[VIDEO] Marigliano, parte l’avventura di Aicast, associazione che rappresenta le imprese

Il 10 novembre scorso l’imprenditore Giuseppe Bonavolontà, candidato nelle fila del PD alle recenti elezioni comunali del 20 e 21 settembre, è stato nominato presidente di Aicast Marigliano: la nomina è avvenuta da parte del Presidente nazionale Aicast, Antonino della Notte, che così facendo ha dato sostanzialmente il via all’azione locale della sezione mariglianese. Lo abbiamo incontrato per raccontare la nuova esperienza che coinvolge le imprese e i commercianti della città e scoprire le iniziative che l’associazione intende intraprendere per ridare slancio all’economia locale. A supporto del nuovo presidente, rivestirà la carica di vicepresidente Maurizio Marzullo, anch’egli membro dell’imprenditoria mariglianese. Immediatamente dopo la nomina è avvenuto anche il primo incontro tra i membri dell’Aicast Marigliano e il presidente della camera di commercio di Napoli, dott. Ciro Fiola. Nel corso dell’incontro si è discusso delle problematiche legate all’emergenza Covid che in questo momento stanno investendo le aziende. Al tavolo di discussione, è stata fatta un’analisi mirata delle problematiche, verso le quali sono state proposte di concerto, soluzioni tempestive, per far fronte ed invertire in tempi rapidi il trend negativo che sta spingendo verso il collasso il tessuto imprenditoriale mariglianese. Nel lungo incontro, con la chiara e netta intenzione di voler prendere d’anticipo i tempi, sono state già poste le basi per le iniziative future che accompagneranno le aziende verso la ripartenza.
La squadra a sostegno del neo presidente, è già stata costituita e a breve verranno resi pubblici i nominativi dei membri con le rispettive cariche che ricopriranno. AlCAST – Associazione Industria, Commercio, Artigianato, Servizi e Turismo della Provincia di Napoli – è un’associazione datoriale democratica, pluralista e libera da qualsivoglia condizionamento, rappresenta i soggetti economici, imprenditoriali e professionali orientati alla produzione, organizzazione ed erogazione di servizi alle persone ed alle imprese, alle comunità ed al sistema economico e sociale più ampio – il sistema di rappresentanza generale e unitario delle imprese, delle attività professionali, dei lavoratori autonomi e dei pensionati che si riconoscono – in particolare nei settori dell’industria, delle piccole e medie imprese della distribuzione commerciale, del turismo, dei servizi e della logistica – nei valori del mercato e della concorrenza, della responsabilità sociale dell’attività dell’impresa e del servizio reso ai cittadini, ai consumatori e agli utenti.

Tiziano Ferro e l’esperienza degli altri

Da pochi giorni, il 06 novembre scorso, è uscito il secondo capitolo di Accetto miracoli, l’ottimo lavoro discografico di Tiziano Ferro pubblicato nel 2019 e già certificato doppio disco di platino. Per il suo primo album di cover, Accetto miracoli: l’esperienza degli altri, il cantautore di Latina ha reinterpretato ben tredici brani di altrettanti autori e interpreti italiani che con le canzoni scelte hanno dato forma a piccoli miracoli nel corso della sua vita, come “luci piccolissime in fondo al tunnel, risposte, ispirazione, voglia di cambiamento, testardaggine, coraggio, risate, amore”. Oltre a Rimmel di Francesco De Gregori, brano di apertura già pubblicato come singolo il 03 settembre scorso, ascoltando la tracklist del disco ci si rende subito conto di come Tiziano Ferro abbia cesellato con cura brani anche molto eterogenei tra di loro grazie alle sue grandi capacità interpretative e alla sua coinvolgente passione. La raffinata Morirò d’amore, portata a Sanremo nel 2003 dall’indimenticabile Giuni Russo, Bella d’estate di Mango, Margherita di Riccardo Cocciante, E ti vengo a cercare di Franco Battiato, Almeno tu nell’universo di Mia Martini che Tiziano aveva già omaggiato con trasporto e tenerezza sul palco di Sanremo 2020, Cigarettes and coffee di Scialpi, Perdere l’amore di Massimo Ranieri con cui per l’occasione ha anche duettato, Piove di Jovanotti, Portami a ballare di Luca Barbarossa, Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno, Ancora ancora ancora di Mina e infine Non escludo il ritorno scritta a quattro mani da Franco Califano e Federico Zampaglione. I formati disponibili sono il doppio CD e l’album digitale (con le tredici cover più i brani di Accetto miracoli), oppure il trentatré giri (con le sole tredici cover) che negli ultimi anni è ritornato prepotentemente di moda per la gioia di tutti i collezionisti. Nell’affrontare questo ambizioso e riuscito progetto, Tiziano Ferro ci restituisce con garbo alcune delle più belle e iconiche canzoni della nostra buona musica italiana, rileggendole in modo fresco e personale, giusto con qualche finezza stilistica a sottolineare il suo gusto musicale, pur rimanendo sempre rispettoso delle versioni originali, facendo (cosa sempre più difficile per le ultime generazioni) tesoro… dell’esperienza degli altri.

