Pomigliano, ginnastica, tricolore allieve e 3^in Serie A con la Fitness Trybe 

0
Riceviamo e pubblichiamo. Una trasferta ricca di soddisfazione per la ginnastica campana quella a Porto Sant’Elpidio, nelle Marche, per l’ultimo importante appuntamento nazionale 2020 di Aerobica della Federazione Ginnastica d’Italia. Al Palazzetto dello Sport del comune fermano, infatti, è stata la squadra della Campania ad aggiudicarsi il Trofeo delle Regioni con Maria Chiocca, Anna Looz, Mariana Mancino, Sofia Romano, Federica Carnevale, Pasqualina Palumbo e Diana Della Ragione, tutte del California Center Club di Monte di Procida guidate da Simona Scotto. L’altro straordinario successo è arrivato grazie alla Fitness Trybe di Serena Piccolo, che si è laureata campione nazionale allieve con Maria Mautone nell’individuale, Claudia Federico e Alessia Rea in coppia, e Roberta Tufano Maria Mautone e Claudia Federico nel trio. La squadra di Pomigliano d’Arco (NA) ha messo alle sue spalle l’Agorà di Colleferro (RM), l’Anxa Gym di Lanciano (CH) e le cugine del California giunte al sesto posto.  Altri due importanti podi li hanno conquistati ancora la Fitness Trybe e la Chige Monte di Procida di Chiara Barone. Il club di Serena Piccolo ha compiuto un vero exploit salendo sul terzo gradino del podio nel Campionato di Serie A, alle spalle dell’Agorà e della squadra di casa. Artefici del risultato sono state Eva Iurlaro, Miriam Impero, Cristina Ponzo, Valeria Dell’Atti, Gaia D’Andrea, Ilaria Ferraro e Martina Rea.  Nella massima serie, ottavo posto per il California Center Club e sesto per la Chige che si è aggiudicata, invece, la medaglia di bronzo nei Campionati Assoluti Categoria Gruppo con Armida Iodice, Marcella Lucci, Rosaria Orsini, Eleonora Scotti, e Arianna Ciurlanti.  Per effetto di questi risultati, ben tre società, delle dieci che parteciperanno al campionato di Serie A 2021, sono campane, la Fitness Trybe, la Chige ed il California.  Resta in Serie B, invece, il Club Ginnastico Benevento di Cristiana D’Anna, giunto al sesto posto con il solo Alessandro Aiello in gara.  Piena soddisfazione espressa dal Consigliere regionale Graziano Piccolo: “Nonostante il Coronavirus, abbiamo concluso il 2020 alla grande, ma non ci culliamo sugli allori e pensiamo già al 2021 che ci auguriamo possa consentire a tutti gli atleti di potersi allenare al meglio e di confrontarsi in presenza del pubblico”. 

Napoli – Sampdoria (Partita 17), camaleontico

In questo periodo il Napoli non convince. E non fa meglio nel primo tempo contro la Sampdoria di Ranieri, che arriva al San Paolo con uno score di 5 sconfitte e 2 pareggi nelle ultime 7 partite. Direste: “ce li mangiamo in un sol boccone”, e invece no. Sembra scontrarsi contro un muro, Ranieri chiude la sua squadra e la lancia in contropiede. Il Napoli fa un inutile possesso palla, in mezzo all’area è tutto chiuso, sulle fasce non arrivano le idee giuste. La Sampdoria passa in vantaggio, frega in contropiede gli azzurri, il gol è di Jankto, lenti Di Lorenzo e Meret. Gli azzurri spengono la luce. E il primo tempo potrebbe finire anche peggio. Vedo segnali di un certo tipo da Mertens e soprattutto da Insigne, ma sembra veramente dura poter riprendere le redini della partita. E invece il Napoli cambia, è camaleontico, cambia forma. Entrano Lozano e Petagna, saranno protagonisti. Il Napoli passa dal centrocampo a 3 a quello a 2. Forse riesce a collegare meglio i 2 reparti, sembra anche più convinto e pronto sulle palle. Scrivevo di Insigne e Mertens, da loro parte il gol del pareggio, il cross è per Lozano che guadagna lo spazio per incornare di testa. Il messicano prende un palo, peccato, ma è solo questione di tempo per il gol del vantaggio. E’ sempre lui, Lozano scappa e lancia un fendente verso la testa di Petagna, che lo indirizza in porta. Il Napoli acquista un vantaggio insperato, e la Sampdoria si fa avanti, ma la partita finisce così.

