Casalnuovo, Simone ucciso a coltellate: fermati i sospetti

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simone frascogna
simone frascogna

Le forze dell’ordine hanno individuato e fermato i sospettati di essere i componenti del gruppo di giovani estremamente violenti che martedi sera hanno aggredito e ucciso a coltellate il povero Simone Frascogna, lo studente di 19 anni ammazzato per uno sguardo di troppo verso i bulli di turno.  I fermati sono i giovani D. I. , e due minorenni  C. B. e  A. T. di 17 anni. Sono residenti nell’area compresa tra Casalnuovo  e Pomigliano, nei pressi della frazione di Tavernova. Sono stati presi dai carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e della Tenenza di Casalnuovo, ieri.  Principale indiziato dell’omicidio è D. I., un ragazzo già legato per motivi familiari ad ambienti criminali visto che il fratello maggiore, residente nel territorio del comune di Pomigliano, risulta pregiudicato per reati relativi alla detenzione di droga e di armi e alle estorsioni. C.B. invece avrebbe a sua volta parenti che operano nel “campo” delle truffe di strada e dei reati contro il patrimonio.  Intanto pende sul groppone di D. I. l’accusa di aver sferrato le quattro letali coltellate che hanno strappato alla vita Simone Frascogna e gli altri due fendenti che hanno ferito, per fortuna solo lievemente, l’amico dell’ucciso, un ragazzo di 18 anni che la sera di martedi 3 novembre si trovava alla guida della sua auto insieme con Simone. Ma anche gli altri due indiziati sono accusati di omicidio volontario in quanto avrebbero sollecitato e partecipato attivamente all’accoltellamento.  Un omicidio assurdo. Sempre in base all’indagine Simone sarebbe stato ucciso perché avrebbe incrociato lo sguardo con quello di Iossa, che non avrebbe digerito la cosa. “Ma tu non sai a chi appartengo ?”, la minaccia che sarebbe stata fatta a Frascogna da D.I. durante un teso inseguimento in auto per le strade della città. Scintille da cui sarebbe scaturito un battibecco poi degenerato in un confronto fisico sul marciapiede, a pochi metri dalla piazza del municipio, lungo il centrale corso Umberto. Una rissa infine sfociata nell’accoltellamento mortale. Dopo aver commesso il fatto di sangue i tre sospettati sono stati accusati dalle forze dell’ordine di essersi dati immediatamente alla fuga nel tentativo di inquinare le prove della loro colpevolezza. A ogni modo le telecamere del sistema di videosorveglianza centralizzato del Comune di Casalnuovo hanno filmato tutto ed è stato pure grazie a queste registrazioni che i carabinieri sono riusciti a dare un nome e un volto agli assassini. Resta però tanto amaro in bocca per questa tragedia ingiustificata e ingiustificabile, un assurdo atto di bullismo, l’ennesima violenza prevaricatrice nel difficile mondo dei giovani inquinato da una pericolosissima dose di sottocultura criminale. Ne ha fatto le spese un giovane studente che era giunto nell’anno del diploma, al quinto superiore dell’Isis Europa. Ma Simone non potrà raggiungere questo agognato traguardo. Il ragazzo ucciso lascia per sempre nella più completa disperazione una mamma, casalinga, un papà , venditore ambulante, un fratello maggiore, cuoco di ristorante,  e una sorellina di appena dieci anni. “Casalnuovo è stata colpita la cuore da una violenza cieca e assurda – ha detto Massimo Pelliccia, sindaco di questa città di 50mila abitanti alla porta nordorientale di Napoli – sia fatta piena giustizia”. Piena giustizia che reclama soprattutto il fratello maggiore di Simone, Stefano Frascogna: “Non voglio assolutamente che belve come queste si facciano al solito due anni di galera e poi escano: chiedo per loro una vera condanna esemplare”.