Home Generali Marigliano, primo consiglio comunale in archivio: Dino Manna presidente. Tutte le novità

Marigliano, primo consiglio comunale in archivio: Dino Manna presidente. Tutte le novità

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Si è svolto fino a un paio d’ore fa il primo consiglio comunale dell’amministrazione Jossa, che ha visto proprio il primo cittadino collegato da remoto, costretto a casa da un isolamento domiciliare per essere entrato in contatto con una persona positiva al Covid (il sindaco e i suoi congiunti stanno bene). Tanta carne al fuoco: le premesse per un consiglio ricco di contenuti c’erano tutte e i fatti non le hanno smentite, anzi. Come di consueto l’assise, prevista per le ore 10, è iniziata con un’ora di ritardo, in barba ancora una volta al rispetto per i cittadini che magari erano collegati sin dall’orario di convocazione. Ad aprire la seduta è stato proprio il sindaco Jossa, che da casa ha chiesto un minuto di silenzio per onorare la memoria di due concittadini, purtroppo scomparsi la notte scorsa a causa della pandemia.

Nel corso della seduta si è proceduto all’elezione del presidente dell’assemblea cittadina: i consiglieri comunali hanno indicato Dino Manna, eletto nella lista Azzurra Libertà (di ispirazione forzista). Tutto come previsto da diverso tempo. In fondo il gentlemen’s agreement tra centrodestra e centrosinistra che aveva portato alla coalizione di maggioranza prevedeva proprio questo: sindaco PD e vicesindaco e presidente del consiglio comunale di centrodestra. A svolgere la funzione di vicepresidente sarà invece Peppe D’Agostino, consigliere del Partito Democratico. Inoltre, come previsto dall’ordine del giorno, sono stati anche sostituiti i consiglieri comunali che hanno ricevuto la delega di assessore: al posto di Felice Mautone (Azzurra Libertà) entra Michelina Ruggiero, mentre a sostituire Raffaele Coppola (La Città che Vogliamo) sarà Giovanna De Blasio. Un’ottima notizia dato che, così facendo, il consiglio comunale conquista due presenze femminili: di conseguenza si passa da appena 5 ad almeno 7 consigliere, tra maggioranza e opposizione, su un totale di 24 seggi. Quasi un terzo del totale, buon segno per il momento: incoraggiante. Tante anche le capigruppo donna presenti in consiglio comunale: Mena Bolero per il PD, Assunta De Rosa per Cambia con Noi, Lina Vivolo per Impegno Civico, la new entry Giovanna De Blasio per La Città che Vogliamo e Rosa Capua per Periferia 2030. Infine Francesco Tramontano diventa capogruppo della lista Popolari.

È poi arrivato il giuramento del sindaco, pronunciato direttamente da casa per l’occasione. Un evento singolare, unico, “ma necessario per preservare la salute di tutti e per non ritardare l’attività amministrativa che oggi più che mai ha bisogno di proseguire spedita per assicurare tutela e sostegno alla nostra comunità”, ha dichiarato in diretta il primo cittadino.

Peppe Jossa, che ha dato anche comunicazione dei componenti della giunta (e delle rispettive deleghe) che lo affiancherà nel corso del suo mandato di sindaco, ha poi ribadito l’impegno “a lavorare in prima persona per rendere meno difficile il periodo  di crisi che attanaglia i cittadini”.

“La distanza a cui siamo costretti serva ancor di più come esempio di condotte che tutti siamo chiamati ad adottare per proteggere noi ed i nostri cari. Le misure di contenimento del contagio ed il senso di responsabilità di ognuno di noi possono contribuire a salvare  vite umane e ad evitarci la sofferenza di un virus che colpisce in maniera insidiosa e pericolosa”, ha sottolineato il sindaco, rivolgendosi ai consiglieri, ai quali ha poi ricordato di essere tutti chiamati “a vivere un’esperienza straordinaria dalla quale, ne sono certo, usciremo più forti e consapevoli del delicato ruolo che ogni amministratore comunale è chiamato a svolgere nell’interesse e per il bene del nostro territorio. É per questo che rilevo con soddisfazione la disponibilità dell’opposizione consiliare a condividere le scelte che saranno prese in un momento così difficile e delicato”.

A raccogliere l’assist è il contendente alla carica di sindaco, Vincenzo Esposito, primo consigliere di minoranza, che auspica e promuove un’azione costruttiva dell’opposizione. È proprio lui, infatti, nelle seconda parte del consiglio – interrotto per raccogliere i voti dei consiglieri non presenti in aula consiliare, destinati all’elezione del presidente – a manifestare qualche perplessità in merito allo scrutinio di Dino Manna, giovane imprenditore, laureato in scienze politiche ed eletto tra le fila di Azzurra Libertà con 551 voti. Esposito lamentava il fatto che per l’elezione del presidente del consiglio ci volessero i due terzi dei consiglieri, quindi 17 su 25 (contemplando anche il sindaco come tale, come era successo per l’elezione di Vito Lombardi nel 2015), mentre invece i voti erano stati 16 su 24 consiglieri eletti (2/3 appunto). Una volta ratificata l’elezione da parte del segretario Tommaso De Girolamo, gli animi si sono placati, dopo una leggera bagarre che ha portato anche a un piccolo assembramento, subito rientrato.

Finale thrilling, come previsto, sul tanto discusso ultimo punto all’ordine del giorno, quello che prevedeva la modifica dell’articolo 24 dello statuto comunale: un’operazione tesa a garantire l’aggiunta di un settimo assessore in giunta. Tuttavia lo statuto in questione prevede che le proposte di modifica vengano prima fatte proprie dalla commissione affari istituzionali e solo dopo portata in consiglio: di conseguenza una delibera di modifica è dovuta diventare, necessariamente, una delibera di atto di indirizzo. La questione è stata sollevata ancora una volta dal consigliere Esposito: “Mi rendo conto che la maggioranza non avrebbe potuto ritirare il punto all’ordine del giorno per evitare una magra figura proprio nel corso del primo consiglio. Fa specie che il segretario abbia permesso di votare una delibera il cui contenuto è completamente diverso da quello previsto dall’ordine del giorno in questione. Ad ogni modo noi abbiamo deciso di abbandonare l’aula al momento del voto, cosa che poi è avvenuta alla presenza della sola maggioranza”.

Alla fine, come conferma anche il vicepresidente del consiglio comunale, Giuseppe D’Agostino, la maggioranza ha provveduto a votare un atto di indirizzo destinato alla commissione Statuto e Regolamento, la quale potrà eventualmente modificarlo: infine il documento arriverà in consiglio e solo allora, nel caso, l’articolo 24 potrà essere modificato. Un iter in fieri, e soprattutto un assessore pendente.

Scongiurato il rischio che l’avvocato Franco Canzerlo si dichiarasse consigliere indipendente, fuoriuscendo dalla maggioranza in consiglio comunale in seguito alle recenti polemiche. Canzerlo, in seguito a un confronto con gli altri consiglieri eletti, si è confermato critico rispetto ad alcune scelte, ma ha ribadito di ritenersi un uomo di partito, richiamandosi a un necessario senso di responsabilità in questa fase difficile e a future scelte politiche che possano vedere maggiore condivisione e collegialità.

Nota a pie’ di pagina: in questo periodo di distanziamento fisico e zona rossa, sarebbe il caso di offrire un servizio di streaming quantomeno dignitoso, al fine di consentire ai cittadini di partecipare senza difficoltà alla cosa pubblica. Si spera che già dalla prossima occasione il Comune di Marigliano sia in grado di offrire un servizio migliore.