Le ultime partite ci hanno offerto un Napoli discontinuo. Lo abbiamo visto anche con la Sampdoria. Ma Gattuso e i suoi hanno mostrato di saper cambiare registro, anche grazie ad un cambio tattico e sfruttando la lunga panchina a disposizione. Bravo Napoli, va bene essere camaleontico, ma facci soffrire meno.

San Giuseppe Vesuviano, bottiglie contenenti falso champagne; sequestrato opificio abusivo

0
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, unitamente a Ispettori dell’ICQRF (Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi Agroalimentari) Italia Meridionale sede di Napoli, ha sequestrato a San Giuseppe Vesuviano (Napoli) una fabbrica clandestina utilizzata per il confezionamento di bevande. Individuati quasi 1400 litri tra champagne, olio ed alcool etilico privi delle indicazioni obbligatorie in materia di tracciabilità alimentare e contraffatti. In particolare, gli specialisti del Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Napoli hanno scoperto un opificio perfettamente allestito per l’etichettatura di bottiglie contenenti falso champagne a marchio “Moet & Chandon” nel seminterrato di un edificio residenziale. Sequestrate 774 bottiglie di champagne, 804 di olio “Sapio” e di alcool etilico delle distillerie “La Sorgente” e “Fiume”, nonché 129.400 accessori per il confezionamento. Denunciati i titolari, una 55enne e un 48enne originari di Sarno (Salerno), per contraffazione e ricettazione. Se immessi sul mercato, i prodotti avrebbero consentito un guadagno di oltre 120 mila euro. (ANSA).

M5S, Iovino: “Caserma dei carabinieri di Nola, incontro con Prefetto su accelerazione opera”

Riceviamo e pubblichiamo dal deputato Luigi Iovino (M5S) “Oramai ci avviciniamo a grandi passi al giorno in cui, dopo anni, sarà restituita alla città di Nola la caserma dei carabinieri. Questa mattina, con il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia, ho incontrato il prefetto di Napoli Marco Valentini per fare il punto sui prossimi passaggi per riportare, in un territorio ad alta densità abitativa, un presidio di sicurezza che manca oramai da troppo tempo. Un incontro che ho fortemente voluto dopo la notizia della firma, nei giorni scorsi, da parte dell’Agenzia del Demanio sul nulla osta per la sottoscrizione del contratto di locazione della sede in via San Paolo Bel Sito. Dal prefetto abbiamo avuto ampie garanzie sul suo personale impegno nel seguire in prima persona i prossimi passaggi di un percorso agli ultimi step. Siamo oramai vicinissimi a un risultato per il cui raggiungimento è stato importante l’impegno di tutti gli attori coinvolti, dalla Prefettura al demanio, a noi portavoce locali e alle amministrazioni che si sono avvicendate in questi anni alla guida del Comune di Nola”. Lo dichiara il deputato del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Difesa Luigi Iovino, a margine dell’incontro con il prefetto di Napoli. “Un ringraziamento particolare al sottosegretario Sibilia, tra quanti hanno seguito da vicino tutti i passaggi di questo percorso per il quale sono fiero di essermi battuto, nell’interesse esclusivo dei cittadini di Nola e dei tanti comuni limitrofi dell’agro Nolano”.

