quali sono in corso studi che spaziano dall’anno 1000 d.C. , dai caratteri bizantini con il tema dell’ascensione, ancora altri risalenti al 1100 d.C. con l’aggiunta di Sant’Eustachio nella scena della caccia al cervo. Altro affresco importante è quello datato 1330 d.C. che rappresenta il marchio di fabbrica della chiesa voluta da Roberto d’Angiò nel 1333 in quanto raffigura, con la sua corte di apostoli, “Nostra Donna” seduta in trono con in braccio il Figlio Pantokrator, alla quale è dedicato l’edificio di culto.  Si tratta dunque di un’opera risalente all’epoca angioina. E vedremo l’affresco risalente all’ anno 1660 d.C. e raffigurante l’Immacolata Concezione venerata da figure angeliche reggenti gli attributi emblematici della Vergine. Più epoche in un unico luogo. L’opera di recupero, finalizzata alla salvaguardia degli affreschi che presentavano distacchi per gran parte della propria superficie decorata, ha riguardato, nello specifico, lo scialbo perimetrale, la pulitura, il consolidamento e il restauro di alcuni affreschi. Importanti scoperte anche nell’antica cripta, dove venivano inumati i monaci, sono due figure emerse a sinistra della Madonna delle Grazie. Trattasi di santi o apostoli, ancora oggetto di studi ed approfondimenti iconografici. Sabato 24 Ottobre, per le Giornate del FAI, li mostreremo alla stampa per la prima volta dopo il restauro”. Lo ha annunciato Emanuele Coppola, Direttore dei Beni Culturali del Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo in Somma Vesuviana, nel napoletano. Quali le tecniche utilizzate? Restaurato affresco della Madonna nella chiesa del Trecento! Scoperta la figura di San Pietro da Verona. “La chiesa edificata da Roberto D’Angiò nel 1333 è sotto il Complesso francescano voluto da Giovanna III D’Aragona ai primi del XVI secolo. Restaurato l’affresco della Madonna che si trova sotto la chiesa del Trecento. Grazie all’intervento di restauro sono emerse le identità di ben quattro figure come quella di San Pietro da Verona. Dunque dalla sala semicircolare della chiesa edificata da Roberto D’Angiò nel 1333 scenderemo ancora ad una più piccola ed antica cappella comunemente detta “pozzo”, dove impera l’affresco della Madonna del Latte, perché intenta ad allattare Gesù.  Oltre all’immagine della Madonna seduta su una panca con Figlio al seno, nel pozzo, vi sono altre quattro figure intere – ha proseguito Coppola –  l’una di seguito all’altra, di cui oggi, grazie all’intervento di restauro, si conosce la vera identità. L’uomo ritratto, recante nella mano destra un libro e nella sinistra una penna d’oca, è San Pietro da Verona, con a fianco un’immagine della Madonna con Figlio in grembo. Il “pozzo”, al cui interno si trova la piccola cappella è ciò che resta di un’antica villa rustica romana, un luogo adibito alla conservazione del vino, dunque una “cella vinaria”. Sabato 24 Ottobre – briefing stampa – ore 10 e 30 – per ammirare gli affreschi restaurati, scendere nelle chiese sotterranee, a fare da cicerone saranno: Emanuele Coppola, Direttore dei Beni Culturali del Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo, Anna Giugliano, Preside del Liceo Scientifico “Evangelista Torricelli” di Somma Vesuviana, Mario Romano, Coordinatore Territoriale del FAI, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, Rosalinda Perna, Assessore ai Beni Culturali del Comune di Somma Vesuviana e soprattutto i giovani studenti del Liceo Scientifico “Evangelista Torricelli” di Somma Vesuviana, per l’occasione volontari FAI. Nella chiesa di D’Angiò anche opere del Seicento, ed il cui restauro ha portato a risultati importanti. Tali opere saranno mostrate alla stampa Sabato 24 Ottobre, alle ore 10 e 30 con un briefing stampa contingentato nel rispetto delle norme di sicurezza e di distanziamento. “Dopo gli ultimi interventi seicenteschi, più nessuno, almeno