Pomigliano, il sindaco: “Polo della cultura nelle periferie”. E gli scavi di Ercolano vengono in città

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il cranio trovato negli scavi di Ercolano
il cranio trovato negli scavi di Ercolano

L’occasione per parlare della realizzazione di un polo della cultura a Pomigliano c’è stata l’altro ieri, quando il sindaco Gianluca Del Mastro ha organizzato un convegno in diretta streaming sull’ultima sensazionale scoperta fatta negli scavi di Ercolano. Per la cronaca il convegno via web (causa covid l’evento si è tenuto da remoto) è stato realizzato nella ex distilleria, il palazzo del Comune un tempo concepito per un pieno utilizzo in chiave culturale. Qui doveva essere creato un centro cinematografico. Non se ne fece nulla. Nel frattempo l’intero primo piano del grande edificio di via Roma è stato dato a un’azienda privata. Risultato: centinaia e centinaia di metri quadrati scippati alla fruizione pubblica di un importante bene comunale. Ma Del Mastro vuole imporre un’inversione di tendenza. Ha invitato qui i responsabili del parco archeologico di Ercolano per parlare della scoperta di un cervello vetrificato rinvenuto all’interno di un teschio appartenente a un uomo vissuto duemila anni fa, un ricco personaggio della Ercolano antica rimasto carbonizzato mentre dormiva nel suo letto durante l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. Analizzandone il cervello vetrificato e i suoi neuroni, sopravvissuti alle valanghe piroclastiche del vulcano,  sarà possibile “radiografare” meglio le modalità dell’eruzione e il modo in cui si viveva nell’antichità romana.  Comunque, scavi di Ercolano a parte, l’evento dell’altro ieri ha segnato il primo passo verso la creazione di un polo culturale a Pomilgliano. Del resto Del Mastro nella sua doppia veste di professore universitario di materie classiche e di presidente della fondazione Ente Ville Vesuviane non ha certo intenzione di lasciarsi sfuggire un obiettivo del genere, per lui prioritario. “Ex Distilleria, Museo della Memoria, Castello Baronale, biblioteche e non solo: sarà necessario realizzare sedi del polo della cultura anche nelle periferie”, l’idea del sindaco. “Certo – aggiunge – nello stesso tempo bisognerà pure razionalizzare meglio il patrimonio pubblico esistente, che finora non è stato utilizzato bene o che si trova addirittura del tutto inutilizzato”. Gli scavi di Pompei ed Ercolano, i tesori di storia di Napoli e Caserta, il vicino centro storico di Nola, la tradizione agricola e contadina. “Sono tutti hub ai quali Pomigliano dovrà collegarsi in qualche modo – conclude il sindaco – sarà un lavoro impegnativo ma dovremo farlo”.