Emergenza sanitaria, De Luca: “Ho il terrore dell’arrivo di persone che portano il contagio da altre regioni”

“Ho il terrore che a ridosso di Natale ci sia un assalto ai treni con migliaia di persone che portano il contagio da fuori regione”. Lo ha detto il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo de Luca, intervenendo a “Che tempo che fa”. De Luca ha invocato misure stringenti e controlli perché “se vogliamo godere del Natale quest’anno apriremo a gennaio le porte delle terapie intensive e le porte dei cimiteri per altre diecimila decessi per Covid. Questo è il quadro”. De Luca ha poi precisato che in Campania sarà seguita la linea del rigore precisando che non sarà la mobilità tra i piccoli Comuni e non sarà data la possibilità di andare nelle seconde case. Scopriamo che ci sono importanti del Nord che sono in zona gialla ed hanno una situazione drammatica a livello di terapie intensive e della contagiosità” ha proseguito. “Vuole dire che questo algoritmo non ha funzionato. Io sono tra quelli che non guarda il pannello che voi fate vedere. Quel quadro dal mio punto di vista si pronuncia algoritmo ma significa marchettificio. Togliamolo di mezzo” ha affermato De Luca. Il governatore campano parlando, poi, del governo ha detto: “Il presidente del Consiglio dei ministri ha detto che ha i ministri migliori del mondo, con un atto di fine umorismo Tre o quattro sono sono di grande valore, il resto francamente mi pare arte povera”.

Sant’Anastasia, l’appello di un cittadino a non sparare i botti a capodanno

0
Riceviamo e pubblichiamo un appello di Ciro Notaro ai cittadini anastasiani. La fatidica ora X si avvicina, e come ogni fine d’anno, attraverso i social mi adopero per scongiurare il disastroso effetto dei fuochi d’artificio…re bott’e capodanno  per capirci meglio.  Quest’anno sarebbe superfluo ricordarlo, perché i nostri cuori sono affranti dalla paura, dalla disperazione, dalle perdite di cari. Ma proprio in questo clima certe persone ed è ciò che rilevo dai social, potrebbero voler scacciare questa – maledetta peste – a suon di botti o voler ricordare il grande Diego con le già famose  bombe DI MARADONA.  E allora il mio APPELLO rivolto quantomeno ai miei concittadini, sarebbe di frenare questo entusiasmo, nel rispetto del dolore per chi più non c’è e di  chi sta soffrendo in solitudine in terapia intensiva lontano dalla famiglia e non ultimo per salvaguardare da  attimi di terrore  i  nostri  animali domestici.  So che siamo già in tanti a condividere questi pensieri, ma per esperienza credo che non saremo mai abbastanza. Sempre dal web altre voci appassionate propongono di lanciare palloncini bianchi per ricordare a mezzanotte, i cari venuti a mancare. DIO solo sa quanto mi piace questo delicato pensiero, ma non posso, per il bene comune non trascurare una nota del 12 settembre 2019 a salvaguardia dell’ambiente che ci ricorda i piccoli frammenti in cui si riduce un palloncino ad elio, finiscono nei boschi e nei mari con il rischio di venire ingeriti dagli animali selvatici e dai pesci, prima della decomposizione del lattice. pertanto sono causa di inquinamento ambientale!!!  Ed allora? Cerchiamo di evitarlo! Il mio invito ed augurio, per ciò che dovrà accadere a breve, lo esprimo con un desiderio: “vorrei che la festa di mezzanotte non procurasse dispiaceri a nessuno.”  E nel ricordare un pensiero di…  – Rabindranath Tagore: ” Se piangi per aver perduto il sole, le lacrime non ti permetteranno di veder le stelle”. Per lanciare una mia proposta, voglio citarne uno mio: nostri cari che più non sono…oggi son stelle e come scintille…  risplendono al buio e fan faville. Ecco amici cari… facciamole risplendere le nostre stelle in questa notte di Capodanno spegnendo ogni luce e col naso all’insù, inebriamoci del naturale splendore del loro eterno amore. ️ vi auguro un sereno anno nuovo perché…ci ‘o mmeratammo! Ciro Notaro  