La Chiesa di San Lorenzo, e il suo ruolo nella storia di Ottaviano

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Bernardetto e Giulia Medici affidarono alla Chiesa, al Convento dei Serviti  e al “quartiere” che si sarebbe costituito  il compito di congiungere i quartieri antichi della città alla campagna di Maveta e di Cacciabella, lungo le strade che portavano a Somma e a Palma. Il Convento dei Serviti. Tra il ‘700 e l’Ottocento si dissolve il notevole patrimonio di beni immobili , e viene saccheggiato anche il “tesoro” degli arredi, dei calici, dei candelabri. Il culto dell’Addolorata. Nel 1689  fra Dionisio di Avella scrisse una sintetica storia sull’origine del  Convento dei Serviti in Ottajano: convento  di cui egli era priore da un anno, e dell’annessa  chiesa di San Lorenzo Martire.  Quando i Medici erano giunti  in Ottajano, nell’estate del 1567, avevano trovato al di fuori delle mura, “ extra terram Octajani in platea per quam itur ad Neapolim ”,  una cappella di campagna, senza tetto e senza porte, costruita da un sacerdote della famiglia Bifulco. Ai nuovi feudatari era parso un segno fausto che l’edificio fosse consacrato a San Lorenzo, santo assai caro alla famiglia Medici: fu  perciò deciso di ampliare la cappella e di costruire accanto ad essa  il nucleo di un convento.  Bernardetto e Giulia  intuirono subito, e con chiarezza,  quale fosse la naturale direzione dello sviluppo urbanistico di Ottajano: congiungere i quartieri della  “ terra vecchia ”, e cioè  San Michele, Piazza Annunziata, Piediterra e San Francesco, al  “ casale ” di San Giovanni e alle campagne di San Lorenzo, di Maveta e di  Cacciabella attraverso una rete di strade che, seguendo i valloni, estendessero l’abitato verso Somma, da una parte, e dall’altra, lungo la via di  Palma.. Il 19 luglio 1578  Giulia de’ Medici  donò ai Servi di  Maria, fatti venire da Firenze, la chiesa, il convento,  un pezzo di terra intorno al convento e cento annui ducati “ per vitto e mantenimento dei   Padri, come appare nell’istrumento rogato per mano del notaio  Ludovico Iovino ”.  Il M. R. P.  Giovanni Battista Mirti,  Maestro Provinciale dei Serviti,  sottoscrisse l’atto di donazione, accettandone i “ pesi ”: accanto al Priore ci sarebbero stati due sacerdoti “ di buoni costumi, tra i quali uno sappia insegnare a li novizi a sonare e a cantare ” e  ogni lunedì sarebbe stata celebrata una messa in suffragio delle anime di Alessandro, Duca di Firenze, e  di sua figlia Giulia. Il nipote di Bernardetto e di Giulia – anche lui Bernardetto-  che ottenne dal re di Spagna il titolo di Principe di Ottajano,  dovette accordarsi con i Serviti per l’estinzione del debito contratto dal padre Alessandro, che  non aveva versato ai frati i  cento annui ducati  del lascito di  Giulia.  L’accordo fu registrato il 16 giugno 1611 dal notaio napoletano  Aniello Riola, nel convento di Santa Maria di  Materdei, e venne sottoscritto dal Principe e da fra Santolo d’Urso, priore di San Lorenzo. La notizia conferma che agli inizi del ‘600 i Medici di  Ottajano  risiedevano ufficialmente nel Palazzo napoletano di Materdei, che avevano comprato dai Gonzaga di Molfetta insieme al feudo. Nel  1809 la commissione incaricata di chiudere i tre conventi di Ottajano trovò a San Lorenzo una situazione tanto disastrosa che il sindaco Michele Giordano si  fece sostituire, negli incontri con i commissari, dall’astuto decurione  Gioacchino Bifulco. Risultavano ospiti del convento tre  Serviti: il priore fra Pasquale  Palmieri di Caivano, fra Stefano Fusco di Baiano e il novizio fra Bonagiunta di San Pietro a Patierno. Ma a tutti era noto che solo quest’ultimo era effettivo residente: il priore, uomo di lettere  ben visto anche a corte, era stato nominato in tutta fretta, e inviato a Ottajano a ricevere la commissione col preciso mandato di evitare che i funzionari napoletani, oltre a chiudere il convento, aprissero una seria indagine sui libri mastri e sui bilanci: che facevano acqua da tutte le parti. Per fortuna i funzionari furono incantati dalla sfavillante eloquenza del Bifulco, che fu generoso di vini e di “ pasticci ”, e dalla severa bellezza del luogo: vi temperava  l’afa agostana   l’ombra dei gelsi e dei tigli, ornamento della piazzetta intestata alla Santa Croce, e dei limoni e delle viti di uva tostola che ornavano l’orto interno del monastero. E tuttavia  i commissari notarono che il patrimonio dei beni immobili era quasi interamente “scivolato” nelle mani di proprietari ottajanesi a un prezzo di molto inferiore al valore dei fondi e delle botteghe. In quali tasche fosse finito l’incasso della vendita, non si seppe, e  non si sa.  Andati via i Serviti,  il Comune di Ottajano destinò una parte del convento a scuola pubblica – nel 1823 la frequentavano circa 80 alunni –  e mise all’incanto il resto. Il Convento e la Chiesa subirono un indecente saccheggio, un altro. Nel novembre del 1853 il rettore della Chiesa, che era di Caivano, un bel giorno, senza salutare nessuno, tornò nella sua terra natia, portando via con sé, certo per affetto, quello che restava dei sacri arredi. Il decurione Raffaele Saviano, che reggeva il Comune “nell’assenza del sindaco”, affidò a don Alfonso Pisanti  la cura della Chiesa e i beni superstiti: qualche camice, qualche pianeta, una reliquia di San Luigi, una di San Lorenzo, sette spade d’argento per il petto della statua dell’ Addolorata, una corona d’argento per la Sua testa, e tre vestiti, “ uno giornaliero e due festivi, ricamati in argento “.  La notizia è importante, perché dimostra che la statua e il culto dell’ Addolorata risalgono ai primi anni del sec. XIX.    