non in maniera significativa, si era occupato della preziosa chiesa di Santa Maria del Pozzo e l’incuria si era protratta fino ai giorni nostri. Noi abbiamo restituito alla collettività uno dei monumenti più rappresentativi del territorio vesuviano, con tutto il patrimonio storico, artistico, architettonico ed archeologico che lo caratterizza e lo contraddistingue. Nella chiesa sotterranea, nel 1603, «l’altare maggiore aveva l’immagine di S. Maria della Corona protetta da un vetro con avanti un cuscino di seta di colore giallo-verde. La mensa, di abete – ha affermato Coppola –  era rivestita di pelli dorate ed aveva tre tovaglie e due candelabri. Davanti all’altare v’erano una campana, detta comunemente di “ramocipro”, ed un grande candelabro per reggere le torce durante la Messa. Altri due altari, più piccoli e decentemente ornati, erano l’uno di fronte all’altro sulle pareti perimetrali della navata. All’ingresso, forse sulle scale, v’era un cancello di legno sormontato da un Crocifisso al quale i fedeli accendevano devotamente torce e candele”. Il Complesso di Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana con convento francescano, chiostro superiore con altri affreschi restaurati, chiesa inferiore, la piccola cappella sotterranea ed ancora le cripte, più comunemente note come catacombe, che ospiterebbero i resti di monaci è Sito Archeologico di Interesse Nazionale nell’elenco del MIBACT. “Santa Maria del Pozzo è uno scrigno stratificato di architettura, archeologia, arte e letteratura che non ha eguali in Italia e all’estero. Il suo immenso patrimonio culturale è da sempre oggetto di studio ed approfondimenti, alla ricerca di nuove ipotesi strutturali – ha dichiarato Emanuele Coppola, Direttore dei Beni Culturali del Complesso Archeologico di Santa Maria del Pozzo –  grazie all’emergere di nuovi ed interessanti affreschi, come quelli bizantineggianti dietro il catino absidale della sotterranea chiesa trecentesca, ma soprattutto, a causa del misterioso pozzo di epoca romana. Insomma, un viaggio nella storia e nella memoria di un luogo che appassiona, stupisce ed affascina ogni visitatore”. Il FAI c’è, e già Domenica 18 Ottobre ha dato la possibilità, al pubblico con il Liceo Scientifico “Torricelli” di Somma Vesuviana e in accordo con L’Associazione “Salviamo Santa Maria del Pozzo”, con i Padri francescani, di ammirare un Complesso che su tre livelli racchiude ben mille anni della nostra storia.  Evento aperto al pubblico sia Sabato 24 Ottobre che Domenica 25 Ottobre con obbligo di prenotazione sul sito del FAI. Ed i ragazzi del Torricelli per l’occasione saranno “volontari FAI”. La stampa potrà filmare e vedere gli affreschi restaurati del Trecento ma anche del Seicento, sui quali ora sono in corso studi per risalire agli autori. Entreremo nelle cripte al cui interno riposano ossa che saranno oggetto di altri studi specifici.  Come morirono?  E chi erano? “Il complesso monumentale, formato dalla chiesa e dal convento, sorge sulla costruzione più antica della chiesa inferiore, ristrutturata da Re Roberto d’Angiò nel 1333 per ricordare l’incontro tra Giovanna, (erede al trono di Napoli) con Andrea (figlio di Carlo Roberto Re d’Ungheria) nella località denominata “i prati di Nola” ed identificata con il territorio ad oriente del palazzo reale di Starza della Regina. Nel 1488 un’alluvione causò gravi danni alla chiesa che rimase sepolta sotto fango e pietre. Bisognerà aspettare – ha dichiarato Mario Romano, Coordinatore Territoriale del Fondo Ambiente Italiano –  i primi anni del XVI secolo quando Giovanna III d’Aragona, volle la costruzione di una nuova chiesa con annesso convento, che si decise di edificare al di sopra di quella precedente e non in sua sostituzione. La regina Giovanna, dopo la morte del marito, si era ritirata nel palazzo della Starza della Regina nella