Acerra, incendiate due auto della polizia municipale

Sono state incendiate nella notte due auto della polizia municipale di Acerra  nel parcheggio antistante il Municipio. Sul fatto indagano gli uomini del Commissariato della polizia di Stato, che hanno anche provveduto a requisire le immagini del sistema di videosorveglianza. Secondo quanto si è appreso, nel video sarebbero visibili due persone che scappano dal parcheggio e che potrebbero essere gli autori dell’incendio che dai primi accertamenti è doloso. I vigili urbani, negli ultimi mesi, sono stati impegnati nella repressione dei reati ambientali, e nei controlli sul territorio, il che non esclude la pista di un atto intimidatorio. (fonte foto: rete internet)

Confesercenti dona l’albero a Napoli, brillerà fino all’ Epifania per porre attenzione sui disagi del commercio

Un albero di Natale alto 14 metri con un diametro di 6 metri, una struttura in alluminio di circa 500 chili, illuminato da 7mila led e con arcobaleno a cascata che richiama il messaggio ‘Andrà tutto bene’. E’ l’installazione, costruita in dieci giorni e posizionata in piazza del Plebiscito a Napoli, donata da Confesercenti Campania e Associazione Lumarie italiana, in collaborazione con il Comune di Napoli. L’albero resterà illuminato, giorno e notte, sino all’Epifania. “Era necessario dare un simbolo di luce e di speranza a Napoli, alle famiglie, ai giovani e soprattutto ai commercianti di questa città che stanno soffrendo più di tutti – ha detto il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo – Invochiamo serenità e tranquillità, in modo che a breve possa finire questo dramma che ha colpito l’economia, i lavoratori e le famiglie di questa città e della nostra regione. Il 2021 deve essere un anno di rinascita, facendo in modo che le imprese, che sono in enorme difficoltà, risorgano. Questa terra deve ripartire trascinando il Sud, facendo da traino dell’economia per cancellare ogni differenza tra Meridione e Settentrione d’Italia”. “Quest’anno ci stringiamo alle persone che sono in difficoltà, riscoprendo il senso dell’importanza della vita, della natività, della famiglia e dell’amore per la nostra Napoli”, ha detto il sindaco Luigi de Magistris. “Quest’albero è stato donato per avere visibilità agli occhi del governo e dello Stato, per i quali siamo invisibili, visto che non ci è stato riconosciuto alcun sostegno o anche un semplice sgravio. Con questa luce – ha concluso Antonio Spiezia, presidente dell’Associazione Luminaria italiana – vogliamo far aprire gli occhi a chi dovrebbe tenderci una mano: ci sono tante famiglie che vivono attraverso questo mestiere, mettendoci passione e arte da intere generazioni”. (FONTE FOTO: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO)    

Il vecchio “Circolo Sociale” di Somma Vesuviana: un sogno giovanile che diventò realtà