Napoli, ospedale San Giovanni Bosco trasformato in Covid hospital: proteste di cittadini e medici

“Chiusure evitate, vite salvate. Ce state accerenn a’ salute” (ci state uccidendo la salute, ndr): con questo striscione appeso ai cancelli, una quarantina di abitanti della zona di Capodichino e Secondigliano hanno protestato oggi all’esterno dell’ospedale San Giovanni Bosco, contro la sua conversione in ospedale del tutto riservato al covid.

I cittadini protestano per aver perso il presidio ospedaliero che è sempre stato un riferimento per l’area napoletana: “Salviamo gli ospedali per salvare la vita, 61.000 prestazioni pronto soccorso, 1000 interventi di cardiologia, servizi per 500.000 abitanti, da domani tutto azzerato grazie a Verdoliva”, dicono i cartelli dei manifestanti che protestano contro il direttore generale dell’Asl Napoli 1 che ha eseguito la decisione dell’Unità di Crisi della Regione Campania di convertire l’ospedale.

A protestare anche alcuni medici dell’ospedale e il presidente della III Municpalità Ivo Poggiani: “Il San Giovanni Bosco – spiega – ha offerto nell’ultimo anno circa 61mila prestazioni di Pronto Soccorso, vi sono nati circa 600 bambini, oggi invece viene smantellata la terapia intensiva, trasferiti anestesisti e personale infermieristico all’Ospedale del Mare, venendo a mancare un altro filtro sul territorio per dare ascolto a necessità di vario tipo. Non si muore solo di covid. Terminato questo momento di criticità, vogliamo che il San Giovanni Bosco torni ad essere presidio di sanità pubblica per tutta la città”. Da oggi l’ospedale ha comunque riaperto nella sua nuova veste di soli pazienti covid, con i primi 40 posti di degenza. (Foto ANSA Campania)

San Giorgio a Cremano, risparmiare sulle luminarie per aiutare i più deboli: la proposta di FreeCremano

Riceviamo da FreeCremano e pubblichiamo. Il gruppo di attivisti “FreeCremano” ha trasmesso in data odierna una proposta all’indirizzo dell’Amministrazione comunale riguardante l’utilizzo alternativo dei fondi destinati alle luminarie e agli eventi natalizi. “Nel pieno dell’emergenza Coronavirus, perché non destinare i fondi per le luminarie alle famiglie in difficoltà, come sta accadendo già in vari Comuni?”: si domandano i componenti della compagine politica sangiorgese. Il riferimento è a quei Comuni, come Bacoli, Pompei, Acerra che già hanno annunciato nei giorni scorsi di venire in soccorso alle fasce più deboli della popolazione risparmiando sui costi delle attività natalizie. Da questa esigenza è stata lanciata la proposta rivolta alla Amministrazione comunale capitanata da Giorgio Zinno per l’utilizzo di buoni da spendere negli esercizi ubicati sul  territorio comunale. “In questo modo – scrivono i membri di FreeCremano – si aiutano le fasce più deboli individuate dai servizi sociali in base ad una graduatoria e sostenendo, al tempo stesso, il commercio locale. Con particolare riguardo a quelle categorie di negozianti che, più di tutte, stanno subendo la crisi economica causata dalle restrizioni”.