stessa contrada ed ottenuta la concessione, a sue spese, fece costruire da maestranze catalane l’imponente convento e la magnifica chiesa superiore, dedicandola alla Vergine Annunziata e adornandola di molte opere d’arte. L’antica chiesa non fu distrutta ma interrata e venne a trovarsi proprio sotto l’abside di quella superiore. Alle pendici del Vesuvio sorge dunque il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo. Luogo palpitante e di riferimento per la città di Somma Vesuviana, nel napoletano, integrato vivamente nel territorio. Un monumento protagonista che ha visto con i suoi stessi occhi il trascorrere di varie epoche storiche del nostro Mezzogiorno. Dal periodo romano attraversando l’età angioina ed aragonese fino a Murat e a i giorni nostri. Il complesso accoglie presidi romani come la cisterna per poi passare alla policromia bizantina dell’abside anteposta alla tridimensionalità delle arti raffigurative successive, angioina prima e aragonese poi. Parte del recupero è stato possibile grazie ai fondi della Comunità Europea. Ad abitare e a curare il complesso vi sono i monaci francescani di origine polacca che custodiscono preziosi libri miniati, il chiostro e la chiesa con i preziosi quadri di maestranza catalana. Il FAI che, per sua natura, ricerca e promuove luoghi di interesse culturale, archiettonico e archeologico innestati con l’ambiente, ha ritenuto necessario dar risonanza ad un monumento unico, rappresentativo e narratore del territorio. Una occasione per mostrare ad un pubblico di respiro nazionale questo scrigno colmo di bellezza. Non mancate!”. Un evento possibile grazie al grande lavoro del Liceo Scientifico “Torricelli” di Somma Vesuviana. Le giovani “guide” saranno proprio i suoi studenti, ragazzi del territorio che amano e vivono i loro luoghi. Sabato 24 Ottobre saranno loro ad accompagnare la stampa in un viaggio millenario! “Il Liceo scientifico-classico “E. Torricelli” ha aderito all’iniziata FAI “Giornate d’ Autunno” 2020, per promuovere nei propri studenti la conoscenza e la fruizione consapevole del patrimonio storico-artistico del territorio di appartenenza – ha dichiarato Anna Giugliano, Preside del Liceo Scientifico  “Evangelista Torricelli” di Somma Vesuviana – nello spirito dell’art. 9 della Costituzione. Il progetto FAI si inserisce nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) che il nostro Istituto mette in campo al fine di favorire l’integrazione delle conoscenze con esperienze pratiche altamente formative, creando occasioni di studio dentro e fuori l’aula. La finalità del progetto è sensibilizzare i giovani studenti alla “presa in carico” di un bene d’arte, nello specifico il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, un gioiello architettonico della Città di Somma Vesuviana che testimonia ben duemila anni di storia del sito in cui sorge. Illustrandolo ad un pubblico adulto, gli allievi si sentiranno così direttamente coinvolti nella vita sociale e culturale della propria comunità. Ringrazio il FAI Nola per aver dato ai nostri studenti questa grande opportunità di crescita culturale e formativa”.  

Sant’Anastasia, piazzetta San Ciro invasa da escrementi degli animali: l’appello di Ciro Notaro

0
Prendo spunto da una nota recentemente  pubblicata  riferita alla bella cittadina in cui vivo da ben 40 anni che titola:UNA CITTÀ IN SALUTE per il progresso di Sant’ANASTASIA
per riprendere il tema del DECORO a me caro, che coinvolge con le medesime responsabilità istituzioni e cittadini.
– SALVIAMO IL SALVABILE è lo slogan che anima le mie osservazioni, perché ritengo che una città sia veramente in salute, solo quando chi ci vive ha rispetto delle regole e dei luoghi che abita e chi Amministra aldilà delle beghe politiche e lotte intestine  improduttive,  dia risposte e soluzioni alle piccole cose riguardanti il bene comune.