Continuano le nostre interviste esclusive sulla storia del nostro territorio con il prof. Pasquale Malva per raccogliere opinioni e ricordi. Stavolta tocca al vecchio Circolo Sociale, che negli anni ’60 del Novecento costituì una valvola di sfogo e una realtà importante per tanti giovani sommesi come punto di ritrovo.   I circoli hanno sempre rappresentato nella storia un luogo deputato alla discussione politica e alla formazione di idee, favorendo la coesione fra uomini con le stesse opinioni. Iniziative culturali, ricreative ed artistiche non mancarono pure a Somma Vesuviana agli inizi del XX secolo. Un primo tentativo di associazionismo è attestato già nel 1910 con un Circolo Ricreativo, i cui soci erano, principalmente, i nobili villeggianti della città. Famosi sono rimasti, all’epoca, gli applauditissimi concerti musicali del maestro Domenico Santoro. Ricordiamo, poi,  il Circolo Sociale Juventus, che si proponeva di essere, come in effetti fu, il luogo di trattenimento mondano e di divertimento. Il sodalizio, inaugurato nel 1920, era frequentato assiduamente da intellettuali, professionisti, proprietari benestanti senza distinzione di etichetta politica. All’ epoca ebbe grande eco nella città di Napoli la personale del pittore sommese Vito Auriemma, allestita in questi locali. Più tardi, nel 1922, la cittadinanza inaugurò con una bellissima manifestazione un altro circolo denominato Rifugio Artistico, che proponeva un vasto programma di conferenze, mostre di pittura, declamazione di poesie, serate danzanti, rappresentazioni teatrali e musicali. Infine il Circolo polisportivo Viribus Unitis con i suoi vasti programmi  riguardanti varie discipline sportive, tra cui ricordiamo le gare ciclistiche, il tiro a piattello, la scherma e il podismo. Con l’Opera Nazionale Dopolavoro – istituzione fascista del 1925 con scopo ricreativo- lavorativo – l’attività di svago dei circoli sommesi subì un notevole sprofondamento per poi finire nel buio più assoluto. A metà degli anni ’60, grazie alla diffusione della scolarizzazione di massa, si arrivò a identificare i giovani con la categoria dei studenti. Il loro bisogno di vivere insieme e il più possibile fuori dal contesto famigliare favorì la nascita di circoli e  associazioni con il  desiderio non solo di nuove forme di socializzazione, ma anche di diffondere le loro idee sui nuovi temi d’attualità. Anche Somma Vesuviana ebbe il suo circolo.  Professore Malva, come nacque l’idea di un Circolo sociale a quell’epoca? “Quando, a metà degli anni ‘60, il Circolo sociale, da vaga aspirazione di un gruppo di giovani liceali (Gino De Stefano, Franco Di Palma, Pasquale Malva, Michele Napolitano) divenne a poco a poco una realtà operante, non mancarono i soliti uccelli di malaugurio che profetizzarono con una certa sicumera una brevissima vita al nascente sodalizio. Sorto come luogo di ricreazione, ma soprattutto come sede di incontri e di scambi di opinioni, ha rappresentato con gli inevitabili limiti uno dei pochissimi, se non l’unico tentativo di sensibilizzazione e di avvicinamento alla cultura in un contesto sociale quasi del tutto refrattario, anche se non privo di spunti e di fermenti autenticamente e genuinamente culturali, che si riallacciavano alla tradizione strettamente popolare e che meritavano di essere valorizzati ed espressi” Cosa rappresentò per i giovani sommesi? “I fatti hanno, in seguito, dato torto a quei profeti di sventura in quanto il Circolo, da una piccola sala di ping pong, di fronte alla farmacia Angrisani di via Turati, divenne ben presto un’istituzione che ha certamente avuto il merito di modificare positivamente l’atteggiamento e il contatto soprattutto dei giovani di varia estrazione (in sintonia con l’aggettivo sociale), indice di quella che fu la finalità