Marigliano, primo consiglio comunale in archivio: Dino Manna presidente. Tutte le novità

Si è svolto fino a un paio d’ore fa il primo consiglio comunale dell’amministrazione Jossa, che ha visto proprio il primo cittadino collegato da remoto, costretto a casa da un isolamento domiciliare per essere entrato in contatto con una persona positiva al Covid (il sindaco e i suoi congiunti stanno bene). Tanta carne al fuoco: le premesse per un consiglio ricco di contenuti c’erano tutte e i fatti non le hanno smentite, anzi. Come di consueto l’assise, prevista per le ore 10, è iniziata con un’ora di ritardo, in barba ancora una volta al rispetto per i cittadini che magari erano collegati sin dall’orario di convocazione. Ad aprire la seduta è stato proprio il sindaco Jossa, che da casa ha chiesto un minuto di silenzio per onorare la memoria di due concittadini, purtroppo scomparsi la notte scorsa a causa della pandemia. Nel corso della seduta si è proceduto all’elezione del presidente dell’assemblea cittadina: i consiglieri comunali hanno indicato Dino Manna, eletto nella lista Azzurra Libertà (di ispirazione forzista). Tutto come previsto da diverso tempo. In fondo il gentlemen’s agreement tra centrodestra e centrosinistra che aveva portato alla coalizione di maggioranza prevedeva proprio questo: sindaco PD e vicesindaco e presidente del consiglio comunale di centrodestra. A svolgere la funzione di vicepresidente sarà invece Peppe D’Agostino, consigliere del Partito Democratico. Inoltre, come previsto dall’ordine del giorno, sono stati anche sostituiti i consiglieri comunali che hanno ricevuto la delega di assessore: al posto di Felice Mautone (Azzurra Libertà) entra Michelina Ruggiero, mentre a sostituire Raffaele Coppola (La Città che Vogliamo) sarà Giovanna De Blasio. Un’ottima notizia dato che, così facendo, il consiglio comunale conquista due presenze femminili: di conseguenza si passa da appena 5 ad almeno 7 consigliere, tra maggioranza e opposizione, su un totale di 24 seggi. Quasi un terzo del totale, buon segno per il momento: incoraggiante. Tante anche le capigruppo donna presenti in consiglio comunale: Mena Bolero per il PD, Assunta De Rosa per Cambia con Noi, Lina Vivolo per Impegno Civico, la new entry Giovanna De Blasio per La Città che Vogliamo e Rosa Capua per Periferia 2030. Infine Francesco Tramontano diventa capogruppo della lista Popolari. È poi arrivato il giuramento del sindaco, pronunciato direttamente da casa per l’occasione. Un evento singolare, unico, “ma necessario per preservare la salute di tutti e per non ritardare l’attività amministrativa che oggi più che mai ha bisogno di proseguire spedita per assicurare tutela e sostegno alla nostra comunità”, ha dichiarato in diretta il primo cittadino. Peppe Jossa, che ha dato anche comunicazione dei componenti della giunta (e delle rispettive deleghe) che lo affiancherà nel corso del suo mandato di sindaco, ha poi ribadito l’impegno “a lavorare in prima persona per rendere meno difficile il periodo  di crisi che attanaglia i cittadini”. “La distanza a cui siamo costretti serva ancor di più come esempio di condotte che tutti siamo chiamati ad adottare per proteggere noi ed i nostri cari. Le misure di contenimento del contagio ed il senso di responsabilità di ognuno di noi possono contribuire a salvare  vite umane e ad evitarci la sofferenza di un virus che colpisce in maniera insidiosa e pericolosa”, ha sottolineato il sindaco, rivolgendosi ai consiglieri, ai quali ha poi ricordato di essere tutti chiamati “a vivere un’esperienza straordinaria dalla quale, ne sono certo, usciremo più forti e consapevoli del delicato ruolo che ogni amministratore comunale è chiamato a svolgere nell’interesse e per il bene del nostro territorio. É per questo che rilevo con soddisfazione la disponibilità dell’opposizione consiliare a condividere le scelte che saranno prese in un momento così difficile e delicato”. A raccogliere l’assist è il contendente alla carica di sindaco, Vincenzo Esposito, primo consigliere di minoranza, che auspica e promuove un’azione costruttiva dell’opposizione. È proprio lui, infatti, nelle seconda parte del consiglio – interrotto per raccogliere i voti dei consiglieri non presenti in aula consiliare, destinati all’elezione del presidente – a manifestare qualche perplessità in merito allo scrutinio di Dino Manna, giovane imprenditore, laureato in scienze politiche ed eletto tra le fila di Azzurra Libertà con 551 voti. Esposito lamentava il fatto che per l’elezione del presidente del consiglio ci volessero i due terzi dei consiglieri, quindi 17 su 25 (contemplando anche il sindaco come tale, come era successo per l’elezione di Vito Lombardi nel 2015), mentre invece i voti erano stati 16 su 24 consiglieri eletti (2/3 appunto). Una volta ratificata l’elezione da parte del segretario Tommaso De Girolamo, gli animi si sono placati, dopo una leggera bagarre che ha portato anche a un piccolo assembramento, subito rientrato. Finale thrilling, come previsto, sul tanto discusso ultimo punto all’ordine del giorno, quello che prevedeva la modifica dell’articolo 24 dello statuto comunale: un’operazione tesa a garantire l’aggiunta di un settimo assessore in giunta. Tuttavia lo statuto in questione prevede che le proposte di modifica vengano prima fatte proprie dalla commissione affari istituzionali e solo dopo portata in consiglio: di conseguenza una delibera di modifica è dovuta diventare, necessariamente, una delibera di atto di indirizzo. La questione è stata sollevata ancora una volta dal consigliere Esposito: “Mi rendo conto che la maggioranza non avrebbe potuto ritirare il punto all’ordine del giorno per evitare una magra figura proprio nel corso del primo consiglio. Fa specie che il segretario abbia permesso di votare una delibera il cui contenuto è completamente diverso da quello previsto dall’ordine del giorno in questione. Ad ogni modo noi abbiamo deciso di abbandonare l’aula al momento del voto, cosa che poi è avvenuta alla presenza della sola maggioranza”. Alla fine, come conferma anche il vicepresidente del consiglio comunale, Giuseppe D’Agostino, la maggioranza ha provveduto a votare un atto di indirizzo destinato alla commissione Statuto e Regolamento, la quale potrà eventualmente modificarlo: infine il documento arriverà in consiglio e solo allora, nel caso, l’articolo 24 potrà essere modificato. Un iter in fieri, e soprattutto un assessore pendente. Scongiurato il rischio che l’avvocato Franco Canzerlo si dichiarasse consigliere indipendente, fuoriuscendo dalla maggioranza in consiglio comunale in seguito alle recenti polemiche. Canzerlo, in seguito a un confronto con gli altri consiglieri eletti, si è confermato critico rispetto ad alcune scelte, ma ha ribadito di ritenersi un uomo di partito, richiamandosi a un necessario senso di responsabilità in questa fase difficile e a future scelte politiche che possano vedere maggiore condivisione e collegialità. Nota a pie’ di pagina: in questo periodo di distanziamento fisico e zona rossa, sarebbe il caso di offrire un servizio di streaming quantomeno dignitoso, al fine di consentire ai cittadini di partecipare senza difficoltà alla cosa pubblica. Si spera che già dalla prossima occasione il Comune di Marigliano sia in grado di offrire un servizio migliore.

