Ore 12: l’Auchan di Nola ha chiuso, lavoratori in lacrime. 100 addetti in cig a zero ore

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I lavoratori di Auchan Nola mentre l'ipermercato chiude i battenti
I lavoratori di Auchan Nola mentre l'ipermercato chiude i battenti

“L’Auchan di Nola chiude definitivamente: ringraziamo i nostri clienti che ci hanno sempre sostenuto e auguriamo a tutti buon anno”. Mentre la speaker del reparto accoglienza dava dai microfoni il tristissimo annuncio, tra i commessi dell’Auchan di Nola c’è  stato chi non ha potuto trattenere le lacrime mentre le saracinesche dell’ipermercato, ormai spoglio di ogni merce, si abbassavano, a mezzogiorno. E così i 100 addetti alle vendite della struttura ubicata nel centro commerciale Vulcano Buono, dopo 13 anni di sacrifici, tanto lavoro e salari bassi sono stati messi tutti in cassa integrazione a zero ore dall’azienda, la Margherita Distribuzione, una controllata della Conad. E’ la mazzata occupazionale e produttiva più grave inferta in un colpo solo negli ultimi due decenni nel territorio a oriente della provincia di Napoli. Una chiusura che si è consumata un giorno prima del Capodanno 2021 e al termine di un 2020 terribile nel corso del quale,  nonostante la pandemia da Coronavirus dilagante, gli addetti dell’ipermercato hanno comunque dovuto lavorare ogni giorno per garantire la vendita al dettaglio dei generi alimentari. Madri e padri di famiglia sono stati messi alla porta dopo aver lavorato dal 2007, anno dell’inaugurazione, tutti i sabati e le domeniche nonché i festivi. Dipendenti che hanno sacrificato la loro vita e quella dei loro cari, soprattutto a causa dei salari bassi e dei turni di lavoro praticamente impossibili. E tutto per un pugno di mosche, per ritrovarsi senza lavoro nell’indifferenza più assoluta della politica e di tanta gente. Istituzioni assenti, a ogni livello. Intanto l’ipermercato non è stato acquisito da nessun’altra azienda. Il salvataggio quindi non è affatto cosa certa. C’è una trattativa, secondo quanto fatto sapere dai sindacati, che starebbe interessando due potenziali acquirenti. Ma non è stato ancora deciso niente e non si sa ancora se questa trattativa andrà a buon fine o meno per cui al momento i dipendenti si trovano sottoposti a un forte rischio. Il timore, grandissimo, è legato alla decisione del governo di sbloccare i licenziamenti, finora sospesi a causa della pandemia, a partire dal prossimo marzo. “Intanto – spiega una commessa in lacrime – dovremo da subito rinunciare al nostro stipendio, comunque basso, di circa 900 euro al mese. La cassa integrazione a zero ore sarà infatti di circa 550 euro. Ora però stiamo tremando per il nostro futuro. Siamo l’unico dei quattro ipermercati della catena Auchan della Campania che non ancora raggiunto un accordo definitivo un compratore”. Gli iper di Mugnano, Pompei e Giugliano hanno invece già trovato chi li acquisirà. Anche questi altri tre impianti hanno chiuso ma per una ristrutturazione di qualche mese finalizzata a una riapertura certa. A ogni modo anche qui i problemi sono grossi. Le società subentranti vogliono ridurre il personale di quasi la metà. E con lo sblocco dei licenziamenti potranno avere gioco facile. “L’azienda alla fine ci ha abbandonato”, ha detto dai microfoni una commessa dell’Auchan di Pompei nel discorso di commiato di oggi.