prima e il presupposto del sodalizio. Sono ancora impressi nella memoria i tentativi di quando noi, freschi di diploma di maturità, volevamo per forza inserirci nel mondo degli adulti, che frequentavano il solito bar e non avevamo altri mezzi se non le stecche di biliardo. Il Circolo ha avuto la pretesa in quel periodo di essere l’unica oasi nel deserto ed ha dimostrato di poter esercitare quella funzione di stimolo e di sprone al dialogo, alla discussione, alla riflessione. In altri termini la sua azione ha costituito  una provocazione non sterile, non fine a sé stessa ma tendente ad una sempre maggiore riscoperta dell’identità di giovani del nostro tempo”.  Quali furono le iniziative principali? “Tanto per citare alcune iniziative promosse dal Sociale, dotato peraltro di una biblioteca di oltre 600 volumi, si ricordano le numerose conferenze tenute da studiosi della nostra Università, come il prof. Palomba, il prof. Nazzaro, il prof. De Luca ed i non meno importanti dibattiti di scottante attualità tra uomini politici come l’on. Cariota Ferrara, Silvano Labriola, Vittorio Pellegrino, Antonio Mola, Mario Forte, poi sindaco di Napoli, Antonio Pugliese, giornalista di grande spessore. A confermare la imparzialità del Circolo giova ricordare gli incontri-scontri tra le forze politiche locali di maggioranza e opposizione, che suscitarono sempre grandissimo interesse per la loro vivacità e immediatezza. Con questi ultimi il sodalizio si poneva come trait d’union tra i diversi partiti, tra i cittadini e gli amministratori in un dialogo che non poche volte si svolgeva tra sordi. Il Sociale tra le altre eminenti personalità ha avuto l’onore di ospitare il compianto attore Carlo D’Angelo e Giuliana Loiodice, ha promosso incontri con la poesia con i napoletani Mimì Romano, Jalea Vietri e quello toccante ed evocativo sulla personalità artistica di Luigi Tenco. Per quel che riguarda l’attività culturale nel campo delle arti figurative il Circolo si è reso promotore di un concorso annuale di pittura estemporanea destinato agli alunni di vari istituti e di mostre personali e collettive di valenti maestri come Lombardi, Montevago, Negozio, Angiuoni”.  Quali sono i ricordi più belli? “Nel 1972 il nostro sodalizio costituì la fucina di un folto gruppo di giovani di ambo i sessi  che parteciparono a Milano, per cinque settimane, con grande passione ed entusiasmo alla  trasmissione televisiva Come quando fuori piove, condotta da Raffaele Pisu,  rappresentata da una sfida, che vedeva di fronte una squadra del Sud e una del Nord, finalizzata a indovinare da un semplice disegno un titolo di un film, di un romanzo, di una storia. La squadra del Sociale  portò a casa come vincita la somma di tre milioni e mezzo di vecchie lire, somma che fu trasformata in borse di studio per alunni indigenti della nostra cittadina. Sono stati poi ospitati nel tempo corsi di Danza Classica e concerti di musica da camera come importante è stato l’azione di avvicinamento al teatro lirico e di prosa con la stipula di convenzioni col Teatro San Carlo, col Politeama e col San Ferdinando Clou dell’attività culturale del Circolo è stato poi il Premio letterario Summa Villa, giunto alla terza edizione che, partito in sordina da un ambito strettamente locale, ha via via allargato i suoi orizzonti fino ad assumere una dimensione nazionale con la partecipazione di poeti inglesi, spagnoli, svizzeri grazie alla diffusione del Corriere della sera e di altri importanti quotidiani e riviste letterarie. Grande pregio ha conferito al Premio, promosso e patrocinato dal Circolo, la giuria composta da scrittori come Bruno Lucrezi, poeti come Alberto Mario Moriconi, giornalisti come Walter Pedullà, Angelo Manna e dal sottoscritto come ideatore e organizzatore del Premio”.  