Pomigliano, sinistra ed NG “avvertono” il sindaco. Critico il Pd. E Del Mastro chiarisce

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Tira aria di ammutinamento nella coalizione che alle comunali ha contribuito alla vittoria del sindaco Gianluca Del Mastro. Ieri la compagine di sinistra Rinascita ha diramato un velenoso comunicato con cui, nell’esprimere un giudizio molto negativo sulla nuova giunta, definita “deludente e sconfortante”, lascia intendere una possibile uscita dalla maggioranza. Malumori anche nell’altra forza che ha sostenuto Del Mastro, Nuove Generazioni, che considera cruciale l’elezione del presidente del consiglio comunale, fissata a giovedi prossimo, durante la convocazione della prima assemblea cittadina di questa consiliatura. Nel frattempo si è abbattuta una nuova bufera sul sindaco del laboratorio politico M5S-Pd. Dopo quella scatenata dalla nomina ad assessore all’urbanistica di Filomena Iovine, ex candidata a sindaco di Forza Italia nella vicina Marigliano, è nata una nuova polemica dalle dichiarazioni di Del Mastro in difesa della scelta di Iovine. “Le denunce dell’architetto Iovine hanno permesso di far luce sul voto inquinato a Marigliano”, ha scritto, tra le altre cose, Del Mastro. Gli ha risposto duramente la moglie di Antonio Carpino, sindaco di Marigliano arrestato in estate per voto di scambio con la camorra. “La sua è una cultura forcaiola e giustizialista – l’intervento di Emilia Pisani – sto valutando di querelarla”. Non è finita. Il vicesindaco di Pomigliano, Eduardo Riccio, del Pd, appena nominato da Del Mastro, nel dare “totale solidarietà a Carpino” ha chiesto chiarimenti al suo stesso sindaco. “La neo assessora Iovine – ha spiegato ieri sera Del Mastro – è stata attaccata e assurdamente discriminata perché non è di Pomigliano e per il suo passato politico. Io ho voluto solo rimarcare i principi che animano la sua condotta. Le polemiche strumentali che hanno generato una contrapposizione inesistente non mi interessano: non ho fatto riferimento a persone in particolare”. Rimangono problemi. In consiglio comunale la maggioranza ha 16 voti e l’opposizione 9. Rinascita e Nuove Generazioni hanno 2 consiglieri (il secondo degli eletti di NG, Antonio Toscano, è appena passato alla lista Idea Pomigliano, un fatto, pure questo, che ha creato tensioni). Intanto il consigliere Antonio Avilio, di Rinascita, ieri si è espresso così: “Nelle stanze ci sono solo accordicchi di bassa lega”. Più conciliante è Raffaele Sibilio, unico consigliere rimasto di NG. “Lungi da noi l’idea – ha dichiarato – di voler staccare la spina ora a un’amministrazione che si deve ancora insediare”. Sibilio però ha lasciato intendere che un ulteriore scontro potrebbe essere innescato dall’elezione del presidente del consiglio comunale. “Se prendono anche la presidenza faranno l’en plein”, ha detto alludendo a Pd ed M5S. “Ho chiesto a tutte le forze politiche che mi hanno sostenuto – la posizione di Del Mastro – di aiutarmi nella ricerca dei profili per la giunta. Scelta che è prerogativa del sindaco. Ho scelto autonomamente quelli che ho considerato i migliori per il bene della città”.