“Una Città in Salute – per il decoro di Sant’Anastasia”, è invece il mio appello e ciò significa dare attenzione alla segnalazione che oggi ripropongo, riguardante le deiezioni canine non raccolte dai marciapiedi.
OGGI in particolare riguardano i giardinetti della rappresentativa piazzetta San CIRO, per la quale segnalai sui social la cura del verde per dare decoro a quell’angolo di paese per il quale erano state spese risorse per il suo abbellimento.
La segnalazione fu raccolta pur trovandoci in periodo di commissariamento.
OGGI a distanza di poco più di un MESE, quei giardini ancora ben tenuti dopo l’intervento di RASATURA, hanno fatto emergere oltre a ceppi di funghi nel prato, l’incivilta’ di chi ha pensato:
“che bello ora il mio cane potrà cagare su un bel prato verde e non tra le erbacce”… come testimoniano le foto scattate recentemente.
– La mia rabbia e indignazione di cittadino che ama il proprio paese, è ancor più grande perché in questo gesto di inciviltà, vi leggo uno sfregio,  dal momento che nella stessa piazzetta è ben visibile il contenitore a tal scopo istallato.
Termino, lasciando CONCLUSIONI E CONSIDERAZIONI A CHI LEGGE sollecitando nel contempo, una maggiore attenzione a chi è preposto a vigilare e agli AMMINISTRATORI lancio la proposta di istituire in paese, aree attrezzate e dedicate alle esigenze dei nostri ANIMALI.
SALVIAMO IL SALVABILE per UNA CITTÀ IN SALUTE.
 Ciro NOTARO
dav
dav
dav

Raggae e jazz: gli ingredienti del nuovo brano di Marco Iantosca

Riceviamo e pubblichiamo E’ on line da oggi su Youtube il videoclip de “La Giostra”, il nuovo brano di Marco Iantosca, scritto da Mario Barbati. La giostra è il gioco che tutti abbiamo fatto almeno una volta nella vita: il gioco in cui manca sempre una sedia rispetto ai partecipanti. Ma è anche il gioco di un’allegra classe politica che dei posti a sedere ha fatto un mestiere. Dietro le quinte di questo palcoscenico, qualcuno muove fili invisibili che controllano la scena di un’umanità dolente alla ricerca dei bisogni più semplici. A cantare il brano è Marco Iantosca, cantante/cantautore irpino, classe 1982. Marco ha registrato il suo primo brano nel 2010. Nel 2017 ha suonato tutte le mattine in diretta sull’emittente regionale OttoChannel, mentre poco dopo un suo brano è stato scelto come soundtrack del Taranto Rock Festival. Dal punto di vista stilistico il brano è stato pensato con una struttura atipica che non guarda agli standard commerciali, ma che cerca invece di fondere atmosfere raggae e jazz passando per la ska music. A dirigere il video è stato il regista Enrico Coppola: le scene sono state girate tra i comuni di Avellino, Sorbo Serpico e S. Mango Sul Calore, in provincia di Avellino. Il brano (musica e testo) è stato scritto invece da Mario Barbati, autore di Casamarciano che ha cominciato la sua carriera di compositore, giovanissimo, nel 1979, quando ha vinto il suo primo premio per canzoni inedite. Barbati ha poi collaborato con lo showman Peppe Cece e poi con la cantante Viola Sommese, per la quale ha scritto “Prima era”, una raccolta di brani inediti. Nel 2018 con Marco Iantosca ha firmato la colonna sonora del film “The marine spirit”, del regista americano Gugu E. Michaels. Attualmente collabora come arrangiatore e produttore con diversi artisti fra i quali lo stesso Marco Iantosca. “Sono molto contento di questo lavoro – commenta l’autore, Mario Barbati – perché rappresenta la sintesi di esperienze musicali molto diverse tra loro, con un testo che parla direttamente al cuore delle persone”.