Nel cuore di Napoli la Guglia di San Domenico, innalzata sui resti delle mura greche

La Guglia – l’obelisco che imita nella struttura le antiche “macchine”, delle feste popolari- è un ornamento di alcune piazze di Napoli. Le varie fasi della costruzione della Guglia di San Domenico, e gli interventi del Picchiatti, del Fanzago e di Domenico Antonio Vaccaro. I resti di mura greche trovati durante gli scavi, e l’inutile tentativo di Amedeo Maiuri di convincere, nel 1943, il podestà di Napoli a autorizzare e a finanziare uno scavo sistematico. Le testimonianze del Perrotta in un libro del 1828.   A Piazza San Domenico trovi tutti i segni della grandezza di Napoli antica: si affacciano sulla piazza palazzi di nobili famiglie, e in uno di questi ebbe sede, dal 1698 al 1806, il Banco del Salvatore, che svolse un ruolo importante nella storia economica e sociale della città; e poi c’è la chiesa dei Domenicani, la basilica, nella quale ogni pietra è un capitolo di storia.Nel 1657 gli “Eletti” di Napoli deliberarono di contribuire con un generoso “donativo”- 500 ducati- alla realizzazione di un progetto dei Padri Domenicani, che avevano deciso di innalzare una Guglia per ricordare la protezione accordata da San Domenico al popolo flagellato dalla peste dell’anno precedente. I lavori incominciarono nel 1658 e i primi scavi portarono immediatamente alla luce quei resti di mura greche che nel 1692 vennero descritti da Carlo Celano. Francesco Antonio Picchiatti, che dirigeva i lavori, scese due volte negli scavi e ne disegnò anche una pianta, che venne conservata da Francesco Enrico Grasso, conte di Pianura. Alcuni studiosi sostennero che fossero i resti della Porta Cumana, ma questa tesi non venne condivisa da Bartolomeo Capasso: la polemica durò a lungo, ma nessuno è riuscito a produrre prove capaci di dare una risposta definitiva. I resti, immediatamente ricoperti, vennero ritrovati  nell’aprile del 1943 – un terribile aprile di guerra – dagli operai di una ditta che era stata incaricata di installare una vasca idrica nella piazza. Amedeo Maiuri, che era il Soprintendente alle Antichità,spiegò al podestà di Napoli, Giovanni Orgera, l’importanza di quel ritrovamento e cercò in ogni modo di convincerlo a autorizzare e a finanziare  uno scavo sistematico di quelle preziose vestigia di Napoli antica, ma ogni tentativo si infranse contro la tragica gravità del momento storico e contro il vuoto delle casse comunali. Le lettere che si scambiarono Maiuri e il podestà, ritrovate in archivio dalla dott.ssa Maria Oreto, sono state pubblicate da Gianpasquale Greco. I lavori per la costruzione della base della Guglia si conclusero tra il 1668 e il 1670. In seguito, Francesco Antonio Picchiatti venne sostituito da Cosimo Fanzago, a cui toccò il compito di rivestire di marmi la struttura e di configurare i marmi in forme decorative originali. Secondo Renato Ruotolo, fu proprio il Fanzago a disegnare a forma di piramide la parte terminale della Guglia, e dalla sua bottega uscirono le due Sirene, gli stemmi della città di Napoli, dell’Ordine Domenicano, del Re di Spagna e del viceré Pietro Antonio d’Aragona.Il Fanzago venne poi sostituito da Lorenzo Vaccaro, non si sa con certezza per quali ragioni: forse per l’eccessiva lentezza del lavoro. Dopo una lunga interruzione, imposta dagli eventi politici e militari del primo trentennio del’700, nel 1736 Domenico Antonio Vaccaro, figlio di Lorenzo, avviò la fase degli interventi che avrebbe portato a termine la costruzione della Guglia. Secondo il Ruotolo, Domenico Antonio guidò l’opera del “marmoraro” Giovan Battista Massotti e scolpì in marmo la statua di San Domenico che, fusa in bronzo, fu posta sul vertice della struttura (vedi immagine in appendice). Vincenzo Maria Perrotta, dell’Ordine dei Predicatori, così scrive nel libro che egli pubblicò nel 1828 sulla storia della Chiesa di San Domenico: Domenico Antonio Vaccaro sulla sommità della Guglia “piantò una bellissima statua di bronzo di San Domenico, alta palmi 13, fatta col suo disegno, modello e assistenza e maestrevolmente scolpita con bella azione, con bizzarre pieghe dell’abito e che spira devozione. E sebbene scorgasi molta differenza tra i lavori del Fanzago e quelli del Vaccaro, la grande opera non lascia di comparire maestosa e vaga, essendo sobriamente ricca di statue, medaglioni, bassorilievi, con altri capricciosi ornamenti, tutti di marmo bianco e giallo antico, assai ben accordati”. Il Massotti completò e collocò sulla Guglia i quattro “puttini” delle mensole che chiudono la base e i “medaglioni” di San Pio V, di Sant’ Agnese e di Santa Margherita, e sui disegni di Domenico Antonio Vaccaro, scolpì anche i busti degli altri Santi domenicani: Vincenzo Ferrer, Giacinto, Pietro Martire, Ludovico e Raimondo.