Diacronia minima del tarantismo: il nuovo libro di Tullia Conte

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La taranta diventa femmina in Diacronia minima del tarantismo, il nuovo libro di Tullia Conte, regista, performer e insegnante di casa a Parigi. Il libro presenta una rilettura storica dei rituali collegati al fenomeno del tarantismo, abbracciando la questione di genere: l’estromissione praticamente totale delle donne dalla comunità scientifica che per secoli si è occupata di questi accadimenti, oltre che l’attribuzione del fenomeno al genere femminile come prerogativa congenita e negativa. Caterina Naselli, Clara Gallini, Amalia Signorelli, sono alcune delle studiose che hanno contribuito in maniera fondamentale agli studi di settore, che il testo ripercorre dalla prima testimonianza storica nel 1064, arrivando ai giorni nostri. “La taranta dice (…) noi siamo tutte sorelle”. Altra necessità è quella di ottenere una narrazione, agile e scevra da pregiudizi e campanilismi, che sia capace di comprendere tutti i territori dove queste pratiche sono state messe in atto, per distruggere lo stigma della donna salentina morsa dalla taranta. Attraverso le testimonianze fornite, si configura un orizzonte simbolico vasto e vitale, difficilmente inquadrabile in stereotipi. Ad un anno esatto dal fortunato “L’altra taranta – Annabella Rossi e il tarantismo nel Cilento l’autrice propone un testo scientifico che ha una visione più ampia: poetica, politica e di speranza di rinnovamento sugli studi di genere. Il percorso è impreziosito dalle immagini realizzate da Francesca Grispello, che contribuiscono ad accompagnare chi legge in un viaggio nel profondo significato del tarantismo. L’esposizione del corpo, lo strumento principale dei rituali, nella ricerca della Grispello non cerca compromessi con la sessualizzazione forzata imposta dalla società. Questa prospettiva anticipa il prossimo futuro, dove nuovi concetti e diritti concreti saranno la testimonianza di quanto sia stato negato in base alle discriminazioni di genere, ma ricorda anche il passato in cui il rito si affidava alle potenzialità del corpo. L’incontro tra ricerchecosì diverse fra loro eppure con evidenti punti di contatto, ha generato un formato inedito – per il tema in questione – che si propone di accompagnare chi legge attraverso un’esperienza razionale, ma al tempo stesso emozionale. “Le immagini selezionate in questo volume – scrive Francesca Grispello – nascono da stati d’animo diversi, tutte hanno in comune il bisogno di realizzare una visione e la danza– e la danza vuole dire nudità, carne, diaframma, un tempo dissestato, spazio, assenza di giudizio. Questi Esercizi di Carne Esercizi di Primavera sono appunto “esercizi”, tentativi di cogliere in visione qualcosa che non posso comprendere, ma danzare, probabilmente sono qualcosa che vedrò domani, che abiterò un giorno a venire. L’autrice nella sua introduzione accenna a un futuro, testimoniando e agendo la danza come pratica per un domani in cui il senso del corpo sia espresso nella sua totalità e libertà.” Tullia Conte, regista teatrale, attrice e performer, è impegnata da anni nello studio delle danze popolari secondo una prospettiva di antropologia teatrale. Nata nel Cilento ma trasferitasi in tenera età a Napoli, e legata alla sua terra; internazionale perché vive a Parigi, passionale e “scientifica” in nome dei suoi studi antropologici, si occupa di tarantelle tradizionali ma con un sguardo teso al presente, al contemporaneo. Tra i suoi spettacoli Tarantella Cruda, Storia di Maria, Antidotum, san Tarantella, SUDD. Nel 2010 fonda con Mattia Doto “SUDANZARE”, associazione basata a Parigi che si occupa di cultura e promozione della danze e delle culture dell’Italia del Sud. Nel 2019 ha pubblicato “L’altra taranta – Annabella Rossi e il tarantismo nel Cilento”. Francesca Grispello, lavora come giornalista e come ufficio stampa (Synpress) per artisti ed eventi, si occupa di cultura e spettacoli, di fotografia e letteratura, di editoria e di tutto ciò che si muove in ambiente espressivo.

Saviano, Comandante libero dal servizio nota dei movimenti sospetti: Carabinieri arrestano 2 topi d’appartamento

I carabinieri della stazione di Saviano hanno arrestato per furto in abitazione Giovanni Onorato e Pasquale Rastiello, di 50 e 34 anni, entrambi di Saviano e già noti alle ffoo. Il comandante della stazione, libero dal servizio, passava in via Fuschillo e ha notato strani movimenti attorno ad un’abitazione. Qualcuno sembrava essersi introdotto furtivamente in un giardino privato. Senza farsi notare dal palo – il più giovane era in strada e si guardava attorno – il comandante ha allertato una pattuglia della stazione ed è intervenuto con il suo supporto. Rastiello è stato bloccato per primo, non ha fatto in tempo a fuggire e tantomeno ad allertare il complice. Onorato è stato arrestato mentre, ancora nel giardino dell’abitazione, stringeva tra le mani una busta contenente frutta verosimilmente prelevata dagli alberi lì piantati. I due sono stati ristretti in camera di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

Zona Rossa in Campania: domande e risposte utili in merito agli spostamenti

  1. Quali sono le regole valide nella mia area per gli spostamenti? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? E a trovare parenti o congiunti? All’interno dell’area rossa è vietato ogni spostamento, sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi (inclusi quelli dell’area gialla o arancione), ad eccezione degli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute. Non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso. Sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione per uscire, è obbligatorio restare a casa, per il bene di tutti.
  2. Gli spostamenti devono essere giustificati in qualche modo? È necessario produrre un’autodichiarazione? Si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata.
  3. Posso andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti? Sì, è una condizione di necessità. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie, ricordate però che sono categorie più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.
  4. Sono separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli minorenni? Sì. Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.
  5. È possibile spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro? È possibile ma fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone. Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore. In tale caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno. Ove possibile, è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi.
  6. Sono consentiti gli spostamenti per fare visita alle persone detenute in carcere? Gli spostamenti per fare visita alle persone detenute in carcere sono sempre vietati, non potendo ritenere che tali spostamenti siano giustificati da ragioni di necessità o da motivi di salute. In tali casi i colloqui possono perciò svolgersi esclusivamente in modalità a distanza, ai sensi dell’art. 221, comma 10, del d.l. 19 maggio 2020, n. 34, come sostituito dalla legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77, che consente i colloqui a distanza mediante apparecchiature e collegamenti di cui dispone l’amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonica, anche oltre i limiti stabiliti dalle norme dell’ordinamento penitenziario.
  7. Sono consentiti gli spostamenti per fare visita alle persone ricoverate in una struttura detentiva a carattere ospedaliero? Fermo quanto esposto nella FAQ relativa con riferimento alla possibilità di spostamenti per far visita alle persone detenute, per quelle ricoverate in una struttura detentiva a carattere ospedaliero sussiste l’ulteriore limitazione per cui l’accesso in dette strutture detentive ospedaliere da parte dei parenti di pazienti ivi ristretti è consentito solo nei casi e con le modalità individuati dalla Direzione sanitaria della struttura stessa, per cui occorre preventivamente informarsi presso la Direzione per sapere se l’accesso sia o meno consentito e, in caso affermativo, a quali condizioni.
  8. Chi è sottoposto alle misure della quarantena o dell’isolamento, si può spostare? No, è previsto il “divieto assoluto” di uscire di casa per chi è sottoposto alla misura dell’isolamento, essendo risultato positivo al virus, o della quarantena precauzionale qualora sia stato identificato come contatto stretto di caso COVID-19. In tale ultimo caso è consentito uscire, utilizzando un mezzo privato, esclusivamente al fine di effettuare gli accertamenti diagnostici prescritti dal medico, evitando i contatti con altre persone e osservando scrupolosamente tutte le misure precauzionali, tra cui l’obbligo di indossare la mascherina.
  9. Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5? Sì, soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono contattare il proprio medico curante e rimanere presso il proprio domicilio, evitando i contatti sociali e limitando al massimo anche quelli con i propri conviventi.
  10. È possibile fare la spesa in un comune diverso da quello in cui si abita? È possibile spostarsi in altri comuni solo ed esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, di necessità o per motivi di salute. Laddove quindi il comune non disponga di punti vendita, o sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati.
  11. Sono un volontario della protezione civile: posso spostarmi dal comune in cui attualmente mi trovo per prestare la mia attività nell’ambito della gestione dell’emergenza? Sì, il divieto di spostarsi dal comune in cui ci si trova non riguarda coloro che svolgono attività di volontariato nell’ambito del Servizio nazionale di protezione civile o che siano comunque impegnati come volontari per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso (ad es., i volontari della Croce Rossa Italiana).
  12. Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”? È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al (dal) lavoro, anche tramite l’autodichiarazione di cui alla FAQ n. 2 o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.
  13. Se abito in un Comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”? In questi casi lo spostamento è giustificato per esigenze lavorative, se non è possibile lavorare da casa.
  14. Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi? Sì, si potrà rientrare, comunque, per la prima volta, dopo il 6 novembre 2020. Successivamente, gli spostamenti saranno consentiti solo negli ambiti e per i motivi chiariti alla FAQ n. 1.
  15. È possibile raggiungere la seconda casa? In considerazione del divieto di spostarsi, chiarito alla FAQ n. 1, l’accesso alla seconda casa può essere consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.
  16. Ci si può spostare per andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, intendendo tale spostamento per quanto possibile nelle prossimità della propria abitazione. Infatti, l’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. Possono essere altresì raggiunti i luoghi di culto in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la autodichiarazione prevista per lo spostamento lavorativo o di necessità. È altresì consentito partecipare alle funzioni religiose, nei limiti e nel rispetto degli specifici protocolli.
  17. È possibile uscire di casa per gettare i rifiuti? Sì, seguendo le normali regole già in vigore in ogni comune. Allo stesso modo, proseguono le attività di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti.
  18. Posso uscire con il mio animale da compagnia? Sì, per le sue esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone.
  19. Si possono portare gli animali domestici dal veterinario? Sì, per esigenze urgenti. I controlli di routine devono essere rinviati.
  20. Si può uscire per fare una passeggiata? Le passeggiate sono ammesse, in quanto attività motoria, esclusivamente in prossimità della propria abitazione. Sono chiaramente ammesse, inoltre, nel caso siano motivate per compiere gli altri spostamenti consentiti (andare al lavoro, motivi di salute o necessità). Per esempio, è giustificato da ragioni di necessità spostarsi per fare la spesa, per acquistare giornali, per andare in farmacia, o comunque per acquistare beni necessari per la vita quotidiana. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione. In ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento, e quindi dell’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di 1 metro fra le persone. Resta comunque consentita la passeggiata, al fine di accompagnare i minori o le persone non completamente autosufficienti, senza che sia in questo caso necessario il rispetto della distanza di un metro.
  21. È consentito fare attività motoria? L’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona e indossare dispositivi di protezione individuale. Sono sempre vietati gli assembramenti.
  22. L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito? Sì, salvo diverse specifiche disposizioni delle autorità locali, e a condizione del rigoroso rispetto del divieto di assembramento. È consentito, altresì, l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.
  23. Posso utilizzare la bicicletta? L’uso della bicicletta è consentito per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi che vendono generi alimentari o di prima necessità. È inoltre consentito utilizzare la bicicletta per svolgere attività motoria all’aperto nella prossimità di casa propria, mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro, o per effettuare attività sportiva, mantenendo la distanza interpersonale di almeno due metri.
  24. Posso usare l’automobile con persone non conviventi? Sì, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina. L’obbligo di indossare la mascherina può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina, essendo in tale caso ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore.
  25. È consentito, anche al di fuori del Comune ovvero della Regione di residenza, lo svolgimento di attività lavorativa su superfici agricole, anche di limitate dimensioni, adibite alle produzioni per autoconsumo, non adiacenti a prima od altra abitazione? Sì, la cura dei terreni ai fini di autoproduzione, anche personale e non commerciale, integra il presupposto delle esigenze lavorative, contemplato per le zone “arancioni” e “rosse” dagli artt. 2 comma 4 lett. a), e 3, comma 4, lett. a), del DPCM 3 novembre 2020. Quindi la coltivazione del terreno per uso agricolo e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo (quale ad. esempio quella di raccolta delle olive, conferimento al frantoio e successiva spremitura) sono consentite, a condizione che il soggetto interessato attesti, con autodichiarazione completa di tutte le necessarie indicazioni per la relativa verifica, il possesso di tale superficie agricola produttiva e che essa sia effettivamente adibita ai predetti fini, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito.
  26. Per i cittadini stranieri vigono le stesse limitazioni agli spostamenti che vigono per gli italiani? Sì, le restrizioni sono valide per tutte le persone presenti sul territorio italiano, a prescindere dalla loro nazionalità. Per gli spostamenti da e per l’estero, oltre a tali restrizioni, si è altresì soggetti alle specifiche disposizioni relative a ciascuno Stato estero, reperibili sul sito istituzionale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Fonte FAQ Governo Italiano – Presidenza del Consiglio dei Ministri